Soldati Ebrei Tedeschi nella Prima Guerra Mondiale

I soldati ebrei tedeschi pagarono un prezzo enorme in termine di morti e feriti e si guadagnarono (in proporzione) più croci di ferro di qualsiasi altro gruppo etnico, circa 18.000. Questo non bastò a preservarli da false accuse di tradimento e sabotaggio delle operazioni militari.

Una delle accuse più infamanti rivolte dai Nazisti agli Ebrei tedeschi fu quella di aver “accoltellato alla schiena” la Germania nel corso della Prima Guerra Mondiale. 

Si trattava, in realtà, di una folle diceria che circolava già dal 1919, ma i Nazisti ne amplificarono a dismisura la portata nonostante fosse già stata smentita dai documenti ufficiali dell’esercito e dalle associazioni di veterani.

Nel corso della prima guerra mondiale, ben 100.000 tedeschi di religione ebraica combatterono a fianco dei loro concittadini.

12.000 di loro non fecero ritorno a casa.

Gli Ebrei tedeschi ottennero un numero record di Croci di Ferro, ben 18.000, ma ne fecero ottenere molte anche ai commilitoni. Hugo Gutmann, ufficiale ebreo, propose e fece ottenere l’onorificenza a diversi sottoposti. Uno di questi ultimi avrebbe fatto una carriera importante negli anni successivi: Adolf Hitler.

Negli archivi tedeschi e in quelli del Ministero della Difesa Israeliano ci sono tantissimi documenti relativi al servizio prestato dai soldati ebrei. Gli israeliani, in particolare, hanno redatto un interessante riassunto di questa storia, che riporto (tradotto) qui sotto. 

Introduzione

Gli ebrei servirono nell’esercito tedesco dalla prima metà del XIX secolo. Si distinsero in diverse battaglie, specialmente nella guerra franco-prussiana (1870-71) ma, nonostante  il loro patriottismo, non c’era piena parità nelle promozioni. 

Pur godendo di pieni diritti civili, l’esercito evitò di promuovere gli ebrei non convertiti a posizioni di ufficiale. Così, allo scoppio della prima guerra mondiale, non c’erano ufficiali ebrei nell’esercito prussiano. L’unica eccezione era rappresentata da alcuni ufficiali ebrei di riserva che servivano nell’esercito bavarese, notoriamente più “liberale”.

Una breve storia dell’integrazione degli ebrei negli eserciti tedeschi

Dall’inizio del XX secolo, il 50% dei soldati ebrei, diplomati alle scuole superiori e all’università, servivano come “volontari di un anno”. Si arruolavano al momento della laurea per un anno di servizio obbligatorio, e poi servivano nelle riserve, normalmente come sergenti.

La prima guerra mondiale e gli ebrei tedeschi

La Germania entrò in guerra 3 giorni dopo l’Austria-Ungheria, dichiarando guerra alla Russia (1 agosto 1914) e alla Francia (3 agosto 1914).

Come altre nazioni, anche la Germania fu colpita da un’ondata di patriottismo allo scoppio della prima guerra mondiale. In generale, gli ebrei tedeschi condividevano questi sentimenti: da un lato, vedevano la Germania trascinata in guerra contro la sua volontà, dall’altro, si identificavano con gli obiettivi della guerra, difendendo la cultura europea occidentale contro la “barbarie” della Russia zarista, l”arroganza” britannica e il “revanscismo” francese. 

All’inizio, la strategia di guerra tedesca fu considerata come una “Difesa della Civiltà” e l’odio nei confronti dell’antisemitismo russo giocò un ruolo importante nel sostegno ebraico alla guerra del Kaiser Guglielmo II.

soldati ebrei davanti alla Singoga di Lodz

Una preghiera per il nostro “Re, popolo e patria”

La guerra e la necessità di coerenza sociale erano considerate dalle comunità ebraiche come un’opportunità per migliorare il loro status nel Reich. Lo stesso Kaiser parlava in quei giorni della necessità dell’unità tedesca “senza tener conto dei partiti politici, dello stato sociale e della religione”. Gli ebrei interpretarono questa dichiarazione reale al Reichstag di Berlino come una chiara dichiarazione della posizione del sovrano dalla parte di coloro che sostenevano l’uguaglianza dei diritti nella società tedesca.

Dopo il discorso della Corona

Nell’agosto 1914, moltitudini di uomini tedeschi, dai 20 ai 40 anni, furono mobilitati per lo sforzo bellico, molti dei quali volontari. La febbre patriottica e la disponibilità al sacrificio per la patria non lasciarono indifferenti gli ebrei. 100.000 ebrei (10.000 dei quali erano volontari) servirono negli eserciti tedeschi nel 1914-1918. In tutto, quindi, il 18% di tutti gli ebrei tedeschi partecipò al conflitto.

L’80% di tutti i soldati ebrei servirono sui fronti, 12.000 di loro caddero in battaglia o furono dichiarati dispersi in azione. Più di 20.000 ebrei furono promossi durante la guerra, 2.000 ai gradi di ufficiale. 30.000 ebrei furono decorati, molti di loro più di una volta.

Il più giovane volontario fu uno studente ebreo, nato a Costantinopoli nel 1904, Joseph Zips, che fu mobilitato nel 1917 a 13 anni. Perse entrambe le gambe in battaglia e morì nel 1934. Il più vecchio volontario era ebreo anche lui, Adolph Stern, di 63 anni, che fu promosso al grado di colonnello.

Tra i volontari c’erano anche membri ebrei del Reichstag (anche se il volontariato non era molto diffuso tra i politici in quei giorni), tra cui il Ludwig Franck (1874 – 1914) e Ludwig Hass (1875 – 1930).

Il primo era un avvocato e membro del partito socialdemocratico. Dopo che il Reichstag votò il bilancio di guerra, il patriottico Dr. Franck si arruolò nell’esercito, e cadde in battaglia tre giorni dopo, il 3 settembre 1914, vicino a Lunévile.

Anche il dottor Hass, membro della fazione progressista nel Reichstag, si offrì volontario per servire nell’esercito. Hass fu citato per il coraggio nelle battaglie vicino a Ypres, e decorato con la Croce di Ferro. Dopo aver servito quasi un anno al fronte, Hass fu nominato a capo del governo militare di Varsavia (luglio 1915).

Medici e personale medico ebreo

Più di 30.000 medici, paramedici, personale sanitario e veterinari ebrei servirono negli eserciti tedeschi durante la guerra. 1.400 (4,6%) di loro caddero nel loro servizio. Nel 1916, 2.500 alti ufficiali medici ebrei servirono negli eserciti tedeschi. Tra gli ufficiali medici regolari, quasi nessuno era ebreo, a causa dell’antisemitismo nei processi di promozione. Rolf Vogel, nel suo libro “Parte di noi”, sul contributo ebraico all’esercito tedesco, stima che 4.160 medici ebrei servirono nell’esercito.

La lotta contro l’antisemitismo

Lo scoppio della prima guerra mondiale, la dichiarazione del Kaiser sulla “pace tra i credenti di tutte le religioni“, la volontà degli ebrei e della loro organizzazione rappresentativa di partecipare, fare volontariato e identificarsi con i suoi obiettivi, simboleggiavano per molti un’apertura di speranza sull’assimilazione ebraica nella società tedesca.

Ma l’odio anti-ebraico era profondamente radicato in molti strati della popolazione. Lo “spirito di riconciliazione del 1914” svanì rapidamente. Già nell’agosto 1914, l’organizzazione antisemita Reichshammerbund chiese ai suoi membri e alle organizzazioni affiliate di raccogliere dati sulla partecipazione ebraica alla guerra e sulle loro perdite. Questo, al fine di dimostrare diserzioni e tradimenti da parte degli ebrei.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "AN DIE DEUTSCHEN MUTTER 72000 jüdische Soldaten sindfürdas Vaterland aufdem Felde der Ehre gefallen ٠٠/ FBMGMIEE Christliche und jüdische Helden haben gemeinsam gekämpft und ruhen gemeinsam in fremder Erde. 12000 Juden fielen im Kampf! Blindwütiger Parteihass macht vor den Gräbern der Toten nicht Halt. Deutsche Frauen, duldetnicht,das die jüdische Mutter เท ihrem Schmerz verhöhnt wird. Reichsbund jüdischer Frontsoldaten E.V."
un manifesto del 1920 pubblicato dai veterani ebrei della Prima Guerra Mondiale per opporsi alle accuse dei nazionalisti

Il “pericolo ebraico” fu enfatizzato di nuovo, insieme alla paura dei rifugiati ebrei che potevano “inondare” la Germania dall’est.

Contemporaneamente, gli ebrei stavano anche raccogliendo dati statistici per confutare pubblicamente le affermazioni antisemite. Il dibattito sui contributi ebraici nei fronti di guerra raggiunse il Reichstag. Le tendenze antisemite erano prevalenti nel Ministero della Guerra prussiano, portando alla decisione di avviare la “Judenzaehlung – censimento ebraico” (ottobre/novembre 1916): alle unità dell’esercito e della marina fu richiesto di riferire sul numero di ebrei e sulle loro funzioni.

Gli ebrei si sentirono ovviamente offesi dal censimento: il loro patriottismo era di nuovo messo in dubbio. Gli ebrei furono descritti come stranieri, sfruttatori e disertori.

I risultati del censimento non trovarono alcuna diserzione e quindi non furono mai pubblicati, ennesima prova che le accuse antisemite erano infondate. Ma la questione non finì così.

Nel 1919 apparve a Monaco un libretto antisemita, scritto da Auto Armin, che pretendeva di presentare i risultati statistici “da fonti dell’ufficio”. Le accuse antisemite presenti nel libretto erano mascherate da fatti scientifici e affiancati a false citazioni dal Talmud, come:

Nell’andare in guerra
Non essere il primo, ma l’ultimo,
Così sarai il primo a tornare a casa

La propaganda antiebraica includeva varie accuse. A Monaco un propagandista antisemita, Dietrich Eckhart, offrì una ricompensa a chi avesse portato le prove della diserzione ebraica. Offriva 1.000 marchi a chiunque identificasse una famiglia ebrea che avesse tre dei suoi figli che servivano al fronte, ognuno per un periodo di almeno tre settimane.

Un’organizzazione ebraica raccolse la sfida, presentando famiglie ebree che avevano fino a otto figli che servivano al fronte per periodi più lunghi. Dietrich fu costretto a pagare.

Furono pubblicati opuscoli che descrivevano la portata delle perdite ebraiche e chiamavano il popolo tedesco a prevenire uno scisma sociale dovuto all’incitamento antisemita.

Nonostante il supporto di alcune associazioni di veterani, sia di religione ebraica che cristiana, l’antisemitismo costruito dalla propaganda bellica interna e dalla rabbia per la sconfitta nel periodo successivo contribuì a creare un humus fertile per il nazismo.

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3 pensieri riguardo “Soldati Ebrei Tedeschi nella Prima Guerra Mondiale

  1. Oh, sempre in prima linea quando c’è da succhiare glandi circoncisi degli stessi maiali che ci hanno ficcati nell’attuale merda in cui ci troviamo, eh! E quindi ecco che saltano fantascientifici racconti di eroiici soldati giudei, che ero i primi a prestare servizio militare, che erano migliori degli “sporchi goy” cattivi, ingrati ed antisemiti, erano sempre in prima liea a fare scudo con i loro santi corpi e cazzate simili… Ah, e non dimentichiamo il santo magico Talmud; testo ben noto per i suoi “altissimi” valori, la sua profonda “moralità” e SOPRATTUTTO per le parole d’amore e rispetto che risewrva ai gentili (cioè i non ebrei).

    Un articolo schifoso, specie considerando che è la fine dell’anno, ebbene… auguro a ‘sti fetori del mar rosso vili, usurai, mercanti di carne umana e succhiasangue il PEGGIOR ANNO DELLA LORO ESISTENZA; ed anche ai loro lachè!!!

    1. Beh, complimenti. Davvero un commento erudito e centrato sul contenuto dell’articolo. L’ennesima dimostrazione che la comprensione del testo per certe persone è veramente a livelli da prima elementare. Fantastico. E il tuo voto vale quanto il mio. Che gran cosa la democrazia!

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