La Guerra dei Sei Giorni: La Propaganda Araba pre-Conflitto

La Guerra dei Sei Giorni è stata preceduta da una violenta propaganda degli stati arabi, che davano per certa una completa distruzione di Israele. Qui ci sono le citazioni più interessanti.

Nel cinquantatreesimo anniversario dall’inizio della Guerra dei Sei Giorni (5-10 Giugno 1967) vorrei riportare alcune citazioni di personaggi politici arabi e israeliani che riguardano il periodo immediatamente precedente. Si tratta di un articolo che tende al grottesco o, se preferite, allo humor nero, ma vi consiglio comunque di leggerlo per intero, perché il rapporto fra le dichiarazioni ed i fatti è davvero bizzarro.

In tempo di guerra, la propaganda ha sempre avuto un ruolo fondamentale nella de-umanizzazione del nemico (qui sempre rappresentato secondo i dettami della propaganda antisemita nazista) e nella sovra-rappresentazione della propria forza militare rispetto a quel nemico.

In questo caso, i vertici dei paesi arabi, rassicurati da vertici militari impazienti e del tutto impreparati al tipo di guerra che si affrettavano a intraprendere, fecero pagare un prezzo inaccettabile ai loro eserciti.

Sulla Guerra sono stati scritti molti libri, ma se vi interessa la questione puramente militare vi consiglio i volumi della Osprey, che sono molto ben strutturati.

La maggior parte del materiale proviene da http://www.sixdaywar.co.uk/, che ha raccolto un numero impressionante di dati, immagini, audio e video sul conflitto.


 🔴 8 Marzo 1965

“Noi non entreremo in Palestina con il suo suolo coperto di sabbia, entreremo con il suo terreno impregnato di sangue” 

Il presidente egiziano, Gamal Abdel Nasser

🔴 22 Febbraio 1967

“È dovere di tutti noi ora di passare da posizioni difensive a posizioni offensive ed iniziare la battaglia per liberare la terra usurpata … Tutti devono affrontare la prova e combattere fino alla fine.” 

Il presidente  siriano Attassi  

🔴 8 Aprile 1967

“(Questa battaglia sarà) … seguita da battaglie ancora più dure fino a quando la Palestina sarà liberata e la presenza sionista eliminata.” 

Ministro siriano dell’Informazione Mahmoud Zubi 

Zubi divenne poi Primo Ministro Siriano. Dopo aver distrutto l’economia del paese, portando la moneta siriana da un rapporto con il dollaro 1:3 a 1:47, si sparò in faccia nel 2000 per non affrontare un processo per tangenti.

🔴 12 maggio 1967

“Visti i quattordici episodi di sabotaggio e infiltrazione perpetrati nel solo mese scorso, Israele potrebbe non avere altra scelta che adottare contromisure adeguate contro i punti focali di sabotaggio. Israele continuerà ad agire per prevenire ogni tentativo di sabotaggio all’interno del suo territorio, e non ci sarà immunità per qualsiasi stato che aiuti o favorisca tali atti. “. 

Levi Eshkol , Primo Ministro Israeliano 

🔴 13 maggio 1967

L’Egitto deve aspettarsi “una invasione israeliana della Siria subito dopo l’Anniversario dell’Indipendenza con l’obiettivo di rovesciare il regime di Damasco”

Informazione sovietica errata consegnata da Mosca ad Anwar Sadat.

🔴 15 Maggio 1967

“Israele vuole far capire al governo egiziano di non avere intenzioni aggressive di sorta nei confronti di di qualsivoglia stato arabo.”

Levi Eshkol , Primo Ministro Israeliano 

Intanto nei paesi arabi uscivano vignette del tenore di quella qui sotto. Tutti erano convinti che, grazie ai loro eserciti e al supporto russo, la guerra sarebbe durata poco. E in effetti fu così.

Presa da un libro di testo utilizzato dal governo siriano per alfabetizzare i soldati. Gli Israeliani (da notare il nasone) sono quelli che cercano refrigerio nel Mediterraneo

🔴 16 maggio 1967

‘… Ho dato le mie istruzioni a tutte le forze UAR per essere pronte all’azione contro Israele nel momento in cui potrebbe procedere a qualsiasi tipo di azione aggressiva contro un qualsiasi paese arabo. A causa di queste istruzioni nostre truppe sono già concentrati nel Sinai sul nostro confine orientale. Per la completa sicurezza di tutte le truppe delle Nazioni Unite … Chiedo che Lei emetta l’ordine di ritirare immediatamente tutte le truppe. 

 – Richiesta scritta da Nasser al Comandante UNEF (Gaza)

“L’esistenza di Israele ha continuato troppo a lungo. Accogliamo con favore l’aggressione israeliana. Accogliamo con favore la battaglia che abbiamo tanto atteso. E’ scoccata l’ora. E’ giunta la battaglia in cui distruggeremo Israele…..» 

Radio Cairo 

🔴 17 maggio 1967

“Tutto l’Egitto è ora pronto a tuffarsi in una guerra totale che metterà fine a Israele” 

Radio Cairo 

“Ieri avevamo sperato che la tensione nel triangolo Israele-Siria-UAR fosse scesa dopo l’esagerato spettacolo egiziano di mettere in allerta le sue forze intorno a Il Cairo . Ieri sera, però, noi e gli israeliani abbiamo saputo che gli egiziani hanno mosso forze militari nel Sinai . Ora hanno spostato le forze di fronte alla Forza di Emergenza delle Nazioni Unite sul lato israeliano-UAR e tutti e le hanno ordinato di ritirarsi. “

Memorandum di Rostow, Assistente Speciale del Presidente Johnson 

🔴 18 maggio 1967

“La caserma sionista in Palestina sta per crollare ed essere distrutta. Ciascuno dei cento milioni di arabi ha vissuto per diciannove anni in una speranza : vivere per vedere il giorno in cui Israele verrà eliminato … per le gang del Sionismo non c’è vita, non c’è pace né speranza  di rimanere nella terra occupata. “

“Ad oggi, non esiste più una forza internazionale di emergenza per proteggere Israele …. L’unico metodo che useremo contro Israele sarà una guerra totale che si tradurrà nello sterminio dell’entità sionista”. 

– Radio Cairo

Syrian cartoon of Jewish skulls piled in the ruins of Tel Aviv
Una montagna di teschi ebrei: l’esito della guerra auspicato dal quotidiano siriano al-Jundi al’Arabi

“L’Egitto ha deciso di porre fine alla presenza della Forza di Emergenza delle Nazioni Unite nel territorio della Repubblica Araba Unita e nella Striscia di Gaza. Pertanto chiedo che vengano prese le misure necessarie per il ritiro della Forza al più presto possibile “. 

L’Ambasciatore egiziano Kony a U Thant, Segretario Generale dell’ONU- ONU A/6730/Add.3 26 Giugno 1967

“A prescindere dalle ragioni alla base delle azioni che avete intrapreso, vorrei avvertirvi, in tutta franchezza, che nutro seri dubbi sulla questione… Credo che questa Forza ONU sia stata un fattore importante nel mantenimento della relativa pace nella sua area di operatività nel corso degli ultimi dieci anni, e che la sua revoca potrebbe avere gravi implicazioni per la pace “. 

– U Thant, Segretario Generale dell’ONU, mentre comunica al Cairo che la Forza ONU sarà ritirata

«Lei ha ragione, signor Presidente, affermando che hanno portato la nostra pazienza ai limiti. Ci sono stati 15 tentativi di assassinio o sabotaggio nelle ultime sei settimane. Non abbiamo reagito. Questo di per sé dimostra che non c’è mancanza di temperanza e di responsabilità da parte nostra. D’altra parte, il problema non è risolto a tempo indeterminato dll’inerzia. Non possiamo sempre contare sui colpi di fortuna che finora hanno impedito agli atti terroristici di provocare le morti e le ferite programmati dagli autori.

Estratto dal telegramma del Primo Ministro Eshkol al Presidente Johnson. 

La nostra intenzione di considerare la chiusura dello Stretto come un casus belli è stata comunicata … ai ministri degli Esteri di quegli stati che avevano sostenuto la navigazione internazionale nello Stretto nel 1957 e successivamente. Non ci può essere alcun dubbio che questi avvertimenti abbiano raggiunto Il Cairo. Una cosa è ormai chiara. Se Nasser impone un blocco, la guerra sarà dovuta a un ‘errore di calcolo’, ma a una chiara e conscia predisposizione alla guerra “

– Abba Eban, Ministro degli Esteri Israeliano

La comunicazione che la chiusura dello Stretto, fondamentale per i traffici mondiali, sarebbe stata considerata come casus belli è di importanza fondamentale per comprendere la natura dello scontro. 

Guerra dei Sei Giorni
I cannoni di otto paesi arabi (Sudan, Algeria, UAR (!), Arabia Saudita, Giordania, Iraq, Siria e Libano) sono puntati su Israele. Al Jarida , Beirut, 31 Maggio 1967

🔴 20 maggio 1967

“Le nostre forze sono ora del tutto pronte non solo per respingere qualsiasi aggressione, ma ad attaccare, e a distruggere la presenza sionista nella patria araba della Palestina. L’esercito siriano, con il dito sul grilletto, è unito. Credo che sia giunto il momento di iniziare una battaglia di annientamento. ” 

Hafez Assad, ministro della Difesa siriano (sarà poi presidente della Siria, nonché padre dell’attuale presidente)

🔴 22 maggio 1967

“La bandiera israeliana non deve passare attraverso il Golfo di Aqaba. La nostra sovranità sull’ingresso al Golfo non può essere contestata ” 

Nasser, Presidente Egiziano

“Vogliamo una guerra popolare di liberazione su larga scala … per distruggere il nemico sionista” 

– Dr. Nureddin al-Attasi, Presidente siriano, alle sue truppe 

Guerra dei Sei Giorni
L’imminente guerra secondo un giornali libanese (al-Hayat) del 31 maggio 1967. Egitto, Siria, Giordania e Libano infilano cannoni in ogni buco della caricatura antisemita di un ebreo.

L’esercito siriano “con il dito sul grilletto” rimediò 2.500 morti, 5.000 feriti e 591 prigionieri di guerra in 72 ore. Metà dei suoi tank e parecchi aerei andarono in cenere nello stesso lasso di tempo. In effetti Assad fu profetico, si trattò proprio di “una battaglia di annientamento.”

🔴 23 maggio 1967

 [Il blocco arabo di trasporto Israele nel Golfo di Aqaba è] illegale e potenzialmente disastroso per la causa della pace …. La dichiarata chiusura del Golfo di Aqaba ha portato una dimensione nuova e grave alla crisi. Gli Stati Uniti considerano il golfo un corso d’acqua internazionale”. 

Presidente Johnson 

🔴 24 maggio 1967

“[al Blocco di Egitto] non deve essere permesso diavere successo;. Gran Bretagna si unirà agli altri nel tentativo di aprire lo Stretto ” 

Il Primo ministro britannico Harold Wilson ad Abba Eban

🔴 26 maggio 1967

“Prendere Sharm el Sheikh significa scontro con Israele e che che siamo pronti ad entrare in una guerra generale con Israele. La battaglia sarà su vasta scala e il nostro obiettivo fondamentale sarà quello di distruggere Israele.” 

Nasser, Presidente Egiziano, discorso presso Consiglio Generale della Confederazione Internazionale dell’Unione Commerciale Araba

🔴 28 maggio 1967

“L’esistenza di Israele è di per sé un’aggressione … quello che è successo nel 1948 è stata un’aggressione – un’aggressione contro il popolo palestinese.
… (la crisi si è sviluppata perché) Eshkol ha minacciato di marciare su Damasco, occupare la Siria e rovesciare il regime siriano. Era nostro dovere venire in aiuto del nostro fratello arabo. Era nostro dovere chiedere il ritiro di UNEF. Quando l’UNEF ha abbandonato le sue posizioni, avevamo il dovere di andare presso il Golfo di Aqaba e di far tornare tutto com’era quando occupavamo Aqaba nel 1956 ” -.

 – Nasser in una conferenza stampa per diverse centinaia di giornalisti da tutto il mondo

“Noi non accetteremo alcuna … coesistenza con Israele …. Oggi il problema non è l’instaurazione della pace tra gli stati arabi e Israele …. La guerra con Israeleva avanti dal 1948″. 

Nasser, Presidente Egiziano

Guerra dei Sei Giorni
Nasser visto dalla propaganda araba. L’ebreo, ovviamente, ha i soliti tratti della caricatura antisemita

🔴 31 maggio 1967

“Gli eserciti di Egitto, Giordania, Siria e Libano sono pronti ai confini di Israele … pronti ad affrontare la sfida, mentre dietro di noi sono gli eserciti di Iraq, Algeria, Kuwait, Sudan e l’intera nazione Araba. Questo atto stupirà il mondo. Oggi sapranno che gli arabi sono pronti per la battaglia, è scoccata l’ora. Abbiamo raggiunto la fase dei fatti e non di altre dichiarazioni

Nasser, Presidente Egiziano

🔴 31 maggio 1967

“L’esistenza di Israele è un errore che deve essere corretto. Questa è la nostra occasione per spazzare via l’ignominia che è stata con noi dal 1948. Il nostro obiettivo è chiaro: cancellare Israele dalla carta geografica.

 – Aref,  Presidente dell’Iraq

“Secondo i termini dell’accordo militare siglato con la Giordania, l’artiglieria giordana, coordinata con le forze di Egitto e Siria, è in grado di tagliare Israele in due nei pressi di Qalqilya, dove il territorio israeliano, dal confine dell’armistizio Giordano al Mar Mediterraneo, è largo solo 12 km.” 

Al Akhbar, quotidiano del Cairo

Quattro giorni dopo, Israele attacca. Annienta in 48 ore le aviazioni arabe, che lasciano sul campo più di 450 aerei, e in 96 ore  provoca a Siria, Egitto e Giordania 21.000 morti (stima), altrettanti feriti, 6.000 prigionieri e perdite logistiche inestimabili (gran parte dei carri armati e dell’artiglieria).  

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