Il Diario di Federmann

Con il Diario di Federmann, il Centro Studi Zhistorica propone la prima traduzione in italiano del diario di viaggio di Nikolaus Federmann, conquistador tedesco al servizio dei banchieri Welser. Il lavoro di traduzione è stato condotto dal dott. Riccardo Mardegan, dell’Università di Padova.

Nel Sud America del 1530, Federmann e i suoi uomini dovranno affrontare cannibali, malattie, animali feroci e tutte le sfide che l’entroterra inesplorato del continente metterà loro di fronte. Il volume è corredato da illustrazioni prestigiose e mappe originali dei secoli XVI-XX.

Specifiche Tecniche

  • 144 pagine full color HD
  • 20+ mappe
  • 10 illustrazioni originali di Francesco Saverio Ferrara
  • 1 indice dei personaggi

Introduzione

Vi siete mai chiesti quanti volumi, scritti tra il XV e il XX secolo, siano ormai caduti nel dimenticatoio? Quante opere storiche, geografiche, di usi e costumi, diari di viaggio, manuali militari stiano aspettando, con pazienza, di trovare uno spazio nelle aule universitarie o, più semplicemente, nelle biblioteche, fisiche o digitali, di qualche appassionato?
Recuperare i testi antichi, arricchirli e renderli fruibili al lettore odierno sarà sempre più parte integrante del mestiere dello storico; le attuali tecnologie informatiche ci mettono a disposizione migliaia di testi che attendono solo un paziente lavoro di restauro e, ove necessario, di traduzione.
Le sole biblioteche digitali permettono agli storici di consultare archivi illimitati, all’interno dei quali è necessario imparare a muoversi. Elaborare questa enorme quantità di dati e informazioni senza esserne travolti rappresenta la sfida principale della storiografia 2.0.

La seconda pubblicazione del Centro Studi Zhistorica si muove in linea con questa premessa. Il Diario di Federmann è la prima traduzione in italiano del resoconto relativo al primo viaggio in Venezuela del mercenario tedesco Nicolas Federmann, stilato di suo pugno nel XVI (in lingua tedesca) e tradotto, nei secoli successivi, in francese e spagnolo.

Ma facciamo un passo indietro per introdurre, in modo semplice, l’inizio di questa storia.
L’elezione di Carlo V nel 1520 a Sacro Romano Imperatore sembra corona-re un sogno atavico coltivato per tutto il medioevo dai sovrani cristiani e, in particolare, dai sovrani germanici dopo Ottone. Carlo V, per primo in Europa, aveva avocato a sé una serie di titoli e di territori che si estendevano dalle nuove Indie fino agli estremi confini orientali della Germania: la monarchia universale tanto teorizzata durante il basso medioevo sembrava avere, all’inizio del XVI secolo, un corrispettivo geopolitico nella realtà e in Carlo il sovrano che potesse incarnare tutti i valori del perfetto re cristiano.
Imperatore del Sacro Romano Impero, Re di Napoli, Duca di Borgogna, Re di Spagna, Re di Sardegna e Re di Sicilia a deo per popolum (questa era la formula giuridica utilizzata al tempo) Carlo era un uomo a cavallo tra due epoche: sarebbe stato l’ultimo sovrano europeo con una corte itinerante e il primo a dover gestire i problemi legati alla conquista (non ultimo il nodo teologico e filosofico in merito alla condizione degli indios in America).

Ma l’Europa del XVI sta vivendo un periodo della sua storia molto vivace, e il progetto della monarchia universale, come lo era stato per i secoli prece-denti, resta un ideale che non vedrà mai la luce: le nuove scoperte geografiche, le rivalità con la vicina Francia nella penisola italica, il pericolo otto-mano e berbero a est e a sud, nonché il problema delle riforma luterana, trascinano velocemente la monarchia asburgica in una spirale di eventi che porterà l’imperatore ad abdicare in favore del figlio e del fratello nel 1556.
Occorrerebbe un intero volume per dare una panoramica anche solo parziale del mondo imperiale e, in particolare, spagnolo dei primi decenni del XVI sec., ma vale sicuramente la pena soffermarsi su alcuni aspetti cruciali, tra cui la composizione sociale e le motivazioni profonde che spinsero i c.d. conquistadores a prendere la via per le Indie.

Come è risaputo, essendo la corona spagnola, dopo i vari accordi con il Portogallo (in particolare quello definitivo di Tordesillas del 1494), detentrice a pieno titolo della maggior parte delle Indie Occidentali, moltissimi (quasi la totalità) dei conquistadores erano di origine spagnola o, per lo meno, iberica.


Nel 1519, Carlo V era divenuto imperatore del Sacro Romano Impero, anche se il suo principale sfidante, Francesco I, non si sarebbe mai arreso all’idea di lasciare l’Europa sotto l’egemonia della famiglia asburgica. Carlo V, però, non aveva vinto la competizione “elettorale” soltanto grazie alle sue forze e, in un’epoca nella quale i ceti “proto-capitalistici” cercavano uno spazio politico sempre maggiore, erano intervenuti in suo favore due delle famiglie di banchieri più ricche e conosciute dell’Impero: i Fugger e i Welser.

Queste famiglie di banchieri avevano garantito un notevole supporto finanziario alle casse asburgiche, supporto che si era tradotto in donazioni “persuasive” da parte del futuro Carlo V a favore dei grandi elettori dell’Impero e, quindi, si era rivelato decisivo per la vittoria nel confronto con lo sfidante francese.
Se anche in altri ambienti si è usi dire che “nessuno fa niente per niente”, i Welser del Cinquecento non costituivano di certo un’eccezione e, dopo aver garantito l’elezione di Carlo, avrebbero chiesto come premio per la loro fedeltà ma, soprattutto, a guisa di risarcimento, una serie di licenze imperiali per usufruire delle abbondanti risorse che si stavano scoprendo proprio in quegli anni nel Nuovo Mondo.

A questo punto della storia, con un Carlo V saldamente sul trono dell’Impero e fortemente debitore nei confronti delle famiglie di banchieri tedeschi, inizia la storia straordinaria di Nikolaus Federmann, esploratore e conquistador tedesco attivo soprattutto negli odierni Venezuela e Colombia.
La storia di questo incredibile personaggio ci è stata tramandata da un resoconto compilato dal cognato di Federmann, che si firma Juan Kiefhaber, ciudadano de Ulm, e che aveva recuperato le memorie del parente per farle conoscere alla popolazione dell’impero.

La prima edizione di questo libretto viene stampata a Haguenau nel 1557 con il titolo “Bella y agradable narración del primer viaje de Nicolás Feder-mann el joven, de Ulm, a las Indias del Mar Océano y de todo lo que le sucedió en ese país hasta su vuelta a España, escrita brevemente y de divertida lectura.”
Di questa prima edizione vi è poi una traduzione in francese, di molto successiva (1837), pubblicata da M. Henry Ternaux nella sua collezione “Voyages, relations et memoires originaux pour servir à l’histoire de la decouverte de l’Amérique.”
Il documento fondamentale è, però, quello pubblicato nel 1916 a Caracas e digitalizzato nel 2013 dall’Università del North Carolina, contenente un prezioso commento del traduttore Pedro Manuel Arcaya. Quest’ultimo, non solo si è preso la briga di tradurre in spagnolo l’edizione francese del 1837, ma ha anche effettuato una puntuale e decisamente professionale critica alla fonte primaria.
È proprio da questo documento che Riccardo Mardegan, dell’Università di Padova, è partito per ricostruire la storia del conquistador tedesco. Di seguito, prima di passare al testo del diario, troverete un’introduzione (il cui autore è sempre il menzionato Mardegan) e delle note preliminari.


È possibile acquistare Il Diario di Federmann singolarmente o, con un ulteriore sconto, in uno dei box con gli altri volumi Zhistorica!

Il Pacchetto Il Diario di Federmann comprende:

  • 1 Copia de Il Diario di Federmann autografata
  • 1 Segnalibro in edizione limitata
  • Spedizione Gratuita con Pacco Tracciato


Zodd. Alba di Sangue

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Product Details

Zodd. Alba di Sangue è un romanzo dark-fantasy impregnato di orrore cosmico e ultraviolenza.


Il protagonista, Zodd, è alto più di due metri, vive di violenza e serve nei Corazzati, un reparto ausiliario dell’Impero Imadiano. In un mondo fatto di orrori, mostri e massacri, si lascerà alle spalle una scia di sangue e arti amputati pur di non arrendersi al suo destino.

Tra le influenze letterarie, videoludiche e cinematografiche di Zodd. Alba di Sangue, ci sono Devilman, Dead Space, Lobo, degli scritti di Lovecraft, i dipinti di Hieronymus Bosch, i deliri splatterpunk di Edward Lee, le incisioni di Gustav Dorè… e ovviamente Berserk di Kentaro Miura. Pur non essendoci alcuna connessione di trama e personaggi con Berserk, l’autore, che acquistò il primo numero nel dicembre 1996, ha deciso di omaggiare Miura con il nome del protagonista.


Questo box comprende:

  • 1 volume firmato
  • 1 segnalibro in edizione limitata
  • 3 card full color HD su A5 da 170gr


◾ L'AUTORE


Gabriele Campagnano è il fondatore di Zhistorica e autore del best seller I Padroni dell’Acciaio. La copertina e gli straordinari disegni inseriti nel volume sono stati realizzati da uno dei migliori illustratori italiani: Art of Francesco Saverio Ferrara.

Qui è possibile scaricare e leggere i primi 19 capitoli di Zodd. Completamente gratis e in formato Epub! ▶ OLTRE 1.500 DOWNLOAD GIA' EFFETTUATI!


◾ L'OPINIONE DELLA CRITICA


Zodd è già stato recensito da diversi portali specializzati, autori di genere fantasy e horror e lettori. Clicca qui sotto per leggere le recensioni della critica!




◾ L'OPINIONE DEI LETTORI


Ci sono decine di recensioni di Zodd, liberamente consultabili su Amazon o sulla pagina facebook ufficiale. Qui sotto ne troverete alcune che vi faranno venire l'acquolina in bocca:

✒ Un'orgia di sangue e acciaio. Un capolavoro del fantasy italiano che si apre col botto e si conclude con i fuochi d'artificio. Boccheggerete per cercare qualcosa di lontanamente simile. Violenza, sangue, armi medievali, tutto condito con quel gusto per il crudo che non è per tutti, ma che una volta assaggiato vi renderà difficile tornare a leggere il vecchio fantasy. Insomma, un romanzo da cui non si torna più indietro e che analizza magistralmente gli abissi della perversione umana manifestata nella cruda realtà di un mondo costantemente in conflitto. Consiglio una camomilla ai più impressionabili, prima della lettura, poiché qui dentro troverete tutta l'adrenalina che cercate... E forse anche di più....
Spartaco Spike Gallitto

"Divorato". È il termine più consono a questo libro, un mix di Dark, Fantasy, Horror e Violenza allo stato puro.

Andrea Farnocchia

Letteratura cruda, chirurgica, tagliente come un tronchese e contundente come un martello in asta. Zodd è un esperimento (riuscito) di alchimia narrativa che affonda gli incisivi nel senso comune, sodomizzando a tradimento anche il lettore più smaliziato in una mistura di Sword&Splatter, Dark e Anabolic Fantasy, dal forte sudore Grim e Horror.
Luca Mazza

Zodd si discosta molto dal classico fantasy, qui l'orrore cosmico e il peggio di quanto può compiere la razza umana viene mostrato e descritto in tutto il suo terribile splendore (e senza filtri). Non esiste l'eroe senza macchia e senza paura, qua il protagonista mulina spadate (e morsi) su tutto e tutti. E' una lettura cruda e brutale, non adatta a tutti, ma incredibilmente affascinante che ti tiene incollato al libro. Veramente un ottimo lavoro.
Andrea Didone

È indescrivibile. Un fantasy horror estremamente violento, feroce, brutale.
Senza eroi. Zeppo di gente bastarda e senza scrupoli pronta a pugnalarsi alle spalle alla prima occasione. È come ascoltare il racconto di un incubo.


Qui "i buoni" non esistono, E le favole non hanno lieto fine.
Matteo Andriolo

Ottimo romanzo dark fantasy, contenuti espliciti e scrittura eccellente. Il protagonista è un ammasso di fibre muscolari e testosterone senza alcun tipo di morale che brandisce una spada a due mani e mezzo. Difficile chiedere di più.

Jack Sensolini


◾ SCARICA GRATIS LE PRIME 140 PAG





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