Bacheca Fantasy
By ZweilawyerQui potete commentare, suggerire, osanna, insultare e lovvare libri e autori fantasy. Dall’esegesi del Signore degli Anelli a quella di libri ancora più memorabili, come Ancess di Sergio Rocca; dalle battaglie troisiane al treno delle miniere de Le Cinque Stirpi, ogni argomento verrà sviscerato con cura.













Meeenchia, che war of flames che mi sono perso…
Cmq, complimenti, ottime argomentazioni e solide digressioni. Son discussioni come queste che fanno crescere (non solo il blog).
Me le rileggo stasera con calma, che adesso son di corsa..
Peace Love and Hard Debating
Anacroma
perdonami Tenger, ma veramente stai cercando di darmi una lezione di stile? Sei seria? Misericordia.
Tornando nel merito, il nostro punto di vista generale mi pare simile. PSS è un buon romanzo (secondo me molto buono) ma ha dei difetti e non si può definire un capolavoro. Ciò su cui non c’è accordo è invece il particolare, ovvero quali siano precisamente questi difetti. E’ inutile ribadire punto per punto cosa ne pensi tu e cosa ne pensi io. Però c’è un elemento specifico su cui voglio soffermarmi ancora, sperando di non essere tedioso.
Consideri poco credibile che Isaac creda alla garuda nel finale del libro. Ti pare così poco credibile che addirittura etichetti l’episodio come “random”, buttato lì a caso senza coerenza, solo per far prendere agli eventi una determinata piega.
Io concordo sul fatto che l’individuazione del gruppetto da parte della straniera venuta dal Cymek, priva di aderenze ed esperienza specifica, sia un gran buco logico. Si potrebbe giustificare la cosa con qualche salto mortale logico, ma Mieville, se voleva ciò, si sarebbe dovuto premurare almeno di accennarli, questi salti mortali.
Non concordo sulla scarsa coerenza che attribuisci alla reazione di Isaac. Perché avrebbe dovuto credere alla garuda, chiedi. Perché è la reazione più logica che Isaac potesse avere. Non credere al racconto della garuda sarebbe stata un’assurdità completa.
Isaac frequenta Yagharek per mesi, e non riesce a farsi dire mai quale sia il suo crimine. Un crimine grave, così grave da comportare la tortura, la mutilazione e l’esilio a vita. Yagharek si rifiuta di dirgli quale sia l’atto, trincerandosi dietro una definizione legale che per Isaac non ha nessun significato. Isaac è curioso. In parte è curiosità morbosa, in parte è scrupolo di coscienza (sta aiutando una persona che si è macchiata di un delitto così orrendo da vergognarsi troppo per confessarlo, e lui non sa quale sia questo delitto). Come è naturale, Isaac si interroga sulla questione numerose volte nel corso del romanzo. Fa delle ricerche per proprio conto, scontrandosi con un muro di incomprensione interculturale e su una mancanza di dati. Questo nonostante sia in una posizione privilegiata per avere accesso alle informazioni di cui avrebbe bisogno.
PAssano i mesi, lui e Yagharek affrontano la morte spalla a spalla, eppure Yagharek non giunge mai a fidarsi a sufficienza da confessare a chicchessia il suo crimine. Isaac potrebbe anche risentirsi per questo, e talvolta è in effetti stizzito. D’altronde è lui stesso in una situazione di stress fortissimo. Comunque rispetta il silenzio di Yagharek.
Alla fine salta tutto. I nodi giuncono al pettine, Isaac e i suoi compagni, con il notevole contributo di Yagharek, risolvono la situazione tragica creata da Isaac. Non solo. Yagharek si schiera in prima persona, a rischio della propria incolumità, anche per salvare la cosa più preziosa che Isaac abbia, ovvero Lin. Ancora non si apre, ancora non confessa, ma che importa? Isaac gli è riconoscente e, sebbene internamente distrutto dal fato di Lin, si mette al lavoro per mantenere la sua promessa.
A questo punto arriva la garuda. Bene. E’ una creatura che viene dal Cymek. Su questo non ci sono dubbi, così come sul fatto che sia un garuda. Non c’è nessun motivo per cui Isaac debba dubitare del fatto che lei sappia di cosa sta parlando e sia sincera. E’ un messaggero dell’ex popolo di Yagharek stesso. Una persona che conosce la storia nei dettagli. Una persona che probabilmente è testimone diretta del processo. Cosa dovrebbe pensare Isaac, che sia un impostore? Che venga da qualche altro popolo garuda? Che sia un garuda di New Crobuzon travestito da garuda del Cymek, per qualche ragione incomprensibile?
La garuda cerca di spiegare a Isaac il crimine di Yagharek, scontrandosi ancora con le differenze culturali e mentali di uomini di New Crobuzon e garuda del Cymek. Alla fine spiega a Isaac la cosa usando le parole degli uomini. Non solo lei sa cosa sia successo. Non solo è stata presente al processo. No.
Lei è la vittima di Yagharek.
Non c’è una singola ragione sensata per cui Isaac debba pensare che menta. Non c’è nemmeno nessuna ragione sensata che potrebbe giustificare un viaggio dal Cymek per raccontare una qualche palla. Yagharek è colpevole, lo ha ammesso più volte. Yagharek non ha mai accennato a cosa sia il suo vergognoso crimine. La garuda non sta dicendo nulla che contrasti ciò che Isaac sa, dalla bocca di Yagharek stesso. Si limita a fornire i dettagli mancanti. Si limita a dare a Isaac quei tasselli che ancora mancano e che Isaac vuole disperatamente conoscere.
Isaac crede alla garuda, e questa reazione è l’unica reazione che avrebbe potuto avere. Non c’è nessun buco logico qui, c’è una continuità logica cristallina.
x Tapiro
La natura dell’esempio non cambia la sostanza del discorso. Se la critica non apprezza Cuore di Tenebra, basta che inverti i termini: il fatto che un lettore ami alla follia il personaggio di Kurtz non rende Cuore di Tenebra un capolavoro della prosa.
Rispetto alla tua impressione su una mia presunta incapacità di distinguere forma e contenuto. Ti riassumo cosa ho sostenuto.
La letteratura fantastica può avere qualsiasi contenuto. La forma può essere più o meno adatta a esprimere un tipo di contenuto o un altro. Decidere a priori che la letteratura fantastica sia “letteratura di genere” e giudicare la forma sempre e solo con il metro della “letteratura di genere” è sbagliato, in quanto la letteratura fantastica può avere contenuti che la rendono altro rispetto alla “letteratura di genere”.
Nurades, dire “se non capisci quanto siano umani/ben fatti questi personaggi, chissà come verranno i tuoi” è un’insinuazione, e quindi una caduta di stile :-P Non che la cosa mi disturbi, ma mi ha fatto sorridere: mi ricordava, per l’appunto, quando i fans ribattono “scrivilo te un libro, vediamo cm 6 bravo/a!!!!1!”
Per il resto, da quando Yagarek o comesichiama “entra in campo” (ovvero quando le cose precipitano) si mostra leale e pronto al sacrificio. Pertanto mi pare poco coerente da parte di Isaac uscirsene con un “oh, ma allora è un kattyvo!”
Insomma, per me resta un’occasione sprecata.
Sulla letteratura di genere, io penso che quando si fa narrativa da romanzo (si raccontano storie, quale che sia il fine, che ci sia o meno un messaggio), a prescindere dal genere (fantasy/horror/romance/ecc…) le regole siano più o meno le stesse: bisogna fare in modo che il lettore “viva” la vicenda.
Oh, God. Premetto che sto per scrivere un wall of text. Premetto che vi verrà voglia di suicidarvi. Premetto che è sconsigliabile la lettura alle donne incinte, ai deboli di cuore, ai facilmente impressionabili e a chi ha i nervi a fior di pelle.
Questi di seguito sono alcuni parti di un articolo sul fantasy pubblicato dalla rivista “Mondoerre”.
Ed è solo l’inizio…
Mi fermo qua, l’articolo dura ancora cinque pagine e non ho più voglia di scrivere. Se ci tenete continuo in un altro momento^^
Nelav, grazie per aver risvegliato i miei istinti omicidi un’ora prima dell’allenamento di scherma ^_^
Chi cazzo sarebbe costui?
Ma “Ben” non era il nome falso?
Perché scrivere di cose di non si sa un cazzo?
Perché si ha tempo Tenger. E si hanno le dita per digitare sulla tastiera.
Quando si parla di tecnica, con “letteratura di genere” si intende qualsiasi tipo di letteratura che non sia la literary fiction, ossia la letteratura sperimentale (es. l’Ulisse di Joyce, o Infinite Jest di Wallace). Il mainstream deve sottostare alle stesse regole formali: Hemingway, Fitzgerald e Philip Roth vanno valutati con lo stesso metro formale di Mieville e Swanwick. E quindi, sto giudicando il fantastico nello stesso modo in cui giudicherei il 95% della letteratura mondiale.
Perché questa è la forma capace di “avvincere” e “immergere” il lettore. L’unico tipo di narrativa che non si propone questo scopo è la literary fiction, ed è l’unica che vada valutata secondo altri canoni.
Sì, scrivere questo sarebbe stata una caduta di stile.
La coerenza di un personaggio si riferisce al dotarlo di una personalità precisa e delineata (a prescindere dal livello di complessità) e farlo comportare di conseguenza. Isaac si comporta coerentemente con la sua personalità e si dimostra imperfetto. Un personaggio che cambia personalità a seconda delle esigenze contingenti della trama, come succede nelle soap opera, invece è incoerente.
Il significato di coerente che stai usando tu invece si riferisce al fatto che una persona sia più o meno coerente con un sistema di valori a cui si riferisce. E’ un problema esclusivamente esistenziale del personaggio e non ha a che fare con la qualità dell’opera. Un autore può tratteggiare con perfetta coerenza un personaggio con un sistema di valori incoerente. E’ molto più difficile, tra l’altro, che creare un personaggio iconico perfettamente coerente (spesso in maniera inumana) con un certo sistema di valori.
Isaac si trova davanti a un dilemma. Da una parte la lealtà a un amico. Dall’altro l’aderenza a un valore di principio. Deciderebbe per la lealtà, ma sulla sua scelta finale pesa come un macigno il trauma che sta vivendo, ovvero la menomazione di Lin. Il dubbio che lo rode (e a cui non potrà mai avere risposta) sul fatto che le sevizie di Lin abbiano comportato anche lo stupro. Identifica Yagharek con gli stupratori (reali o immaginari) di Lin, lo spoglia del suo io reale, lo trasforma in un’icona amorfa dello stupratore. E così decide di tradirlo. Isaac è un personaggio realistico. Si trova di fronte a un immenso conflitto interiore (in una situazione di forte stress post-traumatico) e deve decidere in poco tempo. Prende una decisione, e nega il senso di vergogna che ne deriva trasformandolo in euforia. Il resto della storia non ci è mostrato, ma è facile immaginare che una simile decisione lo porterà a erigere delle difese per tacitare quella parte di sé che disapprova il suo gesto. Isaac non sarà mai più la persona allegra che abbiamo conosciuto nel libro. Dentro di lui qualcosa rimarrà freddo e morto. Per il trauma relativo a Lin e per il tradimento che opera verso l’amico Yagharek. Se non avesse tradito Yagharek avrebbe dovuto fare i conti con i propri fantasmi, avrebbe dovuto fare i conti con la parte di sé che lo avrebbe accusato di avallare lo stupro, di non aver punito chi ha danneggiato Lin, di essere uno stupratore (anzi, LO stupratore di Lin) per avere colluso con un altro stupratore.
La decisione di Isaac è probabilmente sbagliata. Come sono spesso sbagliate le decisioni prese sulla base di forti conflitti (tranne che per l’eroe fantasi #12727). Avrebbe dovuto affrontare Yagharek. Avrebbe dovuto mettersi nella situazione di poterlo ascoltare. Di capire che Yagharek non era un singolo atto compiuto nel Cymek, ma era la persona che aveva conosciuto. Avrebbe così potuto disidentificarlo dal simbolo vivente dello stupro a cui lo relega, e riavere il proprio amico nella sua umanità e nella sua fallacia.
Isaac non fa questo. Si lascia trascinare dal suo astio, dal suo dolore, dal suo senso di colpa. Sbaglia. Come sbagliano gli umani. E, sebbene io lo abbia disprezzato per la sua debolezza (siamo tutti pieni di virtù morale, quando la tragedia è sulla pelle degli altri), non posso non riconoscergli di essere un personaggio profondamente realistico e umano, e riconosco a Mieville di aver creato un personaggio molto realistico e umano, e di non essersi lasciato tentare dalle sirene del protagonista simbolo di virtù infallibile.
Uhm. Di solito si distingue almeno tra narrativa di genere e narrativa mainstream, oltre alla narrativa sperimentale, ma poco ci riguarda, visto che anche la narrativa mainstream dovrebbe seguire le stesse regole di quella di genere.
Io non credo che la narrativa fantasy debba essere per forza narrativa di genere, intesa nel senso che tu attribuisci alla definizione. Ci può ben essere della narrativa fantasy sperimentale. Il primo esempio che mi viene in mente è “Le tredici vite e mezzo del capitano Orso Blu”. Il fantasy non deve essere per forza narrativa di genere.
Comunque PSS è senza dubbio narrativa di un tipo che deve privilegiare l’immersione. Questo non sempre succede. Mi viene in mente una parte piuttosto strana, quando Isaac attiva il motore di crisi che ha creato (uno dei temi principali del libro). La focalizzazione diventa oggettiva. Più o meno. Il PdV segue i circuiti della macchina descrivendo cosa sta succedendo (più o meno alla velocità della luce). E’ come se all’improvviso il PdV diventasse quello di un’informazione che scorre in una rete telematica, per fare un paragone approssimato.
Il brano non è molto efficace. E’ un esperimento riuscito a metà. No, riuscito per un quarto, ovvero fondamentalmente fallito. Eppure l’idea non è cattiva, sebbene la realizzazione sia claudicante. Il dubbio che può venire è, ovviamente, che nessuno avrebbe potuto realizzare questo esperimento con buoni risultati, in quanto potrebbe essere l’idea stessa a essere sballata in partenza. E’ difficile dare una risposta a questo dubbio, ma l’impressione che ho avuto è che si potesse ottenere un risultato interessante.
L’immersione è importantissima, ma non è una religione. La narrativa fantasy, e la narrativa in generale, ha delle regole precise e c’è una ragione. Esiste anche altro. Esiste, appunto, la sperimentazione. Ed esistono le sottigliezze, come l’introduzione di un PdV soggettivo netto e importante attraverso una closure da aspetto ad aspetto con PdV indefinito.
Non esiste un problema vero relativo all’equivalenza narrativa fantastica = narrativa di genere. Nulla impedisce di scrivere un romanzo fantastico sperimentale. Magari qualcuno dirà che non è fantasy ma “literary fiction con ambientazione fantastica”, ma questo è solo un problema di definizioni (le categorie sono costruzioni astratte e arbitrarie; non sono assiomatiche e non sono sostenibili in maniera autoreferenziale ma solo in una cornice di riferimento, come una cornice pragmatica, una cornice psicologica eccetera).
Il vero problema è quanto sia implementabile la sperimentazione in una struttura narrativa canonica. Meglio un romanzo canonico con una parte totalmente sperimentale? Oppure una sperimentazione lieve che permea tutto il testo? Oppure esplosioni sperimentali brevi e totalizzanti con l’intento di shockare? E’ un campo da esplorare. Ma nessuno che prenda le regole di scrittura e le applichi senza riflessione e senza metabolizzarle esplorerà un bel niente. Sperimentare non è una scusa per sbattersene della tecnica: prima si studia la tecnica, poi la si padroneggia con l’esercizio, e solo allora si prova con umiltà a sperimentare. Gli integralismi non faranno di voi scrittori migliori, e vi prego di credere che non lo sto predicando con arroganza, ma lo scrivo con il cuore in mano.
Mieville ha scritto un gran libro. Di tecnica ne ha da vendere. Di fantasia pure. Però ha anche una gran voglia di sperimentare e (forse) un’eccessiva fiducia nelle proprie capacità. La voglia di sperimentare lo ha portato troppo in là, e l’impressione è che la sua ottima tecnica non sia stata sufficiente a gestire le sperimentazioni suggeritegli dalla sua ambizione. O magari è solo incapacità; è sempre difficile giudicare. Ciò che ho pensato quando ho finito PSS è che sia stata, come ben detto da Tenger, un’occasione sprecata. Poteva essere un capolavoro. Invece è solo un bel libro, con diversi errori e difetti, a tratti arduo, e talvolta fa pensare (magari erroneamente) a una certa arroganza. Pazienza. Mieville ha le carte in regola e l’età per fare meglio. Incrocio le dita, e spero che nel frattempo evolva un po’ anche le sue orride idee politiche.
@ Tenger
Oh, di niente. (Poveri avversari).
Infatti^^
Mi ha fatto agonizzare, nelle pagine che non ho commentato,
@ nurades
e io che pensavo di aver scritto tanto nel mio penultimo post…^^”
@tenger
Perché si viene pagati^^
Ma parla di narrativa o di consigli per dungeon master retard?
^^ teoricamente di narrativa.
Teoricamente.
Mi ricredo, cita anche il mondo emerso e eragon, non parla solo di narrativa.
Mai sentito parlare di questa MondoErre. I miei neuroni e Obi Ben vi ringraziano
Chi ha scritto questo articolo? Pare più una campagna high fantasy di D&D.
Perché la gente si scorda di Biblo Baggins e di Cuore d’Acciaio?
Un tal Leo Gangi. Non ho idea di chi sia.
Aspettate, MondoErre mi pare di conoscerlo. Era
una vaccatadiversamente utile e interessante fin da quando ero bambina. E’ bello sapere che certe cose non cambiano mai.Torno a lurkare nell’ombra.
!!!
Se applichiamo il codice Alberello usando le iniziali ed invertendole apparirà: GL.
Sempre un sinonimo di qualità nel mondo della narrativa.
Tutto ciò è inquietante.
Vorrei porre un quesito al Guizzante Ottimo Massimo.
Un paio di mesi fa il summenzionato guizzante aveva manifestato il proposito di recensire con cadenza mensile opere autopubblicate italiote. Gli straordinari (non?) pagati che evidentemente è costretto a fare gli hanno impedito di realizzare il proposito, ma la mia domanda è un’altra, ovverosia:
in questa marea di pattume autopubblicato, si nasconde qualche opera che varrebbe la pena di leggere? E se sì, quali i titoli? Così me li scarico…
Oltre al lavoro, si è rimanifestato (dopo 1 anno e mezzo di requie) in maniera piuttosto intensa il disturbo ossessivo di cui soffro da anni. Penso che gli dedicherò un articolo, in modo da farvi comprendere per quale motivo mi piace essere politicamente scorretto. In pratica, ogni volta che prendo in giro un ritardato o qualche altra categoria protetta, prendo in giro me stesso.
E’ dura ragazzi, è molto dura.
Ma tu sei un grande e ce la farai! Appena torniamo a Roma ti coccoliamo!

Concentrati su di te e lascia perdere il resto. Tanto noi abbiamo un mucchio di tempo libero per animare il blog. E anche se non lo abbiamo lo facciamo lo stesso.
Ti stimiamo o prode Zwei.
@Zwei:
°-° ???
(comunque non hai detto i titoli… <.<)
Il porno?
Guarda, ci sono passato anch’io…
Eppure non ho sentito al TG di un particolare incremento degli stupri (minimali) a Roma…
Nel dubbio:
OH
JOHN RINGOZWEILAWYER NODe lurking breve(sì leggo tutti i post e gran parte dei commenti. E ADORO non commentare): Zwei vista la facoltà che infesto ogni articolo su argomenti di quel tipo sono particolarmente amati.
Sapevo che qualcuno l’avrebbe detto.
Hum… Zwe, hai messo i commenti in moderazione?
?_?
Nel caso Anacroma -sempre sia lodato- passasse di qui: questo mese la RW Lion pubblicherà il primo numero di The Book of Magic

Ancora non ci credo…
E niente, dovevo dirlo a qualcuno che capisse
Che roba è?
lo so, perdo punti vita…
Naa, anch’io lo conosco da poco.
E’ una miniserie fantasy (4 volumi) a fumetti fatta da Gaiman tra ’90 e ’91 poi diventata serie regolare raccolta in 7 volumi. Il protagonista è un occhialuto sfigatello con problemi famigliari e una civetta per famiglio, Tim Hunter, che prima viene scarrozzato in giro per il mondo da alcuni eroi DC e poi si vive le sue avventure, inclusa scuola di magia e relativa laurea a fine corso. Maggiori info sulla wiki italiana. Sconsiglio quella inglese perché spoilera in modo vergognoso, se leggi più di mezza pagina ti rovina tutto.
Mai portato in Italia prima d’ora. E considerato che la RW ha sollevato la Planeta di tutto il mondo DC, Vertigo compresa, io sto per uscire matta dalla giuoia (il mio portafoglio dalla disperazione invece
)
Hem…
Cecilia cara, ma non fa un po’ troppo Harry Potter???
Cecilia:
È questo? Se sí li ho da un bel po’ (anche se non so se li ho tutti, temo di no), e a memoria in Italiano (vedi qui: sono persino prezzati in Lire)
@ Ceci:
o-0 ??? Books of Magic? M I T I C O ! ! !
<3
<3
si sa quando, ed a quanto?
Mi ricordo la fumetteria (da cui sono bandito a vita, erpaltro), dove li ho amorevolmente consumati di lettura nelle pause fra una lezione e l'altra … sigh… dolci ricordi. Però, devo dire che Sandman ha tutt'altro tiro.
@Mauro
Mannaggia, ma è proprio quello. Ma che cazzo d’info trovo in internet?
E la quotidiana figura di merda è stata fatta
*fila a nascondersi*
*riemerge*
Beh, visto che ce l’hai saresti così gentile da dirmi che ne pensi?
L’edizione comunque è diversa. La copertina è questa (anche se nella tua c’è Death…
) e il volume dovrebbe contenere tutta la miniserie iniziale.
Riporto il comunicato prima di fare altre figure:
@Anacroma
Sul sito della RW lo danno in uscita il 30 marzo. Io intanto comincio a nutrire speranze per una riedizione -e stavolta completa, cazzo!- di Lucifer.
@Polvere
Gaiman è un gran signore a non aver mai citato J.K. per plagio.
Meglio, credo non avrei sopportato tutti i funz dementi che lo accusavano di rosicamenti, invidie e puttanate assortite.
Beh sai, a volte si tratta solo di inconscio collettivo. Come per le canzoni. U.U
Il plagio non esiste.
Cecilia:
Che è passato troppo tempo
L’ho letto credo appena uscito, e forse nemmeno l’ho tutto (devo cercarlo e controllare…); ricordo a malapena il protagonista e qualche scena sparsa. Magari lo rileggerò.
Ave Ragazzi! u.u
Vorrei iniziare a scrivere un raccontino post-apocalittico\non saprei come definirlo. La cosa che vi richiedo è una: secondo voi è un “male” che il motivo dell’”Apocalisse” (che comunque non è mondiale) non sia spiegato? Non intendo nel senso di “The Road” dove non si dice cosa abbia causato l’apocalisse, ma un qualcosa più alla “The Dome” (che non ho letto) dove la cupola esce lì all’improvviso senza un motivo preciso.
Non conoco The Dome. Anyway, dipende dal punto di vista che scegli, IMHO.
io incomincio a non poterne più di tanti aspiranti scrittori…
ma perchè non incominciate ad imparare a leggere, prima?
Grunt:
Uno dei problemi di The Dome è proprio che alla fine viene spiegato eccome da dove arriva la cupola, sigh…
Mikecas, smettila di fare il trollone u.u
Per quanto riguarda The Dome: davvero? Era un mattone gigantissimo che non mi aveva granché attratto, quindi ho letto giusto le pagine “introduttive”. Quindi suppongo la mia idea vada bene è-è
Se il tuo personaggio PoV NON conosce le cause della catastrofe E queste cause non sono indispensabili per la storia, in linea di massima dovrebbe andar bene. Certo, sarebbe meglio se TU autore sapessi il perché di tutto quanto U_U
Be’, in realtà l’avvenimento catastrofico è un qualcosa di stranissimo, che va oltre le conoscenze umane (ora come ora La Cupola di The Dome è l’unico esempio che mi viene in mente). Accade, fa un sacco di bordello, e i personaggi devono vedere come approcciarsi.
@ Grunt:
Se, nonostante le divergenze in tema D&Desco ti interessa il mio parere sulla questione, posso dirti che secondo me non spiegare il motivo dell’Apocalisse è bene.
Ciò perché: a) ti evita pagine di infodump a pioggia che finiscono per ammazzare di noia il lettore;
b) ti evita fastidiose retrocorrezioni se a pag 2.224 della tua pentalogia ti accorgi che preferivi il superraffreddore invece del fluoro radioattivo nel dentifricio paperino’s
c) mantiene una certa aura di mistero, se riesci a costruire bene la storia; l’importante è che TU abbia bene in mente gli effetti generali di quest’Apocalisse che, nell’economia della storia sono DECISAMENTE più importanti che le cause dell’Apocalisse in se (delle quali, onestamente, al lettore fottesega abbastanza).
Peace, Love & Critical Hit
Anacroma
Ciao a tutti, scrivo per la prima volta in chat, nonostante segua il sito da tempo, prima per l’interesse storico per poi avvicinarmi al mondo del fantasy.
Ultimamente mi son dedicato alle opere di Palahniuk, ognuna di esse è stata come ricevere uno schiaffo in faccia, con uno stile crudo e diretto che mi ha davvero sorpreso.
Arrivando al punto, cercavo una lettura Fantasy (libro, non ebook), che riprendesse questo stile, violento, freddo e diretto.
Purtroppo le ricerche nel web non hanno portato grossi risultati, quindi ho pensato che chiedere a voi fosse la cosa migliore.
Spero di essermi spiegato bene, grazie in anticipo-
Ciao Vector,
benvenuto. Potresti iniziare a provare i primi due capitoli di Zodd. E poi aspettare qualche eone per la pubblicazione di tutto il papello.
Vector, se cerchi realismo, oltre allo spakkoso Zodd, hai già considerato l’ultrafamoso Game Of Thrones ?
Ma ha detto che vuole uno stile freddo e diretto, con la merdavigliosa traduzione italiana le Cronache diventano un minestrone barocco ed ampolloso ^^’ versione inglese o morte!
Terra Nova
a me sembra chiaro che se cerca nel fantasy lo stile di Palahniuk dovrà aspettare che Palahniuk si decida a dedicarsi al fantasy…
Se vuole semplicemente uno stile diretto e duro, ma anche completamente diverso da quello di Palahniuk, non posso che suggerire Erikson eil suo ciclo dell’Impero Malazan.
Più diretto e violento di così non si può… ma non ha la spocchia e il turpiloquio gratuito di Palahniuk… per fortuna…
Ovviamente Zodd è il primo in lista dopo aver finito il libro in corso,più che altro mi servivano titoli di libri perchè mia zia mi vuole regalare a tutti i costi un libro per il compleanno, nonostante ne abbia già molti in coda ansiosi di esser letti (ok, potevo evitare di spiegare il tutto ma preferisco essere chiaro).
So che le traduzioni in parte possono rovinare certi titoli (vedi Pratchett), solo che in inglese mi concentrerei più a tradurre ciò che leggo che a seguire gli svolgimenti della storia.
Comuqnue grazie per i consigli, mi informerò-
Duca di baionette,
sei uguale a tutte le persone inutili che girano in rete.
Io frequento il blog del Duca —> Il Duca è uguale a me.
Wow, anche il Ducaha le tette piccole e le spalle quadrate!
Dago frequenta il blog del Duca —> Il Duca è uguale a Dago
Il Duca è uguale a me —> Io sono uguale a Dago
AAAAUUUURGH
Marcus, hai rovinato la mia vita.
E tua mamma gonfia banane giganti. A mazzi da sei!
Essù Mattia, non sai scrivere fantasy e nemmeno elaborare insulti originali, impegnati. ^_^
Ti dò giusto due consigli:
1) Quando fingi di essere qualcun altro o quando vuoi dar voce ad un personaggio non fargli fare cose impossibili tipo difendere un’opera di merda.
2) Cambia modo di scrivere. Rimuovi i termini ampollosi e modifica la punteggiatura invece di sbagliare virgole allo stesso modo come fossi tu.
Essì che studi alla Sapienza, sei un ossimoro vivente.
Cioè, cioè, fermi tutti!
Alberobello, confermi, sotto pena di morte se pronunci il falso, che Marcus è Mattia Sorrenti?
Bè, che dire, carrido veramente!
Non ci sono prove, ma gli indizi abbondano.
Potrebbe essere un troll, ma dovrebbe essere un artista nel copiare così bene lo stile del sommo narratore. xD
Andiamo tutti a fare meditazione prima di scrivere.
Duca di baionette, sei inferiore a tutte le persone inutili che girano in rete.
Oh, ma questa non è la hate-chat contro il Duca, a tutti i commentatori che spuntano come funghi per illustrare le loro ragionevolissime argomentazioni, andate dal Duca e riferitegliele di persona, manica di cagasotto!
Terra Nova
Ma quale manica, è lo stesso demente che cambia nick. xD
Marcus al contrario = Sucram.
Sta migliorando in originalità, il prossimo nick potrebbe addirittura essere un’anagramma, LOL.
Dai ragazzo, ce la puoi fare! Medita di più!!!11!!1
Scusa Alberello, ma come fai a capire che quello sia il suo stile da un singolo, striminzito post? O mi sono perso qualcosa e il vate ha già postato su questo sito?
I know, Alberello, ma preferisco attenermi ai fatti: due nick, due persone distinte… almeno dalle mie parti, a Normalopoli
@ Benny
Qui, my crowning moment of awesomeness:
http://zweilawyer.com/2012/03/07/preview-il-trono-delle-ombre/comment-page-1/#comment-29074
Terra Nova
Grazie Terra, in effetti quella virgola lì messa assolutamente a caso è il chiaro marchio di fabbrica del carrido vate. Che abbia fatto proseliti?
http://www.anobii.com/books/Il_principe_dei_fulmini/9788854136281/01c0e651ffbed92793/
ne sto sentendo parlare molto bene. ne sapete di più?
Fa il paio con la Signora delle tempeste?

Mah. Ignoro.
“v.v
scusate, sono l’unico che non riesce più a scrivere in bakeka retard? O.O
La copertina di quel libro è pericolosamente simile a quella del primo volume delle Cronache del mondo fentasi #5544784
http://laportainrete.altervista.org/wp-content/uploads/2010/08/cronachemondoemerso.jpg
Sorry, volume edizione completa, volevo dire.
Se notate, è sempre ad alberello che vengono in mente le cose di questo genere^^
Ho (ri)letto una ventina di pagine di Unika: L’ultima porta. Trattasi di merda. Sono tentatissimo di comprare la versione ebook per una giusta recensione che metta in guardia i lettori.
non credo che l’opera in questione meriti l’esborso economico, ma la recensione sicuramente è dovuta a tutti i tuoi fedeli lettori…
Fai un po’ tu…
Mi delurko per dire che a mio parere dovresti, se non altro per quella cinquantina e passa (100?) identità chiaramente false che su anobii possiedono 7-8 libri (spesso i soliti) ma che hanno valutato (soltanto) Unika… Indovinate un po’, 5 stelle!
E invece qualche buon libro fantasy di autore italiano da consigliare?
Marstenheim di Angra.
Ho iniziato a leggere Marstenheim un po’ di tempo fa, ma non mi è piaciuto molto, anche perché non ho ancora un lettore di ebook e non amo leggere a schermo…
Libri pubblicati in cartaceo?
Ne ho letti i primi sedici capitoli, confermo. A parer mio surclassa il primo, ergo, imploro una recensione.

Dio mio, Walden che straparla dell’Apocalisse è un qualcosa di… no, non ho parole. Ma anche i due minorenni che in un paio di giorni decidono di andare in Tibet da soli e ci riescono pure!
Nessuno che chiede niente, dove sono i vostri genitori, perché viaggiate da soli, nulla.
Zwei, ti prego
@Fior di Loto
Prova Il Ciclo delle Amazzoni di Zuddas.
Lo sta rieditando in questi mesi Tabula Fati, finora è uscito “Amazon”.
@Fior di Loto
Tralasciando considerazioni su Marstenheim, che a me non e’ dispiaciuto affatto, tralasciando altre considerazioni sull’opportunita’ di comprare un ebook reader per poter leggere qualcosa di carino anche gratis o comunque non essere limitato dalla scelta delle case editrici, io, a costo di attirarmi insulti a pacchi da 20, consiglierei Pan, di Francesco Dimitri.
Gamberetta è tornata!
Alleluja!
@ Gluttony
Non aspettavo altro, corro a stappare la bottiglia di Dom Perignon d’annata che tenevo per gli eventi speciali /sarcasm mode off
Qualcuno qui ha letto qualcosa di Luca Zaffini?
Io qualche anno fa ho letto il racconto “Caniserpenti” e non mi e’ dispiaciuto affatto. Anche se forse era piu’ fantascienza che fantasy urbano…