Zweilawyer Historica: Primo Volume Online

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Come promesso, il primo volume della Zweilawyer Historica è pronto. Storia di Salamina Presa e di Marcantonio Bragadin Comandante, scritto in latino nel XVI secolo da Antonio Riccoboni, è disponibile in ebook.

Qui a sinistra ho inserito la copertina definitiva, con tanto di logo nuovo di zecca. Ho cercato di mantenermi il più possibile vicino all’enfasi dell’autore cinquecentesco, aiutandomi anche con la traduzione del 1842 (che contiene diversi errori e omissioni).

Di seguito il Capitolo II (in tutto sono 11) così come lo troverete nell’ebook, con link e box per rendere la lettura più agevole e interessante.

Fatemi sapere cosa ne pensare. Buona Lettura.

Nel capitolo precedente abbiamo ricordato di come tutto il regno di Cipro fosse sotto il controllo dei turchi a eccezione della sola Salamina; e fu lì che si portò Astorre Baglioni, supremo comandante della milizia, poiché temeva che i nemici l’avrebbero assediata prima di Leucosia, ora detta Nicosia, cosa che però non accadde.

Astorre Baglioni: un comandante poco conosciuto
Oggi quasi sconosciuto, Astorre Baglioni ebbe grande fama nei secoli scorsi. Uno studioso del XVI secolo, Bernardino Tomitano, impiegò gli ultimi anni della sua vita (1572-1576) a redigere la colossale opera Vita e fatti di Astorre Baglioni, in otto libri. Viste le dimensioni e l’argomento di nicchia, nessun editore si è mai preso la briga di curarne un’edizione stampata. Ad oggi, i tre manoscritti sono conservati presso Perugia (Archivio dell’Abbazia di S.Pietro), Roma (Bibl. Naz. Vittorio Emanuele), Vaticano (Bibl. Vaticana). Come riportato da GIRARDI M.T., Il sapere e le lettere in Bernardino Tomitano, Vita e Pensiero, 1994, le tre copie sono state segnalate in KRISTELLER P.O., Iter Italicum, volume II, Londra, The Warburg Institute, 1967.
Astorre Baglioni era stato assoldato da Venezia a trent’anni, nel 1556, quando aveva già sulle spalle quasi quindici anni di esperienze militari. Dagli scontri con i turchi in Ungheria alle incursioni contro i corsari nordafricani, il Baglioni si era sempre distinto per valore e disciplina. A dimostrazione della sua indole battagliera, vale la pena ricordare che, in VERMIGLIOLI G.B., Biografia degli scrittori perugini e notizie delle opere loro, Volume I, Perugia, 1829, viene citato un opuscolo riassuntivo della sua contesa cavalleresca con il Conte Giulio Landi, composta nel 1546 (quando il Baglioni aveva 20 anni) dal Consiglio di Giustizia di Parma. Nello stesso testo si fa anche riferimento a un apprezzamento personale di Torquato Tasso nei confronti dell’Astorre Baglioni poeta e letterato.

Il governo civile di Salamina era affidato a Marcantonio, nato dalla famiglia Bragadin, la quale – se proprio non vogliamo credere che abbia preso il nome dal celeberrimo fiume africano che lambiva la città di Utica, chiamato Bragada, nelle cui vicinanze Attilio Regolo si dice abbia ucciso un enorme serpente lungo centoventi piedi (e infatti si congettura che le origini della famiglia risalgano proprio a Regolo) – è comunque una delle famiglie più nobili di Venezia.

Dotato di un grande intelletto, egli dimostrò di avere grande forza fisica e d’animo e di essere un uomo ingegnoso, pronto, buono e probo. Ma egli era soprattutto devoto a Dio e attaccato alla sua patria a tal punto che, qualora ce ne fosse stato bisogno, sarebbe morto mille volte per la difesa del culto di Dio, della religione cristiana e della patria. Perspicace nel prevedere, pronto a eseguire, indefesso nel vigilare, Marcantonio era davvero nato per governare le cose della Repubblica Veneziana.

Quando, il primo giorno di maggio dell’anno 1149 dopo la fondazione di Venezia, ovvero il 1570 dopo Cristo, fu annunciata in tutta Cipro l’imminente guerra fra turchi e veneziani, il Bragadin era privo di denaro, senza il quale i saggi reputavano impossibile porre in essere tutti gli adempimenti necessari alla difesa, e anche a corto di oro ed argento, già utilizzati per pagare fanteria e cavalleria.

A causa della distanza dagli altri possedimenti veneziani, non poteva neanche sperare in un opportuno aiuto finanziario, e quindi rinnovò l’antico uso di battere moneta con quello che aveva a disposizione.

Sappiamo infatti che Domenico Michiel principe e ventiseiesimo doge di Venezia, nella spedizione asiatica fatta contro i turchi in Siria per salvaguardare gli interessi cristiani, si ritrovò sprovvisto di denaro. Per pagare marinai e soldati, ordinò che fosse istituita una moneta in pelle, e la distribuì al posto di oro e argento a tutti gli stipendiati con la promessa che, una volta tornati in città, avrebbero potuto cambiarla con del zdenaro vero.

Così Bragadin per prima cosa volle costituire una tesoreria, e ordinò di battere giorno e notte monete di rame, alcune da dodici assi, altre da quattro quadranti, con cui pagò la fanteria italiana, greca, la cavalleria e tutti quelli che facevano parte del presidio. Emanò quindi un’ordinanza che prevedeva la pena di morte per coloro che si fossero rifiutati di ricevere quel tipo di moneta in pagamento.

La monetazione ossidionale
Per indicare la monetazione d’emergenza in caso di assedio, in numismatica si usa il termine «moneta ossidionale». A partire dal XVI secolo, questo tipo di monetazione venne utilizzata da molti governanti europei che si trovavano rinchiusi in fortezze poste sotto assedio. Mancando sia il denaro che materiale per coniarlo, si procedeva a utilizzare ciò che era a disposizione degli assediati, dalle forniture d’argento a tutti i tipi di metallo. In Italia la monetazione ossidionale fu decretata in diversi casi, come quello di Crema nel 1514, di Pavia nel 1524, di Cremona nel 1526. Lo stesso Clemente VII emise monete ossidionali durante l’assedio dei lanzichenecchi nel 1527. In TRAINA M., Gli assedi e le loro monete (491-1861), Bologna, R. Giannantoni Editore, 1975, si legge
«I Bisanti, battuti durante l’assedio di Famagosta, tutti in rame e con la data 1570, recano al dritto l’impronta del leone di San Marco con la leggenda PRO / REGNI / CYPRI / PRAESIDIO a spiegazione dello speciale carattere della emissione; sotto la data. Al rovescio, in quattro righe, VENETORV // FIDES/INVI // OLABILIS; sopra un amorino (che accenna alle tradizioni mitologiche dell’isola cara a Venere), che implora il cielo per vendicare la perfidia dei turchi e sotto l’indicazione del valore BISANTE…»
Fra i molti altri esempi europei, vale la pena ricordare quelli risalenti alla Guerra civile inglese. In BEYNON ‎V.B.C., Siege Money of the Civil War, British Archaeological Association1935, viene ricordato che diverse fortezze realiste – Carlisle (1645), Scarborough (1645), Newark (1646), and Pontefract (1648) – coniarono monete ossidionali. Della monetazione ossidionale di Carlisle abbiamo anche una testimonianza diretta, ricavata dal diario di una diciassettenne, Leslie Tullie, che si trovava nella fortezza durante l’assedio: «fu pubblicato un editto che ordinava a tutti i cittadini di portare i loro piatti d’argento perché fossero marcati, cosa che fecero in modo diligente».

In questo modo riuscì a risolvere lo stato di grave necessità come se avesse avuto a disposizione vere monete d’oro e d’argento.

Inoltre il giorno 4 giugno spedì per tutto il contado di Salamina delle persone che, in modo veloce e ordinato, raccogliessero e riportassero in città qualsiasi cosa necessaria a sopravvivere in condizioni di assedio: frumento, vino, olio, formaggio, legna, carbone, pecore e altro. Inoltre, per non lasciare nulla al nemico, Bragadin ordinò di mettere a ferro e fuoco tutto ciò che non poteva essere riportato in città. E il suo ordine fu subito eseguito.

All’interno della città, ordinò alla popolazione di porre in essere tutto il necessario alla difesa di Salamina, cioè aumentare, diminuire, dilatare, distruggere, abbattere, restringere, appianare i luoghi a seconda della necessità, restaurare gli antichi baluardi, erigerne di nuovi nei punti più deboli, e provvedere alle altre cose che un preside dotato di grandi capacità riteneva necessarie.

Si occupò di spronare i lavoratori a compiere le operazioni, promettendo con grande eloquenza non solo lodi e premi dalla Repubblica Veneta, ma anche una ricompensa divina.

Di certo l’eloquenza era propria del genere e del sangue veneti, tanto che sia i fanciulli e gli adulti senza esperienza, sia gli uomini e i vecchi avvezzi alle discussioni nel foro e nel senato, erano eloquenti in modo mirabile. E tuttavia non si può sottolineare abbastanza quanto in quella fosse eccellente il Bragadin, cui la stessa necessità suggeriva le parole. La veemenza della sua orazione proveniva infatti solo dalla forza della sua esposizione, e non dal suo ingegno o da una capacità tecnica acquisita.

Come aveva dimostrato altre volte questa grande eloquenza, così il 14 luglio quell’eccezionale comandante, nella piazza dove il religiosissimo vescovo di Salamina, Girolamo Ragazzoni, aveva celebrato la messa, dopo la consacrazione ricevuta dallo stesso vescovo, e dopo una breve esortazione fatta da quest’ultimo al popolo perché si adoperasse fortemente, con coraggio e fedeltà per Gesù Cristo e per il suo principe, quel comandante, dicevo, giurò solennemente di affrontare ogni pericolo per la difesa della religione cristiana e per la conservazione della Repubblica, di dare la vita, se ce ne fosse stato il bisogno, e di difendere fino alla fine un popolo tanto fedele e onorevole.

Ragazzoni e Giordano Bruno
Ragazzoni divenne poi Vescovo di Bergamo nel 1577 ed ebbe un contatto con Giordano Bruno del quale, forse, avrebbe potuto salvare la vita. Fu proprio a Ragazzoni, nel 1583 nunzio apostolico a Parigi, che Giordano Bruno chiese il permesso di rientrare nell’ordine domenicano («de ritornar nella religione cattolica»). Il vescovo disse che non poteva fare nulla, ma lo indirizzò verso un gesuita in grado di aiutarlo. L’episodio viene commentato in luce negativa da VERRECCHIA A., Giordano Bruno. La falena dello spirito, Roma, Donzelli, 2002.

«Giuro» disse «per la Santissima Trinità, Dio padre, Dio figlio, Dio Spirito santo, giuro sul sacrosanto Vangelo dei quattro Evangelisti Marco, Matteo, Luca, Giovanni, giuro per la santissima croce di Cristo, sotto il cui vessillo militiamo, che disprezzerò e non avrò considerazione per i pericoli che dovessero presentarsi, non tralascerò alcun adempimento che possa sostenere o migliorare le possibilità della causa cristiana, e che morirò io piuttosto che il mio popolo, il quale in nome di Cristo affronta ogni pericolo e serve la Repubblica in modo così pronto e fedele. Allo stesso modo giurano insieme a me l’inestimabile Lorenzo Tiepolo, prefetto di Pafo, e l’eccellentissimo Astorre Baglioni, comandante in capo di tutta la milizia, e tutti gli altri virtuosi comandanti dei quali non solo potete vedere i volti, ma anche udire le voci.

Lodo voi, abitanti di Salamina, e con gratitudine continuerò a chiamarvi uomini forti e di grande animo; vi esorto con ogni mio potere affinchè rimaniate saldi nelle convinzioni che avete ora: difendere i vostri padri, le mogli, i figli, le case, la patria vostra, spargere il vostro sangue, qualora occorresse, per la difesa della patria, dimostrarvi attaccati al vostro principe nel proteggere con tutte le forze voi stessi e le vostre cose, reprimere l’impeto e il furore dei feroci nemici che pensano solo alla crudeltà, alla strage e a godersi la distruzione dei Cristiani; e infine conservare alla Repubblica Veneta quella fedeltà che portate sempre con voi.

Per queste ragioni, mentre ora si è celebrato il sacrificio di Gesù Cristo, e abbiamo preso la Sacra Eucarestia, a voi tutti prometto che non ometterò alcuna cura, fatica, vigilanza, autorità e consiglio che possa servire alla vostra sicurezza. E testimonierò la vostra fedeltà al Senato Veneto, affinché questi possa ricompensarvi con grandi lodi e premi

Grazie a questo discorso emozionante fu acclamato in modo vigoroso e, innalzate le mani, subito tutti giurarono fedeltà: uomini, donne, fanciulli, fanciulle, cavalieri, fanti, cittadini ed anche forestieri. Una gran moltitudine non solo nelle strade, nei portici e nelle piazze, ma anche alle finestre.

7 pensieri riguardo “Zweilawyer Historica: Primo Volume Online

  1. Quando avrò finito altri libri comprerò sicuramente questo. Essendo anch’io un appassionato di storia, ma che ha ancora molto da imparare, ogni occasione è buona per farmi una cultura. A proposito, ho scaricato dalla tua bibliografia “Armours & Weapons” di Ffoulkes e “The archeology of weapons..” di Oakeshott. Per iniziare ad addentrarmi in questo mondo con quale mi consigli di iniziare? O è indifferente? Grazie.

  2. Grazie dell’augurio e per l’opportunità di avere questi testi. Sono sempre stato un appassionato, ma se ho iniziato a interessarmi alla branca più specifica della guerra e delle armi è merito di questo blog e perché voglio scrivere un fantasy fatto bene.

  3. Su Amazon.it è comparsa la prima recensione del libro. Sono molto soddisfatto perché è approfondita e ben strutturata.
    “L’autore è riuscito ad adattare la sintassi del 1500 in un italiano comprensibile e soprattutto riesce ad usare sempre il termine giusto nel contesto giusto (cosa che, per mia esperienza personale, nelle traduzioni da una lingua all’altra non è per niente intuitivo, e che quindi immagino difficile anche nella revisione di un italiano vecchio di cinque secoli).
    Ai nomi dei luoghi e dei personaggi meno noti, oltre che di armi e di eventi, sono stati aggiunti dei link alle pagine di Wikipedia, che permettono ai lettori di approfondire. Questo però è e rimane un approfondimento che il lettore può scegliere se fare o no. Infatti, è assolutamente insignificante per la comprensione della storia sapere da chi è nato e cosa faceva in tempi di pace il luogotenente tal dei tali, visto che tanto ruoli e mansioni nel corso dell’assedio sono specificate nel testo e l’unico luogo in cui avviene il tutto è l’isola di Salamina.
    Un’idea che o trovato buona è stata di mettere tra un paragrafo e l’altro dei riquadri che approfondiscono un aspetto interessante presentato nelle righe precedenti. Questi approfondimenti, sempre ben documentati, sono almeno uno per ogni capitolo. Molti trattano soprattutto di tematiche vicine all’evento (Come la guerra sotterranea a base di tunnel, la disposizione delle mura, la questione delle “bocche inutili”, perché quel personaggio ha agito in quel modo ecc.), mentre alcuni prendono spunto da un fatto presentato nel testo e parlano di argomenti generali o poco importanti per la vicenda in generale, rimanendo però interessanti.”

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