Dal Passato: Donna e Potere Politico (Popular Science, maggio 1872)

beat_wifeUno dei motivi per cui ritengo la cultura storica (assieme a delle basi scientifiche) come la pietra angolare nella formazione dell’individuo è questo: i fatti che accadono oggi probabilmente sono già avvenuti in passato, i pensieri elaborati oggi molto probabilmente sono già stati elaborati, in passato, da un vecchio egiziano, da un retore romano o da un filosofo tedesco.

Il testo che riporto qui sotto ha quasi 150 anni alterna in modo sapiente pensiero razionale e castronerie e, per quanto sia pieno di (divertenti) cliché, ci mostra un momento storico molto interessante. 

Il movimento delle Suffragette inglesi aveva conosciuto un punto di svolta con l’elezione al Parlamento di John Stuart Mill nel 1865. Questi sosteneva, fra le altre cose, il diritto al suffragio femminile, ma le sue posizioni suscitarono l’opposizione soprattutto degli scienziati inglesi, comprese quelle di Luke Owen Pike, membro della Anthropological Society of London.

Estratti dal suo articolo (traduzione mia):

Non è improbabile che l’attuale, importante fase nella storia della donna sia nata, almeno in parte, come reazione all’opinione comune che ritiene superiore il sesso maschile. Questa idea, offensiva com’è nei confronti del sentire femminile, riceve la sua spiegazione migliore nella vecchia favola in base alla quale varie parti del corpo, ognuna necessaria al resto, rivendicano, ciascuna, la propria superiorità. La verità è che fra i sessi, come fra le parti del corpo, non esiste superiorità o inferiorità; ma da questo non segue, come è stato dedotto in modo affrettato, che ci sia eguaglianza. In nessun caso due cose non possono essere definite uguali o diseguali, superiori o inferiori, a meno che non ci sia uno standard comune attraverso cui possano essere misurate. Il colore blu non è uguale né inferiore al giallo; e il verde, prodotto dalla fusione dei due, non deve a l’uno più che all’altro. Allo stesso modo, l’umanità è perpetuata dalla coesistenza di uomo e donna; e, se le funzioni di un sesso o dell’altro fossero cambiate o invertite, l’umanità stessa cesserebbe di esistere […]

L’argomento [ciò che emerge dall’osservazione o è dedotto dalle correlazioni della struttura fisica] considerato sufficiente dalla maggior parte degli uomini di scienza è dibattuto da chi pensa che la legge umana sia stata superiore a quella di natura. E’ stato sostenuto che l’uomo abbia oppresso la donna grazie al sua maggior forza muscolare e che abbia impedito il naturale sviluppo del suo intelletto. Se questo fosse vero, e se la mera forza fisica possa quindi avere la meglio sulla mente, è di certo strano che i cavalli e gli elefanti non siano diventati i padroni dell’uomo; e è altrettanto strano che un negro fedele sia stato così a lungo schiavo del più intelligente, ma non più forte, uomo bianco. Ma, se è inutile provare le relazioni che sono esistite, a quelli che sostengono che relazioni dovrebbero esistere, fra i due sessi, è necessario investigare l’argomento dal punto di vista della struttura fisica e delle funzioni ad essa correlate.

Fra le altre e più conosciute caratteristiche che distinguono il sesso femminile da quello maschile ci sono una scatola cranica più piccola, la larghezza del bacino e la tendenza ad accumulare tessuto adiposo invece di massa muscolare. A questa regola ci sono, ovviamente, delle eccezioni; ci sono donne mascoline così come ci sono uomini effeminati, e mi ripropongo di parlare di queste eccezioni prima di concludere, ma le stesse non dovrebbero influenzare il discorso generale sull’argomento.

A queste e altre differenze strutturali corrispondono numerose differenze funzionali. Sia la capacità che il desiderio di esercizio muscolare sono inferiori nella donna rispetto all’uomo; la forza del sistema si sviluppa in un’altra direzione. Così anche il desiderio, se non la capacità, per lo studio prolungato di argomenti astrusi è minore nella donna che nell’uomo; e l’attività intellettuale prende dunque un’altra strada. Non è consequenziale che, siccome un uomo può sollevare in media un peso maggiore rispetto a una donna, allora le è superiore, e allo stesso modo non si può dire che l’uomo è inferiore alla donna perché lei può portare in grembo un figlio e l’uomo no […]

Si è detto molto in relazione alla differenza di peso fra il cervello maschile e quello femminile; e si è sostenuto che l’intelletto femminile debba essere, per questa ragione, inferiore a quello maschile. Ma, a parte la difficoltà di trovare un comune metro di misura per i due, c’è grande incertezza relativamente al legame fra attività mentale e contenuto della scatola cranica […]

Penso si considerino le Donne di tutte le nazioni come aventi un’indole più emozionale, ma anche maggiori capacità di osservazione rispetto agli uomini. Se questo è vero ne consegue, io penso, che i loro sensi devono essere più sviluppati di quelli degli uomini, e le loro memorie devono essere pari se non più capaci di ricordare. E importa relativamente che gli oggetti presi in considerazione dalle donne non siano gli stessi degli uomini. E uno sforzo di eguale misura, per gli occhi e per la mente, guardare e ricordare tutti i colori e tutte le forme in una stanza piena di persone, o definire la posizione degli strati della terra, o assegnare ogni fossile alla sua era. Ma le donne, in media, preferiscono i cappellini alla geologia e gli uomini, in media, plaudono a questa preferenza. Le materie che occupano maggiormente l’attenzione devono dipendere, in massima parte, dalle capacità fisiche di ogni individuo. L’uomo che ha perso gli arti non può scalare le montagne e il cieco non può dipingere, ma le energie di entrambi possono fluire in una direzione adatta alle circostanze e ognuno potrebbe distinguersi in un campo del pensiero.

E così, sebbene la donna potrebbe trovarsi più a casa, in salone o nella camera dei bambini, che sul campo di battaglia o nel settimo cielo della metafisica, il suo cammino nella vita potrebbe mostrare delle qualità così alte e delle energie così ben dirette come lo sono quelle del chimico, dell’ingegnere, del filologo o anche del filosofo. Nulla può essere così poco generoso come sbeffeggiarla per le cure domestiche o disprezzare i suoi sforzi per farci piacere. Se la sua forma è più suscettibile di ornamenti rispetto a quella dell’uomo, è naturale che debba essere più ansiosa di adornarla. Se è un privilegio della sua struttura che possa diventare madre, il desiderio di privarla di questo non è coerente con gli insegnamenti della scienza, con la virilità del carattere o con il buon senso […]

Gli elementi della mente femminile (in questo caso parlo della sola mente) sono probabilmente, come asseriscono i fautori dei diritti delle donne, identici a quelli dell’uomo […] Ad ogni modo non è necessario avere conoscenze di chimica per capire che la combinazione degli stessi elementi, in proporzioni differenti, produrrà composti dalle qualità differenti. […]

Mentre nelle donne i sensi e la memoria sono forti come, se non di più, quelli degli uomini, può essere difficilmente negato che in tutte le epoche e a tutte le latitudini le donne sono state più propense a mostrare l’emozione piuttosto che la pura ragione […] Non è attraverso queste qualità che si sviluppa l’arte di governare o la scienza; ma la scienza e l’arte di governare non sono le uniche cose buone al mondo, ed il mondo può averne abbastanza di entrambe senza dover chiamare in aiuto le donne.

Se la più alta prerogativa dell’uomo è pensare, la funzione più nobile della donna è amare; e questa affermazione non è un dogma metafisico, né una generalizzazione della storia dell’umanità, ma una deduzione dalla relativa posizione dei sessi in tutta la classe di animali cui l’umanità appartiene. L’istinto materno, come viene comunemente chiamato, è condiviso dalle femmine di tutti i mammiferi, dalla tigre al gorilla, e non è, come vorrebbero farci credere alcuni insegnamenti, la triste conseguenza di una legislazione iniqua. Il cranio di una femmina di gorilla è differente da quello di un maschio allo stesso modo in cui il cranio di una donna è differente da quello dell’uomo. E questa differenza non è causata da secoli di oppressione; dà solo l’evidenza del giusto operare di quella legge naturale in base a cui la struttura corrisponde più o meno la funzione.[…]

Considerato che, eccezioni individuali a parte, le differenze fra uomo e donna possono essere viste come dovute all’ampia azione delle leggi naturali, queste non saranno eliminate da un semplice decreto umano. Non è colpa dell’uomo se egli possiede, più della donna, quella combattività che è necessaria non solo nella vita politica, ma anche nell’ordinaria lotta per l’esistenza. Proteggere è un privilegio dell’uomo, l’essere protetta della donna.

Potrebbe sospettarsi che gli avvocati della rivoluzione sessuale siano stati sfortunati nella loto esperienza con il sesso opposto. Non c’è dubbio che, secolo dopo secolo, le donne abbiano mostrato una preferenza per gli uomini in possesso di qualità spiccatamente mascoline, e che gli uomini abbiano desiderato donne con virtù spiccatamente femminili.

In altre parole, l’intelletto di entrambi i sessi ha trovato piacere in associazione con qualcosa di dissimile da sé, non perché uno sia migliore o peggiore dell’altro, ma semplicemente perché sono diversi[…]

La miglior critica non viene sempre da un buon autore o compositore; dei suggerimenti eccellenti sono fatti spesso da chi non è costruito, per Natura, a trasformare in azione le proprie idee. Questo è proprio il caso delle donne, che, se dedicassero tutte le loro energie alla scienza o alla politica, farebbero una violenza alla loro organizzazione fisica. Lo sforzo prolungato necessario a comprendere un grande schema, fare una grande scoperta, collegare una enorme massa di materiali attraverso una grande generalizzazione, è una fatica più grande di qualsiasi mero esercizio fisico. Come il servizio militare, non è coerente con la costituzione fisica che è strutturata per la maternità e tutto ciò che quest’ultima implica; né sembra possibile che questa difficoltà possa essere superata da qualsivoglia processo di selezione, naturale o umano che sia […]

Il tentativo moderno di privare la donna della sua femminilità appartiene alla scuola di pensiero metafisica, così come qualsiasi dogma da scolaro medievale. Loro partono dall’assunto che le donne viventi dovrebbero conformarsi, o essere forzate a farlo, a una certa definizione a priori della donna, evoluta dalla coscienza interiore di un essere umano. Loro ignorano tutti le verità scientifiche relative all’anatomia e alla fisiologia. Loro non sono interessati alla perfezione della femminilità, ma alla trasformazione della donna in qualcosa di differente. Loro suggeriscono non lo studio delle leggi naturali, né l’osservazione della Natura, ma l’irrilevanza di tali fatti e di tutte le leggi di natura rispetto al dictum uscito dagli studi […]

Dal tempo di Platone fino ad oggi, i filosofi si sono sempre immischiati nelle questioni domestiche per dettare le relazioni fra marito e moglie; tutti quelli che hanno confidenza i primi libri di penitenza ricorderanno che il prete si era preso lo stesso diritto di decidere tali relazione nei minimi dettagli […]

Si potrebbe pensare che l’Antropologo, il quale si incarica di assegnare alla donna la corretta posizione in base alle leggi di Natura, in pratica non è meno tirannico nei sui confronti rispetto al riformatore che la vorrebbe modellata in base alle sue regole. Ci sono, invero, due importanti argomenti da tenere a mente: In primo luogo, l’uomo di scienza conosce attraverso l’osservazione e l’esperienza che quando una struttura è sviluppata in modo corretto, e la funzione di ogni tipo non è impedita, lì ci si avvicina in modo più importante alla felicità di cui un individuo può essere capace. Ma l’Utopico della scuola a priori non dà garanzia per la felicità ad eccezione di una generica proposizione, o una serie di proposizioni generiche che andavano bene ai tempi di Platone, ma che sono senza valore in quelli di Darwin. In secondo luogo, i fautori dei nuovi schemi non tengono conto delle eccezioni, ma vorrebbero ridurre tutta l’umanità a un morto piattume, mentre la variazione è ammessa, e gli sforzi di uomini eccezionali sono studiati con interesse dagli osservatori della Natura […]

E’ solo in un’opera quale “La Repubblica di Platone” che noi troviamo la richiesta che sia impartito lo stesso allenamento fisico ad entrambi i sessi […] Ad ogni modo, vale la pena ricordare che, sebbene Platone sarebbe stato felice nel vedere le donne convertite in lottatrici, pugili e soldati, e sebbene pensasse di condividere con loro il governo di uno stato, , egli le dichiarava comunque inferiori agli uomini in qualsiasi cosa. L’idea di un’uguaglianza assoluta è una creazione moderna, ed è stato probabilmente suggerita dall’innegabile successo dell’intelletto femminile in molti campi letterari.[…]

Donne con intelletti davvero mascolini sono, e sono sempre state, più rare delle donne con uno sviluppo muscolare maschile. Sono poche, se ci sono, le attività veramente maschili in cui le donne abbiano avuto successo; non c’è una legge di Natura, una grande invenzione meccanica, un grande codice giuridico né un grande sistema metafisico di cui una donna possa dire “Il mondo deve a me la conoscenza di questo.” Una motivazione di questo fatto va ricercata non nelle qualità inferiori dell’intelletto femminile, ma sul tipo di finalità cui l’organizzazione fisica della donna direziona naturalmente il suo interesse[…]

[Nella repubblica di Utopia] o in qualche altra futura repubblica, non solo le donne saranno differenti, ma anche gli uomini; i sessi perderanno le loro caratteristiche distintive non solo per la conversione della donna in uomo, ma anche per la parziale conversione dell’uomo in donna. Non appena il compromesso sessuale sarà effettivo, in che modo non è chiaramente descritto, il mondo vivrà quello che gli entusiasti pagani erano soliti chiamare Età dell’Oro, e che i moderni entusiasti di un’altra scuola ora chiamano Millennio.

J.S. Mill, fautore del suffragio femminile, in un disegno satirico di Vanity Fair

Invidia, Odio, malizia, e tutte le cose non caritatevoli spariranno, non ci saranno guerre né venti di guerra […] l’Umanità sarà una specie di gigantesca unione commerciale in cui le donne e i loro complici saranno inevitabilmente “sabotate” nel caso creassero troppa competizione fra gli uomini. Uno stato della società in cui l’umanità non sarà più umana, in cui non solo il sesso, ma anche l’intelletto e le emozioni saranno rimodellati, e l’aspetto dell mondo sarà modificato da una nuova cosmogonia metafisica, è, come la dottrina dell”astratto, ben al di fuori della comprensione dell’Antropologo. La sua occupazione sarà estinta nel momento stesso in cui comincerà questa nuova era.[…]

 [stextbox id=”alert”]E voi, cosa ne pensate di questo testo? Tutto il male possibile? Ci sono degli spunti interessanti? [/stextbox]

14 pensieri riguardo “Dal Passato: Donna e Potere Politico (Popular Science, maggio 1872)

  1. Che tempi!
    Tra un po’ le donne vorranno pure avere la patente…

    Cmq una lettura edificante e l’immagine d’apertura vale tutto l’articolo.
    Onestamente però credo che, se lo scienziato avesse creduto davvero in quello che diceva (ossia le leggi dell’incilinazione naturale per sesso) avrebbe dovuto sostener eil suffragio universale: lasciamo pure alle donne la libertà di fare quel che vogliono, per inclinazione anturale faranno cmq quello per cui sono portate.

  2. Articolo molto interessante. L’ho segnalato in giro. 🙂
    Bellissima la vignetta con la cicogna, che io ho sempre interpretato come una raffinata spiegazione del rifiuto che la donna dovrebbe avere verso l’uccello, perché il meccanismo è quello: arriva con un bambino, e se non stai attenta è tuo! Orrido! Pronte a difendervi, colpendo con l’ombrello ogni uccello che vi punti! Così si spiega il modo in cui arrivano i bambini, in modo utile e semplice. E dignitoso.

    Una famiglia perfetta è formata da una sposa vergine, un marito che guadagna molti soldi e dei coniglietti coi vestitini portati (nella cesta, col pannolone) dal postino. Anche senza il marito, può mandare soldi senza vivere lì e senza sposarla. E comunque mai fidarsi degli uccelli.

  3. Non so il perché ma ho avuto l’impressione di una certa paura, primitiva, nei confronti delle donne. L’articolo è interessante, e andando avanti a leggere mi è subito venuto alla mente questo tipo di pensiero.
    Ciao, Zwei

  4. Il problema mi pare sempre quello di stabilire il ruolo della nostra cultura nel determinare i comportamenti della società. Il fatto che il 99% delle donne non riesca a guidare una macchina meglio di un cane idrofobo è perché ce l’ha nel DNA o perché l’hanno abituata a credere che sia una cosa normale (se non “carina”)?
    Finché non si verrà definitivamente a capo di questo fatto, la tesi che la donna sia in tutto pari all’uomo, anche solo sul piano intellettuale, mi pare insostenibile. Per farlo bisogna accettare l’idea dell’uomo cattivo che chiude le donne in cucina finché quelle non si rassegnano alla prigionia e vanno in letargo cerebrale per diecimila anni o giù di lì.
    Troppo comodo per noi fanciulle. [img]http://zweilawyer.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif[/img]

  5. @amnell
    Posso darti una risposta sulla questione dell’intelligenza spaziale:
    “Spatial abilities: The parietal region is thicker in the female brain, making it harder for them to mentally rotate objects – an important spatial skill. Women often report difficulty with spatial tasks, both on tests and in real life.”

    Un breve elenco in inglese sulle differenze fra i due cervelli (molto semplice, per chi parte quasi da zero):
    1. Brain size: The male brain is typically about ten percent larger than the female brain. Although the extra mass does give males more processing power, this doesn’t make men more intelligent. Rather, science believes the reason for the increased brain mass is to accommodate the bigger body mass and muscle groups of the male (human).
    2. Brain hemispheres: Many men are sharply left-brain dominant, while women tend to be more evenly balanced between left and right-brain processing. Women are therefore thought to be slightly more intuitive, and sometimes better communicators. Men are often less socially adept, and are more task-oriented thinkers than females.
    3. Relationships: Women are purported to have better communication skills and emotional intelligence than men. Women tend to be group-oriented, and apt to seek solutions by talking through issues. Men can have trouble picking up on emotional cues unless they’re clearly verbalized – making for tricky communications between the sexes.
    4. Mathematical skills: The inferior-parietal lobule, which controls numerical brain function, is larger in males than in females. On standardized tests, men often score higher on mathematical tests than women.
    5. Stress: When faced with stressful situations, men usually employ ‘fight or flight’ tactics, while women use a ‘tend or befriend’ response that is rooted in their natural instincts for caring for their children and establishing strong group bonds.
    6. Language: Women often excel at language-based tasks for two reasons: two brain areas that deal with language are larger in females, and females process language in both hemispheres while males favor a single brain half.
    7. Emotions: Since women tend to have a larger deep limbic system then men, they’re more in touch with their feelings and are better at expressing their emotions. This makes women better at connecting with others, but unfortunately also more prone to different types of depression.
    8. Spatial abilities: The parietal region is thicker in the female brain, making it harder for them to mentally rotate objects – an important spatial skill. Women often report difficulty with spatial tasks, both on tests and in real life. Want to test this theory with a loved one? Play HAPPYneuron’s visual-spatial game Points of View and test each others ability.
    9. Susceptibility to brain function disorders: Men are more likely to be dyslexic or have other language disabilities, since they’re more often left-brain dominant. Males are also more prone to autism, ADHD and Tourette’s Syndrome, while women are more susceptible to mood disorders like anxiety and depression.

    Per approfondire ci sono numerose ricerche disponibili online.

  6. Scusa se insisto Zwei, ma ho scritto proprio con in mente le differenze di genere, e si sa che le donne hanno problemi con la gestione spaziale, oltre che con mille altre inezie. [img]http://zweilawyer.com/wp-includes/images/smilies/icon_mrgreen.gif[/img]
    Intendevo solo che una cosa è dire che c’è un motivo fisiologico per cui le donne non sanno parcheggiare o non si appassionano alla meccanica del volo eccetera, e un’altra è dire che va bene così. La parità non c’è, ma dacché mondo è mondo le differenze si livellano.

  7. Sarebbe interessante riprendere tutti gli articoli sull’argomento dal 1872 fino ad oggi… c’è talmente tanto materiale disponibile online che bisognerebbe dedicare un centinaio di studiosi alla sua sistematizzazione. Io ci sono…

  8. Zwe, ti hanno mai presentato Andrea Dworkin??
    http://en.wikipedia.org/wiki/Andrea_Dworkin

    -E’ Autrice di testi-chiave, come Pornography and Civil Rights a new day for Women’s Equality, o anche Pornography, Men Possessing Women e Intercourse, un libro che interpreta l’atto sessuale, la penetrazione pene-vagina come una occupazione violenta, paragonabile all’invasione nazista della Polonia

    Qualche quote sparso:

    -Il rapporto sessuale rimane un mezzo, o meglio il mezzo, attraverso il quale l’uomo fa sentire una donna fisiologicamente inferiore: per trasmetterle, sin nelle cellule, la sua inferiorità…strapazzandola finchè non cede

    -Io voglio vedere un uomo picchiato a sangue e con un tacco a spillo conficcato nella sua bocca, come una mela nella bocca di un porco

    -Il matrimonio è un’istituzione che si è sviluppata dalla pratica dello stupro

    -Domanda: La gente crede che lei è ostile agli uomini.
    Risposta: Lo sono.

    -I rapporti sessuali etero sono la pura, formalizzata espressione di disprezzo per il corpo delle donne”

    -La fissazione di Bill Clinton per il sesso orale -e non il sesso reciproco- mette le donne in uno stato di perenne sottomissione. E’ il più feticista, senza cuore e freddo scambio sessuale che si possa immaginare

    -Sotto il patriarcato nessuna donna è libera di vivere la propria vita, o di amare, o di crescere i propri figli. Sotto il patriarcato ogni donna è una vittima, del passato, del presente e del futuro. Sotto il patriarcato, la figlia di ogni donna è una vittima, del passato, del presente e del futuro. Sotto il patriarcato il figlio di ogni donna è il suo potenziale traditore e anche l’inevitabile stupratore o violentatore di un’altra donna

    -Il romanticismo altro non è che stupro adornato da un aspetto prezioso

    -Men characterize pornography as something mental because their minds, their thoughts, their dreams, their fantasies, are more real to them than women’s bodies or lives; in fact, men have used their social power to characterize a $10-billion-a-year trade in women as fantasy.

    -Pornography is the essential sexuality of male power: of hate, of ownership, of hierarchy; of sadism, of dominance.

    -Pornography incarnates male supremacy. It is the DNA of male dominance. Every rule of sexual abuse, every nuance of sexual sadism, every highway and byway of sexual exploitation, is encoded in it.

    -Pornography is the orchestrated destruction of women’s bodies and souls; rape, battery, incest, and prostitution animate it; dehumanization and sadism characterize it; it is war on women, serial assaults on dignity, identity, and human worth; it is tyranny. Each woman who has survived knows from the experience of her own life that pornography is captivity–the woman trapped in the picture used on the woman trapped wherever he’s got her.

  9. La conosco bene. Viene considerata una minorata psichica. In generale, come è scritto nell’articolo del 1872, le femministe che prescindono da basi storico-scientifiche finiscono per risultare ridicole (come molte costruzioni a priori senza riscontro nel reale)

  10. A tratti divertente, a tratti interessante, ma ciò che mi ha colpito più di tutto è l’appello alle leggi di natura: se ne potrebbe ricavare quasi una legge scientifica: quando la tua parte sta fallendo la lotta politica, appellati alla natura e delegittima la politica stessa dal suo diritto a variare lo status quo. La politica delegittimata dal fare politica, insomma. Tipo quelli che ragequittano anziché essere sconfitti dall’avversario.

  11. Donne con intelletti davvero mascolini sono, e sono sempre state, più rare delle donne con uno sviluppo muscolare maschile. Sono poche, se ci sono, le attività veramente maschili in cui le donne abbiano avuto successo; non c’è una legge di Natura, una grande invenzione meccanica, un grande codice giuridico né un grande sistema metafisico di cui una donna possa dire “Il mondo deve a me la conoscenza di questo.” Una motivazione di questo fatto va ricercata non nelle qualità inferiori dell’intelletto femminile, ma sul tipo di finalità cui l’organizzazione fisica della donna direziona naturalmente il suo interesse[…]

    Questo passaggio mi ha riportato alla mente il caso tutto italiano e quasi coevo, si parla infatti del 1883, della sentenza della Corte d’Appello di Torino, poi confermata dall’allora esistente Cassazione locale, che accolse l’impugnazione proposta dalla Procura Generale del Re avverso l’ammissione di Lidia Poët all’Ordine degli Avvocati di Torino. Ammissione che era stata consentita dal Consiglio dell’Ordine con 8 voti a favore 4 contrari, dato che a legge professionale del 1874 richiedeva per ottenere l’iscrizione all’Albo degli Avvocati solamente tre requisiti: l’essere cittadino italiano, il non aver subito condanne penali e l’essere in possesso della laurea in giurisprudenza (che la Poët aveva conseguito a pieni voti nel 1881 presso l’Università di Torino )
    Anche la sentenza in questione offre in retrospettiva un quasi divertente quadro della mentalità dell’epoca in merito all’esercizio delle libere professioni da parte delle donne, debitamente infarcito da gustosi clichè:

    “La questione sta tutta in vedere se le donne possano o non possano essere ammesse all’esercizio dell’avvocheria (…). Ponderando attentamente la lettera e lo spirito di tutte quelle leggi che possono aver rapporto con la questione in esame, ne risulta evidente esser stato sempre nel concetto del legislatore che l’avvocheria fosse un ufficio esercitabile soltanto da maschi e nel quale non dovevano punto immischiarsi le femmine (…). Vale oggi ugualmente come allora valeva, imperocché oggi del pari sarebbe disdicevole e brutto veder le donne discendere nella forense palestra, agitarsi in mezzo allo strepito dei pubblici giudizi, accalorarsi in discussioni che facilmente trasmodano, e nelle quali anche, loro malgrado, potrebbero esser tratte oltre ai limiti che al sesso più gentile si conviene di osservare: costrette talvolta a trattare ex professo argomenti dei quali le buone regole della vita civile interdicono agli stessi uomini di fare motto alla presenza di donne oneste [1]. Considerato che dopo il fin qui detto non occorre nemmeno di accennare al rischio cui andrebbe incontro la serietà dei giudizi se, per non dir d’altro, si vedessero talvolta la toga o il tocco dell’avvocato sovrapposti ad abbigliamenti strani e bizzarri, che non di rado la moda impone alle donne, e ad acconciature non meno bizzarre; come non occorre neppure far cenno del pericolo gravissimo a cui rimarrebbe esposta la magistratura di essere fatta più che mai segno agli strali del sospetto e della calunnia ogni qualvolta la bilancia della giustizia piegasse in favore della parte per la quale ha perorata un’avvocatessa leggiadra (…) [2]. Non è questo il momento, né il luogo di impegnarsi in discussioni accademiche, di esaminare se e quanto il progresso dei tempi possa reclamare che la donna sia in tutto eguagliata all’uomo, sicché a lei si dischiuda l’adito a tutte le carriere, a tutti gli uffici che finora sono stati propri soltanto dell’uomo. Di ciò potranno occuparsi i legislatori, di ciò potranno occuparsi le donne, le quali avranno pure a riflettere se sarebbe veramente un progresso e una conquista per loro quello di poter mettersi in concorrenza con gli uomini, di andarsene confuse fra essi, di divenirne le uguali anziché le compagne, siccome la provvidenza le ha destinate”.
    – Corte d’Appello di Torino 11/11/1883 in Giur. it. 1884, I, c .9 ss –

    O per dirla più semplicemente con le parole della Procura, le donne andrebbero escluse dall’esercizio della professione forense per ragioni “d’educazione, di studii, d’inversatilità
    ordinaria negli affari, di non integra responsabilità giuridica e morale, la riservatezza del sesso, la sua indole, la destinazione, la fisica cagionevolezza di lei, la diuturna indivisibilità della sua persona dall’eventuale portato delle sue viscere, ed in generale parlando, la deficienza in essa di adeguate forze intellettuali e morali, fermezza , costanza e serietà”

    Esticazzi XD.

    [1] arrivato a questo passo su ciò che sarebbe disdicevole per una signorina di onorata famiglia non posso fare a meno di immaginare il giudice estensore con una ducale barba e un pickelhaube in testa….

    [2] ma LOL!

  12. La sentenza ha motivazioni perfettamente ragionevoli e il degrado della società attuale ne è la prova, con conseguente confusione dei ruoli e problemi mentali che ne derivano in un mondo in cui l’uomo non è uomo e la donna non è donna, nessuno sa chi è e ci si rifugia in altro per affermare una qualche identità che si è del tutto perduta, e che una volta forniva un punto di riferimento.

    Costringere i sessi in ruoli diversi, pensando che pochi anni di “mode” possano abbattere un milione e oltre di anni di attenta selezione che ha fatto sopravvivere chi faceva certe cose e modellato secondo quei ruoli, imponendo che il “mondo alla rovescia” sia la desiderabile norma, è come dare una scatola di tonno e un apriscatole a un coniglio e dirgli “Ti ho fatto vedere come si fa: aprila e mangia o crepa di fame.”

    Non è che un tutorial sull’uso dell’apriscatole darà al coniglio una mano per usarla o un intestino per digerire il tonno… eppure quando mettiamo il Bias degli umani, introducendo l’ideologia per cui tutti sono uguali (e quindi nessuno conta nulla e tutti sono sostituibili, come gli Stormtrooper di Star Wars, ideologia che è profondamente Capitalista nel suo ridurre l’uomo a merce disumanizzata), ci pare naturale asserire ciò che per i conigli (esempio non contaminato da Bias ideologico) non diremmo.

    Se vogliamo sfidare la natura dicendo che noi, dall’alto di non sapere niente ma con l’arroganza di pochi anni di questo gongolare, ne sappiamo più di milioni di anni di evoluzione… allora prendiamo il coraggio di andare fino in fondo, e non fermiamoci come timidi eunuchi codardi alla sola “uguaglianza dei sessi”: puntiamo il dito contro il sesso in sé, contro l’abominio della riproduzione.
    Promuoviamo la cultura del matrimonio senza sesso e dell’adottare coniglietti da vestire come bimbi. Io lo faccio. Seguitemi.

  13. Secondo me queste discussioni sono e saranno sempre inficiate dal problema di fondo di ogni discussione scientifica che riguardi la psiche umana. L’umanità è fatta di individui e, contrariamente a quanto avviene presso la stragrande maggioranza degli altri animali, le caratteristiche dell’individuo spesso e volentieri con le caratteristiche di genere ci si sciacquano le parti basse.

    Per cui, se da una parte è innegabile che ci siano differenze fra uomini e donne che rendono i membri di ogni genere più portati verso certi campi e meno verso altri è altrettanto innegabile che non puoi essere certo che il carattere di genere si sia esplicato in un individuo se prima non vai a esaminarlo.

    Un altro problema è che nei secoli si sono poste barriere all’ingresso in varie attività basate sul genere che se da una parte hanno reso il mondo molto ordinato rendono oggi difficile capire esattamente quanto una inclinazione sia una caratteristica intrinseca del genere di appartenenza o quanto sia una convenzione stratificatasi nei secoli dei secoli

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