L’Ordalia dell’Acqua Bollente secondo Eberardo di Bamberga

L’ordalia dell’acqua bollente era particolarmente utilizzata nei paesi germanici, dove duello e giudizi divini erano rimasti vivi e vegeti anche dopo l’avvento del Cristianesimo.

Trial_by_waterQuesto tipo di giudizio di Dio era limitato sia in senso geografico (più diffuso nei paesi germanici), sia in senso cronologico (Innocenzo III proibì la partecipazione di ecclesiastici alle prove ordaliche di acqua e fuoco durante il Quarto Concilio Lateranense, nel 1215), sia in senso processuale (era una extrema ratio). Di seguito la traduzione di un brano tratto dal Breviario di Eberardo di Bamberga (seconda metà XII secolo) che ben ci spiega la procedura:

Penso che non si tratti di Eberardo I di Bamberga, vissuto nell’XI secolo, ma di Eberardo II, vescovo dal 1146 al 1170 e fedele consigliere di Federico I.

Il sacerdote si reca in chiesa con gli accusatori e con colui che sta per essere processato. E mentre gli altri attendono nel vestibolo della chiesa, il sacerdote entra e indossa le vesti sacre eccezion fatta per la casula e, prendendo il Vangelo, il chrismarium, le reliquie dei santi ed il calice, va all’altare e parla così a tutti i presenti:

“Ecco, fratelli, gli uffici della religione cristiana. Ecco la legge che contiene speranza e remissione dei peccati, l’olio santo del chrisma, la consacrazione del corpo e del sangue di nostro Signore. Guardatevi dall’essere privati della partecipazione a un benedizione così grande rendendovi partecipi al crimine di un altro, poiché è scritto che sono degne di morte non solo le persone che commettono il crimine, ma anche coloro che si trovano bene con queste ultime.”

Il sacerdote deve poi rivolgersi così a chi sta per sottoporsi all’ordalia:

“io ti comando, [inserire nome], in presenza di tutti, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, del tremendo giorno del giudizio, del ministero della battesimo, della tua venerazione per i santi, che, se sei colpevole rispetto alle accuse che ti hanno rivolto, se le hai commesse o acconsentito ad esse, o hai assistito consapevolmente alla commissione del crimine, di non entrare in chiesa, né di mischiarti agli altri Cristiani, a meno che tu non sia disposto a confessare ed ammettere la colpa prima del pubblico giudizio.

Da freddo giurista, trovo interessante leggere che il “non intervento” nel momento della commissione del crimine da parte di altri conduca anch’esso alla prova ordalica. 

Poi [il sacerdote] sceglie un posto nel vestibolo dove accendere il fuoco per l’acqua e lo cosparge di acqua santa, fa lo stesso con il bollitore quando è pronto per essere appeso e con l’acqua in esso contenuta, in modo da avere una protezione contro le illusioni del diavolo. Poi, entrando in chiesa con gli altri, deve celebrare la messa ordalica. Dopo la celebrazione, il sacerdote si dirige con la gente al luogo deputato all’ordalia, il Vangelo nella mano sinistra, la croce, il turibolo e reliquie dei santi portate davanti, e canta sette salmi penitenziali in litania.

Preghiera sopra l’acqua bollente:

O Dio, giudice giusto, fermo e paziente, che sei l’Autore della pace e giudichi veramente, determina ciò che è giusto, o Signore, e rendici partecipi del tuo giusto giudizio. O Dio Onnipotente, tu che guardi la terra e la fai  tremare, Tu che con il dono del Tuo Figlio, nostro Signore Gesù Cristo, hai salvato il mondo e che con la sua santissima passione hai redento il genere umano, santifica, o Signore , questa acqua riscaldata da fuoco. Tu che hai salvato i tre giovani, Sidrac, Misac, e Abednago, gettati nella fornace ardente per ordine di Nabucodonosor, e li hai portati via incolumi dalla mano del tuo punto di vista. Tu, O clemente e santissimo Sovrano, aiutalo se egli immerge la mano nell’acqua bollente essendo innocente, e, come Tu hai liberato i tre giovani dalla fornace ardente ed hai salvato Susanna dalla falsa accusa, così, o Signore, fai in modo che la sua mano esca sana e salva da questo acqua. Ma se egli è colpevole e comunque osa immergere la mano, indurendo il diavolo il suo cuore, lascia che la tua santa giustizia si degni di renderlo manifesto, che la tua virtù sia palesi nel suo corpo e che la sua anima venga salvata dalla penitenza e la confessione. E se il colpevole cerca di nascondere i suoi peccati mediante l’uso di erbe o di qualsiasi magia, lascia che la tua mano destra non ne tenga conto. Per mezzo del tuo Figlio unigenito, nostro Signore Gesù Cristo, che vive con te.”

Salta all’occhio come questa devianza del cristianesimo abbia trovato molti più punti di contatto con il diritto germanico che non con quello romano, che aveva abbandonato le ordalie qualche secolo prima di Cristo. Fu infatti la Lex Salica ad introdurre l’Ordalia dell’Acqua bollente.

Benedizione dell’ acqua:

“Benedico te, o creatura d’acqua, bollente sopra il fuoco, nel nome del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo, dal quale procedono tutte le cose; Io ti scongiuro per colui che ti ha ordinato di irrigare tutto il mondo a partire dai quattro fiumi, e che ti ha fatto sgorgare dalla roccia, e che ti ha mutato in vino, affinché nessuna insidia ​​del diavolo o di magia degli uomini sia in grado di separare te dalle tue capacità come mezzo di giudizio; ma possa tu punire il vile e l’empio, e purificare l’innocente. Attraverso Colui cui le cose nascoste non sfuggono e che ti inviato nel diluvio su tutta la terra per distruggere i malvagi e che ancora verrà a giudicare i vivi e i morti e il mondo con il fuoco. Amen.”

Immaginate l’attesa del processato. Doveva essere un qualcosa di psicologicamente devastante. Ogni parte del rituale aumentava a dismisura il terrore e lo stress. In pratica il poveraccio entrava nella casa di Dio per subire un’ustione di terzo grado.

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Prova del fuoco subsahariana

Preghiera:

Onnipotente, Dio eterno, umilmente ti supplichiamo perché, in questa indagine che stiamo per compiere, l’iniquità non superi la giustizia, ma la menzogna sia sottomessa alla verità. E se qualcuno cerca di ostacolare o oscurare questo esame con qualche magia o grazie alle erbe della terra, annulla tale questi trucchi con la tua mano destra, o giusto giudice.

Poi aspergete colui che deve essere sottoposto alla prova con incenso di mirra, e fate lo stesso con il bollitore o la pentola contenenti l’acqua bollente, e pronunciate questa preghiera:

“O Dio, Tu che all’interno dell’acqua hai nascosto i tuoi sacramenti più solenni, concedici la grazia di essere presente a noi che ti invochiamo, e in questo elemento già pronto grazie a una grande opera di purificazione, versa la virtù della Tua benedizione e che questa creatura [l’acqua], obbediente ai tuoi misteri, possa essere dotata della tua grazia per rilevare le menzogne diaboliche ed umane, per confutare le loro invenzioni ed argomenti, e per superare le loro arti multiformi. Possano tutte le insidie ​​del nemico occulto essere azzerate in modo che possiamo percepire chiaramente la verità su ciò che noi, con sensi finiti e cuori semplici, stiamo al tuo giudizio attraverso l’invocazione del tuo santo nome. Non lasciare che l’innocente, Ti supplichiamo, sia ingiustamente condannato, o che il colpevole sia in grado eludere con sicurezza coloro che cercano la verità da te, che sei la vera Luce, che vedi nel buio oscuro, e che trasformi la nostra tenebra in luce. O Tu che percepisci quanto è nascosto e conosci ciò che è segreto, mostraci e dichiara queste cose con la tua grazia e fa la conoscenza della verità si manifesti a noi che crediamo in te.”

Poi bisogna prendere la mano che sarà soggetta all’ordalia, lavarla con il sapone ed esaminare attentamente che sia sana; e prima che sia immersa [nell’acqua bollente] il sacerdote pronuncia queste parole:

“Io ti scongiuro, in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, e della santa resurrezione e del tremendo giorno del giudizio, e dei quattro evangelisti, che se quest’uomo è colpevole di questo crimine, sia per atto o per consenso, di lasciare bollire l’acqua con violenza.”

Dopo questo bisogna lasciare che l’uomo immerga la mano e fasciarla non appena la tira fuori. Dopo l’ordalia il processato deve bere un bicchiere di acqua santa. Fino al giorno in cui si scoprirà l’esito dell’ordalia (la mano viene esaminata dopo tre giorni) è buona cosa mescolare sale e acqua santa a tutti i suoi cibi e bevande.

Eh sì, un bel bibitone di acqua santa e passa la paura. Fasciare le ustioni di terzo grado e lasciarle suppurare poteva portare a gravi infezioni, all’amputazione (e relativa cauterizzazione, che meravigliosa simmetria del destino!) e alla morte, ma evidentemente Eberardo l’avrebbe considerata una sorta di prova ritardata…

Fonte: The Breviary of Eberhard of Bamberg ed. Zeumer in MG.LL. Sec V, Formulae, p. 650. tradotto presso la University of Pennsylvania Translations and Reprints , (Philadelphia: University of Pennsylvania Press, 1898), Vol 4:, no, 4, p. 7-9

20 pensieri riguardo “L’Ordalia dell’Acqua Bollente secondo Eberardo di Bamberga

  1. Assolutamente tremendo.
    Più che delle preghiere, sembrano incantesimi: si chiede/pretende a Dio di sospendere le leggi naturali.
    Ho sempre avuto parecchia stima di Innocenzo III, mi fa piacere che sia stato lui a bloccare quest’assurdità.

  2. Se volete una visione cinematografica dell’ordalia (nella versione verga bollente) consiglio Magnificat di Pupi Avati.
    Con tutte le sue imprecisioni riesce comunque a rendere l’atmosfera e le angosce del periodo.

  3. Secondo gli autori classici anche nella Sardegna “barbarica” si praticava l’ordalia. Praticamente chi era accusato di qualcosa doveva immergere la faccia dentro l’acqua (presumibilmente di un pozzo sacro o di una vasca lustrale) e se era innocente ne usciva illeso. Se era colpevole diventava cieco.

  4. Dafuq ma non vi era modo di uscirne illesi!
    Che gabola è?
    Io accuso tizio di aver scritto del fantatrash e quello deve ficcare una mano nell’acqua bollente per dimostrarmi che non è vero?

    In che casi si poteva far ricorso all’ordalia? La poteva invocare solo l’accusato o anche gli accusatori?

  5. In che casi si poteva far ricorso all’ordalia? La poteva invocare solo l’accusato o anche gli accusatori?

    fermo restando che l’esperto in diritto (e processo) canonico è il gonfio e guizzantissimo padrone di casa, a mente l’ordalia poteva essere richiesta da entrambi.

    Tuttavia, ammetto di non esserne sicuro: ricordo che un tipo di giudizio simile era utilizzato, più tardi, nei processi contro la stregoneria (si tratta della prova “per acqua”: la presunta strega era gettata in acqua, dopo essere stata strettamente legata; se fosse affondata, avrebbe in tal modo dimostrato la propria innocenza, se invece avesse galleggiato allora sarebbe stata colpevole e quindi pronta a “riscaldare l’atmosfera” con un bel rogo).

    Dafuq ma non vi era modo di uscirne illesi!

    Miscredente! metti forse in dubbio il salvifico potere della grazia d’iddio? o.0′ ?

    srsly, bisogna considerare il contesto in cui simili pratiche venivano poste in essere: si trattava di una società fortissimamente permeata dall’irrazionale e dominata dall’elemento religioso, per la quale prodigi e miracoli costituivano una componente fondamentale (ed anzi, fondante) dell’inconscio collettivo. Per dire, basti pensare che nelle cronache ecclesiastiche si dava sovente maggior peso a episodi (diciamo) folklorici, come prodigi più o meno irreali, apparizioni di “mostri” ed eventi “inesplicabili”, mentre fatti che ai nostri occhi appaiono ben pià importanti vengono liquidati in poche righe frettolose.
    Pertanto, in quest’ottica non è affatto illogico che, se io sono innocente e getto la mano in acqua bollente ne uscirò illeso, mentre se sono colpevole invece la mano si infetterà con atroci sofferenze (indubbia anticipazione dei supplizi ai quali, di lì a poco, verrà sottoposta la mia anima malvagia e peccatrice all’inferno).

    @Lessà: le prove per ordalia erano diffusissime, ad ogni latitudine ed in ogni cultura. Io personalmente vorrei ricordare questa che viene dai lakota: i sospetti colpevoli di adulterio dovevano ficcare la mano in una buca, dove c’era una freccia ed un coltello. Se fossero stati innocenti, ne sarebbero usciti illesi: se invece avessero “amato” in maniera allegra, allora la freccia si sarebbe trasformata in serpente ( don’t ask ) e li avrebbe morsi, decretandone in tal modo la colpevolezza

  6. Interessante, personalmente però sono più interessato ai riti dell’acqua! 🙂 Anche se mi rendo conto di come queste potrebbero essere delle semplici coincidenze…

  7. no direi anche io di no^^ però di solito ci sono in giro storie di santi che ne escono miracolosamente indenni o cose del genere. In fondo la maggior parte della gente credeva veramente nell’ordalia come metodo di giudizio… no?

  8. @Espe

    In fondo la maggior parte della gente credeva veramente nell’ordalia come metodo di giudizio… no?

    Mi riporto a quanto ho già scritto sopra:

    bisogna considerare il contesto in cui simili pratiche venivano poste in essere: si trattava di una società fortissimamente permeata dall’irrazionale e dominata dall’elemento religioso, per la quale prodigi e miracoli costituivano una componente fondamentale (ed anzi, fondante) dell’inconscio collettivo. Per dire, basti pensare che nelle cronache ecclesiastiche si dava sovente maggior peso a episodi (diciamo) folklorici, come prodigi più o meno irreali, apparizioni di “mostri” ed eventi “inesplicabili”, mentre fatti che ai nostri occhi appaiono ben pià importanti vengono liquidati in poche righe frettolose.
    Pertanto, in quest’ottica non è affatto illogico che, se io sono innocente e getto la mano in acqua bollente ne uscirò illeso, mentre se sono colpevole invece la mano si infetterà con atroci sofferenze (indubbia anticipazione dei supplizi ai quali, di lì a poco, verrà sottoposta la mia anima malvagia e peccatrice all’inferno).

    Sul punto, per farti un’idea della mentalità dell’abitante europeo medio dell’epoca, ti rinvio alla lettura della “Cronaca di Rodolfo il Glabro” (edita mi pare da jaca Books) o ancora, alla Historia di Paolo Diacono (o anche ai frammenti delle Cronache Anglosassoni o alle varie “Vite dei Santi”, che a noi lettori smaliziati al giorno d’oggi strappano un sorriso, mentre all’epoca erano credute verità provata).

  9. @ Lessà

    personalmente però sono più interessato ai riti dell’acqua! 🙂

    Mi spiaccio, ma oltre all’esempio dell’articolo, e a quello della “prova per acqua” che ho esposto nel commento precedente, non me ne vengono in mente altri. :-/

  10. @Cecilia:

    Assolutamente tremendo.
    Più che delle preghiere, sembrano incantesimi: si chiede/pretende a Dio di sospendere le leggi naturali.

    Ti stupisce?
    Questa visione del mondo non era insolita all’epoca neanche negli strati più eruditi della popolazione. Ancora nel Basso Medioevo, molte scuole di pensiero della Scolastica ritenevano che, poiché le leggi naturali erano un’emanazione di Dio, egli potesse riservarsi in qualsiasi momento di sospenderle o modificarle per i Suoi scopi. Perché dunque non sospenderle per salvare un innocente ingiustamente accusato?

    Il concetto di “miracolo”, ancora nel pragmatico Seicento, era appunto definito come quell’atto che, per intercessione divina, sospendeva le leggi naturali. Ed è interessante che, perché un uomo potesse essere riconosciuto come santo dalla Chiesa, bisognasse dimostrare che avesse compiuto almeno due (mi pare due) miracoli, quindi almeno due sospensioni delle leggi naturali.

    E ancora: una delle correnti di pensiero in voga tra gli Scolastici nel Basso Medioevo era l’occasionalismo, ossia la convinzione che l’universo e le leggi naturali esistono perché sono ‘fatte’ (castate? xD) ad ogni istante da Dio, quindi esistono esclusivamente come atto della sua libera volontà. Per molti pensatori (come Bernardo di Clairvaux), questa era giustificazione sufficiente a dire che la Natura non fosse indagabile per sé stessa, ma solamente alla luce dell’etica divina.

    L’idea di un universo “elegante”, in cui Dio, pur avendo fatto il mondo e fissato le leggi naturali, non interviene (quasi) mai e le lascia esistere in modo autonomo e regolare, si è fatta largo solo a poco a poco, tra il Basso Medioevo e il Rinascimento.

  11. Tapiro, suvvia.
    Quello che mi perplime non è il miracolo (che, essendo cattolica, so cosa sia e sono convinta che si possa verificare), non è la sospensione delle leggi, è il fatto che lo pretendessero/esigessero a comando.
    Se, come capisco da qui, l’ordalia era una pratica istituzionalizzata con le sue regole e i suoi tempi, chiedere che ogni volta che si applicava Dio facesse il miracolo. Cos’è, il servizio espresso di miracoli su ordinazione? XD

  12. L’articolo dice che l’ordalia era diffusa soprattutto nell’area germanica dove era una tradizione antica, quindi non è strano che fosse ritenuta una cosa normale e accettabile.
    Ricordo uno scongiuro medioevale anti-vipera che diceva “lu fillu del diabolo, nepote de Silvano, ha moccecato lo cristiano”. Se in Italia gli incantesimi popolari ancora facevano riferimento agli dei pagani accanto al diavolo, suppongo che la sensibilità dei villici germanici accostasse i miracoli cristiani a pratiche magiche preesistenti senza problemi.

    Io comunque avevo capito che l’ordalia, con la sua pesantezza rituale e magica, fosse un’extrema ratio sia nella cultura germanica antica sia nel medioevo. Non la norma.

  13. @Nurades:
    Allora: si, nel mondo germanico l’ordalia era effettivamente un’extrema ratio, che sopperiva alla mancanza di testimoni.
    Mi spiego meglio: il processo germanico antico non era demandato a un giudice: la facoltà di giudicare era invece uno dei compiti del thing, l’assemblea degli uomini liberi (una delle caratteristiche che distingueva lo stato libero dallo stato servile era proprio data dalla possibilità e dal dovere di sedere nel thing e giudicare e, specularmente, la possibilità di essere giudicato dall’assemblea dei pari).
    Come certo saprai, inoltre, ogni uomo aveva un valore: ciò non contava solo per la determinazione del “risarcimento” che sarebbe spettato a lui o ai suoi congiunti in ipotesi di offesa (fisica o morale, e più o meno definitiva – leggasi morte ), ma anche per quanto valesse la sua parola .
    Quando un caso era portato davanti al thing, la decisione era presa sulla base di quante persone fossero disposte a dare la propria parola per l’uno o per l’altro contendente.
    Se nessuno fosse stato disponibile a giurare, si poteva invocare appunto l’ordalia. Si trattava di un’estrema ratio, a cui si ricorreva per disperazione, o per estrema convinzione delle proprie ragioni (di fronte ad una situazione oggettivamente sfavorevole). Ed era anche una misura di composizione molto più “umana” (per gli standard di allora, e per questo mutuata dalla Chiesa) rispetto all’altro metodo di risoluzione della controversia “per antonomasia”, ossia il duello (dove, tendenzialmente, Dio sembrava sempre spalleggiare il meglio armato ed addestrato, anziché l’innocente 😛 ).

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