L’Avambraccio d’Acciaio di Gotz Von Berlichingen

A differenza dei post su John Hawkwood e Pier Gerlofs Donia, l’ultimo articolo sui legami fra il mondo creato da Miura e il medioevo-rinascimento europeo non riguarda un personaggio.220px-Goetz-eiserne-hand

In realtà, per approfondire il rapporto Berserk-Realtà Storica bisognerebbe spulciare ogni singola pagina del fumetto e andare a ricercare l’archetipo utilizzato da Miura per la realizzazione di ciascuna tavola.

A proposito di questo, poco tempo fa un forum russo ha riportato decine di somiglianze fra edifici rinascimentali, statue, ecc. e opere riprodotte nel fumetto (fra cui S.Pietro, il Pantheon, un quadro di Dalì…) che confermano il grande studio su cui si poggia l’impianto di Berserk.

La cosa divertente è che nello stesso forum viene linkato il mio articolo su Donia, chissà che diavolo è uscito fuori con il traduttore di Google! Tornando all’oggetto del post, bisogna ammettere che il braccio d’acciaio di Gatsu è una delle trovate più azzeccate di Miura.

Quella sorta di antesignano delle moderne protesi, eppure più funzionale di queste ultime, contribuisce a rendere sempre meno umano (anche dal punto di vista fisico) il protagonista. Come Bruce Campbell in L’Armata delle Tenebre, anche Gatsu ha ereditato il suo braccio d’acciaio da Götz von Berlichingen.

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il buon Gotz era anche un fine letterato? No.

Questi era mercenario tedesco il quale, subita un’amputazione da manuale (effettuata dalla sua stessa spada, colpita da una palla di cannone), continuò ad esercitare la sua professione per altri 40 anni grazie all’ausilio della protesi più geniale e futuristica mai realizzata.

A quanto leggo online, Miura dice di aver saputo di Gotz (anche il nome è simile!) solo dopo aver scritto diversi volumi di Berserk, ma ho qualche difficoltà a credergli. D’altro canto, sbagliano quelli che vedono una coincidenza fra Gotz e Gatsu che vada oltre il nome, il mestiere e la protesi, poiché è molto più consistente quella fra Gotz e Donia (vedi articolo di cui sopra).

Götz-eiserne-hand2
la complessità di questa protesi è impressionante

Le giunture della mano metallica permettevano a Gotz di combattere, cavalcare, prendere un bicchiere e addirittura scrivere con la piuma d’oca. Non sono un grandissimo esperto di congegni (è roba più adatta al Duca), ma il solo fatto di prendere una decisione del genere, ovvero farsi costruire una mano d’acciaio, denota un amore smodato per la battaglia, un qualcosa che va oltre la semplice volontà di continuare ad esercitare la propria professione.

A differenza di Hawkwood, che conosco abbastanza bene, devo ammettere che la mia preparazione su Gotz è molto wikipediana, e quindi per sapere qualcosa sulla sua vita vi rimando alla pagina online.

Faccio un grande sforzo a scrivere un articolo così breve, ma lo faccio a fin di bene. Infatti questo argomento mi ha spinto a tirare fuori studi e vecchi libri (scan) che avevo raccolto in materia di amputazioni e protesi dall’evo antico al XVII secolo.

Da questi vecchi lavori è uscito fuori, alla fine, uno degli articoli più completi sulla Storia della Amputazioni e delle Protesi.

9 pensieri riguardo “L’Avambraccio d’Acciaio di Gotz Von Berlichingen

  1. Questa… cosa… è… BELLISSIMA!
    Aspetterò il post con ansia!
    (Ansia è un giovane ragazza elfica dedita a svariate pratiche buone solo per le elfe).

  2. Ash, reparto ferramenta!

    la protesi di gatsu arriva a livelli demenziali permettendogli di fare qualsiasi cosa in autonomia, afferrare, lanciare, fare gesti…

    Bisogna dire che Miura ha fatto un lavoro interessante, la documentazione su arte e artigianato rinascimentale-tardo medioevale è quello che rende l’opera gustosa e originale, ma onestamente sulle architetture fa cagare a spruzzo.

    per non parlare delle derive high fantasy, dove gli sfinteri esplodono come granate alla diarrea

  3. Non so quanto tempo ci vorrà, ma l’idea è quella di buttare giù un articolo più strutturato che possa ricostruire l’evoluzione delle tecniche mediche nella suddetta materia.

    Plis, fallo *_*
    Le conoscenze tecniche degli uomini medievali e rinascimentali sono una delle cose che mi affascina di più, e l’ingegneria applicata alla medicina poi :Q_____

    Faccio il tifo per il nuovo articolo.

  4. Bell’articoletto… non mi sarei mai aspettato un articolo su uno dei miei personaggi storici “secondari” preferiti; Götz “mano di ferro” von Berlichingen (o perlomeno su una parte di lui…la meno originale 😀 ). Peccato che a parte qualche Osprey dove si accenna a lui di sfuggita, su di lui non sia disponibile granchè non in crucco 🙁

    Sempre a proposito di protesi, sai qualcosa in merito al braccio d’argento che si era fatto fare Aruj Barbarossa (il fratellone di Khair ed Din)? Che tu sappia, si trattava di una protesi funzionale più o meno come quella del buon Götz, oppure un qualcosa di più semplice/ornamentale? 🙂

  5. In effetti l’immagine che mostra i dettagli del congegno è impressionante. Peccato che il buon Gotz dovesse muovere, posizionare e “bloccare” (immagino) l’arto e le dita artificiali con l’altra mano. Mi domando quanto fosse funzionale, ovvero quanto tempo impiegasse il nostro a compiere le diverse operazioni. Ovvero se impiegasse 2-3 secondi per “prepararsi” a impugnare un boccale di birra, oppure se gliene occorressero 20 o 30…

  6. Francesco, temo proprio che il povero Gotz ci mettesse almeno una decina di secondi per “impostare” la mano (magari qualcosa in meno se doveva solo mostrare il dito medio).

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