THE WOMAN

Come soggetto per un horror sarebbe bastata la famiglia coprotagonista della pellicola. C’é il padre padrone e maniaco sessuale (Chris), la moglie sottomessa (Belle), il figlioletto creato a immagine e somiglianza del padre (Brian), la figlia adolescente con gravi difficoltà di relazione (Peggy). All’interno di questo quadro, Lucky McKee, e prima di lui Ketchum, autore dell’omonia novel, innestano la donna selvaggia.

Manco a dirlo, la trova il padre-padrone durante una battuta di caccia. Il fatto di vederla mentre si lava (ignuderrima) nel fiume contribuisce a far nascere in lui l’idea di catturarla.
Ci riesce dopo qualche giorno. Da quel momento, la donna passa dal verde dei boschi al buio di una cantina, dalla libertà alle catene. Chris coinvolge tutta la famiglia, in parte a parole, in parte a sganassoni, nel processo di civilizzazione della donna.

Quest’ultima viene lavata per bene, vestita come una suora, e nutrita con un gustosissimo pappone d’avena. Per i bisogni, ha a disposizione una scodella di ferro ove defecare et mingere a piacimento.

Come prevedibile, il padre-padrone non resiste all’idea di togliere l’innocenza alla selvaggia creatura mentre la moglie piange silente nel letto.

The Woman è il sequel di un film che alla maggior parte di voi non dirà un bel niente: The Offspring. Trattasi di un gustoso horror cannibalistico che ci spiega le origini della Woman e della sua ex-progenie di bambocci incestuosi. 

Il contributo del cast è buono. Ognuno fa il suo dovere e anche qualcosa in più. Angela Bettis l’avevo già apprezzata in altre pellicole (specie nel remake di Carrie) per la sua facciozza da maschera napoletana depressa; Pollyanna McIntosh supera la prova che ci aveva offerto in The Offspring;  Sean Bridgers, poco conosciuto, impersona alla perfezione l’avvocatuncolo di provincia che nasconde nell’armadio abbastanza scheletri da far impallidire il terreno di Leningrado.

Adorabile il finale, dove ci viene concesso un poco di sanissimo gore. Unica nota stonata è l’eccessiva forza della donna, che sembra essere superiore a quella di Ronnie Coleman e Markus Ruhl messi assieme.

UNEARTHED

The Pacific Northwest is known for its near-constant rainy season. But on New Years Day, the sun emerges and one woman, alone with her dog, ventures out to discover that something else has arrived with the new year: vast sinkholes, large enough to swallow entire cities, claim the lives of millions and unearth nightmare creatures that could only mean one thing…the end of humanity.

Una piacevole sorpresa. Questa novella di Gina Ranalli riuscirà a stimolare le vostre più profonde fantasie monster-post-apocalittiche. In poche parole, iniziano ad aprirsi delle voragini della terra. E non si tratta di fratture da terremoto, ma di veri e propri crateri capaci di ingoiare città grandi come Seattle.  Dette voragini non si limitano a inglobare uomini e città, ma hanno la pessima abitudine di sputare fuori nubi di api grandi come frigoriferi.  Rebecca, assieme ad un gruppo di sopravvisuti, si trova ad affrontare le prime ore della crisi.

Unearthed ha molto a che spartire con The Mist (uno dei pochi casi in cui il film è stato superiore al libro), ma ho trovato più angosciante il fatto che l’umanità scompaia sottoterra, senza combattere, rispetto a un duro testa a testa con mostri crostaceo-insetto-rettilosi provenienti da un’altra dimensione.

Mi è piaciuto molto anche il finale, ma forse avrei preferito una novel al posto di una novella. Insomma, un po’ di battaglia alla Clickers poteva anche starci.

Unearthed è stato pubblicato dall’ottima Delirium Books e costa $ 4.99 (un po’ troppo) in epub. E’ disponibile anche in edizione limitata (150 copie) a $ 25. Segnatevi questo metodo di vendita dei libri, perchè quando gli ebook raggiungeranno una buona diffusione, questo sarà l’unico modo di vendere il cartaceo.


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  1. polveredighiaccioNo Gravatar says:

    Non vorrei turbarti ma The Mist film è una schifezza. Il racconto mi aveva impressionata molto di più! Giusto i ragni hanno fatto colpo, ma solo perché li schifo in modo abnorme.
    Comunque lunga vita ai film apocalittici. Mi immedesimo sempre un sacco e ragiono su come io, fanciulla goffa e tremebonda, potrei affrontare certe situazioni. :8

  2. CercavoceNo Gravatar says:

    Figata l’idea del secondo! :lol:

  3. OkamisNo Gravatar says:

    Io invece appartengo alla schiera di estimatori del “The mist” film. Il finale del racconto l’ho infatti sempre trovato un po’ deboluccio (che è poi uno dei grossi limiti di molte storie di King), al contrario di quello del film, molto più denso di chiavi di lettura.

    Su “The Woman”, all’inizio, nella fretta, avevo pensato che stessi consigliando il nuovo film dell’ex quattrocchia volante… In quel caso ti avrei tolto il saluto.

  4. Anche a me The Mist è piaciuto molto. Bello crudo e disperato anche il finale, rispetto a quello debole Kinghiano. The Woman avrei voluto recensirlo, ma è un film così strano che si rischia di dire sciocchezze.

  5. AnacromaNo Gravatar says:

    Ottimo “the Woman” (che, peraltro, ho visto il giorno prima dell’Esame di Stato), mi è piaciuto ‘nsacco. Meno il libro, invece, anche se si approfondiscono molte cose su cui nel film (credo per ragioni di tempo e/o scelte registiche) si sorvola.

    @ G.V. Falconeri: The Woman è stato recensito qui, da quei simpatici mattacchioni de i400calci.

    @ Chi ha visto the Mist: com’è? E soprattutto: quando è passato ar cine? Il racconto mi aveva intrippato tantissimo, ma avevo letto da qualche parte che il film era la solita Mmeriganata.

  6. ZweilawyerNo Gravatar says:

    Concordo con Okamis, i finali di King vanno dal debole al merdoso spinto.
    The Mist (film) è uno dei migliori horror dell’ultima decade. Darabont è un regista eccezionale. Nessun film ha mai raccontato l’orrore siderale lovecraftiano come The Mist.

  7. @Anacroma
    Begli amici che hai… quel sito è uno spasso!

    Comunque sì, a Darabont (Il miglio verde, Le ali della libertà) dovrebbero fare una statua per essere il solo in grado di trarre film dai libri di King che non uccidano lo spettatore per dissenteria.

  8. OkamisNo Gravatar says:

    @ Anacroma:
    Mi unisco a quanto già detto dal padrone di casa e da G.V.: The Mist è uno dei migliori horror degli ultimi anni, nonostante sia un prodotto un po’ “di mezzo” (non un vero splatter, ma nemmeno un prodotto da famigliola disney). Ok, le psicologie dei personaggi sono tagliate con l’accetta; ok, certi passaggi sono prevedibilissimi e tutto quello che vuoi, ma nonostante ciò il film rimane godibilissimo fino al finale (a mio avviso una scena memorabile, di quelle che nel bene o nel male non ti possono lasciare indifferente). Oltretutto, The Mist è l’ultimo bel film diretto da Darabont, prima che si rincoglionisse con quella cagata colossale di The Walking Dead, ma questo è un altro discorso.

    PS: Chi definisce The Mist un’americanata vuol dire che o non l’ha visto e parla per sentito dire oppure stava facendo altro durante la proiezione, visto che, struttura kinghiana della trama a parte (e ci mancherebbe, trattandosi pur sempre di una trasposizione), il finale è quanto di più lontano ai tipici prodotti a stelle e strisce che possa esistere.

  9. TengerNo Gravatar says:

    Scaricato e visto stasera. Effettivamente un film molto godibile, penso che lo comprerò ^_^
    La bimbetta che assaggia alla fine è impagabile XD
    Ma nasconderò il dvd quando la mamma viene a trovarmi: le odia tutto ciò che non è “zuccherosamente carino”. Mi chiedo come faccia a voler bene a me :)

    P.S. Avevo inserito nel motore di ricerca “the woman” e scaricato a cazzo il primo torrent con tanti seeders. Mi sono accorta poi che era “The woman in black”, della checca volante. Ho pensato di eliminarlo. Poi mi sono detta che stasera mi voglio male, e me lo guarderò ^_^ Alla peggio potrò rimettermi con una seconda visione di quel bellissimo e poetico film d’atmosfera che è Riki Oh U_U

  10. TapiroulantNo Gravatar says:

    Mi era squillato un campanello quando avevo sentito pronunciare il nome Gina Ranalli; e infatti…
    Ho controllato: la Ranalli è presente su Bizarro Central, nell’elenco degli autori di Bizarro Fiction! Ecco la sua pagina.
    In compenso l’opera di cui parla Zwei non è tra quelle citate su Bizarro Central: non so se perché magari l’ha pubblicato con una casa editrice che non fa parte del gruppo Bizarro, o perché non lo staff non l’ha ritenuto un esponente della Bizarro Fiction (cosa che mi parrebbe strana, dato che ci mettono dentro anche una cosa strana come “HELP! A Bear is Eating Me!” di Mykle Hansen).

    Parlando di The Mist: mi è piaciuto il finale, ma bisogna dire che il grosso del film si concentra sulle dinamiche psicologiche della gente intrappolata nel supermercato piuttosto che sull’invasione weird. E la parte psicologica è piuttosto grossolana e pigra (il padre protettivo e virtuoso, la fanatica religiosa che circuisce le menti deboli, ecc…; le meccaniche sono sempre le stesse).
    Alcuni passaggi sono belli (come appunto il finale), ma nel complesso l’ho trovato mediocre.

  11. StefanoMNo Gravatar says:

    Ieri sera davano the woman in tivvù. Visto e piaciuto.
    Quindi grazie della segnalazione :)

:p 8) :lol: =( :8 ;) :(( :o: :[ :) :D :-| :-[) :bloody: :cool: :choler: :love: :oups: :aie: :beurk:

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