La solfa del fantasy “innovativo”, “che rompe gli schemi del fantasy”, “diverso dagli altri”, l’abbiamo sentita un centinaio di volte. Un anno fa, ce la sorbimmo anche per l’uscita de Il Re Nero. L’innovazione di questo fantasy stava nel fatto di avere come protagonista un negro. Mal ce ne incolse.
Ho ponderato a lungo una piccola premessa che potesse esprimere il mio sdegno per questo libro. Nella mia testa era tutto un “merda, cazzo, merda, che merda di libro, this is madness”. Mi era anche cresciuta la barba di Leonida e stavo scavando un pozzo di 300m su cui depositare le feci spartane accumulate da Licurgo in poi. Ora invece ho cambiato idea.
Il Re Nero è un libro eccellente, poichè contiene in gran copia tutti gli errori, i buchi logici, le puerilità, i combattimenti da ritardati ed i dialoghi scadenti che si trovano spesso nei fantatrash. Ho compreso che si tratta di una summa della putredine fantasy, pubblicata dalla Fazi al solo scopo di educare le masse.
Pubblicarne uno per educarne cento.
La mia maggiore difficoltà è diventata un’altra: pubblicare una recensione “secca” (non in 2/3/4 parti) e riuscire ad inserire abbastanza esempi da non cadere nella classica superficialità che attanaglia molti recensori.
Partiamo dall’autore.
Mark Menozzi è un amico di Pierdomenico Baccalario, un bravo scrittore che però ha il viziaccio di mettere una buona parola con gli editori per amici (vedi Menozzi) e fidanzate (vedi Elena Melodia, autrice degli osceni – e forse blasfemi- Buio e Ombra). Il bravo Menozzi ha creato il mondo di Valdar per le sue sessioni di gioco di ruolo con i compari di mille avventure. Dopo una quindicina d’anni, Baccalario ha proposto a Menozzi di scrivere un libro ambientato in Valdar.
Comunque, il regno di Valdar potrà essere un luogo divertente per giocare di ruolo, e magari Menozzi è un DM coi controcazzi, però scrivere un libro è un’altra cosa. Lo dico con cognizione di causa, perchè ogni settimana mi arriva il libro di un nuovo scrittore wannabe, ex-DM, uguale a quello della settimana prima (non distinguo neanche più gli autori).
Manatasi è l’incarnazione del bovero negro, e qui sulla Terra avrebbe ottenuto al massimo un biglietto di sola andata per i campi di cotone della Luisiana. Con uno sciamano-servo negro al seguito, cammina a piedi nudi per duemila leghe, indossando un gonnellino di pelle, una pelle di leopardo, e portandosi dietro una lancia masai, assegai e scudo in pelle di capra.
Per quale motivo? Qual’è la molla che lo fa scattare? Un mercante giunto al suo villaggio racconta la storia della Ruota del Fato, su cui sono scritti i nomi degli uomini più importanti del mondo, e Manatasi inizia a dire che su quella ruota dovrà esserci anche il suo nome.
Voglio vedere Kemyss.
Voglio parlare con quei Figli di Dayros. Voglio che il mondo conosca Manatasi Principe delle Quattordici Tribù e, con me, tutte le genti del Warantu. Voglio che, una volta conosciuti, ci rispettino. E se per farlo dovrò parlare con quel loro dio Dayros, e far scrivere il mio nome sulla Ruota del Fato, ebbene giuro che lo farò!
Per i seguaci del blog, voglio sottolineare un passaggio che non mancherà di strapparvi un sorriso:
La sua figura era imponente, mirabilmente proporzionata, la pelle color ebano che pareva lucida, il cranio rasato e i muscoli guizzanti come quelli di un animale da preda.
2. Il narratore sempre in mezzo ai cojoni
Menozzi ha la mania di dover raccontare tutto del suo mondo, e la cosa diventa insopportabile già dopo venti pagine. Sembra voler dire al lettore:
“Guardate, eh eh, io su questo mondo ho lavorato – con grande piacere per la mia vita sociale – per una ventina d’anni. Cioè, è ‘na cifra complesso, nun potete capì!”
Di conseguenza, il libro è pieno di descrizioni del genere (a volte a inizio capitolo, altre a casaccio):
Kemyss brillava come una gemma, incastonata nel centro di una vastissima pianura che si estendeva dalla Catena Divisoria fino alle coste orientali. La città era stata edificata in quelle che un tempo venivano chiamate Piane delle Ombre Silenti. Una regione che per svariati secoli era stata infestata da mostri errabondi e da spettri di epoche dimenticate. Territori,
un tempo grigi e desolati, che erano stati teatro, solo pochi anni prima, di una battaglia destinata a riscrivere la storia di tutto Valdar. Da un lato si erano schierate le armate di Derbrand, signore degli Shaziri, malvagi Elfi dei mari meridionali, dediti da sempre alle arti oscure. Derbrand si era proclamato Imperatore di Valdar e aveva esteso il suo impero tenendo le genti sotto il tallone della tirannia e della schiavitù. Contro di loro si erano levate le truppe che rappresentavano i pochi popoli liberi rimasti, guidati dai Figli di Dayros, gli eroi che si dicevano mandati dal cielo per porre fine allo strapotere degli Shaziri. La battaglia era stata terribile, e le armate oscure erano state sconfitte, gli Elfi ricacciati in mare e i figli di Dayros avevano guidato le loro forze fino a Mira, la capitale dell’Imperatore, dove avevano infranto per sempre il suo potere e riportato la libertà nel mondo. Quelle che un tempo erano state terre desolate ora erano rifiorite. Le tenebre, i mostri e gli spettri si erano dileguati e nel cuore di quelle campagne era stato posto un ultimo sigillo: Kemyss.
La sentinella dell’Est.
Purtroppo, la città in oggetto viene costruita in mezzo al nulla da Sharmak, che ha la bella idea di lasciarla disabitata fino al momento dell’inaugurazione. In pratica, alle porte della città in costruzione si accalcano migliaia di persone, ansiose di trovarsi un appartamentino in centro con vista sul campo rom.
Oltre al duo Manatasi- Sirasa, arriva a Kemyss l’elfo Gulneras, di cui Menozzi dice:
Già, perché Gulneras era un Elfo, e non un Elfo qualunque, ma uno Shaziro in cerca di redenzione.
Nonostante cercasse di celare le sue sembianze il più possibile, il suo essere elfico traspariva da ogni minimo movimento.E così, nonostante camminasse con un’andatura tranquilla, quasi furtiva, la gente si scostava dal suo percorso come se avesse incontrato un re appestato.
Gulneras era di gran lunga più alto di qualunque uomo. Il suo portamento era naturalmente elegante. Il suo passo leggerissimo, tanto che pareva sfiorare il terreno. Nonostante il cappuccio ne celasse i lineamenti, i suoi occhi dal taglio obliquo parevano luminosi come quelli di un felino.
Tutto ciò sarebbe, forse, potuto passare inosservato. Era la sensazione di un potere ancestrale che riempiva l’aria intorno a lui, rendendola quasi elettrica, che non poteva essere celata in alcun modo. E così la gente si scostava timorosamente dalla sua strada…
In tutta franchezza, a Gulneras poco o nulla importava di come la gente reagisse alla sua presenza, e se celava il suo aspetto non era per timore…
Come prima caratterizzazione di un personaggio non si poteva fare di peggio. In poche righe subiamo un bombardamento di clichè (il cappuccio… brrr… roba da andare a fare LARP con Luxifer) strutturati alla cazzo di cane, con una ripetizione ossessiva del verbo “celare”. Tutti si spostano al suo passaggio, ma non si capisce se la sua andatura è tranquilla, furtiva, elegante o leggera. E il “potere ancestrale” complica ulteriormente le cose, visto che prima lo immaginiamo a zompettare come Heidi, poi a svicolare come il tizio di Assassin’s Creed e infine ad incedere avviluppato da un’aura energetica come Ken Shiro.
Ovviamente, Gulneras ha i capelli neri lunghi e “dai riflessi quasi blu”, ed il suo arrivo alla più classica delle locande è condito da altre informazioni non richieste da parte di Menozzi:
Automaticamente, la sua mano prese a carezzare il bracciale che gli cingeva il polso e, con quello, la sua anima e tutta la sua vita; lo guardò ammirando la perfezione della sua fattura: era di un nero perfetto, appena solcato da sottilissime venature bianche.
Era il Bracciale della Colpa, lo strumento accordato alla sua razza per ottenere la redenzione dai peccati. Alla caduta dell’Imperatore, e al
conseguente dissolversi dell’impero shaziro, Dayros aveva concesso agli Elfi oscuri una via per essere riammessi alla sua grazia: aveva donato quel bracciale a tutti quelli che volevano redimersi. Forgiato di un metallo misterioso e talmente ricolmo di Voce da far venire i brividi, era di un nero profondo come le colpe da cancellare e parlava all’anima di chi lo indossava con strette furibonde. Il Bracciale conteneva una consapevolezza propria che indicava la strada da seguire, e a mano a mano che si seguiva quella strada, il suo colore virava al bianco. Solo una volta divenuto bianco come le nevi eterne, si sarebbe staccato da solo.
Nella dolce taverna, Gulneras ci mostra di essere un elfo strazzulliano:
«Voglio fare un bagno dopo cena», annunciò incamminandosi verso uno dei due tavoli liberi, «fammi preparare una tinozza di acqua calda e del sapone, per quando avrò finito»
Successivamente, incontra il fratello, Kenna:
«Cosa sei venuto a fare, Kenna?».
Gulneras aveva posto la domanda con voce resa dura dal fastidio provocato dal timore che il fratello potesse far nascere qualche problema.
Da notare il raffinato lavoro di editing. La frase qui sopra fila che è una meraviglia.
Nel corso della storia, Kenna si rivelerà il solito finto-cattivo, ma, grazie a Dio, i suoi occhi:
brillavano di una forte determinazione e di un’incrollabile fiducia nelle proprie capacità
Il confronto fra fratelli poteva portare qualche spunto interessante, ma Menozzi risolve tutta la questione alla maniera di Allibis, Siccardi & co: famose ‘na risata:
Per un attimo Kenna rimase interdetto, poi scoppiò a ridere: «Per il Mare Infinito!», esclamò divertito. «Hai capito tutto! Proprio come quando eravamo piccoli». Anche Gulneras rise e, per un attimo, sentì che fra loro era tutto come un tempo, quando giocavano sulla battigia dell’oceano e sognavano di essere i guerrieri e i maghi più grandi del mondo.
I fratelli si lasciano, ma Gulneras ode subito fanciullesche grida d’aiuto e si lancia alla carica.
Un combattimento! Siete curiosi eh?
Beh, dovrete aspettare l’apposito paragrafo.
Ora è il momento di presentarvi un altro personaggio fondamentale, il mago Egenrauch (“Egy”). Il capitolo che lo introduce è uno dei peggiori di sempre (come termine di paragone prendo tutta la produzione letteraria dell’homo sapiens, Baricco compreso) e si struttura in questo modo:
-Infodump di Menozzi:
A molte leghe lontano dalla città di Kemyss sorgeva una torre. Era stata costruita all’imbocco di una valle chiusa fra le imponenti vette della Catena Divisoria, e aveva per secoli assolto al suo scopo: proteggere le genti che abitavano la valle da qualunque invasione.
Con la migrazione degli uomini dalle montagne, la torre era caduta in rovina e così era rimasta fino all’arrivo dei Goblin. La loro stirpe guerriera era senza pari in tutta Valdar, e da sempre cercava terre fertili, ben difendibili, in cui stanziarsi. La valle faceva al caso loro: ampia, ricca e con un unico accesso da sorvegliare. E così, essendo i Goblin grandi costruttori di opere militari, la torre era risorta dalle sue stesse rovine, più alta, più massiccia, con mura più spesse e soprattutto più minacciose. Per oltre un secolo vi aveva prosperato la tribù di Goblin che si chiamava Testa Nera per l’abitudine dei suoi guerrieri di raparsi a zero e ricoprirsi il cranio e il volto con complessi tatuaggi scuri… (va avanti per una pagina)
-As You Know Bob (“AYKB”) di Egy sulla povera elfa ignuda:
«Perché ti faccio questo?», disse Egenrauch chiudendo il testo magico. «Come sai, la Voce è il veicolo con cui si può accedere al potere magico del creato. Deve il suo nome alla credenza, tramandata dai chierici, che per operare magie basti imitare la lingua degli Dèi» (anche qui avanti per ore)
-Crossed Infodump Egy-Tolvald
«Non si tratta di un vero fallimento», rispose il Mago, «quanto piuttosto che il potere dell’Elfa non è sufficiente. Non è quello giusto. I simboli d’evocazione si illuminano, anche il Circolo Cabalistico si attiva e la risonanza di richiamo parte, ma al momento di aprire il passaggio manca l’ultima goccia di energia»… Tolvald scosse la testa, preoccupato. «Ci siamo rivolti a te perché hai fama di essere il miglior evocatore di Valdar, l’unico che poteva avere la sapienza per richiamare dalla sua prigione Olchior, il Serpente Alato. Ma in tutto questo tempo hai collezionato solo fallimenti! E troppi inverni sono passati senza che tu producessi il minimo successo».
Ora Tolvald era infervorato e gesticolava: «Come ben sai il nostro gruppo si è molto diffuso nelle terre orientali e non tutti vogliono seguire quei maledetti Figli di Dayros! Il Gran Maestro conosce i loro piani, sa che è in corso una congiura degli Elfi dell’Occidente, per dominare al posto dei loro cugini Shaziri…
«Ora molti sono disposti a combattere per noi!», continuò Tolvald, il viso distorto dal fanatismo. «Noi diamo le risposte che cercano e molti uomini potenti sono entrati nelle nostre file, persino qualche Kaal dell’Ardanar, ma bisogna fare una mossa decisiva… ora! Se Olchior, il Serpente Alato, ricomparisse, noi potremmo riunire tutto l’Est sotto la sua bandiera. Olchior è uno dei più potenti demoni mai esistiti, creato dal Dio degli Stregoni in persona, da Tarkaan! E tu devi riuscire a chiamarlo!».
-Infodump finale di Egy direttamente al lettore:
Era notte fonda. Il camino era ormai spento e nello studio erano scese le tenebre. Tolvald era andato a dormire da parecchie ore ma Egenrauch era troppo eccitato per pensare di addormentarsi. Era rimasto seduto al buio, a bere e pensare. Se ciò che quel vecchiaccio aveva detto era vero, ben presto avrebbe avuto il potere di evocare Olchior. Ma non aveva mai avuto intenzione di consegnare il demone al Serpente Alto. Poiché lo avrebbe evocato lui, sarebbe stato lui, l’unico a poterlo controllare. Con Olchior al suo fianco, Egenrauch avrebbe potuto facilmente schiacciare il Serpente Alato e compiere imprese inimmaginabili.
Ajaran. Era con quel nome che gli Elfi chiamavano la Magia Pura. E tra tutte le forme di Ajaran esistenti, quella dell’Inizio era il tipo più raro e potente, quella con cui gli Dèi avevano creato il tessuto stesso del mondo. La Magia dell’Inizio.
Con quella tra le mani, Egenrauch sarebbe stato il nuovo Derbrand.
Sì. Presto avrebbe avuto davvero di che divertirsi.
Discariche di informazioni, AYKB, raccontato che distrugge la trama… un fottuto dramma. E ho riportato solo degli estratti!

Alcune parti del Re Nero mi hanno ricordato "Q - The Winged Serpent" (1982), un famoso B-Movie di Larry Cohen
Nella discussione fra i due maghi Tolvald e Egenrauch, si tocca un livello davvero infame. E dopo essersi infodampati addosso per ore, cosa che potrei anche accettare, la scena si chiude con Egy che svela tutti i suoi propositi al lettore (ovviamente nel buio della sua torre, prima della sodomia con i servetti goblin).
Il mix continuo di clichè e narrazione caprina rende questo libro uno scempio fantasy fra i peggiori che mi siano capitati sottomano. Vedere lo stregone nella torre solitaria, circondato da goblin amanti dei prodotti per la rasatura (si chiamano “Testa Nera”), mi ha quasi tramortito.
E la pochezza dello stile, coadiuvata da robe come il “Circolo Cabalistico” (che può avere senso solo sulla Terra), mi avrebbe fatto bestemmiare nel caso in cui avessi acquistato il libro Grazie a Dio, me lo ha prestato un mio amico, “er Mulo”.
Gli elementi di novitá c’erano. Due negri semianalfabeti, scudi di pelle di capra, cattiva conoscenza della lingua comune, incapacitá di lavorare i metalli. Insomma poteva uscire fuori un bel contrasto dal loro incontro con una civiltá superiore. Nada de nada.
3. Combattimenti classici di chi basa le proprie conoscenze sui manuali di D&D e sui film mongoli
Anche qui stesso discorso del paragrafo precedente: sto limitando al minimo i quote, visto che potrei incollare una decina di pagine solo riguardo ai combattimenti.
Vorrei partire dal primo scontro, Manatasi-Sirasa vs Banditi fantasy #3478, ma a quel punto dovrei parlare anche della magia di Sirasa, che sgretola un muretto di roccia nelle prime pagine e poi diventa più inutile di Gandalf, quindi eccovi Gulneras:
L’uomo sferrò un fendente che Gulneras fermò a fatica, e quindi incalzò con un attacco continuo e furente. Gulneras capì di essere un poco più abile del suo avversario, ma non al punto di poter concludere lo scontro rapidamente. La sua spada rimbalzava continuamente sull’armatura, sprizzando scintille.
Qui siamo ai livelli di Kagakazzia (vedi Ucronie Impure), con l’aggravante che il Re Nero costa 13,99 euro in ebook. Più che la solita visione confusa del combattimento, tipica di chi non sa nulla sull’argomento, mi fa sorridere (e poi vomitare) l’immagine del povero derelitto che tira sberle sull’armatura con la propria spada. Che rimbalza. Boing, boing, boing.
Come avrete capito, di spade rimbalzanti, colpi “precisi e letali” ed altre amenità ce ne sono a bizzeffe, ma a detenere la palma del Capitolo Con i Peggiori Combattimenti di Sempre è l’ incontro con Jagred, l’assassino.
Sì, ha il cappuccio. Sì, ha il mantello. Sì, usa i pugnali da lancio. Sì, è retard al 100%.
Certo, avrebbe evitato quel momento se solo si fosse limitato a tagliargli la gola nel sonno, senza svegliarlo, ma uccidere nel silenzio non era il suo stile. Tutte le sue vittime dovevano vederlo in faccia prima di morire, dovevano sapere che a ucciderle era stato Jagred. L’assassino. Il Lupo Grigio.
Eh eh, Jagred è un assassino professionista. Talmente esperto da utilizzare una balestra per uccidere il suo bersaglio. Lo sveglia, gli mostra la faccia e punta la balestra.
PORCA PUTTANA LA BALESTRA NON E’ UNA PISOLA.
Come sempre, sulla porta d’ingresso della casa piantò un dardo con un ciuffo di peli di lupo grigio. Poi sparì nel buio della notte, senza lasciare tracce.
Tornò nella sua anonima dimora, mise da parte l’equipaggiamento da lavoro e si sdraiò nudo sul letto ad aspettare l’alba. Era un rito imprescindibile che seguiva una nottata di lavoro.
Era stato impeccabile: si era introdotto nel palazzo, aveva ucciso le nove guardie e i quattro membri della servitù senza che si rendessero conto di nulla, quindi aveva sgozzato le due prostitute minorenni con cui il conte si ‘consolava’ in assenza della mogliee si era lasciata per ultima la parte migliore. Avrebbe potuto facilmente introdursi nel palazzo, trafugare le carte e uccidere il conte senza che nessuno se ne rendesse conto, ma lui non lavorava così. Lui non lasciava nulla di vivo nei posti che visitava per lavoro. Era il suo stile, il suo marchio. Il segno del Lupo Grigio.
Ben tre azioni del Lupo Grigio sono giustificate con “il suo stile”: il ciuffo di peli di cazzo sulla porta, la nottata nudo sul letto, il massacro inutile e rischioso.
Penoso ragazzi, davvero penoso. Come se non bastasse, il Lupo Grigio appartiene alla razza Gyksh, e questo costringe Menozzi ad informarci che si tratta di un’altra razza discriminata (come i negri, i Goblin, insomma, a Valdar sono tutti discriminati), salvo poi raccontarci qualcos’altro sullo “stile” di Jagred:
Non assassinava Gyksh. Non lo faceva certo per un qualche scrupolo morale, per un’identità razziale o per chissà quale ideale. Il suo, più che altro, era un vezzo, una caratteristica che lo distingueva dalla massa dei comuni sicari.
Se questo per voi ha senso, vi auguro una prematura dipartita.
Combattimento 1:
Estrasse la sua corta spada ricurva e poi la sua ascia, la sua arma più letale. Il Manico di legno scuro si adattava perfettamente alla sua mano, la lama scintillante era un’opera splendida, decorata con fregi in oro rosso. Jagred conosceva bene il significato di quei fregi ma ora non voleva pensarci. Non usava mai quell’arma per i suoi lavori d’assassino ma quella sera ne aveva bisogno. Scattò, di corsa. A due passi dalla finestra balzò, raccogliendo gli arti e coprendosi il viso. Sfondò la vetrata e atterrò in piedi, (con il membro?) eretto, a guardare le persone in quella vasta sala.
Dopo l’entrata ninja, deve vedersela con quaranta soldati. Ora “scattiamo di corsa” all’azione.
Balzò verso tre soldati. L’ascia mozzò il braccio del primo, la spada sventrò il secondo e il terzo cadde col cranio aperto a metà. Gli altri soldati gli si buttarono contro, urlanti. Fu inutile.
Jagred si muoveva come un’ombra fulminea, schivava i colpi, eludeva gli attacchi e affondava i colpi. Ascia e spada colpivano letali uccidendo e mutilando. Si dirigeva verso il centro della sala, lasciando dietro di sé una scia di sangue e morte. Alla fine lo circondarono.
Finalmente, ammazzatelo per favore.
«Fermati qui, amico», disse il soldato più grosso che avesse mai fronteggiato. Un energumeno alto e colossale che reggeva uno spadone a due mani. L’ascia di Jagred gli recise di netto i polsi e lo spadone del soldato roteò lontano.
Eh? grosso-alto-colossale si fa tagliare i polsi da un’ascia corta? Ma è uno spadone o uno stuzzicadenti di 2 metri senza guardia?
Non si fermò. Mentre il castello esplodeva di allarmi, lui non si nascose. Passò in ogni angolo: le cucine, il maschio, le torri, l’armeria, i dormitori e uccise ogni essere vivente che incontrò sulla sua strada. Ascia, spada, pugnali da lancio, balestra e ancora una volta l’Ajaran (è un assassino-mago, l’Ajaran è tipo l’aura di Goku) uccisero e mutilarono senza pietà. Soldati, confratelli, servette e ufficiali. Quaranta. Cinquanta. Sessanta. Settanta.
Ehi, un momento, e la balestra da dove è uscita? E’ un’arma ingombrante, e Jagred ha già ascia e spada oltre ad essere imbottito di pugnali da lancio!
Dopo il massacro dei tirapiedi, tocca al Sacerdote e ai due guerrieri in armatura completa che lo proteggono.
I due guerrieri si lanciarono verso di lui. Jagred richiamò l’Ajaran ma questa volta non per attaccare. Si mosse come un’ombra e saettò di fronte ai due in armatura. Passò sotto la loro guardia senza che loro potessero colpirlo. La spada trafisse il cuore di uno, l’ascia colpì al collo l’altro tranciando di netto la gorgiera.
E vabbè, non c’è proprio speranza. La spada sfonda-armatura, un classico di D&D, torna a fustigare i nostri cuori.
4. Paragrafo miscellaneo in cui butto dentro tutto perchè non ce la faccio più
Il titolo dice tutto. Questa recensione ha messo in serio pericolo la salvezza della mia anima.
Vi presento Maugis, vecchio eroe, che arriva in un villaggio distrutto:
Il villaggio era distrutto. La palizzata di legno abbattuta. Le vie ingombre di corpi.
Erano tutti morti, dilaniati da una furia innaturale, famelica e crudele. Una furia che Maugis aveva visto innumerevoli volte. Non si contavano, in tutta la storia di Valdar, piccole comunità come quella, cancellate dalla forza immonda di demoni e mostri simili.
I nostri eroi, sapendo che i Goblin Testa Nera vedono anche al buio, decidono di attaccarli di notte (sob), in modo da coglierli di sorpresa… Durante il combattimento, Kenna:
… abbandonò la lancia ed estrasse la spada, puntando su un altro guerriero. Guidando il cavallo con le ginocchia, sollevò la spada a due mani e calò un fendente sul volto tatuato del suo nemico. L’altro provò a parare, inutilmente.
Gulneras, dal canto suo, ci tiene a farci sapere che:
se i Blakidis ci travolgono, sarà impossibile sloggiarli da qui.
A un certo punto, la negretta Kade dice:
Ho letto molto. Quand’ero sposata avevo parecchio tempo libero e lo passavo in biblioteca
Ma come biblioteca! Menozzi vorrebbe farci credere che i negroidi clueless che ci ha mostrato per tutto il libro abbiano in realtà delle belle biblioteche dentro le capanne?
Ancora sul combattimento:
Sirasa scorse Vog Shar Thot combattere con una picca in una mano e la spada nell’altra
Che dire, una combo davvero ben assortita.
Nei combattimenti successivi, Menozzi raggiunge nuove vette di sciatteria:
I due iniziarono una spettacolare danza di morte, in cui i loro movimenti erano perfetti, persino eleganti. Le loro tecniche erano uguali, poiché nascevano dalla stessa fonte, ma Jagred era di poco superiore. Dopo una raffica infinita di colpi e parate, così rapide che l’occhio non poteva seguirne il movimento, calò la sua scure con tale velocità che il Custode ne fu disorientato.
Vrinn fu avvolto da uno specchio d’argento e l’incantesimo di Quillen gli rimbalzò indietro, uccidendolo. Thrad morì subito. Aveva attaccato Rell con grande forza e rapidità, ma dopo aver parato due affondi, il Principe dei Draconi lo decapitò.
…lo colpì con un colpo di scure che lo abbatté…
Una mezza dozzina di uomini balzarono contro Vog Shar Thot che li abbatté roteando su se stesso. Poi ne giunsero altri sette. Fecero la stessa fine.
E poi? E poi dovrei copiaincollare le ultime 60 pagine, parlarvi dello scontro finale e di tante altre puttanate che ho tralasciato per il vostro (ma soprattutto per il mio) bene.
La misura è colma…
P.Q.M.
La Corte assegna a Il Re Nero, edito da Fazi e scritto da M. Menozzi, il seguente voto:
e accerta una rilevazione del trashometro pari a:




















Allucinante….
No, sul serio, i nemici che saltano abbattuti in rotazione è un opera d’arte, così come il venir colpiti da un colpo…
E l’assassino e veramente qualcosa di sensazionale… cioè, stermina UN INTERO CASTELLO! entra sfondando la finestra a palla, ma dai…
http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcS5OFeJhl9ptZu-sVs6RyRZH-KTxZHGNBnurWaLWxcL8Uw767Vb
Ecco spiegato il significato dei fregi…
Recensione a dir poco spettacolollosa, complimenti ^^
Avrei preferito una più estesa divisione in dieci parti per mio personale divertimento, ma nondimeno c’è abbondanza di materiale su cui accanirsi
Al di là di tutto la cosa più inquietante è che ricordo di aver visto il libro come molta altra spazzatura fantasy in libreria qualche mese addietro e di aver pensato, che forse sì non poteva essere poi tanto male
Beata ignoranza…
Con ordine:
Non capisco. Se il soldato è davanti al tizio, come fa costrui a tranciargli entrambi i polsi con un’ascia? Quanto è lunga la lama di quest’ascia?
La scena 1VS40 in una sala ampia e spaziosa è deliziosa. Santi dei, ma schiaffarlo su un ponte come il guerriero di stumford birdge (per fare un esempio)? No? No.
Se passa sotto la guardia (?), come fa a colpirli sopra?
Well, se il cavallo e il cavaliere sono addestrati, questo non è impossibile. Lo fanno uttora i pastori mongoli quando devono catturare i cavalli bradi.
Priceless! Sarebbe poco pratico anche se si tratasse di una lancia corta e non di una picca.
Mi ricorda alcuni dei momenti più retard dell’ultimo film cinese di fantastoria che ho visto (Story of the Han Dynasty)
i muscoli guizzanti x°DDD
Ah, me li scordavo! X°D Zwei, ammettilo, quando l’hai letto ti sei immedesimato ^_^ Dopotutto anche i tuoi muscoli scalpitano come cavalli al sole (cit.)
Domanda di cui non ricordo la risposta (se ne abbiamo già parlato): il romanzo è autoconclusivo o è la prima parte di una epicissima trilogia i cui capitoli seguenti sono stati cassati per vendite oscenamente basse?
Terra Nova
qui siamo tra Goku e Bud Spencer!
Una volta tanto che il protagonista d’un fantasy non sembra il prodotto ♯727 della fantasia di Zio Adolfo, devono ovviamente spuntare gobbelini, cobboldi e tutta la paccottiglia made in D&D a sputtanare il tutto… poi se il nostro fantasy non supera d’un passo la barriera delle Alpi è solo colpa della distribuzione brutta & kattiva asservita agli Amerikani, ehi!
@Tenger: cara Tengy, credo di poterti aiutare io.
Se la mia interpretazione è corretta, l’assassino si lancia sotto la loro guardia, cioè si lancia in avanti abbassandosi con velocità potenziata (inc. di 6° livello dei maghi, manuale 3.5 D&D, mi pare) ed “entrando” nella loro guardia da sotto. In questo modo riesce a colpire i due guerrieri in un modo non ben precisato n° 349854856 e a ucciderli. Perché? Perché è D&D. ^__^
Alla domanda “dove trova lo spazio per affondare la spada nel cuore di uno e contemporanemanete tranciare il collo dell’altro con l’ascia, calcolando che si trova piegato all’altezza delle loro ginocchia?!!1″ rispondo con “E’ fantatrash!”. \o/ \o/ \o/
In realtà, devo dire che se fai una cosa del genere ad un live ti ridono (giustamente) in faccia. Ne approfitto per aggiungere, nel caso ci sia qualche scrittore in questo momento, che i mantelli neri godono di una fama immeritata. Ti sgamano subito anche nelle notti più buie. Mille volte meglio mantelli grigio scuro nel caso sia un ambiente cittadino (si confondono benissimo con le mura in pietra) oppure marrone scuro/grigio scuro se in boscaglia.
—
Riguardo alle capacità da DM di Menozzi, già il fatto che ci siano elfi, goblin cattivi e torri oscure la dice lunga sull’ambientazione. Roba simile manco nel nostro gruppo quando eravamo quindicenni e brufolosi.
In ogni caso volevo la mega-recensione in 5 parti
Quetsa ha troppi pochi commenti/immagini su cui farsi due risate.
Ma la guardia mica è una ciambella, come si fa a entrarci “da sotto”
Cioè, se schivi la spada “abbassandoti” poi dovresti colpire sotto la cintura… penso…
Non capisco! Io non gioco di ruolo, tutto ciò mi pare un testo del Kojiki non chiosato
Dimenticavo: io il mantello lo porto anche per andare all’università (scalda più della giacca, e comunque siamo a Parigi, non sono certo io la tizia più stramba in circolazione
), ma nascondermi il viso col cappuccio mi verrebbe difficile (a meno di non avere la luce orientata ina certa maniera, il he esclude lo spostarsi). Potrei farlo, ma andrei a sbattere dopo trenta secondi. O forse’sto ammazzasette è attrezzato di radar?
Ho provato a rileggerla un paio di volte con questa in sottofondo
mi sono cappottato x°D
@Tenger: Stavo scherzando, lo so che è una cosa da ritardati…
ma secondo me l’autore l’ha intesa così. Mi ricorda qualunque scena simile fantasy/anime random. Cose alla Naruto e simili.
Il fatto è che non deve schivare le spade, perchè è così veloce grazie alla magia che entra nella guardia prima ancora che i guerrieri possano fare un movimento. Retarded Battles 101.
Tenger:
In realtà, non necessariamente: Hutton, in Cold Steel, fa vedere un colpo in cui lo spadaccino è decisamente basso (si appoggia con la mano al terreno), ma tira una punta al petto, quasi all’altezza dell’ascella.
Non che la situazione descritta nel libro sia questa
Ora questo libro vanta due recensioni serie: una è quella del Duca, l’altra è questa.
E’ sempre dannatamente epico.
@Dagored
Impagabile! XD
Io Me Stesso Medesimo:
Questo; qui colpo analogo da altra fonte.
Rileggendo la rece, mi accorgo di quanta roba ho lasciato fuori. Il Re Nero è immondizia pura.
@Zwei: beh sei ancora in tempo per farne una versione più lunga e… Unika!
Sì Zwei
posta qualche perlina random nei commenti!
Terra Nova
LOL! Ma questo… questo… E’ Crash Bandicoot! X°D
Ma soprattutto quegli infodump sono una tale merda che fanno salire di quotazione persino la monnezza scritta dalla Strazzu….
@Mauro
Hutton esagera un po’ buttandosi così in avanti. Lo stesso colpo, passando da lunga a media distanza con un passo, De Longis nei DVD “Fighting with the Saber and Cutlass” lo fa consigliando di non abbassarsi mai troppo (non con la mano a terra) perché la distanza a cui si colpisce non cambia significativamente e a buttarsi giù ci si espone troppo alla risposta nemica perché si rinuncia a una ritirata rapida.
[Approfitto per un consiglio per gli acquisti per chi ha 50 euro da investire]
Bisogna considerare però che lui rinuncia a ogni mossa rischiosa perché spiega una scherma di sciabola molto difensiva, in cui si usa il colpo di taglio caricato con la spalla (la classica sciabolata da cavalleria a piena forza) solo come colpo di grazia, mentre tutti i colpi normali li dà solo con polso e avambraccio (o di punta), con movimenti ridotti al minimo necessario ad accellerare la lama, per non rinunciare mai all’avere la spada in linea difensiva.
Più difensivo di così non penso si possa essere.
De Longis fa anche delle belle parate di quinta e sesta statiche sul filo che con un colpo di polso diventano tagli al braccio, volto o torace, ovviamente in doppio tempo vista la partenza statica.
E un sacco di parate sul bordo del filo di terza e quarta contro sciabolate parallele al suolo. Non ricordo di aver visto parate di quarta alta, quelle di piatto che gli italiani pare preferissero rispetto alle parate statiche di quinta sul filo per difendere la capoccia dai fendenti (intendendo il filo del forte accanto alla guardia, che non è proprio un filo visto che è piatto e spesso almeno mezzo cm per cui non si fa niente nemmeno se Zwei lo prende con un fendente di spadone), ma magari ricordo male.
Comunque non fa tutto in doppio tempo.
Quando spiega le parate migliori, quelle che spostano l’arma nemica invece di ridursi ad assorbire il colpo come ultima difesa, talvolta fa attacchi in un solo tempo in cui la parata col piatto della sciabola devia la sciabola nemica e prosegue tagliando il volto o il torace in un solo movimento fluido. Quasi in stile Clements.
Non è spassoso come Clements coi suoi scambi di spadonate in un solo tempo, visto che fa tutto lentamente (meglio: le poche azioni a velocità normale non si capiscono bene, tutto troppo rapido), ma è moderatamente divertente. E con gli occhialini, i baffi e le spiegazioni calme è molto ottocentesco De Longis (e meglio così comunque di quando interpretava il pelatone Blade nel film su He-Man).
Ed è carino che spieghi le parate statiche, che assorbono il colpo sul filo, come la “base”, nel senso che se proprio non si può fare di meglio sono un’opzione migliore che farsi ammazzare. E’ l’idea giusta. La base non è la soluzione migliore: è il minimo irrinunciabile per non farsi ammazzare.
Le parate serie le indica come di percussione/spinta (colpendo il piatto avversario col proprio filo o col proprio piatto) che si trasformano in un attacco, e ci abbina parecchie azioni in un tempo solo che farebbero torcere i baffi ai duellanti ottocenteschi più ligi alle regole che all’uso pratico per sopravvivere (il doppio tempo piaceva per evitare doppi impalamenti nei duelli al primo sangue, non perché più efficiente a priori).
D’altronde De Longis colpisce come bersaglio valido anche la coscia, di taglio o di punta, quando la parata impiegata lo consente come risposta, giusto per far vedere che ogni bersaglio è lecito se viene più facile colpirlo rispetto a un altro o se è un buon ripiego (il retro del collo nemico con il falso filo della sciabola curva, nel ritirare l’arma dopo un colpo di punta mancato al volto).
Coerente con i manuali d’epoca che indicano come compito ideale della parata quello di deviare il colpo nemico in previsione del proprio attacco (cit, tra i tanti: manuale di sciabola dell’esercito USA del 1907).
Ho scritto filo per le parate più statiche, ma in realtà è più spesso sul lato del filo (ho preso vari fotogrammi mentre studiavo i video) nel modo indicato/usato anche da Clements, coinvolgendo parte del piatto, anche perché consiglia di limitarsi a muovere leggermente l’avambraccio verso sinistra (terza), destra (quarta) o in alto (quinta e sesta), senza buttarsi dritti a investire l’arma nemica per non cadere in una finta… ergo impossibile un filo contro filo a 90 gradi spacca lama, se non in parata di quinta venuta troppo distante dalla guardia (in una sesta per colpire distante dalla guardia il nemico devere aver fallito il colpo di parecchio, in pratica nemmeno va parato).
Ma in fondo, se anche l’altro tira sciabolate difensive di polso, più circolari che trancianti, non c’è troppo rischio di rovinare l’arma nemmeno investendo il filo in pieno. Di sicuro non grandi tacche. Si capisce bene come mai Clements dicesse che la parata di filo di matrice ottocentesca non è applicabile alle spade a due mani: con gran fendenti di spadone con il peso del corpo buttato dietro ti fai tacche di 2-3 mm spacca lama, come dimostrato sperimentalmente, mentre con le sciabole e i colpi di polso al massimo dai una grattatina irrilevante e chissenefrega.
Sto pensando a Zwei che usa lo spadone-retard gigante contro una sciabola francese da 1 kg, in parata di quinta, investendo la metà del forte vicino al punto in cui inizia l’affilatura… non voglio immaginare lo stato della sciabola dopo l’urto. Se c’è ancora una sciabola. O se è ancora vivo il tizio in parata.
De Longis non è Clements, ma è meglio di un dito nel sedere. E di sicuro è meglio guardare lui che leggere il Re Nigga.
Duca:
Però Hutton non avanza: l’avversario fa un assalto, lui indietreggia col piede arretrato, ma restando fermo con quello avanzato (it is effected by sliding back the rearward foot, dropping the body as low as possible to the front and supporting it by placing the palm of the left hand on the ground, the sword hilt, in giving the thrust, being held high in order to afford cover).
Nel paragrafo precedente: This is useful against an impetuous rush on the part of the opponent it is in fact a time thrust and is performed by delivering the point at the opponent’s breast or face, and at the same time sliding the left foot back until the position of the lunge is reached; si riferisce allo stop-thrust, mentre il colpo dell’immagine è l’under stop-thrust, ma dal testo l’essere in controtempo e in risposta a un impetuous rush avversario mi pare riferito anche all’under stop-thrust.
Cosa dici?
Comunque, mi confermi il senso dell’intervento, ossia che schivando la lama avversaria abbassandosi il colpo può anche essere alto?
Tutto molto interessante.
Duca, curiosità da ficcanaso: studi solo, o pratichi/hai praticato anche la scherma
@Mauro
Ah, ok, allora è diverso. Avevo confuso l’immagine ricordando una cosa diversa e non avevo verificato il pdf.
Rimane il problema indicato che se manca l’avversario, o se quello para quando capisce l’azione e muta l’attacco in una parata, non è in condizioni ideali per arretrare. Mossa rischiosa.
Il precisarne l’uso contro un nemico che si lancia in un attacco “impetuoso” è necessario, visto che sottintende l’alta probabilità che il nemico non riesca a tramutare il colpo in una parata e quindi il rischio complessivo della mossa diventa accettabile in cambio dell’impalamento totale del nemico…
Sì, sì, quello senza dubbio.
La sciabola è un’arma che con pochissimo movimento (polso e avambraccio) permette di raggiungere tutto il corpo nemico quasi da ogni posizione. Si, può colpire dal basso in alto al petto e al collo anche partendo da un fendente alla testa.
Esempio: fendente al volto, parata di quinta, scivolamento sulla parata e colpo di punta risalendo verso il collo. Se il difensore non si affretta a lasciar “cadere” la parata di quinta in una quarta appena la lama nemica scivola via, è spacciato.
Se invece il difensore è più abile, all’impatto della parata può tramutare la quinta con una rapida torsione di polso in un fendente verticale al volto nemico, che dovrà sganciare la propria lama (non potendo quindi scivolare verso il basso) e riparare il proprio volto con una parata di sesta, o una cosa simile.
“di terza”, ovviamente, non di quarta.
Questo è un aspetto del fantatrash poco sottolineato.
Leggendo la descrizione della città di [nome fantasy #45117] si entra subito in un tipo di storia alla Forgotten Realms. “Grandi” avvenimenti storici iconici come la storia che si studia sul sussidiario delle elementari. Le guerre non hanno strategia o motivazioni. I governi non hanno politica. Non esistono problemi organizzativi, come le linee di rifornimento degli eserciti, o la scelta di come assegnare i ministeri; l’economia, comprese le spese di guerra, è poi completamente assente.
Sì, ok, è sword&sorcery, è high fantasy, è quello che si vuole. Io però lo chiamo noia.
@ Mauro
), ma la perplessita resta: come fai a sgozzare uno con un’accetta avendo schivato abbassandoti (e inchiodando un altro catafratto au passage)? 
Non avevo pensato a quella possibilità (cattive abitudini dello sport: noi non usiamo quasi mai il “piqué”
Tra l’altro, parlando di posizione, se sei posizionato per assorbire l’urto di un tizio che ti arriva addosso da una determinata direzione, come fai ad assorbire anche quello di un altro tizio provenienta da altra direzione? Per un bipede, mi pare un’ardua impresa >_<
Tutti ’sti riferimenti a prima seconda ecc. mi ricordano quando leggendo Hutton mi stavo perdendo perché io pensavo alla posizione della mano e non alla guardia di scherma moderna; a volte m’incasino un po’ leggendoli
Duca:
Sicuramente, proprio per quello attualmente non l’ho mai fatta (e sí che avrei avuto anche il vantaggio della sorpresa, essendo l’unico che ha letto Hutton): la mano a terra serve come appoggio proprio perché si è fortemente sbilanciati, e recuperare da quella posizione non è esattamente rapido.
Tenger:
Non sapevo nemmeno si chiamasse piqué
Sulla domanda relativa al libro: come detto, non che la situazione nel libro sia quella descritta da Hutton. Hutton sapeva cosa stava dicendo, nel libro la scena è a caso
Ce lo chiamo io perché in italiano non sono sicura del termine ^///^ Sto cominciando a melangiare le lingue.
Grazie Zwei per la recensione.
Credo che, fra tutte le tue pescate nel mare torbido del fantatrash, questa sia l’unica che ho davvero apprezzato.
Visto che però il
forumblog è affollato da una preoccupante marea di wannabewriter (non tutti con la competenza militare della tenghy, né – sfortunatamente – dotati di anatomia idonea a a far trascurare questo difetto come la Sho), sarebbe cosa buona e giusta se redigessi, ad uso del signor M.C. (meglio noto in certi ambienti come “il Duca”) un “manuale della descrizione dello scontro for dummies”, per tutti coloro che non hanno a) la mia esperienza in agricoltura di sussistenza (e conseguente maneggio di asce, pali, mazze, forconi ed affini) né b) la Tua indiscussa e superiore nonché brillante et clarissima familiarità con il mondo dell’oplologia.Famme sapé se se po ffa
Peace, Love and Hard Reenacting
Anacroma
Lui si abbassa sotto le armi dei suoi avversari, poi si alza e li uccide: a quanto pare la sua magia lo potenzia a sufficienza da fare questo ed altro.
Aggiungo che si tratta di un azione fuori da ogni logica anche per DnD, se si seguono le regole del gioco…
Io vorrei sapere una cosa, chi è il genio del male che ha fatto l’editing di questo… questo… oddio non so come chiamarlo. In alternativa, possiamo sperare in un rapido fallimento dell’editore?
@ Angelo Benuzzi: mai augurare il fallimento di un editore. Davvero vorresti trovarti privo di siffatte perle di narrativa, su cui argomentare una tesi di laurea su come non scrivere un libro?
Sull’editing in generale: credo sia prassi affidarlo agli stagisti e/o dipendenti sottopogati e/o Co.Co.Pro (o altri contratti di lavoro a progetto similschiavitù): in pratica si affida un lavoro delicato e che necessita di professionalità specifica a gente che si ritrova de facto a) a lavorare a cottimo (i vari collaboratori-schiavi) b) a farlo senza alcuna cognizione.
E gli (imbarazzanti) risultati li potete vedere …
Vi è piaciuta la vignetta sugli zingari? A me danno molto fastidio. Non come i parassiti della finanza, ma quasi.
Da queste parti sono molto innocui (ma in altri posti della regione non è così
). Invece quelli che abbiamo incontrato in Romania sono stati molto gentili (ci eravamo persi
).
Su quelli in Italia non mi pronuncio. Da quando sento gente dire “rubano: è normale dargli fuoco”, ho deciso che italiani e zingari si meritavano gli uni gli altri ^_^
@ Zwei:
perché poni queste domande trabocchetto?
Se ti rispondo onestamente, mi gioco la nomea di “politically correct radical chic d’accatto”; e la qual cosa, ne converrai, nuocerebbe enormemente alla mia immagine sociale nelal blogsfera (quasi più del nuovo avatar di Dago XD).
Se ti rispondo diplomaticamente, mi banni per il wall of text sociologico che mi toccherebbe sciorinare.
Se non rispondo, faccio la figura dell’ignavo.
Dunque ricorro alla “mossa segreta N. 3,14 della scuola di Hokoto per corrispondenza in 11,314 volumi”, e cambio argomento: a quanto il manuale “combattimenti fantasy for dummies by Zwei “muscolo guizzante” Lawyer”?
Dopo aver conosciuto l’opera di Mattia Sorrenti, propongo di cambiare il vetusto “muscolo guizzante” con “mucolo scalpitante CCIAS (Come Cavallo Imbizzarrito Al Sole)”
@ Tengy: per me se po ffa…
P.S. io sto ancora aspettando (con sollazzo dei mie addominali) il famoso video promesso pubblicamente qualche post fa dal M.S.C.C.I.A.S. padrone di casa: video nel quale si impegnava a postare una sessione di allenamento per trasformare cicciottenni foruncolosi e panzieimpiegati in uomini dalla muscolatura scolpita e definita ….
Dici il giusto.
wei, se non esegui sarai targato di Donzella Pudibonda.
“Chissene”, dirai. Considera che l’altro esponente della categoria è Dago.
@ Tengy: ma il buon Dago, peraltro, non aveva postato una sua immagine giù nello scarico buio e profondo della retard (o infine si è rivelato trattarsi di un fake)?
Tsé. Una foto in cui appare infagottato come un sambuso e con la testa incassata tra le spalle. Se non si vede almeno il 60% della pelle non è una foto degna di attenzione (a meno che non si tratti di Zwei e del Duca, perché in quel caso la loro dirompente virilità traspare anche da strati di vestiti, specie se sono insieme ^_^).
Con le bocce della Sho a piede libero c’è gente che chiede mie foto. Le robe dei matti
Per decidere se leggere questo libro ho tirato un carrido dado da venti.
Si è fermato sulla faccia con il numero 1, quindi mi è caduto nel fuoco del camino ed è sparito per sempre.
@Anacroma
Ti hanno poi passato il materiale del corso di Palahniuk? Taotor mi aveva detto che ti serviva.
Non essere timidA, se cito un manuale che è sparito dal web puoi chiedermelo direttamente, non attenterò alla tua Virtù col rischio di renderti inappetibile al matrimonio ursino a cui certo aspiri (Zwei è mio, scordatelo). ^-^
@ M.C. (meglio noto come il Duca).
Grazie, mi è arrivato. Non volevo disturbare Sua Mascolinità con richieste insistenti ed inopportune (considerato poi che non frequento il Suo blog, mi pareva incoerente chiedere a Lei di passarmi del materiale; senza contare che, inoltre, non frequentando il Suo blog sarebbe stato per me assai difficile arrivare al Suo e-mail in ogni caso :-P).
P.S. non aspiro al matrimonio, al massimo convivenza con spese compensate. E per attirarmi, il masculo dev’essere efebico (la femmina invece, va bene in ogni caso XD), quindi… mi spiace, ma … né Zwei né Lei siete proprio il mio tipo :-P
@ Tenghy: domanda; cos’è un “sambuso”????
@Anacroma
Il sambuso è il samossa somalo ^_^
Io potrei dire la stessa cosa, eh U_U
Se è possibile, concordo, non spiacerebbe nemmeno a me, ma temo che il discorso sarebbe complicato. Immagino che tutto cambi a seconda dell’arma che si utilizza, dell’avversario, di dove ci si trova…
Mi sa che ce tocca studià ebbasta
Che c’entra?! Con la Sho (o meglio, le sue tette) è solo lussuria. Con te è ammore!!
E cmq basta OT
@ Cercavoce: Chi meglio del sommo M.S.C.C.I.A.S. (a.k.a. Zwei), maestro indiscusso dell’oplologia, Vate dei reenactors potrebbe offrire una cosa del genere?
Poi dai, il
blog si presta assai a queste cose qui: conto almeno 6 “esperti” (o amatori), più il simpatico signore dal Fulvo Crine che faceva ambigue allusione sulla mia sessualità ambigua qualche post sopra U-U (XD) :-P … quindi, direi che siamo a cavallo
I fumetti degli zingari sono carini, ma l’intestazione è troppo retorica populista.
Non so se sia fattibile (a sentire la giornata tipo di Zwei, direi di no), ma nel caso, approvo la proposta del degno Anacroma per delle pratiche linee guida per scrivere combattimenti ad uso dei quadriplegici.
Ben pochi. Immagino che il sommo Mr. Muscoli Guizzanti abbia.
Uno) Da fare
Due) La possibilità di scrivere articoli a proprio piacimento in quanto proprietario del blog
Tre) La possibilità di accettare e faticare per scrivere l’articolo (per il quale gli sarei enormemente grato, e penso non solo io)
Quattro) QUATTRO
Cinque) La possibilità di rifiutare per via della difficoltà di scrittura dell’articolo di cui sopra.
Immagino anche solo le infinite varianti… dal semplice spada contro spada allo spada e scudo vs spada e scudo, per non parlare di asce, martelli da guerra, lance, alabarde, pugnali, zweihander… potrebbe venir fuori qualcosa di generale, forse. Però non so, io so meno di zero dell’argomento. Quel poco che so l’ho appreso dai suoi articoli. Che non è poco, certo, ma non è nemmeno sufficiente a immaginare le armi degli articoli in battaglia o in duello.
Beh, forse a immaginarmele sì, ma senza dubbio immaginerei qualche fesseria.
Zwei potrebbe organizzare dei corsi di pestaggio estivo per wannabe scrittori. Ovviamente per farsi picchiare da MSCCIA in persona ci sarebbe un lieve sovrapprezzo. Tubetti di arnica e cerotti invece potrebbero essere compresi…
Zwei, ho un business da proporti ^_^
@ Tenghy: sei proprio Giudia fatta e finita, te, nevvero?
@ Cercavoce: Vergogna a te, che osi dubitare delle capacità del sommo MSCCIAS, che era, è e sarà…
Lui che ha osato discendere negli abissi oscuri del fantatrash armato solo del suo coraggio, lui che ha sconfitto con determinazione tanto Unika che la partita IVA, Lui che fa tremare Allibris e Sergio Rocca, Lui che ha sbugiardato portatori di cappello di paglia, Lui che ha fronteggiato l’Oscuro potere della Cricca….
è di Lui, che stiamo parlando :-P
Quindi ripeto, o Capitano di poca fede, osi ancora dubitare delle capacità del sommo?
-Keep it simple (ovvero riduci al minimo svolazzi, capriole e rotazioni improprie sopra la testa)
-Non perdere di vista il nemico, men che meno la sua arma;
-Le gambe sono importanti come le braccia. Un tennista senza gioco di passi è un mezzo giocatore, anche se a colpire la palla è la racchetta. Uno spadaccino senza mobilità è morto, anche se a colpire l’avversario è la spada;
-Per quanto possibile, evita le parate statiche. Di solito portano la tua arma verso (o dentro) il tuo corpo. Da evitare.
Rimangio quel che ho detto, sono un pagano bastardo adoratore degli Asi, ma mi incornicerò questi consigli vicino alla scrivania per le (numerosissime) scene di battaglia.
Qualche consiglio su cosa cominciare a leggere a proposito di un duello?
Hai detto di evitare guardie statiche, dove posso trovare qualcosa a riguardo di guardie dinamiche?
Perdona la mia pagana e infedele ignoranza, sommo Muscoli Guizzanti (non ho ancora capito se quando ti chiamano così è per offenderti o farti scappare un sorriso, se è il primo caso, pardon), ma la mia conoscenza, oltre ai tuoi articoli, è stata accresciuta solo a qualche sporadica lettura sul web e da due anni di scherma (sciabola), che temo sia un’arte un po’ distante dal duello al primo o all’ultimo sangue.
O forse no?
@Anacroma:
Vergogna a te invece, che mi hai fatto posticipare il giudizio del primo contest del vascello in vana attesa del tuo racconto!
Accettate carte di credito?
Sono scandalizzato: 11/100 e 89% al trashometro (…)?
Ma Zwei, sei improvvidamente (!!??) impazzito? A giudicare dalle parti che hai quotato AL MASSIMO avrei dato -1/100 e 101/100.
Mai letto in vita mia una porchieria (notare la i) del genere!!
Sono, generalmente e sergentemente moderato (tranne che in politica) ma questo libro supera ogni limite di decenza.
Aggiungo una sola parola e mi ripeto (repetita iuvant): indecente.
Vado OT: ma queste famose tette della Sho si possono vedere? Intendo in foto!
Anche solo quelle, senza il viso…..
Io una volta le avevo salvate sul pc, quali carnose consolazioni per le mie molte notti solitarie. Poi però svariati formattoni se le sono portate vie. Peccato perchè son proprio bocce da competizione. Tocca aspettare che le riposti.
Io una volta lo dissi che realizzando un porno con i personaggi immaginari del blog avremmo fatto er botto! Perfino i prof gradiscono. xD
Ohibò! “Perfino i prof gradiscono”?
Alberello deve aver avuto una carriera scolastica particolarmente difficile se pensa che i docenti siano “alieni”: alla mia età ho raggiunto la pace dei sensi ma la componente contemplativa rimane…..
Inoltre, per tornare IT (In Topic…), leggono. Ma NON robaccia come “Il re nero” grazie al prode Zwei.
Non c’è bisogno di corsi di pestaggio, basta passare davanti al mio ufficio verso le 20 per avere lezioni gratuite.
Occheppalle, salvateveli i link!
Ci sono questa, e questa, che sono parecchio vecchie, ma fa niente.
Metterei anche quella in bikini, ma se metto tre link il filtro spam mi censura, magari più tardi.
Mi associo all’odio per il libro. Le aspettative erano già basse col fantasy nigga, ma se poi è un D&D, è ancora peggio.
yum yummmmmm
Mapporcocanedistocazzo, Zwei, che stai farneticando?! “GRATIS“?!
Ritiro la proposta del business estivo, saresti un pessimo socio in affari
gratis…
cosa tocca sentire… o tempora…
@ cercavoce: secondo te, perché nun me faccio più senti’ da mesi nel forum?
:-P
Stò evitando un botto di persone (con le quali, quando le incrocio, cambio amabilmente argomento), che mi chiedono insistentemente quando servo loro qualcosa da leggere… è che sto collaborando con uno studio (ancora per poco, per fortuna), e in più seguendo le robe mie personali, e… contando che la giornata ha 24 ore, e che otto mi servono di sonno, non me ne restano fuori molte per dedicarmi a cose intelligenti come: a) copiare in “bella copia” i geroglifici con cui scrivo di solito; b) dedicarmi ad una cosa saggia chiamata “editing”, con cui eliminare orrori e buchi logici…
Per la cronaca: il racconto con cui intendevo partecipare al contest, lo ammetto, era
un riciclouna riscrittura più matura e consapevole di un pezzo scritto dodici anni fa… che purtroppo non ha mai visto la luce per “problemi tecnici”…. Il secondo, (il sostituto, diciamo) invece… L’idea era buona, ma anche qui avevo solo un abbozzo, e lo sviluppo era decisamente troppo lungo tanto per i tempi che avevo a disposizione che per i limiti del contest (avrei sforato da ogni paramtro, ‘nsomma)… Cmq, credimi, mi spiace davvero, ma proprio nun cel’ho fatta. Mi scuso qui anche con tutti gli altri partecipanti, cui va la mia affettuosa stima (specie alle partecipanti XD :-P )P.S. sono convinto che tu avresti parteggiato apertamente per il secondo… sai perché?
Era ambientato in vichinghia :-P
pezzo divertente ma forse non avrei sprecato altro tempo per questa rece…
ritorno un attimo sull’abbassarsi sotot la linea della spada avversaria e colpire alto
pure il buon Capoferro a pag 49 del Gran simulacro mostra qualcosa di simile senza andare a poggiare la mano sx per terra…
La cosa positiva del Re Nero è che ha portato a questa recensione, che a sua volta ha portato al soprastante dibattito, che a sua volta ha portato Siobhán a postare le foto delle sue tette…di questo, Menozzi, ti sono grato
In effetti le dinamiche del blog sono piuttosto interessanti.
Dimenticavo che la Tenger ha il nasone
@Anacroma:
Diamine, postalo! Maledetto! Fuori contest ma lo voglio vedere.
@Zwei:
Non per scocciare ma non avresti una risposta per le domande sopra?
Mi devo dissociare dai tanti complimenti, da lettore occasionale ho trovato l’articolo scritto solo per chi avesse già conoscenza del romanzo: mi piacciono gli articoli di critica distruttiva, ma ho bisogno che l’autore crei il contesto entro il quale allietare il lettore, altrimenti il risultato finale risulta confusionario più che divertente. Il tutto imho, naturalmente.
Non posso darti torto Luke. Questa recensione merita lo stesso 11/100 che ho appioppato al Re Nigga.
bah… a me è piaciuta, molto più di tante altre.
Come recensione è divertente, ma molto più sintetica delle altre divise in tot parti – in cui
il dolorelo spasso era più lungo e c’erano ondate di esempi di errori di varia natura.Immagino che con errori diversi nel libro ci sarebbe stata l’opportunità di parlare di qualcosa di nuovo, ma se i wtf sono sempre gli stessi di altre storie, elencarli e riderci sopra diventerebbe solo un ridere fine a sé stesso. Non mi dispiacerebbe, ma richiede sicuramente parecchio tempo da parte di chi scrive la recensione.
Come già detto da altri, ciò che fa pensare è la qualità dell’editing (permane il dubbio che sia stato fatto). Quanto mostrato da Zwei sono errori in cui spesso uno scrittore al primo libro realizzato commette: manca quell’esperienza che un allenamento costante nello scrivere (e nel leggere) comporta.
Un editor serve proprio a colmare queste lacune e aiutare lo scrittore a maturare e migliorare.
In teoria. Perché sembra che questo lavoro sempre più spesso venga limitato o addirittura limitato. Putroppo sembra che l’editoria stia andando in questa direzione, puntando tutto o quasi sul marketing, accantonando l’editing ( http://laramanni.wordpress.com/2012/02/23/il-bambino-lacqua-sporca-e-gian-arturo/ ).
Una realtà che già gli addetti ai lavori ammettono candidamente. Queste sono le parole di Sara Deodati (Casini Editore) sul romanzo Amon (estratto da un intervento su FM http://www.fantasymagazine.it/forum/viewtopic.php?t=15373 , Zwei te la docresti ricordare, sei intervenuto pure tu facendo domande che non hanno ricevuto risposta ): “L’ideale è avere un livello ottimo su tutti gli aspetti del prodotto, ma non sempre se ne ha la possibilità. Per quanto riguarda il primo volume della saga di amon, abbiamo scelto di impiegare più risorse sulla promozione per lanciare in maniera importante la serie, per poi dedicarci molto di più agli aspetti intrinsechi del testo nei volumi seguenti, partendo già da un numero di lettori piuttosto elevato. Sono strategie che ogni casa editrice fa per ogni volume: il primo obiettivo lo abbiamo raggiunto. Se il secondo volume piacerà anche a coloro che hanno aspettative più alte, come alcuni di voi, allora tutto sarà andato nel modo migliore. Altrimenti avremo sbagliato qualcosa e ne faremo tesoro per il futuro!”
Naturalmente di fronte a coloro che fanno questi appunti c’è sempre la schiera di chi accusa che tali critiche sono state mosse per invidia verso chi ha pubblicato. Può essere che sono di parte, dato che il primo manoscritto realizzato è stato sottoposto a valutazione nello stesso periodo del libro qui recensito, ma invidia non c’è, quanto piuttosto il fastidio nel vedere spacciato per qualità qualcosa che invece non è.
Il mistero della picca più spada è presto risolto. Il nostro autore, evidente fan di D&D, avrà inteso la picca come ‘pick’, la celebre picozza, arma dai mille usi (chi mai non ha sognato di avere una picozza con cui abbattere quel fastidioso orchetto fuori casa?), che si può tranquillamente tenere con una mano sola e manovrare con la leggerezza e la comodità di uno stuzzicadenti.
Perché lui è un vero BAMF!
No, un attimo, secondo quali criteri le due disgraziate sono minorenni? C’è la maggiore età a diciotto anni anche nei fantatrash?
Il pezzo in cui Bud Spencer entra in scena, dovrebbe richiamare a ‘Kill Bill Vo.1′ con la Sposa?
I ciuffi di pelo grigio non fanno moltissimo ‘rosa rossa scagliata da Milord’?
Fa quasi tenerezza, eh!
http://site.asterionpress.com/giochi_runequest2_ruota.php
Zwei che aspetti ad accattartelo?