Preview: I Vampiri? Non esistono…

Mi sono accorto di avervi segnalato troppi libri, film, giochi interessanti, quindi voglio temperare la mia vena di fico consigliere con la presentazione di un nuovo fantatrash made in Italy. Sì, parla di vampiri. Sì, potrebbe riscrivere la storia delle brutte raccolte.

Questa non è una recensione. Il mio disappunto nasce dal fatto che nella raccolta sono presenti scrittrici che hanno scritto la storia del fantatrash. 

Ho notato che molte piccole case editrici stanno stampando raccolte di racconti fantasy (di seguito “Raccolte”) mal distribuite e di bassa qualità. Per intenderci, la media è nettamente inferiore a raccolte gratuite come quella steampunk del Duca o Ucronie Impure di McNab (che pure contiene degli obbrobri da 30 e lode, tipo il racconto vincitore: Kagakazzia).

Vi siete mai chiesti il perché?

Se ci pensate bene, le raccolte di racconti vendono sempre molto meno dei romanzi. Che convenienza c’è a pubblicarne una?

Ve lo spiego io.

Le piccole case danno molta importanza alle copie acquistate dallo scrittore e dai suoi amici/parenti. Anzi, la maggior parte di queste vivono esclusivamente di copie vendute a tali soggetti. Se poi gli autori in questione hanno anche un blog o qualche fan, la loro presenza nella Raccolta è ancora più benvoluta dall’Editore. Insomma, magari a tirare dentro la Boni, che ha pubblicato con la Casini, la vecchia gloria Eagle Rizzo, la prezzemolina Filomena Cecere e la Romagnoli riusciamo ad alzà du lire!

Date un’occhiata a Stirpe Angelica (Vergnani, perchèèèèèè…), al sequel Stirpe Infernale (che dovrebbe uscire a breve), a Sanctuary, e infine alla Raccolta oggetto di questo post: I Vampiri?… non esistono.

Le autrici stipate nella Raccolta sono ben 19, e la Domino chiede 15 eurozzi per 200 pagine.

I Vampiri?… ma chi cazzo la compra una roba del genere se non amici e parenti.

Visto che le ho nominate, direi di andare nel dettaglio. Eccovi servito un elenco di alcune delle opere già pubblicate dalle nostre operose amiche:

Aislinn: Stirpe Angelica

Stefania Auci: Hidden in the Dark (66 pagine, 9.90 euro)

Paola Boni: Amon I, Amon II, Stirpe Angelica

Alexia Bianchini: Scarn, la nuova era dei vampiri

Filomena Cecere: Trilogia di Elidar, Stirpe Angelica, altra roba tremenda

Adriana Comaschi: Sabja de fek, Il Condottiero delle Isole

Tamara Deroma: I 7 Demoni Reggenti

Selene Feltrin: Il Bacio Immortale

Simona Gervasone: Erzsébet Bàthory (qui mi riservo di leggere il libro, perchè mi attira)

Federica Ramponi: L’Erede di Vitar

Egle Rizzo: Ethlinn la dea Nascosta, Il Viaggio di Aelin, Il volto della duplice luna. 1. Aletheya, Il volto della duplice luna. 2. Desiria.

Eagle Rizzo, con la sua prima opera, può essere considerata la progenitrice del fantatrash italico. Ethlinn, salutato da V. Evangelisti (che come apre bocca dice ‘na stronzata, è più forte di lui) come un libro epocale, è una delle opere più soporifere di sempre. Forse, e dico forse, dedicherò un intero post all’opera della Rizzo

Antonia Romagnoli: Il segreto dell’Alchimista, La Terra di Slupp, Triagrion

prefazione a cura di Pia Ferrara.

A dir poco preoccupante il curriculum di Pia Ferrara. Due tesi con Harry Potter nel titolo, collaborazione con FM, Castelvecchi, editing di Amon per Casini, Effemme, Fantasymagazine, ora collabora con Fanucci (resa famosa dai 30 fottutissimi eurozzi che chiede per La Via del Re). Er mejo der mejo insomma.

I racconti – scrive –presentano in non-morti di volta in volta sotto una luce diversa, più vicina all’uno o all’altro modello, ma sempre attraverso a una rielaborazione personalissima e innovativa”.

Insomma ragazzi, le premesse per una zozzeria atomica ci sono tutte. L’ho cercato in libreria a Natale, ma sembra ci siano i soliti problemi di distribuzione. Se lo trovate, fatemi un fischio.

46 comments

  1. LuxiferNo Gravatar says:

    In realtà il vero problema è la volontà di rendere il vampiro la creatura ‘figherrima’ per eccellenza, più o meno lo stesso ignobile lavoro che si è fatto con gli elfi nel fantasy. Nel momento in cui si trasforma una razza in qualcosa privo di difetti si finisce solo nell’appiattire tutto. Imho sul vampiro si potrebbe tirare su ancora roba interessante, ma non è certo questa la strada da percorrere. A me, per esempio, vengono in mente già mille seghe mentali dal fatto che un vampiro non si possa specchiare. Non mi ricordo dove (forse nel gdr the Masquerade) si parlava di vampiri che, per questo motivo, sottoponevano i servitori ad interventi di plastica in modo da renderli uguali a loro. 8)

  2. TolmanNo Gravatar says:

    Zwe, ma naoto non è un nome maschile?

    In genere sì, ma esistono anche casi di ragazze con quel nome.
    Però, visto il tema della discussione… non so perché, ho i miei dubbi. E non sono sicuro di volerne sapere di più.

  3. Annoyed gruntNo Gravatar says:

    – Action, sensualità, sentimenti e intrighi, tra diverse comunità di vampiri, sono al centro di Masquerade di Paola Boni. White Wolf anyone? Sperando che nel bel mezzo del racconto non ci siano “Sabbat” e “Camarilla”, diventerebbe imbarazzante (sì, so leggere, ho letto che c’è l’ORIGINALISSIMA Venezia carnevalesca);

    Ella merita di morire.

  4. Ehi, che figata ritornare dopo tanto tempo da queste parti e trovare tentativi di approcci omosessuali, anteprime spaventosamente fantatrash e un incipit disgustoso! :D
    Che poi dai, c’è di peggio…
    Imho la prima mezza pagina del “Re Nero” di Mark Menozzi è peggio. :aie:

  5. Zwei, io non mi stupisco di quanta roba brutta esista al mondo, ma non faccio altro che domandarmi: come diavolo fai ad essere informato su questo genere di cose? Intendo la fantamonnezza e surrogati… Sei iscritto tipo a una rivista specializzata o hai degli informatori nel campo?

    P.S.

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    La descrizione poco sotto il form dei commenti non si legge perché è bianco su bianco.

  6. ZweilawyerNo Gravatar says:

    A breve chiederó una consulenza al duca per mettere in nero le scritte. Sono abbastanza mongolo a modificare queste cose.

    Qualche insider e feed da un paio di siti di fantatrash (fm, urbanfantasy, ecc.)

  7. Io lo sto leggendo adesso (e devo finirlo entro sera) perché domani lo presento in libreria. E’ particolare, ma non brutto. Ci sono alcuni refusi, ma nel complesso non mi sembra da buttare via. Ci sono dei racconti molto sfiziosi (e altri un po’ troppo pomposi).

  8. SteamdollNo Gravatar says:

    Queen “particolare” e “non brutto” sono cosine un po’ generiche.
    Cosa non è brutto? Le trame?

    Con i refusi ti riferisci all’editing, oltre che alle autrici, poi già che ci sia potresti dirci quali sono questi racconti buoni no? :)

  9. @Steamdoll: disgraziatamente non sono riuscito a finirlo tutto (da qui la mia magica capacita di improvvisazione), per cui non posso essere più precisa.
    Il primo racconto ad esempio è divertente, è un ragazzino che vuole diventare vampiro per impressionare la compagna di classe. Poi ce n’è uno horror che ho gradito parecchio, anche se seguito da un altro che mi ha annoiata.
    Sono circa a metà, poi lo finirò e ne farò una recensione degna di questo nome.

    Per i refusi mi riferisco all’editing, sono state fatte delle correzioni e hanno lasciato anche la parte sbagliata (sono pochi però, oserei dire sviste).

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