Questo racconto ha sul groppone quasi dieci anni. Faceva parte di un romanzo high-fantasy intitolato “Leuner”, dalle cui ceneri è nato Zodd.
Non l’ho corretto, in modo da farvi capire le genesi del mio odio verso un determinato tipo di scrittura. Come potrete notare, già padroneggiavo tutti gli strumenti che ogni scrittore dovrebbe avere nel proprio armamentario. Dal POV all’aggettivazione, dallo Show dont’ tell alla gestione del raccontato, non ho lasciato nulla al caso.
Sono solo 20.000 battute, spazi inclusi.
Leggendo Dogrhabaàl, tutti voi imparerete molto:
SCARICA DOGRHABAAL
Sono ben accette recensioni (pubblicherò la migliore) entro le 1000 parole , citazioni incluse.













Si vede da subito. Specialmente l’aggettivazione discreta e sintetica. Ma pure il PdV saldo come la rocca di Gibilterra, la consecutio temporum chiarissima, l’assenza virtuale di raccontato e di infodump, il lessico adeguato a chi parla, l’accostamento sempre azzeccato delle parole…
Santo Cielo, quante fregnacce riesco a scrivere se mi ci metto!
Io sono bloccata dal “silenzio inquieto”.
Zwei ti lovvo.
Tra poco devo uscire, ma appena posso lo leggo con attenzione. Grazie per il coraggio nel metterti nelle mani dei lettori. Sei un grande.
Ottimo.
Siccome ho da poco fatto una cosa simile sul mio blog – preso un vecchio racconto, editato con modifiche e spiegazioni in evidenza -, se vuoi posso fare una cosa analoga col tuo racconto. Non sarebbe una recensione, sarebbe un editing commentato.
Che ne dici?
Procedi pure, non c’è problema. L’idea iniziale era quella di pubblicare il miglior editing del racconto (in realtà dovrebbe trattarsi di una nuova stesura, vista la situazione tecnica in cui versa)…
Intanto ti ringrazio
nei prossimi giorni lo leggero’
Non sono riuscita ad andare oltre le tre righe.
Complimenti in anticipo a chi farà la migliore recensione!
Be’, ti dirò, lo stile è quello che piace agli editori fantasy italiani e ai loro fan, ma è decisamente al di sopra della media dei romanzi pubblicati. Potrebbe essere pubblicato, ma solo dopo un massiccio intervento peggiorativo da parte di uno dei loro valentissimi editor
concordo in tutto con l’ammirazione di Tolman…
effettivamente l’uso discreto e delicato degli aggettivi è veramente impressionante…
Recensione:
“Che è stammerda?”
Adesso la voglio pubblicata. U_U
Mi è piaciuta la similitudine con la mandria dei rinoceronti in fuga, è impagabile.
Un plauso a coloro che hanno apprezzato questo masterpiece della cultura fantasy.
Sono commosso. Potessi cagherei dal cazzo come in Dante’s lottery,
Ho pubblicato qui l’ “editing” del racconto. Dato che l’ho copiato dal pdf originale su un foglio di Open Office, e da qui alla pagina di blogger, i capoversi hanno sviluppato una vita propria.
Diobò, è fentasi dabbestia. Potresti imbucarlo – come si fa alle feste – nella maggior parte degli “IL nuovo romanzo fentasi” di vari editori italiani e nessuno se ne accorgerebbe. Ora, per coerenza, DEVI anche realizzarne un booktrailer e postarlo!
Non ho voglia di fare la recensione perché sono pigro e non ne ho le capacità. Ma posso scriverti una simpatica prefazione:
ATTENZIONE: Questo racconto può causare aggettivite.
Non somministrarlo in gravidanza, allattamento o durante il ciclo mestruale.
Non somministrare ai bambini sopra i 12 anni.
Effetti collaterali: Cacarella liquida, gastrite, ulcera.
Temo che sia al di sopra delle mie capacità
Io l’avevo detto che volevo l’allenamento.
Secondo me basta una bella lucidata, schiaffarci sopra “un fantasy rivoluzionario” e il gioco è fatto, un pò come per questo romanzo qui.
Leggi e impara, Zwei.
VOGLIAMO IL BUCTREILER!!!
Ho invocato l’umiliazione ma ammetto di non esser riuscito a proseguire oltre la prima pagina. Senza la recensione colma d’ilarità è una bella picconata sulle balle (e questo mi fa capire le lacrime di sangue nel leggere cose simili per poi recensirle). Nota positiva dell’intera faccenda: il fatto che ormai un minimo di senso critico letterario l’ho guadagnato.
A questo punto richiedo i commenti ironici (magari conditi da qualche battuta razzista) nella speranza di buttare giù il resto in modo più indolore.
Non ci sono gli “erbosi prati” di roccana memoria. Questo racconto è dunque un capolavoro.
Però ci sono gli spuntoni che spuntano. Toh, piglia e porta a casa, Rocca! Definizione pleonastica + allitterazione!
@Tolman, gli spuntoni che spuntano mi erano sfuggiti! >.< Ma non è un errore "pleonasmo+ allitterazione". La forma si chiama complemento dell'oggetto interno (vivere la vita, morire la morte, soffrire sofferenze…), ed è completamente in linea con l'epica zweilawyeriana di cui il racconto è pregno.
Rocca a Zwei gli fa ugualmente un baffo, senza se e senza ma. u.u
Uhm non saprei, ma dici che offre nuovi livelli crudeltà™
?
Come stavo dicendo ad Angra, questa versione di DGBL è stata influenzata in modo devastante dalla lettura a nastro di Lovecraft-Howard. Tutto doveva essere orrore siderale, blasfemia, strutture mastodontiche al di fuori dell’intelletto umano. Peccato non avessi gli strumenti necessari per rendere quelle idee. L’unica cosa positiva di DGBL è che, leggendolo, capisco di aver fatto dei passi avanti.
rispetto ad Amon direi di sì.
Possiamo lavorarci un pò su. Intendi crudeltà “alla Amon” o semplice crudeltà nei confronti del lettore?
L’influsso lovecraftiano c’è e si sente, specie in questo elenco di creature:
L’immagine di una folla di nudisti ululanti mi fa gelare il sangue. A voi no?
A dire il vero tutto quell’orrore siderale, blasfemia e strutture mastodontiche non rende troppo onore nemmeno a Lovecraft.
La prosa lovecraftiana ha dei momenti belli e inquietanti, ma in generale l’ho sempre trovata terribile, a metà tra il prolisso e il magniloquente a caso. Uno di quegli scrittori che non bisognerebbe mai, mai, mai imitare.
Su Howard non mi esprimo perché me lo sono calcolato pochissimo.
Grazie Zwei per aver condiviso questo tuo lavoro.
Giusto in tempo per il piccolo posticino sugli errori di POV che farò per il blog: ti dispiace se accanto ai miei errori dell’uso di POV metto anche i tuoi? Giusto per far notare che c’è modo e modo di sbagliare. Insomma, io non ho stile! ^^’
Grazie ancora!
- S.G.
I miei non sono errori. Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace.
De gustibus.
De gustibus! ^^
E una borsa del GS rotola di fianco ai miei dannati POVerini di POV!
- S.G.
D’Andrea sta gongolando.
Chiudo il blog.
@ Zwei: non puoi. Nessuno ti ha dato dell’uomosessuale spacciandosi per qualcun altro (anche se molti, dopo la tua edulcorata reccy di Ucronie Impure lo hanno sicuramente pensato, o te lo hanno augurato)
@ Tapiro: su Howard non c’è molto da dire. Ha un bello stile. Per uno che scriveva di fantasy negli anni ’30
Scappo a scrivere monitorie
Saluti
ho letto il racconto…
in effetti ci avevi avvertito…
pero’… cazzo se è brutto!!
Prima di tutto, voglio dirti che il racconto è comunque di qualità superiore a molti altri pubblicati (come già altri hanno detto), ma voglio recensirtelo seriamente, per due ragioni:
1) Mi piace fare recensioni, notando errori di altri miglioro me stesso e a volte scopro cose in cui potrei incappare io.
2) Sul forum da me fondato, riguardo alle tecniche narrative, ho cominciato sempre più a capire la potenza delle recensioni. Se qualcuno vedesse una recensione ben fatta di un racconto, se non altro dal punto di vista tecnico, penso che possa capire meglio il perché di tutte le critiche che, ad un occhio superficiale, possono solo sembrare stroncature, cosa che invece non sono.
Ora passo alla critica
In grassetto gli errori, in corsivo cose su cui c’è un certo rischio o che si potrebbero migliorare.
“Ampio, piccole e veloci” sono aggettivi generici
“Inquieto” potrebbe passare attraverso la mente del personaggio, volendo, ma qui pare più dirlo il narratore.
“appena” è un segno d’incertezza
“poca” è un aggettivo generico che… insomma… potrebbe anche andar bene ma son certo che c’è un modo migliore di mostrare il fatto che sia poca.
“come avevano fatto…” è narratore onniscente
“senza imperfezioni” è un rimarcare mezzo raccontato del fatto che sia levigata
La prima parte è un tripudio di raccontato
Con quelle parole blasfeme mi son proprio impaurito
“Il curlong” è sbagliato perché, prima di tutto, all’inizio ho pensato fosse qualcos’altro, non lui, e secondariamente perché se il pov è di Dog (lo chiamerò così d’ora in poi) lui si riferisce a sé stesso come tale, non come Curlong.
“Non l’attraversava…” raccontato
“Quasi verticale” incertezza. Una delle minori, ma pur sempre incertezza. Se il lettore legge quasi verticale se lo immagina comunque verticale, oppure diagonale, ma allora tanto sarebbe valso scrivere diagonale.
“E quindi” è elemento di tempo inutile, che per giunta sottolinea il fatto che l’intera frase sappia di raccontato.
La prima frase sa di raccontato. Meglio “Trattenne il respiro.” Il resto, sulla storia dei polmoni, non l’ho capita
“C’era quasi” è raccontato
“Lieve, suo, lungo” aggettivi generici/astratti
“Già rischiarava” è meglio sostituirlo con rischiarò. Più incisivo. Meno raccontato.
“Bastarono pochi istanti” Elemento di tempo raccontato inutile lungo da leggere
MCC!
Sto proprio morendo di terrore, sento la blasfemia corrermi nelle vene
“Per nulla turbato” è raccontato.
“Poi” ezzere elemento ti tempo inutile!
Si potrebbe sottolineare anche profondo, ma è uno degli aggettivi meno gravi, dai, te lo abbono.
Vai con lo sbrodolamento di raccontato
“Nello stesso momento, poi” = Espressioni di tempo
“Come avvolti…” bella metafora, rende bene l’idea, in effetti, però ricordare il caldo estivo in mezzo a una scena del genere non è una cosa molto intelligggente.
“Lo stesso…” Starebbe meglio “così come il calice e l’entrata della sala”. Più elegante.
“Rimase solo lui” Mi sa di raccontato, se il pov è suo basta descrivere cosa c’è attorno. Si capisce che c’è solo lui.
“Ignoto nero siderale” Una parola= eh?
Ignoto potrebbe anche passare dalla mente del pov, volendo, però siderale mi pare un po’ strano. E poi, avevo capito che l’avesse fatto altre volte… dunque perché ignoto?
“Ebbe… invisibile” mezzo raccontato, termini astratti… se il pov fosse fissato meglio non ci sarebbe bisogno di “ebbe l’impressione di”
Eccetera…
“Quando…sorprendeva” Diamine, sono emozionato, ho la pelle d’oca da quanto sono sorpreso.
“Non si trova” Passi pure al presente!
“Più… titaniche” Titaniche e smisurato, assieme ad immenso, erano aggettivi che usavo spesso anch’io
Poi ho scoperto lo Show don’t Tell
“In un… primordiali” OmmiodiochepaurastomorendoportatemiviavaderetrosatananemicodelCristochenonseialtro!!!11!1!!
Raccontato
“Alte a tal punto…” a qualcuno sarebbe potuto sembrare raccontato, ma a me è piaciuto
Non mi dire. Raccontami ancora le tue storie, Zwei!
“Con cautela, con circospezione” Avverbi mal celati
“Poteva…” raccontato/mezzo mostrato
Raccontato, raccontato, raccontato.
.
Indovina? Raccontato.
Wow, questa metafora è divina. Fa proprio entrare nella storia, cioè, è troppo strabellixxima, cioè, insomma, cm si fa a non amarla?!?!???
(Il bimbominkiese è uscito da solo, non chiedetemi
Xkeperché)Abbiamo un narratore onniscente che ci ricorda di star leggendo con aggiunta di metafora anti-immedesimazione ed elementi quali “qui invece” totalmente inutili.
Grande.
Questo qui lo si può considerare un infodump? In ogni caso è narratore onniscente che racconta. C’è un bruciante che fa respirare ma è una bolla d’aria in mezzo a un mare di raccontato.
“Il suo fisico” è inutile.
“sue” puoi sostituirlo con “mani invisibili gli spingevano le spalle”
“Resistette quel che poteva” è un’espressione splendida, non ho mai sentito un così bel raccontare. Quel che poteva… da maestri, davvero
“Poi” è elemento di tempo.
“cadde…” Eh?
Cadde mi fa pensare che cade a terra, non sta molto bene, anche se poi il senso diventa chiaro.
Wow. Wow. Campione di Fantatrash.
“Non aveva percorso…” è raccontato. Così come “ben sapendo…”
“Sentì chiaramente” = Verbo sentire pleonastico + avverbio (Il primo! Mi spiace Zwei, non ci siamo, per raggiungere i livelli di Amon devi studiare di più
)
“Una presenza incombente…” mi sa tutto molto di Lovecraft
Oscurità cosmica e orrore… wow, sono estasiato.
Questa parte non è male, solo “zigrinata”, pur essendo concreto, mi pare un aggettivo facilmente eliminabile. Togliendolo sarebbe il tutto più scorrevole e senza danni.
“Una voce…” beh… beh… qualcosa c’è di concreto, ma basso e profondo sono un rimarcare la cosa con un doppio aggettivo, e anche “voce ruggito”. Meglio una cosa come “Un ruggito profondo fece tremare la roccia”.
Sì, è vero. Profondo non è un’espressione delle migliori, ma è quanto mi è venuto in mente adesso al volo.
Ah, non si capisce se “fredda” fa capire che Dog tocca la roccia oppure no. Boh.
“Appesantiva…” MCC?
Prima mi dai un’espressione sensoriale olfattiva, poi mi laceri i timpani… Ehm… What?
Wow, finale da brivido.
Ok, in realtà non è il finale, ma devo uscire di casa per una decina di minuti e non posso continuare adesso (ho già chiesto cinque minuti di tempo per terminare la pagina). Se torno e trovo una qualche richiesta di continuare con la critica, vado avanti, altrimenti non importa, tanto non penso che tutto ciò ti serva, serve più a me come allenamento, a dire il vero
Ciao Zwei!
Eccomi, son tornato. Voglio solo aggiungere, nel caso vi interessi farlo, di correggermi pure nel caso abbia segnalato qualcosa che in realtà non è un errore. è importante
Non per Zwei, intendo in generale. Leggendo le recensioni s’impara molto, non si sa mai: mettete che un aspirante scrittore legge questa pagina e, trovando una critica scritta bene (o più o meno bene), impari qualcosa.
Oh, diamine, scusate, mi son chiamato Giacomo anziché Cercavoce. Chiedo perdono. Son sempre io comunque.
@Cercavoce
la tua non è una recensione: è una autopsia (cmq tranquillo sei in buona compagnia)
“Angra e Forlani, tastando sui tasti della tastiera, continuano a chiedermi ad abissale, cosmica voce vociante il buctrailer”, Zwei sicuramente pensò. E altrettanto quasi molto certamente aveva ragione.
Ops, scusate. Non volevo esagerare. Comunque si vede che non eri uno scrittore incapace, solo inesperto. Con un po’ di lavoro verrebbe fuori qualcosa di molto bello.
Hai intenzione di rivederlo Zwei?
Ero un incapace completo. Grazie a Dio, sto migliorando.
Non ci rimetterei le mani neanche sotto tortura. Per me non è recuperabile.
Nella recensione ci sono alcune imperfezioni:
- l’eccesso di aggettivazione è un male, ma non inserire un solo aggettivo che sia uno è esagerato. “Poca” luce può starci, stesso dicasi per “ampio” salone. L’errore principale del racconto è la presenza di molti aggettivi messi al servizio del raccontato;
- parti raccontate come “attraversava il salone” et similaria sono accettabili. Descrivendo nel dettaglio ogni azione si rischia di cadere nell’effetto “lista della spesa” (vedi articolo sullo show don’t tell).
Più che sui “grossi” rubini avrei puntato l’indice sugli “scuri”. Il rosso rubino è per definizione un rosso cupo. Ergo, i rubini sono scuri di per sé. Specie se si trovano in un ambiente poco illuminato.
Si si… eh! Si vede! Ci mancherebbe ancora!
Vero, hai ragione. Forse sono io che esagero, ma quando scrivo ormai ho una certa repulsione per gli aggettivi e se posso li evito sempre
Comunque sì, è vero.
@Tolman: io a dire il vero, se mi dici rubino, mi viene in mente una pietra rosso accesa. Se non avesse detto scura me la sarei immaginata quasi “lampada”.
Spero che l’immagine si veda, in caso contrario andate qui
http://img403.imageshack.us/img403/7631/dogrhabal.png
@annoyed OAO
@Annoyed
Splendido
65-0-18, ovvero le cifre del codice RGB del rosso rubino (secondo altri 134-2-23, ma non cambia così tanto). Orpola miseria, forse è la tonalità più scura del rosso! Mi sa che ti confondi con il rosso fuoco.
No no, non hai capito, io SO che il rubino è scuro, ma la mia mente, appena legge rubino, si figura una pietra di un rosso acceso.
Non chiedermi perché
Però d’altronde uno scrittore dovrebbe pensare in generale, e se in generale il rubino è scuro, non c’è bisogno di sottolinearlo, hai ragione.
Analizzando la struttura psichica del soggetto, credo di poter azzardare un’ipotesi alquanto bizzarra e cromatica.
Questo è il vero rubino.
Il soggetto riconosce che esso è rosso scuro, ma sostiene che la sua mente di primo impatto ripesca dalla memoria visiva un rosso acceso, quasi come fosse una “lampada”. L’inconscio ci sta chiaramente dicendo che esso si riferisce a questo spezzone del cartone animato Disney: Aladdin.
Pregasi di notare al minuto 9.19 che la scimmietta osserva un enorme rubino. Esso è di rosso acceso, ed il riferimento alla lampada del cartone animato è lampante. Il soggetto conferma di aver visionato prima questo cartone animato? La strofiniamo?
Fottuta Disney! è colpa sua allora
E io lo odio persino, Aladdin!
E meno male che non ti ho chiesto di raccontarmi il rapporto che hai con tuo padre. ^_^
Fanno 50 euro per la seduta, 25 se rimani in piedi.
Beccati questa Freud:
Ahahah
P.s:
Lol, non hanno neanche letto il post.

http://www.motifake.com/image/demotivational-poster/0904/sarcasm-life-time-humor-intellect-offensive-fun-demotivational-poster-1239867476.jpg
La totale assenza di ironia in certa gente è… désespérant
Just a sec, però su una cosa hanno fottutissima ragione:
dove cazzo è il video dell’allenamento che ci avevi promesso?
aridaje

Zwei, ci mancano le strutture cognitive…
Chi cacso è “La Cricca”?
A me sta veramente venendo da piangere.
Qualche tempo fa, il Duca mi disse che un giorno avremmo rimpianto la vecchia generazione di scrittori retard, in quanto la successiva sarebbe stata peggio.
Io pensavo che stesse scherzando e come mio solito lo assecondavo: “Certo Duca, certo, ora prenda questa pillolina.”
Passa del tempo ed ora si afferma che questi leggono solo il titolo e traggono conclusioni. ç___ç
Vi prego, ridateci GL, lui almeno le battute, l’ironia ecc. le capiva, se la prendeva e poi reagiva di conseguenza! Sono disposto a fare una colletta per comprare copie del W3 online e far salire le vendite.
A proposito di GL, pare che recentemente abbia dichiarato in un’intervista che gli ebook non si possono comprare ma solo noleggiare.
Tecnicamente è vero e GL ha ragione.
Il che lo pone parecchio sopra i tizi della Cricca, che per dire una cosa intelligente invece di una stupida dovrebbero lanciare sempre la monetina perché quando usano il cervello sbagliano sempre.
Gli eBook dei Grandi Editori, sui negozi italiani e su Amazon in generale, sono protetti da DRM. Se e quando non dovesse essere più supportato lo specifico DRM adottato, tu non hai più accesso all’eBook.
Puoi anche dire di aver “comprato” l’eBook, ma ha senso se non hai diritto ad accedervi?
In più Amazon, come detto almeno tre volte negli ultimi due mesi in specifici articoli su Baionette Librarie, si arroga il diritto di cancellare con una ragione qualsiasi o senza ragione NON solo l’eBook dall’account del cliente, ma anche dal suo Kindle quando si sincronizza.
In cambio ti rimborsa. Lo ha già fatto alcune volte.
Volevi tenerti quel libro? Non puoi. Non hai diritto al possesso, solo al noleggio fino a quando loro decideranno il contrario e te lo toglieranno con (Amazon) o senza (DRM non più supportati) rimborso.
E ricorda che violare i DRM per produrre una copia personale che non possa scomparire o diventare inutilizzabile è un REATO.
Se l’unico modo per avere il libro è compere un REATO, perché si dovrebbe pagare? REATO per REATO, nel caso dei Grandi Editori è spesso possibile avere l’eBook piratato…
Se invece il libro non ha DRM invasivi e puoi scopiazzarlo e convertirlo in altri formati a piacere, allora è davvero tuo. E se cambieranno standard, se cambierai lettore, se cambieranno DRM… sarà sempre tuo, ti basterà convertirlo nel prossimo formato, se quello vecchio non verrà più usato (ma con ePub non mi preoccuperei della cosa).
Il problema non sono gli eBook, sono i DRM voluti dagli Autori idioti, pretesi dai loro Agenti Sottosviluppati e implementati (PAGANDO: a ogni acquisto 15 centesimi vanno ad Adobe per il suo DRM) dagli Editori.
Editori che quei centesimi preferirebbero non doverli pagare.
http://www.mobileread.mobi/forums/showthread.php?t=39502&page=15
Duchino, trovo la tua posizione troppo talebana. In fondo se tu fossi un cicciobello che scrive saggi su one piece e naruto mentre elabora la trama di kagakazzia, avresti anche tu un cervello con pochi margini di manovra.
Secondo me l’affermazione rimane insidiosa. Un conto è spiegare dettagliatamente, come hai fatto tu, il pericolo dei formati proprietari e dei DRM, un altro identificare una parte (gli ebook protetti) con il tutto.
È vero pure, come dici tu, che in questo momento la quasi totalità degli ebook sul mercato è protetta dai DRM. Ma questo non potrebbe essere un buon motivo per comprare autoproduzioni o testi prodotti da piccole case editrici digitali “antiDRM-illuminate”? La mia esperienza personale mi dice di sì. Finora ho comprato un sacco di ebook senza DRM che nessuno mi toglierà mai.
Se GL avesse aggiunto anche:
Il ragionamento sarebbe stato ineccepibile.
Hai ragione, GL ha sempre avuto l’abitudine online di fare di tutta l’erba un fascio con affermazioni che, levando i dettagli specifici, tramutano tutto in qualcosa di diverso e offuscano la reale questione.
Ama semplificare perdendo dettagli e significati.
E, come scriveva spesso GL nel suo blog (cito a memoria):
“Cosa fa il fascismo? Semplifica.”
Braccio teso nel saluto di GL mentre dal balcone di Palaz… no, scusate, dalla catapecchia in lamiera al fianco di Negróre, infiamma l’odio xenofobo contro l’eBook venuto a rubare il lavoro alla Carta e stuprare le nostre Pagine.
A proposito di DRM, ho visto che la Fanucci ha messo in vendita un po’ di ebook a prezzo onesto (5 euro) e con social DRM. Che stia cambiando qualcosa?
Lo faceva prima già Newton Compton…
Guarda invece a cosa fa davvero Fanucci di diverso rispetto ai grandi editori: non sta mettendo le novità. Ovvero Fanucci ha paura della pirateria che cannibalizza le vendite critiche della carta nei primissimi mesi.
“La notte dei biplani”, uscito a fine settembre, ancora non è in eBook.
Dove lo vedresti il cambiamento nell’adottare pratiche di finestra temporale già deprecate fin dal 2010 anche negli USA dove vennero inventate?
Sì, lo faceva già prima anche la Newton, ma era praticamente una mosca bianca in un mare di prezzi assurdi. Il fatto che qualcun altro stia stia andando in quella direzione è pur sempre un inizio: preferisco aspettare un po’ di più per un ebook che abbia un prezzo decente, che avere subito un ebook di 13 euro con tanto di DRM (che il mio lettore non supporta neanche, tra l’altro).
Duca, io non sono un’esperta, ma nella mia ignoranza mi pare meglio una visione dell’ebook come “edizione economica” da far uscire un po’ dopo, piuttosto che il classico “DRM a manetta e prezzi assurdi, altrimenti i pirati fanno festa”. Almeno all’inizio.
Una soluzione un po’ scema è meglio rispetto a una molto scema, è vero.
Ma continua a non essere la soluzione ottimale. E quindi è stupido adottarla.
Non è l’eBook che determina la pirateria, abbiamo sempre avuto libri cartacei piratati poche ore (l’ultimo di Harry Potter) o pochi giorni (tanti) dopo la loro uscita, se erano abbastanza allettanti da stimolare i pirati.
Come detto migliaia di volte negli ultimi tre anni, e come alla fine capito anche dagli editori americani (e dai grossi editori italiani), l’unica cosa che ottieni proibendo l’acquisto ai clienti non è che rinunceranno a leggere l’eBook: rinunceranno a pagarti e lo prenderanno piratato.
E se non c’è piratato?
Rinunciano spesso proprio al libro. Il ricatto del “Lo vuoi? Carta! Carta!” ha fatto girare i coglioni a sufficienza negli USA da costringere gli editori a cambiare idea: perdere clienti non è l’anima del commercio.
Prezzi e finestra temporale non c’entrano nulla tra loro.
Mai mischiare elementi diversi: la stupidità di una cosa non diventa intelligenza se un’altra cosa diversa è ancora più stupida di quella.
Un muro non è più alto perché una torta è meno dolce.
a me sembra che Fanucci abbia un atteggiamento schizofrenico nei riguardi degli ebook: qualche “novità” ha subito un ebook, mentre molte altre non lo hanno. Molte ristampe escono con l’ebook associato, ma altre ne sono prive… sembrerebbe che ancora non abbiano un’idea chiara di come comportarsi, e o stiano sperimentando o vadano a casaccio…
Per fortuna, nel frattempo che cercano una soluzione, usano i Social DRM…
e fanno dei prezzi “quasi” adeguati…
@Duca
Parlando per me, credo che già il mettere in commercio ebook celebri a prezzi onesti e senza DRM aiuti ad avvicinare la gente all’acquisto regolare. Poi è ovvio, questa non è la politica editoriale perfetta, ma è un inizio.
Quanto al legame finestra/prezzo, pensavo semplicemente che, essendo al momento quello della carta il mercato più sicuro, dietro alla scelta di far uscire prima il cartaceo e solo dopo il digitale ci potesse essere il tentativo di rientrare in parte delle spese puntando su chi ha “fretta” di leggere il libro. E sulla sua onestà, ovvio. Una volta che i costi sono stati ammortizzati, magari puoi permetterti di vendere l’ebook a meno con un margine di guadagno comunque buono.
Ovviamente questo è il ragionamento che ho fatto io, non ho idea se effettivamente ci sia una motivazione simile dietro alla scelta di certe case editrici.
con riferimento a questo, comunico a tutto gli interessati dotati di un profilo fecelibro e di tanto, ma taaaanto tempo da perde, che …
rullo di tamburi
Ho l’indirizzo de “La Cricca”: Ta DAAAAN :-P
(per gli utenti diversamente astuti, è nel secondo link, la parola “ta Daaaan)