L’ennesima trovata demente dell’ente demente per eccellenza: la SIAE. Era da un po’ che aspettavo loro notizie, perchè mi ero appuntato (e avevo dimenticato) una dichiarazione del loro avvocato, optime riportata da www.rosatiluca.it.
Mi hanno fatto notare oggi come, nel lontano 2007 su laStampa.it, alla domanda “Cosa pensa della proposta di tassare anche gli abbonamenti a internet, partendo dal presupposto che sul web viaggiano comunque materiali protetti da copyright?” rispose Giorgio Assumma, avvocato e presidente della SIAE: “Ci stiamo studiando, la nostra vocazione è far pagare più soldi possibile, siamo valutando tutti i mezzi per incassare di più, ma dobbiamo anche pensare alla cultura, quindi vogliamo lasciare degli spazi di movimento. D’altronde è proprio del nostro diritto prevedere delle libere utilizzazioni: è possibile ad esempio riprodurre una poesia in un’antologia senza permessi, o utilizzare spezzoni di film, entro certi limiti“.
La notizia di oggi (anzi, di ieri) riguarda l’accordo, stretto fra SIAE ed AGIS, il quale prevede il pagamento di un canone da parte dei siti che pubblicano trailer cinematografici. Alcuni siti/riviste online hanno già accusato il colpo, anche quelle pessime come Fantasymagazine, anche perchè il canone è di 450 euro a trimestre per un massimo di 30 trailer pubblicabili.
Per quanti di voi hanno storto la bocca, beh… sappiate che non siete i soli.
Anche per inserire un banner pubblicitario su un blog DEVO PAGARE, è così che funziona. Lo schema è semplice:
- VENDITORE paga IL PROPRIETARIO DELLO SPAZIO e ottiene VISIBILITA’ PRESSO IL PUBBLICO
secondo il ragionamento privo di logica della SIAE
- VENDITORE si fa pagare DAL PROPRIETARIO DELLO SPAZIO e ottiene VISIBILITA’ PRESSO IL PUBBLICO
Bene! E’ così che si fa!
D’altronde, già a Gennaio il dinamico duo SIAE-AGIS si era distinto per quest’altro accordo (fonte: www.badtaste.it):
Della questione se ne parlava da tempo, ma ora emerge finalmente, grazie a un accordo che ha già fatto infuriare tanti esercenti. Infatti, come si legge dal documento:
In data 17 gennaio 2011 la SIAE e l’AGIS – e le associazioni cinematografiche ad essa aderenti (ANEC, ANEM, ACEC e FICE) – hanno sottoscritto una convenzione che regola l’utilizzazione attraverso i siti dei locali cinematografici delle opere musicali tutelate dalla SIAE.
L’utilizzazione delle opere può realizzarsi soprattutto mediante la diffusione di trailers audiovisivi promozionali, ma anche mediante l’utilizzo di stacchi o musiche di sottofondo della home-page e simili.Insomma, un esercente mette un trailer sul proprio sito e deve pagare una tassa, che varia da un minimo di 200 euro (per una monosala aderente all’Agis) a un massimo di 4.000 (per circuiti oltre i 15 multiplex).
In sostanza, la SIAE procede con l’andazzo retard di voler pompare di steroidi il diritto d’autore fino a farlo diventare un mostro ipertrofico che esploderà sulla cultura come i muscoli di Greg Valentino.

da http://sanjuro.blogspot.com
La domanda che mi pongo è la seguente: quanta della moneta sonante incassata dalla SIAE arriva gli autori? Poca.
Prima di continuare, voglio ringraziare www.zeusnews.it per i numerosi dati ed articoli che ha dedicato alla SIAE.
Nel 2007, la SIAE ha speso 193 milioni di euro, incassandone solo 163. La notizia incredibile riguarda i costi del personale, pari al 76% del totale. Trattasi di ridicolo carrozzone, odiato dagli stessi autori ed editori, tanto che, qualche tempo addietro, Battiato, Bocelli, Celentano, Ligabue ma anche di Emi, Cam, Clan Edizioni Musicali e SugarMusic avevano scritto una lettera aperta contro l’odiato ente.
In sostanza, la SIAE alimenta a malapena sé stessa, mentre il debito nei confronti di autori ed editori ha superato gli 800 milioni di euro.
In un momento di fiducia verso il prossimo, ero giunto a pensare che la SIAE, rispetto agli enti omologhi europei, facesse pagare di meno i propri associati, poi però mi sono imbattuto in questo dato di www.altroconsumo.it:
Un autore che si iscrive alla Società deve pagare 220 euro e ogni anno successivo rinnovare l’adesione con 91,50 euro. Si ha così diritto al controllo dell’utilizzo dell’opera, riscuotendone i diritti. Ma pensare di essere remunerati per la propria creatività in questo modo è un’illusione: secondo Giorgio Assumma, presidente Siae, oltre la metà degli iscritti tra gli autori musicali sono in perdita, cioè guadagnano meno, in diritti, di quanto spendano per l’iscrizione. E all’estero fanno meglio. Per un autore musicale, iscriversi a una società straniera è meno costoso, e si paga solo una volta: confrontare con PRS, in Gran Bretagna (costo: 10 sterline), Sacem in Francia (119 euro), Sgae in Spagna (15 euro).
A fronte di costi maggiori, la SIAE offre servizi inferiori, paga in ritardo o non paga per niente. Anzi, lo stesso ex-presidente Assumma sostiene che più del 50% degli iscritti guadagna meno di quanto spende in iscrizione! E’ passato qualche tempo da questa dichiarazione, e quel 50% è diventato 65%…
Eppure, diamine, la SIAE è ammanicatissima. Oltre al balzello infame su CD e DVD, che gli frutta 70 milioni l’anno, era riuscita a strappare al Governo anche il superbalzello superinfame sui supporti informatici, o Equocompenso (altri 300 milioni l’anno). La SIAE si è comunque detta insoddisfatta da questi introiti, reputandoli “non ancora equi”.
Certo, pagare raccomandati ed amici che non fanno un cazzo tutto il giorno ha un prezzo, ma non vedo per quale motivo dobbiamo pagarlo noi…
“… conseguentemente, l’indiscriminata applicazione dell’equo compenso, in particolare, in relazione a dispositivi o supporti distribuiti a soggetti diversi dai consumatori e evidentemente riservati ad usi diversi dall’effettuazione di copie private, è incompatibile con la disciplina europea contenuta nella Direttiva 2001/29.”
Oltre ad essere bastonata da varie Corti (non parliamo solo della Corte di Giustizia) la SIAE si è ridicolizzata in ogni modo possibile ed immaginabile, fra cui la famosa festa per i bambini di Chernobyl, la festa degli ultranovantenni di Predazzo e la tassa sulle fotocopie universitarie. Bambini malati, vecchi e studenti… oltre che insensibili, i dirigenti SIAE si dimostrano di continuo degli incapaci completi nella gestione dell’immagine.
Lo dimostra anche una pronuncia del Giurì IAP, risalente al marzo 2011, conseguenza di alcune dichiarazioni false e ridicole rilasciate dalla SIAE al Sole24Ore. Riassumendo, il Giurì dell’IAP ha decretato a chiare lettere che la SIAE spaccia per dati di fatto le proprie opinioni personali. Il provvedimento è QUI e vi consiglio di leggerlo per intero (umiliazione completa).
Per concludere, l’accordo AGIS-SIAE è solo l’ennesimo, idiota provvedimento volto a soffocare il web, frutto di una politica sempre più ottusa e lontana dalla realtà. Non ha nulla a che vedere con la protezione del diritto d’autore, visto che l’unica motivazione a sostegno dello stesso provvedimento è la necessità di fare cassa per sostenere un apparato burocratico sovradimensionato e inefficiente.













Il balzello per poter far vedere i trailer è oltre l’idiozia.
Piccolo refuso i link a badtaste e al blog di Rosati sono segnati come zweilawyer.com/sito.
Ottimo articolo e ben documentato. Davvero preoccupante. Ormai le norme assurde per proteggere i privilegi di pochi parassiti dell’editoria sono all’ordine del giorno. Fai bene a rammentarci di ‘ste fetenzie che a loro modo sono anch’esse trash, oltre che retard. A quando una tassa sui click del mouse usati impunemente per scaricare via torrent?
Per quanto possa sembrare assurdo, questa non è nemmeno la trovata più idiota partorita da quei geGnii dellla SIAE. Basti pensare alla famosa tassa preventiva su qualsiasi dispositivo di memorizzazione (oltretutto ritenuto di entità non equa secondo loro). Qui almeno si tassa un’azione effettivamente avvenuta. Come non si può apprezzare questo sforzo d’intelletto? ^_^
Scherzi a parte, tu Zwei sai mica dove trovare il testo originale di questa nuova genialata?
Nota: l’accordo SIAE/AGIS non tocca i blog e/o siti web finché i trailer in questione non sono caricati nel proprio spazio web (tradotto, usa un embed di Youtube e hai aggirato la stronzata), resta il fatto che veder sospendere siti come horror.it che sui trailer vive o un sacco di altri siti cinematografici perché questi sono in debito è realmente scandaloso.
Anche perché davvero, in tasca agli autori non va quasi niente e soprattutto OSTACOLANO la pubblicizzazione dell’autore stesso!
Della serie: non sappiamo più come appianare i debiti.
Quando ho letto questa frase ho pensato fosse un tuo scherzo, Zwei. Non poteva essere vero, non poteva. Invece sì. Sono costernata. Non solo questo ha un’idea demenziale, se ne vanta pure!
OMG.
SIAE: Società Italiana Autorizzata Estorsioni.
Dài, i deliri di onnipotenza capitano a tutti.
Magari ,però, sarebbe gradito fossero temporanei
Siamo ormai ai limiti dell’assurdo. Non fa neanche più ridere. La SIAE è un parassita che deve essere estirpato.
a me è parso di capire – me l’ha spiegato queenseptienna con l’aiuto di disegnini e animaletti – che l’obolo si paga solo quando il video è hostato su uno spazio web il cui server è allocato in italia, quindi si dimostrano i soliti ignoranti che pretendono di legiferare su una materia che non conoscono.
ma vedo che queen è già passata per questi lidi, per cui il mio intervento è completamente inutile, se non per ribadire il senso di schifo e scoraggiamento che iniziative del genere mi provocano, primo perché è palesemente un controsenso pagare per fare pubblicità e secondo perché toccherà spiegare come stanno le cose ai soliti minus habens che non hanno capito una pigna e pensano che dall’oggi al domani scattino le multe per chi pubblica il trailer di justin bieber the 3d concert experience sul proprio blog
Fatemi capire, dovrei pagare per fare pubblicità? Di solito non è il contrario? C’è qualcosa che non torna.
Parliamo di logica: perché?
No, sul serio. Perché?
Non giova a nessuno, dovrebbero capirlo.
L’unico risultato che otterranno è che i siti verranno trasferiti su server o service fuori dall’Italia, nel caso di società probabilmente passerranno sotto società di diritto inglese o irlandese. La SIAE non è solo inutile o dannosa ma rappresenta l’incapacità di uno stato di legiferare in maniera adeguata su temi importantissimi. Un esercizio interessante è incrociare i nominativi dei dirigenti della società con quelli della classe politica degli ultimi trent’anni. Hint: le corrispondenze dei cognomi sono significative.
Ulteriore esercizio, altrettanto formativo, è verificare negli atti parlamentari chi ha proposto le norme pro SIAE. Sono altri nominativi da tenere presente.
Boh? Che la Siae faccia schifo lo sapevo… Ho (o meglio avevo, purtroppo) il vizio di strimpellare e quello ancora peggiore di credere e dare spazio ad altri strimpellatori (ovvero: organizzavo eventi arrock, dedicati nello specifico a gruppi giovanili… Beata gioventù et innocenza)… E ricordo con terrore il pain in ass che erano gli stramaledetti borderò SIAE… €200 per una manifestazione non a scopo di lucro (senza manco il baracchino della birra, per intenderci), + un borderò (quei fottuti fogliazzi rosa) A GRUPPO!!!!
Sono ladri bastardi, il motivo per cui non compero (quasi) CD in Italia (e sorpattutto il motivo per cui NESSUNO vuole suonare da noi… eccapirai, chi glielo fa fare di bruciarsi gli incassi epr opagare contributi che non vedrà MAI?)Quest’ultima alzata d’ingegno poi…
schifo, schifo, schifo…
Torno allavorà, saluti (depressi) a tutti
Anacroma
Un mio conoscente li cacciò a calci in culo da una festa privata in villa dove si erano presentati per riscuotere.
E fece bene.
Io mi pare di non averli pagati, quella volta (vivo ancora adesso nel terrore che mi piombino in casa stile swat, armati fino ai denti di decreto ingiuntivo più MOSTRUOSI interessi)
La siae è l’impero del male! ma non quello di star wars, quello di balle spaziali. oltre che malefici sono anche inverosimilmente idioti
Ma… seriamente… sono pubblici ufficiali? cioè… se si verificasse che mi becchino in copisteria e volessero aperto il mio zaino io posso rompergli le dita, giusto? (non era una metafora) Non hanno alcun diritto di farlo
PS:
Io di solito i libri li compro originali, ma solo quelli che reputo utili! la maggior parte dei libri di testo consigliati è pattume, non valgono nemmeno i soldi delle fotocopie, li uso per dare la materia e poi li butto proprio.
Benvenuto Darshan, volevo solo dirti che il tuo blog mi ha ucciso dentro.
Ottimo ottimo post, diffondo!
grazie, seguo il tuo blog da un po in realtà anche se questo è il primo commento. ultimamente mi sto interessando un po di armi bianche e di stili di combattimento europei e il tuo è un blog molto interessante per queste cose.
suppongo tu ti riferisca alla frase
beh, quando ho aperto il blog la blogosphere era in piena esplosione e mi chiedevo se valesse la pena aprirne un altro in mezzo a tutto quel casino e se sarebbe mai stato visto, oggi la situazione è un po diversa, e anche io sono diverso.
I blog stanno diminuendo, il vaniloquio si sposta sui social network. i blog sopravvissuti sono fondamentalmente di tre tipi, quelli che creano informazione e quelli che traducono articoli altrui e quelli che producono pattume.
Io sono soddisfatto del mio piccolo blog, non copio mai roba altrui, mi documento un sacco prima di scrivere e spesso sono l’unico italiano a scrivere di certi argomenti ( che poi magari in pochi leggono… tipo la serie di articoli sugli algoritmi per le permutazioni) e credo di produrre contenuti di qualità, non mi importa più se le mie visite sono un centesimo di blog pattume ( tipo… che ne so… aranzulla ), scrivo per me e per chi mi legge e le mie 60 visite giornaliere scrivendo articoli di nicchia mi bastano.
Un mio conoscente andò dal dirigente della SIAE di Via Po a Roma per insultarlo e dimostrargli che erano un’associazione a delinquere, e ci è riuscito.


Capirai, io vivo di teatro, per me la SIAE è la peggiore piaga che il mondo della cultura e della produzione di spettacolo dal vivo possa immaginare. Ed è così solo da noi! Tra l’altro una bella porzione della mia famiglia lavora o ha lavorato in SIAE, quindi la questione per me è ancora peggio: la serpe in seno!
Comunque devo ammettere che, per ora, non ho sborsato quasi nulla a questa Anonima Vampiri… Miracoli dell’evasione fiscale!
Quanno ce vò ce vò…
ma ragionando per assurdo (ovvero ragionando come loro), se ho già pagato l’equo compenso – o peggio, se mi facessero pagare anche una tassa sull’abbonamento internet – allora ho già pagato per i diritti d’autore e possono scaricarmi tutto quello che voglio, no?
A me piacerebbe sapere come vengono a conoscenza dei luoghi dove si tengono feste e simili e cosa gli venga in mente di smazzarsi ad andare fin lì per essere -e giustamente- insultati.
Capisco un concerto, ma la festa dei bambini di Chernobyl o il circolo anziani? Come vengono a conoscenza di ritrovi così insignificanti? Cosa fanno, pedinano la gente?
Che squallore
Bella domanda, la prossima volta che i vicini mi fracassano le palle con il karaoke chiamo la siae xD
@Cecilia
ci sono gli ispettori che vanno in giro.
A volte ci sono anche delle buonanime che denunciano…tipo Darshan con il karaoke dei vicini. XD
Però, per esempio, a Capodanno, a Carnevale, a Halloween…è pieno di ispettori SIAE (sono tra noi, tipo i vampiri, i Visitors, i replicanti…) che girano per locali, sale, zone “festaiole”…e rompono il cazzo alla gente per bene.
Ma, a quanto mi dicono i miei “infiltrati”, la maggior parte dei controlli li fanno su segnalazione di qualcuno. Brave persone…
[...] per gradi in questa spirale di follia, accompagnati nel viaggio dallo scaltro Giacobbo (spero i tizzi della SIAE non mi rompano le palle per i video perché mi secca controllare se è tutto a posto con la [...]
[Piccolo typo (credo): "Ligabue ma anche
diEmi". E c'è un "Gennaio" invece di "gennaio".]Momento momento momento momento momento momento momento momento momento momento.
Cioè, seriamente, se la SIAE viene a romperti i testicoli puoi
dargli addossoignorarli? Cioè, è tipo come il controllore del bus che se non è in un organo di polizia e ti vuol fare la multa puoi scendere dal bus con lui (che non può trattenerti fisicamente, né farti la multa fuori dal bus) e poi scappare prima che lui chiami i carramba?E ancora: Zwei, quindi in sostanza un autore italiano potrebbe affidare la sua opera nelle mani di una Società estera che tuteli i tuoi interessi nel Paese e fuori?
@Taotor
Tecnicamente non lo so se puoi proprio ignorare la questione.
Per quello che ho avuto modo di sperimentare dipende, e non ti sto prendendo per il culo, giuro, dalla veemenza della reazione.
Il mio conoscente è andato in ufficio talmente incazzato e talmente rissoso (ed effettivamente volevano fargli pagare 2.000 euro di penale per della musica in una festa privata…una zozzeria) che pur di calmarlo hanno ritirato il tutto. Allo stesso modo, non essendo pubblici ufficiali, non hanno alcun diritto di violare la privacy chiedendo, per esempio, di aprire lo zaino per verificare se ci sono libri fotocopiati. Sarebbe come se mi fermassero mentre sono in macchina e chiedessero di frugare nel cruscotto per verificare se ci sono cd masterizzati. Io li investirei.
@Taotor
So che diversi autori italiani si sono affidate alla SGAE. QUI un simpatico episodio.
Orwell tutto ciò non l’aveva calcolato.
Quindi, o era dilettante lui, o siamo troppo creativi noi italiani.
Io propenderei per la seconda.
“L’adorazione del potere, dell’avere, del denaro, costituiscono oggi una vera e propria contro-religione che insidia l’uomo.” (Papa Ratzinger, vestendo Prada.)
http://www.myspace.com/video/la-sora-cesira/lady-gaga-feat-la-sora-cesira-paparatzinger/104562321
LOL, mancano giusto gli stivali in cucciolo di foca.
Per un attimo ho avuto un déjà-vu, credevo parlassi del pensionamento a 67 anni rispetto al parlamento.
Ah ecco, allora non sono andato poi così lontano. ^-^
Ci hai preso in pieno amigo:
hai pagato il dovuto obolo alla SIAE per questo post, Alberello?
o lo vuoi far pagare al buon Zwai?
@Alberello
mmm, si. anche star whores in effetti
ma io parlavo di questa:
Succederà solo che i portali che pubblicano notizie si sposteranno su server stranieri.
Zwei
Uhm, uhm, uhm. Perché questa cosa mi ricorda la terza defenestrazione di Praga?
Rimanendo nell’argomento “itagliani ladri”, da ricordare che in Italia abbiamo ancora il notaio. Cioè, i notai sono una vera e propria casta…
è un’oscenità, un ladrocinio
ho un fratello musicista che prende i soldi dei diritti della sua musica, quando va bene, dieci anni dopo averla proposta in pubblico
La SIAE si giustifica: è abbastanza in tema retard?
http://www.siae.it/edicola.asp?click_level=0500.0100.0200&view=4&open_menu=yes&id_news=10669
@ferruccio
povero tuo fratello…
@daniele
se avessi dieci minuti liberi risponderei subito. Vedrò di farlo in giornata. Come avevo inteso, l’intenzione della SIAE è quella di colpire anche i link. Le motivazioni espresse nella lettera sono un aborto giuridico-commerciale.
Perdonate il disfattismo, ma per quanto tutta questa faccenda, non solo le giustifiche della SIAE, sia un aborto del buonsenso, è solo un’altro chiodo nella bara che stanno cercando (con successo, a mio parere) di costruire per il Web.
La politica di sottrarre la libertà a piccoli passi per non svegliare nessuno finchè non sarà troppo tardi funziona fin troppo bene, ma se un provvedimento-non so come definirlo se non antilogico- riesce a passare indisturbato, vuol dire davvero che siamo al punto di non ritorno.
Anche la faccenda di Nonciclopedia: all’apparenza la volontà popolare del Web ha vinto e tutti brindano, ma l’articolo l’hanno rimosso comunque..
Dall’articolo linkato prima da Daniele. Io dico LOL!
Cioè un blog che pubblica il trailer di un film (tra l’altro materiale già uscito da qualche altra parte!) sarebbe “un’impresa che si procura la materia prima per fare business“? Follia pura!
E poi vogliono pure farlo passare per un favore! Ridicolo, improbabile, assurdo, e soprattutto ingiusto!
Dal link di Daniele:
A Pescara c’è Antonello Persico, chirurgo pediatrico e ammiratore di Fabrizio de André. A volte organizza dei concerti (e io, che ascolto il Faber, li seguo) cantando le sue canzoni. Oltre ai concerti fa anche dei dischi, ma il guadagno da entrambi le fonti viene devoluto alla A.M.I.C.O
Ora, io vorrei sapere: dato che André è morto nel 1999, non può pretendere di essere pagato per i diritti d’autore (anche se, conoscendo il suo modo di pensare e il suo stile di vita, non l’avrebbe mai fatto). Pertanto la SIAE lascerà in pace Persico, oppure si rischia un loro blitz durante uno dei concerti di beneficienza?
I diritti d’autore hanno una durata di 99 anni mi pare, dopo la morte il ricavato dalla vendita dei diritti va agli eredi. Il che vuol anche dire che puoi scaricare legalmente da internet i Promessi sposi, o David Copperfield.
Comunque non penso che queste iniziative siano chiodi piantati nella bara del web, anzi, penso che il web stia piantando un sacco di chiodi nella bara della SIAE e di altre cose. C’è una scena molto indicativa nel film Social Network. L’inventore di Napster (l’antenato di Emule per chi non lo sapesse) Shawn Fanning che si vanta di aver sconfitto le case discografiche; l’altro gli risponde: “Ma come, non te l’hanno fatto chiudere?”. E Fanning risponde: “Davvero? Vuoi aprire un negozio di dischi?”.
Insomma, pensate che il web porti più soldi alla SIAE, o di meno?
P.S. Ho scritto il mio primo post, grazie per l’ospitalità e complimenti per il blog.
Equiparare un trailer ad un’opera cinematografica completa è una gegnalata. Non ci resta che piangere. E a tal proposito, ecco un video che spiega perfettamente come funziona la SIAE.
Mi sembra che i diritti d’autore decadano dopo 70 anni dalla data della morte dell’autore stesso. Non vorrei sbagliarmi, ma ne sono quasi sicuro. Per esempio, di recente sono caduti i diritti sulle opere di Pirandello.
Dunque, Merphit, la risposta è: sì, dato che dalla morte di De Andrè sono passati solo 12 anni, potrebbe imboccare un ispettore SIAE a uno di quei concerti e multare il musicista. O meglio, potrebbe multare gli organizzatori delle serate, sono loro che devono procurarsi i permessi SIAE.
Ah, scusate il doppio commento, ma volevo fare una precisazione rispetto a quanto detto da queenseptienna nei primi commenti:
Ecco, in realtà il comunicato ufficiale della SIAE dice che:
Quindi niente soluzione, almeno apparentemente, per aggirare questa tassa in stile sceriffo di Nottingham.
Segue un tentativo masochista di prendere insulti. Però magari si prende in considerazione un punto di vista diverso.
- Un trailer è un pezzo di creatività
- Ogni pezzo di creatività genera un diritto per il suo autore di percepire una quota del valore derivante dal suo sfruttamento
- Se l’autore vuole usarlo per fare pubblicità, decide lui (o il proprietario dei diritti di sfruttamento) su quale mezzo di comunicazione mandarlo. E paga
- Se NON vuole mandarlo su un dato mezzo di comunicazione, è certo che non deve pagare
- Se il mezzo di comunicazione decide di mandarlo sul suo palinsesto, senza il suo consenso, è solo perchè gli genera un valore. Altrimenti non lo farebbe
- Allora è giusto che l’autore, che vede il valore della sua creatività utilizzato da qualcun altro per generare valore senza il suo consenso, si prenda la sua quota.
Il principio, quindi, regge ed è comprensibile. Il problema è come il principio viene applicato e da chi viene gestita l’esecuzione. La SIAE è una delle escrescenze più purulente del laidume che ha ispirato gli ultimi decenni del nostro paese. Un baraccone gestito unicamente per fottere quattrini.
La grande tristezza è che gli autori non vedono (e non vedranno) mai remunerata la loro opera. E che i soldi verranno ladrati dai boiardi della SIAE.
Il principio potrebbe anche reggere. Certo, c’è da discutere sulla creatività in ballo nei trailer, però effettivamente ci può stare. Peccato che tutto il discorso vada a farsi fottere nel momento stesso in cui anche tu dici, giustamente:
Fine dei giochi.
Io sarei anche disposto a chiedere l’autorizzazione a chi di dovere per ospitare la sua pubblicità sul mio blog. Gratis, ovviamente. Se l’oggetto in questione dovesse rifiutare la mia pubblicità (perchè mai, poi?), allora non la metterei. Cazzi suoi. Sicuro non mi verrebbe mai in mente di pagare per fare pubblicità a qualcuno o qualcosa, sarebbe veramente da ritardati.
Quanto dice Den Harrow è tendenzialmente giusto. Il problema è che un ragionamento del genere non calza perfettamente alla fattispecie concreta che ci troviamo davanti.
In particolare, bisognerebbe quantificare il vantaggio per il Gestore dello Spazio e il vantaggio per l’Artista.
Fino ad ora, vista la difficoltà di decidere caso per caso (perchè ovviamente, un miniblog può guadagnare qualche visitatore inserendo i trailer, mentre una rivista online fa guadagnare all’Artista più di quanto guadagna lei), il sistema si era assestato su un DO UT DES che funzionava. Tu, Gestore, ha un po’ di materiale da utilizzare. Tu, Artista, ci guadagni in pubblicità gratuita. Con questa decisione, il rapporto (tacitamente sinallagmatico) costruito fino ad oggi crolla all’improvviso.
Non ci guadagneranno gli Artisti, perchè la SIAE non paga.
Non ci guadagneranno i Gestori, perchè elimineranno i trailer pur di non pagare.
Scusa Zwei: con quanto hai detto, quindi, se le case editrici ti chiedono i soldi perché hai pubblicato i booktrailer dei loro libri sul tuo blog, tu li cancelli per non pagarli?
No
Non ho mai infranto la legge
IO SONO LA LEGGE
Zwei,
acclarato che la SIAE è il peggior ricettacolo di merdosissimo schifìo italo-clientelare, penso sia utile progredire nel ragionamento.
Il vantaggio del gestore è quantificabile: il valore di una pagina vista è quantificabile come lo è quello di un subscriber, di un abbonato etc. Esistono metriche ben precise che si traducono in un valore del sito espresso in moneta. Anche il valore per il brand pubblicizzato è quantificabile.
Grazie a questa quantificazione, oggi esiste un mercato molto trasparente dell’advertising sul web (molto più trasparente ed equo rispetto agli altri media), in cui gli investitori pagano in funzione dei risultati che QUEL sito gli porta in termini di pagine viste o, ancora meglio, di click trough. Quindi, Zwei, il punto non è l’impossibilità di quantificare. Anche perchè…
…non si vede perchè io, Warner Bros., debba spendere soldi per produrre un trailer dell’ultimo movie di Harry Potter che va a far crescere aggratis il traffico di un sito che magari me lo mette online e me lo stronca pure. Anzi, poi quella cagacazzi di JK Rowling mi telefona (a me Warner Bros.), mi cazzia e mi chiede i danni perchè quel blogger infame der tufello ha messo online il trailer e me l’ha cosparso di profumato sterco. E io (sempre la Warner Bros.) le devo dire che non posso fare nulla per rimuoverlo da lì. E pago i danni che mi chiede la committente stronza e ricca. Cornuto e mazziato. Questo accade, caro mio. E’ vita vissuta. Ed è oggettivamente iniquo.
No, secondo me il punto è più profondo e riguarda la resistenza che il vecchiume sta cercando di opporre alla rivoluzione che il web ha portato in merito alla circolazione dei contenuti.
Il mondo è cambiato, e il paradigma più aderente al nuovo sistema è fornito dal mercato della musica. Ormai la musica “registrata” è di tutti, è gratis o poco più, non c’è niente da fare. Le major sono crollate e quelle più illuminate hanno cambiato il loro modello di business (non mi dilungo su ste cose per non tediare, ma… so quello che dico).
Ebbene, il salto da fare è semplice ma quantico: bisogna riconoscere e accettare che QUALUNQUE cosa, opera, prodotto dell’ingegno venga prodotto… può circolare (interamente o a pezzi) liberamente e gratis sul web. Le major (cinematografiche, musicali, editoriali) oppongono resistenza ma perderanno. E dovranno rendersi conto che, per sopravvivere, dovranno farsi pagare un valore aggiunto superiore ai contenuti che circolano sul web.
C’è già chi lo fa… SI PUO’ FARE.
Le note sono sette, chi vuole se le fotte. (cit.)
A volte rido pensando al diritto d’autore e a cose come quella sopra o questa:
Possiamo ancora parlare di “Diritto D’Autore” o semplicemente, confidando nella buona fede degli Artisti, di inconscio collettivo? E se dunque il noumeno da cui hanno pescato è lo stesso per tutti, perchè diamine io dovrei pagare qualcosa che era già un patrimonio dell’umanità?
Come se qualcuno mangiasse un panino, lo defecasse e poi ve lo facesse pagare come fosse un panino nuovo. A me ciò non sta bene.
Il dizionario contiene tutte le parole della lingua italiana e le note sono sette, più i vari semitoni ecc. Ciò che rende un Artista migliore di un altro è la sua capacità di Ordinare quelle parole o quelle note in un modo nuovo, che nessun altro prima ha pensato. Io per questo sono disposto a pagare, così come sono disposto a pagare per un esecuzione dal vivo in quanto l’autore mi dimostra di saper suonare bene.
Sono disposto a pagare per una capacità reale, non per pezzo di virtuale.
Salve!
Sono capitata qui per caso, perché un’amica mi ha linkato questa pagina, ben sapendo quanto io detesti la SIAE e quanto l’argomento mi interessi.
Ovviamente non posso far altro che annuire a tutto, visto che la penso nello stessissimo modo. Dopo questa geniale trovata, ho finito quasi per invidiare la loro fantasia: ce ne vuole parecchia, in effetti, per trovare ogni volta una nuova idiozia per spillare soldi e limitare la libertà di espressione!
Benvenuta Naco, ti consiglio un giro per il blog. Molti dicono che è il più spakkoso del bigonzo.
E ora è il turno della pubblicità online!
http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/16185/dopo-i-trailer-la-siae-mira-alla-pubblicita-online/