La spada di Wallace spacca. Peccato sia un falso storico. E’ con queste parole che reco a voi magno dolore.
Detto questo, facciamo un passo indietro. Torniamo alla buia Scozia cinquecentesca, dove i clan si fronteggiavano senza tregua ed i bastardi inglesi tentavano di riprendersi ciò che avevano perso dopo la battaglia di Bannockburn.
La Claymore nacque lì, come ultima evoluzione della Half-Lang, una ramificazione locale della longsword. Ho parlato di XVI secolo, ma la questione della datazione della Claymore ha dato molti problemi, soprattutto perchè buona parte della storiografia si è fatta traviare da falsi miti e da grotteschi tentativi di far passare armi post-rinascimentali come spade da battaglia degli eroi scozzesi del XIII e XIV secolo.
La prima data certa di cui disponiamo è il 1539, anno in cui passò a miglior vita Murchard MacPhee, Capo dei Duffies. La sua stele infatti riporta l’incisione di una Claymore tradizionale, con le caratteristica terminazione tri-quadrilobata dei bracci, quasi sempre piegati ad angolo acuto sulla lama, ed il pomolo a ruota con bottone ipertrofico.
Neanche a farlo apposta, la data del 1539 ci permette di racchiudere all’interno di 150 anni circa il periodo di utilizzo effettivo della Claymore in battaglia. Infatti, tutte le fonti concordano che l’ultimo utilizzo in battaglia della Claymore risalirebbe alla Battaglia di Killiecrankie (1689) .
La questione etimologica è spiegata in maniera sintetica dalla voce inglese di wikipedia:
Alcuni pensano che i termini claymore e zweihander siano intercambiabili, ma sbagliano di grosso. Purtroppo, si tratta di un errore piuttosto diffuso. Nella bellissima saga videoludica The Elder Scrolls (Daggefall, Morrowind, Oblivion, Skyrim) troviamo Zweihander con tanto di denti d’arresto sotto il nome di “Claymore”, e ciò mi infastidisce molto.
Mentre sul continente sarebbe stata un’arma di poca utilità, la Claymore trovava la propria ragione d’esistere negli scontri fra clan, che spesso scendevano in battaglia con protezioni carenti. Ho fatto un discorso analogo parlando dei Gallowglass e della loro ascia da guerra, che rimase in uso fino al XVII secolo (più o meno come la Claymore). Come opinione personale, credo che la Claymore potesse raggiungere la massima efficacia quando utilizzata contro gli arti del nemico, quasi sempre privi di protezione. La sua lama, a sezione lenticolare, ampia e a doppio taglio, era senza dubbio studiata per tagliare la carne.
Con una lunghezza media di 130-140 cm complessivi (quindi 20-30 in meno di una Zweihander), la H. Claymore permetteva a chi la impugnava di tenere a distanza il nemico e, cosa ovvia ma poco sottolineata, di ridurre lo svantaggio davanti ad un avversari armati di armi in asta (le più diffuse sui campi di battaglia). Il peso si aggirava sui 2-2.5 kg, quindi necessitava di un lungo addestramento e di una discreta forza fisica.
La particolarità dei bracci piegati verso la lama, mutuata dall’Half-Lang, ha portato alcuni esperti a ritenere che la guardia della Claymore fosse studiata per favorire la manovre di blocco e/o disarmo:
Quanto all’acciaio utilizzato, specie nel XV-XVI secolo, gli armaioli più rinomati si trovavano in Germania e Italia. Per una questione di vicinanza geografica, gli scozzesi si rivolsero proprio ai tedeschi per farsi rifornire di lame pregiate. Ma come! Gli scozzesi non erano maestri nell’arte della forgiatura?
No.
Visto che ho introdotto l’argomento “lame tedesche”, tanto vale procedere in questo senso, e distinguere la Claymore della Highland da quella delle Lowland.
Quest’ultima aveva forma e dimensioni più vicine a quella delle omologhe armi continentali. Possiamo immaginare senza problema gli operosi fabbri tedeschi che forgiano qualche lama in più per venderla (immagino a caro prezzo) ai compari scozzesi. Oltre alle lame, è evidente che gli scozzesi apprezzarono anche i due anelli d’acciaio che integravano la guardia delle zweihander, al punto che divennero una delle caratteristiche distintive della Lowland Claymore.
L’esemplare più strano di Claymore che mi sia mai capitato di rintracciare è quello conservato presso il Museo di Edimburgo. L’ho trovato leggendo un volume ottocentesco che consiglio a tutti, “Ten thousand wonderful things : comprising whatever is marvellous and rare, curious, eccentric, and extraordinary, in all ages and nations” (1894).
Oltre alle dimensioni, superiori a quelle di una Claymore media, l’arma in questione è dotata di 4 bracci (con la caratteristica terminazione a “quadrifoglio”) e di un’ impugnatura in corno di narvalo davvero molto storta. Anche qui, la leggenda inventata dai venditori di fumo ci narra che la spada fu brandita da Re Bruce a cavallo fra XIII e XIV secolo. Niente di più falso. Non ho visionato il reperto dal vivo, ma dalle immagini mi sembra difficile anche una sua datazione al XVI secolo. Maneggiare una lama del genere è fisicamente impossibile. Per me si tratta di un falso vittoriano, tipo il Mazzamostro.
Se non mi credete, giudicate voi:
Per quanto possibile, la falsa spada di Wallace (che non merita un’apposita foto in questo articolo) è ancora peggio. La Narval-sword almeno testimonia il gusto per il weird vittoriano, mentre quella di Wallace è una brutta Lowland Claymore del XVI secolo, forse da parata, sbattuta in una teca con un’etichetta falsa. Non ha sguscio, cosa quasi impossibile per una spada con sezione lenticolare, i bracci della guardia sono corti, l’impugnatura è corta e tozza. Non parliamo poi degli anelli a protezione dell’impugnatura, che entrarono in voga in età rinascimentale.
Inoltre, 169 cm complessivi e 2.7 kg di peso non sono misure plausibili per una spada medievale.
C’è un’ultima questione. Immagino che molti di voi che si stiano chiedendo a cosa dobbiamo le orribili claymore del manga (piuttosto buono, se non fosse che le protagoniste sono tutte uguali) “Claymore”, ecco la risposta:
Foto:
Jimandsandi, Wikipedia, AlbionArmorers, Swordforum, Nathan Robinson


















Interessante articolo. Mi chiedo però: la spada del narvalo, tanto appariscente quanto inutile, non potrebbe essere un’arma da parata?
Potrebbe. L’unica cosa certa è che se Re Bruce l’avesse impugnata una sola volta in battaglia, sarebbe schiattato.
Basta impugnarla stando distante qualche centinaio di metri da qualsiasi pericolo
Per il resto, ora leggo e studio
La battaglia di Killiecrankie fu quell’ilare episodio in cui i coraggiosissimi, barbuti, sozzi guerrieri dei clan caricarono da sconsiderata distanza all’arma bianca linee di moschettieri e, bang bang, indovina un pò come finì?…
Quindi devo ringraziare quell’ incisione se il manga (che trovo piacevole per il resto) ha certi arnesi dentro… ergh…
Ottimo articolo, grazie
Un altro mito che mi è caduto, grazie Zwei
Ti odio.
Ma allo stesso tempo ti ringrazio, perché è interessantissimo leggere articoli simili. Vien dunque da chiedersi: che arma usò Wallace nella realtà?
Vorrei chiederti/chiedervi alcune cose che non ho capito:
Primo) La Claymore è da considerarsi a due mani? Credo di sì, visto che c’è scritto che era comoda contro gli armati con armi ad asta (ed è lunga un metro e 40), però non si sa mai, magari ho capito male. Non vorrei metterla in mano a un personaggio che intanto tiene anche uno scudo
Secondo) Per quale ragione, in Scozia, le protezioni sono rimaste simili a quelle medievali anziché evolversi come nel resto d’Europa? Questa cosa m’interessa parecchio, perché se voglio mettere armi simili in una storia devo sapere il perché quella determinata arma si sia evoluta.
Terzo) Sai che non ho capito la differenza fra una Lowland e una Highland? Cambiano solo di lunghezza?
Scusa per l’incomprensione
Uh, interessante. Appena ho tempo leggo tutti gli articoli sulle armi, sono ignorantissimo su questo campo.
La spada di narvalo è trashissima, potrebbe essere stata spacciata come lama con manico d’unicorno? Non so se ai tempi sapessero o no che i supposti corni d’unicorno fossero corni di narvalo, ma nel caso non ne fossero al corrente potrebbe essere stata spacciata come “spada dagli incredibili poteri blablabla” (situazione da fantatrash, insomma).
@ Giacomo:
Non dono un inteditore, ma:
1- Direi che la Claymore è chiaramente un’arma a due mani, dato che zwei parla di 2 chili e mezzo abbondanti, e che l’elsa e molto lunga…
2- Per la quastione delle amrature, come dice zwei nell’articolo gli scozzesi non erano affatto abili fabbri.
3- Nella questione Lowland/Highlad, nota che la guardia è completamente diversa: nella Lowland è simile a quella di una Zweihander.
Grazie per la prima e la seconda. Scemo io a non averci pensato.
2) Sì, ma perché?
Possibile che non ci fosse nessuno ma proprio nessuno in tutta la Scozia a saper forgiare armature migliori? è che suona davvero strano…
Non è certo il singolo armaiolo che permette la diffusione delle corazze: comunque io non sono affatto un esperto di quel contesto storico, quindi non so darti una risposta…
No beh, ovvio che non è il singolo armaiolo, però mi suona strano, ecco. Non capisco perché la tecnica non si sia diffusa.
O meglio, non è che non lo capisco, semplicemente non lo so, il perché.
@Giacomo
1) Ovviamente, la Claymore è una spada a due mani.
2) Gli scontri fra clan sono una storia a parte. D’altronde, combattere con una Claymore fino alla fine del XVII secolo sarebbe stata follia in qualsiasi campo di battaglia europeo. Anche in Europa però, almeno fino all’avvento delle truppe mercenarie sempre più specializzate, il grosso della fanteria non disponeva di protezioni complete. Ad esempio, dai resti archeologici della Battaglia di Wisby (Danimarca, 1361) è emerso che molti guerrieri avevano subito l’amputazione di un arto.
3)Come ho scritto, la L.Claymore è più vicina alla Zweihander come dimensioni (puoi vederlo anche dalle immagini) e forma dell’elsa.
Che armi usò Wallace? Probabilmente le stesse che usavano i suoi nemici. Ed ovviamente non portava neppure quel ridicolo pseudo-kilt del film, né si pitturava la faccia.
Articolo davvero molto interessante, come sempre.
Mi chiedo se ci delizierai con un analogo intervento proprio sull’altra arma, la spada lunga con l’esta a cesto 8assimilabili alle schiavone?).
A quanto ricordo, la differenza fra schiavona e finta claymore era il colore dell’imbottitura dell’elsa… ma potrei sbagliare.
Bravi, fatemi cadere altri miti. Mi esalto come una bestia quando vedo Wallace con la faccia dipinta caricare come un folle e voi volete privarmene eh? EH?
Carogne senza cuore!
@Zwei: Causa costi o mancanza di materiale? Comunque ho capito, grazie.
ben fatto come sempre
ma sei stato un po’ stitico per i tuoi standard,arrivato all’incisione che ha ispirato le strunzate del manga claymore, FINE, ci sono rimasto male
potrebbe essere l’occasione per parlare della basket hilt broadsword, il che potrebbe essere lo spunto per parlare del nostro amato mad jack
Giacomo, infierisco
http://www.bloopers.it/?id_film=377
e se non bastasse
http://www.villaggiomedievale.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=1846
resta comunque un bel film, l’avrò visto decine di volte.
Ti odio lessà. Ti odio. Ma proprio tanto
Bello però quel sito, bloopers, credo che ci passerò diverso tempo…
Typo da correggere: “davanti ad un avversari armati di armi in asta”
Ricordo che al liceo, in Letteratura (e storia) inglese, studiammo appunto la vicenda di William Wallace e nel libro c’era la foto della leggendaria spada, all’interno della teca.
Il fatto che il mito sia stato sfatato mi ringalluzzisce e ora ho voglia di tornare dalla prof, farle leggere l’articolo, dopodiché inviare via mail il link agli autori del libro di testo con oggetto: “Vergogna”.
Grazie di esistere, Zwei.
@ Giacomo (con riferimento a questo):
a) allora, in Iscozia medioevale le cotte di maglia esistevano (così come in Irlanda, perlatro) ma, come ovunque in europa erano cose costose, che si potevano permettere i combattenti specializzati a cavallo (nel nostro caso, un’elite di franco-normanni insediatasi nelle Lowlands e nelle Marche a partire dall’epoca del buon MacBeth (e del suo infame successore Malcom III, che iniziò il processo di feudalizzazione della scozia, fra il resto introducendo un buon numero di furfanti normanni e l’uso del francese a corte).
b) da allora, l’armata scozzese, che prima si componeva essenzialmente di una gran massa di pedoni armati alla leggera, venne divisa in due: da un lato l’esercito scozzese (ovvero formato dalle leve di Scoti), dall’altro le leve feudali (scoto-normanne) e le truppe fornite dai burghs; ma anche qui, la protezione che potevano permettersi la massa delle trupe era al più una veste imbottita, o un farsetto di cuoio;
c) anche in seguito alle complicate e lunghe vicende della Scozia (che, ricordiamo, già all’epoca consisteva in una desolazione di brughiera, soprattutto nelle Highlandas, in conseguenze della piromania dei tuoi amati vichinghi) era una terra povera, e le cotte di maglia stesse (lente e difficili a prodursi) iniziavano a diventare obsolete e rimanevano affari costosi e lenti da produrre. Claymore (e protezioni corporee più o meno complete) restavano comunque armi d’elite, riservate ai capiclan. Come ai bei vecchi tempi andati dell’epoca La Tené, il fantaccino caricava protetto al massimo dal suo orgoglio tribale XD
Ottimo articolo!! Grazie!!