Armi immanicate/inastate da Botta (III): il Martello d’Arme

Il Martello d’Arme è stata senza dubbio l’arma più umiliata dalla finzione letteraria e cinematografica. L’immagine del guerriero nordico con in mano un martello da venticinque chili è una delle più ricorrenti in libri, giochi ed illustrazioni fantasy, ma si tratta di qualcosa che dovrebbe rimanere confinata all’interno di Skyrim o D&D.

Dal punto di vista cronologico e funzionale, il Martello d’Arme (di seguito “MdA”) nacque per contrastare le protezioni a piastre, che rendevano inutili le semplici armi da taglio. La cosa interessante è che la sua evoluzione corre in parallelo con quella delle armature complete. Quando queste ultime svilupperanno convessità e creste per limitare i danni da botta, il MdA accentuerà le sue caratteristiche di arma da perforazione.

Ma andiamo con ordine. Per riuscire a penetrare una piastra d’acciaio occorreva uno strumento che concentrasse tutta l’energia cinetica del colpo su una superficie ridotta. Questo vuol dire che martelli come quello qui sotto non trovarono mai posto sui campi di battaglia.

25 kg di piombo che un uomo di 150kg riuscirebbe a malapena a maneggiare.

Che i martelli fossero particolarmente adatti per fronteggiare avversari corazzati era un dato già noto. Non a caso, i romani avevano utilizzato martelli e picconi (gli avi di Martelli d’Arme e Picchi d’Arme) per fare a pezzi i crupellari galli.

Tacito, ANNALES, III – 46

paulum morae attulere ferrati, restantibus lamminis adversum pila et gladios; set miles correptis securibus et dolabris, ut si murum perrumperet, caedere tegmina et corpora; quidam trudibus aut furcis inertem molem prosternere, iacentesque nullo ad resurgendum nisu quasi exanimes linquebantur.

una moderata resistenza opposero i ferrati (ovvero i crupellari), poiché le corazze reggevano ai colpi di lancia e spada; ma i soldati, impugnati scuri e picconi, come per sfondare una muraglia, facevano a pezzi armature e corpi; alcuni con pertiche e forche abbattevano quelle masse inerti che, prostrate a terra, incapaci d’un minimo sforzo per rialzarsi, erano abbandonate lì come morte.

Non diversamente da quanto accaduto per Mazze e Mazzafrusti, anche il MdA è nato dal suo genitore “civile” ed è stato utilizzato come arma povera per qualche tempo. Nelle battaglie medievali non ebbe grande diffusione, d’altronde, quando ci sono in campo pochi nemici pesantemente corazzati e una grande massa di fanteria leggera, è sempre meglio affettare e infilzare piuttosto che spaccare.

martello d'arme
Uno schema che riassume le parti più importanti del Martello d’Arme

Il martello arrivò dunque dopo la mazza ferrata e raggiunse l’apice della diffusione in concomitanza con le ultime evoluzioni delle armature complete. Parlando in modo generico, possiamo considerarlo un’arma più rinascimentale che prettamente medievale.

Dalle ricerche di Oakeshott risulta che la prima immagine di un martello da guerra risale al 1250 circa, ed è conservata presso la Malvern Prior Church di Worcestershire. Oltre che dagli esemplari sopravvissuti, è proprio attraverso l’iconografia dei secoli XIV-XVII che possiamo ricostruire l’evoluzione di quest’arma.

Ad esempio, nel 1382 ebbe luogo a Parigi una rivolta popolare, quella dei Mailottins, i cuoi fautori presero questo nome così proprio perché armati di mazzuoli presi dall’arsenale della città. Ne rubarono circa duemila, e le fonti parlano di maillets de plomb (mazzuoli di piombo). Dall’iconografia coeva si nota chiaramente come fossero qualcosa di molto diverso dai MdA dei secoli successivi.

Mailottins all’opera. In basso a sinistra la tetraplegia è alle porte.

Ho parlato di mazzuoli e non di MdA, perché dall’immagine di cui sopra sembra trattarsi di martelli da lavoro nonostante fossero stati sottratti a un’armeria (ipotizzo si trattasse dei martelli utilizzati per piantare le tende dei campi o similaria). Probabilmente i primi martelli da guerra erano proprio così, semplici martelli da lavoro, facili da fabbricare e assemblare, che riuscirono a trovare un loro spazio all’interno degli armamenti medievali.

Solo successivamente, fra XIV e XV secolo, si arrivò al vero e MdA.

Una delle rappresentazioni più importanti è quella contenuta nel trittico di Paolo Uccello “La Battaglia di San Romano” (prima immagine dell’articolo), che Oakeshott data al 1462 quando in realtà è del 1438. Questo dato è interessante, perché conferma l’uso del MdA da parte di uomini d’arme già nella prima metà del XV secolo (d’altronde, il Flos Duellatorum è del 1410 e già sono presenti MdA Inastati).

Martello d’Arme del 1350 (copia di Therionarms di un esemplare conservato al Museo nazionale di Norimberga)

La prima divisione da fare nella categoria dei MdA riguarda il tipo di supporto su cui veniva montata la testa; la scelta era fra manico e asta. Trovo quindi che la corretta definizione per le due tipologie potrebbe essere Martelli Immanicati e Martelli Inastati. I primi venivano utilizzati quasi esclusivamente dalla cavalleria, mentre i secondi dalla fanteria. Come ho già detto, la preoccupazione fondamentale di ogni soldato appiedato è quella di riuscire a fare danni rimanendo a distanza di sicurezza dal nemico. Le armi in asta sono state le più diffuse durante tutte le guerre dall’evo antico al XVII secolo e, proprio per questa ragione, il MdA non fa eccezione.

L’uso di MdA Inastati si fece sempre più frequente nel corso del XV secolo, tanto che loro rappresentazioni fanno spesso capolino nell’iconografia dell’epoca. Qui sotto ho riportato una bella immagine (“Three Knights Brought Water from the Cistern to King David“) presa dallo “Speculum Humanae Salvationis“, stampato nel 1474-75. Il cavaliere in ginocchio, oltre a fare sfoggio di una bella full armour e di un falcione, si puntella con un MdA Inastato (Bec de Corbin) dalla foggia semplice e quasi privo di brocco in cima alla testa.

In mano alla fanteria, il MdA Inastato divenne sempre più simile ad una poleaxe. La versatilità delle parti della testa, specie se montata su un’asta di 180cm o più,  permettevano una grande varietà di impieghi:

– sfondamento tramite la bocca;

– perforazione tramite la penna;

– perforazione/lacerazione attraverso il brocco.

Oltre a questi impieghi, un MdA poteva servire per tirare giù un cavaliere dalla sua cavalcatura o agganciare uno scudo, in modo da strapparlo al nemico.

Sembra che il MdA (in questo caso parliamo della variante Immanicata) divenne l’arma secondaria preferita dagli arcieri. Già ad Agincourt gli arcieri inglesi utilizzarono sulla disgraziata cavalleria francese i martelli che avevano portato per piantare i paletti in terra e non è difficile immaginare che si affidarono alla tecnica messa in opera dai romani contro i crupellari qualche decina di secoli prima.

L’idea di martellare un uomo in full armour fino a farlo diventare una scatoletta di carne e metallo ebbe successo, tanto che in una famosa Ordinanza del Duca di Borgogna Carlo il Temerario (Ordinanza di Bohain in Vermandois del 13 Novembre 1472) troviamo questa previsione:

The archer should wear a brigandine over a padded jacket, some armoured reinforcement on his forearms, a gorget, a sallet, and must carry a long sharp dagger, a lead hammer and a bow and quiver hanging behind.

Di certo quel “lead hammer” aveva la solita funzione principale di piantare paletti, ma quando c’era da fare del lavoro sporco poteva essere utile come e più della “long sharp dagger“.

Ancora nella seconda metà del XVI secolo (1562), il martello figurava nell’armamento standard degli arcieri dei Tudor.

Non pensiate che il MdA Immanicato fosse un’arma ingombrante o pesante. La lunghezza media di quelli in dotazione alle cavallerie di mezza Europa si aggirava attorno ai 50-70 cm, per un peso spesso inferiore al chilogrammo (costituito perlopiù dalla testa e dal collare). Il Picco d’Arme poteva pesare qualcosa in più, anche perché ho notato molti manici fasciati o realizzati in ferro invece che in legno. A questo punto, non deve meravigliare che un MdA Inastato di lunghezza media (150 cm ) raggiungesse a malapena i 2 kg di peso. Ad es., l’esemplare conservato presso il Metropolitan Museum of Art di New York (reperto 14.25.465), ovvero il Bec de Corbin (1580 ca) che in una delle immagini qui sotto ho accoppiato con il Martello di Lucerna,  misura 145 cm per 2 kg.

Oltre alla lunghezza dell’asta su cui viene montata la testa, l’elemento più importante per distinguere i vari tipi di MdA è proprio il rapporto fra le parti della testa (penna-brocco-bocca). Ad esempio, il Martello di Lucerna (Lucerne Hammer) aveva un brocco lungo e affusolato, simile a uno stiletto, che lo faceva somigliare più a uno spiedo che a un martello. Al contrario, il Mazzapicchio (Bec de Corbin, ma per una volta il nome italiano è molto più esplicativo) era un MdA (o PdA? La differenza, come ho detto, può essere sottile)  puntava tutto sulla capacità di perforazione della penna.

Sopra: Bec de Corbin/Mazzapicchio; sotto: Martello di Lucerna

Un bel MdA doveva essere un must fra gli uomini d’arme, anche nei tornei. C’è un repertorio di immagini iconografiche piuttosto ricco e, non a caso, alcuni manuali di combattimento del XV-XII secolo prevedono delle apposite sezioni dedicate al duello con poleaxe e/o MdA Inastato, a partire, come già specificato, dal Flos Duellatorum di Fiore de Liberi (nel quale trovano posto diverse tavole sull’argomento).

Quella riportata qui sotto è una delle più esemplificative che ho trovato, e ci permette di notare una forte somiglianza (in questo caso sono identiche) fra le poste descritte per il combattimento con la spada e quello con il MdA Inastato.

“Io era dente di cinghiale con l’azza, per questo io ti ho ferito nella faccia”

All’inizio, diciamo fino all’inizio del XVI secolo, il martello da guerra era poco più di un martello con una piccozza (la “penna”, vedi nomenclatura di cui sopra) sul lato opposto della testa, mentre all’inizio del XVII secolo (specie in Europa orientale) troviamo dei martelli con delle penne esagerate, la cui capacità di perforare le corazze, piuttosto che deformarle, è divenuta preminente.

Come spiega anche Oakeshott, per i MdA Immanicati non è sbagliato operare una distinzione fra Martelli d’Arme e Picchi d’arme, anche se il sacro fuoco della sistematizzazione potrebbe condurci ad infilare nell’una o nell’altra categoria delle armi praticamente identiche.

Il Picco d’Arme (chiamato anche Martello d’Arme a Becco di Corvo), utilizzato quasi esclusivamente dalla cavalleria, ebbe grande diffusione fra gli Ussari Alati, presso i quali era chiamato “nadziak”.

Il Picco d’Arme raggiunse la sua massima diffusione nell’Europa dell’est del XVII secolo. Questo esemplare ha il manico completamente avvolto da spirali di ferro.

Sull’arma in questione, devo fare l’ennesimo plauso agli studiosi italiani che operano su wikipedia.

Una testimonanza dell’abate Jędrzej Kitowicz, vissuto al tempo di Augusto III di Polonia:
[Il nadziak] è uno strumento terribile nelle mani dei polacchi, specie se di umore combattivo o alterato. Con la szabla si può mozzare la mano a qualcuno, lacerargli il volto ferendolo alla testa e la vista del sangue che sgorga dal nemico può così calmare il rancore. Ma con la mazza potrebbe causare un infortunio mortale senza vedere il sangue e, non vedendolo, calmarsi, finendo invece per colpire diverse volte senza tagliare la pelle ma rompendo ossa e vertebre. I nobili muniti di mazza hanno sovente battuto i loro servi a morte. A causa del pericolo che rappresentava, fu proibito loro di venirne muniti durante le grandi assemblee o le sessioni del parlamento. […] E in verità, era uno strumento da brigante, perché se si colpisce qualcuno con il becco puntuto del nadziak dietro l’orecchio, lo si uccide all’istante, la tempia trapassata dal ferro mortale.

Pur riferendosi al nadziak, il passo qui sopra è molto interessante per capire le differenze, anche a livello psicologico, fra l’uso di un’arma da taglio e una da botta. Anche l’immagine del colpo dietro l’orecchio ha un suo fascino, poichè l’abate doveva aver ricevuto diverse testimonianze per citarlo nel brano.

Picco d’Arme senza eccessiva differenza fra penna e bocca. Da www.wulflund.com.

Quanto all’uso del Picco d’Arme, ho trovato l’interessante testimonianza di un rievocatore:

The spike side was the truly nasty end of the weapon, though, as it was fully capable of piercing even the strongest of plate armor, burying it’s point deep inside of the target’s body. This penetration was the weapons best quality and its worst, as often times the spike would get stuck in the victim’s body, rendering the weapon useless. The spike also did not normally kill a man outright; although massive bleeding and internal punctures were bound to happen, there simply was not enough trauma from the spike to kill a man unless a critical organ (brain, heart) was struck.

In effetti il Picco d’Arme, molto più dei MdA con bocca e brocco ipersviluppati, tendeva ad incastrarsi dell’armatura/giacca imbottita sottostante/carne et ossa. Questo dato, unitamente al fatto che veniva utilizzato dalla cavalleria, mi porta a pensare che dovesse trattarsi di un arma che richiedeva un lungo e specifico addestramento.

Come la maggior parte della armi bianche, anche il MdA fu lentamente affiancato e poi soppiantato dalle armi da fuoco. Oltre a essere più efficienti, queste ultime avevano in pratica eliminato la necessità di indossare un’armatura completa, ossia il tipo di protezione che aveva permesso lo sviluppo del MdA.

145 pensieri riguardo “Armi immanicate/inastate da Botta (III): il Martello d’Arme

  1. Ottimo articolo.
    (doppiamente utile: questa stupida femmina non aveva considerato che l’arma potesse incastrarsi nel corpo del nemico. Sarò molto prudente, d’ora in poi).

    Nota di colore: immaginate un effeminato elfo arciere fantasy conciato come un vero arciere… giacca imbottita, brigantina, cannoni per gli avambracci, gorgiera, celata, daga, martello oltre al bagaglio… davvero poco fashion!

    Ma no, perché? Io trovo che gli uomini in armatura siano molto sexy ^_^

  2. Articolo fiQissimo, bravo Zwei ^-^

    Non sono un grandissimo appassionato d’armi (in generale), ma trovo sempre squisita la parte dei tuoi articoli (che non dimentichi mai) su: “perché mai si è cominciato a usare X come arma? Quale problema militare andava a risolvere? Come quest’arma ha cambiato il modo di fare la guerra? etc.”.

    Insomma complimenti.

  3. Sono ammirata Zwei. Davvero, è affascinante scoprire la storia delle armi (per colpa della tua influenza a Venezia sono rimasta per dei minuti a fissare tutte le armi custodite nel Palazzo Ducale, Zweihander comprese :love:)

  4. Non ho esperienza con i martelli da guerra, anche se mi sto riproponendo di
    ordinare questa bellezza. http://www.thetimeseller.com/product/4654/0/0/1/1/Hacha-martillo-de-caballeria-II-1450.htm

    Oltre a questi impieghi, un MdA poteva servire per tirare giù un cavaliere dalla sua cavalcatura o agganciare uno scudo, in modo da strapparlo al nemico.

    Non sai quanto hai ragione. Da poco ho avuto modo di testare l’efficacia della “penna” sullo scudo di un collega rievocatore. In verità non pensavo che l’effetto ottenuto potesse essere così devastante, perché avevo passato buona parte del mio tempo in officina a rendere “inoffensivo” l’oggetto con una bella passata di smeriglio.
    Invece, inaspettatamente l’arma ha addirittura bucato lo scudo (e per tirarla fuori ho quasi buttato giù chi lo impugnava).
    Da qui la mia scelta di mettere da parte l’aggeggio… :[

  5. Spettacolo totale. Probabilmente i martelli ‘normali’ venivano anche usati post combattimento, quando si andava a depredare le salme sul campo di battaglia. A quel punto l’analogia armatura-scatoletta diventa crudele.

  6. L’immagine del guerriero nordico con in mano un martello da venticinque chili è una delle più ricorrenti in libri, giochi ed illustrazioni fantasy

    Ma perché, vogliamo invece parlare di quei fantasy zeppi di nani alti meno di un metro con martelli di queste dimensioni e peso? Riesco proprio ad immaginarmelo un “coso”, che sarà sì massiccio ma è pur sempre minuscolo, che bilancia un’arma del genere.
    A parte questo, bell’articolo Zwei… come sempre tratti questi argomenti con una competenza che, sarò sincera, t’invidio molto :aie: e poi è sempre bello vedere approfondita una delle armi più stuprate nella storia dei fantasy 🙂 (a parte le spade a forma di drago, ovviamente)

  7. Interessantissimo come al solito. Sono senza dubbio gli articoli che leggo più volentieri (con buona pace al fantatrash) ^^

    Molto bello, 25 kg di piombo che un uomo di 150kg riuscirebbe a malapena a maneggiare.

    I famosi ‘martelli di sigmar’ che gli amanti di gdr e grv osannano. Mi ricordo di una triste discussione ad un live in cui venivano citati per semplicità d’utilizzo e rapidità nei movimenti. Rapidità nei movimenti. Già… :bloody:

  8. Grande!
    Questo articolo era proprio quello che mi serviva!

    Grazie Zwei, anche se lo hai fatto per caso lo prendo come un favore personale!
    TVTB

    Una domanda: i martelli da guerra si potevano impreziosire con gemme incastonate, o abbellimenti (cesellature?) in oro, o altro?
    (Preferibilmente senza perdere efficienza)

    Nel senso, ho visto abbellire spade, si faceva anche con i martelli?

  9. Insomma secondo me, nell’esempio di Tacito, non ci sono andati di punta.

    Non penso.
    L’ascia se usata contro l’armatura è capace di causare grossi danni, anche più di una spada. Somma la maggiore massa in una superficie ridotta. Lo stato in cui versa l’elmo di un mio compagno di rievocazione dopo un incontro con la dolabra lo dimostra. E TUTTAVIA…
    La dolabra usata dalla parte del “becco” è stata capace di sfondare con una facilità estrema uno scudo avversario di 3 strati di lamellare incollato, con rivestimento in tessuto da ambo i lati (e l’ha passato di netto).
    Tutto questo nonostante l’arma fosse stata resa meno capace smussando un cm e passa di punta.
    Il punto è: su un armatura (elmo, corazza) si sarebbe incastrata?
    Se la penna è abbastanza corta non credo ci siano problemi.
    http://www.armorymarek.com/public/default/userfiles/image/halberds-war-hammers-spears/xxx.jpg
    Ma più la penna è lunga e arcuata, l’estrazione si fa più rognosetta. Quello scarto di 3-4 secondi che in mezzo ad un mattatoio fa la differenza tra la vita e la morte.

    Alberello, ma che sei Cagliaritano?

  10. Dimenticavo. Il passo di tacito non lascia spazio a dubbio alcuno. Cita anche pertiche e forche, ideali a penetrare armature segmentate quali si ipotizza fossero quelle dei crupellarii.

    (si vedano gli studi di ArsDimicandi in merito).

  11. @drJack

    Una domanda: i martelli da guerra si potevano impreziosire con gemme incastonate, o abbellimenti (cesellature?) in oro, o altro?
    (Preferibilmente senza perdere efficienza)

    Nel senso, ho visto abbellire spade, si faceva anche con i martelli?

    Le uniche spade che ho visto effettivamente decorate con pietre preziose erano spade che in realtà non venivano impiegate sul campo (non a cose normali, per lo meno). Stavano alle spade come la corona all’elmo, per intendersi. Ad ogni modo una spada ha tutta un’aura simbolica importantissima. E’ un’insegna di potere e prestigio oltre che un’arma.
    Non mi risulta che il martello sia stato elevato a simbolo, mi pare di capire che fosse un’arma apprezzata per la sua efficacia ma senza questa “dignità simbolica”. Pertanto non vedo probabile impreziosire un martello. Non più di quanto vedo probabile impreziosire una misericordia o un mazzafrusto.

    Opinione mia, beninteso, siamo su un terreno che esula dalla mia specialità 🙂

    Ecco un’arma che non dovrebbe mai finire in mano della tengy “v.v

    Io gravito tra undicesimo e tredicesimo secolo, quindi non maneggio niente del genre =( Mi limito ad ammirarli romanticamente quando vado alla fiera di Pontoise <3

  12. @Lessà: Alberello è lombardo, ma vive con me che abito in zona Cagliari. É il mio compagno, e ogni tanto ci facciamo un giro per musei. 🙂

    @Zwei: l’immagine di te chino su libroni e documenti mi affascina. :8
    Sempre impegnato a studiare per noi plebei illetterati! 🙂

  13. Jack
    Il problema di un martello impestato di sbrillocchi è il doverlo continuamente controllare, ad ogni estrazione dalle carni nemiche, per assicurarsi che il rubino di quattro carati non sia rimasto dentro 🙂

    Terra Nova

  14. La mia risposta era riferita unicamente alla frase “contro i galli non son andati di punta”.

    http://www.roma-victrix.com/armamentarium/img/instrvmenta_dolabrae03.jpg

    La dolabra non è studiata per perforare armature come un mazzapicchio, ma in quell’occasione servì al suo scopo (bucare). Non dubito che altrimenti i legionari avessero continuato ad usare il simpatico gladio (anche lui di punta…non di taglio), evidentemente avevano maggiore necessità di potere di penetrazione. La scena, da come è descritta, mi fa pensare più ad una soluzione di ripiego…

  15. Nox ha ragione, in effetti avrei dovuto spiegare che la dolabra, più che un piccone, è un incrocio fra quest’ultimo e un’ascia.
    Il passo di Tacito può anche essere preso a paradigma della necessità di avere soldati e armamenti versatili, in modo da avere sempre un’opzione in più del proprio avversario.

    Ringrazio tutti quelli che hanno letto questo articolo, per ora ha delle statistiche analoghe a quelle di una rece.

  16. Ringrazio tutti quelli che hanno letto questo articolo, per ora ha delle statistiche analoghe a quelle di una rece.

    Ricorda, Zwei, che anche se questi articoli hanno meno commenti (e spesso meno visite) degli articoli fantatrash, sono questi quelli che rimangono di più ^-^

    Un paio di volte ho avuto delle perplessità e sono corso a rivedermi alcuni tuoi articoli sulle spade vecchi di due anni. Per dire.

  17. Voglio fare una precisazione.
    Per chi è legato all’immaginario fantasy, l’armatura pesante è automaticamente associata a una bella spada lunga. Di recente, con la diffusione delle informazioni via web, ci sono molti siti che sottolineano come la spada fosse inutile contro un’armatura completa (o un’armatura a tre quarti eccetera), e come l’associazione armaturazza/spada sia una cagata fantasy che non trova riscontro alcuno nella storia.

    Non è vero. La spada, con le sue evoluzioni, seguì di pari passo levoluzione dell’armatura, e la tecnica di spada fece altrettanto. Spade appuntite, con ricassi non affilati, e tecniche in cui venivano brandite come lance corte per sferrare mortali colpi alle giunture dell’armatura. Inoltre va considerato, come giustamente sottolineato da Zwei, che su un campo di battaglia le corazze pesanti erano un’elite limitata, e che spesso il loro dovere di macellai era esercitato su fanteria armata in maniera molto più leggera. Gli stessi ussari alati citati (vogliamo un articolo sulla battaglia di Kłuszyn!) portavano come arma principale una sciabola e una lancia, oltre a martelli, archi, asce eccetera. Sciabola la cui tecnica (tagli passanti, invece del taglio tranciante della spada dritta) era intesa per essere usata contro la fanteria.

    Insomma, la spada rimase un’arma amata anche quando si svilupparono le corazze più resistenti. In parte per la sua versatilità, perché poteva essere usata con efficacia contro ogni tipo di nemico – sebbene senza dubbio fosse, contro un cavaliere pesante, meno efficace di un martello di Lucerna o di una mazza flangiata. In parte perché, allora quanto oggi, era considerata arma figa e stilosa per eccellenza, e il rispetto delle tradizioni e la vanità hanno il loro peso anche quando la possibilità di essere fatti a pezzi dovrebbe indurre a privilegiare la praticità e l’efficacia.

  18. era considerata arma figa e stilosa per eccellenza

    Direi più che altro che aveva una carica simbolica 🙂 Comunque c’era stata una lunga discussione su spade e armature qui, qualche mese fa. Mi pare sulla segnalazione di Ironclad.

  19. Non trovo la discussione, se qualcuno me la indica o linka sarebbe cosa graditissima.
    In compenso, cercandola nella bacheca storica ho trovato un fantastico video di polacchi esaltati con lo spadone 🙂

  20. @Nurades

    Non trovo la discussione, se qualcuno me la indica o linka sarebbe cosa graditissima.

    Sure thing.
    Fruga un po’ trai commenti e dovresti trovare qualcosa di interessante.

    P.S. Bravo come sempre Zwei, bell’articolo.

  21. Piangiamo dunque assieme quei giorni di vero onore.

    Mi unisco al cordoglio, e aggiungo che questo articolo è fantastico. Anche se, lo ammetto, un martellone da 25 chili fa una scena mostruosa…
    Resisterò alla tentazione e non lo metterò in mano ad un uomo che debba apparire nella storia come intelligente. 🙂

  22. Mi stupisco della leggerezza del martello. Dopo aver impugnato spade del 1200 e aver constatato la loro pesantezza mi sarei aspettato un peso ben maggiore da parte dei martelli… Che strano.

    Domanda: ma i martelli vichinghi?
    Questa miniatura http://www.nationalgeographic.it/images/2010/08/11/150606475-28b2150f-9af4-440f-9bf3-e2f2221f1eba.jpg
    ritrae un guerriero con un martello da guerra corto e tozzo; siccome l’immagine è tratta da un sito che riporta notizie di archeologia, direi che è abbastanza veritiera! Perciò, è lecito pensare che i martelli da guerra nordici fossero diversi da quelli da te descritti. Oltretutto consideriamo l’immagine sacra del Mjöllnir, anch’esso tozzo e corto, avrà pur avuto qualche riscontro nella vita reale. Questo anche per dire che il peso ridotto di alcuni esemplari mi sembra, appunto, ben ridotto.
    Non fraintendetemi, non mi aspetto davvero un martellone da 800kg, ma almeno i martelli inastati me li aspettavo di 7-8 kg; considerando anche che a cavallo si fa meno fatica a trasportarli e un peso maggiore unito ad uno slancio maggiore contribuiscono a far carne da macello… ma queste sono opinioni…

  23. @Kenar
    Non so che spade del 1200 tu abbia impugnato, ma anche lì siamo nell’ordine dei 1000-1200gr (e parliamo di armi realizzate interamente in metallo).

    I martelli vichinghi attengono più al mito che alla vita militare reale, tanto che in qualsiasi pubblicazione vengono trattati in modo marginale o tralasciati. E comunque niente oscenità da 7-8kg, sarebbero stati inutilizzabili.

    Ma hai letto l’articolo? I martelli inastati erano armi da fanteria, portarli a cavallo non avrebbe avuto senso, e comunque il loro peso rimaneva sotto i 3kg anche su aste di quasi due metri.

  24. OH SI SCUSA! Volevo dire immanicati! Mi confusi, abbi pietà.
    Quindi martelli di manico corto, con la testa grossa, una parte piatta e larga e una un po’ più ristretta sono falsi? Per capirci, il film Thor espone il martellone che, nonostante non sia colossale ha in ogni caso una testa bella grossa, non mi aspettavo una cosa così esagerata, ma all’incirca grossa la metà, pure qualcosa in meno; non è realistica una versione simile alla mia descrizione?
    Ho trovato un’immagine che rispecchia la mia descrizione in ritardo: http://www.yourprops.com/original-4afa59173f4fa-Outlander+(2008).jpeg

  25. Non credo che il martello del film di Thor possa essere preso ad esempio… Lui è un dio e l’immaginario di Thor lo ritrae con un martello simile a quello, non certo ad uno da guerra con una penna per perforare.
    Comunque, i vichinghi, se li usavano, si servivano ben poco di martelli da guerra, di qualsiasi forma si intenda. Asce a due mani e spade lunghe, ecco un vero vichingo. E quando serve una bella lancia, uno scudo e un pugnale nascosto in quest’ultimo (avevano un vano apposito per il pugnale. Curioso eh?).

    L’ultima immagine che hai postato mi lascia assai perplesso… :(( A leggere il nome dell’indirizzo, in cui spunta un bel “outlander”, mi sa che quella è la riproduzione di uno dei due martelloni del guerriero del villaggio vicino (ora non ricordo il nome, ma chi ha visto il film difficilmente dimenticherà quel tipo. C’è una scena in cui usa entrambi i martelli per spappolare la testa di un uomo.)

    Considerando che nel film appare anche un’ascia bipenne, ho seri dubbi sul reale utilizzo di martelli da guerra da parte dei vichinghi…

  26. @Kenar
    Un martello del genere non lo accetterei neanche in Retard. Quello è un pezzo di stele runica attaccato con la carta igienica a un manico.

  27. Alcune ipotesi sull’etimologia di Mjolnir inoltre indicano che potesse significare semplicemente ‘maglio (da fucina)’, che cioè fosse più simile a un martello per la battitura dei metalli che non a uno da guerra (la figura di Thor e il suo armamentario, Jarngreipr compresi, è comunque di molti secoli precedente i martelli mostrati da Zwei); in tutte le raffigurazioni l’impugnatura di Mjolnir è davvero molto molto corta.
    ^^ io personalmente poi ‘ho sempre considerato un po’ simile a Efesto, visto che i fulmini di Zeus erano prodotti nella sua forgia, e che Thor stesso e il suo martello sono associati al fulmine.

    Terra Nova

  28. Ehm… mi sembrava di parlare italiano giacomo ed ho espresso il mio parere riguardo il martello di Thor.
    @Zwei, bhè, quello era solo un esempio, non devi prendere le cose troppo alla lettera, non penso che se ti avessi fatto uno schizzo su un foglio di carta mi avresti detto “i martelli di carta sono inutili”; io intendevo dire il “design”, il genere, l’aspetto. Tant’è vero che tu stesso hai detto che l’arma nasce da uno strumento da lavoro, (e per lavori diversi ci vanno anche utensili diversi), sicuramente per penetrare le difese di un’armatura ci vuole una testa piccola, ma per martellare un chiodo ci vuole una “faccia” larga, quindi è lecito pensare che un martello dell’inizio dell’età del ferro, usato per scopi offensivi, possa aver avuto un aspetto simile (SIMILE) a quello della foto linkata da me medesimo ivi la quale… :o:

  29. @Giacomo

    Asce a due mani e spade lunghe, ecco un vero vichingo.

    Non vorrei dire castronerie, ma asce “a due mani” non leho mai trovate citate nelle saghe che ho letto (asce e accetti sì, ma non a due mani) e le spade vichinge che ho visto erano spade a una mano o scramasax, non particolarmente “lunghe” rispetto a spade come la bastarda o la due mani.

    @Kenar
    Da dove è tratta la miniatura che hai postato? Perché non si vede chi o cosa il tipo martella né la data dell’opera stessa. Un martello così grosso potrebbe anche dipendere da una certa iperbole poetica.
    Parlando di armi umane, non vedo proprio l’interesse di usare martelli grossi come quelli di cui parli. Martelli di quella taglia stanno al martello da guerra come biate del genere stanno alle asce, per intendersi.
    Per quanto riguarda Thor, bhe, è un dio. Quello che maneggia è anche simbolico, un mito non è una storia realistica da prendere come viene, ma un racconto metaforico di fenomeni molto più complessi. Pertanto, come accennava Terra Nova, se maneggia un martellone da fabbro ciò NON vuol dire assolutamente che normanno avrebbe usato un maglio in battaglia.

  30. Il discorso che volevo fare era diverso, ma come al solito sembra che voi non vogliate capire. Fate come non avessi detto nulla. SE, SE avete voglia di rileggere con calma e attenzione ciò che ho scritto capendo ciò che intendo e non ciò che volete intendere ok, sennò è anche inutile stare qui a parlare. Nel mio discorso ci sono tutti i presupposti per un’analisi evolutiva dell’arma, ma tra uno che dice che io ho scritto che il martello del film Thor è e deve essere quello vichingo e l’altro che prende un esempio (dichiarato tale) come assoluta riproduzione fedele all’originale senz’altra ombra di dubbio ed indiscutibilmente, io non so come esporvi civilmente le mie idee.

  31. @ Tenger

    Le uniche spade che ho visto effettivamente decorate con pietre preziose erano spade che in realtà non venivano impiegate sul campo (non a cose normali, per lo meno).

    Io tristemente ne so molto poco e le uniche spade che conosco sono quelle che appaiono nei libri fantasy.

    Ad esempio nelle cronache di Martin i Lannister si fanno fare delle spade da usare in battaglia, ma con l’elsa dorata e e intarsiata a immagine di leone.

    Capisco che la spada in effetti è stata usata anche come simbolo e come arma da cerimonia.
    Volevo solo sapere se per caso fosse accaduto qualcosa di simile anche per i martelli.
    E se non è capitato volevo capire se è possibile, senza rendere troppo inefficiente l’arma.

    Ad esempio.

    @ Terra nova

    Il problema di un martello impestato di sbrillocchi è il doverlo continuamente controllare, ad ogni estrazione dalle carni nemiche, per assicurarsi che il rubino di quattro carati non sia rimasto dentro

    Domanda è da noob: ma non basterebbe incastonarlo meglio?

  32. Il discorso che volevo fare era diverso, ma come al solito sembra che voi non vogliate capire.

    Il mondo non ti capisce?

    Hai mai pensato di lasciarlo?

    Dopo questa botta di cinismo, torno a collezionare falli di cemento.

  33. @alberello: la qualità delle vostre argomentazioni si evince dai vostri commenti insulsi e, per usare una vostra terminologia, off topic. Il mondo mi capisce benissimo, sembra che questo blog sia composto da una concentrazione di gente refrattaria al mio modo di parlare e vedere le cose… con l’aggravante di non avere un minimo di diplomazia. 🙂

  34. @Jack

    E se non è capitato volevo capire se è possibile, senza rendere troppo inefficiente l’arma.

    Tecnicamente a dorarlo non perdi niente 🙂 Storicamente non mi risulta che sia mai accaduto, dato che il martello non ha mai avuto il valore simbolico della spada (anzi). Ma se vuoi scrivere un fantasy in cui un popolo ha eletto a simbolo di potere e prestigio il martello e il loro capo ne hauno impreziosito (faccio un esempio), non ci vedo niente di male.
    Piuttosto, i brillocchi li puoi incastonare quanto vuoi, ma su un oggetto usato per martellare ripetutamente qualcosa di molto duro (tipo un gagliardo in armatura), metti inconto di perderli 🙂 A meno che la tua non sia un’arma rituale, e allora non c’è questo rischio.
    @Kenar
    Perché invece non leggi le risposte che ti sono state date?
    Dal tuo primo post:

    siccome l’immagine è tratta da un sito che riporta notizie di archeologia, direi che è abbastanza veritiera!

    Io ti ho detto che ciò è opinabile, Giacomo ti ha detto che il martello non faceva parte delle armi usate dai vichinghi. Un martello da fabbro o da falegname può essere usato come arma in mancanza d’altro, ma anche un sasso può essere usato in mancanza d’altro. Ergo cs’è che non ti è chiaro?

    Oltretutto consideriamo l’immagine sacra del Mjöllnir, anch’esso tozzo e corto, avrà pur avuto qualche riscontro nella vita reale.

    E io e Terra abbiamo detto che non assolutamente detto. Il fatto che Thor usasse, nel mito, un martello da fabbro, non significa ASSOLUTAMENTE che questo fosse usato dai suoi fedeli in carne ed ossa.

    Secondo te è ragionevole pensare che ci fossero del cavalieri con martelli da otto chili? Opinione tua, non supportata da nessuna evidenza storica né logica. Ma ovviamente sei libero di pensarla come ti pare 8)

  35. più che un martello con dorature e pietre preziose penserei a qualcosa di più elaborato del semplice oggetto fatto in meno tempo possibile, in modo da essere funzionale e anche pregevole da un punto di vista estetico. Ricordo di aver visto un martello veramente “bello” (concetto molto soggettivo) ricostruito sulla base di un reperto. Mi son messo a cercarlo, ma purtroppo non l’ho trovato.

  36. @ Jack
    Se è solo il manico a essere decorato, si potrebbe ancora fare, anche se non so quanto sia comodo stringere un cilindro bitorzoluto ricoperto di gemme; se le pietre arrivano anche sulla testa del martello, il problema è molto più complesso:
    prendiamo i diamanti… belli, sbrilluccicosi, e bruciano come zolfanelli la sera di Capodanno ^^’ quindi non possono essere incastonati in metalli ammorbiditi, a causa della temperatura ancora troppo elevata. Soluzione: usiamo metalli lavorabili a basse temperature, come l’oro… il problema è che l’oro è così malleabile che dopo alcune botte l’incastonatura credo verrebbe deformata al punto da lasciar scivolare via la gemma. D’altro canto, nessuno vorrebbe che una gemma sia incastonata così a fondo da essere difficilmente visibile, si annullerebbe il fattore smargiasso dell’arma 🙂
    Per altre pietre preziose, come rubino e smeraldo, che sono composti ossidati e non bruciano, la cosa dovrebbe essere teoricamente più semplice, ma non conosco bene le tecniche di lavorazione e deposizione di foglia d’oro su altri metalli (parto dal presupposto che il martello debba essere usato davvero, quindi almeno l’anima deve essere in ferro o acciaio) o i metodi usati per incastonare gemme. Gira e rigira, la gemma alla fine sarà sempre sporgente e più soggetta a fratture o fuoriuscite dalla propria sede.
    Una spada con la sola elsa incastonata avrebbe già più senso, anche se qui si torna ad una presa non ottimale.
    😐 Tutto questo parlare di unicorni e Lannister e lame braavosiane (lol) mi sta facendo quasi venir voglia di leggere ASOIAF… ma non in italiano 😀

    Terra Nova

  37. Ne consegue che in “vichinghia” fossero tutti così stramaledettamente ricchi da potersi permettere (fin dall’800 D.C.) spade dal valore enorme? In puro stile conan il barbaro (ricordiamo l’inizio del film in cui dei pastori sulle montagne fossero capaci di fabbricare spade d’ACCIAIO)?
    Io ho semplicemente detto, riportando argomentazioni tratte dallo stesso articolo:
    1. il MdA nasce come arma impropria, di fatti venne usato la prima volta da chi piantava i picchetti per le tende.
    2. l’evoluzione dell’arma (e delle armature) ha richiesto una modifica della forma, in modo tale da risultare più penetrante.
    3. ho più volte visto delle miniature e delle raffigurazioni di vichinghi e dello stesso Thor impugnare corti e tozzi martelli molto simili a quelli usati dai fabbri, come ha anche detto terranova se non sbaglio qualche commento sopra.
    Ne consegue che è stato probabile, ipotizzando all’inizio dell’età del ferro, che i primi esemplari di martello fossero identici a quelli da fabbro, anche perchè, ribadisco, è noto a tutti il costo di una spada… perciò per me è molto più verosimile pensare che il povero fabbro del villaggio chiamato alla guerra avesse impugnato il proprio strumento da lavoro considerandolo più efficace di un bastone con dentro piantati due chiodi (ammesso e non concesso che si utilizzassero armi simili), piuttosto che pensare che si sia fabbricato un martello d’arme “tecnologicamente avanzato” come quelli raffigurati nell’articolo (venuti secoli dopo! oltretutto!).
    Spero di essermi spiegato questa volta… :-[)

  38. Se è solo il manico a essere decorato, si potrebbe ancora fare, anche se non so quanto sia comodo stringere un cilindro bitorzoluto ricoperto di gemme

    Io eviterei di mettere sul manico roba che diventa scivolosa se impiastricciata di sangue 8)

  39. @ Kenar
    ^^’ il fatto è che tu sei partito, nel tuo primo messaggio, dicendo “è lecito pensare che i martelli da guerra nordici fossero diversi da quelli da te descritti”
    e fin qui tutto bene, ma nel resto del messaggio ti sei rifatto alla iconografia vichinga del 800-1000, cioè cinque secoli prima dei martelli mostrati da Zwei… è impossibile e fuorviante un confronto tout court fra armi così distanti, temporalmente e geograficamente. Come dire ‘eh, belli i fioretti, ma i Romani usavano i gladi, che hanno ben altre forme’ ^^’

    I martelli da fucina o quelli da fabbro o falegname, non dubito che qualche danese li abbia usati come arma improvvisatia mentre saccheggiava l’Inghilterra orientale, ma nel momento in cui io (io Terra Nova, ragazza gracilina e sprovveduta) produco un martello specificatamente per scopi offensivi, avrò cura almeno di allungare il manico di 40 cm: un martello con impugnatura corta come quelli da fabbro è pericoloso, perchè mi obbliga ad avvicinarmi troppo al nemico, e inefficiente, perchè la velocità della testa, a parità di forza impressa dal mio braccio, è troppo bassa e si trasforma in un basso potere penetrativo e/o concussivo (il secondo, visto che con un vero martello da fabbro la testa è troppo grande per sperare in una qualsiasi lacerazione delle protezioni o tessuti)

    Terra Nova

  40. Sì, per asce a due mani intendevo quelle danesi. E le spade lunghe è vero che non erano lunghe, ma, non so perché, si chiamano Long Sword (io ho tradotto in italiano con spada lunga, che credo sia il termine corretto). Che non fossero lunghe come spade bastarde o Zweihander lo so. (C’è anche una leggenda vichinga che affermava che la spada non doveva essere più lunga di un metro – o meglio, di un’unità di misura di cui non ricordo il nome ma che si avvicinava al metro – e che sarebbe bastato il coraggio a renderla abbastanza lunga.)

    Ma qui sto andando in Ot…

  41. @Kenar
    Non mi risulta che i vichinghi abbiano mai fatto leve generali, chi non aveva un equipaggiamento/non aveva un capo che glielo fornisse in guerra non ci andava. Ricordo che i numeri delle battaglie alto medievali sono molto esigui rispetto a quelli che si potrebbe immaginare.
    1) La spada è sì un’arma preziosa, e infatti Giacomo ti ha fatto notare che venivano usate anche asce, coltellacci e lance.
    2) Un maglio NON è un’arma e NON lo sarà MAI: è troppo poco pratico. Qualcosa di più piccolo è molto meglio, se non hai altro. E se hai trovato pesanti le spade del 1200, a maggior ragione dovresti renderti conto di questo fatto.
    3) Il martello di Thor è probabilmente un maglio, ma per il resto riporto al punto 2.
    4) Quattro.
    5)Dire che il martello era per i vichinghi un’arma è un po’ come dire che l’arco dei bushi è un’arma da botta. Capita, negli innumerevoli e cruenti pestaggi delle cronache nipponiche, che, finite le frecce e presi di corto, dei guerrieri si siano dati l’arco nei denti. Ma si tratta di aneddoti curiosi, non di regola. Stessa cosa vale per i vichinghi in battaglia coi martelli (offro il beneficio del dubbio a questa evenienza, ma non l’ho mai letto né sentito dire).

    Se ti piace bene, se non ti piace pazienza.

  42. Kenar
    No, ed è questo il punto! I popoli Vichinghi non mettevano a ferro e fuoco il vicinato per sport, ma perchè la loro terre erano povere di materie prime: la Danimarca è una specie di enorme morena glaciale, un ammasso di detriti lasciato dall’ultima glaciazione, non è molto fertile, non ha materie prime derivanti da processi vulcanici (ferro e metalli di qualità), quindi gli indigeni sono sempre andati a fregarseli altrove: le coste inglesi presentavano ricche miniere di stagno e rame, ben sviluppate e sfruttate già nel 350 a.C. circa (come testimoniato da Pitea).
    Inoltre, una volta messe le mani su del buon ferro e prodotta una spada, essa veniva conservata all’interno famiglia per generazioni (da cui il nome ‘antico lascito’ con cui spesso è chiamata negli scritti epici), se infranta o usurata oltre ogni possibilità di recupero rifusa per riavere ferro relativamente puro, ecc…

    Terra Nova

  43. Sì, per asce a due mani intendevo quelle danesi. E le spade lunghe è vero che non erano lunghe, ma, non so perché, si chiamano Long Sword (io ho tradotto in italiano con spada lunga, che credo sia il termine corretto).

    Capisco, grazie per la precisazione 🙂

  44. Riguardo al martello di Thor, Mjollnir, si tenga presente che all’inizio era un’ascia, ma venne trasformata in martello in seguito, probabilmente per l’importanza che avevano i fabbri (venivano considerati, spesso, dotati di qualche potere soprannaturale per la loro capacità di legare assieme i metalli).
    Il martello di Thor, pur essendo stato usato in battaglia contro i giganti del gelo, è un martello da lavoro, tant’è che si credeva che le stelle del cielo fossero le scintille della forgia (ora però mi sorge un dubbio, non ricordo se la cosa si riferisse a mjollnir o allo scontro fra mondo del gelo e mondo del fuoco all’inizio dei tempi… uhm…)

    In ogni caso, visto che secondo la leggenda i nani avevano costruito “un ottimo martello ma dal manico corto”, dubito che i vichinghi, per quanto fedeli a Thor, usassero in battaglia delle armi con il manico troppo corto e scomodo da usare. Senza contare che un’ascia danese e una spada lunga, avendo capacità di taglio, si dimostrano molto più utili, considerando che compivano per lo più raid contro villaggi privi di chissà quali eserciti corazzati.

    Il martello, come detto da Zwei, è più utile a ridurre a scatoletta avversari pesantemente protetti. Spaccare ossa funziona se non riesci a trapassare l’acciaio sotto cui si nascondono. Ma i vichinghi che bisogno avrebbero avuto di martelli?

    Per quanto faccia scena l’idea del vichingo col martello di Thor, è assai difficile che sia mai stata reale.

  45. Nuo nuo, le stelle sono scintille della fucina di Aulë, il Fabbro dei Vala che creò il metallo magico TILKAL legando assieme altri sette metalli… oh, scusate, mitologia sbagliata 🙂

    Terra Nova

  46. Nuo nuo, le stelle sono scintille della fucina di Aulë, il Fabbro dei Vala che creò il metallo magico TILKAL legando assieme altri sette metalli… oh, scusate, mitologia sbagliata

    XD 🙂

  47. @ Lessà, Tenger, Terra Nova
    Poniamo caso di non aver problemi di bruciature o fratture della gemma.
    Rimane solo la questione della incastonatura.

    Qualcuno sa dirmi quanto è problematica l’incastonatura e quante volte può sorgere il problema di “fuoriuscita della gemma dalla propria sede”?

    Mettiamo caso che questo “materiale prezioso” sia più duro e resistente del metallo (ma non sia abbastanza per diventare lui stesso “testa dell’arma”). Può essere usato in qualche modo anche per migliorare il martello? C’è una zona dove è meglio inseirlo? Testa, brocco, dente, bocca, penna o collare?

  48. @Jack
    Se hai qualcosa di più resistente del metallo, perché non farci il martello direttamente? Senza sapere questo è difficile da dirsi (a seconda, se è un materiale troppo pesante o troppo raro o che altro, le cose cambiano). Senza sapere di che materiale si tratta, non mi pronuncio.
    Dico solo (anzi, ribadisco) che le impugnature dovrebbero essere di materiali “assorbenti” (osso, legno, cuoio, ecc.) per evitare che diventino scivolose col sangue e col sudore.

  49. @Jack

    Allora, l’incastonatura è in generale simile a quella che vedi in questo orrore a pedali:

    quando le piccole griffes ai lati sono aperte, la pietra può essere calata in sede, poi le griffes sono ripiegate e la tengono salda; anche considerando gemme dure e infrangibili, sono le griffe che si deformeranno o saranno scheggiate a seguito delle mazzate, già un paio in meno permetterebbero alla gemma di ‘sfilarsi’ dalla sede, se non cadere direttamente.
    Si potrebbe considerare un sistema di griffes più simile a una gabbietta, come una retina che si estenda su tutta la superficie della pietra senza ricoprirla eccessivamente, ma anche in questo caso non reggerebbe agli urti. Se la vuoi sulla testa del martello, potresti metterla sotto il brocco, fra la bocca e la penna, relativamente al riparo dagli urti (ma sempre a rischio perdita se la testa penetra nella carne).

    Come extrema ratio, potresti pensare a qualche gemma durissima resistentissima e rarissima, di dimensioni tali da essere stata sagomata direttamentecome la testa del martello e provvista di un manico (che nella parte superiore potrebbe anche avere delle decorazioni, ma non sullìimpugnatura; in questo caso il martello stesso è la gemma, e ti liberi di tute queste menate su come meglio incastonarla e/o agganciarla ^^’

    Terra Nova

  50. @Nox A.M. Ruit

    peraltro che neppure i vichinghi considerassero il martello di Thor una vera arma (da lancio per di più!), credo si osservi nella mancanza dello stesso nella loro panoplia, fatta di spada, ascia e lancia. Lo usavano come ciondolino.

    Esattamente.

  51. Ringrazio tutti quelli che hanno letto questo articolo, per ora ha delle statistiche analoghe a quelle di una rece.

    Per quanto riguarda i commenti, stai sicuro che frotte di novelli scrittori fantasy fanno i lurker e in silenzio si appuntano tutto, alla faccia della fatica per il lavoro fatto.
    Per quanto riguarda le visite, ho notato che la maggior parte degli utenti “casuali” arriva ai post in cui figurano attraverso Google immagini. Per questo motivo è importante – WordPress lo permette – inserire delle descrizioni esaustive per ogni immagine postata, così chiunque abbia bisogno di informazioni, per esempio, sulle parti che costituiscono il Martello d’Arme – chessò, per poter nominare con cosa il loro personaggio guerriero stia distruggendo il cranio di chissà quale orco – troverà il post relativo attraverso l’immagine adatta. E troverà l’immagine adatta se la relativa descrizione è tale da poter ricadere in un certo range di query (qualcuno mi uccida se sto dicendo boiate assurde, giacché uso blogger e non ho applicazioni per le statistiche delle visite, al di fuori di quelle offerte da blogger stesso; ad ogni modo ricordo che la descrizione data alle immagini è cruciale per le ricerche di Google).
    “HH Hammer”, per esempio, per l’immagine sopracitata è una descrizione piuttosto infelice</em.

  52. Non mi interessa troppo ricevere visite tramite le immagini, anche perchè non sono quasi mai di mia proprietà e rinominarle per ottenere più contatti sarebbe n’infamata. La maggior parte dei miei utenti casuali arriva tramite ricerca web con parole chiave di militaria e/o fantasy, anche se c’è qualcuno che continua a raggiungermi con “nihal porn” e “grossi cazzi”.

    “HH Hammer” sta per Hermann Historica, una Casa d’Aste di Monaco che sfrutto spesso per immagini e dati.

  53. ottimo articolo, e poi è anche una delle mie armi preferite 🙂

    ps: ho cercato su google “nihal porn” e sei terzo dopo 2 risultati del Duca, ahah

  54. anche perchè non sono quasi mai di mia proprietà e rinominarle per ottenere più contatti sarebbe n’infamata. La maggior parte dei miei utenti casuali arriva tramite ricerca web con parole chiave di militaria e/o fantasy

    Sì, ci mancherebbe, infatti non mi riferivo a una strategia per ricevere più visite in generale, quanto a facilitare la ricerca per le persone direttamente interessate alla cosa.
    Anche se, va detto, credo che la descrizione da sola non faccia granché, tanto comunque è il soprattutto contenuto della pagina che indirizza le ricerche.
    Gli utenti del web sono davvero gente malata. Il post più visionato del mio blog è quello in cui dico due pareri sugli anime, perché c’è un’immagine hentai soft a quanto pare molto apprezzata.

    Tornando IT.
    Se il MdA nasce in funzione delle armature complete, mi chiedo: perché, da parte delle armature, non si è risposto con protezioni imbottite che assorbono i colpi senza lacerarsi, vedasi cuoio e simili che, a quanto mi risulta, costituivano una protezione migliore rispetto al ferrame vario.

  55. non si è risposto con protezioni imbottite che assorbono i colpi senza lacerarsi

    perchè era già la norma, e oltre quello non si andava (a meno di non assomigliare a degli omini michelin)

    vedasi cuoio e simili che, a quanto mi risulta, costituivano una protezione migliore rispetto al ferrame vario.

    direi proprio di no…!

  56. [img]http://philgamer.files.wordpress.com/2009/10/dwarf_hammer_color.jpg?w=421&h=336[/img]
    ogni giorno che vivo è un’agonia

    come direbbe il nostro caro zwei

  57. Tanto per fare un esperimento. Si potrebbe inventare una ragione per cui un martello così sia utilizzato in un esercito?
    In battaglia non servirebbe a una cippa, ma se, ipotizziamo, ho a mia disposizione dei soldati (non so di quale razza fantasy inventata o classica) capaci di brandirli con discreta agilità.

    Insomma, potrebbe esserci una ragione valida per dar loro ‘sti martelloni da 25 chili? Se sì, quale?

    Perché, lo ammetto, pur essendo inutili a me fanno una scena mostruosa…

  58. se sei alto tre metri e con un’apertura di braccio di un metro e mezzo, e maneggi con agilità e destrezza il martellone da 25 kili, lo puoi usare con qualunque tipo di avversario che ti lasci avvicinare a sufficienza…
    Se invece, come da immagine precedente, sei alto un metro e spiccioli, per quanto largo e robusto a sufficienza da maneggiare lo stesso martellone, puoi solo sperare di maciullare gli alluci degli avversari che ti lascino arrivare alle loro ginocchia…

  59. Perché, lo ammetto, pur essendo inutili a me fanno una scena mostruosa…

    Non sono competente in argomento, non scrivo, non sono una fanatica del fantasy (anche se non lo disdegno di tanto in tanto), sono, in pratica, probabilmente la persona meno adatta per fare un commento del genere.
    Ma visto che soffro di una malattia chiamata Prurito alle Dita Cronico che mi impedisce di evitare di commentare laddove posso solo procurarmi male risposte, commento comunque.
    Ecco, secondo me inserire un’arma in un’ambientazione/gioco/libro/trilogia/racconto/sogno infantile/chi più ne ha più ne metta solo perché è figa e “fa una scena mostruosa”, è quanto di più sbagliato si possa fare, nonché l’errore più evidente del 99% degli Scrittori Féntasy Più Criticati Del Web (a partire dalla Troisi con le sue spade dalle impugnature fighe ma masochiste). Molto meglio un’arma realistica, funzionale e che non faccia fermare il lettore più becero per dieci minuti di dubbi in cui si chiede “Ma che ca@….”.
    Ecco, l’ho detto 🙂

  60. Il martello da 25 chili (o anche l’ascia bipenne altrettanto pesante) deve avere però 2 teste, così da essere perfettamente bilanciato 🙂
    Me lo ha detto il cugino scemo del mio amico invisibile, ma tutte le opinioni vanno rispettate.

    sisi :[

    Scherzi a parte bell’articolo, anche se in generale un’arma del genere mi sembra troppo limitata in battaglia: è nettamente più difficile da usare di una lancia, richiede più addestramento e, d’altronde, chi può permettersi quest’ultimo spesso va a cavallo e quindi rinuncia al MdA.
    Ma ovviamente in un libro possiamo immaginare un’elite militare che fa a meno del cavallo e che quindi usa il MdA con una certa frequenza.

  61. @Yuetshi

    Ma è proprio per questo che volevo sapere in quali casi sarebbe effettivamente possibile mettere una cosa del genere. Se a me piace l’idea di un guerriero (perché no, anche alto tre metri e con un braccio di un metro e mezzo) armato di un’arma simile, perché non potrei metterlo in un’ambientazione in cui tale arma avrebbe senso?

    Se a me piace un martello di quel tipo e creo un background solido in cui inserirlo (magari, come si suggeriva prima, con un popolo adorante una divinità simile a Thor), perché non metterlo?

    A me il fantasy piace soprattutto perché fa scena, nel senso che esalta, che sorprende, che dà sense of wonder o, come piace a me, esaltazione.

    Ora, so che il martellone non è un’originalata, quindi di sense of wonder non ne ha molto, ma se lo metti aggiungendoci qualcosa di nuovo, che SORPRENDA, perché non metterlo?

    Hai ragione a dire che mettere oggetti/elementi/armi solo perché fanno scena è una cretinata, ma lo è se tali oggetti/elementi/armi non hanno una buona ragione di stare nella storia. Se ce l’hanno, però, non vedo perché non poterli mettere.

    Il fantasy permette una grande libertà d’inventiva, perché limitarsi se riesco a dare al tutto un senso?

  62. @Giacomo

    Penso che Yuetshi volesse solo deprecare la tendenza di inserire in una storia un dato elemento solo for fikaggine’s sake perchè “fa più fantasy” (per dirla alla Altieri), senza preoccuparsi minimamente dei problemi di coerenza che questo posssa generare e/o gestendolo senza averne un livello di conoscenza accettabile, conducendo così a implicazioni assurde tipo le baliste appese ai muri.

    Se nel contesto della narrazione riesci a dare un senso a gente che maneggia senza troppi sforzi martelli di metallo da 25 chili dando spiegazioni plausibili sul perchè vengano diffusamente impiegati al posto di altre armi più pratiche o efficienti, concordo con te e non vedo a questo punto perchè un autore non li si possa adottare (scarsa originalità a parte).

  63. @Null

    (scarsa originalità a parte).

    Per questo ho detto di aggiungerci qualcosa di nuovo 🙂

    @Nox A.M. Ruit

    Ecco, una cosa come quella fa una scena mostruosa! E soprattutto ha un senso. (Ho giocato a Warhammer per un po’ di tempo, ho smesso perché mi appassionava a tal punto da non lasciarmi scrivere. Mi mettevo al computer e pensavo a creare un altro esercito… è stato doloroso, ma grazie a cerotti e terapie di gruppi me ne sono liberato 😆 )

  64. Cioè vorresti dire che il martellone dei paladini di World of Warcraft non funzionerebbe? NOOOOOuuuoooouoooooOOOOOOOOooooo… (sfuma nel vento)

    E… il martellone col quale Kaori punisce Ryo Saeba in City Hunter per le sue voglie maiale? Manco quello? NnnnnUUUUUOoOOOOoooOOOOooo…

    E quindi i martelli striminziti, piccoli sottili e puntuti di Lord of The Rings Online sono quelli “giusti”??? Maledetti realisti verosimili, NNNNNnnnnuooooOOOOooooo….!!!!!

    Complimenti per l’articolo, come al solito interessante e per nulla noioso. 🙂

  65. http://images.wikia.com/jvs/images/2/2f/Warhammer_render.jpg

    Mi sa che non avete capito come funziona…. quel martello è un arma perfettamente plusibile e maneggevole per chiunque sia piento di fede in Sigmar, e per suo tramite nel nostro sommo Imperatore…

    Insomma, guardate quì come lo si usa bene…
    http://www.youtube.com/watch?v=d_KlINBUYc4

    A parte questo, mi sorge però una domanda: un martello d’arme storico, come quelli che si vedono nelle immagini dell’articolo, mi da l’mpressione che, sebbene possa facilmente penetrare anche l’armatura più robusta, possa farlo solo per un paio di centimetri (escludo la picca d’rme, per l’appunto).
    Ma in tal caso, si tratterebbe di un arma che difficilmente, se si escludono i colpi alla testa, possa abbattere un avversario sul colpo…

    E solo un mia impressione?

  66. Per esempio, quello è un prete guerriero di Sigmar, quindi può darsi che abbia fatto un addestramento speciale per utilizzarlo (non so che razza di addestramento) o che, in più, sia dotato appunto di qualche forza divina che gli consente di usarlo.
    Sigmar è una specie di Thor umanizzato. O meglio, un uomo che armato di martello (non so se da lavoro o altro…) si ribellò contro orchi e nemici degli uomini e fece di questi ultimi l’impero. Poi gli altri hanno usato il martello come simbolo e dunque è plausibile che lo utilizzino.
    Certo, ovviamente il prete deve possedere qualcosa che gli permetta di usarlo, un martellone del genere (che però, diamine, fa una fottuta scena paurosa! Se esiste anche una ragione valida per cui sia capace di usarlo, beh, allora è fenomenale! Se non esiste sono molto ma molto triste… sob…)

    Un uomo che si allena per anni con un’arma del genere portebbe riuscire ad usarla decentemente? Oppure no?

    Chiedo dalla mia voragine d’ignoranza, non uccidetemi…

  67. @ Giacomo (Di nuovo)

    Volendo inserire un arma simile in una storia fantasy, potresti inventarti un popolo che usa dei guerrieri che impugnano armi simili, che si lanciano in battaglia in prima fila, e hanno il compito di abbattere il loro enorme maglio sul muro di scudi nemico, in modo spaccare proprio fisicamente igli scudi della formazione nemica e poterla assaltare più facilmente, un po’ come facevano il Lanzi con la Zweihander contro le picche nemiche…

    Non ho idea di quanto possa essere realmente efficacie un simile strategia, ma come logica ci può stare…

  68. un gruppo di picchieri e archibugieri che rompono la formazione per combattere ognuno per i cazzi propri contro tizi alti due metri e passa?
    quegli stronzi non meritavano di vivere. 🙂 :[

  69. @Hinor
    Ci può stare! Se per giunta quelli dietro gli scudi sono protetti da armature resistenti a qualsiasi colpo di taglio (dico in ambito fantasy, non so se siano mai esistite armature completamente vanificanti il taglio di una spada. Intendo capaci di proteggere qualsiasi punto del corpo senza rendere chi la porta lento come la fame) ma non ad impatti del genere…

    Sbavo all’idea di uno scontro simile…

    Far scena con ritegno. Questo è il concetto.

    P.s: quello di sopra è un esempio, magari c’è qualche variante che mi sfugge che rende inutili i martelli… mah.

  70. Il martello del tizio di WH ha il manico troppo corto. Contro dei bestioni di 8 piedi bisogna aumentare l’allungo, quindi picche, alabarde e mazzapicchi a volontà.

  71. Un uomo che si allena per anni con un’arma del genere portebbe riuscire ad usarla decentemente? Oppure no?

    Parere mio: qualcuno che provi ad allenarsi per anni con roba simile si deforma la spina dorsale prima di essere diventato un esperto >_<

  72. Volendo inserire un arma simile in una storia fantasy, potresti inventarti un popolo che usa dei guerrieri che impugnano armi simili, che si lanciano in battaglia in prima fila, e hanno il compito di abbattere il loro enorme maglio sul muro di scudi nemico, in modo spaccare proprio fisicamente igli scudi della formazione nemica

    Finirebbero impalati dalle lance a tre metri di distanza dagli scudi.
    Le lance sono armi fighissime.

  73. Finirebbero impalati dalle lance a tre metri di distanza dagli scudi.
    Le lance sono armi fighissime.

    Il nemico non usa lancie?
    Sono dei Kamikazze?
    Sono protetti da un armatura formidabile?
    Prima ancora di questi vengono quelli con gli spadonei che rompono le lancie?
    Vanno in coppia, uno con un grande scudo ad aprire la strada ed uno con l’immenso martello?

    Insomma, stiamo parlando di un Fantasy, con un po di impegno, una ragione plausibile la si può trovare…

  74. E’ quel “plausibile” che mi lascia un po’ dubbioso… -.-‘

    Comunque, le zweihander venivano usate per rompere le picche, non le lance. Un conto è mozzare teste di picche lunghe sei metri (fatte per respingere una carica), un altro teste di lance, molto più corte e maneggevoli, che non stanno lì a farsi tagliare ma cercano di infilzarti.
    Se invece i martellieri sono accompagnati da altre truppe con lance e simili, rimane comunque una truppa sfavorita, contro un muro di lance e scudi correttamente assettati. Se invece sono preceduti, da dei lanceri, la linea di battaglia diventerebbe comunque una normale mischia in cui zero spazio è concesso ad armi improbabili, ecc…

    Insomma, la cosa mi sembra molto implausibile; il rischio di effetto “ma tanto è fantasy!” è dietro l’angolo.

  75. Un conto è un qualcosa di totalmente insensato, un altro è l’utilizzo di una tattica particolare, e non molto efficente: non so se una delle tattiche che ho proposto possa avere una qualche validità, ma se l’avessereo sarebber un ottima ragione per avere i martelloni…

    Nel senso, un conto è un martello enorme che sta li perchè “Tanto è fantasy”, un altro è uno che sta li perchè ha uno scopo in un tattica che qualcuno ha pensato: riguardo all’efficacia della tattica in questione, poi…. beh chi vivrà vedrà

  76. @Zwei
    Ma non sai che nel profilo il Prete guerriero ha forza 4? E che con una grande arma come quella va a forza 6? Non serve allungargli il martello! 🙂 :bloody:

    @Tenger
    Mi sa che hai ragione =(
    Però magari gli spiegano come fare per non spezzarsela… :8

    Speranza vana eh? 😎

  77. @Hinor
    Una ragione molto semplice potrebbe essere lo scontro fra due popoli che, per ragioni di cultura, disprezzano l’utilizzo di armi da taglio e penetrazione e che quindi accettino in guerra solo martelli, mazze et simila. Magari per ragioni religiose.

    Ci potrebbe anche stare così.

  78. E aggiungendo che non sono umani ma una razza capace di brandire martelli simili senza difficoltà, non è più “implausibile” come prima.

    Mi sa che scriverò un racconto su una cosa del genere… mi prudono già le dita…

  79. Altro grande articolo per una grande arma!
    Tempo fa feci una raccolta di tutte le tecniche di azza nei vari trattati che conoscevo italiani e tedeschi.
    Da allora la adoro.

    Ps: recenti studi hanno individuato nell’azza (sia nella versione italiana che inglese), la migliore arma contro gli zombie.

  80. Hanno anche un certo senso in quel filmato (che oltretutto fa una scena mostruosa). Si vede in un punto che a brandire i martelli sono tizi simili ad orchi, con braccia ben più spesse di un uomo, e quindi è possibile che li usino per forgiare l’armatura di un drago. I martelloni hanno maggiore superficie e maggior peso, perciò, se sono capaci di usarli, possono risultare più utili per forgiare un’armatura titanica come quella.

    Oppure no?

  81. @Giacomo

    Mi sa che hai ragione =(
    Però magari gli spiegano come fare per non spezzarsela… :8

    Speranza vana eh? 😎

    E’ che temo che per un umano normale non sia POSSIBILE non deformarsi la spina dorsale. D’altro canto, se nella storia mondiale delle armi improbabili (e ce ne sono di quelle veramente spassose, tipo le spade rotanti a razzo degli indiani e altre assurdità) non si è MAI visto un martello di quelle dimensioni.
    Certo, se metti che chi lo maneggia è dotato di poteri divini, why not, ma resta per me un’arma ghiozzissima. (E poi per me il picco d’arme postato da Zwei è una vera bellezza, non lo cambierei mai con uno di quei cosi fantastrambi 🙂 )

  82. (E poi per me il picco d’arme postato da Zwei è una vera bellezza, non lo cambierei mai con uno di quei cosi fantastrambi )

    Sob, io invece soffro della terribile sindrome del “più è grosso e più mi esalta” =(

    Non che i picchi d’arme non mi esaltino, già solo la prima immagine dell’articolo, con il cavaliere armato di martello d’arme, mi esalta parecchio, però l’idea di un tizio di 8 o 9 piedi (ma anche 10! 😀 ) con un’arma titanica… :love:

    Povero me, dovrò disintossicarmi con una dose di articoli storici di Zwei…

  83. :applaude l’articolo:
    uh? volete sapere chi sono? sono uno che ha già letto molto su questo sito ma non ha mai commentato
    comunque
    sulla questione “martelli vichinghi” pare che il nano che doveva forgiare mjolnir fosse stato infastidito da Loki sottoforma di mosca infernale durante la forgiatura e che quindi il manico sia venuto più corto
    sulla questione “giustificazione per martellozzi da 25 kg” l’unica cosa plausibile che mi viene in mente è che li usino un reparto di un esercito di ogre alti 4 metri estremamente avanzati e militarizzati come arma da lancio. questo reparto dovrebbe svolgere una funzione simile a quella dei veliti romani durante le battaglie tra ogre, e una funzione simile a quella delle catapulte durante le batttaglie contro esseri più piccoli

  84. Ottimo articolo, come sempre quando Zwei parla di armi.

    Il martello del tizio di WH ha il manico troppo corto. Contro dei bestioni di 8 piedi bisogna aumentare l’allungo, quindi picche, alabarde e mazzapicchi a volontà.

    Spesso lasci in giro commenti di questo genere, ossia osservazioni generali sulle dinamiche del combattimento con armi bianche medievali.
    Mi piacerebbe molto vedere un articolo sull’argomento.

    PS: cos’hanno i neri che non vanno (a parte umiliarci ad ogni olimpiade nelle gare di corsa :o: )? Nessun tono polemico, semplice curiosita`.

  85. Benvenuto Attila, anche se difendi l’orrore subsahariano.
    Penso sia meglio commentare di volta in volta, ma potrei considerare l’opzione.

  86. Grazie del benvenuto. Comunque non e` la prima volta che commento. 😉

    Io mica difendo, sono semplicemente interessato a conoscere le ragioni della tua antipatia.

    Infine grazie per l’aver preso in considerazione l’idea.

  87. Bello bello l’articolo. Sembra quasi che mi hai letto nel pensiero. In questi giorni stavo giusto spulciando vari siti online esattamente su quest’argomento e ora voilá tutto pronto e cucinato… :8

    Grazie mille

    Ciao

  88. Benvenuto Falkner, ora che ti sei delurkato non potrai più tornare nell’ombra.

    Sicuro 😀 ? *PUFF* :svanisce in una nuvoletta di fumo:
    :riappare sottoforma di fantasma azzurro evanescente:
    Comunque, per non fare un commento del tutto retard, da quel che ho letto il mazzapicchio sembra un’arma davvero :[ non dico l’arma definitiva ma poco ci manca…

  89. Dipende sempre dalla situazione. Sia nella versione lunga che in quella corta, la distribuzione dei pesi e il tipo di brandeggio lo rendono meno versatile e maneggevole di una lancia o di una spada. Facile immaginare che, con corazze leggere, il soldato armato di martello o piccone sia sfavorito rispetto a un avversario con altre armi.

  90. “più è grosso e più mi esalta” =(

    A me avevano detto che non contano le dimensioni dell’attrezzo, ma l’uso che se ne fa.
    Però non ricordo se si riferivano proprio al martello d’arme, o se era un discorso più generale 🙂

  91. @Tenger:
    Ovviamente è così. Se dai un pugnale a un soldato e lo fai lottare contro un contadino armato di spada/lancia/martello d’arme o martello da 25 chili (no beh, forse questo no :P), il soldato ti fa a fette il contadino perché sa come muoverlo. Ma pensa un soldato armato di spada/lancia o martello d’arme!

    Vedi che, a pari abilità, le dimensioni contano? 🙂

  92. Vedi che, a pari abilità, le dimensioni contano? 🙂

    Me lo ricorderò. La prossima volta che i miei compagni di lizza mi faranno un discorso del genere, potrò intavolare una discussione interessante su cosa significa “pari abilità”. Prevedo sviluppi molto interessanti 🙂

  93. questo articolo mi fa venire in mente un’arma nipponica interessante il tetsubo ma centra più con le mazze che con i martelli d’arme quindi scriverò prontamente un commento ad hoc nell’articolo delle mazze.

    invece sui martelli d’arme rileggendo questo articolo e sopratutto la parte che tratta del martello d’arme da fanteria su asta, mi fa venire voglia di leggere una tua sulle armi in asta rinascimentali: alabarde, falcioni e partigiane varie. Per me l’apice nella storia delle armi inastate (quasi meglio del glorioso naginata)

  94. Assolutamente d’accordo sull’ultima frase. Sulle armi inastate vorrei scrivere uno o più articoli, ma devo ancora decidere per che tipo di classificazione optare (o magari proporne una mia). Prima di buttarmi in un’impresa del genere, penso che tratterò qualcosa di più “leggero”, tipo l’ascia danese o il claymore.

  95. Voto per l’ascia, visto che hai già fatto 11 articoli che trattano di spade varie e la claymore, se non mi sbaglio, è una spada a due mani scozzese.

  96. Averle avute durante l’Assedio di Malta

    Ottimo Nurades, la danese è una spada cafonissima. Ho un vago ricordo della riproduzione fatta da Albion A.

  97. Per quanto mi piacciano i celti con grandi spade, voto decisamente per l’Ascia Danese.
    Così facciamo sbottare Giacomo per la felicità…E magari è la volta buona che gli passa la cotta adolescenziale per i vichinghi XD XD 🙂 =) ^-^

    Peace love and viking slashing

    Anacroma

  98. @ Lessà: lieto di esserti stato d’aiuto, Avevo già in mente di risponderTi, ma poi… me soddimenticato XD

    Aggiungo anche che quelle armature ipertrofiche, cafonissime, importabili e storicamente men che improbabili… Me attizzano na scifra. XD
    ^-^

  99. Per quanto mi piacciano i celti con grandi spade, voto decisamente per l’Ascia Danese.
    Così facciamo sbottare Giacomo per la felicità…E magari è la volta buona che gli passa la cotta adolescenziale per i vichinghi XD XD =) ^-^

    Peace love and viking slashing

    Che cotta e cotta! Il mio è puro amore! Mi ritengo offeso! :o: 😐

    🙂 Peace, love and viking slashing anche a te! 🙂

  100. Che poi a dirla tutta, la spade rotanti a razzo degli indiani erano armi che facevano una scena mostruosa, e quello era infatti il loro scopo: non credo potessero veramente ammazzare tutta sta gente, ma se io vedessi un mio amico fatto fuori da un arma del genere, mi cagherei leggermente in mano…

  101. Non per niente gli indiani hanno perso la guerra.
    Nella storia dell’Asia c’è una sconvolgente varietà di armi fantasiose e strampalate (nonché molto fighe, come appunto le spade rotanti a razzo!), ma, per quanto ho potuto vedere finora, tra Europa e Medio Oriente si trova di media il massimo del pratico e dell’efficacie.

  102. Scusate, son demente io:
    Il commento precedente doveva essere:

    @ Giacomo

    Che cotta e cotta! Il mio è puro amore! Mi ritengo offeso! :o: 😐

    Non dirmi che pretendi la rettifica entro le successive 48 ore…. XD ^_^ =) 🙂

  103. Possente Zwei, credo che ci sia un piccolo refuso nell’articolo. Credo che il termine corretto per il picco d’arme polacco sia “nadziak” invece che “nazdiak”, per il primo termine vengono fuori fonti polacche tra cui il museo di Varsavia e Husaria, mentre il secondo riconduce alla sola wiki italiana (e viene fuori l’ad “forse cercavi: nadziak”). Ci sta che abbiano sbagliato a scriverlo invertendo “d” e “z”.

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