Il Martello d’Arme è stata senza dubbio l’arma più umiliata dalla finzione letteraria e cinematografica. L’immagine del guerriero nordico con in mano un martello da venticinque chili è una delle più ricorrenti in libri, giochi ed illustrazioni fantasy, ma si tratta di qualcosa che dorvrebbe rimanere confinata all’interno di Oblivion o D&D.

Dal punto di vista cronologico, il Martello d’Arme (di seguito “MdA”) nacque per contrastare le protezioni a piastre, che rendevano inutili le semplici armi da taglio. La cosa interessante è che la sua evoluzione corre in parallelo con quella delle armature complete. Quando queste ultime svilupperanno convessità e creste per limitare i danni da botta, il MdA accentuerà le sue caratteristiche di arma da perforazione.

Ma andiamo con ordine. Per riuscire a penetrare una piastra d’acciaio occorreva uno strumento che concentrasse tutta l’energia cinetica del colpo su una superficie ridotta. RIDOTTA, avete capito? Quindi scordatevi delle teste con superficie da un metro quadrato, abomini del genere per intenderci:

Molto bello, 25 kg di piombo che un uomo di 150kg riuscirebbe a malapena a maneggiare.

Che i martelli fossero particolarmente adatti per fronteggiare avversari corazzati era un dato già noto. Non a caso, i romani avevano utilizzato martelli e picconi (gli avi di Martelli d’Arme e Picchi d’Arme) per fare a pezzi i crupellari galli.

Tacito, ANNALES, III – 46

paulum morae attulere ferrati, restantibus lamminis adversum pila et gladios; set miles correptis securibus et dolabris, ut si murum perrumperet, caedere tegmina et corpora; quidam trudibus aut furcis inertem molem prosternere, iacentesque nullo ad resurgendum nisu quasi exanimes linquebantur.

una moderata resistenza opposero i ferrati (ovvero i crupellari), poiché le corazze reggevano ai colpi di lancia e spada; ma i soldati, impugnati scuri e picconi, come per sfondare una muraglia, facevano a pezzi armature e corpi; alcuni con pertiche e forche abbattevano quelle masse inerti che, prostrate a terra, incapaci d’un minimo sforzo per rialzarsi, erano abbandonate lì come morte.

Non diversamente da quanto accaduto per Mazze e Mazzafrusti, anche il martello da guerra è nato dal suo genitore “civile” ed è stato utilizzato come arma povera per qualche tempo. Nelle battaglie medievali non ebbe grande diffusione, d’altronde, quando ci sono in campo pochi nemici pesantemente corazzati e una grande massa di fanteria leggera, è sempre meglio affettare e infilzare piuttosto che spaccare.

Uno schema che riassume le parti più importanti del Martello d'Arme

Il martello arrivò dunque dopo la mazza ferrata e raggiunse l’apice della diffusione in concomitanza con le ultime evoluzioni delle armature complete. Parlando in modo generico, possiamo considerarlo un’arma più rinascimentale che prettamente medievale.

Dalle ricerche di Oakeshott risulta che la prima immagine di un martello da guerra risale al 1250 circa, ed è conservata presso la Malvern Prior Church di Worcestershire. Oltre che dagli esemplari sopravvissuti, è proprio attraverso l’iconografia dei secoli XIV-XVII che possiamo ricostruire l’evoluzione di quest’arma.

Con mio sommo gaudio, ho visto che wikipedia cita uno degli episodi storici più importanti nella storia del MdA. Nel 1382 infatti ebbe luogo a Parigi una rivolta popolare, quella dei Mailottins, che vennero chiamati così perchè armati di martelli da guerra rubati presso l’armeria di Parigi.

Mailottins all'opera. In basso a sinistra la tetraplegia è alle porte.

Ho parlato di martelli da guerra e non di MdA, perchè dall’immagine di cui sopra sembra trattarsi di martelli da lavoro nonostante fossero stati sottratti a un’armeria (ipotizzo si trattasse dei martelli utilizzati per piantare le tende dei campi). Probabilmente i primi martelli da guerra erano proprio così, semplici martelli da lavoro, facili da fabbricare e assemblare, che riuscirono a trovaro un loro spazio all’interno degli armamenti medievali.

Solo successivamente, fra XIV e XV secolo, si arrivò al vero e MdA. Una delle rappresentazioni più importanti è quella contenuta nel trittico di Paolo Uccello “La Battaglia di San Romano” (prima immagine dell’articolo), che Oakeshott data al 1462 quando in realtà è del 1438. Questo dato è interessante, perchè conferma l’uso del MdA da parte di uomini d’arme già nella prima metà del XV secolo (d’altronde, il Flos Duellatorum è del 1410 e già sono presenti MdA Inastati).

Martello d'Arme del 1350 (copia di Therionarms di un esemplare conservato al Museo nazionale di Norimberga)

La prima divisione da fare nella categoria dei MdA riguarda il tipo di supporto su cui veniva montata la testa; la scelta era fra manico e asta. Trovo quindi che la corretta definizione per le due tipologie potrebbe essere Martelli Immanicati e Martelli Inastati. I primi venivano utilizzati quasi esclusivamente dalla cavalleria, mentre i secondi dalla fanteria. Come ho già detto, la preoccupazione fondamentale di ogni soldato appiedato è quella di riuscire a fare danni rimanendo a distanza di sicurezza dal nemico. Le armi in asta sono state le più diffuse durante tutte le guerre dall’evo antico al XVII secolo e, proprio per questa ragione, il MdA non fa eccezione.

L’uso di MdA Inastati si fece sempre più frequente nel corso del XV secolo, tanto che loro rappresentazioni fanno spesso capolino nell’iconografia dell’epoca. Qui sotto ho riportato una bella immagine (“Three Knights Brought Water from the Cistern to King David”) presa dallo “Speculum Humanae Salvationis“, stampato nel 1474-75. Il cavaliere in ginocchio, oltre a fare sfoggio di una bella full armour e di un falcione, si puntella con un MdA Inastato (Bec de Corbin) dalla foggia semplice e quasi privo di brocco in cima alla testa.

In mano alla fanteria, il MdA Inastato divenne sempre più simile ad una poleaxe. La versatilità delle parti della testa, specie se montata su un’asta di 180cm o più,  permettevano una grande varietà di impieghi:

- sfondamento tramite la bocca;

- perforazione tramite la penna;

- perforazione/lacerazione attraverso il brocco.

Oltre a questi impieghi, un MdA poteva servire per tirare giù un cavaliere dalla sua cavalcatura o agganciare uno scudo, in modo da strapparlo al nemico.

Sembra che il MdA (in questo caso parliamo della variante Immanicata) divenne l’arma secondaria preferita dagli arcieri. Già ad Agincourt gli arcieri inglesi utilizzarono sulla disgraziata cavalleria francese i martelli che avevano portato per piantare i paletti in terra e non è difficile immaginare che si affidarono alla tecnica messa in opera dai romani contro i crupellari. L’idea di martellare un uomo in full armour fino a farlo diventare una scatoletta grondante sangue ebbe successo, tanto che in una famosa Ordinanza del Duca di Borgogna Carlo il Temerario (Ordinanza di Bohain in Vermandois del 13 Novembre 1472) troviamo questa previsione:

The archer should wear a brigandine over a padded jacket, some armoured reinforcement on his forearms, a gorget, a sallet, and must carry a long sharp dagger, a lead hammer and a bow and quiver hanging behind.

Di certo quel “lead hammer” aveva la solita funzione principale di piantare paletti, ma quando c’era da fare del lavoro sporco poteva essere utile come e più della “long sharp dagger”.

Nota di colore: immaginate un effeminato elfo arciere fantasy conciato come un vero arciere… giacca imbottita, brigantina, cannoni per gli avambracci, gorgiera, celata, daga, martello oltre al bagaglio… davvero poco fashion!

Ancora nella seconda metà del XVI secolo (1562), il martello figurava nell’armamento standard degli arcieri dei Tudor.

Non pensiate che il MdA Immanicato fosse un’arma ingombrante o pesante. La lunghezza media di quelli in dotazione delle cavallerie di mezza europa si aggirava attorno ai 50-70cm, per un peso spesso inferiore al chilogrammo (costituito perlopiù dalla testa e dal collare). Il Picco d’Arme poteva pesare qualcosa in più, visto che ho notato molti manici fasciati o realizzati in ferro invece che in legno. A questo punto, non deve meravigliare che un MdA Inastato di lunghezza media (150cm ca) raggiungesse a malapena i 2kg di peso. Ad es., l’esemplare conservato presso il Metropolitan Museum of Art di New York (reperto 14.25.465), ovvero il Bec de Corbin (1580 ca) che in una delle immagini qui sotto ho accoppiato con il Martello di Lucerna,  misura 145 cm per 2kg.

Oltre alla lunghezza dell’asta su cui viene montata la testa, l’elemento più importante per distinguere i vari tipi di MdA è proprio il rapporto fra le parti della testa (penna-brocco-bocca). Ad esempio, il Martello di Lucerna (Lucerne Hammer) aveva un brocco lungo e affusolato, simile a uno stiletto, che lo faceva somigliare più a uno spiedo che a un martello. Al contrario, il Mazzapicchio (Bec de Corbin, ma per una volta il nome italiano è molto più esplicativo) era un MdA (o PdA? La differenza, come ho detto, può essere sottile)  puntava tutto sulla capacità di perforazione della penna.

Sopra: Bec de Corbin/Mazzapicchio; sotto: Martello di Lucerna

Un bel MdA doveva essere un must fra gli uomini d’arme, anche nei tornei. C’è un repertorio di immagini iconografiche piuttosto ricco e, non a caso, alcuni manuali di combattimento del XV-XII secolo prevedono delle apposite sezioni dedicate al duello con poleaxe e/o MdA Inastato, a partire, come già specificato, dal Flos Duellatorum di Fiore de Liberi (nel quale trovano posto diverse tavole sull’argomento).

Quella riportata qui sotto è una delle più esemplificative che ho trovato, e ci permette di notare una forte somiglianza (in questo caso sono identiche) fra le poste descritte per il combattimento con la spada e quello con il MdA Inastato.

Era in posta dente di cinghiale e per questo j'ho spaccato la faccia

All’inizio, diciamo fino all’inizio del XVI secolo, il martello da guerra era poco più di un martello con una piccozza (la “penna”, vedi nomenclatura di cui sopra) sul lato opposto della testa, mentre all’inizio del XVII secolo (specie in Europa orientale) troviamo dei martelli con delle penne esagerate, la cui capacità di perforare le corazze, piuttosto che deformarle, è divenuta preminente.

Come spiega anche Oakeshott, per i MdA Immanicati non è sbagliato operare una distinzione fra Martelli d’Arme e Picchi d’arme, anche se il sacro fuoco della sistematizzazione potrebbe condurci ad infilare nell’una o nell’altra categoria delle armi praticamente identiche.

Il Picco d’Arme (chiamato anche Martello d’Arme a Becco di Corvo), utilizzato quasi esclusivamente dalla cavalleria, ebbe grande diffusione fra gli Ussari Alati, presso i quali era chiamato “nazdiak”.

Il Picco d'Arme raggiunse la sua massima diffusione nell'Europa dell'est del XVII secolo. Questo esemplare ha il manico completamente avvolto da spirali di ferro.

Sull’arma in questione, devo fare l’ennesimo plauso agli studiosi italiani che operano su wikipedia.

Eloquente in merito quanto testimoniatoci dal resoconto dell’abate Jędrzej Kitowicz, vissuto al tempo di Augusto III di Polonia:

« [Il nazdiak] è uno strumento terribile nelle mani dei polacchi, specie se di umore combattivo o alterato. Con la szabla si può mozzare la mano a qualcuno, lacerargli il volto ferendolo alla testa e la vista del sangue che sgorga dal nemico può così calmare il rancore. Ma con la mazza potrebbe causare un infortunio mortale senza vedere il sangue e, non vedendolo, calmarsi, finendo invece per colpire diverse volte senza tagliare la pelle ma rompendo ossa e vertebre. I nobili muniti di mazza hanno sovente battuto i loro servi a morte. A causa del pericolo che rappresentava, fu proibito loro di venirne muniti durante le grandi assemblee o le sessioni del parlamento. [...] E in verità, era uno strumento da brigante, perché se si colpisce qualcuno con il becco puntuto del nadziak dietro l’orecchio, lo si uccide all’istante, la tempia trapassata dal ferro mortale.

Pur riferendosi al nazdiak, questo passo è molto interessante per capire le differenze, anche a livello psicologico, fra l’uso di un’arma da taglio e una da botta. Anche l’immagine del colpo dietro l’orecchio ha un suo fascino, poichè l’abate doveva aver ricevuto diverse testimonianze per citarlo nel brano.

Picco d'Arme senza eccessiva differenza fra penna e bocca. Da www.wulflund.com.

Quanto all’uso del Picco d’Arme, ho trovato l’interessante testimonianza di un rievocatore:

The spike side was the truly nasty end of the weapon, though, as it was fully capable of piercing even the strongest of plate armor, burying it’s point deep inside of the target’s body. This penetration was the weapons best quality and its worst, as often times the spike would get stuck in the victim’s body, rendering the weapon useless. The spike also did not normally kill a man outright; although massive bleeding and internal punctures were bound to happen, there simply was not enough trauma from the spike to kill a man unless a critical organ (brain, heart) was struck.

In effetti il Picco d’Arme, molto più dei MdA con bocca e brocco ipersviluppati, tendeva ad incastrarsi dell’armatura/giacca imbottita sottostante/carne et ossa. Questo dato, unitamente al fatto che veniva utilizzato dalla cavalleria, mi porta a pensare che dovesse trattarsi di un arma che richiedeva un lungo e specifico addestramento.

Come tutte le armi bianche, anche il MdA fu vaporizzato da tonnellate e tonnellate di volgare polvere da sparo.

Piangiamo dunque assieme quei giorni di vero onore.

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  1. NuradesNo Gravatar says:

    Volendo inserire un arma simile in una storia fantasy, potresti inventarti un popolo che usa dei guerrieri che impugnano armi simili, che si lanciano in battaglia in prima fila, e hanno il compito di abbattere il loro enorme maglio sul muro di scudi nemico, in modo spaccare proprio fisicamente igli scudi della formazione nemica

    Finirebbero impalati dalle lance a tre metri di distanza dagli scudi.
    Le lance sono armi fighissime.

  2. HinorNo Gravatar says:

    Finirebbero impalati dalle lance a tre metri di distanza dagli scudi.
    Le lance sono armi fighissime.

    Il nemico non usa lancie?
    Sono dei Kamikazze?
    Sono protetti da un armatura formidabile?
    Prima ancora di questi vengono quelli con gli spadonei che rompono le lancie?
    Vanno in coppia, uno con un grande scudo ad aprire la strada ed uno con l’immenso martello?

    Insomma, stiamo parlando di un Fantasy, con un po di impegno, una ragione plausibile la si può trovare…

  3. NuradesNo Gravatar says:

    E’ quel “plausibile” che mi lascia un po’ dubbioso… -.-’

    Comunque, le zweihander venivano usate per rompere le picche, non le lance. Un conto è mozzare teste di picche lunghe sei metri (fatte per respingere una carica), un altro teste di lance, molto più corte e maneggevoli, che non stanno lì a farsi tagliare ma cercano di infilzarti.
    Se invece i martellieri sono accompagnati da altre truppe con lance e simili, rimane comunque una truppa sfavorita, contro un muro di lance e scudi correttamente assettati. Se invece sono preceduti, da dei lanceri, la linea di battaglia diventerebbe comunque una normale mischia in cui zero spazio è concesso ad armi improbabili, ecc…

    Insomma, la cosa mi sembra molto implausibile; il rischio di effetto “ma tanto è fantasy!” è dietro l’angolo.

  4. HinorNo Gravatar says:

    Un conto è un qualcosa di totalmente insensato, un altro è l’utilizzo di una tattica particolare, e non molto efficente: non so se una delle tattiche che ho proposto possa avere una qualche validità, ma se l’avessereo sarebber un ottima ragione per avere i martelloni…

    Nel senso, un conto è un martello enorme che sta li perchè “Tanto è fantasy”, un altro è uno che sta li perchè ha uno scopo in un tattica che qualcuno ha pensato: riguardo all’efficacia della tattica in questione, poi…. beh chi vivrà vedrà

  5. GiacomoNo Gravatar says:

    @Zwei
    Ma non sai che nel profilo il Prete guerriero ha forza 4? E che con una grande arma come quella va a forza 6? Non serve allungargli il martello! :) :bloody:

    @Tenger
    Mi sa che hai ragione =(
    Però magari gli spiegano come fare per non spezzarsela… :8

    Speranza vana eh? :cool:

  6. GiacomoNo Gravatar says:

    @Hinor
    Una ragione molto semplice potrebbe essere lo scontro fra due popoli che, per ragioni di cultura, disprezzano l’utilizzo di armi da taglio e penetrazione e che quindi accettino in guerra solo martelli, mazze et simila. Magari per ragioni religiose.

    Ci potrebbe anche stare così.

  7. GiacomoNo Gravatar says:

    E aggiungendo che non sono umani ma una razza capace di brandire martelli simili senza difficoltà, non è più “implausibile” come prima.

    Mi sa che scriverò un racconto su una cosa del genere… mi prudono già le dita…

  8. TemplarNo Gravatar says:

    Altro grande articolo per una grande arma!
    Tempo fa feci una raccolta di tutte le tecniche di azza nei vari trattati che conoscevo italiani e tedeschi.
    Da allora la adoro.

    Ps: recenti studi hanno individuato nell’azza (sia nella versione italiana che inglese), la migliore arma contro gli zombie.

  9. LessàNo Gravatar says:

    ecco l’unico scopo a cui possono assolvere quei martelloni. :)

    P.s.
    qualcuno mi spiega perché gli umani di warcraft e warhammer hanno entrambi martelloni e armature improbabili?
    una serie è figlia dell’altra? I disegnatori sono gli stessi? Vattelapesca?

  10. GiacomoNo Gravatar says:

    Hanno anche un certo senso in quel filmato (che oltretutto fa una scena mostruosa). Si vede in un punto che a brandire i martelli sono tizi simili ad orchi, con braccia ben più spesse di un uomo, e quindi è possibile che li usino per forgiare l’armatura di un drago. I martelloni hanno maggiore superficie e maggior peso, perciò, se sono capaci di usarli, possono risultare più utili per forgiare un’armatura titanica come quella.

    Oppure no?

  11. LessàNo Gravatar says:

    indubbiamente i filmati di warcraft (belerrimi quelli del terzo) fanno scena a tonnellate. :)

  12. TengerNo Gravatar says:

    @Giacomo

    Mi sa che hai ragione =(
    Però magari gli spiegano come fare per non spezzarsela… :8

    Speranza vana eh? :cool:

    E’ che temo che per un umano normale non sia POSSIBILE non deformarsi la spina dorsale. D’altro canto, se nella storia mondiale delle armi improbabili (e ce ne sono di quelle veramente spassose, tipo le spade rotanti a razzo degli indiani e altre assurdità) non si è MAI visto un martello di quelle dimensioni.
    Certo, se metti che chi lo maneggia è dotato di poteri divini, why not, ma resta per me un’arma ghiozzissima. (E poi per me il picco d’arme postato da Zwei è una vera bellezza, non lo cambierei mai con uno di quei cosi fantastrambi :) )

  13. GiacomoNo Gravatar says:

    (E poi per me il picco d’arme postato da Zwei è una vera bellezza, non lo cambierei mai con uno di quei cosi fantastrambi )

    Sob, io invece soffro della terribile sindrome del “più è grosso e più mi esalta” =(

    Non che i picchi d’arme non mi esaltino, già solo la prima immagine dell’articolo, con il cavaliere armato di martello d’arme, mi esalta parecchio, però l’idea di un tizio di 8 o 9 piedi (ma anche 10! :D ) con un’arma titanica… :love:

    Povero me, dovrò disintossicarmi con una dose di articoli storici di Zwei…

  14. FalknerNo Gravatar says:

    :applaude l’articolo:
    uh? volete sapere chi sono? sono uno che ha già letto molto su questo sito ma non ha mai commentato
    comunque
    sulla questione “martelli vichinghi” pare che il nano che doveva forgiare mjolnir fosse stato infastidito da Loki sottoforma di mosca infernale durante la forgiatura e che quindi il manico sia venuto più corto
    sulla questione “giustificazione per martellozzi da 25 kg” l’unica cosa plausibile che mi viene in mente è che li usino un reparto di un esercito di ogre alti 4 metri estremamente avanzati e militarizzati come arma da lancio. questo reparto dovrebbe svolgere una funzione simile a quella dei veliti romani durante le battaglie tra ogre, e una funzione simile a quella delle catapulte durante le batttaglie contro esseri più piccoli

  15. ZweilawyerNo Gravatar says:

    Benvenuto Falkner, ora che ti sei delurkato non potrai più tornare nell’ombra.
    A meno che tu non sia negro.

  16. AttilaNo Gravatar says:

    Ottimo articolo, come sempre quando Zwei parla di armi.

    Il martello del tizio di WH ha il manico troppo corto. Contro dei bestioni di 8 piedi bisogna aumentare l’allungo, quindi picche, alabarde e mazzapicchi a volontà.

    Spesso lasci in giro commenti di questo genere, ossia osservazioni generali sulle dinamiche del combattimento con armi bianche medievali.
    Mi piacerebbe molto vedere un articolo sull’argomento.

    PS: cos’hanno i neri che non vanno (a parte umiliarci ad ogni olimpiade nelle gare di corsa :o: )? Nessun tono polemico, semplice curiosita`.

  17. ZweilawyerNo Gravatar says:

    Benvenuto Attila, anche se difendi l’orrore subsahariano.
    Penso sia meglio commentare di volta in volta, ma potrei considerare l’opzione.

  18. AlberelloNo Gravatar says:

    Sob, io invece soffro della terribile sindrome del “più è grosso e più mi esalta” =(

    :[

    Come un pò tutti su questo blog, credo. xD

  19. AttilaNo Gravatar says:

    Grazie del benvenuto. Comunque non e` la prima volta che commento. ;)

    Io mica difendo, sono semplicemente interessato a conoscere le ragioni della tua antipatia.

    Infine grazie per l’aver preso in considerazione l’idea.

  20. AkhenatonNo Gravatar says:

    Bello bello l’articolo. Sembra quasi che mi hai letto nel pensiero. In questi giorni stavo giusto spulciando vari siti online esattamente su quest’argomento e ora voilá tutto pronto e cucinato… :8

    Grazie mille

    Ciao

  21. FalknerNo Gravatar says:

    Benvenuto Falkner, ora che ti sei delurkato non potrai più tornare nell’ombra.

    Sicuro :D ? *PUFF* :svanisce in una nuvoletta di fumo:
    :riappare sottoforma di fantasma azzurro evanescente:
    Comunque, per non fare un commento del tutto retard, da quel che ho letto il mazzapicchio sembra un’arma davvero :[ non dico l’arma definitiva ma poco ci manca…

  22. NuradesNo Gravatar says:

    Dipende sempre dalla situazione. Sia nella versione lunga che in quella corta, la distribuzione dei pesi e il tipo di brandeggio lo rendono meno versatile e maneggevole di una lancia o di una spada. Facile immaginare che, con corazze leggere, il soldato armato di martello o piccone sia sfavorito rispetto a un avversario con altre armi.

  23. MauroNo Gravatar says:

    Tenger:

    le spade rotanti a razzo

    Dimmi che hai un video/foto.

  24. TengerNo Gravatar says:

    @Mauro
    Mi spiace, ma sono state usate contro gli inglesi e una volta sola, quindi non ci sono documenti visuali che io sappia :)

  25. NullNo Gravatar says:

    @Mauro

    Se vuoi c’è questo documentario al riguardo.

  26. TengerNo Gravatar says:

    “più è grosso e più mi esalta” =(

    A me avevano detto che non contano le dimensioni dell’attrezzo, ma l’uso che se ne fa.
    Però non ricordo se si riferivano proprio al martello d’arme, o se era un discorso più generale :)

  27. MauroNo Gravatar says:

    Nulla: Grazie, segno e guardo appena riesco :)

  28. GiacomoNo Gravatar says:

    @Tenger:
    Ovviamente è così. Se dai un pugnale a un soldato e lo fai lottare contro un contadino armato di spada/lancia/martello d’arme o martello da 25 chili (no beh, forse questo no :P), il soldato ti fa a fette il contadino perché sa come muoverlo. Ma pensa un soldato armato di spada/lancia o martello d’arme!

    Vedi che, a pari abilità, le dimensioni contano? :)

  29. TengerNo Gravatar says:

    Vedi che, a pari abilità, le dimensioni contano? :)

    Me lo ricorderò. La prossima volta che i miei compagni di lizza mi faranno un discorso del genere, potrò intavolare una discussione interessante su cosa significa “pari abilità”. Prevedo sviluppi molto interessanti :)

  30. ZweilawyerNo Gravatar says:

    Stamattina pulirò la mia enorme spada.

  31. GiacomoNo Gravatar says:

    Stamattina pulirò la mia enorme spada

    Mi hai fatto tornare alla mente quell’articolo del Duca “Il Duca si Lucida la Spada” :)

  32. iomeNo Gravatar says:

    questo articolo mi fa venire in mente un’arma nipponica interessante il tetsubo ma centra più con le mazze che con i martelli d’arme quindi scriverò prontamente un commento ad hoc nell’articolo delle mazze.

    invece sui martelli d’arme rileggendo questo articolo e sopratutto la parte che tratta del martello d’arme da fanteria su asta, mi fa venire voglia di leggere una tua sulle armi in asta rinascimentali: alabarde, falcioni e partigiane varie. Per me l’apice nella storia delle armi inastate (quasi meglio del glorioso naginata)

  33. ZweilawyerNo Gravatar says:

    Assolutamente d’accordo sull’ultima frase. Sulle armi inastate vorrei scrivere uno o più articoli, ma devo ancora decidere per che tipo di classificazione optare (o magari proporne una mia). Prima di buttarmi in un’impresa del genere, penso che tratterò qualcosa di più “leggero”, tipo l’ascia danese o il claymore.

  34. AttilaNo Gravatar says:

    Voto per la danese. Mi sono sempre piaciute le biondone :-P

  35. GiacomoNo Gravatar says:

    Io sono combattuto. Voterei la danese per il mio amore per i vichinghi, ma la claymore mi ricorda William Wallace e adoro la storia della rivolta scozzese.

    Diamine!

  36. NuradesNo Gravatar says:

    Io voto per la danese, ma non l’ascia, la spada a due mani danese (Oakeshott XVIIIe).

  37. FalknerNo Gravatar says:

    Voto per l’ascia, visto che hai già fatto 11 articoli che trattano di spade varie e la claymore, se non mi sbaglio, è una spada a due mani scozzese.

  38. Claymore?
    http://en.wikipedia.org/wiki/M18_Claymore_mine
    8)

    Finalmente armi vere, cioè che sparano, esplodono ecc… senza bisogno di spingerle addosso alla gente a forza di braccia, come se fossero enormi palette ammazzamosche. :((

  39. ZweilawyerNo Gravatar says:

    Averle avute durante l’Assedio di Malta

    Ottimo Nurades, la danese è una spada cafonissima. Ho un vago ricordo della riproduzione fatta da Albion A.

  40. GiacomoNo Gravatar says:

    @Duca
    Polvere da sparo? Esplosivi? Vade retro!

  41. AnacromaNo Gravatar says:

    Per quanto mi piacciano i celti con grandi spade, voto decisamente per l’Ascia Danese.
    Così facciamo sbottare Giacomo per la felicità…E magari è la volta buona che gli passa la cotta adolescenziale per i vichinghi XD XD :-) =) ^-^

    Peace love and viking slashing

    Anacroma

  42. AnacromaNo Gravatar says:

    @ Lessà

    qualcuno mi spiega perché gli umani di warcraft e warhammer hanno entrambi martelloni e armature improbabili?
    una serie è figlia dell’altra? I disegnatori sono gli stessi? Vattelapesca?

    I simpaticoni della Blizzard Entertainment, nel creare il concept per la serie Warcraft – Humans vs Scrondi, si sono, per così dire, “ispirati” al mondo fantasy preesistente di Warhammer.
    Il plagio debito nei confronti di questa serie non era tuttavia così evidente da giustificare un’azione della Wizard a tutela del proprio Copiright violato, credo, anche eprché altrimenti wikipedia lo saprebbe XD

    Anacroma

  43. LessàNo Gravatar says:

    Tutto si spiega.
    Grazie Anacroma…!

  44. AnacromaNo Gravatar says:

    @ Lessà: lieto di esserti stato d’aiuto, Avevo già in mente di risponderTi, ma poi… me soddimenticato XD

    Aggiungo anche che quelle armature ipertrofiche, cafonissime, importabili e storicamente men che improbabili… Me attizzano na scifra. XD
    ^-^

  45. LessàNo Gravatar says:

    Sono, effettivamente, cafonissime…!

  46. GiacomoNo Gravatar says:

    Per quanto mi piacciano i celti con grandi spade, voto decisamente per l’Ascia Danese.
    Così facciamo sbottare Giacomo per la felicità…E magari è la volta buona che gli passa la cotta adolescenziale per i vichinghi XD XD =) ^-^

    Peace love and viking slashing

    Che cotta e cotta! Il mio è puro amore! Mi ritengo offeso! :o: :-|

    :) Peace, love and viking slashing anche a te! :)

  47. HinorNo Gravatar says:

    Che poi a dirla tutta, la spade rotanti a razzo degli indiani erano armi che facevano una scena mostruosa, e quello era infatti il loro scopo: non credo potessero veramente ammazzare tutta sta gente, ma se io vedessi un mio amico fatto fuori da un arma del genere, mi cagherei leggermente in mano…

  48. TengerNo Gravatar says:

    Non per niente gli indiani hanno perso la guerra.
    Nella storia dell’Asia c’è una sconvolgente varietà di armi fantasiose e strampalate (nonché molto fighe, come appunto le spade rotanti a razzo!), ma, per quanto ho potuto vedere finora, tra Europa e Medio Oriente si trova di media il massimo del pratico e dell’efficacie.

  49. AnacromaNo Gravatar says:

    Che cotta e cotta! Il mio è puro amore! Mi ritengo offeso! :o: :-|

    Non dirmi che pretendi la rettifica entro le successive 48 ore…. XD ^_^ =) :)

  50. AnacromaNo Gravatar says:

    Scusate, son demente io:
    Il commento precedente doveva essere:

    @ Giacomo

    Che cotta e cotta! Il mio è puro amore! Mi ritengo offeso! :o: :-|

    Non dirmi che pretendi la rettifica entro le successive 48 ore…. XD ^_^ =) :)

  51. TemplarNo Gravatar says:

    A proposito dell’azza, voglio suggerirvi questo articolo nuovo di zecca.
    Spero lo troverete interessante :)

    http://www.achillemarozzo.it/articoli/vari/utilizzomedievaleazza.php

    A presto!

:p 8) :lol: =( :8 ;) :(( :o: :[ :) :D :-| :-[) :bloody: :cool: :choler: :love: :oups: :aie: :beurk:

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