Oh bongo bongo bongo
stare bene solo al Congo
non mi muovo no no
bingo bango bengo
molte scuse ma non vengo

Mekele Vuminko, ideatore del termine african-fantasy. Esatto, è lo stesso soggetto che fu consulente militare per le battaglie di Arsalon
Ecco cosa accadeva fino a qualche anno fa quando si chiedeva agli autori fantasy africani di presenziare a qualche fantafestival europeo.
Ma ora si sta facendo strada una nuova consapevolezza. Boscimani e subsahariani di varia fatta hanno capito che per avere successo nella fiction devono ispirarsi ai loro miti.
“Basta, smettiamola una volta per tutte di seguire la via del mito nordico” ha tuonato Mekele Vuminko “noi abbiamo dei miti altrettanto interessanti, come quello della pizza di fango e delle capanne di merda, e vogliamo che assurgano alla medesima dignità”.
“Non è vero che ho invent… elaborato il concetto di African-Fantasy per farmi pubblicità e stimolare una discussione sul nulla grazie all’intervento di retard conniventi!” risponde il Mekele alle insinuazioni di un giornalista.
Mi trovo d’accordo, è inutile affaticarsi sulle distinzioni fra Steampunk e Sword & Sorcery, l’unica cosa che dovrebbe contare, ai fini della corrette sistematizzazione del genere, sono i miti e i paesaggi di riferimento. Un criterio trasversale, me ne rendo conto, ma volete mettere avere un Chinese-Fantasy (nanerottoli gialli e cucina a base di cani), Aborigen-Fantasy (boomerang e canguri), Muslim-Fantasy (giacchetti esplosivi e kebab), e tante altre categorie che entreranno nel dibattito letterario solo grazie alla proposta del Mekele?
Ci sono distese sabbiose, membri equini e corse nella savana tirando frecce di pietra nel culo degli ippopotami? Allora non potete sbagliarvi, stiamo parlando di African-Fantasy!
Quali teorici dell’African-Fantasy, Mekele ha qualche problema nel classificare i romanzi che contengono, ad es., un protagonista negro e uno che maneggia una katana. Al momento, è orientato verso la definizione di sottogeneri quali “African/Japanese-fantasy” o, ancora meglio, “African 30%/Japanese 70%- fantasy” a seconda del numero di parole dedicate alla descrizione di savana e leoni/bambine tentacolarizzate da mostri.
“Sì, sì, siamo convinti che questa sistematizzazione possa funzionare alla grande.”
In particolare, il Mekele richiama i fautori nostrani del medfantasy e la definizione di quest’ultimo, adattandola a quella di African-Fantasy:
“è una terra da costruire, un potenzialità ancora inespressa, da raggiungere passo dopo passo. Il nome è sintetico: “African” sta per Africa, ma se ci si limita a riesumare deserti, savane e un mare rutilante di piattini infilati nelle labbra, villaggi di paglia e sterco in perenne lotta, Uomini Leone, Elefanti assassini e Negri, non si raggiunge del tutto l’obiettivo, bensì si compie solo un passo intermedio.”
Altre sette caratteristiche dell’African-fantasy individuate da Mekele Vuminko:
- Rifiuto dei nomi “Gandalf” ed “Eomer”, predominanti nel fantasy mongolo moderno. Questa prima caratteristica è definita nel memorandum (scritto sulla carta igienica) come “bella”.
- “Sguardo trigonometrico” o “punto di vista a cazzo di cane”. Elargizione randomizzata di punti di vista bizzarri, tipo quello di una scimmia o di un negro. Sguardo che si amplia a volte in maniera cioccolosa includendo i subsahariani come parte integrante della narrazione. A questi esperimenti, secondo Vumingo, sarebbe sottesa una motivazione razzista.
- Complessità narrativa unita ad un’attitudine fecale “plop” che spesso porta al cesso pubblico. Molti di questi romanzi, pur essendo, secondo Vuminko, complessi come un dipinto sulla merda dei masai, sono diventati dei successi internazionali africani, arrivando a vendere anche 500-600 copie in tutto il continente .
- Narrazione di storie alternative e ucronie potenziali. Queste narrazioni offrono ai subsahariani una possibile diversa soluzione rispetto alla realtà storica, che li ha condannati senz’appello.
- Sperimentazione dissimulata che mira a sovvertire “dall’esterno” il grado di analfabetismo del continente.
- Stronzi sperimentali casuali (anche chiamati PMC: Puttanate Messe a Casaccio). Molti dei romanzi dell’African Fantasy non ricadrebbero in nessun genere letterario predefinito (in Africa i generi sono tre: Machete-fiction, Horror-ak-47, AIDS fiction), ma allargherebbero i confini del letterario inserendo alcuni elementi che producono effetti “masturbanti” (scene di zoofilia, coprofagia, ecc…)
- Omosessualità e transessualità. I romanzi African Fantasy hanno come caratteristica quella di fungere spesso da testi base per la creazione di cagate a spruzzo sulla devianza sessuale da parte della comunità di fan.














Sono il primo a commentare, Ohibò! L’idea di new entry di genere non è affatto spiacevole, anzi…
A dire il vero tutto il mondo ha un sacco di fonti a cui attingere…
Diamine, mi stanno venendo certe idee in testa!
Giacomo non ha capito questo elemento.
A quando l’innovativo fantasy sugli ebrei che con la loro straordinaria capacità olfattiva riescono a fiutare gli affari alla faccia dei nani commercianti? E come si chiamerà? Nasiadunchi-fantasy? Usurai-fantasy? Uccisoridinostrosignorecristo-fantasy? ^^
@Tapiro
Io spero che Giacomo sia ironico. La retardosità/for the lulz/presa per il culo di questo articolo è lampante.
@Luxi
Io voto per questo:
Vuoi mettere i flammoni e le accuse di antisemitismo che piomberebbero su di noi?
@Zwei
Il tizio in foto è anche il consulente strategico del Metronott Allibis-iaco, non dimenticartelo.
OT: hai tolto tu le valutazioni hai post o non le vedo io?
è lampante se conosci l’argomento, io non ci ho capito una mazza XD
A questo punto non ho capito nemmeno io…
Questo articolo vuole forse insinuare, senza uno straccio di prova, che l’ambientazione fantastica africana deve essere necessariamente una merda?
O che il fatto di avere un protagonista nero sia disgustoso? E quindi entra in campo la componente razzista.
No davvero sono domande che pongo direttamente a Zweilawyer.
Cosa vuoi dimostrare con questo sconclusionato articolo?
E’ la cosa più divertente che abbia letto questa settimana.
L’articolo si riferisce a sta boiata:
http://it.wikipedia.org/wiki/New_Italian_Epic
Prova a leggerlo.
Poi rileggi l’articolo: da spisciarsi.
Ora è un po’ più chiaro… Ma, è mio parere personale, il messaggio dell’articolo è comunque poco comprensibile, anche leggendo il link postato da ???
Bisognerebbe proprio sapere di che accidenti si sta parlando nei minimi dettagli, e una pagina di wikipedia non basta.
boh non ci capito un cazzo… e nemmeno mi ha fatto ridere..
vado a suicidarmi in bagno
Tre indizi per i diversamente-informati che non hanno capito l’articolo:
- Il nome stesso: Vuminko.
- La lista degli elementi individuati da Vuminko (notare lo “Sguardo trigonometrico”)
- Medfantasy.
(PS: visto ora mentre finivo il commento che ??? ha linkato la pagina del NIE, Nigger Idiotic Epic o quel che è)
Peccato che Zwei abbia lasciato fuori alcune citazioni dottissime dagli studi di certi amichetti italiani del Vuminko all’estero.
Così è bello, ma in versione completa sarebbe stato straordinario. Abbiamo visto cose io e Zwei… brrr… chi ora rispetta il Vuminko “reale” se solo sapesse che roba patetica si nasconde dietro la cortina di fumo intellettuale…
Chi non conosce l’argomento su cui si scherza evidentemente non è il pubblico di conoscitori a cui lo scherzo è dedicato, ergo è irrilevante se non capisce. Se fosse vietato scherzare su ogni cosa che non è conosciuta da chiunque possa leggere lo scherzo, non si scherzerebbe su niente.
Poi, tra parentesi, il pubblico a cui è rivolto è tutti quelli che hanno seguito il fantasy italiano e l’ambiente che ci gira attorno negli ultimi anni (e non hanno l’Alzheimer)… ovvero il pubblico interessato agli aspetti letterari del blog. Come Cecilia, ???, Tapiro ecc…
Non si può far niente perché spiegare le battute ne cancella il divertimento: se ci si informa dopo il lulz è perso…
Mi unisco a Cecilia: che fine hanno fatto le valutazioni dei post? Non erano state introdotte per permettere una specie di votazione per gli e-book gratuiti da te segnalati?
E, Zwei, bello de mamma
, il caldo torrido ha degli spiacevoli effetti sugli articoli che scrivi
scherzi a parte, forse dovresti includere il link alla pagina sul New ItaGlian Epic, se non si sa cosa tu stia efettivamente perculando con questo articolo si perde il 70% del divertimento.
Terra Nova
Zwei, mi ripeto: sei un artista della spernacchiata. Di più: sei l’Ettore Petrolini della blogsfera.
Bravo bravo bravo!
Propongo un sobrio kosher-fantasy
A onor del vero se non avessi letto un tuo commento da qualche parte in cui ne parlavi con relativi link non ne saprei nulla pure io x°D
Cioè, sapevo che c’era ma non ne conoscevo minimamente il contenuto.
Ho ri-letto la pagina di Wiki. Se fossi un uomo mi sarebbero cadute le palle. Come cazzo è possibile che così tanta gente li abbia presi sul serio? E’ di un deprimente unico. Ho idea che inglesi e americani (e chiunque altro) in realtà ridano di noi… e hanno pure ragione.
Dopo il LULZ, mestizia a palate.
Ha ragione Tapiroulant, non ho capito nulla di questo articolo!
E ad essere sinceri non ci capisco nulla nemmeno adesso!
Credevo fosse un semplice fatto di cronaca a riguardo di alcuni scrittori africani che dicono di voler scrivere fantasy su temi africani
Perdonate l’ignoranza. Qualcuno può spiegarmi meglio? Altrimenti mi toccherà andare a suicidarmi in bagno come coldsteel!
@Cecilia: io continuo a non capirci nulla…
Salve, sono Marika Giansen, dell’Università di Edimburgo, e vorrei dire che sostengo pienamente l’African-Fantasy. Alcuni dicono che sono di parte, ma il fatto che io abbia scritto i saggi “Sporchi bianchi, l’Africa è nostra (di noi negri)” e “L’African-Fantasy è bello” non vuol dire proprio nulla!
L’Africa-fantasy ha sgretolato il postmodernismo. Lo sosteniamo in molti, tutti accademici. Uhm… veramente siamo quattro prezzolati che girano con il dindarolo per le università europee più scadenti alla ricerca di due lire per organizzare riunioni sull’African-Fantasy (che finiranno su wikipedia con il titolo:
“Il dibattito Accademico Internazionale sull’African-Fantasy”).
Il Duca è sempre squisito nel mandarti a cagare ^^
Per il resto mi dichiaro fin da subito ammiratore sfegatato dell’African-Fantasy. Pensateci un attimo: finalmente un fantasy in cui c’è una razza ancora più abbietta di Troll e Goblin (i NEGRI) e in cui il protagonista oltre alla minaccia di stregoni, guerrieri e assassini deve sfuggire anche all’AIDS ^^
Tapiro, vorrei scrivere una ficcina ispirata alla tua recente vacanza. Siete tu come mago mistico-leninista-elementale e la Sho come elfa tettona-morbidona, e vi recate nell’oscura landa detta Vual di Suusha per fermare il malvagio e possente Tahaav, deciso a conquistare il mondo tramite la sua terribile arma, il Kaan Thiere. Ivi combatterete contro orde di celerini determinati a farvi il culo a tarallo (questa è una citazione di Tolkien), ed infine, dopo peripezie, intrighi, tradimenti, intercettazioni e accertamenti fiscali, riuscirete a far trionfare il Bene sul Mare (pardon, Male) e a riportare la pace e la locomozione a passo d’asino in tutta la valle.
Che te ne sembra? ^^
Creo una petizione online per richiedere una versione modificata del Signore degli Anelli dove dai cancelli di Mordor escono negri incazzati che prendono a pisellate il gruppo di eroi (con primipiani su Legolas contento come una pasqua)?
Come disse scherzosamente (?) un mio amico di Bari:
IO RAZZISTA !?! SONO LORO CHE SONO NEGRI !!
@Giacomo
Ok, ora provvediamo. Oltre alla pagina di Wiki, visita il blog del Duca (cerca la parola WuMing – o Wuminkione) e quello di Gamberetta (se già non l’hai fatto), un po’ tutto, specie le recensioni e i tre articoli della serie Manuali di scrittura. Vedrai che alcune cose sostenute da WuMing e perculate qui e altrove (come il POV volontariamente alla cazzo, elogiato et incensato) sono tra le peggiori schifezze tecniche da inserire in un libro. Schifezze definite tali da fior di scrittori con un sacco di pratica alle spalle e dai manuali di scrittura, e per degli ottimi motivi.
Quando sarai a conoscenza di tutto ciò, il motivo per cui ridiamo di costoro ti sarà chiaro.
I Wuming? Avevo letto qualcosa di loro sulle baionette e in giro, ma non sapendo nulla nel dettaglio non avrei saputo dire se concordare un po’, perciò rimasi in silenzio, a studiare altre cose (a proposito, i manuali di gamberetta li ho letti, ma non ricordavo citasse i Wuming… li andrò a rivedere).
Non capendo che ci si riferisse a loro ho parlato per niente!
Non avevo capito una bega!
Quel che ho capito ora è: non ascoltare i Wuming perché sparano scemate sulla tecnica narrativa.
Agli ordini!
Scusate ancora i commenti superflui, cercherò in futuro di fare più attenzione (e di informarmi meglio su ‘sti Wuming).
edit: ho scritto concordare “un po” anziché “o no”. Pardon.
Ah ma Wuming è uno solo, non è un gruppo. Diamine, ma non capisco proprio nulla. Zwei ora ha il diritto di colpirmi con la Zweihander. E se vuole di cancellare tutte le stupidate che ho scritto.
Chiedo scusa di nuovo.
Ho letto l’articolo di Zwei e nel frattempo mi chiedevo:
“Ma sarà serio o starà scherzando?”
Poi ho letto la pagina di Wiki e nel contempo pensavo:
“Dev’essere una pagina finta.”
E invece è tutto vero.
Sono triste, è stato come scoprire che Babbo Natale non solo esiste, ma è un serial killer abile nel non lasciare tracce.
Ho bisogno di postare link random per ritrovare il buon umore.
Qui trovate un lago di generi diversi.
Il mio preferito è: “An Evening with Clarence” – Parody of LARP.
@DagoRed
Non riesco a smettere di ridere.
@Cecilia:
Secondo me non è quello il problema.
Alcuni punti del programma sono anche condivisibili:
Se sfrondiamo il lessico da radical chic, quello che salta fuori non è molto diverso da quanto scriveva Gamberetta, che diceva che in un fantasy è lecito e potenzialmente fico scrivere la storia dal punto di vista di un coniglietto, di un albero, di una montagna. Sono questi i “punti di vista inconsueti” che includono “l’extra-umano”; non è un invito a gestire i pov alla cazzo di cane (questo non significa che i Wu Ming capiscano qualcosa di gestione del pov; semplicemente non esclude la possibilità).
Il problema è da un’altra parte.
Ossia che la maggior parte dei punti sono di una banalità rara, tanto da far sembrare che i Wu Ming siano usciti da sotto un sasso. A questo si mescola un modo di esprimersi da disadattati.
Con “pop” i Wu Ming intendono una cosa davvero sconcertante: un romanzo può essere bello e contemporaneamente divertente! Non dev’essere per forza una mazzata nelle palle! Ci credereste?
A parte che questo passaggio sembra scritto da un analfabeta (ucronia e storia alternativa sono la stessa cosa; ucronia potenziale è pleonastico, dato che per definizione ogni ucronia è qualcosa che sarebbe potenzialmente accaduto. La frase successiva vuoldire: “Un mondo diverso dalla realtà storica offre uno scenario diverso dalla realtà storica”. I Wu Ming continuano a stupirci col loro acume).
Dicevo, a parte che sembra scritto da un analfabeta… L’ucronia è un genere lodevole, ma vorrei avvertire i Wu Ming che gli anglosassoni scrivono già ucronie da un secolo senza bisogno che il NIE glielo spieghi.
Idem come sopra: i mischioni tra generi sono una cosa che sarebbe scontata dappertutto meno che in Italia e in Uganda (ma non sono sicuro sull’Uganda). Sorvoliamo sugli effetti “perturbanti”, qualunque cosa vogliano dire.
Ecco un’altra idea rivoluzionaria: che un romanzo possa ispirare anche film, telefilm, musica, giochi di ruolo…! Magari… scusate, non vorrei essere troppo prematuro, ma… magari, potrebbe ispirare addirittura delle fanfiction?!?!?!?!?!?!
A questo mix di banalità e incomprensibilità si aggiunge poi effettivamente una buona dose di WTF:
Oltre alle parole prese a caso da un vocabolario, qui entriamo in pieno territorio “butta il buonsenso nel cesso e comincia a battere parole a caso sulla tastiera”.
Ed ecco l’immancabile motivazione etico-politica da intellettualoide di sinistra… scommetto che Wu Ming 1 vota PD.
@Giacomo: Wu Ming è un gruppo, accidenti a te! Sono in 4 o in 5, non mi ricordo più (uno se n’era andato, non so se l’abbiano rimpiazzato).
@Dago: Va bene, a patto che il mio pg possa avere l’incantesimo di LV10 Comunismo di Guerra: requisisci tutti gli averi del tuo party e lasciali morire di inedia, ma poi pentiti.
Come no. Lo metto insieme alla tecnica della Superiorità Morale (+10 Cos), e a quella del Grande Otto (lancia un estintore a una guardia reale e poi lagnati per anni se quella ti riempie di piombo).
E ricordati che in ogni Coop del magico regno puoi comprare la Pozione ai Funghetti Allucinogeni (+20 PV -10 precisione), la Falce e il Martello da Guerra (+5 Att), la Kefiah Magica (+3 Cost) e il Kapitale (detto anche Necronomicon Rosso: +10 Carisma -200 Intelligenza)
Grazie per l’accidenti a me, me lo meritavo davvero!
Quindi è solo un gruppo di persone che si è messa a dire cose ovvie al mondo credendo che fossero rivoluzionarie?
@Tapiro
Bon, svista mia. Chiedo scusa. In ginocchio sui ceci per espiare.
Dio, quanto il odio quelli così…
Perché, Manni (che rispetto come autrice), Troisi, GL (questi no) cosa credi che votino?
@Dago
@Giacomo
Infatti non li cita. Intendevo che leggendo il suo blog si capivano le stronzate/ovvietà che questi sostengono come loro geniali invenzioni.
@Tapiro
Mi scuso ancora per la vista. Ho letto la pagina di Wiki in fretta, nervosa… e i risultati del piffero si sono visti.
Chiuso questo, ma nessuno straniero gli ha detto nulla? Del tipo -ehi, ragazzi! Ma lo sapete che noi queste cose le facciamo da un pezzo? Dov’eravate?-
Ci sono cascato anch’io
“Ma chi cacchio è ‘sto Vuminko?”
Ah, Zwei:
Esiste già una cosa del genere: Afro Samurai
Per dirgli qualcosa dovrebbero prima di tutto cagarseli…
No, vabbé; in realtà non so come e quanto Wuminko e soci siano considerati all’estero, il Duca e Zwei ne sapranno certo di più. Ma ho l’impressione di non essere andato lontano dal vero.
Non ho dubbi
(tanto per dare un colpo al cerchio e uno alla botte)
Certo: sempre meglio PD che CL
La guerra preventiva son buoni tutti a farla. Non lascia in bocca quel sapore di proletario che ci piace tanto. Quindi bocciata U.U
Dillo al Kompagno Lenin e alla sua gegnale idea del nemico oggettivo.
Lettera del 17 maggio 1922, destinatario: commissario del popolo per la giustizia D. Kurskij.
Questo solo in teoria. ^_^
E la teoria da sola non conta mai niente, vale solo se è espressione di un lavoro di analisi dei punti in comune nei singoli casi pratici. Quindi tanto vale occuparsi solo dei casi pratici.
In più, come hai sottolineato, usare il Punto di Vista migliore per una scena (che nel caso della narrativa fantastica può essere un punto di vista stranissimo) è solo una regola della narrativa, con l’aggiunta del caso specifico per quella “fantastica”, per cui in nessun modo si può considerare come “tipica” del concetto di NIE.
Ho detto di prendere un caso pratico… faccio io, visto che ho letto il libro e il punto di vista balordo venne tenuto apposta per fare in modo che l’editor dell’autrice si potesse vantare dello sguardo obliquo e di aver pubblicato un libro almeno un po’ NIE: Esbat di Lara Manni.
Cito direttamente dalla mia recensione del giugno 2009 su Baionette (mi pare sia l’unica recensione che ho fatto):
Ah, come al solito il tempo mi ha dato ragione: davvero stava leccando i WuMing e un po’ alla volta è entrata nella cricca di amichetti. Sopdet, seguito di Esbat dopo un anno e mezzo di amichettolandia-GL-e-WuMinchia è un disastro di romanzo. Come Alice, temo per l’influenza di GL, fu il disastro di Dimitri dopo il discreto Pan. Ho provato a leggere l’estratto di Sopdet online ed è stato doloroso per quanto faceva schifo.
Una recensione che consiglio:
http://ilsociopatico.wordpress.com/2011/08/05/recensione-sopdet-di-lara-manni/
Sopdet è una corsa verso facili intellettualoidismi che finisce, italianamente, con la caduta nel vuoto e la nuvoletta in fondo al burrone.
^_^
Un caso pratico di sguardo obliquo: POV scelto alla cazzo di cane e gestito alla cazzo di cane. Un lavoro di merda al 100% Italiano, non molto Nuovo e dubito sia Epico. ^_^
Ma forse il NIE, in soldoni, è proprio questo: suicidarsi per sentirsi intellettuali, mentre il pubblico lancia sonori “vaffanculo!”.
Bhè, chi non ha capito l’articolo non ha mai detto che non si può scherzare su argomenti che alcuni non conoscono… Solo non ci si sorprenda se talune persone rimangono a fissare il monitor con una decina di punti interrogativi che schizzano dal cranio…
@Duca:
Sembra che i Wu Ming ignorino la narrativa di genere o la considerino priva di interesse, che il loro orizzonte mentale sia Proust – Joyce – Mann – Gadda – Genna (santo cielo), e che quindi l’idea che un romanzo possa essere “colto” e “piacevole” insieme gli sia parsa assolutamente rivoluzionaria.
Esbat aveva una scena col pov del gatto? °-°
Questo per dire quanto mi sia rimasta in mente quella scena e quanto fosse fondamentale per il romanzo.
Certo che è Epico: è un Epic Fail.
FIE: Fail Italian Epic.
Non saprei: come avevo già detto sui Gamberi, Alice mi ha dato l’idea di essere una vecchia idea da 12enne riciclata (e riciclata male). Dimitri ha confermato l’idea scrivendo da qualche parte che lavorava da Alice da molti anni. E’ un po’ il The Dome di Dimitri! (però peggio).
Quanto al suo pensiero e alla sua eventuale giellizzazione, posso solo dire che il modo di pensare di Dimitri mi dava già sui nervi al tempo di Pan. L’intreccio era decente, ma l’ideologia che spirava da quel romanzo mi ha dato di quei conati di vomito, che la Manni a confronto (quella di Esbat, almeno, Sopdet non l’ho letto) è una brezza balsamica.
@Kenar:
Nessuno si sorprende, Kenar, sei sempre tu quello sorpreso…
@Cecilia
Vero, la contrapposizione giovane->trasgressivo->fiko Vs. vekkio->repressivo->caccapupù era falsa e semplicistica, non fosse altro perché di solito chi si pone come obiettivo quello di reprimere gli altri poi in privato è dedito alle porcherie più sfrenate. Dimitri infila nel romanzo elementi di critica sociale a piene mani, ma confonde il fine (il potere) con i mezzi, e viene fuori un trojaio sotto questo punto di vista.
A proposito, non ho capito se l’araldo dell’Afrikan Fantasy Mekele Vuminko considera il fantastico come genere d’elezione per trattare i temi scottanti dell’attualità.
@tapiroulant: e… il significato/motivazione di tale affermazione?
Mi state facendo passare la voglia di leggerlo, Pan. Persino quella pochissima che avevo.
In quanto a Sopdet, anche se mi è piaciuto, sono d’accordo con la recensione linkata dal Duca, specie nelle parti dove l’ideologia salta fuori dal libro ballando il tip tap. Alle volte, spesso, tifavo per Yobai.
Checché ne pensino loro, quelle poche pagine che fui costretta a leggere in 5° liceo furono un tormento che nemmeno le peggiori fanfic. Una schifezza illeggibile e seghe mentali da tutte le parti. A mai più.
Magari fosse solo quello.
Il momento più “alto” della sua critica sociale è quando fa dire a più personaggi positivi che se solo la gente scopasse di più e si lasciasse trasportare più dai sogni e dalla meraviglia, il mondo sarebbe migliore. Circa.
Anch’io ho avuto pensieri del genere nella mia vita – tipo, a 12 anni.
Volevo rassicurarti.
Poi dipende.
Gente di Dublino mi era piaciuto. Dedalus lo trovai insulso.
L’Ulisse, beh… ero indeciso se provare a leggerlo. Poi un mio amico l’ha letto. E non soltanto mi confessò di averci messo quattro mesi (un capitolo a settimana di media), e che “è un libro che va letto con calma”, ma aggiunse: “Naturalmente devi comprare l’edizione Mondadori, perché la Guida alla Lettura (volumetto a parte di 200 pagine) è indispensabile”.
Al che ho cambiato amico.
Ok, grazie a te ho preso la mia decisione definitiva. Non lo leggo. Tra lo squallore e l’ingenuità più assurda.
Beh, sì, mi riferivo solo all’Ulisse. I racconti letti dei Dubliners erano piaciuti anche a me. Sarà che le storie avevano un capo, una coda e il correlativo oggettivo invece che le seghe senza fine.
@ Cecilia
Pan non mi è dispiaciuto come a Tapiro: come trama imho è molto meglio di Esbat, anche se è scritto in modo più irritante. A me tra i due Pan è piaciuto di più. Sarà che preferisco scene lesbo e fate transessuali ai demoni gnokki e kattivi.
@Tapiroulant:
E il tapinastro non si accorge nemmeno che è il ritratto sputato di Berlusconi
@Zwei:
Non avevo fatto caso, ma mi fanno notare che Mekele Vuminko dovrebbe essere una signora.
Ben fatto.
A me disturbano entrambi, specie la gnokkaggine demoniaca ingiustificata e perché sì. Ma devo ammettere che, nonostante questo, preferisco la seconda.
Quando finirò tutto quello che ho da leggere…forse una chance gliela do.
@Siobhán
Brava Siobhán.
Duca approva. Elfe e fatine futanari?
Concordo su quanto sia irritante la presenza dell’autore -e talvolta del narratore- in Pan… e concordo sulla visione di Tapiro sul fatto che le idee espresse da Dimitri abbiano la profondità di quelle di un adolescente non troppo furbo. Pensa che in Alice i soliti tre concetti in croce sono ficcati a forza in modo ancora più irritante! ^_^
@Cecilia
Pan si trova piratato. Dacci un’occhiata prima di decidere, magari ti può piacere. Nel caso non ti piaccia, hai perso solo qualche minuto per leggere un po’ di pagine. Se invece ti piace hai guadagnato un libro decente da leggere.
Leggere gratis: sconsiglio di comprare il cartaceo perché Marsilio, ennesima truffa editoriale a cui ormai sono abituato, pare che non abbia pagato le royalties a Dimitri quindi all’autore non andrebbe niente! Non ha senso pagare se l’autore non riceve qualcosa. Piuttosto compralo in eBook, visto che Dimitri lo sta “autopubblicando” su Amazon.
Se ci sono state novità negli ultimi due mesi e Dimitri è stato pagato, correggetemi pure: non sto seguendo granché i suoi post e sono fermo a quando ha denunciato la disonestà di Marsilio a fine giugno e ha iniziato l’autopubblicazione.
@Duca
Lo so, il file ce l’ho e forse l’ho addirittura già caricato sull’Orizon. E’ finito in coda e a leggere tutti i vari commenti/opinioni… dire che non m’ispira è un’eufemismo. Senza contare che ho un fracco di altri libri da leggere.
Ovviamente, se poi mi piacerà (dubito, ma si sa mai), lo comprerò dell’autore.
L’ultimo post da allora è stato un commento ai saccheggi di Londra “in live” (ci abita con la moglie/compagna), nient’altro.
Male: fairy futa is <3
^___^
Ribadisco: BLEAH
WTF!! Sho!!
LOL, Dio benedica Siobhán. Tra lei e il Duca la mia riserva di
Pornomateriale intellettuale, sta aumentando a vista d’occhio.Ho visto cose che non pensavo potessero esistere, il Duca sa, mi ha aperto il terzo occhio e ci ha sputato dentro!
Seguite anche voi il suo Verbo. Possibilmente TRANSitivo. ^_^
D’altronde lo disse anche Tolkien:
I TRANS SONO DONNE ALL’ENNESIMA POTENZA!
Ma forse non era lui
Facendo io parte dei lettori di questo blog Ignoranti e Idioti, non mi immergo nella diatriba stilistica che è nata nei commenti, ma volevo ugualmente lasciare un mio personalissimo commento a cazzo per dire che…
LOL, se anche non fosse stato spassoso l’articolo che hai scritto, Zwei, le risate sarebbero state assicurate dalla lettura dei commenti dei difensori della Moralità e della Pubblica Decenza che, senza provare neanche a capire l’ironia che c’è dietro l’intero post (e non è vero che senza le basi non si capisce nulla, io non sapevo a cosa stesse facendo riferimento – non precisamente, almeno – ma l’ho trovato ugualmente sarcastico, divertente e critico… e non credo di essere più intelligente della media dei lettori, anzi), si sono scagliati a difesa dei neri senza capire un’H.
Ma dove andremo a finire, se la gente si aspetta di avere sempre la lezioncina servita a tavola e tutte le spiegazioni imbandite come antipasti, se non si prova neanche più ad accendere il cervello per capire senza richiedere continue delucidazioni….
Ok, dopo questo post Inutile e Idiota, mi ritiro nella mia landa di deficienza fino alla prossima volta che le dita mi pruderanno per il bisogno di scrivere cavolate.
Fustigatemi pure.
Arriviamo nella “narrativa” attuale come decenni di manipolazione da parte degli editori per creare un pubblico Azzerato, il cui gusto coincida con ciò che il Marketing dice e non con la qualità di quanto prodotto, hanno sapientemente costruito.
Era un bel commento, bravo Yuetshi.
Grazie, comunque sono una ragazza :P
Già, sigh, purtroppo è quello che pensavo anch’io. Poi ci si lamenta che non viene prodotto più nulla di decente… la colpa è della media dei lettori.
Ma questa è una banalità che tutti già sappiamo.
Mi ritiro nuovamente, saluts :P
Era ovvio che Yue fosse una deliziosa donzella. Qui da Zwei trovi solo il meglio del gentil sesso.
Ovvove e vaccapviccio.
pics in bikini elfico or it didn’t happen
Mannaggia alla chiavetta, arrivo sempre in ritardo. T_T
Un grosso LOL per l’African-Fantasy (e il Tupac Shakur di Manozzi, Some things will never change, yo!).
La faccenda dei Wu Ming IMHO non ha alcuna rilevanza. Seppi della loro esistenza qualcosa come 4 o 5 anni fa, forse su FM; non me n’è fregata una ceppa e continuo a non fregarmene nulla. La cosa bella del web è che ci si può scambiare informazioni a tonnellate, di conseguenza in questi anni personalmente ho risparmiato una caterva di soldi e di tempo e ho evitato libri merdosi, che qualcun altro ha avuto l’onere di leggere – Duca, vada per il coraggio infinito, ma non so dove trovate tutto quel tempo per leggere tal immondizia e al contempo trovare anche le perle.
Ripeto: a parte l’aspetto lolloso della cosa, io ai Wu Ming manco ci penso, e come aveva detto il Duca – credo su Massacri -, è inutile proprio parlarne perché non meritano
minzionemenzione. .__.Ok, aspetta che vado a procurarmi il bikini. Ci vediamo tra qualche ora. Però torno, eh. Sì sì.
Ti aspettiamo! ……….WIIIISSSHHH *rumore del vento*….. No, non tornerai…
Mi sembra giusto avvertire qualcuno quando prende cantonate, come quando giro tutto il giorno con la lampo aperta e nessuno me lo dice. Perché nessuno mi avverte? Quindi ti avverto: Duca, stai dicendo minchiate.
Non che non sia d’accordo sul tema in generale, ma gli esempi che tiri fuori sono sballati. Quello che fai, è una fallacia dell’uomo di paglia. Dici: “guardiamo questi punti di vista strani”, e citi la Manni. Ma se anche la Manni fosse tecnicamente il punto di congiunzione tra Licia e un aborto (personalmente la metto un po’ più su nella grande scala) non significherebbe niente: non è stata presa a buon esempio dal manifesto. Quello che mostra la tua argomentazione è che la Manni non è capace a tirar fuori punti di vista intelligenti, non che non lo siano altri o, ovvove, non sia una buona idea provare a tirar fuori punti di vista diversi dal solito (che è il punto del manifesto).
Come posizione sono molto vicino a uno dei primi posti del Tapiro: idee condivisibili spacciate per originali, spacciate per tipicamente italiane. Ma, almeno leggendo libri WM o DeCataldo, non si trova gestione sciatta del PoV, o esperimenti stilistici che staccano il lettore dalla narrazione. Personalmente li trovo buoni libri. Probabilmente tra i migliori in Italia, per quello che vale.
Un capoverso a parte per la questione su l’etica e la politica nella narrazione che, più dello stile, mi sembra il vero punto di conflitto. Personalmente, dove la motivazione etica/politica non rovina lo stile, non mi da assolutamente fastidio. Anzi, un punto di vista interessante (anche non condiviso, se bene argomentato) può migliorare l’esperienza di lettura. Così come un libro che, mentre mi diverte, mi spiega le dinamiche militari dell’esercito Romano. Ovviamente, come in tutti i casi di valore aggiunto alla lettura, il valore aggiunto è tale solo se non rovina ritmo e stile. Se il libro si ferma per colloqui tratti dalle pubblicità progresso, può andare nella differenziata (sono etico/ambientalista). Ma se parte del conflitto sono le ideologie rosse e nere negli anni di piombo, voglio il conflitto, anche verbale. Voglio le idee e le discussioni. Questo ovviamente vale per tutto, anche per le scene hentai bestiality: se sono gratuite, spezzano il ritmo. Se fanno parte del testo, se forniscono motivazioni alternative per far andare la trama o caratterizzare un personaggio, i maiali che si fottono le ragazzine sono un simpatico valore aggiunto.
PS: vi prego, schiarite un po’ il colore di fondo del campo di scrittura, nero su grigio perdo l’uso della vista. Penso sia quello almeno.
@Emanuele:
“Sperimentazione di punti di vista inconsueti e inattesi” non significa niente, è come dire “indossare pesanti indumenti di lana”: può essere un’ottima idea a febbraio e una (vu)minchiata in agosto. I casi sono due: se c’è un solo punto di vista per tutto il romanzo, è ovvio che ti tieni quello, a meno che non vuoi ottenere un effetto comico infilando due righe con il tostapane che pensa che il protagonista è un imbecille. Se ci sono più punti di vista (romanzo “corale”, che è diverso da “POV alla cazzo perché io scrittore non ho il concetto di POV”), allora un’idea furba è usare il POV del personaggio per il quale la scena risulta più drammatica. Scegliere un POV diverso perché sì, o peggio ancora per motivazioni etico politiche, è una minchiata. L’esempio del gatto in Esbat mostra con un esempio concreto il fatto che un POV inconsueto e inatteso usato “perché sì” non è di per sé una buona idea, come non lo è di per sé “indossare pesanti indumenti di lana”.
@Angra: onestamente, mi sembra semplicemente che (come per molti commentatori a questo post), tu non abbia mai letto un libro WM. Perché altrimenti esempi pratici di quanto viene suggerito vengono alla mente immediatamente. Ad esempio Q, punto di vista unico, costretto dall’uso della prima persona, ma vari mezzi per narrare la storia che il protagonista non può vedere tramite punti di vista fittizzi e artifici narrativi, sempre più frequenti man mano che la storia va avanti. Il tutto molto godibile.
Un suggerimento è sempre sul marginale, “mangia la frutta” vuol dire mangiane più di quanta ne mangi ora e non “mangia sempre e solo frutta”. Allo stesso modo, “vestiti più pesante” non significa “metti la pelliccia ad agosto”. E – indovina un po’? – “Sperimenta PoV diversi dal solito” non significa “Rovina il libro mettendo PoV sbagliati”. Vuol dire non fare scelte costretti dal seguire la norma, ma dal proprio senso critico. Se il proprio senso critico è fallato, si scrive merda.
Per questo sposo perfettamente l’idea del Duca: bisogna vederne i decreti attuativi. Quello che invece trovo ridicolo nel post del Duca è commentare l’esecuzione citando un esempio scadente di un libro di un’autrice che l’oppositore dialettico assente (WM1) non ha mai citato ed è genericamente poco noto e importante (onestamente non l’ho mai visto mettere tra il NIE).
In fine, forse non si è capito, concordo sul tema generale: i manifesti e le correnti sono spesso minchiatone autoreferenziali per intellettuali. La mia critica è scattata fondamentalmente sull’uso di argomentazione tanto buffa. Il fatto che critichi (anche fortemente) un’argomentazione non significa non sia d’accordo sul tema. Non amo la consonanza cognitiva.
Infatti non sto commentando i libri dei Wu Ming, sto commentando il manifesto del New Italian Epic.
“Sperimenta PoV diversi dal solito” non significa né “Rovina il libro mettendo PoV sbagliati” (infatti io non l’ho detto) né “non fare scelte costretti dal seguire la norma[quale?], ma dal proprio senso critico”. “Sperimenta PoV diversi dal solito[quale?]” non vuol dire un cazzo, è pura aria fritta.
Invece a me questo invito piace.
Non so se nel saggio sul NIE il punto sia approfondito; stando così le cose, con “diverso dal solito” mi vengono in mente due possibilità:
- Diverso dall’uomo bianco caucasico euro-americano. Tipo: scrivi un libro di epoca coloniale nell’Estremo Oriente (es. Conrad o Kipling), ma col punto di vista di un nativo.
- Diverso dall’essere umano. Tipo: scrivi la storia di un pianeta dove si è sviluppata una specie di piante senzienti dal punto di vista di una di queste piante; oppure scrivi che i marziani conquistano la Terra dal punto di vista di un marziano.
Dato che i punti di un “manifesto” in genere vogliono solo essere degli stimoli per quelli che si riconoscono nella corrente, non c’è bisogno di essere più specifici di così. Se per qualcuno “sperimentiamo punti di vista insoliti” vuol dire “nel mio libro che parla d’altro a un certo punto ci metto un pov del gatto”, il problema è di questa persona…
D’altronde “Uccidiamo il chiaro di luna” non è più specifico di “Sperimentiamo punti di vista insoliti”.
—
In ogni caso questo è un discorso di teoria.
Mi sembra che siamo tutti d’accordo sul fatto che quello che conta è vedere la realizzazione pratica di questi principi.
Caso di Esbat a parte, non ho mai letto libri dei Wu Ming, se non altro perché sono enormi e non ho mai avuto abbastanza voglia. Quindi non so se siano buoni o meno. E quindi mi rifiuto di esprimermi sulla realizzazione pratica dei punti del NIE.
Prima o poi leggerò Q o 54. Credo. Qualcuno tempo fa mi aveva consigliato 54.
@Emanuele:
Qui i problemi sono due.
1. Come hai detto tu stesso, “dove la motivazione etico-politica non rovina lo stile”. Ho letto fin troppi libri di gente più ansiosa di dire la sua sulla società moderna che di raccontare una storia. La deriva politica di molti scrittori fa loro dimenticare che lo scopo primario di uno scrittore è raccontare bene una bella storia; se vuole inserire il giudizio politico, questo deve essere subordinato alla storia e bene integrato nella narrazione.
Altrimenti si finisce con il personaggio di Sopdet che senza alcun motivo critica il nazismo.
2. Un’opinione politica vale la pena di essere detta solamente se è detta da qualcuno che di politica ci capisce. Altrimenti è solo rumore che si aggiunge al rumore. Guarda quello che abbiamo detto sopra su Pan. Che valore aggiunto danno al romanzo le ingegnose riflessioni da 12enne sul rapporto tra scopate e moralità? L’unica cosa che danno è fastidio.
C’è un sacco di pseudo-intellettuali che si sente in dovere di dire la sua sulla politica senza soffermarsi a chiedersi se ci ha capito qualcosa.
Per il resto, neanche il Duca (che da qualche parte aveva citato The Moon is a Harsh Mistress di Heinlein) mi sembra snobbare le riflessioni su politica, economia, e società, quando sono intelligenti e ben integrate nella narrazione.
E pensare che il post era dedicato al disastroso Med Fantasy
Tapiro, indubbiamente ti manca la dote del riassunto.
Forse dovevi leggere il post invece di mentire a riguardo. Che senso ha mentire quando il testo è accessibile a tutti?
Il commento su Lara non riguardava il concetto in generale, che ho difeso essendo tipico della narrativa fantastica “quando ha senso usarlo” (la stessa cosa che hai detto tu o Tapiro, quindi? Che critichi?).
Il commento riguardava una frecciata contro un caso specifico, noto, di autrice (spinta dall’editor) che per fare l’intellettualata alla WuMing infila per forza un “punto di vista obliquo” solo per leccare e sentirsi un po’ NIE. Non che sia un esempio di NIE contenuto nel merdorandum scritto a uso e consumo dei gonzi rincoglioniti (infatti ci infilano di tutto).
È scritto:
È faticoso leggere? Bisogna per forza mentire su ciò che ho scritto allo scopo poi di ri-affermarlo spacciandolo per tuo?
Che tu abbia mentito sulle mie affermazioni è un fatto oggettivo. Mi aspetto delle scuse, non mi pare che tu fossi autorizzate ad affermare il falso su ciò che dico.
Prima di accusare gli altri abbi il buon gusto di estrarre correttamente i Significati dai Significanti: le parole non sono piccoli dipinti interpretabili a piacere, hanno un senso e vanno lette tutte SENZA inventarsi altri significati a piacere.
Sto partendo dal presupposto che tu sia in buona fede e abbia mentito per colpa di una svista. Il che è una concessione fatta in assenza di prove.
Se vuoi trovare “ridicolo” qualcosa, trova ridicola la pratica della menzogna per riaffermare ciò su cui si mente, e ridi di te stesso. ^__^
Continuiamo.
Ah, sì? Non si trova?
Sicuro di averli davvero letti e non di star solo dicendo di averli letti? Di DeCataldo non ho letto nulla, ma dei VuMinchia qualcosa sì ed è un disastro.
Cosa sotto gli occhi di tutti, come ti posso dimostrare in pochi minuti.
Prendiamo un brano a caso, ma i loro “balzi di pov alla cazzo” avvengono di continuo perfino nel poco di loro che ho letto.
L’incipit di “Altai” (due parole straniere hanno perso il corsivo, colpa del blog):
[1] Il POV non è stato dichiarato e in questo caso potrebbe tanto essere Gracia, subito dopo, quanto il Narratore viste le affermazioni generiche come “stanze del palazzo” e soprattutto lo strambo “viventi dentro la sera”. Se non è il Narratore, il messaggio è che Gracia sia scema e pensi come un Narratore da due soldi. È questo che dobbiamo pensare?
È un tipo di scrittura dilettantesco, il tipo che all’estero porta al rigetto (o molto vicini al rigetto) dei manoscritti degli autori inediti.
[2] L’annotazione extra-POV è un inserto del Narratore. Come vedi si sballa di nuovo dal POV-Char al POV del Narratore (Narratore non coincide con Autore, vedi Wayne Booth e le sue idee sull’Autore Retore, è solo un personaggio fittizio ulteriore creato dall’Autore – la persona fisica vera e propria -). I WM apparentemente non hanno idea di come si scriva col POV, ci inciampano a caso mentre usano il Narratore “deprecato da decenni di studi sulla narrativa” e qui, oggettivamente, inutile e quindi non rientra nei rari casi in cui il Narratore si introduce con efficacia nel testo.
[3] Fin qui, a parte l’inizio che è in dubbio (e il dubbio sul POV è un errore) e lo slittamento verso il Narratore al punto 2, siamo con il POV di Gracia. Bene. Peccato che subito dopo, senza scopo, senza eleganza e senza utilità…
[4] Siamo ora nel POV di Dana che ci infodumpa qualcosa sulle attività di Gracia senza alcuno scopo, senza eleganza e senza utilità. Se le attività di Garcia sono importanti allora avranno delle scene dedicati e si MOSTRERANNO, altrimenti meglio tagliare il superfluo ed evitare i “comodi pensieri infodumposi” marchio di fabbrica, perlomeno nel mondo anglosassone, dell’autore dilettante il cui primo romanzo è ancora più difficile ormai che venga pubblicato. Sarebbe stato meno schifoso se il pensiero fosse stato modificato per essere di Gracia, stanca morta e carica di impegni, quindi con buoni motivi per soffermarsi sulla cosa.
[5] Qui si traballa di nuovo. I pensieri così possono essere tanto l’intervento del Narratore che si riassume l’andazzo generale delle cose quando arriva la sera, quanto pensieri di Dana. Averli riassunti, privandoli del filtro del POV, privandoli delle emozioni del personaggio, li rende identici a quelli che potrebbe aver scritto un Narratore. In più usare “cameriera” al posto di Dana IMPONE che si sia passati al Narratore visto che è alienante che si pensi di sé in terza persona e con l’etichetta di un ruolo (infatti Dana prima era Dana e basta). Traballare è da dilettanti e di sicuro non è un buon modo di scrivere.
Tò! In pochi minuti l’ho trovata, senza sforzo, in un incipit!
Davvero “non si trova”?
Se prosegui la lettura vedrai balzi di POV senza motivo e senza eleganza di continuo, uniti ai pezzi traballanti o al passaggio al POV del Narratore vero e proprio. È spazzatura. Non è usare il POV coscientemente per rendere, con artistici balzi, un particolare effetto (?) di confusione / mente alveare / quel che vuoi. Sono proprio usati A CAZZO. E in lettori che non siano gonzi educati dall’editoria italiana della spazzatura, è fastidioso (motivo per cui la pratica è deprecata sia all’estero che nei manuali italiani, si veda il discorso di Franco Forte nel suo Prontuario contro i POV traballanti). Senza appello, è un fatto tecnico.
E come dici tu:
E infatti i WM, il cui senso critico è fallato, scrivono merda.
Perché hai affermato che non si trovasse?
Possibilità che mi vengono in mente:
1. quando hai letto “Altai” (e devi averlo letto se fai tali affermazioni universali su un gruppo di autori) non ti sei accorti dei balzi di POV e Narratore a caso: quindi non hai le competenze minime per giudicare aspetti tecnici e fare affermazioni oltre il “gusto”;
2. quando hai letto “Altai” te ne sei accorto, quindi sei competente un minimo in materia, e poi te ne sei dimenticato, ma invece di verificare prima di fare affermazioni simili hai preferito andare a cazzo: mostra poca serietà e rispetto della discussione;
3. Dicci il vero motivo tu del perché non hai saputo/potuto/voluto analizzare l’incipit di “Altai”.
Non tollero menzogne e non tollero affermazioni fatte senza citazioni e in assenza di prove. Mi aspetto scuse per aver mentito su ciò che avevo detto e per avermi fatto perdere tempo (che si paga all’ora, in denaro) per difendermi dalle tue falsità.
E scuse a chi ha perso tempo a leggerti (puro rumore di fondo nel web) per aver affermato il falso sull’uso del POV nei libri dei WM (“Altai” è uno di questi), spargendo disinformazione (dal rumore di fondo al danno per chi, in buona fede, crede sulla fiducia agli altri).
Cosa no?
Il mio ultimo commento toccava la bellezza di 5 argomenti diversi.
E’ già degno di lode che me la sia cavata in così poco spazio U_U
Ben vengano (a parte il fatto che ci saranno già migliaia di romanzi di invasione della terra con il PoV dei marziani scritti dai marziani), ma il punto non è il fatto che il PoV debba essere o no “inconsueto e inatteso”, il punto è che scegliere il PoV in base a criteri ideologici è una cazzata (anche perché le ideologie cambiano).
@Tapiroulant:
Mi spiego meglio: quello che dici tu va benissimo, ma non è una questione strettamente di PoV, è una scelta che influenza l’opera nella sua totalità, a cominciare dal pubblico di riferimento. Se uno invece usa il termine tecnico “punto di vista” come nel memorandum sul NIE, intende un fatto prettamente tecnico all’interno di una scena. Se poi non conosce il termine tecnico, e con “punto di vista” intende qualcos’altro… be’ magari è proprio così.
Fino all’altro ieri per me il NIE ricadeva nella categoria WC.
No. Non Water Closet! Ma “Who Cares?”
Oggi è l’argomento del giorno. Se è successo qualcosa che mi sono perso vi prego aggiornatemi :p.
Sulle opere dei Wu Ming.
Manituana è carino, ha uno stile migliore e qualcuno lo preferisce a Q, ma io ho preferito Q.
Quello in Q sembra molto uno stile sperimentale, fallito, ma ; quello in Altai uno stile più tradizionale con errori all’interno.
Ciononostante a me la storia di Q è piaciuta, quella di Altai no.
Ed è molto strano perché Altai tocca molto l’argomento dello spionaggio rinascimentale veneziano: un argomento che mi attrae molto.
Il Duca in passato aveva parlato di come alcune loro opere mancassero di accuratezza storica, ma quello non potrei confermarlo, io non sono un esperto.
Sui Wu Ming
Fino a poco tempo fa sapevo solo che loro pubblicavano le loro opere anche in versione gratuita, e li ho apprezzati molto per questo.
Poi ho saputo che qualcuno di loro è un amicone della Lipperini, e la cosa mi ha fatto rizzare le orecchie.
Poi mi è anche sembrato di capire che fossero più o meno amici di GL, e questo mi ha fatto rizzare i capelli.
E comunque l’opinione del Duca per me pesa a loro sfavore, ma non ho nulla di più concreto al momento.
@Duca: fai sempre un sacco ridere quando provi a offendere qualcuno, anche quando sono io. Però, spero che non fossi serio, altrimenti hai seri problemi, a proposito di significati e significanti.
Stai discutendo del manifesto Wu Ming. Rispondi a Tapiro che scrive “in teoria il gioco di PoV è ragionevole”, e scrivi due frasi, con un intermezzo che elimino:
Ora, a proposito di significanti, per me l’esempio è portato a favore dell’ipotesi che la teoria sia diversa dalla pratica. E non solo. Che, essendo la pratica sbagliata, anche il manifesto perde di valore, perché “espressione di un lavoro di analisi dei punti in comune nei singoli casi pratici”. E questa è, ovviamente, una fallacia dell’uomo di paglia: il caso pratico in questione non è tra quelli analizzati, portati ad esempio, o comunque considerati positivamente, dal manifesto.
Per quanto riguarda il secondo esempio invece, purtroppo non ho letto Altai e ho difficoltà a valutare il pezzo estrapolato. Finisco l’ultimo Butcher, lo leggo e ti rispondo.
Se questo fosse stato l’esempio svolto comunque realisticamente non avrei scritto il mio commento: la tua argomentazione era sbagliata, trovo anche questo esempio semplicistico, ma questo non vuol dire che (come ho già scritto) non sia parzialmente favorevole al tono generico del post.
@Tapiro: concordo in pieno, sulla teoria siamo perfettamente d’accordo. Si va sulla pratica.
Personalmente non trovo le riflessioni politiche nei libri WM né fastidiose né banali. Anche quando avvengono con un infodump che rallenta la narrazione, c’è sempre sufficiente mordente per mantenere alto l’interesse (commentando un libro non si può non considerare il coefficiente di difficoltà). Almeno per quel che riguarda i libri che ho letto.
Onestamente, per quanto trovi stupida la definizione e il manifesto, i libri che vengono fatti rientrare nel NIE sono le uniche cose decenti che ho letto prodotte da Italiani.
E infatti ti ho già risposto. È tutto scritto, fin dal commento che tu -con grazia clueless- commenti con menzogne.
Perché lo ignori? Perché non leggi prima di commentare? Perché ti inventi significati a cazzo invece di leggere SOLO quello che c’è scritto?
Davvero non capisci o sei in malafede come questa risposta fa pensare?
Non ho ancora letto le scuse per aver mentito e aver fatto perdere tempo.
Duca sei un coglione.
Nutri i troll pure tu ora? 
Emanuale si è capito dalla risposta che è un troll. Seguirà negazione poi tentativo già iniziato di dimostrare che ha ragione lui sparando minchiate su un testo chiarissimo che non vuole ammettere di aver letto male la prima volta e roba così. Mai visto uno che grida stupidate con tale sicurezza ritrattare e ammettere l’errore con dignità. Lo sai già che funziona così e allora perchè rispondi, scemo?
La gloria di dare al duca del coglione nutritroll è EPIC WIN.
PS
delurkarsi dando del coglione al duca è MEGA EPIC WIN
Il problema è che qualsiasi libro può essere fatto rientrare nel NIE. Le sue maglie sono talmente larghe che potremmo farci infilarci anche Zodd (conosciuto anche come “colui che spakka”). WM butta nel calderone qualsiasi libro possa portargli qualche opinione positiva da parte dell’autore. Vabbè, Evangelisti è sgamatissimo, De Cataldo col NIE non c’entra un cazzo, ma è abbastanza rosso da passare il check, a Lucarelli hanno strappato due parole sull’argomento con le pinze.
Sul finto interesse verso il NIE in ambito accademico internazionale stendiamo un velo pietoso. Forse ci tornerò dopo aver trovato alcune informazioni che sto cercando.
Bravo. Ma fossi in te da oggi in poi circolerei sul lato della strada meno esposto a ipotetici franchi tiratori.
E cmq benvenuto ^_^
@Angra:
Sono d’accordo con tutto quello che hai detto.
Ho letto le istruttive favole ducali e gamberettiane. Zwei, quand’è che ci delizierai anche tu con una favola NIE di coniglietti? (alla fine potrebbe irrompere sulla scena Zodd che si sbrana l’incauto leporide con pelo e tutto)
Sono stato brutalmente pwnato da tontony ^_^”"
che ha ragione per cui, beh, sono un coglione e punto. Sfotto Tapiro e poi vengo a nutrirli pure io, lol. Non ci posso fare niente.
Uniamoci alla richiesta di Tenger: “Favola! Favola! Favola!”
E con un tocco di africano perché nessuno prende per il culo i negri bene come Zwei.
Mi unisco all’appello di Tenger *O*
Oppure Zodd potrebbe abusare del coniglio, basta che questo sia cattivo e senza occhioni.PARTE I: IL DIBATTITO INTERNAZIONALE SPAGHETTI E MANDOLINO SUL NIE
Cercando sul sito dell’Università McGill si trova solo questo:
- Wu Ming, Italy and the Latest Wave of Historical Novels: or How and Why the Wu Ming Group of Writers Set Out to Disrupt Italian (nay, European) Literature and Popular Culture
Wu Ming 1 (Wu Ming Foundation, Bologna),
Thursday, March 27, 2008
5:30-7:00 p.m.
Room 1041, 688 Sherbrooke St W
Tristezza a badilate. In pratica WM che parla di sè stesso.
Niente male! Ma si tratta dello stesso Henry Jankins di “Cultura convergente“, pubblicato in Italia nel 2007 con prefazione di WM 1 e WM 2? Mhhh, a pensar male si potrebbe ipotizzare uno scambio di favori. D’altronde, WM ha battuto i pezzi a Jankins per anni:
Sigh
Ancora un pugno di italiani che parlano all’estero perchè qui in Italia, giustamente, non se li incula nessuno. La sostanza, purtroppo per loro, rimane inalterata: non se li incula nessuno. Il programma dell’ottobre 2008:
The Italian perspective on metahistorical fiction: The ‘New Italian Epic’
h. 14 : Intervento introduttivo: Claudia Boscolo (Royal Holloway University of London)
h.14.20pm: Wu Ming 1 (scrittore): “New Italian Epic – An introduction”
h. 15: Vanni Santoni and Gregorio Magini (scrittori): “Stylistic matters in the NIE and future prospectives”
h.15.30pm: Marco Amici (University College Cork): “The front before our eyes. Some reflections on the New Italian Epic”
h. 16.10pm Monica Jansen (University of Antwerpen): “New Italian Epic – A critical approach”
Beh, direte voi, almeno Jensen non è un cognome italiano! Però le sue opere…
- Narrare le forze dell’ordine dopo Genova 2001
- Dalla parte del noir: l’oscura immensità del G8 a Genova 2001
Uhmm, tanfo di pugno chiuso e sciarpetta palestinese a 10 km di distanza. Comunista COSIIII’ e studiosa di postmodernismo, è stata praticamente obbligata a parlare di NIE, visto che WM è convinto (e lo sbandiera ai quattro venti) di essere oltre il postmodernismo.
Quindi è post-postmoderno?
O modernissimissimo?
O trans-mediale?
Bisognerebbe chiederglielo. Urge una riflessione collettiva.
Ah, e un fuck yeah a Tontony per aver smerdato il Duchino
C’è giustizia sociale!
Li hai già rollati gli spini?
Marco Amici ha un cognome che è tutto un programma.
PARTE II: IL DIBATTITO INTERNAZIONALE SPAGHETTI E MANDOLINO SUL NIE
Vogliamo scorrere i nomi degli autori? Facciamolo in modo postmodernista, con tono ironico e distaccato:
Journal of Romance Studies
Volume 10, Number 1, Spring 2010
Overcoming Postmodernism: the Debate on New Italian Epic.
Edited by Claudia Boscolo
- Editor’s introduction
pp. 1-6(6) Boscolo, Claudia
Articles
- Urgency and visions of the New Italian Epic
pp. 7-18(12) Amici, Marco
- The idea of epic and New Italian Epic
pp. 19-35(17) Boscolo, Claudia
- Unidentified narrative objects: notes for a rhetorical typology
pp. 37-49(13) Chimenti, Dimitri
- Metahistory, microhistories and mythopoeia in Wu Ming
pp. 51-67(17) Piga, Emanuela
-Reconsidering epic: Wu Ming’s 54 and Fenoglio
pp. 69-81(13) Biasini, Rosalba
- Petrolio, a model of UNO in Giuseppe Genna’s Italia De Profundis
pp. 83-95(13) Patti, Emanuela
- Laboratory NIE: mutations in progress
pp. 97-109(13) Jansen, Monica
Vabbè dai, c’è qualche nome nuovo. Italiano, ma comunque nuovo. Peccato si tratti dei soliti amichetti, fra cui Dimitri Chimenti, che aveva già scritto articoli per Carmilla (il sito veterocomunista che cerca di spingere il NIE in tutti i modi) e altri finti Cervelli in Fuga.
Ma siamo ancora qui a parlare di costoro? La favola, voglio la favola!
Come si dice smerdone nelle università americane?
Ora Zwei, mi aspetto una favola con i fiocchi! *-*
“African-fantasy”? Ma che stronzata è?!
Vuoi fare uno zulu che se la vede con demoni-giraffe? Ok, chiamalo “fantasy” (e basta)