Ho infilato questo film nella pennetta USB con aspettative pari a zero. Il budget di 1,5 milioni di dollari mi ballare i pettorali dal nervosismo e non avevo mai visto nulla del giovane regista Jon Knautz, sebbene avessi sentito parlare del suo primo lungometraggio.
La trama da Wikipedia:
Quando i giornalisti approfondiscono le indagini e si avvicinano a scoprire la macabra verità che si cela dietro Alwainia e i suoi abitanti, inizia la caccia all’uomo da parte di alcuni sconosciuti, forse proprio i facinorosi settari, che porta il gruppo a scappare da ogni persona, possibile complice o appartenente alla misteriosa setta.
Il cast è formato da alcuni veterani del piccolo schermo e degli horror a basso costo. Fra di loro, spiccano il veterano di Smallville Aaron Ashmore, Cindy Sampson, simpatica compagna di Dean Winchester in Supernatural e il cafone del bigonzo Trevor Matthews (a quanto sembra il pupillo del regista, qui nei panni del polacco in smanicata).
L’azione ha un gusto vintage, tanto che se non fosse per la pellicola, lo avrei classificato come un residuato degli anni ’70. Infatti, a partire dal ritrovamento di una statua demoniaca (probabilmente una citazione de “l’Esorcista”) in mezzo ai boschi polacchi, i nostri compari giornalisti si divertono più che altro a fuggire a destra e a manca fra le fratte. A dar loro la caccia sono i soliti redneck cultisti\assassini che si incazzano come bestie al solo pensiero di avere qualche curioso in giro per la loro cittadina di merda.
Mi rendo conto che quanto scritto fin’ora non deve avervi invogliato a vedere The Shrine, quindi aggiungo che non è tutto scontato come sembra…
Quello che mi ha colpito di più è stato il crescendo finale, del tutto inaspettato visti i tempi lassi della prima parte e condito da una buona dose di gore.
Non mancano un paio di salti sulla sedia, dovuti per lo più ad allegri mostri saltellanti che fanno BU!
Come primo articolo dopo le vacanze è il massimo che posso fare, anche perchè sto scrivendo un papello noioserrimo sui martelli da guerra e qualcosa sui manuali di scrittura tanto per aprire qualche nuovo flammone incrociato.













Carino. Ci do’ un’occhiata ^^
Come horror alquanto disturbante mi permetto di suggerire il francese Martyrs
Beh, con Martyrs parliamo della crema della crema, forse il miglior prodotto della new wave dell’Horror francese assieme a A l’Interiour (ci sono anche Haute Tension, Frontiers, ecc).
Zwei
1)”Il budget di 1,5 milioni di dollari mi ballare i pettorali dal nervosismo”
noto che durante le vacanze hai studiato lo swahili, è sempre utile parlare le lingue
2)”Non mancano un paio di salti sulla sedia”
in questo caso lo proverò anche se non ci sono belle battaglie e armi bellerrime.
3) “Come primo articolo dopo le vacanze è il massimo che posso fare, anche perchè sto scrivendo un papello noioserrimo sui martelli da guerra”
grazie come sempre per i consigli, un articolo sui martelli da guerra non può essere noioso per me. Io includerei anche qualche arma similare asiatica (cina e giappone offrono roba anche su questo tipo di armi)
4) “qualcosa sui manuali di scrittura tanto per aprire qualche nuovo flammone incrociato.”
mi ballare i pettorali dalla curiosità!
ma perchè chiedo io perdere tanto tempo su questo argomento dal momento che ho ragione io? punto. Chi devìa anche leggermente da quello che dico io è un troll, cane ignorante di madre ignota. Invece di prenderli in considerazione gli strapperò personalmente il cuore e lo divorerò di fronte alla mia armata di uomini atomici! *risata da vincent price*
Vado bene per il flame?
Bentornato, lieto di sapere che tra i low budget c’è qualcosa di interessante.
Soltanto noi italiani siamo completamente incapaci nei film di genere?
Comunque quella statua in copertina sembra un santuario daedrico degli Elder Scrolls.
Potresti davvero riuscire molesto se dedicassi i prossimi articoli a martelli da scrittura e manuali da guerra…
Bentornato.
P.s. Ho segnalato il tuo blog a un amico fanatico di guerre dei bei tempi che furono, che ora mi SUPPLICA di SUPPLICARTI di dedicare, un giorno o l’altro, un bel, esaustivo pezzo alle picche. Ti garbano le armi in asta?
Sulle armi in asta ho in mente qualcosa, il problema è che una trattazione sistematica richiederebbe davvero molto tempo. Di sicuro scriverò qualcosa sull’argomento, ma devo ancora scegliere fra piccole monografie e un articolone.
Io voto per le monografie. *-*
Che palle essere così ritardati. Il commento qui sopra è mio, usare un solo pc è un delirio. xD
Stai dicendo che tu e la Dusty siete la stessa persone?
Sì, la dolce Dusty è sempre stata una volgarissima emanazione di alberobello.
Tapiroulant, noi siamo più capaci di rappresentare fedelmente il vero della quotidianità. Il cinema italiano non si interessa di americanate splatterose, piene di effetti speciali e senza sostanza (film che in ogni caso gradisco, entro certi limiti, vedi–>Doomsday)… Comunque concordo sulla questione della statua.
Oh bhè, immagino che chi abbia messo il voto negativo abbia sempre e solo visto film di moccia…
Film come “Si può fare”; “Diverso Da Chi?”; “Amore, Bugie e Calcetto” sono molto belli…
o film stranieri con regia italiana!
“Alla Ricerca Della felicità”; “Sette Anime”. Forse un po’ troppo melodrammatici ma toccanti.
Film stranieri di regia straniera ma con registi come Clint Eastwood che osannano il cinema italiano e soprattutto la regia italiana “Gran Torino”. Lungometraggio molto duro ma che espone una realtà “vera”.
Se poi andiamo a guardare “”"filmONI”"” come “Dal Tramonto All’Alba”; “Four Rooms”; “Planet Terror”, coordinati da una regia che infanga il cinema italiano ma la cui stessa regia ha dato vita a scene da fumetto manga/hentai di quint’ordine bhè, ripeto, se considerate questi film avete appena insultato la vostra intelligenza…
Nuuuuuuuuuuuu!!!

Io sono tenera e pucciosa, Alberello no!
Stiamo usando lo stesso pc, è stato un errore di distrazione (suo, ovviamente, io non ne faccio!
Zwei, Dago ditemi che sono sempre nei vostri pensieri!
Dustina, sei sempre nei miei pensieri ^^
Beh, non proprio sempre. Più che altro a certe ore della notte
Inutile continuare questa farsa! Polvere è la mia ragazza immaginaria così come Gamberetta in realtà è il Duca.
Siamo solo io e il Duca veri, tutti gli altri sono nostri fake e passiamo le giornate al pc ad intrattenere la gente con falsi flame.
Il Duca è anche: Gamberetta, Zwei, Angra, GL, Quello che ha sparato a Kennedy, Mio fratello.
Io sono anche: Polvere, Dunseny, Tasso, Terra Nova, il fantasma dell’opera, il suo amante gay.
O forse tutti qui -1 ti hanno fatto sbroccare di brutto bro. xD Comunque non prendertela, io a volte i -1 me li metto da solo perchè mi diverto. ^^ Visto che ci tieni tanto d’ora in poi metterò un +1 ad ogni tuo commento.
Complotti, complotti ovunque!
Dago, spero siano le ore migliori!

Ecco, ora Alberello mi ucciderà. ^^
No, non ti ucciderò anche perché hai appena sbagliato pure tu! xD
Chi si loda si imbroda.
Comunque sto subendo disturbo della personalità. Sento le voci!
E io? Io chi sono?
Non merito di essere una falsa personalità?
No.
kenar, farò finta che il tuo commento non avesse l’intento palese di irritare tutti quanti, e quindi ti dirò: beii film, belle trame riprese dalla realtà quotidiana, che fanno vedere cosa ribolle nella pentola della società italiana… “du’ palle, dottore, du’ palle.” Per carità, fatti bene, eh, buona regia (fotografia un po’ meno, i nostri più bravi se li sono tutti fregati gli studi stranieri e ci hanno lasciato poco più di Duccio di “Boris”, infatti Muccino è andato a girare “la ricerca della felicità” -che per inciso è un film molto più americano che italiano, per tema e contenuti – oltreoceano, chissà perché) ma solo questo si produce in Italia? E se uno vuole un po’ svagarsi e non andare al cinema per vedere paro paro quello che vedrebbe aprendo la finestra di casa? No, per dire.
A dire la verità, qualcosa in Italia c’è, e fatto bene, oltre alle commedie di costume. Roba come “Road to L.”, tanto per fare un esempio, che riprende in meglio il format di Blair Witch Project adattandolo al Polesine. È la distribuzione che latita, per non parlare dei produttori, che a quanto pare ritengono gli italiani capaci di imbambolarsi davanti a film videogame ma incapaci di girarli, per non parlare dell’horror, dal gore al metafisico, o di tutte le declinazioni del fantastico (Dario Argento è un regista comico, mica dell’orrore!). Curioso, un tempo c’era la stessa opinione nei confronti del cinema francese e spagnolo, poi sono saltati fuori Luc Besson e Alejandro Amenábar (mi riferisco a The Others, non ad Agorà, ovviamente).
Ah guarda tolman, con il mio commento si irrita solo chi è punto sul vivo e chi si vuole irritare.
Basta con questa faccenda del troll! Anche perchè se lo fossi ormai tutti l’avrebbero capito, e tutti eviterebbero di rispondermi.
E cmq concordo con te sulla monotonia del cinema italiano; se voglio sbragarmi e vedere due esplosioni e quattro tamarrate mi guardo dei film tamarri e pieni di esplosioni… come Blade (che sto guardando ora).
Però, nonostante la mia scarsa cultura cinematografica, riconosco che ha molto più valore artistico un film che ti fa “du palle” così, piuttosto che un film come Blade.
Del resto c’è la stessa differenza di sostanza che c’era tra le commedie di Plauto (o i giochi gladiatori) e quelle dei suoi colleghi più seri.
È questo che intendevo.
Volevo solo porre ad esame il valore, il peso artistico del cinema italiano, la sua qualità, rispetto alla tamarraggine (in ogni caso gradita) del cinema d’azione americano.
P.S. non sopporto il cinema francese. preferisco le commedie inglesi.
torno da blade.
Ahi. Pensi che Plauto abbia meno valore di Terenzio? Solo perché è più greve? Allora, seguendo il tuo ragionamento, pure Aristofane è meno importante di Menandro, perché invece di garbate commedie degli equivoci tirava frecciate a destra e a manca e non aveva ritegno di menzionare nelle Nuvole il travestimento itifallico del capocoro. E vogliamo parlare di Rabelais, di Cecco Angiolieri e della poesia burlesca o, per il verso opposto, di Omero, di Ovidio, Apuleio e via andando per Ariosto, Boiardo e soci? Tutti pellai senz’arte né parte, visto che intrattengono il lettore invece di massacrargli i coglioni.
Il valore artistico non si misura nella circonferenza delle gonadi alla fine della lettura-visione-ascolto, se non in senso inversamente proporzionale: più il film è palloso, meno è vera arte. L’arte è comunicazione, se l’unica impressione che un film mi produce è la voglia di tirare il collo al regista prima di restare affogato dal latte alle ginocchia si parla di polpettone indigesto, non di arte. C’è sicuramente molta più arte in Batman Begins, o in Hellboy, che in tutte le commedie di Veronesi; anzi, pure i cartoni della Pixar sono più artistici. Non parliamo poi di quanto sono schiacciate miseramente da film ultraviolenti e disturbanti come Old Boy, che del resto fa un culo così a buona parte dei film di produzione italiana. Solo che un modo diabolicamente errato di fare cultura ha portato all’idiozia che se una cosa la capisci e la apprezzi senza dover consultare un testo di critica da ottocento pagine non può essere di valore e che l’arte dev’essere per forza incomprensibile: sbagliato, sbagliatissimo. Ci credo che poi ai cinema d’essai ci sono sempre i soliti due gatti: le rare volte che ci passa qualcosa di guardabile gli spettatori mancano perchè devono ancora svegliarsi dal letargo indotto dalla pallosissima pellicola precedente.
Non hai capito… ai suoi tempi Plauto veniva scarsamente considerato perchè un gran burlone che faceva spettacoli degni del popolino. Oggi viene studiato.
Anche i film di totò erano criticatissimi al tempo, ora vengono analizzati con cura.
Evito di leggere le righe oltre la prima perchè sarà sicuramente uno sproloquio in difesa di uno o più generi che non ho attaccato e che quindi non meritano ora di essere difesi.
COMPLIMENTI, un bello spreco di tempo e di parole.
Ho messo il +1 a tolman, ma non mi sembrava abbastanza per quotare tutto ciò che ha scritto. Andrebbe impresso in calce ed esposto in tutto il paese!
Il rapporto che si stabilisce tra artista e fruitore dell’opera è simile a quello che si stabilisce tra due partner. Spesso gli “artisti” dello stivale credono che creare robaccia intimista, profonda, con 50 significati nascosti, con mille sfumature e che parla di sentimenti buoni, immediatamente li porterà alla gloria e ad essere riconosciuti come i nuovi maestri de sti gran cazzi.
E se invece non succedesse? Beh, c’è ovviamente una serie di motivazioni valide per tutte le epoche e le stagioni:
1. Sono un genio incompreso, non mi hanno capito.
Lo stupido non è chi non capisce, ma chi non si sa spiegare. Se nel rapporto sessuale invece di entrare nella vagina entri nell’ano, non puoi stupirti se poi la tua partner non si bagnerà come credevi.
2. Io sono Maturo et Adulto, chi mi critica non ha l’età per comprendere.
Il cervello umano possiede la sua maggior quantità di neuroni intorno ai 20 anni, dopodiché iniziano a morire. Con il passare degli anni aumenta la difficoltà di apprendere, memorizzare, richiamare esperienze e informazioni recenti, mentre è risparmiata la memoria a lungo termine, per gli eventi lontani e le informazioni più importanti. Dunque una persona oltre i vent’anni non è più capace di ragionare di una di venti, ma il contrario. Al massimo gli mancano delle nozioni, ma trattare i ventenni come stupidi è l’errore più grave che la società compie ogni giorno, insieme al fatto di delegare al comando gli ottantenni del parlamento. La vita si sarà anche allungata, ma in natura questo non era previsto. Siamo mummie che camminano nella valle dei Re.
3. Mi invidiano.
Questo è un classico. Parlo per me: ho un buon lavoro, ho un tetto sulla testa, ho una cara ragazza al mio fianco e non ho debiti pendenti che mi evitano di dormire la notte. Ho un hobby salutare come il GRV, non bevo alcolici, non fumo e ho un’erezione regolare.
E dovrei invidiare chi? Qualcuno che crea arte e magari fatica ad arrivare con i conti a fine mese perché sfruttato da squali travestiti da pesci rossi? Qualcuno che riceve costanti critiche per la merda che produce? Qualcuno che reagisce come un bambino di 5 anni perché non ha capito come funziona internet? Qualcuno che fuma e che dunque si sta uccidendo volontariamente il cervello ossidandolo? Se proprio dovessi invidiare qualcuno, invidierei Miyazaki per la sua capacità di realizzare film. Ma invece di invidiarlo, lo stimo tantissimo.
4. Io sono educato, chi mi critica no. PORCODIO!
L’educazione è la maschera più usata dalle persone false. Quelle che appena ti giri hanno pronte il megadildo laser. Quando incontrate una persona educata, mandatela a fanculo da parte mia.
5. A scuola ci hanno in segnato che…
*facepalm* Se qualcuno ancora usasse questa giustificazione, ricordategli il concetto di egemonia culturale di Gramsci e fategli pat pat sulla testa con compassione.
Non mi viene in mente altro, ma spesso gli artisti sono molto creativi nel trovare scuse, dunque aspettatevi di tutto. Anche roba tipo: I giovani non rispettano gli anziani, la donna è mercificata e bla bla bla bla.
Una sola sillaba: eh?
Certo come no
Grazie Kenar per avermi spiegato il cinema!
Per la cronaca, i migliori film sulla “quotidianità” che ho visto negli ultimi anni, sono ancora una volta americani e non italiani: Revolutionary Road, A Serious Man…
Io ho parlato di “film di genere”, che l’Italia non sa fare. Se poi per te “di genere” equivale ad “americanate splatterose”, è soltanto perché sei ignorante come una capra.
Il buono, il brutto e il cattivo è un film di genere western: è un’americanata splatterosa?
Come siete gentili, come al solito vero tap?
“Ignorante capra capra capra!” e toni ironici a bombazza. Poi però se vi viene risposto un bel “va a quel paese” vi indignate subito. Molto bene.
In ogni caso mi riferivo a generi di film come quello di questo post. Ma è sempre molto difficile parlare/discutere con persone che leggono e capiscono solo quello che vogliono.
Uno che capisce che Plauto ora è considerato merda (quando ho scritto “ERA considerato”).
L’altro che capisce che io, genio insigne del cinema mondiale (quando ho già scritto “dal basso della mia ignoranza”), voglio insegnare al mondo come gira il cinema e ringrazia ironicamente e causticamente il mio inutile intervento.
Vabbbbbbè. Contenti voi…
@dunseny:
No, per il flame no. Però come controfigura del Beppe Grillo dei poveri sei ottimo!
@kenar:
Non considerare quello che dice il tapiro, sta andando a scuola da Duce
ok…torno di là
Curioso, non leggo da nessuna parte “era considerato”. Anzi, la frase parla di differenza di sostanza.
Delle due l’una: o sei della scuola di Silvio e ti esprimi in modo soggetto a fraintendimento continuo, o ti vuoi candidare al premio Spiderman 2011. Già è poco carino mettere in bocca agli altri cose non dette, figurati mettersele in bocca da soli. Noto anche l’enorme apertura mentale dimostrata quando dici “evito di leggere le righe oltre la prima perchè sarà sicuramente uno sproloquio in difesa di uno o più generi che non ho attaccato e che quindi non meritano ora di essere difesi.” Ti stupirà, ma i tuoi, di sproloqui, li leggo tutti.
Proseguiamo la guerra o torniamo a parlare di film di genere e dell’apparente incapacità dei produttori italiani di farne qualcuno decente da più di trent’anni? per me una cosa vale l’altra.
@Alberello: ti seguo e stimo ormai dallo scorso 22 giugno…
C’ERA. C’ERA C’ERA C’ERA C’ERA C’ERA. C’ERA C’ERA C’ERA C’ERA C’ERA. C’ERA C’ERA C’ERA C’ERA C’ERA. C’ERA C’ERA C’ERA C’ERA C’ERA. C’ERA C’ERA C’ERA C’ERA.
LA STESSA DIFFERENZA CHE C’ERA…
Questo fantomatico C’ERA che a quanto pare è invisibile agli occhi altrui.
Dio santo il tempo passato esiste per un motivo!
-.-
glielo dico o non glielo dico?
BUAAA-AAAAA !!!21!
Ok, dopo questa direi che si può chiudere l’internet
*-*/
Dai tapiro, non te la prendere, era una battuta…
Comunque aspetto il tuo blog per poter discutere de “Le Sirene di Titano”…
Lo so, lo so, ma devo fare il cattivo e l’arrogante, non posso deludere Kenar!
Di sicuro gli dedicherò un post e magari anche uno dei primi.
Come dicevo pensavo di far partire il blog verso ottobre o giù di lì, e impegni permettendo ce la farò (anche se adesso un mio amico sta cercando di tirarmi in mezzo
nella stesura di volantini di propaganda politicanella dura lotta per il risveglio della coscienza di classe… questo potrebbe rallentare i miei piani… <.<' ).In effetti mi sentivo osservato ultimamente. O_O
Dai scherzo, mi trovo sempre in imbarazzo con ste cose da gay! Con te e Koda siamo a 3, appena raggiungiamo la decina possiamo fondare una Gilda e affrontare gli Artisti Boss da soli!
Sappi però che ciò non ti esime dal beccarti un video retard con dedica.
PS: Grazie. ^^
@DagoRed: Prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr!
… differenza di sostanza. Parole tue, non mie. Forse parliamo lingue diverse, perché a casa mia “sostanza” e “considerazione” non sono sinonimi. Da te sì? Perché da quel che so la sostanza, essendo intrinseca al soggetto, non muta. La considerazione, che dipende dall’ambiente circostante, sì. Misteri della lingua italiana o memorabile arrampicata sugli specchi? Con tanto di ripetizione berciata modello Brunetta?
Secondo me stai pescando parole a caso… ma vabè.