Lasciate ogne speranza voi ch’intrate.

VOTALA SU ANOBII

La seguente recensione potrebbe comportare dei gravissimi danni al vostro cervello, quindi vi do l’occasione di chiudere la pagina e andare su facebook a far finta di avere una vita.  Non è colpa mia, ma di Unika, un libro che mi ha fatto pensare seriamente a trascinare in tribunale la De Agostini. Trattasi di pura opera di istigazione alla violenza e al suicidio, visto che di narrativa non c’è un emerito cazzo. Troverete solo frasi da biscotto cinese e situazioni ridicole, che vi faranno capire per quale motivo Cristo ha preferito un lento trapasso sulla croce a una permanenza più lunga nel mondo terreno.

La cosa peggiore è che in questa prima parte ho analizzato solo i primi otto capitoli, ovvero 51 fottute-pagine-argh! su oltre 400. Non troverete nulla sul POV, perchè è sempre sballato e mi annoiava riportare tutti gli estratti.

Vota questa recensione su Anobii.

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La descrizione preferita di Allibis consiste in questo: doppio aggettivo e via. Si può accettare ogni tanto, ma in 478 pagine ci viene proposto centinaia di volte. E’ un modo di narrare inaccettabile, frutto di un lavoro alla bene e meglio che potrebbe andare bene in quinta elementare. Già nella prima pagina c’è un esordio col botto, seguito da un’immagine insensata sulla paura e il gelido silenzio.

i due ragazzi scendono affannosamente la scalinata stretta e ripida che pochi minuti prima hanno percorso per raggiungere la terrazza in cima alla torre. Con il cuore in gola respirano l’aria densa di polvere e umidità. Hanno gli occhi pieni di terrore e puntano lo sguardo sui gradini alti e insidiosi. Si tengono per mano e questo li rallenta: ma vogliono a tutti i costi stare uniti e farsi forza. I volti pallidi e turbati vengono illuminati a intermittenza dal sole che entra dai pertugi aperti nelle pareti in pietra ruvida.

Dai loro occhi filtrano strali di paura che cristallizzano il gelido silenzio sceso nella stanza. Tutto è chiaro e ineluttabile, non servono domande.

Altra caratteristica della buona Allibis è la meravigliosa descrizione dei sentimenti. Non se ne lascia scappare uno. Purtroppo per lei, non riesce mai a farli intuire attraverso l’azione o i pensieri dei personaggi. Nei quote ne troverete diversi, per ora, a mero fine esemplificativo:

Indugia per qualche secondo, respirando l’emozione profonda di quell’istante carico di sentimento.

Dopo un prologo ricco di mestizia, l’azione si sposta a Maple Town, secondo luogo della narrazione e locus amenus dove vivono i nostri tre giovanotti. Il primo è Joseph, Jo per gli amici. Inutile dire che non è uno come gli altri. No, lui è un figo che si prende cura di una mimosa (frocio) e a cui non interessano calcio e macchine:

ai muri non aveva appeso i poster tipici dei ragazzi della sua età: nessuna rockstar, nessuna attrice, nessun campione sportivo, nessuna foto di gruppo. Solo tre stampe grandi, vivaci, spettacolari… La terza immagine era attaccata alla porta e ritraeva una fiamma crepitante di giallo e di rosso in campo nero.

L’azzurro del cielo, lo splendore della luce, il calore del fuoco: tutto ciò di cui Joseph aveva bisogno per viaggiare con la fantasia.

Jo ammira la sua mimosa

Ed eccoci pronti ad affrontare il piano angelico. Premetto che il continuo accoppiamento fra di loro ha portato gli angeli ad essere una manica di mongoloidi a manovella.

Entry n.1: Unika, secondo angelo più potente del bigonzo:

Riaprì gli occhi e si nutrì dei colori del maestoso scenario che si palesava di fronte a lei. La prima luce ha sempre qualche cosa di magico e l’effetto sembrava ancora più incantato a Sefira, la valle dove vivono gli angeli.

Si abbandonò allo stupore di vivere in un luogo così suggestivo e ricco di vegetazione.

Ahhh, Unika si sveglia con il pensiero che Sefira è la valle dove vivono gli angeli, e dopo 10.000 anni di vita si stupisce della vegetazione locale. Abbiamo quindi una prima prova che Dio non esiste.

Unika adorava camminare. Le dava un senso di quiete e di contatto con il mondo che non provava quando volava o trasvolava. Si concedeva lunghe passeggiate e solo se aveva bisogno di vedere le cose dall’alto e nella loro interezza spiccava il volo, staccandosi da terra e prendendo quota nell’aria. In quei momenti saliva in cielo lasciandosi andare alla sensazione di leggerezza del corpo, per liberare lo spirito e osservare la vita da una prospettiva più ampia.

Le cose prendono immediatamente una piega bucolica preoccupante e, cosa peggiore, Allibis dà il via alla Fiera della Ridondanza. Ogni concetto e/o immagine di Unika viene ripetuto fino allo strazio (spicca il volo-si stacca da terra- prende quota). Poche righe dopo, l’autrice ribadisce.

Usava di rado il trasvolo, il potere dello spostamento spazio-tempo che le permetteva di percorrere lunghe distanze in pochi secondi, attraverso la dissolvenza del corpo. Lo faceva solo quando era indispensabile: nella quotidianità non voleva rinunciare al piacere di osservare tutto da vicino e con calma, assaporando i dettagli e vivendo ogni istante con la massima intensità.

Infodump a parte (dovete farci l’abitudine, visto che OGNI COSA viene spiegata nel momento stesso in cui appare per la prima volta), mi si spieghi, per pietà, qual’è la connessione fra camminare a piedi nudi sull’erba e “vivere la vita con la massima intensità”. Oltre agli aggettivi, ci sono intere frasi-filler, usate come becero riempitivo del nulla.

Le parole risuonarono nella sua mente e interruppero in modo gradevole le sue riflessioni. La voce amica che le era giunta per Telepatia era quella del riferimento assoluto della comunità, il vertice della gerarchia degli angeli, la luce della saggezza.  “Buongiorno, Metatron. Mi sto riempiendo l’anima con questa magnifica alba, prima di venire da te.” Unika inclinò la testa all’indietro e sprigionò un sospiro lungo e profondo, ricco del benessere che i suoi sensi avevano assorbito.

Siamo ancora nello stesso punto, e per la terza volta torniamo sul benessere. Addirittura, Unika si sente in dovere di scassare il cazzo pure a Metatron!

Per evitare di cadere negli stereotipi sull’eroe, Allibis ci fornisce una descrizione caratteriale di Unika davvero mirabile, tesa ad enfatizzare i suoi lati “grigi”:

Conosceva Metatron da quando era nata, 13.411 anni prima. Lui l’aveva cresciuta e le aveva insegnato a capire la potenza della sua mente e le doti più profonde della sua anima, portandola a essere l’angelo speciale che ora tutti amavano e riconoscevano come leader naturale di Sefira: una creatura dotata di una straordinaria combinazione di intelligenza, forza e altruismo.

Alla faccia del cazzo, quattro righe che potrebbero essere intitolate “Come non descrivere il tuo eroe”. La parte finale, con la combo intelligenza-forza-altruismo, è una vera e propria bomba atomica sul racconto. In sostanza, viene eliminata completamente la possibilità di conoscere Unika poco a poco, attraverso le sue azioni all’interno del romanzo.

Purtroppo per voi/noi, la descrizione fisica è ancora più devastante:

I capelli lisci e biondissimi fluttuavano leggeri alle sue spalle, facendo risaltare i lineamenti dolci e armoniosi del volto.

Gli occhi magnetici, da cui fluiva il fuoco della sua personalità, fissavano l’orizzonte. La concentrazione le arrossava le guance, mentre la gioia per la vita e il sentimento di fiducia nell’avvenire che accendevano costantemente le sue labbra sfumavano in un’espressione contratta. Unika volava decisa ed elegante, solcando l’aria che sembrava aprirsi per farla passare. Nel suo corpo sinuoso ed energico si fondevano la sensuale autorevolezza della regina e la vitalità della guerriera.

Le iridi dell’angelo biondo scintillavano di un colore indaco opalescente e cangiante. A seconda della luce che filtravano erano più azzurre o più lilla e si dissolvevano nella corona dorata che circondava la pupilla ellittica. Yesod adorava quegli occhi. L’indaco era l’essenza del mistero e della perfezione. A volte non lo si distingue dal blu, altre lo si confonde con il viola, ma è blu e viola insieme, nella sintesi di tutte le tinte dell’arcobaleno. Un colore speciale che ha la forza di due colori. E Unika era così: intensa, determinata, energica, coraggiosa, vitale e nobile come le sfumature del blu; e dolce, seducente, enigmatica, sensibile, emotiva e profonda come le gradazioni del viola.

Non ho difficoltà ad ammetterlo: dopo questo paragrafo ho bestemmiato. Una merda peggiore di questa non può esistere. Cosa può accendere le labbra? Il rossetto? No. L’amour? No. Uhm… il sentimento di fiducia nell’avvenire! Ma che vuol dire? Boh, tanto sto libro lo devono leggere i regazzini, quelli sò cojoni pè forza. Ragazzi miei, è ora di riassumere cosa ci dice Allibis di Unika in queste poche righe, utilizzando, fra l’altro, solo aggettivi alla rinfusa (il più lungo elenco mai trovato in un libro):

-concentrata

-gioiosa

-fiduciosa nell’avvenire

-decisa

-elegante

-sinuosa

-energica

-autorevole come una regina

-vitale come una guerriera

-intensa

-determinata

-energica

-coraggiosa

-vitale

nobile

-dolce

-seducente

-enigmatica

-sensibile

-emotiva

-profonda

Volevo scrivere una lista di aggettivi opposta quella di Unika, poi ho preferito riassumere le caratteristiche dell'antiUnika con una foto.

“Grazie, Yesod” rispose Unika in un sussurro, rapita dall’incertezza del futuro che quella visione portava con sé.

E tanti saluti al costante sentimento di fiducia nell’avvenire che per sì tanto tempo accese le labbra vogliose di Unika.

La Torre era un luogo raccolto e intimo, dove Metatron passava la maggior parte delle sue giornate. Il tetto a punta era dominato dalla Clessidra della Continuità, l’ingranaggio ancestrale che scandiva e misurava lo scorrere del tempo a Sefira… La velocità di discesa dei granelli era influenzata dall’intensità della vita a Sefira. Il cuore degli angeli e il loro stato d’animo avevano il potere di rendere gli attimi densi e vivaci oppure estremamente lenti e senza fine.

Roba da diabetici, ma vado avanti. Insomma, c’è bisogno sia di storie melense che di bagni di sangue, questo devo accettarlo. Se ci fossero solo bambine manga dotate di poteri e mostri qualcuno potrebbe annoiarsi, ma non sarebbe male se tutte le storie, a prescindere dalla sostanza, fossero scritte in modo degno!

Unika notò che il camino era acceso, come sempre. Metatron amava i significati importanti e intrecciati della fiamma e la teneva viva, qualsiasi fosse la stagione o il mese dell’anno. Il fuoco poteva dare la morte, ma era anche il simbolo dell’eternità. Spaventava con la sua forza, pur essendo fonte di calore. Come spesso succedeva, le cose fondamentali erano connotate da una forte dualità e nel fuoco vivevano il Bene e il Male, insieme.

Ma che razza di riflessione è mai questa? E’ di una tristezza feroce, dà l’idea di un Boss degli Angeli rincoglionito, che ci ha messo 20.000 anni per partorire un ragionamento buono per uno stregone masai. E poi quella lezioncina banalotta finale… DeAgostini e Allibis in ginocchio sui ceci a mangiare pizze di fango con le mani.

p.s. Da “Il fuoco…” bisognava usare il presente.

p.p.s. notare il solito doppio aggettivo.

Unika salì le scale volando, per raggiungere l’angolo del terrazzo dove Metatron aveva posizionato una serie di complicate e potenti apparecchiature per osservare il cielo.

Maledizione a loro, sono tutti angeli, ancora co ste cazzo di scale! Ma poi Unika non voleva godersi ogni attimo camminando?

Dopo l’indigestione shittosa causata dal capitolo “angelico”, possiamo rituffarci sulla Terra. Le cose migliorano? Sì, talmente tanto che potete apparecchiarvi direttamente sulla tazza del cesso. Bon appetit.

Gli altri. Ne aveva bisogno. Dall’apprezzamento degli altri traeva l’energia vitale necessaria per essere Zack: quello giusto, brillante, vincente in tutte le situazioni. La Natura l’aveva dotato di una prestanza fisica fuori dal comune che lo poneva sempre al centro dell’attenzione. Dovunque si trovasse, percepiva l’interesse di chi gli stava intorno, mentre gli sguardi si posavano come farfalle sul suo corpo: le sentiva sul volto, sulle spalle, sul petto. E quel peso leggero si trasformava rapido in un brivido che lo disponeva all’azione, un segnale che faceva scattare il suo grande talento: la capacità di dire la cosa giusta al momento giusto.

Gnam gnam, questa è a spruzzo, buonaaaa. Da dove inizio? Zack il superfigo di Bel Air sente le farfalle ovunque, perchè non è solo giusto, brillante, brillante, vincente e palestrato (a 15 anni…), ma ha pure la capacità di dire la cosa giusta al momento giusto. D’altronde è uno giusto.

era giunto il primo momento interessante della giornata: l’ingresso nell’autobus.

Mentre interrompeva il flusso della musica dal lettore alle sue orecchie, ruotò il collo verso la fiancata del bestione giallo. Sui finestrini appannati si stampavano decine di occhi, tutti puntati su di lui. Si alzò dalla panchina senza togliere le mani dalle tasche e rimase fermo per un lunghissimo attimoEccole, le farfalle. Le vedeva, le sentiva. Camminava lentamente e le sue iridi profonde guizzavano sicure da una faccia all’altra, dispensando una varietà impressionante di occhiate cariche di parole, tutte diverse.

Entrata scenica nell’autobus, al rallentatore, come negli high school movies. E poi le farfalle, che portano Zack a concedere tacite benedizioni a destra e a manca. L’ultima frase è allucinante, e non fa che confermare il mio teorema, secondo cui Unika è stato scritto utilizzando frasi casuali. A un certo punto pensavo che Zack si tirasse fuori l’uccello e iniziasse a sbatterlo sulla capoccia di una compagna di classe.

Zack attende alla fermata

«Ciao, Zack.»  «Ciao, Jo, come ti va?»  I due si batterono il pugno destro.

Yo madafaka siamo fkssi! Perchè ho quotato questa frase? Perchè il saluto col pugno è roba da negri.

Zack era di casa al Lancelot e le sue incursioni serali destavano sempre molto interesse. Le farfalle erano ammaliate dai tratti spigolosi della sua personalità e del suo portamento: volavano su di lui come api sui fiori.

Non so più che fare ragazzi. Questa commentatela voi. Solita parte buttata lì per caso, ovviamente fuori POV.

Ora un dialogo LULZ, che ho chiamato “Jo o’fariniello”.

Ecco… qualcuno entra nella mia stanza di notte. Non so perché, ma so che è così.» Era in visibile imbarazzo e cercava di non farsi prendere dalla vergogna. Iniziava a pentirsi di aver coinvolto i due amici in quel difficile discorso.

No, Zack, non l’ho visto, ma so che c’è. Tutto è cominciato la mattina in cui ho avuto l’impressione che qualcosa in me e nella mia camera fosse fuori posto.

«La sera successiva ho cosparso di farina il pavimento della stanza» continuò Jo, incurante della battuta di Zack. «All’alba, quando mi sono alzato, non ho trovato nessuna impronta, ma la farina era dappertutto… come se qualcuno ci avesse soffiato sopra.» Il ragazzo fece una breve pausa, corrugando le labbra. «La sera dopo l’ho rifatto e ho chiuso la porta con due giri di chiave. Al mattino la situazione era esattamente la stessa: farina ovunque. E la porta era ancora bloccata.

«Ieri ho messo la farina anche fuori dalla porta, in corridoio.»

«Uh?»

«Sì, l’ho sparsa sul pavimento in camera e fuori.»

«Perché?»

«Per provare a capire e… non ho capito. Stamattina la farina dentro la stanza era smossa, mentre quella fuori era intatta. Niente e nessuno si è avvicinato alla mia camera dal corridoio.

AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAHAHHAHAHAAHAHAHAHA. Cercate di immaginare la scena, immedesimatevi. Una mattiva vi svegliate con “l’impressione che qualcosa in me e nella mia camera fosse fuori posto” (che diavolo di sensazione è ? Qui Allibis doveva spiegare, andare nel particolare, vabbè…) e cosa pensate di fare? Farina a go-go, ovviamente. E non una sola volta, ma tre, facendo un porcile dentro casa!

Ahh, ecco, versiamo un po’ di farina qui, e qui, e poi in cantina, sul vialetto di casa…

Insomma, siamo sicuri si trattasse di farina?

Una scena del cazzo, scritta a cazzo e copiata (come peggio non si poteva) da Paranormal Activity.

Viste le nottate amidacee, Jo abbandona Zack e la troietta per dedicarsi alla sua passione

Subito dopo, per aggiungere Lulz al Lulz, la ragazza del gruppo conferma che anche lei ha sentito qualcosa di strano:

«Io… io… ho sempre l’impressione che un serpente sia entrato nel mio corpo e l’abbia esplorato

Allibis non lo racconta, ma temo che Jo e Zack si siano calati le braghe all’istante, e nel buio del locale abbiano tirato fuori i rispettivi salami prima di chiedere alla dolce 15enne di entrare nei dettagli.

A Sefira tutti nascevano con sembianze umane ma, nel corso della loro esistenza, imparavano a utilizzare il potere della Metamorfosi e si dotavano dell’aspetto che preferivano. C’erano angeli che assomigliavano a uomini, altri che decidevano di vivere come animali. Ma ce n’erano anche con la fisionomia di Fate, Gnomi ed Elfi. Ognuno era libero di scegliere chi essere, come manifestarsi e per quanto tempo mantenere quella foggia. Alcuni selezionavano la propria immagine per la vita, altri cambiavano apparenza di continuo. Gli angeli più esperti erano addirittura in grado di inventarsi, disegnando la propria figura in linea con il più profondo sentire e rivelandosi come creature fantastiche, singolari e mai viste.

Il mondo di Saphira si immongolisce a ogni pagina. Angeli simili a uomini, altri decisono di diventare (si vedrà più avanti) bruchi, grilli, coccinelle. E soprattutto, per mantenere alto il “sense of fantasy” (parente povero, probabilmente musulmano, del sense of wonder), troviamo angeli che vivono in una carnevalata continua. Angeli-gnomo, angeli-fata, angeli-elfo, angeli-sirena, c’è addirittura un cazzo di elfo che è stato promosso ad angelo ed ha abbandonato le sembianze da elfo! Manca solo l’angelo-drago…

Yesod aveva deciso di essere il più valoroso dei Draghi. Il suo corpo, massiccio e muscoloso, era guidato da una mente vivace e saggia, illuminata da uno sterminato senso di responsabilità e giustizia. Aveva gli occhi e le ali di un’aquila reale, per vedere lontano e per volare in alto, dove nessuno sarebbe mai riuscito ad arrivare.

La pelle di Yesod era completamente rivestita di squame dorate che arrivavano fino alle spalle, per poi lasciare spazio alle piume che coprivano gli arti anteriori, imponenti e vigorosi. Quando ne aveva bisogno, dal petto si materializzavano le zampe di un cavallo, con zoccoli robusti e compatti, in grado di renderlo scattante anche sul terreno e non solo in volo. Era una creatura maestosa, erculea nell’aspetto e sensibile nell’animo.

Ahò, guardate che non mi sto inventando nulla, sono tutti brani copiaincollati dal testo. Oltre ai soliti aggettivi a braccetto, vorrei porre l’attenzione sulla descrizione “cappuccetto rosso”.

Che occhi grandi che hai!

E’ per vedere lontano bambina mia…

Che ali di aquila reale che hai!

E’ per volare in alto bambina mia…

La falsariga è quella delle altre descrizioni, specie di quella di Unika. Si parte dall’aspetto fisico, liquidato con aggettivi a pioggia, per poi passare a quello psichico e morale, che subisce lo stesso trattamento infame.

Metatron aveva annientato Ophidiel fisicamente e l’aveva punito moralmente, decretando la sua condanna all’esilio eterno: sarebbe stato confinato per sempre nel nord della foresta. Il motivo di quel terribile verdetto non era mai stato svelato. Si sapeva solo che Metatron voleva che Ophidiel vivesse tutti i suoi giorni prigioniero, perché potesse sentire il peso dell’errore irreparabile che aveva commesso. Errore di cui nessuno conosceva l’origine e il contenuto.

Dando un’occhiata alla mappa di Sefira, è facile notare che la foresta di Thinkingblu (…) è a pochi chilometri dalla città. Il megacattivo angelico, dotato di superpoteri e membro equino, viene pestato e buttato in una foresta a un tiro di schioppo. Nulla di strano, cosa cazzo potremmo aspettarci da angeli che decideno di vivere come scarafaggi corpofagi o cavallette?  Bella, anzi, poetica, la ripetizione dell’ultima frase. Buona parte delle 428 pagine di Unika sono ricavate dalla ripetizione ossessiva delle stesse frasi.

Yesod sapeva che aveva agito per proteggere Sefira, per ristabilire la pace e riportare la serenità. E aveva fatto la cosa giusta. L’unica possibile: aveva punito Ophidiel nel più spietato dei modi. Ancora più brutale della morte. L’aveva obbligato a un’esistenza solitaria, inutile, priva di obiettivi e di futuro. Dopo averlo distrutto nel fisico e spogliato dei suoi poteri, l’aveva imprigionato nella Foresta di Thinkingblu, gravandola con l’incantesimo del Non Ritorno.

1. Forse nessuno ha parlato ad Allibis del concetto di Vendetta. Un uomo privato di tutto è pericoloso, un angelo cazzuto è molto peggio. Secondo voi Ophidiel rimarrà nella foresta per molto?

2. L’incantesimo di Non Ritorno è uno degli incantesimi angelici. In pratica, ce n’è uno per ogni situazione, ma nessuno si ricorda di usarli al momento giusto.

Ophidiel è un duro e può assumere la forma di un cobra enorme!

Come era ovvio, Ophidiel si libera. Metatron la prende bene:

Era rimasto immobile e severo, svuotato dentro e del tutto passivo.

«Non so come abbia fatto, ma sembra che si sia riappropriato dei suoi poteri» continuò Unika, leggendogli nella mente. «Ha assorbito le forze della Natura che l’ha circondato in tutti questi anni e ora è pronto alla battaglia

Ophidiel è più forte di prima, e la penosa spiegazione di Unika dimostra ulteriormente la stupidità degli angeli. Dio Santo, se un angelo può assorbire potere dalle forze della natura, perchè cazzo lo avete buttato in una foresta!

«La cosa più probabile è che voglia impossessarsi della Fiamma della Vita e della Chiave della Felicità» aggiunse, congiungendo le mani al volto. «La sua ambizione è sempre stata quella di dominare il mondo.

Non può farlo!» esclamò Yesod, rifuggendo anche solo l’idea. «Le due Entità Fondamentali sono protette in un luogo segreto che solo noi conosciamo!

Allibis, un consiglio. Visto che ci hai spiattellato ogni caratteristica e/o evento (passato e futuro) del libro, perchè ricorrere a un’esclamazione triste come “sono protette in un luogo segreto che solo noi conosciamo!”? Si tratta di una riunione segreta fra gli angeli più potenti, e Yesod si mette a fare il sibillino/allibisino per non rivelare subito al lettore il luogo dove sono custodite le Entità Fondamentali?

È vero, ma lui è spietato e agguerrito e la sua bramosia non sarà saziata finché non le avrà trovate.» Unika lo guardò con espressione intensa e sentita

Unika annuì. «Come sai, gli angeli molto forti, anche se spogliati dei loro poteri originari, possono riuscire a dominare le forze della Natura, facendole proprie e utilizzandole per animare cose inanimate. Potrebbero essere in grado di agire su una roccia, su una goccia d’acqua, su una scintilla, per trasformarle in creature viventi.»

«I Dominati» constatò Yesod.

«Sì. Creature legate in modo inscindibile al volere e all’anima di chi ha dato loro la vita.»

Yesod era immobile. Quelle parole trafiggevano il suo cuore come lame acuminate.

Niente, Unika ha deciso di sottolineare fino alla nausea il ritardo mentale suo e dei suoi compari, e lo fa con un infodump abbastanza zozzo: il famigerato “come sai…”

«E se Ophidiel ha fatto tutto questo, dobbiamo aspettarci che abbia sviluppato anche il potere dell’Ordine e la conseguente capacità di comandare altri esseri, uomini e angeli compresi.» Unika era consapevole di fornire una descrizione sempre più nefasta della situazione, ma era importante che Yesod avesse un quadro chiaro e preciso di ogni evidenza.

Non sono ha recuperato i poteri, ma ne ha sviluppati di nuovi! Dio ce ne scampi! Io questi angeli non li voglio, mi sento più al sicuro con il forcone di un diavoletto piantato nelle chiappe. Non sono buoni a badare a loro stessi, riescono addirittura a scavarsi la fossa da soli.

Yesod e Metatron sono pronti a prendere la decisione giusta

Prima di passare al prossimo quote, consiglio a tutti quelli che non sopportano l’infodump di assumere droghe pesanti.

Yesod visualizzò nella sua testa l’organizzazione di Sefira. La gerarchia si basava sui poteri e sull’esperienza che i diversi angeli erano riusciti a conseguire nel corso della loro esistenza. Metatron era al vertice: era l’angelo più antico e viveva da decine di millenni. Era il custode della sapienza e nella sua mente dimoravano tutti i poteri dell’Universo, anche quelli più oscuri. Poi vi era Unika, la cui forza eguagliava quella di Metatron. Esistevano altri tre livelli. Il primo era quello degli Angeli Guida, di cui Yesod era il capo. Avevano un’esperienza smisurata e senza paragoni: nel tempo avevano accumulato saggezza e conoscenza, portando a termine con successo svariate missioni sulla Terra. Disponevano di poteri quasi illimitati e rappresentavano l’esempio per la comunità: erano guerrieri abilissimi e, in caso di estremo pericolo, scendevano in battaglia. I più valorosi erano Nishida, Mizar, Hod, Merak, Alcor, Tiferet ed Elnath.

Subito dopo c’era la schiera più nutrita, gli Angeli della Forza: con un minor numero di poteri e con poche missioni alle spalle, avevano ancora bisogno di essere consigliati e seguiti dagli Angeli Guida.

Infine vi erano i giovanissimi, del tutto inesperti, gli Angeli della Primavera. L’unica loro importante capacità, oltre al volo e alla Metamorfosi, era la Telecinesi: il potere di spostare gli oggetti e le creature viventi con la forza del pensiero.

Cercherò di passare oltre la porcheria stilistica di cui sopra, per dedicarmi ai poteri degli angeli. Poteri e magia sono gli elementi più rischiosi di un fantasy, poichè rischiano di squilibrare in modo pesante il mondo e i personaggi su cui incidono. Allibis sembra aver compreso il pericolo, e infatti rende Metatron e Unika pari al Creatore (che non appare mai e non viene mai nominato).

EPIC FAIL.

Per qualche secondo restarono in silenzio. Il futuro incombeva su di loro, più incerto che mai.

«Unika, ho un favore da chiederti.» Yesod riempì con la sua voce l’atmosfera affranta che li stava avvolgendo. «Aiutami a comunicare agli Angeli Guida quello che sta accadendo a Sefira.»

«Tu hai parlato con l’Oracolo. Tu sei la custode di questa terra e la nostra guida. Nessuno meglio di te può trasmettere emozioni, sentimenti e coraggio per affrontare il domani

Unika fu toccata da quelle parole sincere e spontanee: sentiva il cuore del Drago che pulsava di speranza. «Ti ringrazio per l’inesauribile fiducia che riponi sempre in me» rispose commossa. «Sarò al tuo fianco e avviseremo insieme gli Angeli Guida.»

Yesod si illuminò, colmo di gioia. «La tua presenza sarà di grande sollievo per tutti. Adesso accompagnami alla Finestra sul Mondo, dobbiamo richiamare Nishida, Mizar e Merak.

Continua la riproposizione del tema “futuro incerto-sentimento nel domani”, è una cosa che mi uccide dentro, perchè dopo aver letto Unika la  mia fiducia nel domani si è affievolita come quella di un negro venduto agli schiavisti. La Finestra sul Mondo permette ai superangeli di guardare gli accadementi terreni come fossero davanti a uno schermo al plasma (ma sembra che Yesod, nottetempo, si rintani lì davanti per guardare pornazzi in streaming).

Yesod era felice di stare con Unika. Era la creatura più bella e speciale che avesse mai incontrato. Il suo aspetto armonioso, elegante e sensuale lo lasciava sempre senza fiato. A volte, di fronte a quegli occhi magnetici e pieni di vita si sentiva imbarazzato, tanto da non riuscire a reggerne a lungo lo sguardo. Non aveva molte occasioni di stare da solo con lei e il tempo che trascorrevano insieme era prezioso. Averla vicino significava essere contagiati dalla sua energia, imparare dalla sua saggezza e respirare la sua vitalità.

L’antifona non cambia. Leggendo Unika (Dio ve ne scampi) dovreste imparare a convivere con queste descrizioni. Non bisogna avere letto un manuale per capire che una roba del genere non si può scrivere, né tantomeno leggere. Vado oltre, dovessi trovare due-tre periodi così in un libro scritto bene non mi lamenterei (magari toglierebbero uno 0,5 al voto finale), accettandoli come momenti di fastidiosa pigrizia dell’autore, ma in 478 pagine scritte da ovini sono pugnalate nello scroto.

Libro M(ongol)-rated: vietato ai QI>80

Tanto per sdrammatizzare all’istante il momento difficile degli angeli, Allibis si inventa una scenetta inutile che vede protagonisti Unika e Yesod. Questi è segretamente innamorato dell’angioletta dai facili costumi, e le chiede di cavalcarlo per un volo intorno all’isolato.

Gli occhi, accarezzati dall’aria, cominciarono a lacrimare, mentre i capelli sciolti svolazzavano morbidi e vaporosi. Era una sensazione di libertà e naturalezza che non provava da anni. Si sentiva sospesa nel vuoto, in assenza completa di resistenza gravitazionale. Strinse le gambe intorno a Yesod e aprì le braccia, come una bambina che sogna di volare.

Ora, la storia delle idiozie fantasy ha dei picchi che vengono misurati in modo scientifico… da me. Diverse frasi sono rimaste nella storia (alcune descrizioni di Sergio Rocca,  le baliste appese al muro di Siccardi, le battute di Astaroth in Amon, le braghe calate di Boscoporno), ma questa le batte tutte.

All’angelo più potente lacrimano gli occhi mentre vola sul dorso dell’angelo-drago e si sente libera come non accadeva da anni, sospesa nel vuoto. Per chiudere in bellezze, apre la braccia come in Titanic, anzi no, come una bambina che sogna di volare…

PORCA TROIA SEI UN ANGELO DI 10.000 ANNI! VOLI, TI TELETRASPORTI E SEI RIMASTA UNA MONGOLOIDE.

E queste sono 51 pagine. Solo cinquantuno.  Secondo voi ce la farò a scrivere le altre parti? Io dico di no. Penso che riassumerò le altre porcherie -contate che ne ho lasciate fuori a decine già qui- e aprirò una petizione online per far ritirare il libro dal commercio.

Come non detto…. PARTE SECONDA

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  1. IchigoNo Gravatar says:

    Ciao a tutti!
    tornata dalle vacanze per farmi del male cerco info sui fantasy in uscita…

    dalla pagina di facebook di Unika:
    “La Fiamma della Vita sui banchi di scuola!
    Ricordate le letture estive obbligatorie della scuola? Sotto l’ombrellone non avreste preferito leggere degli angeli di Sefira? Allora pensate alla fortuna che hanno gli alunni della I D della Scuola Media Statale Sant’Elia di Lurate Caccivio in provincia di Como: tra le letture estive consigliate c’è anche La Fiamma della Vita… E così Unika arriva sui banchi di scuola!”

    pensate la fortuna dei ragazzini…mi ricordo ancora dell’estate passata a leggere i Malavoglia…

  2. Merphit KydillisNo Gravatar says:

    :[ D’accordo, qui è d’obbligo una citazione di Farenz:

    NO CAZZO!!!!!!!!!!

    Vorrei sapere i gegni della scuola di Como che hanno fatto leggere ai ragazzi quella porcheria. E dire che, qualche ora fa, se ne stava annunciando il ritiro di Allibissa…

  3. Il GuardianoNo Gravatar says:

    Alberello, poi dici che i tuoi commenti sono inutili :D

  4. Il GuardianoNo Gravatar says:

    la faccina doveva essere quella con i denti in mostra… faccine di merda -.-

  5. dunsenyNo Gravatar says:

    trollallero trollallà

    anche io lavoro alla DeAgostini, in realtà sono io che ho voluto fortemente la publicazione di Unika, anzi no sono Allibis anzi no sono Uniko.
    Unika è patrimonio dell’Unesco, Geddafi è un fan di Unika…

    ma vi bevete qualsiasi cosa? :o:

  6. Il GuardianoNo Gravatar says:

    Fino a prava contraria, il troll sei TU :)

  7. AlberelloNo Gravatar says:

    Sbaglierò, ma credo ceh Dunseny sia fascista.

  8. Il GuardianoNo Gravatar says:

    dici?
    Io l’ho visto a Euroma 2 con un cappello maoista.
    Eccolo qui in un momento di riflessione intensa.

  9. dunsenyNo Gravatar says:

    Alberello“ma credo ceh Dunseny sia fascista”

    è perchè ho detto che ho il cuore nero, vero? :lol:

    :p maledetti mi avete scoperto, dal mio album di ricordi:

    eccomi con il vecchio zio

    e qui che socializzo con una conoscente

    ;)

  10. Padrona NelavNo Gravatar says:

    A Guardiano:non è che hai letto la spada della verità?

  11. ire unikaNo Gravatar says:

    ok questa “recensione” (se così si può chiamare) è la peggiore
    mai pensato che qualcuno possa capire il vero senso di quelle frasi? no vero!?
    e mi stupisce il fatto che tante persone si prendano gioco dei veri sentimenti che questo magnifico libro ha suscitato in tanti ragazzi (dato che io sono una di quelli) anzi tantissimi !
    se non siete capaci di capire i sentimenti che E.J. Allibis ha messo in quelle frasi ditelo sinceramente invece di sparare cazzate!!!

  12. ZweilawyerNo Gravatar says:

    Unika è un libro di merda.
    L’uniko sentimento che può suscitare è il ribrezzo, seguito da generose cagate a spruzzo.

  13. Grande Zweilawyer. Sintetico e puntuale come al solito. Leonida si deve solo nascondere.

  14. AnacromaNo Gravatar says:

    ok questa “recensione” (se così si può chiamare) è la peggiore
    mai pensato che qualcuno possa capire il vero senso di quelle frasi? no vero!?
    e mi stupisce il fatto che tante persone si prendano gioco dei veri sentimenti che questo magnifico libro ha suscitato in tanti ragazzi (dato che io sono una di quelli) anzi tantissimi !
    se non siete capaci di capire i sentimenti che E.J. Allibis ha messo in quelle frasi ditelo sinceramente invece di sparare cazzate!!!

    Unika è un libro di merda.
    L’uniko sentimento che può suscitare è il ribrezzo, seguito da generose cagate a spruzzo.

    Boh? Una cosa che non capisco è: perché scaldarsi così tanto il piscio per un libro così al di sotto dell’umano da non meritare nemmeno il disprezzo?
    Unika (così come Ancess, per fare un titolo, o LADGL della Cefalopode) è un NON LIBRO, è … al più un prodotto editoriale, spinto da una violenta campagna di marketing. Il fatto stesso di parlarne (anche male), è dare (a mio dire) molta più importanza di quella che merita (ed anche aggiungere solo rumore al rumore, visto che si parte dal presupposto di un dialogo fra sordi).

    Poi, da parte mia respect per chi lo apprezza (come rispetto tollero chi stravede per Lady Gaga e ignora chi siano i Led Zeppelin). Ma ricordo che non basta urlare a gran voce che un’opera (diamo a Unika anche questa dignità XD) è bella perché lo sia davvero.

  15. Merphit KydillisNo Gravatar says:

    Ire Unika, spero che tu stia scherzando. Perché non è divertente.
    Dire per un centinaio di volte “carico di emozioni” o “carico di sentimento” non rende un romanzo emozionante, ma evidenzia l’incapacità dello scrittore. Per non parlare non dei buchi, ma delle vere e proprie voragini di WTF? sparse per la trama :lol:

  16. TengerNo Gravatar says:

    ok questa “recensione” (se così si può chiamare) è la peggiore
    mai pensato che qualcuno possa capire il vero senso di quelle frasi? no vero!?
    e mi stupisce il fatto che tante persone si prendano gioco dei veri sentimenti che questo magnifico libro ha suscitato in tanti ragazzi (dato che io sono una di quelli) anzi tantissimi !
    se non siete capaci di capire i sentimenti che E.J. Allibis ha messo in quelle frasi ditelo sinceramente invece di sparare cazzate!!!

    Un funs!
    Il primo di un’invasione inviperita?

    Shcerzi a parte, Unika è cacca. Può piacere (?), emozionare, quello che vi pare. Ma è cacca. Ragazzini che non vedono alternative al seguire uno sconosciuto nel suo chalet senza dirlo ai genitori? Ma per favore! Va bene che viviamo in una società che tutela gli imbecilli, ma un minimo di selezione naturale deve esistere!

  17. Merphit KydillisNo Gravatar says:

    Scusate per il doppio post (c’ho la cena stasera).
    Ancora per Ire Unika:

    se non siete capaci di capire i sentimenti che E.J. Allibis ha messo in quelle frasi ditelo sinceramente invece di sparare cazzate!!!

    Sì, non riesco a comprendere i sentimenti di uno scrittore anonymous, che dice di “non avere fissa dimora e vive di emozioni senza tempo tra gli orizzonti del mondo”. Io posso tradurlo come mi pare, compreso che Allibis sia un barbone maghrebino, che gira intorno alla stazione centrale in cerca di qualche euro per un tiro di coca.
    La cosa che mi da più fastidio non è tanto il fatto che rimane anonima (a parte il fatto che, forse, è conscio/a del fatto che ha scritto una monnezza), ma l’operazione commerciale che sta dietro al romanzo.
    Sì, la seaga “emozionante” di Unika non è altri che una saga commerciale: altrimenti come si spiega che Motivi abbia fatto dei vestiti con gli occhi di Unika? Nemmeno a Federico Ghirardi e a Licia Troisi hanno fatto questa cosa.
    Inoltre, Allibis scrive male: quello ci può stare, e anche quello non mi da molto fastidio. Quello che mi urta, invece, è che gli editor della DeAgostini l’hanno fatto pubblicare senza nemmeno una correzione. Se ciò non è vero, ovvero che gli editor hanno fatto qualche ritoccata al romanzo prima dell’impaginazione, non hanno fatto il loro lavoro come dovevano.
    Ultimo, ma non meno importante: Unika fa schifo a spruzzo, perfino peggio de Gli Eroi del Crepuscolo di Chiara Strazzulla. Le 15000 e passa fan di Unika o sono troppo stupidi, oppure (dato che non credo che un gruppo così numeroso abbia un QI inferiore a 70) sono dei bugiardi.

    Quindi Ire Unika:

    1) Se ti piace così come, per me sei una persona non intelligente;
    2) Se invece sai che fa schifo, non mentire sapendo di mentire

  18. ire unikaNo Gravatar says:

    non mento affatto e
    1voi non avete il diritto di giudicarmi
    2non voglio perdere tempo con voi (come mi hanno già consigliato)
    3nessuno di noi è un bugiardo
    rispetto ci vuole qui lo sapete vero?!?!?

  19. TengerNo Gravatar says:

    rispetto ci vuole qui lo sapete vero?!?!?

    Dalla parte di qualcuno che esrdisce con “state sparando cazzate”, lo trovo un tantino sconcertante :) Tanto più che le critiche di Zwei sono mitivate da precise citazioni opportunamente motivate, mentre tu non hai saputo dire altro che “mi ha emozionato”.
    Dici che non abbiamo capito il libro? Perché non provi a spiegarcelo? Perché, detta così, la tua opinione lascia un po’ il tempo che trova. Tra l’altro, a me piacerebbe davvero sapere in che modo il “seguire uno sconosciuto in uno chalet senza dirlo alla mamma” possa essere definita buona letteratura.

  20. ZweilawyerNo Gravatar says:

    @Ire
    1)ho il dovere di giudicarvi;
    2)male, impareresti qualcosa;
    3)la bugia implica una scelta consapevole fra dire il vero o il falso. Non voglio sopravvalutarvi.

  21. AlberelloNo Gravatar says:

    1voi non avete il diritto di giudicarmi

    Questa è Allibis dopo aver letto la recensione di Zwei:

    D’autunno cadono le foglie
    Con i troll passano le voglie
    Di replicar in maniera intelligente
    È acclarato, non serve a niente.

    Perchè difender un’opera
    Su un loculo virtuale
    Definito blogosfera
    Agitando l’incursore anale
    Con una verve austera.

    Lasciate ogni speranza, voi ch’entrate,
    Il padrone del blog non ama i conigli.
    Egli è, per titolo, un azzecca-garbugli,
    Non troverete nient’altro che bastonate.

    Dirigete verso altri lidi i vostri pensieri,
    Infilate un dito nella presa di rima alternata,
    Non venite a rompere uova in panieri.

    Di scrivere dei sentimenti una boiata,
    Son capaci tutti, dal ragioniere allo scaricatore di porto,
    Questo non rende arte, una merdata.

  22. ire unikaNo Gravatar says:

    ma quanti anni avete?!? crescete un po’!!!
    mi sto chiedendo perchè continuo a perdere tempo con voi
    (e detto da una ragazza di 13 anni è davvero sconcertante!)

  23. TengerNo Gravatar says:

    (e detto da una ragazza di 13 anni è davvero sconcertante!)

    No, è indicativo. Giovane età e poche letture alle spalle. Si capisce perchè Unika ti è piaciuto e perchè non sei in grado di esporre in modo argomentato le tue opinioni. Tra qualche anno rileggerai forse il lobro e capirai perchè ci siamo fatti tante grasse risate.

  24. Fos87No Gravatar says:

    Piccola, io alla tua età leggevo “Venerdì 13″ con entusiasmo: quanta azione, quanta paura, quanto sangue! Oggi basta solo il pensiero a farmi ridere.
    Se vuoi sentimento ed emozioni forti ti consiglio “Cime Tempestose”, anche se non sono del tutto sicura che sia adatto alla tua età. Quanto ad autori contemporanei, io alla tua età adoravo Domenica Luciani, autrice che ancora oggi rileggo con piacere.

  25. ire unikaNo Gravatar says:

    piccola lo dici a tua sorella 1°
    e cmq non ho poche letture alle spalle
    anzi ho letto libri che nemmeno vi immaginate e so riconoscere libri scritti veramente bene come questo
    l’età che ho io nn c’entra veramente niente
    e no
    non riderò quando lo rileggerò da grande questo libro xkè mi ricorderò le emozioni che mi ha fatto provare
    e se volete un consiglio:
    entrate nei libri non limitatevi a leggerli altrimenti non ha senso!
    leggere senza provare le emozioni che descrivono gli scrittori significa non avere compreso l’importanza della lettura
    allora, ci eravate arrivati a questo?
    vi sembra un ragionamento stupido?
    ditelo sinceramente xkè se commentate libri senza averli letti veramente sbagliate tutto

  26. TengerNo Gravatar says:

    leggere senza provare le emozioni che descrivono gli scrittori significa non avere compreso l’importanza della lettura

    Sbagli. Il lavoro non lo deve fare il lettore, ma lo scrittore. Lo scrittore è il mago che con gli strumenti della letterature crea l’illusione della storia e coinvolge il lettore.
    Se lo scrittore scrive male o racconta storie stupide (come in questo caso) un lettore con un minimo di esperienza non può farsi coinvolgere.
    Pr fare un paralelo: non è colpa dello spettatore con un minimo di cultura di base se non riesce a farsi piacere Troy, ma del regista, che lo ha infarcito di talmente tante bischerate da renderlo assolutamente indigesto.

    Unika è piena di stupidaggini.
    La più clamorosa? Tre adolescenti che seguono uno sconosciuto nel suo chalet senza dirlo ai genitori e senza preocuparsi di cosa potrebbe loro accadare. Visto che hai tredici anni, ti avverto: è il metodo più sicuro per finire nelle grinfie di un maniaco e terminare la propria breve vita in modo doloroso ed inutile.
    Ce ne sono altre. Tipo Mizar che si autocompiace del fatto che “un vero generale vince senza combattere” e toh! Lui non ha ancora usato la propria spada! Sarà, ma intanto i suoi uomini si stanno legnando da ore. Ragionamento idiota di chi ha letto qualche citazione di Sun Zi senza premuarsi di capirlo.
    Ce ne sono innumerevoli altre, elencate nella recensione.
    Questo libro ti sarà anche piaciuto, e io penso che i gusti siano gusti (a me piacciono anche immonde porcate), ma tieni presente che è un libro stupido.

    anzi ho letto libri che nemmeno vi immaginate

    Posso chiederti, per pura curiosità e senza nessuna malizia, quali sono i tuoi libri preferiti?

  27. ire unikaNo Gravatar says:

    molti
    troppi da elencare
    e per la cronaca soprattutto libri fantasy
    non mi vanto di essere un’esperta di genere fantasy perchè non lo sono

    Tre adolescenti che seguono uno sconosciuto nel suo chalet senza dirlo ai genitori e senza preocuparsi di cosa potrebbe loro accadere

    prova a immedesimarti in quello che sarebbe successo loro, tu cosa avresti fatto?
    te ne saresti infischiato?
    naturalmente immedesimarsi in un racconto fantasy e difficile ma provaci e rifletti
    non avevano altra scelta

  28. Terra NovaNo Gravatar says:

    Unika non è scritto bene, e ci sono miriadi di esempi che si potrebbero portare a sostegno di ciò: mi limito al continuo, estenuante sbrodolìo di aggettivi, un affastellarsi di superlativi che appiattisce tutti i presunti personaggi positivi (tutti fortissimi bellissimi giustissimi coraggiosissimi), senza poi comunicare nulla: non basta scrivere il nome di un’emozione per farla provare al lettore.
    Esempio: ho recentemente letto ‘A Game of Thrones’ (in inglese… Altieri, te possino! :D ), qui di seguito uno dei climax finali del romanzo:

    ‘MIEI LORD!’ egli gridò, la voce tonante fra le travature del soffitto. ‘Ecco ciò che dico a questi due re!’ Sputò. ‘Renly Baratheon non rappresenta nulla per me, e nemmeno Stannis. Perché dovrebbero governare su me e la mia gente da qualche trono fiorito ad Altogiardino o Dorne? Che ne sanno della Muraglia o di Boscolupo o dei tumuli dei Primi Uomini? Persino i loro dèi sono sbagliati. E che gli Altri si portino anche i Lannister, ne ho abbastanza di loro!’ La mano corse dietro la spalla ed estrasse la sua immensa spada a due mani. ‘Per quale motivo non dovremmo tornare a governarci da soli? Erano i draghi quelli che abbiamo sposato, e i draghi sono tutti morti!’ Indicò Robb con la lama. ‘Là siede l’unico re a cui io intenda inginocchiarmi, miei lord’, tuonò. ‘Il Re del Nord!’.
    E si inginocchiò, e depose la sua spada ai piedi del figlio di Catelyn.
    ‘Accetterò la pace, se questi sono i termini’ disse lord Karstark. ‘Possono tenersi i loro castelli rossi e pure la loro seggiola di ferro.’ Estrasse la spada lunga dal fodero. ‘Il Re del Nord!’ disse, inginocchiandosi accanto al Grande Jon.
    Maege Mormont balzò in piedi. ‘Il Re d’Inverno!’ esclamò, e depose la sua mazza chiodata accanto alle due spade. E anche i lord dei fiumi si stavano alzando, Blackwood e Bracken e Mallister, case che non erano mai state governate da Winterfell, eppure Catelyn li vide alzarsi e sguainare le spade, inginocchiandosi e pronunciando le antiche parole che non si erano udite nel reame da più di tremila anni, da quando Aegon il Drago era giunto per unificare i sette regni… eppure ora erano udite di nuovo, vibranti fra le travature della sala di suo padre:
    ‘Il Re del Nord!’
    ‘Il Re del Nord!’
    ‘IL RE DEL NORD!’

    Qui lo stile è scarno, una mera cronaca degli eventi, le frasi secche e brevi, aggettivi assenti. Eppure, mentre la prosa si gonfia e si fa quasi poetica, e il ritmo accelera, si riesce ad afferrare la grandezza e l’unicità di quanto sta accadendo, e l’orgoglio e la gioia per la battaglia e l’esaltazione dei lord vassalli che ti portano a voler esclamare a tua volta ‘Il Re del Nord!… e magari in testa ti parte anche la musica trionfale e già pregusti il momento in cui Robb farà il Qulo a tutti (*coff coff* ^^’). Allibis avrebbe scritto che tutti erano pieni di fiduciosa, ehm, fiducia nell’avvenire, con gli occhi pieni di qualche meravigliosa alba e il coraggio delle proprie convinzioni… seeeee, solo a pensarci mi si accappona la pelle per l’immedesimazione =.=

    Terra Nova

  29. Terra NovaNo Gravatar says:

    Per quanto riguarda la storia dei tre ragazzi e lo chalet, proviamo a immedesimarci: uno sconosciuto mi tiene d’occhio in un locale e origlia le mie conversazioni con gli amici, si presenta, più o meno, e mi invita ad andare con lui, a casa sua, fuori città e in un luogo isolato, invogliandomi con promesse fumose e spingendomi apertamente a mentire ai miei genitori… no dico, ma scherziamo??? Persino un pedofilo reale si ingegnerebbe con scusa più credibili, non crederebbe mai di accalappiare ragazzini con questo approccio da ricovero immediato.
    Visto che di lì a poco i tre incontrano il demone topo nei cessi, o quel che è, sarebbe stato meglio invertire l’ordine degli eventi e rendere il demone più orripilante-pericoloso-aggressivo: segue salvataggio a opera di Winchester e fuga precipitosa nella di lui jeep fino al di lui chalet, dove un espediente narrativo qualsiasi (glifo antidemoni, anyone?) li avrebbe messi al sicuro: solo in questo modo i ragazzi non avrebbero avuto altra scelta che seguire un adulto sconosciuto e potenzialmente pericoloso, perchè in questo caso il pericolo demoniaco sarebbe stato tangibile, molto più immediato di quello potenziale del pedofilo, e sufficientemente pressante da non dare il tempo ai quattro di fare le dovute presentazioni.
    In questo modo si elimina anche la doppia presentazione di Winchester, prima al locale e poi nello chalet.
    … Sono un editor migliore di quelli della DeAgostini :D

    Terra Nova

  30. TengerNo Gravatar says:

    @ire
    Non ti ho chiesto quanti libri hai letto, ma quali sono i tuoi preferiti. Di solito vengono sempre in mente tre o quattro libri, per cominciare ^-^ Ma mi pare strano che una lettrice non possa citare qualche titolo :-|

    prova a immedesimarti in quello che sarebbe successo loro, tu cosa avresti fatto?

    Io ne avrei parlato coi miei genitori. Di certo non mi sarei infilata in macchina di un quarantenne che afferma “staremo sempre insieme”. E’ un atteggiamento suicida.

    non avevano altra scelta

    Col cacchio! Potevano parlarne con gli adulti (a meno che non vivano in famiglie orribili, ma ciò non emerge nel libro), cercare di documentarsi per verificare se i discorsi di Walden avevano un fondamento, eccetera.
    Dire “non aveva scelta” vale solo se il personaggio non ha DAVVERO scelta.
    Mettiti al loro posto. Sei inquieta, spaventata da fenomeni che non capisci, sbarca un tizio di mezza età che si spaccia per teologo, ti racconta una storia incredibile e oi ti invita nella sua stanza d’albergo. Che fai? (se seriamente accetteresti, temo per la tua incolumità :oups: )

  31. Fos87No Gravatar says:

    Effettivamente chiamo mio fratello “piccolo”, anche se ormai mi supera di tutta la testa e ha un barbone che fa paura. Comunque primo: abbassa la cresta, “piccola”, ti stavo solo dando qualche consiglio.
    Secondo: come ripetuto dagli altri, non basta dire “oh, che emozione!” per far provare quella stessa emozione al lettore. Alla fine di “Una Barca bel Bosco” mi sono messa a piangere come una scema, e di certo non perché l’autrice ha disseminato il libro di “ma che situazione triste!”.
    Terzo: anch’io a questo punto sono curiosa di sapere qual è il tuo libro preferito, dato che hai letto cose che neanche mi immagino (navi al largo di Orione?).

  32. ZweilawyerNo Gravatar says:

    @Ire
    potresti spiegarmi dove sono finite le navi volanti piene di mostri, di cui Allibis si dimentica nel mezzo della battaglia?

  33. PolveredighiaccioNo Gravatar says:

    Oh, amarcord! Che cosa leggevo io a tredici anni, mmm… fatemi pensare un po’. Ah, i classici per ragazzi vecchia scuola, da I tre moschettieri alle saghe infinite su Re Artù, ai romanzi di Ende. Che bei ricordi. ç_____________ç
    Spero che per romanzi “che nemmeno vi immaginate” non intenda Fabio Volo o altre emozionanti opere del genere, perché di solito sono quelli che gli adolescenti giudicano impegnati. Sigh!

  34. Merphit KydillisNo Gravatar says:

    Bene, intervengo anch’io :-[)

    1voi non avete il diritto di giudicarmi
    2non voglio perdere tempo con voi (come mi hanno già consigliato)
    3nessuno di noi è un bugiardo
    rispetto ci vuole qui lo sapete vero?!?!?

    1) Davvero? Ricopri una qualche carica politica/militare/religiosa tale da metterti al di sopra delle convizioni di un civile?
    2) Perché non provi ad instaurare un dialogo con noi? Se tu dici “è bello pekké sì!111!!!” dacci valide argomentazioni
    3) D’accordo, quindi sono costretto ad affermare la mia prima ipotesi: quindicimila e passa persone sono “speciali” come Zack.

    piccola lo dici a tua sorella 1°
    e cmq non ho poche letture alle spalle
    anzi ho letto libri che nemmeno vi immaginate e so riconoscere libri scritti veramente bene come questo
    l’età che ho io nn c’entra veramente niente
    e no
    non riderò quando lo rileggerò da grande questo libro xkè mi ricorderò le emozioni che mi ha fatto provare
    e se volete un consiglio:
    entrate nei libri non limitatevi a leggerli altrimenti non ha senso!
    leggere senza provare le emozioni che descrivono gli scrittori significa non avere compreso l’importanza della lettura
    allora, ci eravate arrivati a questo?
    vi sembra un ragionamento stupido?
    ditelo sinceramente xkè se commentate libri senza averli letti veramente sbagliate tutto

    Anch’io ho letto libri che la maggior parte delle persone si sogna: Bryan di Boscoquieto (Federico Ghirardi) e Samurai (VIttorio Leonardo Arena) meritano di finire nell’inceneritore. Però anche romanzi belli, quali Shogun (James Clavell), Sweeney Todd (il romanzo, non il film di Tim Burton che è un obbrobio) e, soprattutto, I Pilastri della Terra di Ken Follett. Quello è un bel romanzo: mettilo difronte ad Unika, e la vedrai mettersi in ginocchio e chiedere perdono :)

    Poi, per tua informazione, Unika lo sto leggendo: Zwei è un burlone, ma quando ho letto la sua recensione la mia razionalità si è rifiutata di credere che una tale fan fiction sia stato pubblicato da una casa editrice. Come un personaggio lovecraftiano si trova in mezzo a Grandi Antichi, eventi paranormali, ghoul ed alieni e rifiuta di credere alla loro esistenza. Se vuoi saperlo, mi trovo ora alla metà della seconda parte, quando i due down Uniki vanno alla Foresta per farsi sodomizzare da Ophidiel (trama a binario: il personaggio perde momentaneamente la sua intelligenza, diventando un balocco nelle mani dello scrittore per mandare avanti la trama con la forza).

    E io, quando legge un romanzo, cerco d’immedesimarmi nei protagonisti… peccato però che il POV varia senza preavviso da “narratore onnisciente” a “patata bollente”. E poi la logica va ad impiccarsi. Giusto per farti un esempio, quando Metatron fa l’incantesimo:

    Nishida era sbalordito di fronte alla determinazione di Unika. Ancora una volta era orgoglioso di aver servito un angelo di così grande valore. Giurò a se stesso che avrebbe supportato con altrettanta devozione il frutto di quel sortilegio.

    Ora, a prima vista non c’è nulla di anomalo in questo pezzo. Ma gli errori ci sono: Allibis qui passa bruscamente dal punto di vista onnisciente a patata bollente. Inoltre, Nishida era andato via assieme ad Allibis.. e poi, ce lo ritroviamo sbucare fuori da nulla. E senza capire da dove. Come un pene che sbuca fuori da una torta. Non ha senso.

    Come detto prima, ti ripeto: scrivere una decina di volte per capitolo “carico di emozioni e/o di sentimento” evidenzia l’incapacità dello scrittore nel mostrare. Se bastasse questo, alloratutti dovremmo diventare dei bravi scrittori :((

    Tre adolescenti che seguono uno sconosciuto nel suo chalet senza dirlo ai genitori e senza preocuparsi di cosa potrebbe loro accadere

    prova a immedesimarti in quello che sarebbe successo loro, tu cosa avresti fatto?
    te ne saresti infischiato?
    naturalmente immedesimarsi in un racconto fantasy e difficile ma provaci e rifletti
    non avevano altra scelta

    Allora, chiariamo alcune cose:
    * Joe è un povero, e vive in una famiglia talmente povera che in camera sua ha solo 3 poster in camera. Al posto del letto usa un mucchio di paglia, come Heidi. No, aspetta: Heidi può permettersi della paglia pulita e soffice. Joe no.
    * Zack è un ragazzo “speciale”. Che vede e sente le farfalle. Ci manca solo che comincia a parlarci. E viene a dirti: «Le farfalle mi dicono di ucciderti»
    * Eveline è una “indigena”. Zoofila, per giunta. Non fa che piangere e avere delle crisi.

    Bene, fatto il quadro della situazione, abbiamo tre individui diversamente intelligenti. A questo punto, vengono attirati da un tizio che si è fatto una chirurgia plastica per assomigliare ad un attore (fottutamente uguale, solo “il naso lievemente cambiato” a detta del disegnatore), che comincia a sparare delle stronzate abnormi sulla teologia. Qui, Robert Langdon si sarebbe strappato il cuore dall’invidia e Ron Hubbard si sarebbe cosparso il capo di ceneri.
    Io, se avessi visto una pantegana uscire dal bagno,mi sarei allontanato. Ma non per questo avrei accettato l’offerta di un tizio che voleva”portarmi in uno chalet”. Se mi capitavano fatti paranormali, mi documentavo e cercavo di contattare qualche esorcista o sacerdote. E, giusto per precazione, portarmi dietro un crocefisso e un coltello.

  35. AnacromaNo Gravatar says:

    Ma… ma che succede?
    Torno dal dia de muertos con un tasso di glicemia da ammazzare un cavallo, e che mi trovo? Un megaflammone innescato da un(‘asserita) tredicenne con l’ormone impazzito.
    Non prendo posizione nella tempesta in un bicchier d’acqua che infuria poco sopra, perché sono volutamente ignorante nella materia.
    Mi spiego meglio. Sarà la misantropia, sarà l’età, ma un libro che si intitola “Unika” non lo leggerei nemmeno se me lo regalassero. Specialmente poi se, scorrendo una qualsiasi presentazione on-line (si, penso di averlo già detto che ho avuto la fortuna di non averlo mai visto né in libreria né in biblioteca) si legge che parla di Angeli e tredicenni (due categorie che stento a digerire, anche prese separatamente ed in piccole dosi).
    Mal comprendo l’istinto di martire di gente come il buon Merph, che, alla luce della recensione di Zwei, sel’è addirittura comperato.
    Comunque, ribadisco solo quanto avevo già detto nel mio ultimo intervento: parlarne (bene o male non importa) è molto più di quanto questa baracconata commerciale (e farsesca) merita.

    Peace Love and Viral Marketing

    Anacroma

  36. Merphit KydillisNo Gravatar says:

    @Anacroma: l’ho comprato per appurare il livello di nefandezza riscontrato da Zwei. Non volevo credere all’esistenza di un tale abominio definito romanzo: Angel’s Friend è una ciofeca, ma ha più dignità di Unika :((

  37. ire unikaNo Gravatar says:

    @Merphit Kydillis

    Inoltre, Nishida era andato via assieme ad Allibis..

    mah… basta esserne convinti in quanto il libro non lo dice

    * Joe è un povero, e vive in una famiglia talmente povera che in camera sua ha solo 3 poster in camera. Al posto del letto usa un mucchio di paglia, come Heidi. No, aspetta: Heidi può permettersi della paglia pulita e soffice. Joe no.
    * Zack è un ragazzo “speciale”. Che vede e sente le farfalle. Ci manca solo che comincia a parlarci. E viene a dirti: «Le farfalle mi dicono di ucciderti»
    * Eveline è una “indigena”. Zoofila, per giunta. Non fa che piangere e avere delle crisi.

    questa te la sei praticamente inventata
    @Zweilawyer

    potresti spiegarmi dove sono finite le navi volanti piene di mostri, di cui Allibis si dimentica nel mezzo della battaglia?

    le navi te le sei immaginate completamente

    bah se volete un’esempio: Cronache del mondo emerso,
    o un libro di una grandissima scrittrice: La leggenda di Earthsea di U.K. Le Guin (se non la conoscete c’è da preoccuparsi)
    questi sono solo due ma se dovessi elencare tutti i più belli che ho letto ci metterei un’eternità

  38. AlberelloNo Gravatar says:

    mah… basta esserne convinti in quanto il libro non lo dice

    Al che Merphit andrà a rileggersi il libro per trovare la parte precisa dove dice quella cosa. La copierà qui forte della sua convinzione.

    Al che il troll negherà nuovamente.
    Tempo perso per Merphit: 10/20 minuti.
    Tempo perso per il troll: 1.

    Troll per ora vince. Tra l’altro ho capito che è il giorno dei morti, ma questo necropost sta diventando epico.

    Volete un indizio sicuro per capire che è un troll? Tapiro non sta rispondendo. :)

  39. ZweilawyerNo Gravatar says:

    @Ire
    “All’orizzonte apparvero rudimentali imbarcazioni con vele tenebrose che solcavano l’aria, navigando trasportate da calabroni agitati e senza requie. Procedevano veloci, cariche di mostri.

    Ego numquam pronuntiare mendacium.

    Se non rispondi a questo ogni tuo messaggio verrà cancellato, assieme alla tua dignità residua.

  40. FalcedilunaNo Gravatar says:

    @ ire unikaNo Gravatar

    noltre, Nishida era andato via assieme ad Allibis..

    mah… basta esserne convinti in quanto il libro non lo dice

    * Joe è un povero, e vive in una famiglia talmente povera che in camera sua ha solo 3 poster in camera. Al posto del letto usa un mucchio di paglia, come Heidi. No, aspetta: Heidi può permettersi della paglia pulita e soffice. Joe no.
    * Zack è un ragazzo “speciale”. Che vede e sente le farfalle. Ci manca solo che comincia a parlarci. E viene a dirti: «Le farfalle mi dicono di ucciderti»
    * Eveline è una “indigena”. Zoofila, per giunta. Non fa che piangere e avere delle crisi.

    questa te la sei praticamente inventata
    @Zweilawyer

    potresti spiegarmi dove sono finite le navi volanti piene di mostri, di cui Allibis si dimentica nel mezzo della battaglia?

    le navi te le sei immaginate completamente

    bah se volete un’esempio: Cronache del mondo emerso,
    o un libro di una grandissima scrittrice: La leggenda di Earthsea di U.K. Le Guin (se non la conoscete c’è da preoccuparsi)
    questi sono solo due ma se dovessi elencare tutti i più belli che ho letto ci metterei un’eternità

    Ire se Le cronache del mondo emerso è un romanzo serio, io non ho capito proprio nulla di fantasy … ti consiglio di rivedere la tua cultura leggendo qualcosa di veramente serio e dopo di rileggerti unika e licia troisi

  41. Terra NovaNo Gravatar says:

    @ Alberello
    É la famigerata teoria della montagna di merda, per cui un complottista-troll-agitatore di folle spara una ca$$ata e pretende che sia confutata: dieci ore e tredici teoremi dopo, se ne inventa un’altra (in un tempo netto di pochi secondi) e a te tocca nuovamente andare a documentarti per smentire tutto.
    Io tendo sempre a rispondere, non per il troll, ma per il lettore casuale che potrà rendersi conto da solo della validità delle mie motivazioni e giudicare il libro per l’immane obbrobrio che è.

    @ Zwei
    Oh, Zwei, ti stai intalebanendo? :) Ricorda che noi ti lovviamo tanto tanto (anche se Zodd è in ritardo) :8 :8 :8

    Terra Nova

  42. Merphit KydillisNo Gravatar says:

    @Zwei: No, non cancellare i commenti di IraUnika! È l’unica prova (per il momento) che i fan(antici) di Unika sono aperti al dialogo, bene o male che sia!

    @IreUnika:

    I
    noltre, Nishida era andato via assieme ad Allibis..

    mah… basta esserne convinti in quanto il libro non lo dice

    Credo che questo mi varrà una denuncia alla SIAE, ma franchamente me ne infischio 8) Edizione tascabile, Parte Uno, Capitolo 17 e pagina 111:

    Allibis si dileguò in un lampo di energia. Nishida svanì tra le piante. Yesod restò immobile

    Dopodiché, Nishida riappare a pagina 113. In che modo? Con il pezzo citato in precedenza. Non si è mai visto un personaggio sbucare così dal nulla. Nemmeno nei romanzi della Troisi. Il lettore rimane disorientato, e si va ad aggiungere una goccia nel mare di caccacacao che è la saga di Unika.

    * Joe è un povero, e vive in una famiglia talmente povera che in camera sua ha solo 3 poster in camera. Al posto del letto usa un mucchio di paglia, come Heidi. No, aspetta: Heidi può permettersi della paglia pulita e soffice. Joe no.
    * Zack è un ragazzo “speciale”. Che vede e sente le farfalle. Ci manca solo che comincia a parlarci. E viene a dirti: «Le farfalle mi dicono di ucciderti»
    * Eveline è una “indigena”. Zoofila, per giunta. Non fa che piangere e avere delle crisi.

    questa te la sei praticamente inventata

    Per Joe volevo dire “morto di fame”, ma “povero” è politically correct. Battute a parte: questo me lo sono invetato?
    Nì. Allibis forse voleva dire che Joe vive in una famiglia economicamente sufficiente, che Zack non deve essere scortato da Bruce Willis ogni volta che va in bagno senza che dei sicari cercano di ucciderlo perché ha violato dei codici militari, come in Codice Mercury ratti “demoniaci” lo assalgono, e che Eveline sia di razza caucasica.
    Purtroppo, nei capitoli dedicati ad ognuno dei personaggi, Allibis crede che sia più importante raccontare che mostrare. Peggio, scrive cose che alla trama servono un beneamato c***o, facendoli apparire nel limite del ridicolo. Chiamo come testimone Zwei, dato che anche lui ha letto Unika… e non è diventato un suo fan perché ha un QI superiore a 70 ;)

  43. CeciliaNo Gravatar says:

    Questa me la sto davvero godendo. Vi prego, continuate…

  44. AlberelloNo Gravatar says:

    @Terra Nova

    L’importante è la consapevolezza. ^-^

    Mi sta venendo la sindrome di Cassandra.

  45. Merphit KydillisNo Gravatar says:

    Ma… ma… ma… IreUnika che fine ha fatto? Non vengono altri fan di Allibis a rinforzare la teoria della montagna di merda?=(

    Vai Zwei, ora devi recensire l’Ultima Porta :o:

:p 8) :lol: =( :8 ;) :(( :o: :[ :) :D :-| :-[) :bloody: :cool: :choler: :love: :oups: :aie: :beurk:

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