Dead Island: il trailer

Posted: 18th February 2011 by Zweilawyer in Miscellanea
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Seguo i lentissimi progressi di questo gioco da qualche anno (le prime immagini comparvero nel 2007), e sinceramente avevo perso le speranze. Ora invece, un po’ come è accaduto con Duke Nukem Forever, è apparso un trailer che mi ha lasciato a bocca aperta. Guardatelo, se possibile in HD.

Questo è il montaggio originale, anche se sul web non avrete difficoltà a reperire anche la seconda versione (quella “forward”). La qualità grafica del lavoro mi ha davvero stupito, stesso dicasi per la musica, molto azzeccata, ma a fare la parte del leone sono l’ottima “recitazione” degli attori virtuali, la storia  e i bellissimi dettagli ultraviolenti.

Direte che la storia è banale, ma, se ben narrate, potrei ascoltare mille storie simili senza annoiarmi.

Guardate l’espressione incredula e disperata della madra, gli occhi della bambina, la rabbia del padre (eccezionale)… in mille zombie-movies ho visto quasi sempre di peggio. Anche gli zombie recitano meglio degli stunt infagottati proposti da molti registi. La lotta poi è coreografata in modo esemplare; immaginate di riportarla in un racconto con un Mostra non Raccontare esasperato e capirete (anzi, capiremo) in che modo bisognerebbe scrivere le scene d’azione.

 

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  1. SOLIDToMNo Gravatar says:

    Capolavoro. Fremo.

  2. ZweilawyerNo Gravatar says:

    Spacca.

  3. TjNo Gravatar says:

    Spettacolare! Me ama zombie °w°
    :8

  4. zerosNo Gravatar says:

    Molto, molto, molto bello! C’è da vedere se la qualità del gioco sarà pari (a volte i trailer sono fatti fare da terzi e con qualità strafica al cui confronto il gioco sembra un po’ puny), resta un gran bel trailer!

  5. Bellissimo trailer cinematografico. Spero esca presto un trailer di gioco, ma già gli screenshot qui, che siano molto truccati o meno, sono belli:
    http://www.cinemaevideogiochi.com/giochi/multi-dead-island-nuove-informazioni-e-inediti-screenshot/

    Sto finendo Dead Space 2 che è un magnifico gioco di smembramenti, seppur soffra, come al solito per questi titoli, dell’essere su rotaia. Fa niente, se lo si apprezza come sorta di “romanzo giocato” (cosa che apprezzo), ma come “gioco” in sé il non poter decidere niente ammazza la longevità.

  6. ZweilawyerNo Gravatar says:

    Dead Space l’ho giocato con grande piacere, immagino che il secondo capitolo sia molto simile. Sembra che Dead island avrà un sistema di smembramento molto articolato (spero sia almeno al livello di Left 4 dead 2) e anche le armi andranno incontro a una progressiva usura (ammaccature, graffi) fino a diventare inutilizzabili. Speriamo bene.

  7. OkamisNo Gravatar says:

    Ho sempre avuto una posizione intermedia sul fatto che i VG possano o meno essere ritenuti una forma d’arte. Chi dice che lo sono già, dice una stronzata. Chi dice che non lo saranno mai dice una stronzata ancora più grossa. Il fatto è che a mio modo di vedere gli ultimi trent’anni sono serviti “solo” per cominciare a maneggiare il materiale, per capire come muoverlo e assemblarlo al meglio. Opere come Half Life, Grim Fandango, Heavy Rain e molti altri, NON sono opere d’arte, ma la distanza che li separa è sempre più ridotta. Nel caso specifico di Dead Island (che pure io ormai ritenevo caduto nel vaporware più nero), il trailer è magnifico, uno dei migliori mai visti in assoluto, ma bisognerà vedere come sarà il gioco finito. Faccio un esempio: ricordate il trailer di Hellgate London? Beh, lì il livello qualitativo era forse persino superiore (seppur meno originale dal punto di vista narrativo), ma il gioco… beh, stendiamo un velo pietoso.

  8. ZweilawyerNo Gravatar says:

    Bentornato Okamis,
    Hellgate London aveva un trailer meraviglioso (seppur inferiore a quello di Dead island), mentre il gioco faceva schifo, ma qui mi interessava sottolineare solo la struttura del trailer, stilisticamente e contenutisticamente (un bacio alla Boni) perfetto.
    Secondo me Half Life, Dead Space, Bioshock e tanti altri giochi sono forme d’arte. Trovo davvero difficile considerarli altrimenti. Se un film o un romanzo sono species del genus arte, allora deve esserlo anche un videogioco. Alla stregua di un film, un gioco necessita dell’apporto creativo di decine di persone che, alla fine, danno vita ad un prodotto dell’ingeno umano (più o meno apprezzabile), considerato tale anche dalla legge (vedi diritto d’autore).

  9. OkamisNo Gravatar says:

    Faccio un esempio veloce del perché i VG, nemmeno i migliori, possono (per il momento) essere considerati forme d’arte: per via dei bug, ovvero l’equivalente dei bloopers nei film o dei difetti stilistici nei romanzi. Ora come ora anche il VG migliore presenta troppi bug macroscopici. E non mi riferisco alla stabilità a livello di programmazione, quanto al fatto che i corpi dopo un po’ spariscono (te lo vedi un film horror dove cinque minuti prima la stanza era piena di cadaveri e cinque minuti dopo è tornata linda e pulita?), alle compenetrazioni di poligoni, alle texture di livello altalenante, alla recitazione non sempre all’altezza (la miglior recitazione “dal vivo” rimane ancora quella di HL2, e sono passati ANNI). Piccoli difetti in molti casi, ma ancora troppo numerosi. I titoli che citi te (escludo solo DS perché non l’ho ancora provato) li considero come degli “esercizi di stile”. Ripeto comunque: ormai la linea di demarcazione che separa i VG dall’olimpo dell’Arte è vicinissima.

  10. Veramente un trailer eccezionale, uno dei migliori che abbia mai visto.
    Ma… Di che si parla? Xbox360? Play3? PC?

  11. OkamisNo Gravatar says:

    PlayStation 3, Xbox 360 e PC. Speriamo non facciano boiate alla FIFA 10 a causa del multipiattaforma…

  12. drJackNo Gravatar says:

    I videogiochi sono o non sono forme d’arte in base a come definite “arte”.
    Per me lo sono. Creatività, comunicazione, intrattenimento ed evocazione di emozioni ci sono tutti e per me bastano.

    Il fatto che abbiano bug e non siano perfetti per me non è limitativo e non è assolutamente un requisito necessario per essere definito arte.

    Dead Space 2 l’ho finito!
    Come mostro finale ho preferito quello del primo.
    Poi trovo un po’ forzato il dover continuare a martoriare i mostri morti per spremere fuori il loot.
    Ma per il resto direi che mi è piaciuto.

    Left 4 Dead 2 però ha un sacco di longevità in più, ed attenua l’effetto rotaia usando il “Director” e offrendo varie modalità di gioco in multiplayer.
    Magari anche il multiplayer di Dead Space 2 offre qualcosa di più, ma non l’ho provato.

    A proposito, grazie per la segnalazione del trailer, Zwei. Non sapevo niente di Dead Island.

  13. KenarNo Gravatar says:

    dead space l’ho finito una volta e lo sto rifinendo. molto bello, anche se ha i suoi difetti ovviamente.

  14. Mr.GiobblinNo Gravatar says:

    Quoto drJack.
    Per quanto mi riguarda, i videogiochi sono l’ “opera d’arte totale” teorizzata da Ricciotto Canudo…
    Felice di sapere che Dead Island è “tornato in vita”, cominciavo a perdere le speranze! :D

  15. dunsenyNo Gravatar says:

    ottimo trailer, mi chiedo perchè non esista (o sbaglio?) un Oscar per chi realizza i trailer, spesso migliori del prodotto pubblicizzato. Spero che il gioco sia all’altezza!
    io sbavo di più per cose come Heavy Rain e per me gli zombi devono essere lenti e stupidi come ai bei tempi, però Dead Island promette bene.

  16. NullNo Gravatar says:

    Dead Space 2 l’ho finito!
    Come mostro finale ho preferito quello del primo.

    Devo ancora giocarci ma questo non mi riempie d'entusiasmo, considerando che il boss finale di DS 1 l'ho trovato piuttosto anonimo e di una facilità a tratti imbarazzante (se non altro rispetto a altri punti del gioco).

    Non che abbia molte altre critiche da muovere a un titolo come il primo, però.

  17. TapiroulantNo Gravatar says:

    Il trailer è molto bello. E’ forse la prima volta che qualcosa con gli zombie mi colpisce sul piano emotivo. Ottima segnalazione!

    @Okamis: Secondo me tu confondi “opera d’arte” con “capolavoro”. Tralasciando il problema se sia artistica anche un’opera brutta, perlomeno consentirai che un’opera possa essere bella nonostante grossi difetti e limiti.
    Uscendo per un momento dal campo dei videogiochi, guarda la letteratura. Se dovessi prendere alla lettera quello che dici, allora dovrei dire, per esempio, che tutta la letteratura mondiale precedente al Novecento (o, volendo essere buoni, alla seconda metà dell’Ottocento) non è un’opera d’arte, per via dei suoi grossi limiti: gestione del pov completamente a caso, intrusioni continue del narratore, uso gratuito e sregolato delle digressioni, di brani saggistici inseriti con disinvoltura in mezzo alla storia (presente i capitoli di cetaceologia in Moby Dick?), per non parlare della quasi totale assenza di mostrato.
    Oppure prendiamo il cinema, dove la cosa è ancora più evidente. Pensa ai limiti espressivi dei film muti: dovremmo pensare che fino alla comparsa del sonoro non si possa parlare di film opere d’arte? Mi sembra tirata per i capelli.
    Il mondo dei videogiochi è ricolmo di opere d’arte, e anche di diversi capolavori, nonostante i limiti e i difetti oggettivi insiti nelle tecnologie passate e attuali.

  18. ShaggleyNo Gravatar says:

    Non ne sapevo niente. Ma il trailer è bellissimo, e come dicevi le recitazioni dei personaggi sono all’altezza (anche se la mimica facciale è un po’ limitata, pazienza). Il mio zombie preferito è quello con la camicia a fiori. Spettacolare. Il papà è molto, molto cattivo. Bravo papà.
    Sembra che ne trarranno un filme (http://www.badtaste.it/index.php?option=com_content&task=view&id=18314&Itemid=33)… mah di solito codesti progetti svaniscono nel nulla, staremo a vedere.

    Per il resto, videogiochi come opere d’arte… credo dipenda da cosa s’intende per opera d’arte: se consideriamo un oggetto, un’immagine, una sequenza di suoni o parole capace di suscitare emozioni, ma soprattutto di aprire la mente a nuove idee, sensazioni e visioni del mondo, allora sì, anche i videogiochi sono opere d’arte.
    Secondo me, conta la storia, che nel videogioco è un mostrare a livelli esagerati (il contrario preciso dei romanzi ottocenteschi), assieme all’immersione pressoché totale del personaggio (parlo di videogiochi in prima persona, sugli RTS il discorso è diverso), che consente di avere un legame emotivo con la storia molto superiore a qualunque altra forma di intrattenimento.
    Possiamo paragonare questo aspetto al font, alla qualità della carta, alla leggibilità dell’inchiostro.
    Anche con questi potenti mezzi, la storia interna di un videogioco deve provare di essere interessante. Prendiamo per l’appunto Dead Space, che riesce benissimo nell’essere impressionante, ma ha una storia che a parte qualche interessante suggerimento (il culto, il marcatore, la mutazione dei tessuti morti) è stata vista qualche decina, se non centinaia di volte. Un altro esempio, al capo opposto, è il famoso Cave Story, il padre putativo di tutti i videogiochi indie. Ha una grafica da Game Boy, ma una storia ben articolata, con personaggi interessanti e con idee di fondo non banali. La sua storia è molto più interessante di Dead Space – ma il legame emotivo è di sicuro inferiore, perché la qualità grafica è inferiore.
    Un esempio terzo è un altro videogioco indie, Eversion, che ha la sua forza proprio nella grafica utilizzata come storia, ovvero nella possibilità (che credo abbiano solo i videogiochi e qualche poeta futurista morto da tempo) di sfruttare la grafica come storia e la storia come grafica, in modo che si sorreggano a vicenda.
    Possiamo paragonare la grafica allo stile.
    Resta il fatto, come ha detto giustamente Okamis, che i videogiochi sono pieni di bug, bloopers et cetera. Vero, vero. Possono essere assimilati agli errori di battitura, ai vuoti di logica e cose simili, con l’importante differenza che con il tempo tendono a diminuire – e anche la grafica migliora, avvicinandosi ad un livello quasi-reale. Ma la verosimiglianza della grafica non è per me una discriminante per considerare un videogioco un’opera d’arte.
    Tirando le fila, un’opera d’arte letteraria è tale quando (secondo la mia visione) riesce ad ampliare gli orizzonti del proprio genere (La poesia di Pascoli e Gabriele “Costola” D’Annunzio ha fatto scuola in europa e ha dato le basi per lo sviluppo della poesia novecentesca, ad esempio), oppure quando modifica il contesto culturale in cui si trova (Il Decamerone ha ri-fondato il pensiero laico moderno), oppure quando riesce ad esprimere e a generare emozioni in maniera straordinaria (Qui gli esempi si sprecano… Buzzati, Rubino, Ungaretti, Leopardi, Tolkien, Sturgeon… eccetera… ma soprattutto perché questo ultimo tassello è molto soggettivo).
    Alcuni videogiochi ci riescono con la storia, altri ci riescono con la grafica, altri ci riescono con la giocabilità – la differenza tra le altre opere d’arte è che possono sfruttare le abilità dell’una per potenziare le altre. Vale anche il discorso invero, certamente.

    Se avete letto tutto il commento, dieci punti. :)

    Shaggley, dinosauro virtuale

  19. OkamisNo Gravatar says:

    @ Tapiroulant:
    Ehm, veramente il cinema ha avuto un percorso pressoché identico a quello degli attuali VG ^_^ Le prime opere erano semplici esperimenti che o servivano per testare le nuove tecnologie man mano inventate (vedi le opere dei fratelli Lumiere, che nessuno potrebbe mai definire opere d’arte) oppure tentavano d’imitare il teatro (vedi le cosiddette “vedute”). Mancava, insomma, la piena consapevolezza del potenziale di questo nuovo mezzo.

    Con i VG, a mio avviso, stiamo attraversando due fasi simili. Da una parte abbiamo continui balzi tecnologici volti a vedere fin dove ci si possa spingere (il primo passaggio al 3D, l’avvento delle schede grafiche, il bump mapping, le nebbie volumetriche, gli shaders, l’HDR ecc.), dall’altro però ci si muove mantenendo forti legami con mezzi (arti) già esistenti, cinema in primis. Heavy Rain ne è la perfetta dimostrazione, visto che più che un gioco si tratta di un film interattivo. Ecco, manca ancora la piena consapevolezza che il VG è un mezzo a sé stante, che non ha bisogno di scimmiottare il cinema. Posso essere d’accordo che in molti VG ci siano elementi artistici (i bellissimi fondali di Grim Fandango, le musiche di Final Fantasy VIII, i dialoghi allucinati di Sam&Max, la trama di Soul Reaver…), ma nella GLOBALITA’ non vedo ancora piene opere d’arte.

    Faccio un ultimo esempio, riprendendo Half Life. Perché (a buon diritto, IMO) è considerato il miglior FPS di sempre? Perché alla Valve hanno capito che i VG sono diversi dai film. In un film, o un libro o un fumetto sarebbe assurdo proporre un protagonista che:

    1) non parla mai
    2) non contraddice mai quello che gli viene detto di fare
    3) è considerato uno scienziato geniale nonostante non faccia mai un ragionamento di alcun tipo e passa invece le giornate a sparare a destra e manca
    4) Quattro

    tanto che in HL2 Alyx a un certo punto ironizza pure sul mutismo di Gordon (senza contare la totale assenza di cutscenes, cosa che personalmente apprezzo tantissimo). Questo è il segno che alcuni programmatori cominciano a capire la direzione in cui muoversi. Ripeto, siamo vicini al passaggio al campo artistico, ma credo che manchi ancora qualcosina.

  20. dr JackNo Gravatar says:

    manca ancora la piena consapevolezza che il VG è un mezzo a sé stante

    La mia posizione è differente, ma voglio lo stesso sapere cosa intendi e non ho capito questa frase.

    è considerato uno scienziato geniale nonostante non faccia mai un ragionamento di alcun tipo e passa invece le giornate a sparare a destra e manca

    Questo perché è un gioco. E nel gioco la storia può essere tenuta come secondaria. La giocabilità è il contenuto artistico più importante, non la storia. Che poi al giorno d’oggi la storia stia diventando più importante e si stiano aprendo un sacco di discussioni in merito d’accordo. Sta diventando una fissa (e mi fa piacere visto anch’io sono fissato sulle storie :p).
    Ma nel decennio precedente la fissa era sulla grafica, e infatti i VG sono migliorati molto graficamente.

    tanto che in HL2 Alyx a un certo punto ironizza pure sul mutismo di Gordon

    Questa è la contestualizzazione di un elemento “strano” (l’uomo che non parla). La contestualizzazione però è solo una tecnica per la storia, non legata ai videogiochi.
    La ho vista usare anche in Supernatural (purtroppo non mi viene in mente la puntata).
    Scena
    Sam entra in una stanza con una vecchia a letto e questa parla. Sono soli.
    Sam non la sente.
    La vecchia gli fa cenno di avvicinarsi.
    Sam fa un passo e chiedere di ripetere. Non sente ancora.
    La vecchia (dall’aspetto demoniaco :p) gli fa cenno di avvicinarsi ancora.
    Dopo un paio di altri tentativi infruttosi alla fine Sam decide di chinarsi davvero su di lei per ascoltarla.
    E’ un elemento strano (e incongruente :p) perché rischia troppo di farsi ammazzare per una stupidata, così Sam dice: “Non ci credo che lo sto facendo davvero”.

    Proviamo con degli esempi.
    Cosa manca a Planescape Torment, Monkey Island I e II, la trilogia di Prince of Persia e Mass Effect I per essere ritenuti arte?

    PS: già che ci sei puoi specificare qual è la tua discriminante per decidere cosa è o non è arte?

  21. ZweilawyerNo Gravatar says:

    Aiuto, Okamis si è trasformato in Roger Erbert :bloody: (se non lo conoscete, andate a ripescare il suo articolo sul tema videogiochi-arte, e leggete il primo, geniale commento di un utente).

  22. OkamisNo Gravatar says:

    @ Zwei:
    Conosco la posizione di Ebert (senza R, giusto? altrimenti non ho la più pallida idea di chi si tratti ^_^). Posso dirti che trovo interessanti le sue premesse, ma completamente errate le conclusioni. Considerando poi che Ebert è tornato più volte sull’argomento, sarei curioso di sapere a quale articolo in particolare ti riferisci.

    Passo a Jack, così espongo meglio il mio pensiero.
    Qualcosa, per essere considerato Arte, ha bisogno a mio avviso di alcuni elementi imprescindibili.

    1) Ci deve essere la coscienza da parte dell’autore (o autori) di stare realizzando qualcosa di ANCHE artistico (dico “anche” perché l’elemento commerciale è ininfluente). Allo stato attuale, il 99,99% dei VG sono realizzati con il solo scopo di divertire, anche se magari qualche singolo elemento può essere inteso come artistico (esempio: l’ultimo livello di Painkiller, forse uno dei meglio disegnati di sempre). Esistono programmatori desiderosi di sfruttare il digitale per creare Arte? Sono certo di sì. Tra i big senz’altro Valve e Bioware e in misura minore Monolith e Techland, a cui si possono aggiungere tanti autori indie come Introversion e Frictional. Ma manca ancora la totalità della dimensione artistica (vedi punto 2)

    2) Appunto, ci deve essere la totalità della dimensione artistica. Ora come ora io vedo singoli elementi artistici nei VG (chi per i dialoghi, chi per la trama, chi per la colonna sonora ecc.) ma non ho ancora trovato un singolo VG capace di sintetizzare al suo interno l’intera dimensione in cui si muove. Facciamo un esempio. Se in Apocalypse Now (è il primo titolo che mi è venuto in mente) al posto delle musiche dei Doors fossero state utilizzate quelle degli ABBA, avremmo avuto sempre un’opera artistica? No, e non perché gli ABBA facciano schifo (chi mi conosce sa quanto li veneri), ma perché sarebbero stati fuori luogo. Quelle che rende AN un’opera d’arte è l’attenzione a ogni singolo dettaglio, la consapevolezza che un film è caratterizzato da moltissimi elementi, tutti egualmente importanti. Ora come ora nei videogiochi ciò non accade, in parte per scarsa consapevolezza dei programmatori, in parte per questioni più prettamente monetarie.

    3) Il fatto che un “qualcosa” (sto sul generico volutamente) generi emozioni non lo porta a diventare un’opera d’arte, se mancano i due elementi di cui sopra. Anche una partita di rugby mi genera emozioni, ma questo non la porta ad essere arte.

    Detto in soldoni, se manca anche solo uno di questi elementi, allora qualsiasi cosa non può essere considerata arte. Riprendendo le parole di Shaggley (e modificandole leggermente per quella che è la mia personalissima visione dell’argomento), un’opera d’arte è tale quando sfrutta TUTTO il suo potenziale per ampliare sia gli orizzonti del proprio genere sia quello del pensiero di gode dell’opera. Esistono opere in grado di fare ciò attualmente? A mio avviso no, ma sono il primo a dire che 1) alcuni programmatori ne hanno tutte le intenzioni (Valve in primis) e 2) non ci vorrà ancora molto perché tale traguardo sia raggiunto.

    Fatto questo ragionamento, tutti gli esempi da te portati, Jack, non sono più opere d’arte, se non in alcuni loro specifici elementi. Torment e ME1 per la trama (il 2 lasciamolo stare dov’è visto che ha un plot che sembra scritto da un bambino di cinque anni), Monkey Island per i dialoghi sempre efficaci, Prince of Persia… boh, io sinceramente non ci vedo un solo elemento artistico con la A maiuscola in questa serie per quanto mi sia divertito moltissimo a giocarla ^_^”

  23. dr JackNo Gravatar says:

    Approfondiamo.

    1) Ci deve essere la coscienza da parte dell’autore (o autori) di stare realizzando qualcosa di ANCHE artistico

    Questa frase può aprire mille dialoghi come:
    - Ma cosa vuol dire? Che vuole creare arte secondo la tua definizione, secondo la propria? Vuole creare arte in che senso? E per i più pazzi: I dipinti rupestri preistorici sono arte?
    Per me questa consapevolezza non è necessaria.
    Ma anche se lo fosse io la darei come assodata. E la chiuderei con questo link.
    Art of computer game design di Chris Crawfar, anno 1982.
    Se la chiamano “Art” dal 1982 io direi che la coscienza di qualcosa di artistico ce l’hanno.

    Dopodiche passiamo al 2.

    la totalità della dimensione artistica

    e

    non ho ancora trovato un singolo VG capace di sintetizzare al suo interno l’intera dimensione in cui si muove

    Io traduco: tutti gli elementi usati nel videogame devono essere allo stato dell’arte.
    Che è diverso da: un videogioco deve usare tutti gli elementi possibili allo stato dell’arte.
    Cioè, un gioco può anche trascurare la storia, e in quel caso la storia non diventa necessaria. Ma lo è grafica sonoro eccetera.
    Avvisami se ti ho interpretato male e invece intendi che un gioco deve per forza usare tutti gli elementi a disposizione.

    Partiamo dal presupposto che per me una cosa è arte o non è arte. Io non metto un limite di livello, cioè se uno scrive una storia sta creando un’opera artistica. Magari non un capolavoro o Arte con la A maiuscola, ma sempre arte è. Questa è una delle principali differenze delle nostre posizioni.
    Ma anche inserendo questo limite minimo. Esistono un sacco di giochi che lo raggiungono.
    Torment era bello anche di grafica di sistema di gioco e di sonoro.
    Idem per mass effect 1 (il due non l’ho trascurato a caso :p).
    Stesso per Monkey Island.
    Mi stai dicendo che hanno grafica o sonoro di livello non adeguato all’arte, oppure mi stai dicendo che i film muti in bianco e nero non erano arte perché la tecnologia non era ancora perfetta?

    Lo so è una domanda trabocchetto :p. Ma bene riassume il concetto centrale di cui stiamo parlando (più o meno inavvertitamente).

  24. dr JackNo Gravatar says:

    Ahem. Di solito io non mi ricorreggo mai, ma stavolta faccio un’eccezione perché ho paura che se no nessuno metterebbe a posto e spargo già abbastanza ignoranza in altri lidi :p .
    Il nome giusto dell’autore è Chris *Crawford… e non Crawfar.

  25. OkamisNo Gravatar says:

    Ehm, sì, in parte hai interpretato male ^_^

    Innanzitutto, non ho detto che non esista consapevolezza delle potenzialità artistiche dei VG. Anzi, ho detto l’esatto contrario, citando oltretutto alche software house che negli ultimi anni hanno dimostrato che è possibile intraprendere tale via (Valve, Bioware, Monolith, Techland, Introversion e Frictional, ma se ne potrebbero aggiungere altre).

    In secondo luogo, con le mie parole non intendo dire che “tutti gli elementi usati nei videogame devono essere allo stato dell’arte”, ma che “tutti gli elementi usati nei videogame devono presentare un fondamento artistico”. Prendiamo il cinema. Perchè un film come “Il labirinto del fauno” è considerato Arte mentre Dungeons&Dragons è un puro prodotto commerciale privo di qualsivoglia esito (e volontà) artistico? Eppure etrambi operano pure nel medesimo genere. Solo che uno pone attenzione in tutti i suoi elementi (sceneggiatura, colonna sonora, costruzione dei personaggi ecc.) mentre l’altro è il classico prodotto di celluloide privo di anima.

    Ora, perché i VG, almeno allo stato attuale, non sono ancora Arte? (anzi, togliamo la maiuscola, sennò rischio di portare a un’interpretazione sbagliata di ciò che intendo) Perché nel bene e nel male, allo stato attuale si portano sulle spalle ancora il pesante fardello del termine “gioco”. Invece sarebbe ora di comprendere che molti VG sono qualcosa di diverso. Heavy Rain da questo punto di vista è stato il miglior (e più riuscito) esperimento degli ultimi anni. Non a caso in uno degli interventi precedenti non l’ho definito un vero e proprio VG. Il fatto è che i VG comunicano sue due livelli allo stesso tempo, rispetto alle arti tradizionali: abbiamo un livello che potremmo definire statico (il design, assimilabile all’esperienza provata di fronte a una scultura o a un’opera architettonica) e un altro invece dinamico (narrativo, proprio come nei film, romanzi e fumetti). Se entrambe queste dimensioni non si muovono di pari passo, allora mi risulta difficile concepire un VG come arte. In tal senso, i VG fino ad ora, nel cercare la propria strada, hanno cercato (come è sempre avvenuto anche per le altre arti) d’imitare quanto già esisteva. Torment, così come tutti i giochi “pre 3D”, imitavano la struttura dei giochi da tavolo. Dopo il 3D si è cercato invece di avvicinarsi al cinema. Insomma, tutti elementi già esistenti. Ma se l’arte, come scrivevo nel commento precedente, “è tale quando sfrutta tutto il suo potenziale per ampliare sia gli orizzonti del proprio genere sia quello del pensiero di chi gode dell’opera”, allora occorre che i VG si liberino dal fardello sia della parola “gioco” (a favore di “esperienza”) sia delle influenze delle altre arti. Se così non sarà (ma non c’è ragione perché ciò accada) allora i VG non diventeranno mai una nuova arte, ma soltanto un modo diverso di concepire i giochi da tavolo piuttosto che le partite a “ce l’hai”.

  26. ShaggleyNo Gravatar says:

    @ Okamis
    Vediamo se ho capito; i tre punti sono: 1) Ci deve essere intenzione da parte dell’autore di produrre un’opera d’arte e non intrattenimento – discorso che si allaccia alla definizione di opera d’arte, ma se usiamo questo concetto per definire un’opera d’arte, entriamo in cortocircuito logico. Se invece distingui l’opera d’arte e l’intrattenimento come a dire: questa cosa è fatta per intrattenere, tenere allo schermo e divertirmi e poi essere buttata via (quindi è intrattenimento), quest’altra cosa è fatta per durare e mantenere le emozioni per sempre (come che so, I Girasoli di Van Gogh), quindi è arte, il cortocircuito logico non c’è. Io considero questa seconda ipotesi, se sbaglio sappimi dire, per favore.
    2) Tutti gli elementi devono essere arte. Intendi dire, se non sbaglio, che tutti gli elementi devono supportarsi a vicenda, e nessuno deve essere fuori contesto. La differenza principale tra un film e un videogioco è che nel film c’è coscienza di dover utilizzare tutti gli elementi al meglio (per quanto i risultati facciano spesso grondare sangue dalle cataratte celesti), nel videogioco si può sacrificare qualcosa. Secondo me, qui ci allacciamo al discorso delle intenzioni: in un film si può sacrificare uno degli elementi per supportare gli altri (ad esempio nelle animazioni giapponesi la musica è molto più limitata – specie in confronto ai musical della disney, spesso insopportabili) e mantenere lo stato di opera d’arte, ma in un videogioco non si può? Non sono d’accordo, poiché semmai questo è uno dei massimi punti di forza dei videogiochi, il poter sfruttare altri elementi per supportare i mancanti, là dove in un film una colonna sonora scadente, o dialoghi scadenti, condannano l’intera pellicola.
    3) Mancando i primi due elementi (volontà di creare un’opera d’arte, utilizzare tutto il possibile per effettuarla), allora un’opera d’arte non è tale. Citi giustamente una partita di rugby. Ma per un appassionato di rugby una tale partita può essere arte – per me certe equazioni matematiche o fisiche sono arte! Perché sono appassionato di queste faccende. Secondo me l’arte non sta tanto in chi la crea, ma nella capacità di chi la osserva di percepirla: esistono Girasoli diversi per chiunque li abbia visti.
    Un altro esempio, molto famoso: le opere di Fontana, i tagli sulle tele monocromatiche: http://www.teknemedia.net/magazine/gall_img/2008/28.jpgridotta_400.jpg (uno dei miei preferiti). Sono state duramente criticate, perché chiunque lo saprebbe fare, ma Fontana l’ha fatto prima che chiunque altro ci pensasse.
    Riallacciandosi, Fontana ha: 1) avuto intenzione di creare arte 2) ha sfruttato tutti i mezzi possibili al massimo livello (tagliando la tela le ha donato una nuova funzione) 3) è riuscito a creare arte perché ci si interroga su quelle tele.
    Tornando ai videogiochi, credo i risultati migliori in questa discussione si avrebbero non puntando lo sguardo sui videogiochi mainstream (che sono fatti per intrattenere, su questo hai ragione = vendere), ma sui videogiochi indie, che sono fatti con l’intenzione di divertire, affascinare, suscitare emozioni, parlare di sé. Insomma, tutte cose che l’arte fa. Un paio di esempi indie per chiarirmi al meglio.
    The majesty of colors (http://armorgames.com/play/3314/the-majesty-of-colors) è un videogioco basato su una storia in cui il protagonista può compiere diverse scelte, e ciascuna porta ad un finale differente, con un commento finale secondo me molto bello e poetico. Dov’è l’arte? L’arte sta nello sfruttare l’intrattenimento per proporre o suscitare idee od emozioni. Questo videogioco porta a pensare alle conseguenze delle proprie azioni, alla filosofia generale della propria esistenza, alle conseguenze dei gesti, in maniera non molto diversa da come faceva Effetti del Buono e del Cattivo Governo di Lorenzetti.
    Altro esempio è Love(http://armorgames.com/play/7594/love), un videogioco che non ha trama, non ha storia, ha solo la spiegazione di ciò che bisogna fare e sta poi al giocatore creare tutto, storia e colonna sonora, che in questo caso coincidono. Secondo me l’arte è totale perché, come dicevi tu c’è intenzione, c’è sfruttamento al massimo degli elementi (elementi nel contesto, perché stato dell’arte non significa grafica quasi-realistica, ma utilizzare la grafica che si ha al meglio!), ma soprattutto c’è creazione da parte del giocatore di elementi sempre nuovi (per quanto in un contesto limitato).

    Conclusione.
    Secondo me bisogna tirare le fila sui videogiochi facendo una distinzione tra i vari target. Dead Space è un’opera d’arte? Secondo me è un capolavoro, ma non un’opera d’arte. Bioshock è un’opera d’arte? Forse di più, perché spinge a pensare, perché offre al giocatore la possibilità di compiere scelte. Ma se guardiamo ai videogiochi indie, dove lo scopo di vendere copie è inesistente, allora possiamo avvicinarci di più all’arte, fino a toccarla, in certi casi, come Cave Story, Love, The majesty of colors, Eversion.

    P.S. Questi commenti sono dannatamente interessanti ed il topic è fantastico. Se Zwei non mi taglia la testa ;) , vorrei farci un articolo sopra. Okamis e Dr. Jack, mi permettete di citarvi?

    Shaggley, dinosauro senza testa

  27. ZweilawyerNo Gravatar says:

    Per una discussione ancora più costruttiva, temo sia necessario partire da una definizione di Arte condivisa. Se ognuno parte dalla sua personale interpretazione di un concetto, è impossibile giungere a delle conclusioni simili.

    Inoltre, trovo si sia posto poco l’accento su ciò che caratterizza i VG, il vero discrimen rispetto alle altre opere d’arte, ovvero il diverso rapporto fra la stessa e il fruitore finale. Nei VG c’è la possibilità di interagire con il prodotto creativo ad un livello fattuale, e ciò non può essere sottovalutato in un discorso del genere.

    Riservandomi di intervenire in maniera più organica, vi sottopongo la vecchia decisione di un tribunale federale statunitense.

    @Shaggley
    Se vuoi partire da questa discussione devi citare nell’ordine Zweilawyer, Zodd, e infine quei due mariuoli di okamis e jack.

  28. ShaggleyNo Gravatar says:

    @ Zweilawyer: grazie. Per il resto, partire da una definizione di arte condivisa… è alquanto difficile, se non impossibile. Io parto dal presupposto che l’arte sia un processo dinamico tra creatore e fruitore, ma che avvenga nella mente di chi guarda, o legge, o ascolta più che in quella di chi scrive, dipinge o suona. Ma definire l’arte per chiunque è un lavoraccio…

  29. M.T.No Gravatar says:

    Duke Nukem Forever è diventato leggenda ;)

  30. OkamisNo Gravatar says:

    @ Shaggley:
    Procedo seguendo i tuoi punti, altrimenti rischiarmi di perderci ;)

    1) Qui temo ci sia un fraintendimento. A mio avviso arte e intrattenimento non sono due dimensioni separate, anzi, l’esatto contrario. L’arte DEVE intrattenere, perché altrimenti non attirerebbe l’attenzione su di sè. Semmai si può dire che esistono varie forme d’intrattenimento, dove non è detto che tutte abbiano una dimensione per così dire “rassicurante”. Intrattenimento artistico può essere un film grottesco come “Il grande Lebowski”, tanto come un film violento come “Martyrs”. L’arte, per semplificare, è un qualcosa “in più”, da cui la sua dimensione superiore rispetto ai prodotti esclusivamente d’intrattenimento. O, per dirla in termini più semplici: il prodotto commerciale è fatto solo per intrattenere, il prodotto artistico è fatto per intrattenere e fornire al fruitore anche nuovi orizzonti di pensiero. Quindi, alla fine, sono d’accordo anch’io sulla seconda parte del primo punto (scusa il gioco di parole).

    2) Qui temo di non essere stato abbastanza preciso io. Mea culpa.
    Riprendo l’esempio del cinema. E’ vero, come dici tu, che molti registi decidono di privilegiare certi elementi a scapito di altri. Ma attenzione: lì si tratta di una scelta consapevole. Nei VG invece noto (ma nulla esclude che sia una mia personalissima sensazione, sia chiaro) una tendenza a privilegiare alcuni elementi (il più delle volte la grafica) al posto di altri (trama e personaggi in primis) non per scelte pienamente consapevoli, quanto per faciloneria e tendenza a scimmiottare il cinema. E’ questo a mio avviso il problema di molti VG attuali.

    3) Il relativismo di questo tipo non funziona ;) Una partita di rugby manca infatti di una volontà cosciente che la dirige, e come tale non può essere considerata arte. Migliore è l’esempio di Fontana, le cui opere sono effettivamente artistiche. Però, appunto, l’arte qui nasce dalla volontà dell’autore, non tanto del fruitore. Senza l’autore, il fuitore non esiste.

    (OT: tra l’altro con l’effetto “eh, ma ci potevo pensare pure io” mi ci scontro quasi quotidianamente lavorando come grafico; sticazzi che ci potevi pensare pure te, altrimenti non mi contattavi ^_^ FINE OT)

    Tornando pure io sui VG, aggiungo un altro esempio e che si ricollega a quanto scrivevo in un precedente messaggio riguardo il fatto che sarebbe forse il caso di abbandonare l’etichetta di “gioco” a favore di quella di “esperienza”. Prendiamo Façade. A una prima occhiata ha tutto l’aspetto di un VG. Eppure qual è il suo vero scopo? Non farci arrivare al “finale” quanto indagare nella psicologia del fruitore, vedere quali scelte (etiche?) prenderebbe in una situazione simile a quella mostra su schermo. Questo è a mio avviso il futuro dei VG affinché possano trasformarsi in opera d’arte a tutti gli effetti: non portare il fruitore a compiere esclusivamente le azioni prefissate dall’autore, quanto a trasformare (in maniera invisibile) il fruitore stesso in opera d’arte. Ecco perché sono contrario, per fare sempre un esempio, alle “cut-scenes” e apprezzo invece il mutismo di un Gordon Freeman.

    Ah dimenticavo: si puoi citarmi, ma voglio un 20% sui diritti d’autore (sai, sto con le pezze al culo ^_^)

    @ Zwei:
    Appunto: interazione. Finché questa non avrà raggiunto livelli soddisfacenti, allora qualunque VG sarà nulla più di un esperimento. Utilissimo, sia chiaro, ma pur sempre un esperimento.

    Concludo con un paradosso, che in verità non è poi tale, ma che riassume in maniera ultrasintetica il mio pensiero.
    I videogiochi sono arte? Sì.
    Esistono videogiochi che possono essere considerati opere d’arte? No.

  31. dunsenyNo Gravatar says:

    Zwei: temo sia necessario partire da una definizione di Arte condivisa

    esiste?

    per il resto concordo col Tapiro

  32. dr JackNo Gravatar says:

    Invece sarebbe ora di comprendere che molti VG sono qualcosa di diverso. Heavy Rain da questo punto di vista è stato il miglior (e più riuscito) esperimento degli ultimi anni.

    E’ strano che prima dici questo e poi dici:

    allora occorre che i VG si liberino dal fardello sia della parola “gioco” (a favore di “esperienza”) sia delle influenze delle altre arti.

    Dato che Heavy Rain si richiama molto al cinema tanto da essere soprannominato film interattivo.

    In tal senso, i VG fino ad ora, nel cercare la propria strada, hanno cercato (come è sempre avvenuto anche per le altre arti) d’imitare quanto già esisteva.

    Come dici tu tutto cerca di imitare quanto già esiste.
    In realtà per me questo cercare di prendere cose da altre arte sia un processo sempre in corso, che non smette mai.
    Inoltre prendere regole da un gioco da tavolo o prendere spunto da un libro è la stessa cosa.
    E non sempre film che prendono spunto da un libro sono brutti (la maggior parte, ok, ma non è un problema prendere spunto).

    Solo che uno pone attenzione in tutti i suoi elementi (sceneggiatura, colonna sonora, costruzione dei personaggi ecc.) mentre l’altro è il classico prodotto di celluloide privo di anima.

    La questione del commerciale/artistico è legata a tutte le arti.

    allora occorre che i VG si liberino dal fardello sia della parola “gioco” (a favore di “esperienza”) sia delle influenze delle altre arti.

    Per il gioco è un’opera artistica arte. E creare giochi è un arte.
    La differenza è che nel gioco vivi un’esperienza, nel film la guardi.

    Detto questo penso di aver compreso la tua posizione (compresa di paradosso :p), ed espresso la mia. Grazie delle precisazioni.

    @ Shaggley:
    Citami pure. Ma considera che la mia posizione è estrema.
    La mia posizione è che anche una partita a un gioco di ruolo rappresenta una forma d’arte.

  33. EmaNo Gravatar says:

    ragazzi scusate ma da quando sono padre non riesco a vedere situazioni del genere senza commuovermi.
    Però, bellissimo. E splendida anche l’idea del backwards.

  34. ZweilawyerNo Gravatar says:

    Hai avuto una reazione tipo questa? :)

  35. OkamisNo Gravatar says:

    @ Jack:
    Non c’è contraddizione riguardo Heavy Rain. Non a caso l’ho definito un “esperimento”. David Cage già dai tempi di Fahrenheit (o “Indigo Prophecy” che dir si voglia) ha cercato di sfruttare le meccaniche dei videogiochi per avvicinarsi al cinema. Il primo esperimento riuscì solo a metà (a causa, IMO, di una trama che nella seconda parte cadeva nel ridicolo), mentre con HR ci riesce appieno. Ma, appunto, HR è un esperimento volto all’imitazione di un media già esistente. A mio avviso la direzione da prendere è un altra, ma apprezzo comunque il fatto che Cage sia uno dei pochi game designer ad avere le idee ben chiare nella testa. Che poi io le condivida appieno o meno è un altro discorso :)

  36. ShaggleyNo Gravatar says:

    @ Okamis:

    il prodotto commerciale è fatto solo per intrattenere, il prodotto artistico è fatto per intrattenere e fornire al fruitore anche nuovi orizzonti di pensiero

    ; perfetto.

    senza l’autore il fruitore non esiste

    Sono d’accordo nel senso che senza gli artisti, i produttori d’arte non vi sarebbe arte. Senza dubbio, ma quello che intendevo dire io (forse non mi sono spiegato al meglio) è che esistono diverse percezioni dell’arte che variano da persona a persona: esistono diversi Girasoli per ogni persona che li guarda, e così come c’è gente che trova le opere di fontana (es.) come cavolate, come “mia figlia ha tre anni e disegna meglio”, c’è gente che trova arte disegni di tre anni, perché l’arte è tutta nella sua testa…

    Questo è a mio avviso il futuro dei VG affinché possano trasformarsi in opera d’arte a tutti gli effetti: non portare il fruitore a compiere esclusivamente le azioni prefissate dall’autore, quanto a trasformare (in maniera invisibile) il fruitore stesso in opera d’arte

    Sì. Anche questo è vero, e si rifà al discorso che dicevo prima, dell’arte che è tutta nel fruitore – però videogames che consentono una libertà d’azione pressoché totale esistono, little big planet per esempio. Può essere considerata una discriminante per l’arte? Secondo me no, ma dipende da quanto accento si pone sull’importanza della libertà d’azione, o di scelta.
    Facendo un paragone con i quadri, la scuola neoclassica ha riprodotto scene che dovevano essere interpretate in una maniera ed in una sola – ma sono comunque opere d’arte.
    Ecco, qui ricadiamo però nella definizione di arte.
    In due parole:

    Tutti i quadri sono arte?
    No solo alcuni.
    Tutti i videogiochi sono arte?
    No solo alcuni.

  37. EmaNo Gravatar says:

    @Zwei eheheheh… diciamo che io probabilmente, per dirla con parole sue, “mi odio abbastanza” da essere arrivato fino alla fine. La foto con famiglia è stata troppo e il groppo in gola è diventato lamento.
    BWAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!

  38. dunsenyNo Gravatar says:

    @drJack: La mia posizione è che anche una partita a un gioco di ruolo rappresenta una forma d’arte.

    va bene che definire l’arte può essere impossibile ma forse tu esageri.

    altre forme d’arte che ne conseguirebbero:

    lavarsi i denti (sono bravissimo)
    stirare una camicia
    giocare a briscola
    pulire l’auto benissimo
    fischiettare
    giocare a Dead Island
    raccontare una barzelletta
    ecc.

    se qualcuno contesta queste nobili forme d’arte che ho elencato vi ricordo che tele tagliate, water (puliti) e barattoli con merda d’autore sono stimatissime opere d’arte del XX secolo, l’importante è che ci isi quel “qualcosa” :)

  39. dr JackNo Gravatar says:

    va bene che definire l’arte può essere impossibile ma forse tu esageri.

    O forse esageri tu nell’intepretare la mia interpretazione :p.

    Le idee le ho prese dal concetto generale di arte, applicato alle tecnologie attuali e miste a idee espressa da Seth Godin, Hugh McLeoud e Jesse Schell.
    Seth è un guru del marketing, Hugh è un provocatore e Jesse è un nuovo genere di artista quindi capisco che persone più strettamente legate ad ambiti intellettuali o tradizionali possano non gradire le loro teorie.

    Se vogliamo essere intellettuali possiamo anche dire cose vaghe e poco chiare come: l’arte è un po’ anche esagerazione, esperimento ed esplorazione dei limiti.

    Io ho preferito preferisco gente più concreta che esprime le sue idee in modo chiaro.

    Creatività, comunicazione, intrattenimento ed evocazione di emozioni ci sono tutti e per me bastano.

    Semplice no?
    Se poi quado ti lavi i denti riesci ad essere creativo a comunicare, a intrattenere e a evocare emozioni… be’. Bravo.
    Mi sembra forzato, ma non voglio certo frenare la tua intraprendenza :p.

  40. dunsenyNo Gravatar says:

    Se poi quado ti lavi i denti riesci ad essere creativo a comunicare

    è una performance multimediale perchè ascolto la radio, prossimamente queste opere d’arte potrebbero essere disponibili anche su youtube.
    :)

    a parte gli scherzi(?) definire l’Arte oggi è talmente difficile che dubito che si possa fare, ma siamo OT.

  41. dr JackNo Gravatar says:

    definire l’Arte oggi è talmente difficile che dubito che si possa fare

    Pronto?
    Parto con la parabola.

    Un tempo esisteva l’alchimia. Con le sue prime teorie tentava di spiegare il comportamento della materia.
    Avevano un sacco di intepretazioni e non riproducibili in schemi fissi, ma erano utili. Erano un insieme di conoscenze. Fallibili, ma potevano essere utili, ad esempio (secondo wikipedia, ma datemela per buona è solo un esempio) formò la base della metallurgia.

    Poi arrivo Mendeleev, creò l’omonima tavola e nacque la chimica.
    Ora le regole erano schematizzate e riproucibili.
    Non c’era più interpretazione: un elemento era un elemento, se lo mischiavi con un altro non potevi dire che era a causa delle costellazioni, non potevi star lì a interpretarlo. Era tutto dimostrabile scientificamente.

    Ebbene. Molte discipline non dispongono ancora della loro tavola di Mendeleev, e forse le arti non avranno mai a disposizione niente del genere.
    Come per l’alchimia chi parla di arte non dispone di elementi “scientifici riproucibili” e quindi rischia sempre di incappare negli intellettuali e quindi deve basarsi sul buon senso.
    Ma può tornare utile discuterne, magari salta fuori qualcosa di nuovo. E va anche bene prendere posizione se questa ti sembra utile a migliorare.

    Se poi la discussione dura troppo o se salta fuori qualche concetto esagerato privo di elemeti concreti utili, cosidetto “pippa mentale”…

    Be’. E’ tempo di scappare.

    E se leggi che qualcuno ti vuole propinare una parabola, e non si chiama Gesù Cristo, ancora peggio.
    Ma ormai è tardi. L’hai letta fino in fondo! :p

  42. dunsenyNo Gravatar says:

    òdrJack: Un tempo esisteva l’alchimia

    e l’unica cosa buona che ha fatto è stata di far nascere la chimica :p

    Ma ormai è tardi. L’hai letta fino in fondo!

    mi hai fregato :aie: ma attento che ho un coltello dietro la barba!

  43. Illo tempore lessi un’intervista a Dario Argento in cui affermava che i VG sbagliano a tentare di ricopiare dal cinema, perché sono una forma d’arte completamente diversa, che tempo al tempo avrebbe trovato la propria strada.
    Lo appoggio, – sempre che a sputare sentenze lui se la cavi meglio che a sfornare aborti cinematografici come la Terza Madre….
    Ah, per ritornare in tema, ma la trama di Dead Island è la versione riveduta e corretta dell’indimenticabile Zombi 3?

  44. ZweilawyerNo Gravatar says:

    Di certo le ultime produzioni a basso costo di Fulci devono aver contribuito all’ideazione della location.
    Ma come, non ti piace la Terza Madre? Ha dei momenti belli cafoni e quel contatto mistico (e senseless) fra Asia e la madre che da solo vale il prezzo del biglietto.

  45. Molto bello. Davvero pregevoli le singole sequenze e il loro particolare montaggio. Azzeccate la dinamica verosimile dello scontro e la scelta della colonna sonora. Un’ottima scena d’azione, mostrata nella confusione di un punto di vista calato al suo interno e costruita attraverso flash e immagini che colpiscono… Sì, proprio come dovrebbe essere anche nella narrazione scritta.

  46. Di certo le ultime produzioni a basso costo di Fulci devono aver contribuito all’ideazione della location

    O Gesuggiuseppemaria! Per carità di patria, Zwei, non mi dire che una vaccata come “Zombi 3″ è di Fulci, quando è tutto frutto della mente (malata) di Claudio Fragasso! Poveretto Lucio: gli riuscì appena di buttar giù il canovaccio della trama, prima che la malattia gli peggiorasse così tanto da constringerlo a passare tutto nelle incapaci mani di Fragasso, e da allora tutti gli ridono dietro pensando che quell’icona del cinefantatrash sia farina del suo sacco…!
    =(

    Ma come, non ti piace la Terza Madre? Ha dei momenti belli cafoni e quel contatto mistico (e senseless) fra Asia e la madre che da solo vale il prezzo del biglietto

    Infatti come film horror fa ribrezzo a me come ai cani morti, ma come film comico dà dei punti al Mel Brooks dei tempi migliori !
    Mi ci scommetto quel che vuoi che il copione è stato scritto a sei zampe dalla trimurti Troisi-GL D’Andrea-Rocca, col Ghirardi a fare da consulente esterno per le scene più porche: puro fantatrash italiota al 100% !
    ;)

  47. ZweilawyerNo Gravatar says:

    Un errore di distrazione, stavo pensando a Zombie 2. In realtà avevo pure guardato wikipedia perchè mi ricordavo che zombie 3 faceva schifo al cazzo. Ciononostante, sono caduto in errore.

    Dio abbia pietà di me.

:p 8) :lol: =( :8 ;) :(( :o: :[ :) :D :-| :-[) :bloody: :cool: :choler: :love: :oups: :aie: :beurk:

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