L’Impero Bulgaro e la Battaglia di Ongal (680)

L’Impero Bulgaro divenne in breve tempo un nemico temibile dell’Impero Romano d’Oriente, che nel giro di poche decadi si trovò schiacciato nella morsa formata da Bulgari a Ovest e Arabi a Est.

Prima di parlare dell’Impero Bulgaro facciamo un passo indietro.

Siamo nel VII secolo. In Europa, dall’incontro/scontro fra popolazioni germaniche e latine stanno nascendo regni i cui caratteri locali sembrano essere sempre più delineati. L’Impero Romano d’Oriente invece, stremato dalla vittoriosa guerra con l’Impero Sassanide, si trova ad dover affrontare una delle espansioni militari e religiose più devastanti di sempre. Le province orientali crollano una dopo l’altra sotto la spinta inesauribile dell’islam, mentre un Impero millenario come quello sassainde scompare per sempre. In questo quadro politico, uno dei più fluidi della storia, un grande comandante bulgaro, Kubrat, riesce ad unire sotto il suo potere tutte le tribù del suo popolo. Lo stato da lui creato viene chiamato dagli storici “Grande Bulgaria“, e si estende dal Mar Nero al Mar Caspio, dal Dnister all’ultimo tratto del Volga.

I Bulgari apparvero per la prima volta nelle cronache nel 482, a trent’anni dalla morte di Attila. L’Imperatore Zenone, impegnato a combattere Teodorico e Teodorico il Grande, ritenne necessario chiamare in aiuto proprio i Bulgari, che erano stanziati a nord-est del Danubio. Questo primo contatto fece capire ai Bulgari che l’Impero poteva essere sfruttato; infatti, nei successivi 10 anni (493-502) portarono a compimento tre incursioni nei Balcani. Nel 505, la loro strada si incrociò nuovamente con quella di Teodorico il Grande, quando l’Impero li chiamò per fronteggiare l’esercito del Re d’Italia (guidato da Pizia), che aveva prestato soccorso al brigante Mundo (un parente di Attila).

Nella battaglia che ne seguì, i Bulgari soffrirono la loro prima sconfitta.

Ma ormai il loro legame con l’Impero si era rinsaldato. Nel 514 il ribelle Vitaliano assoldò i Bulgari per il suo tentativo di usurpazione ai danni di Anastasio. Nel 535 invasero la Mesia e nel 538, guidati da due re, dilagarono nei Balcani e riuscirono a catturare diversi generali imperiali, compreso un unno battezzato di nome Acum.

diffusione bulgari alto medioevo
Sopra il Caucaso, fra Mar Nero e Mar Caspio, c’è la Grande Bulgaria. A Nord i Bulgari del Volga e in arancione chiaro le altre tribù bulgare sparse per l’Europa (in Italia i Bulgari che chiesero ospitalità ai Longobardi). La mappa non è in inglese, ma è la più chiara che ho trovato.

Ad ogni modo, i Bulgari di cui abbiamo parlato erano solo l’estrema propaggine, costituita da predoni e mercenari, di una nazione unna stabilita a est del Mare di Azov e a nord del Caucaso.

A questo punto, occorre chiarire alcuni dei movimenti migratori ed eventi che portarono i Bulgari a stabilirsi a ridosso di Costantinopoli.

Nel 557, gli Avari raggiunsero i territori a nord del Caucaso e, dopo essersi allleati con i Bizantini, sottomisero diverse tribù nomadi, fra cui quelle dei Cutriguri e degli Onoguri/Utiguri, entrambe di sangue bulgaro. Decisi a spostarsi a sud del Danubio, gli Avari incassarono il veto di Costantinopoli e spostarono le loro attenzioni sui Carpazi, dove risiedevano i Gepidi. Questi ultimi erano stati duramente sconfitti da Alboino nel 552 ed il loro potere ne era uscito fortemente ridimensionato. Gli Avari decisero quindi di allearsi con i Longobardi per eliminarli in maniera definitiva nel 567. Distrutti i Gepidi, Longobardi e Avari si trovarono vicini di casa, e Alboino decise di spostarsi verso l’Italia settentrionale nel 568.

Incredibile no? Il gigantesco domino globale avvenuto fra V e VIII secolo ha condotto all’assetto politico dell’ Europa attuale, eppure c’è stato sempre poco interesse per alcune delle popolazioni che hanno dato le spinte più importanti.

Il potere degli Avari crebbe progressivamente fino a portarli sotto le mura di Costantinopoli, assieme alle truppe Sasanidi, nel 626. Fu proprio il fallimento dell’assedio che li portò a un rapido declino. Oltre ai problemi interni con le popolazioni slave, gli Avari furono costretti a fare i conti con una nazione emergente: la Grande Bulgaria.

A fondare la nuova entità politica fu Kubrat, che si guadagnò sul campo il titolo di Khan. Non lasciatevi ingannare dal nome tamarro, Kubrat (come molti altri sovrani barbari prima di lui) aveva passato buona parte della sua gioventù a Costantinopoli, dove era stato battezzato e aveva appreso strategie politiche e tattiche militari. Oltre a questo, durante la sua permanenza aveva stretto un forte rapporto di amicizia con l’Imperatore Eraclio ed ottenuto il titolo di patrizio. Tornato in patria, nel 628 unificò le tribù di Cutriguri e Onoguri. Nel 632 era già riuscito a sconfiggere gli Avari e a sottrarre la sua gente dal loro giogo.

Il primo impero bulgaro

Il suo regno fu riconosciuto da un trattato con l’Imperatore Eraclio nel 635. Kubrat regnò per trent’anni, fino al 665, e nei giorni precedenti la sua morte, raccomandò ai figli di non dividere la Grande Bulgaria, ma questi non lo ascoltarono. Divisa fra gli eredi di Kubrat, nel 668 la nazione bulgara subì un attacco devastante da parte dei Cazari. Il figlio più giovane di Kubrat, Asparukh, prese le redini del potere e guidò il suo popolo verso sud, alla ricerca di un luogo più sicuro dove stabilirsi. Attorno al 670 decise di occupare l’isola di Peuce (un’isola grande come quella di Rodi che si trovava nel delta del Danubio) e strinse anche un patto di mutuo soccorso con le Sette Tribù Slave in caso di guerra con l’Impero.

Quest’ultimo continuava a perdere uomini, territori e fiumi di denaro nella guerra contro gli arabi che, oltre a minacciare direttamente Costantinopoli, avevano attaccato anche l’Esarcato d’Africa.

Asparukh sapeva che, presto o tardi, l’esercito imperiale sarebbe arrivato. In dieci anni trasformò l’Isola di Peuce in un campo fortificato che dominava l’area paludosa circostante. Nel frattempo, aveva guadagnato altro tempo prezioso grazie a un nuovo assedio di Costantinopoli (674-678) da parte dei Musulmani. Rotto l’assedio, Costantino IV decise che i Bulgari avevano gozzovigliato abbastanza nei suoi territori e, nonostante la salute precaria, si mise alla testa dell’esercito. Viste le dimensioni dell’esercito bizantino, i bulgari si rifugiarono per parecchio tempo nelle loro fortificazioni, consci che il terreno paludoso avrebbe impedito un attacco in massa degli imperiali. Tuttavia, la salute di Costantino IV peggiorò rapidamente e, poco prima dell’attacco, fu costretto a raggiungere la città di Nesebàr per l’aggravarsi della gotta (che cercava di curare tramite dei bagni termali).

Inutile dire che l’esercito, privato del suo imperatore, subì un notevole contraccolpo psicologico, anche perchè si sparse la voce che Costantino IV era in realtà fuggito.

Ad ogni modo, i Bizantini avevano un importante vantaggio numerico ed erano meglio armati dei Bulgari. Le fonti parlano di 50.000 contro 10.000, ma i bizantini si trovarono ben presto in difficoltà.

Condurre un attacco sprofondati nel terreno paludoso, contro avversari che occupano una posizione sopraelevata, è un’impresa quasi impossibile.

I Bulgari disponevano di una cavalleria pesante simile a quella degli Avari, mentre la fanteria leggera era costituita in gran parte da genti slave. Sappiamo che ogni cavaliere bulgaro disponeva di lancia, scudo, spada (curva o dritta), mazza, arco e “arkani” (lazo). Quanto alle protezioni, possiamo ipotizzare che l’elite militare indossasse corazze lamellari o ad anelli ed elmi segmentati, mentre il resto dell’esercito avesse a disposizione protezioni di livello inferiore (cuoio, vecchie corazze sottratte ai nemici morti, ecc.). Una buona ricostruzione di un cavaliere bulgaro viene dal famoso Tesoro di Nagyszentmikl (vedi prima immagine dell’articolo). La forza della cavalleria bulgara era talmente nota che, durante l’Assedio di Costantinopoli del 717-718, gli arabi costruirono larghe trincee per evitare una loro carica.

L’esercito imperiale tentò di superare le fortificazioni bulgare, ma ogni sforzo fu vano. Ai soldati bizantini, sfiniti, fu impartito l’ordine di ritirarsi. Nello stesso momento, Asparukh uscì allo scoperto e lanciò la cavalleria pesante all’inseguimento del nemico. Si susseguirono diverse cariche, anche a chilometri di distanza dalle fortificazioni. Solo una manciata di soldati scamparono al massacro.

Vengono in mente le parole utilizzate dall’Imperatore Maurizio nel suo famoso Strategikon:

When they make their enemies take to flight, they […] are not content, as the Persians, the Romans [Byzantines] and other peoples, with pursuing them a reasonable distance and plundering their goods, but they do not let up at all until they have achieved the complete destruction of their enemies

Asparukh ne approfittò per portarsi ancora più a sud, fino ai monti Balcani (che diventeranno un luogo chiave nelle lunga guerra fra Bulgari e Bizantini), e l’anno successivo dilagò in Tracia, sconfiggendo Costantino IV per la seconda volta. All’Imperatore non rimase altro da fare che chiedere la pace, promettendo ai Bulgari un pesante tributo annuale.

L’anno in cui venne riconosciuto questo tributo (681) viene solitamente indicato come l’inizio del Primo Impero Bulgaro (o, meglio, Khanato). Per rendersi conto della portata di questo evento, bisogna sottolineare che la creazione di uno stato così potente a ridosso di Costantinopoli portò a un indebolimento dell’Impero, che ora si trovava stretto fra le forze arabe e quelle bulgare e privato di province storiche in tutti e tre i continenti (Europa, Asia, Africa).

I Bulgari accrebbero il loro potere nei secoli successivi, arrivando alla massima espansione all’inizio del X secolo sotto Simeone I il Grande. A poco più di due secoli dalla sua fondazione, l’Impero Bulgaro era divenuto il più potente stato dell’europa orientale, tanto che il confine con l’Impero Romano d’Oriente arrivava a soli dodici miglia da Tessalonica.

Senza la minaccia bulgara (e nonostante l’utilizzo dei bulgari come alleati in alcune occasioni) possiamo presumere che la lotta secolare fra musulmani e bizantini si sarebbe sviluppata in modo differente.

Dal VII al XIV secolo ebbero luogo centinaia di battaglie e scaramucce fra Bizantini e Bulgari, che portarono a un continuo susseguirsi di annessioni/perdite territoriali. Purtroppo per loro, nessuno dei due riuscì a resistere alla forza dirompente dei Turchi Ottomani.

45 pensieri riguardo “L’Impero Bulgaro e la Battaglia di Ongal (680)

  1. Primo! 😀

    Buono, buono.
    Devo ammetterlo, non sapevo quasi nulla del regno bulgaro (in generale, mi interessa molto poco la storia alto-medievale, cristiana, pagana o musulmana che sia) ed ero convinto che nel corso dei secoli fosse stato più un insieme di tribù gravitante nell’orbita bizantina che uno stato vero e proprio.
    Mea culpa.

  2. Vado matto per il tardo-antico e l’alto medioevo, specie per i secoli dal VI all’VIII, e quindi dovrete sorbirvi diversi articoli di questo genere. Non so perchè, ma immagino che non riceveranno il centinaio di commenti riservato al putridume fantatrash.

  3. Voglio consolarti! Anch’io adoro il tardoantico e l’Alto Medioevo!
    Infatti sono depresso perché non posti più gli Annali d’Italia. Ti consiglio di rimediare, o mi avrai sulla coscienza quando mi sarò tagliato le vene con le pagine di Non Lasciarmi Edward.
    E poi ho un debole per gli imperatori di Costantinopoli. Giusto ieri leggevo dell’imperatrice Irene… fare accecare il proprio figlio, imprigionarlo e poi ammazzarlo per usurpare il trono… ammetto di essermi innamorato!
    No, non è vero: nel mio cuore c’è posto sempre e solo per Romano Lecapeno.

    Senza la minaccia bulgara (e nonostante l’utilizzo dei bulgari come alleati in alcune occasioni) possiamo presumere che la lotta secolare fra musulmani e bizantini si sarebbe sviluppata in modo differente.

    Non so. La storia dell’Alto Medioevo mi ha insegnato che generalmente quando non ti invade un popolo, è semplicemente perché ti ha invaso prima un altro. Dal II-III secolo a X, praticamente nove secoli di invasioni una dopo l’altra. Che palle.

    Comunque ammetto che, dovendo rimanere in quel contesto storico, avrei preferito un bell’articolo sulla strategia di Eraclio per papparsi i Persiani. Secondo me ci starebbe, e non si tratta comunque di un’episodio storico molto noto per chi la storia l’ha studiata solo al liceo.

  4. Volevo ringraziarvi per l’interesse mostrato verso questo post. D’ora in poi vi nutrirò solo di fantatrash, bestie! :bloody:

  5. Perchè è in questo periodo che nacque l’Europa. La fusione fra istituzioni romane e barbare, la diffusione del cristianesimo, la nascita dell’islam, i movimenti migratori, le battaglie… ci vorrebbero dieci volumi solo per parlare adeguatamente del VII secolo.

  6. Volevo ringraziarvi per l’interesse mostrato verso questo post. D’ora in poi vi nutrirò solo di fantatrash, bestie!

    Ehi! Io ti supporto, ingrato U.U

  7. io lurko ma ciò non vuol dire che non mi legga tutti gli articoli storici eh.
    Consiglio attira genete: prova a partire da una rece di un libro fantatrash per indorare la pillola poi fai cenni storici o comincia a parlare di un’evento storico vero e proprio 🙂

  8. @Tapirorullante
    Fai cosa buona e giusta

    @Azzarol
    Mi spingi a vendermi l’anima al mercato peggio di quanto non abbia fatto Moony Witcher (oltre ai libracci, ho scovato delle meravigliose “lezioni online” di scrittura da 50-60 euro a capoccia)!

  9. Ottimo articolo, anche a me piace molto il periodo storico suindicato (quanto ai bulgarii, c’è stato un periodo in cui mi interessavano molto le guerre compiute contro Bisanzio, quella di Krum o di Simeone, per non parlare del trattamento riservato ai prigionieri dal basileus Basilio II, non a caso chiamato “bulgaroctono”, o della parabola dell’impero degli Asen, conclusasi con l’occupazione ottomana).
    E’ stata davvero un’ottima lettura, soo aspetti della storia che purtroppo noi che viviamo al di qua della linea Stettino- Trieste conosciamo poco.
    Saluti, Lhaihder

  10. Se ti consola, ho dedicato più attenzione a questo, che alla recensione di “Amon”; articolo interessante, non conoscevo l’episodio.

    Solite segnalazioni di refusi minori:

    • Lo stato a lui creato viene chiamato dagli storici “Grande Bulgaria“: Lo Stato da lui creato viene chiamato dagli storici “Grande Bulgaria”
    • Il potere degli Avari crebbee: Il potere degli Avari crebbe
    • e nei giorni precedenti la sua morte, raccomandò ai figli di non dividere la Grande Bulgaria: e, nei giorni precedenti la sua morte, raccomandò ai figli di non dividere la Grande Bulgaria
    • l’isola di Peuce: l’Isola di Peuce [dopo scrivi “Isola” con la maiuscola]
    • perchè poco prima dell’attacco, Costantino IV: perché, poco prima dell’attacco, Costantino IV
    • anche perchè si sparse la voce che Costantino IV era in realtà fuggito: anche perché si sparse la voce che Costantino IV fosse in realtà fuggito
    • numerico ed: numerico ed
    • 50.000: non è sbagliato, ma in caso t’interessi lo standard internazionale per separare le migliaia è lo spazio (50 000)
    • lazo, arco e “arkani” (lazo): non ho chiaro il doppio “lazo”.
    • possiamo ipotizzare che l’elite: possiamo ipotizzare che l’élite
    • segmentati ,: segmentati,
    • chiedere le pace: chiedere la pace

  11. Non cedere alle lusinghevoli strategie di mercato del Maligno, Zwei.
    Non di solo fantatrash vive l’uomo XD

    Bello l’articolo. Restando in tema e vedendo la mappa in cirillico, per caso progetti in futuro di parlare anche di Variaghi, principato di Novgorod, orde mongole incazzose e del buon Alexander Nevsky intento a massacrare cavalieri Teutonici nel tempo libero?
    Anche il medioevo dell’area russa è un tema poco coperto dai programmi di storia nostrano, salvo ricordarsi solo dal XVI secolo in poi che quella zona di mondo esiste.

  12. Io ti preferisco maggiormente come storico…se devo essere sincero sono approdato al sito per i post sulle armi 🙂
    Felicissimo di post come questi, ho fatto parte di un gruppo storico e ho imparato ad amare la storia “facendola” (forse più correttamente dovrei parlare di usi&costumi) ma ammetto che così a oriente ho nozioni solo se si parla degli splendidi archi !!!
    E da qui parto per farti la domanda…oltre che parlare di battaglie, ti piacerebbe raccontare anche gli usi e costumi bellici?
    Metodi di addestramento, equipaggiamento, gerarchia ecc?
    Restando in attinenza al post penso ad esempio al peri toxeias…
    Complimenti!!

  13. Come forse qualcuno avrà intuito dal mio nickname, sono un fan deii rhomaioi da lungo tempo, il mio periodo preferito è il regno del buon vecchio Alessio Comneno, che dopo la batosta di Romano Diogene a Manzicerta riuscì a salvare l’impero dal collasso totale, sfruttando quei gonzi dei crociati nel frattempo 😀

  14. @Null
    tutto è possibile, dipende dal tempo a disposizione. Comunque sono argomenti interessanti, da eiaculazione precoce.

    @Freki
    vale anche per le tue proposte (che spaccano).

    @Dragases
    Alessiuccio, quando je vojo bene.

  15. Ovviamente, complimenti per l’articolo.
    Confesso di non conoscere moltissimo del periodo (come sai, preferisco epoche più vicine), che però pur rimanendo una sorta di “buco nero” nei programmi di storia è assolutamente fondamentale per capire gli assetti attuali. Soprattutto ci aiuta a capire perché alcune zone sono così dannatamente importanti e – purtroppo per loro – anche così disgraziate.
    Mi unisco anch’io a coloro che reclamano a gran voce qualche altra dissertazione sullo scenario italiano! Leggere dell’esercito del Re d’Italia mi ha dato un brivido lungo la schiena (non c’entra nulla con questo post, ma ho sviluppato una certa feticistica fascinazione per la Corona Ferra)…

  16. una domandina oziosa e anche pigra: ma il lazo in battaglia come lo usavano?

    stile john wayne? ti acchiappo e ti trascino? diavolo ‘sti bulgari 🙂

  17. Io:

    50.000: non è sbagliato, ma in caso t’interessi lo standard internazionale per separare le migliaia è lo spazio (50 000)

    Il Duca mi fa giustamente notare che il Sistema Internazionale non è uno standard internazionale; mi sono espresso da cani mischiando due concetti: volevo dire che il SI prevede lo spazio per separare le migliaia e che in Italia è (dovrebbe essere) lo standard, visto che il SI è stato adottato ufficialmente con il DPR 802/1982.

  18. E, giusto per evitare altri equivoci, con quel “dovrebbe essere” intendevo che sebbene sia lo standard nella mia esperienza raramente viene usato.

  19. Comunque non è lo “spazio” è lo “spazio fine” che è leggermente più stretto. Tra i molti testi in cui è indicato questo uso dello “spazio fine” al posto del “punto” (o della “virgola” in inglese), c’è anche Manuale di Redazione della Edigeo, dove però sono proposti come equivalenti e non preferibili a priori l’uno rispetto all’altro (va solo mantenuta la coerenza d’uso in tutto il libro). Usare lo “spazio” normale non è del tutto esatto.
    Attualmente, scandagliando un 40ina di libri di storia e militaria di cui dispongo, non ho mai visto in azione lo spazio fine (manuali Cambridge, Brill, LaTerza, Mulino ecc…).

    Lo scopo dello “spazio fine” è SOLO di evitare possibili disguidi a livello internazionale tra fisici/tecnici che usano come separatore la “virgola” e chi usa il “punto” (nel caso delle decine di migliaia infatti si potrebbe confondere le tre cifre più a destra come decimali visto che chi usa la virgola per una cosa usa il punto per l’altra e viceversa) e, di conseguenza, la sua applicazione rigorosa dovrebbe avvenire solo nei manuali scientifici e nelle riviste scientifiche. Non l’ho vista granché nemmeno lì, ma comunque già di più che non in quelli di storia dove non l’ho mai vista.

    Fermo il mio derailing qui e ringrazio Mauro per il commento di correzione.

  20. Io sono Bulgaro e quest’articolo é magnifico! Però m’interessa il problema della presenza dei Bulgari in Italia altomedievale. Questo é il titolo della mia tesi di laurea. Possete aiutarmi?

        1. Quando posso contribuire su argomenti interessanti, lo faccio volentieri, complimenti per l’articolo!

  21. Quello dei Bulgari in Italia è un argomento che conosco in modo poco approfondito (di certo ti sarei di poco aiuto per una tesi), ma se riesco a trovare qualche libro prometto di segnalartelo.
    Sui Bulgari potrei pubblicare a breve un altro articolo scritto da uno dei più importanti studiosi italiani dell’argomento.
    Molto felice che il post ti sia piaciuto.

  22. Ma sulle gladiatrici non ti avevo risposto?
    Il lazo serviva a immobilizzare il nemico (forse in modo simile a quello utilizzato per i vitelli), ma non posso dirlo con certezza.

  23. Zwei“Ma sulle gladiatrici non ti avevo risposto?”

    poi ti avevo chiesto dove erano le testimonianze sulle murmillones, se era leggibile qualcosa sul web a riguardo, insomma se sapevi qualcosa.
    Io non ho trovato niente, solo immagini di lucerne con normali murmillones nella tomba della gladiatrice in britannia. Quello che ho sempre trovato io sono accenni a provocatores. Mi incuriosiva la presenza di prove archeologiche su latri tipi di gladiatrici. tutto qua.

    il problema è che le pagine storiche e sulle armi vengono trascurate da quasi tutti, se si scrive qualcosa quasi immediatamente l’intervento viene sepolto da tutti gli altri messaggi. ecco perchè faccio come Catone riguardo a Cartagine e scasso le palle insisto. 🙂

  24. Interessante :8 , ci sarebbe anche la storia di Krum nella storia tra i sovrani bulgari vs Romei . Gli ultimi imperatori eracliti sono una piaga =( , di interessante ci sarebbe il babbo di costantino IV .

    Baccio

  25. ottimo articolo letto con molto gusto :love:

    Perchè è in questo periodo che nacque l’Europa. La fusione fra istituzioni romane e barbare, la diffusione del cristianesimo, la nascita dell’islam, i movimenti migratori, le battaglie…

    :8 insegnaci!

  26. Molto interessante, come tutti gli altri articoli, incredibile come la storia si fermi solo ad avvenimenti italia-centrici in quel periodo.
    Volevo porti una domanda (ovviamente se hai la risposta a tiro se no non voglio rubarti tempo per le mie curiosità personali): era usanza comune che persone di qeuste tribù, diciamo “barbare”, passassero lunghi periodi a Costantinopoli? Questo mi sembra sottenda una serie di implicazioni commerciali/culturali un po’ come i giovani che adesso vanno a studiare ad Oxford.
    Era comune che magari i ricchi o i figli dei capi tribù fossero inviati nella capitale?
    Grazie in ogni caso (già solo per l’articolo).

  27. @ Nicholas
    il buon Teodorico ha passato l’infanza a Costantinopoli, come ostaggio.

    In passato era prassi abbastanza comune: nello specifico, con riguardo ai Bulgari so di almeno un paio di altri loro Qaghan (o futuri tali) che sono rimasti per periodi più o meno lunghi presso la capitale imperiale.

    Lo status di questi soggetti poteva variare molto: da “rifugiati politici” (costretti a trovare rifugio nella Nuova Roma per improvvisi rovesci di fortuna) a ostaggi, trattenuti dal basileus a garanzia della “buona condotta” delle genti di appartenenza.

    Per esempio, addirittura uno dei re arsacidi ha trascorso un periodo in esilio a Roma.

  28. Salve! vorrei chiedere, da neofita e in tutta umiltà, ma davvero dibattete di storia in questi termini e senza alcun rispetto?
    Comunque, in merito all’ argomento: “Bulgari”, quale può essere la loro vera origine? E’ ipotizzabile una commistione tra tribù Unne in ritirata nel bacino del Volga e resti di Sarmati e di Sciti per quanto riguarda i Bulgari del
    Volga e Avarico-Slavi per quanto riguarda i Bulgari del Danubio? Ciao! a presto.

  29. Complimenti per l’articolo, da appassionato di storia bizantina anch’io sono convinto che molti degli eventi che hanno portato alla formazione dell’europa come la conosciamo sono quasi sconosciuti in occidente, mentre meriterebbero ben altri spazi. Il lavoro degli storici bizantini è spesso l’unica fonte per l’etnogenesi e le vicende di molti popoli dell’europa orientale, e i rapporti diplomatici con l’impero spesso diedero vita a eventi storici e scambi fondamentali ( uno su tutti, la diffusione dell’ortodossia tra gli stati slavi ). Segnalo un piccolo errore: nell’articolo viene riportato che l’amicizia tra Kubrat ed Eraclio risale ai tempi della sua permanenza a Costantinopoli come ostaggio, tuttavia Eraclio era figlio dell’esarca d’Africa e sembra certo che egli abbia trascorso la gioventù a Cartagine, da dove partì in seguito per strappare il trono a Foca. E’ molto probabile quindi che la loro alleanza (e eventuale amicizia) si sia sviluppata successivamente.

  30. Il tardo-antico e l’alto medioevo mi fanno letteralmente sbarellare.
    Posso fare una richiesta? Mi piacerebbe leggere un tuo approfondimento sul Regno di Soissons.

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