Dopo aver speso più di 6.000 parole per la recensione di Amon, ero convinto che non avrei più pronunciato il suo nome (almeno fino a maggio, quando uscirà il secondo capitolo). Gli eventi però mi hanno costretto a dedicare un nuovo articolo al trittico Amon-Boni-Casini Editore. Lo ammetto, sono stato debole io, ma quando ho visto un nuovo racconto della Boni apparire magicamente e imprevistamente online, non ho potuto fare a meno di leggerlo. Trattasi della prima parte della storia di Gael/Giles, il bibliotecario clueless che passa metà del libro a ridere in faccia a Baal. Alla fine della lettura, mi sono accorto di una cosa che fa onore alla Boni: gli avverbi sono spariti. Non dimezzati o diluiti, proprio spariti. Non ce n’è uno in 22 pagine. LOL.
Lungi da me pretendere qualcosa, ma un ringraziamento per aver fatto il lavoro del suo editor aggratise lo avrei gradito. Oltretutto sono pure un belluomo, muscoloso e di talento, quindi avrei potuto ricambiare con un bacio d’ammore che le avrebbe fatto molto piacere.
Niente avverbi quindi, ma già alla seconda pagina troviamo una mistificazione storica da becera anticattolica.
Tanto per rendere ancora più ritardato suo figlio, la madre di Gael gli racconta la distruzione della Biblioteca di Alessandria utilizzando come riferimento il film “Ipazia”! MCC! MCC! MCC!
Insomma, secondo la madre di Gael, storica della domenica, la Biblioteca di Alessandria fu distrutta nel 391. Purtroppo però, in quell’anno Teofilo e i suoi seguaci estremisti distrussero solo il Serapeo. La Biblioteca aveva già subito enormi danni sotto Cesare e durante la guerra fra Aureliano e la regina Palmira, ma fu data alle fiamme dai musulmani nel 632.
Ad ogni modo, apprezzo il miglioramento della Boni sul piano degli avverbi. Accorgersi di scrivere male e tentare di migliorarsi è sempre una cosa buona.
E ora la biografia della Boni:
Nata a Roma il 24 dicembre del 1986, Paola Boni ha da sempre coltivato un profondo amore per la scrittura. Dopo essersi dedicata a lungo al fantasy tradizionale, Paola, rimane affascinata dalla letteratura vampirica dimostrando poi una naturale predisposizione per la narrativa fantastica dove prevalgono suggestioni e atmosfere romantiche e dark. Terminato il corso di scrittura creativa presso la Scuola Internazionale di Comics di Roma è entrata a far parte del gruppo letterario degli Scrittori Sommersi con i quali ancora oggi collabora attivamente per creare una rete di promozione e collaborazione tra autori emergenti italiani. Amante dei pinguini e delle armi bianche, ha sempre vissuto nella capitale finché nel settembre del 2008 si è trasferita a Padova dove ha aperto il Lupo Rosso libreria specializzata in letteratura fantasy e horror diventata un piccolo punto d’incontro per autori emergenti e amanti del fantastico.
Ero convinto che la Boni fosse un’autodidatta della narrativa, nel senso che si era didatta da sola e male. Scopro invece che ha frequentato un importante corso di scrittura creativa… Bah… in questo momento vorrei essere Leonida e avere la Boni sull’orlo del pozzo davanti a me:
“THIS IS SPARTA!”
Quanto alle armi bianche, desidero stendere un velo merdoso. Nessun amante di spade e pugnali potrebbe tirare fuori dal cilindro una spada mongola come Artiglio di Fuoco, scopiazzata dalle mille altre spade con l’elsa a forma di drago presenti in letteratura (da Nihanal ad Eragon, l’importante è che possano causare lesioni a chi le brandisce).
Ma la questione preoccupante è un’altra: l’Amon Tour.
Amon fa schifo. Su questo non ci piove. Ma la Casini, invece di scrivere sul sito “Scusate, abbiamo pubblicato una porcheria senza editarla, spediteci la vostra copia e vi ridaremo i soldi”, ha deciso di spingere a più non posso il proprio prodotto di punta.
Partecipa al più grande evento fantasy di tutti i tempi: percorri il Sentiero, incontra i membri del team della Saga di Amon, ottieni anticipazioni e gadget esclusivi! Per la prima volta un tour itinerante toccherà tutte le principali città italiane per farti conoscere da dentro il fenomeno Amon! Potrai fare domande a tutti i membri del team, incontrare ospiti (scrittori, illustratori…), partecipare agli eventi e avere anticipazioni esclusive su tutti i progetti del mondo di Amon.
Il “MA CHE CAZZO!” vi si è fermato in gola (come accade spesso ad un vasellinico scrittore nostrano)? Benvenuti nel mio mondo. Non c’è più limite all’indecenza. Un team dietro Amon? E che gadget si potrebbero rimediare?
Dai video promozionali però, veniamo a conoscenza di un particolare importante. Paola Boni ha conosciuto la Casini attraverso la sua insegnante di scrittura creativa (e fin qui nulla di male, ormai lo sappiamo tutti che l’iter invio manoscritto-pubblicazione è uno specchietto per le mongoallodole), ed è stata la Casini a chiederle di scrivere una storia che “avesse come protagonista un evocatore di demoni” (00:30 nel video qui sotto)… Alla faccia dell’ispirazione!
Quello che stanno costruendo attorno ad Amon è un classico esempio di marketing sul nulla. Non c’è sostanza, non c’è buona narrativa, ma solo qualche bel disegno, una scatola simile a quella di un videogame e tanti proclami senza senso.

Presentazione di Amon alla Taverna del Drago Fumante: Connor, Paola Boni, Astaroth e Daniel
Il premio in palio per il primo contest (illustrazioni) è un enigmatico “inserimento nei prodotti Amon in uscita per il 2011″, una notizia che mi dà i brividi. Cosa accadrà? Pupazzetti mongoli? Daniel sponsor del Gay Pride? Attendiamo fiduciosi con la pistola puntata alla tempia. E tremiamo:
Durante tutta la durata dell’Amon Tour saranno organizzati concorsi per racconti, illustrazioni e video, la cui premiazione avverrà all’interno degli eventi dell’Amon Tour!
I vincitori potranno così partecipare al progetto Amon, vedendo i loro lavori entrare a far parte dei prodotti in uscita! E non solo, in palio anche premi esclusivi, gadgets e i prestigiosi pass per l’Amon Day che si terrà durante il Lucca Comics 2011
E pensare che si protesta per la Riforma Gelmini, per l’estradizione di quel coprofago minus habens di Battisti, per la guerra in Iraq… Operai, studenti, no-global globalizzati, cercate di stabilire il giusto ordine delle priorità e protestate contro l’Amon Day!
Sbrigatevi, il video promozionale dell’Amon Tour ha già ricevuto 142 visite su Youtube…
In realtà io sono a favore della creazione di un “supporto virtuale” alle pubblicazioni. Più di un anno fa (17/12/2009), scrissi questo post sul blog del Duca:
Da un paio di mesi, con l’aiuto di alcuni colleghi, sto tentando di tracciare le linee guida per una piccola casa editrice da qui al 2015. Essendo capaci di una rapida conversione al digitale, dovrebbero imparare a sfruttare il viral marketing, a liberarsi dal giogo di alcuni distributori (magando chiedendo condizioni contrattuali differenti, più favorevoli), a strutturare siti di qualità superiore (oggi sono l’unico biglietto da visita di una società), a creare un “contorno virtuale” al libro capace di offrire decine di contenuti che aumentino la profondità della lettura. Ad esempio, per un fantasy, sarebbe necessario farlo uscire con il blog dell’autore già pronto, un sito che contenga mappe, links alle pubblicazioni (magari su armi, costumi medievali, ecc) utilizzate per la documentazione, altri racconti dell’autore ambientati nello stesso universo disponibili gratuitamente, concorsi (premio la pubblicazione e una sostanziosa percentuale sui ricavi) per nuovi autori che vogliano cimentarsi con quel mondo immaginario ecc..
Così, a occhio, più di una persona deve averlo letto, e ciò mi rende felice. Ma il consiglio era rivolto ad opere di narrativa che fossero almeno decenti, oppure fighissime come Zodd.
O cari amici (traduzione del vocativo da ginnasio), sembra che il 2011 recherà seco folate di putredine et marcescenza, ma vi chiedo di resistere e rimanere sintonizzati. La mia battaglia contro demoni pagliaccio, emofroci retard, angeli elfi, angeli drago (unika) e vampiri dal membro-calippo non avranno vita facile.
Mi piazzerò sul ponte che separa la carta da culo dai libri e, cagandomi addosso come Gandalf davanti al Ballrog, urlerò: “TU… NON PUOI… PASSARE!”
Prima di lasciarvi, desidero sottoporvi un altro estratto preso dal nuovo sito di Amon. Sul primo libro:
Finalmente il vero fantasy in Italia! L’Evocatore incarna perfettamente le aspettative a lungo disattese del pubblico italiano dal palato fine: mai più storie deboli e senza brivido! Il primo capitolo della saga è un concentrato di virtù: la sceneggiatura è sconvolgente, i combattimenti all’ultimo sangue e oltre, e le illustrazioni… magistrali e di grande impatto! Non potrete dormire, chiedendovi se Daniel riuscirà a strappare ai demoni i poteri unici e spaventosi di cui abusano per soddisfare i loro perversi desideri. Non potrete star tranquilli finché non scoprirete se Claire porterà a compimento il suo addestramento da druida, e se Baal smetterà di tormentare entrambi con la sua furia sanguinaria (AHAHAHAHHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH).
Insomma, non riuscirete più a staccare gli occhi dal libro, e vorrete saperne sempre di più sui demoni che dovrà affrontare Daniel nel suo cammino di Evocatore. Ma nella dimensione demoniaca, una terra morta divorata da fiumi di lava e paludi dai miasmi velenosi, esistono milioni di demoni: per scoprire la loro forza e le loro caratteristiche vi dimenticherete perfino di respirare!














Ah, beh, Enrico il Pentolaio è così stracolmo di buchi logici ed inconsistenze, fra ambientazione e tutto, che la questione dell’amore come corazza anti-maledizioni non è neppure quel gran dramma. Voglio dire, in una situazione in cui due società si sono sviluppate per millenni senza neppure un contatto serio, in cui i maghi trattano solo con maghi eppure riescono, non si sa bene come, ad acquistare beni di prima necessità non ottenibili nel mondo magico, in cui per di più l’uso della magia si fa beffe del meccanismo azione-reazione e del principio di Lavoisier, al punto che per far fuori qualcuno basta pronunciare due-parole-due, avendo sì cura di essere debitamente incattiviti, ma senza un contraccolpo che sia uno… ci lamentiamo per una semplice storiellina sentimentale? Dalla sua la Rowling ha uno stile di scrittura corretto e scorrevole. Fondamentalmente le storie tendono al’infantile, ci sono cose parecchio scontate, dei cattivi incredibilmente stupidi ed una buona quantità di Dei-ex-machina, ma non c’è da lamentarsi della grammatica.
Ma infatti non ho detto che è una pessima scrittrice, ho solo detto che è mediocre ^-^
Sull’analisi del contenuto siamo abbastanza d’accordo.
Quanto all’evoluzione dello stile (di cui parlava qualcuno, non ricordo chi), è parzialmente un luogo comune. Lo stile evolve sicuramente dal primo al quarto libro, passando da un tono fiabesco-retard a uno stile da young adult medio; ma dal quarto fino all’ultimo, lo stile rimane sostanzialmente identico. E questo conclamato “miglioramento dello stile” non mi pare nulla di trascendentale: infantile nel primo libro, anche negli ultimi è semplicemente nella media, paragonabile a quello di molti altri romanzi young adult.
@Guardiano: “Questo non c’entra niente”
mah, non hai motivato questo tuo dogma. Tu dici che i lettori italiani non possono fare il confronto tra il buono e la X, io ti spiego che i modelli ci sono in libreria da decenni e tu continui a ripetere che non c’entra.
“Se vogliamo, addirittura possiamo dire che LOTR ha rovinato l’idea del fantasy”
poi sarei io a dire boiate?
“Se io editore faccio passare l’idea che il fantasy sia tolkien+rowling+troisi…”
scusa non ho capito l’ultimo nome, ma la bestemmia è ancora reato?
“Per sviluppare un “gusto” e saper capire cosa è buono, cosa non è un cliché ci vuole tempo, molto tempo, e molti libri letti.”
perfetto, ma attenzione a non confondere cioè che ti piace da ciò che è buono. La discussione qui mi sembrava un po’ più interessante proprio perchè si cercava di distinguere tra ciò che è scritto almeno decentemente dalla carta da culo. A me per esempio Martin non piace per niente, ma non mi sogno certo di considerarlo un pessimo scrittore. Se invece la logica che si deve seguire è che l’intenditore è colui che ha i miei stessi gusti…
Mi spiego meglio per evitare d’essere accusato di dogmatismo.
Partiamo da un primo fattore: la pubblicità è importante.
Se una casa editrice pubblica Tolkien da 20 anni e lo lascia nell’angolino piccolino fantasino piccino piccino delle librerie non è una buona “spinta” pubblicitaria…soprattutto se tutto il filone fantasy viene visto come secondario.
Le persone che sanno dell’esistenza del Signore degli Anelli e hanno voglia di leggerlo lo compreranno…gli altri passeranno diritti ignorandolo completamente o pensando che sia solo uno dei tanti classici “che prima o poi dovrò leggere”.
Fin qui è una cosa lecita. Alla fin fine un editore e un libraio decidono di spingere quello che è più redditizio.
Scoppia il Boom del fantasy coi vari Harry Potter, Eragon, Edward e in italia Nihal.
Questo è il secondo fattore: la scarsa qualità.
Visto la grande popolarità del film di LOTR, la gente è spinta a comprare Tolkien non considerandolo più un “prima o poi”. Compra anche Eragon e Harry…poi la Troisi…Twilight e altre vaccate del genere
Questo è il miglior momento per immetere nel mercato materiale fresco e qualitativamente alto perché comunque verrebbe comprato.
La gente però, dopo aver avuto una overdose di fantasy, si stanca perché la qualità è bassa. Certo, non lo capisce…Non sa il perché si annoia.
Non capisce che quello sbadiglio è dovuto all’incompetenza dell’autore nel descrivere una scena o nello scrivere il libro e non nell’intrinseca noiosità del genere e pensa che il Fantasy alla fine si riduca al Classico stile LOTR dove un gruppo di sfigati deve compiere le quest o a innovazioni-scemenze come Twilight!
Chi legge fantasy da poco tempo (pochi anni) si è trovato immerso nella scarsa qualità e fatica/ha faticato a uscirne.
Chi lo legge da tempo, si è immunizzato e disprezza i vari Troisi & Co.
Per quanto riguarda i gusti, non è questione di essere soggettivo.
All’inizio c’è l’entusiamo per qualcosa di nuovo e l’ignoranza della materia.
Se tu mi metti in mano un Giallo dove l’assassino è il maggiordomo, per me è una novità (facendo finta che non sia famoso questo cliché) perché non ho mai letto libri Gialli. Per un appassionato di Gialli sarebbe una vaccata colossale, tanto da far perdere al libro 10 punti.
Solo dopo decine di libri si affinano i gusti (si capisce che genere piace), si fa caso alle incongruenze logiche, ai Deus Ex, agli sbadigli, al POV che cambia disorientadoti e dovendo tornae qualche rigo dietro per capire chi dice cosa pensando che sei tu che hai perso il filo mentre invece è stato scritto male, ai cliché (perché anche un appassionato di fantasy tolkieniano si stanca dei soliti elfi superfighi e dei cattivi perchessì).
@Guardiano: grazie per la spiegazione.
primo fattore: “Se una casa editrice pubblica Tolkien da 20 anni e lo lascia nell’angolino piccolino fantasino piccino piccino delle librerie non è una buona “spinta” pubblicitaria…soprattutto se tutto il filone fantasy viene visto come secondario.”
insomma non mi riesce convincerti che la maggioranza degli italiani considera il fantasy un subgenere per perditempo e bambini problematici. Mi arrendo, anche se per me l’idea del complotto degli editori cattivi a scapito dei lettori virtuosi non quadra per niente. Insisto a dire che il fantasy in italia non “gira” per altri motivi. Questo, sia chiaro, non significa che gli editori di fantasy italiani siano esenti da responsabilità.
“Chi legge fantasy da poco tempo (pochi anni) si è trovato immerso nella scarsa qualità e fatica/ha faticato a uscirne.”
Su questo avevo proprio intenzione di darti ragione, spiega il perchè la maggioranza dei lettori di fantasy italiana ami la X, sono nuovi lettori con poca esperienza. Poi mi sono ricordato che la X c’era anche quando ho iniziato io, leggevo per esempio la collana fantasy (costola di Urania) della mondadori, alcuni libri mi intrigarono molto altri nemmeno li comprai, uno -confesso il mio crimine che non ho mai ripetuto- l’ho buttato personalmente in un cassonetto e ne ho dimenticato anche il titolo.
Non mi è servito un corso di desgustazione pluriennale per distinguere il sapore della merda dagli alimenti commestibili, puoi immergermi fino al collo di quella sostanza senza che mi venga voglia di abboffarmene.
“Per quanto riguarda i gusti, non è questione di essere soggettivo”
i gusti SONO soggettivi.
ok qui sono accomodante, capisco il tuo punto di vista.
Spero che qui parlino
Ecco, qui parlano evidentemente del Baal classico della mitologia fenicia, visto che il Baal presentato nell’ “opera” di sanguinario c’ha giusto il fatto che ti fa sudare sangue come Cristo nell’Orto degl’Ulivi se ne leggi vita ed atti..

Scherzi a parte, non so se avete saputo la notizia: Brando de Sica farà una pellicola tratta da “Buio”, notizia che si ricollega al lancio in grande stile di “Unika” ed “Amon”.
Credo che i nostri produttori\editori\magnacci culturali abbiano scoperto la loro nuova gallinella dalle uova d’oro, il fantatrash: preghiamo che c’impieghino le nostre punte di diamante, da Muccino alla Arcuri passando per Asia Argento, perché allora sì che sarà qualcosa di epico…!
PS Ho letto sopra le critiche verso la saga di Arrigo Pentolaio, e sono d’accordo col fatto che dagli ultimi due libri facciano vomito&ribrezzo, ma solo con quello: “Harry Potter Ed il Calice di Fuoco”, tanto per far nomi, ha una trama più che solida…
Anche se viene preceduto da uno, pur molto buono quanto ad atmosfera, con un buco logico grande quanto un campo di calcio, ovvero la Giratempo (sì, l’ho letto), e da quella congerie di falle logiche che è la famiglia Weasley. Ma lasciamo correre.
Forse dovremmo scoprire perché, fino all’epoca dei colossal cinematografici, il fantasy in italia veniva snobbato, sia dai lettori che dagli editori (perché altrimenti non si spiega perchè la Einaudi si sia decisa a pubblicarlo solo con la Strazzulla). In fondo, è stato questo lungo digiuno che ha portato poi alla scorpacciata di porcherie. Non mi è chiaro. La questione Tolkien chiaramente è stata influenzata dalla errata attribuzione politica (errata nel senso che non è possibile veramente dargliene una) ma chissà cos’altro ha impedito agli altri autori di emergere. Fino a pochi anni fa, il fantasy nemmeno era considerato nelle antologie scolastiche. Ed è strano, in un paese che ha prodotto un virtuoso del volo di fantasia come Ariosto. Chissà, forse sono stati i brutti ricordi delle saghe germaniche travisate dall’omino coi baffetti a spazzola. O gli strascichi degli anni di piombo, quando venivi etichettato (con rischio di ritorsioni) a seconda di come ti legavi le scarpe, figuriamoci per il genere di lettura preferito. Il fatto che non sia mai stata neppure presa in considerazione l’idea di un premio letterario riservato ai generi fantastici (tipo il Nebula o il premio Hugo) credo che sia indicativo.
Mi permetto di intervenire per fare presente che nella mia antologia (circa metà anni ’90) ricordo distintamente la presenza di almeno un brano de “Lo hobbit” e di “Dragonlance” (ovviamente può darsi che la mia fosse un’eccezione).
Un caso piuttosto raro, e relativamente tardo. Prima il fantastico in antologia era solo quello alla Calvino-Buzzati-Landolfi(se andava bene)-Borges e la Fantascienza (con “Sentinella”, brano che non mancava mai). Pure le antologie di inglese glissavano sull’argomento.
io avevo anche qualcosa di Bradbury nella mia antologia di liceo. Fredric Brown, è vero, era sempre presente, dalle elementari in poi.
Il fantasy però proprio no, tranne ovviamente Calvino. Dragonlance in un’antologia scolastica? perbacco
Beh, nelle mie antologie il fantasy non esisteva proprio. Ma nel ’92, un bel po’ prima quindi dei filmoni fantasy dal 2001 in poi, la mia prof di italiano delle medie, come libro di narrativa (quello che si leggeva e analizzava per intero in classe, per almeno tre o quattro mesi), aveva scelto Il cacciatore di draghi di Tolkien (in mezzo a Marcovaldo di Calvino – prima media, e Se questo è un uomo in terza.)
Una prof alternativa?
Un plauso alla professoressa. Magari si ricordava che pure l’autore era un professore (e che professore…).
Fossero tutte così. Qualcuno sa cosa gira nelle antologie adesso? Diciamo, alle medie e superiori?
A mio fratello, all’Alberghiero (si è diplomato nel 2007), la prof di italiano a volte dava, fra le tracce dei temi, temi liberi di fantasia, e mi pare gli abbia fatto leggere lei Lo Hobbit e Lovecraft.
Ehm, peccato che nella sua scuola non ci fossero proprio antologie di letteratura.
Per fortuna lo tartassavo io con le letture fatto al classico. Avevo una prof innamorata di Stephen King e un’altra dei racconti del terrore di Poe, su cui al Ginnasio faceva fare le schede libro, temi in classe su Ligeia o Il gatto nero. Bei tempi, quelli.
Ho letto qualche tempo fa il blog di Elisa Rosso, che è ancora alle superiori, e mi pare che abbia detto da qualche parte che le danno anche temi sul fantastico. Forse il grande boom del fantasy ha fatto comparire qualche autore in più. Sarebbe interessante saperlo.
Elisa Rosso ha un ottimo stile, i suoi libri li usano in Texas per eseguire le condanne a morte. Il povero condannato pensa di friggere, ma quando si siede arriva un secondino e inizia a leggergli il Libro del Destino:
“Friggetemi Cristo Santo! Friggetemiiiiii”
Complimenti per le recensioni su Amon e soprattutto per aver postato brani del libro, in modo da farci capire meglio com’è. Penso che dagli stralci postati, l’aggettivo migliore per definirlo sia IMBARAZZANTE.
Chissà chi vincerà…che sia l’occasione per Boni (visto che “giudicherà” lei i racconti) per far pubblicare un racconto di qualche amica?
Mah…
Io qualche pronostico sulla possibile vincitrice lo farei…che possa essere S.A. ?
Che sia solo un caso il fatto che l’anagramma di Amon sia “Mona”!?!?
Non so se nei commenti precedenti avete parlato anche dei concorsi legati ad Amon, bisognerà scrivere una fanfiction basata
sulla fanfictionah no scusate, basata sul libro di AmonGrazie Sybel e, naturalmente, benvenuta. Spero d’avette fatto risparmià dù lire.
Amon=Mona… anagramma troppo nordico per un truce romano.
Mi ero ripromesso di non rivolgermi più a Simon Dean e alla sua stupidità, ma dopo aver letto l’ultimo articolo del duca sento il bisogno di riprendere il discorso un’ultima volta.
Simon Dean diceva questo:
Ora, a Simon Dean e a tutti coloro che la pensano come lui: possano i fatti cucirvi la bocca per sempre.
(fonte “Affari Italiani”)
E il commento del Duca:
E più sotto:
In ogni caso vi consiglio di leggere l’intero articolo.
Mi scuso con Zwei e con gli altri per aver riportato in vita una discussione stupida e morta, soprattutto se questo mio commento dovesse scatenare una nuova ondata di flame; ma sentivo il bisogno di diffondere questa notizia e con essa il mio gaudio.
Mentre leggevo l’articolo, pensavo pure io a questa discussione.
Ps sono ancora sotto shock per la bassissima cifra di 6500 ebook! Una vergogna.
la popolazione italiana è di oltre 22 milioni di persone.
32.000 di queste in dicembre hanno pagato per un ebook… ma quanti italiani nello stesso mese li hanno scaricati piratati?
non si possono fare statistiche parziali e utilizzarle per dimostrare qualcosa.
prendete gli mp3… è ovvio che c’è gente (secondo me del tutto fuori di testa) che è disposta a pagarli, altrimenti sito come i-tunes e simili non avrebbero ragione di esistere… ma quale è la % di utenti disposti a pagare un mp3 rispetto a quelli che li scaricano gratuitamente?
Tapiroulant ti consiglio di non parlarmi più come ti sei ripromesso… almeno eviti di fare figuracce.
Cela a été assigné comme lecture requis pour une classe que je prends. Tout d’abord je ne étais pas hâte cela à tous les. Après avoir lu votre examen très complet, cependant, il sonne comme un travail très intéressant. Oh, et je vais l’être lecture dans e-book forme (et payer pour cela).
Eh?
Quoto, il mio professore di francese scuoiava per molto meno…
E in questo caso sarebbe meglio dire “comment?”
Ian, si vous le trouvez gratuitement bien, sinon, je vous suggère de ne pas payer un centime sull’ebook.
Cependant, je voudrais serrer la main avec votre professeur, qui vous fait faire la lecture obligatoire pour l’école. Et sur quelle base «comment NE PAS écrire un livre»?
Heu… si je ne m’abuse, la lecture obligatoire est peut-être nécessaire pour éviter de commettre certains erreurs de français
Mais je suis convaincue qu’un livre aussi mauvais et inconnu que cela ne puisse être choisi comme lecture requise. Peux je savoir quelle est ton école, Ian?
Cela dit, ne paye pas pour ça! La littérature italienne offre des oeuvres beaucoup plus intéressantes
Bonne chance
Vive le Roi!
questa roba mi sa di flame, ma non posso gustarmela se nessuno me la traduce ^_^