Buon Natale, amici del Cristo, e anatemi sugli ebrei, che l’hanno assassinato. I musulmani poi hanno trasformato Santa Sofia in una moschea, quindi maledico anche loro.
Dopo aver letto la prima parte della mia recensione di Amon, molti di voi si saranno chiesti se un diluvio di avverbi possa bastare a distruggere un libro. Dipende. Se prendete un romanzo di Lumsey, discepolo di Lovecraft, troverete avverbi a profusione, aggettivi alla Wunderkind, e un uso del “Racconto e Non Mostro, Tiè!” davvero imbarazzante. Tuttavia, la saga di Titus Crow non mi è dispiaciuta, mentre Amon si è rivelato il solito rotolone di carta da culo.
Oltre agli errori formali (sintassi, pov, avverbi, ecc..), la fanno da padrone anche gravi incongruenze e personaggi di cartapesta messi a pecora dalle esigenze della trama.
Se mi chiedi 16 euro per 300 pagine immagino che siano compresi i costi di editing, lavoro che, evidentemente, non è stato fatto. Classica politica del massimo risparmio-massimo guadagno. Faccio firmare l’autore, gli dico di consegnarmi una copia corretta e me la leggo sonnecchiando sulla scrivania. Un editing supremo.
Dico io, già il libro è una ciofeca, possibile che il rispetto per il lettore sia così basso?
“Ahò, la copertina è bella, sta pure dentro alla scatola, me pare n videoggioco. Ascortateme, questo lo vennemo a bestia!”
3. Baal: solo chiacchiere e distintivo!
A Daniel l’evocatore, un emo taglierino che sarebbe un ottimo cosplayer di mongoli a rotelle, è andata di merda. Con la sua prima evocazione ha strappato dalle tenebre l’unico demone pagliaccio dell’inferno.
A Baal mancano solo monociclo e corda sospesa, ma per il resto se la cava alla grande a dire idiozie, improvvisare stacchetti comici e giocare scherzi da prete a Daniel.
Per tutto il libro, Baal non fa altro che minacciare tutti di morte, squartamento e altre puttanate, ma alla fine non combina niente. Anzi, spesso si mette a punzecchiare Daniel con le tre code neanche ci trovassimo in un manga di serie Z. Mi sono sentito davvero in imbarazzo per la Boni, e soprattutto per la Casini, in più di una circostanza.
“ti squarto”, “ti scuoio”, “ti strappo le unghie”, “miserabile umano”, “io sono il temibile baal”, di sparate ne fa fin troppe, ma in alcuni casi i personaggi del libro gli ridono addirittura dietro!
Comunque, è ora della mesta rassegna.
Beh, se non ho ancora scuoiato vivo nessuno è solo per questo… (pag.3)
Ho sempre adorato torturare gli esseri umani… (pag.4)
Baal rischiava di perdere le staffe e diventare incredibilmente violenta (pag.5)
Lo sai da quanto è che non ammazzo qualcuno? Di questo passo non ricorderò più nemmeno che sapore abbia il sangue umano! (pag.5)
A volte il suo desiderio di ucciderlo era talmente forte che a stento riusciva a dominare i suo istinti più violenti. (pag.6; premio ridondanza)
Con il passare delle pagine, la tiritera non cambia. Anzi, proprio durante il primo incontro fra Daniel e Baal, la Boni inserisce il primo stacchetto comico della serie “Te rido in faccia, mongodemone!”.
- Se ti azzardi a urlare o a metterti a piangere giuro che ti farò ingoiare la lingua un pezzetto per volta!-
… Sembrava proprio una strana scimmietta, ma aveva un aspetto incredibilmente umano. Non riuscendo a non trovarla estremamente buffa (doppia negazione con avverbio, chapeu), Daniel scoppiò a ridere. La creatura si mise le mani sui fianchi, corrugando la fronte.
… – E’ che sei buffa!…
…Doveva torturare quel piccoletto! Voleva gustare il piacere di sentirlo urlare mentre lentamente gli strappava via la pelle!
Direi che si tratta di un ottimo esempio di come annientare il pathos della narrazione. La sensazione, ditemi se sbaglio, è quella del succitato manga mongo, e la credibilità del demone Baal viene compromessa all’istante.
Non so voi, ma io in una situazione del genere (con un demone che appare all’improvviso in casa mia) mi sarei cagato sotto, anche se il demone avesse avuto la forma di una scimmietta antropomorfa. Di conseguenza, anche l’immagine di Daniel esce fuori pasticciata.
La risata in faccia alla macchietta-Baal diviene ben presto il pezzo forte del libro. Non appena la conosce, anche il Sig. Giles decide di sganasciarsi alla facciazza sua:
-Stupido umano, giuro che prima o poi io ti divorerò, e puoi scommettere che quella sarà l’unica buona azione che avrò compiuto in tutta la mia esistenza.-
-La lasci perdere Sig. Gael, non ha idea di tutte le volte che ha minacciato me eppure, come vede, sono ancora vivo e vegeto- disse Daniel facendo spallucce.
-Continua così e lo sarai ancora per poco- ringhiò Baal.
L’antiquario scoppiò in una grossa risata che riempì tutta la libreria. Doveva ammettere che quei due avevano un rapporto davvero particolare. Il demone poi lo aveva incredibilmente sorpreso.
Domanda: cosa fareste voi di fronte a un demone millenario che minaccia di uccidervi?
Risposta: AH AHHAHAHAHAHAHH
Aggiungo che, sentendomi clemente (sarà il Natale?), ho tagliato le due righe precedenti, che sarebbero servite a mostrare il folle cambio di POV da Baal a Gael.
Purtroppo per Baal, il sig. Gael sembra perdere ogni freno ogni volta che la vede. Qualche pagina dopo, arriva addirittura a canzonarla:
-Ma è sempre così scorbutica?-
-Ah! Ultimamente è anche particolarmente di buon umore (scusate l’intromissione, ma questa frase è davvero oscena!)- rise Daniel.
Come risposta, il demone si alzò e lasciò il sotterraneo. Il ragazzo si limitò ad un’alzata di spalle. -Vedrà che tornerà. Tutto questo serve tanto a lei quanto a noi. Le deve solo passare l’arrabbiatura…-
L’uomo non potè fare a meno di ridere a sua volta.
Ridotta a guitto della comitiva, Baal viene derisa e umiliata per la terza volta:
-Baal sta’ calma!- disse il signor Gael ridendo. -Il nostro Evocatore è ancora parecchio fragile. Non strapazzarlo troppo.
Il demone sbuffò: – Sei davvero insopportabile, omuncolo! Possibile che non mi possa mai divertire in pace?-
-Piantala Baal! Non fare la scorbutica!- disse Daniel ridendo a sua volta.
Il demone incrociò le braccia sul petto e fece un broncio con un’espressione talmente infantile da scatenare una risata generale.
Qui mancano solo le risate finte da sit-com americana. Imbarazzante ragazzi, imbarazzante.
Anche quando Baal mostra la sua soddisfazione per aver addestrato Daniel fino a farlo diventare un bravo evocatore, il sig. Gael non riesce a darsi un contegno:
Il sig. Gael si trattenne dallo scoppiare ridere, mentre Daniel guardò il demone accigliato. -Scusami Baal… ma dovrei prendere tutto quello che hai detto come un complimento?
Lei si limitò ad alzare le spalle. -Per quel che m’interessa… non ti aspettare però di sentire più altre parole simili da me, chiaro merendina?-
Il ragazzo sospirò rassegnato, era talmente abituato a quel suo carattere assurdo che non riusciva più nemmeno a offendersi per i suoi continui tentativi di insultarlo
Attorno a pagina 200, chiunque abbia letto Amon immagino abbia iniziato a porsi la domanda: “ehm… ma la violenza, o meglio, il nuovo livello di crudeltà? E sto Benny Hill infernale cazzo combina?”
Il demone ringhiando fece schioccare una delle sue code come una frusta. -Mi stai forse prendendo in giro, maledetto?-
Gael e Daniel scoppiarono a ridere. -Oh no! No Baal, stai tranquilla… non ti sto affatto prendendo in giro… non ne avrei il coraggio!-
(…) – Maledetti esseri umani! Voglio vedere come farete a ridere quando vi avrò cucito le labbra con del filo spinato!- così dicendo si diresse verso le scale. -Ci vediamo domani!-
Baal se ne andò lasciando i due completamente senza parole.
Ohhh, finalmente li ha azzittiti. Avrei preferito un bagno di sangue, ma almeno si è fatta rispettare. Insomma, quando è troppo è troppo. Infatti, alla riga dopo:
Un attimo dopo, però, avevano già ripreso a ridere fra di loro.
FAIL.
Baal la gelosona non apprezza neanche la povera Claire, una psicolabile che si farebbe ammazzare per Daniel dopo due ore che lo conosce.
Alla fine però, riuscì a farla desistere almeno dal suo intento omicida nei confronti della ragazza.
-Senti Baal, adesso tu vai in camera mia, evitando per favore di farmi a pezzi il cuscino in uno dei tuoi soliti attacchi di nervosismo.-
Come unica risposta, lei si limitò a sbuffare e ad andarsene.
Crudeltà e rabbia del potente demone infero Baal emerge durante il primo scontro con un altro demone. Prima di combattere, Baal non le manda a dire:
Invece tu non hai ancora perso la tua grande capacità di parlare a vanvera… sei sempre la solita dannata presuntuosa.
Così parlò il demone. Si narra che nella prima stesura ci fosse un “marameo” finale, tanto per esacerbare ulteriormente i toni.
4. POV
Quasi scomparso dopo Ancess, il flipper-POV torna alla ribalta con Amon. Mi sono scervellato alla ricerca di una gestione più disgraziata del POV, ma non l’ho trovata. Amon cala le braghe e incula con la sabbia tutta la concorrenza. Da Daniel alla madre di Daniel a Claire a Baal al Sig. Giles, l’intero libro è una trottola scellerata di visuali sovrapposte. Anche qui l’editor deve aver dormito come un angioletto (o un demonietto). A un certo punto si passa punti di vista inutili come quello del lupo Hainur o di un demone che viene evocato per due minuti.
Gli esempi sono tantissimi (quasi uno per pagina), quindi ho deciso che ne inserirò qualcuno in un secondo momento, visto che i MCC moments sono davvero troppi e rischio di scrivere un’altra recensione-fiume.
5. Ma Che Cazzo (ex WTF)!
Un discorso a parte merita il Sig. Gael, copia carbone del Sig. Giles di Buffy. Dovrebbe essere un tipo cazzuto, membro di un’antica famiglia, custode di segreti innominabili e mago integerrimo, ma spesso si rivela poco più di un ritardato clueless che spalanca la mascella quando gli mostrano che il cesso non serve a lavarsi lo scroto.
Fortunatamente per lui, è in buona compagnia. Daniel viene più volte presentato come un esperto in demonologia ed evocazioni, e fin qui tutto ok. Il problema sorge quando il buon Gael, appena conosciuto, gli spiega l’etimologia della parola demone, lasciandolo basito. MCC! 15 anni di evocazioni, letture esoteriche e si meraviglia di un’informazione così banale. Un poco di coerenza, non mi sembra di chiedere troppo.
Non parliamo degli scontri, descritti come avvincenti ma in realtà di una mediocrità assoluta. Già la prima scaramuccia, demone di fuoco (evocato da Daniel) vs Moloch, è di una tristezza devastante. I due lottano un poco, poi:
Si alzò un gran fumo che avvolse completamente i due demoni…
Eccola là, classico trucco da prestigiatore per non mostrare l’azione. Inutile dire che, diradatosi il fumo, Daniel vede solo il Galb con un mucchietto di cenere ai suoi piedi. Moloch sarà morto? Suspance.
Passiamo alla madre di Daniel, che ci viene presentata in modo tremendo, con tanto di inforigurgito sul padre. Preziosa la sua descrizione fisica:
Anne era molto bella e giovanile, una donna elegante, con lunghi capelli rossi che gli arrivavano ben oltre le spalle e uno sguardo sempre sorridente ed incredibilmente luminoso. (…) La notte non piangeva più e i suoi sorrisi erano diventati luminosi come non mai. In poco tempo aveva reso la loro casa una specie di accogliente rifugio armonioso…
Quanto all’incontro fra Daniel e la sua anima gemella Claire non so proprio da dove iniziare. Forse dall’inizio dell’inizio:
Una splendida ragazza dai corti capelli scuri si stava effettivamente avvicinando con uno sguardo incredibilmente deciso. -Tu sei Daniel, non è vero?- Il ragazzo rimase a fissarla in silenzio per un attimo. Era davvero splendida, incredibilmente alta, dalla pelle bianchissima e dagli occhi di fuoco che sembravano voler analizzare ogni cosa penetrando sotto la superficie per carpirne l’essenza…
Premio ridondanza all’ultimo periodo. Voto 3 alla descrizione della puella. Ad ogni modo, dalla successiva discussione emerge che Claire ha assistito allo scontro a base di fumogeni da stadio fra demone Galb e Moloch.
-Ti ho visto fare una sorta di incantesimo, far apparire una bestia spaventosa simile a una lucertola e con essa uccidere l’uomo che si trovava con te nel parco.-
Fortunatamente, Daniel sa come dissimulare. In fondo è un evocatore da 15 anni, a raccontare bugie è diventato un mago:
-Senti, non posso dirti molto ma sappi che quello che hai visto bruciare nelle fiamme non era un essere umano ma un demone che mascherava il suo aspetto con un’illusione…-
A questo punto, l’incredibilmente alta Claire minaccia di rivolgersi alla polizia, quindi Baal decide di buttare benzina sul fuoco trasformandosi davanti ai suoi occhi… MCC! Due cazzo di mongoli! Come diavolo abbiano fatto a mantenere il segreto per 15 anni è un mistero. Claire regge botta, e, invece di sparire, Daniel l’emo-marpione gli rifila addirittura il suo biglietto da visita, nel caso lei volesse sapere qualcos’altro. I due si accomiatano con un repentino cambio di POV:
-Mi spiace di averti spaventato.- Lei sospirò, alzando la testa ed accennando un sorriso. Non voleva assolutamente che lui la prendesse per una persona debole o fragile. – Non ti preoccupare, ce be vuole per abbattermi.- Si allontanò con un’andatura lenta e decisa. Daniel si fermò per guardarla andare via, non riuscendo a smettere di pensare a quanto fosse incredibilmente carina.
Tutto qui? Demoni, mutaforma, incantesimi, emo… e lei se ne va facendo la splendida?
Ma un grande amore è pur sempre un grande amore. Dopo avergli parlato per circa 2 minuti, Claire già si strugge per Daniel. Diamo un’occhiata alla profondità dei suoi pensieri fra pagina 64 e 66:
Era la prima volta che vedeva uno sguardo così triste in n ragazzo della sua età. Era come se portasse su di sé un peso troppo grande, qualcosa che lo opprimeva dal profondo del suo essere e che tentava disperatamente di uscire attraverso il suo sguardo. Per tutta la mattina non aveva fatto altro che chiedersi cosa ci fosse in lui che la attirasse così tanto. (…) si era trovata davanti una persona oppressa dalla sua condizione. Non riusciva in alcun modo a capire cosa le avesse fatto scattare questo improvviso interesse nei suoi confronti. (…) lui le stava chiedendo aiuto. (…) Quel ragazzo voleva essere disperatamente salvato.
Quel ragazzo stava lottando disperatamente contro sé stesso e cercava qualcuno che l’aiutasse.
Non sottovalutate queste frasi, miei giovani amici, perchè rivelano un importante segreto per la stesura di un fantatrash coi controcazzi: ripetere tutto due volte in ogni paragrafo. Ora tutti a fare tutti gli esercizi, tutto chiaro?
Dopo pochi minuti di conversazione, Claire già vorrebbe sbocconcellare il glande di Daniel, ma lui ha il solito problema di frocite acuta che caratterizza buona parte degli eroi emo/vampirelli/finocchelli degli ultimi tempi. Dicevamo, Claire è già follemente innamorata di Daniel:
-Io posso capirlo cioè, trovo ancora tutto tremendamente assurdo e a dir poco incredibile, ma penso che certe cose siano più facili da sopportare in due che da soli. Quindi ho deciso che ti seguirò in questa… “avventura”…-
Troppo, troppo pasticciato. Il personaggio di Daniel è stato a malapena abbozzato, mentre Claire è una figurina della Panini, ci voleva poi molto a dedicare un paio di capitoli alla crescita del loro amore? Il fatto è che costruire personaggi e rapporti costa fatica, molto meglio pasticciare un colpo di fulmine (di per sè sarebbe pure accettabile) che scade subito nel ridicolo. Una pagina dopo la Boni esagera. Claire sa che Baal è un demone crudele, ma gli sbotta in faccia alla prima occasione (vedi Baal-pagliaccio):
-Non ti devi minimamente azzardare a darmi ordini! Io ho intenzione di seguire Daniel e tu non potrai fare niente per impedirmelo, chiaro?-
Vi ricordo che sto cercando di soprassedere sulla sintassi da immigrato tunisino che caratterizza tutto il libro, ma voi siete liberi di gustarvela e commentarla. In generale, non c’è un solo dialogo che fili via senza frasi zoppicanti o ripetizioni. Anche una risposta semplice, come quella che dà Daniel a Baal, esce fuori storpiata dall’aggiunta di un vocabolo:
-Un aiuto in più non può farci certo che bene.-
Non vi preoccupate, il terzo incomodo c’è.
Visto che Daniel non è un vampiro, sarebbe stato stupido utilizzare un licantropo, quindi per il figo n.2 la Boni sceglie un druido, Connor, (fra druidi ed evocatori c’è la stessa ostilità che sussiste fra vampiri e licantropi), che però ha un bel lupo, Hainur. Claire, ragazza dalla lubrificazione facile, ce lo descrive così:
Aveva un viso dai lineamenti delicati e lunghi capelli castani legati dietro la nuca in una coda bassa. I suoi occhi, del colore delle foglie in primavera, sembravano voler penetrare fin dentro l’essenza stessa della ragazza.
Che strani personaggi… Daniel trova che gli occhi di Claire cerchino di penetrare l’essenza delle cose, e Claire pensa la stessa cosa di quelli del druido. Ripetizioni, ripetizioni e ancora ripetizioni. Nella scena seguente il dramma tocca le stelle. Connor ha deciso di porre fine all’inutile vita di Daniel, ma Claire gli si scaglia contro, dimostrandoci che non solo è disposta a seguire Daniel il giorno dopo averlo conosciuto, ma anche a crepare per lui:
- Maledetto, non ti azzardare a toccarlo!-
Qualche riga dopo, Daniel urla la stessa cosa:
-Non ti azzardare a toccarla!-
Vogghio murì.
A questo punto, la Boni si rende conto che il personaggio di Claire è utile come un negro a un congresso sulla fisica nucleare. Decide quindi di darle un potere. Dopo la bega con il druido, Claire prende “la decisione più importante della sua vita”, e chiede a Gael di insegnarle l’arte della magia. Gael mette subito i puntini sulle “i”:
-Non è facile come sembra- disse il signor Gael a dir poco sorpreso dalla richiesta della ragazza. -Io posso provare a insegnarti, ma se non sei naturalmente portata non riuscirai mai a richiamare la magia necessaria
Così parlò Gael a pagina 83. Alzi la mano chi ha qualche dubbio sul fatto che Claire si rivelerà “naturalmente portata”.
Puntualmente, a pagina 84:
Claire fece dei respiri profondi per cercare di rilassarsi. Improvvisamente i rumori provenienti dall’esterno si attutirono tanto ch elei potè sentire il fruscio delle code di Baal che si muovevano lentamente, strisciando sul pavimento. Poi ci fu il silenzio assoluto.
Cinque righe per far nascere Claire la Maga. La su esperienza mistica dura qualche pagina ed è opportunamente condita da inforigurgiti-pippe mentali. Quando si sveglia dalla catalessi, il signor Gael le spiega che:
-Per un brevissimo istante sei diventata un tutt’uno con l’essenza stessa del mondo…-
Vi rendete conto di cosa mi sono letto. Lo faccio per voi, solo per voi. E per Cristo Nostro Signore.
Poco dopo fa la sua comparsa un altro villain, Vincent, fratello di Gael. Attenta alla vita di Daniel (salvato in extremis da Baal), ma questi non parla dell’accaduto a Gael! Una cosa insensata, visto che Gael dirige le operazioni per intraprendere il Sentiero dell’Evocazione e Daniel lo considera “il padre che non aveva mai avuto”. Mi aspettavo una giustificazione importante per una simile voragine logica, ma la Boni si limita a scrivere:
-Temeva che raccontandogli dell’accaduto lo avrebbe fatto preoccupare più di quanto già non fosse. L’uomo infatti sembrava incredibilmente stanco e provato…-
Eh già, fra demoni, fine del mondo, evocazioni e mostri il signor Gael, agli occhi di Daniel, non sarebbe capace di reggere una simile notizia. Ah, mi sono scordato di dirvi che il sig. Gael è il 99° custode della Biblioteca di una Sacra Organizzazione ultracazzuta.
Mi piacerebbe riportarvi per intero l’allenamento Claire vs Daniel, magia vs evocazione, tenuto di notte dietro Notre-Dam (proprio il luogo più sperduto di Parigi), ma anche in questo caso mi dilungherei troppo. Vi basti sapere che Sono-maga-da-18-minuti-Claire tiene testa al Sono-evocatore-da-15-anni-Daniel sotto la supervisione di Baal e Gael. Grottesco. Preferisco riportarvi il titolo del capitolo, Addestramento Estremo, e la discussione in cui Daniel chiede a Claire di allenarsi con lui. La ragazza inizialmente si rifiuta, temendo di far del male al bamboccio o di finire fra le braccia di un demone-emo, e allora:
-Io ti aiuterò Daniel, ma non così.- Detto questo stette per dirigersi verso le scale, ma lui la fermò afferrandola per un braccio. -Per te è facile dire no, vero? Non sei tu a sentirti costantemente sotto pressione. Se tu fallisci un incantesimo non rischi di ammazzare persone innocenti. E’ come un bel gioco per te non è vero? Tu non hai idea di quello che…- Lei si girò schiaffeggiandolo con tutta la forza.
-Non ne ho idea? Non ne ho idea? Credi davvero che per mia sia solo tutto un divertimento? Credi che io non abbia paura?-
AHAHAHAH, ma che diavolo di reazione è? I personaggi che vanno sopra le righe in momenti casuali sono un classico di film e libri trash, e spesso dimostrano una scarsa abilità dell’autore a gestire la loro psicologia.
Tanto per ammazzarmi definitivamente, la Boni tira fuori pure la solita spada fantasy da quattro soldi, uguale a quella di Nihal:
Daniel guardò incantato la lunga spada sulla cui lama erano incisi simboli dei quali non riusciva a capire il significato. L’elsa aveva la forma di un drago dalle ali spiegate che reggeva fra le fauci una pietra nera grossa quanto un uovo (…) In quanto membro più abile dei Real nell’uso della spada, ho avuto l’onore di diventare custode di Artiglio di Drago (NOOOOOOO), una delle armi più potenti che siano mai state forgiate. E’ indistruttibile e intrisa di magia…
Siamo quasi alla fine, ma c’è ancora il pezzo forte. Nel duello fra Daniel e il primo superdemone (nei prossimi libri affronterà gli altri 4) Astaroth, quest’ultimo riesce a uccidere l’odioso emo, ma poi guarda in terra e:
Al posto del corpo c’era solo una chiazza scura di sangue che si stava rapprendendo velocemente. - Sapevo che non mi avresti deluso…- sussurrò guardandosi attorno con gli occhi viola vibranti di eccitazione… Il demone sentì il proprio potere scorrergli nelle vene come una scarica elettrica mentre lo concentrava, pronto a sprigionarlo non appena lui si fosse fatto avanti. -Com’è possibile!- urlò ad alta voce. -Tu non dovresti essere qui!-
Questo brano è una vera summa di cattiva narrativa, e quindi del libro stesso. C’è tutto: il cambio di POV da Connor ad Astaroth (non ho riportato le frasi precedenti per ovvi motivi di spazio), Astaroth che prima dice “sapevo che non mi avresti deluso” e poi urla ”Comè possibile, non dovresti essere qui!”, l’urlo “ad alta voce”…
Ora un piccolo omaggio ad Ireland (Luthen Judas su Anobii), che ha scritto una rece di Amon il 15 Luglio 2010. In questo estratto vengono sottolineati altri gustosi non-sense presenti nel libro:
Punti di vista dei personaggi che saltellano da una parte all’altra: se prima la telecamera era fissa su Daniel, ecco che basta un pensiero che la regia si sposta du Gael, o su Claire o pochissime volte (purtroppo) su Baal, che raramente poi spazia i suoi ragionamenti aldilà del voler aprire in due tutti gli umani che le capitano a tiro, limitandosi a frustare le sue code contro i pavimenti.
Sul punto di: Claire giunge al punto di piangere un numero imprecisato quanto elevato di volte e non lo fa, poi lo fa, poi non si sa, cambia concentrazione di liquidi negli occhi come lo farebbero poche. Non solo lei per inciso, anche Daniel ha certi sbalzi non da poco ma lui, essendo giustamente il maschio principale della storia, meno. Il livello di rabbia e vergogna di Claire inoltre raggiunge ogni pagina nuove vette: la frase “non si era mai sentita così umiliata in vita sua” è ricorrente quanto i nomi dei personaggi.
Ma ecco Claire: questa giovane studentessa è testimone per puro caso all’eliminazione (ovviamente temporanea) di un demone da parte del protagonista, dove il nemico però aveva mantenuto il suo aspetto di essere umano agli occhi di chi non possiede il dono della magia/evocazione/quello. Ha assistito a un omicidio, e cosa fa? Non chiama la polizia, non cerca aiuto, nemmeno FUGGE. No, il giorno dopo lo va a cercare. E si fa portare a casa sua. Da sola, con lui, perchè a pelle le sembrava una persona buona. Se fosse stata l’intenzione primaria descrivere Claire come una sciocca, sarebbe stato perfetto, tuttavia no, lei è tratteggiata come una ragazza acuta e intelligente. Così intelligente che si unisce alla missione di Daniel pur non avendo alcun potere col quale combattere (tranquilli, diventerà una maga successivamente), finendo per temere per la sua vita l’attimo dopo aver preso tale decisione visto che subiscono un attacco da parte di un altro demone. tutto questo appena 3 facciate dopo aver affermato in sostanza “non vedo l’ora di entrare in mezzo a questa guerra demoniaca.”
6. Minuscoli Piccoli Aghi
Oltre agli avverbi, nel testo si trovano altre chicche da matita rossa (roba da elementari). Per due volte, la Boni ci delizia con “minuscoli piccoli aghi“. E allora perchè non inserire “bollenti calde caldarroste” o “enormi grandi mani”? Possibile che fra autore, correttore di bozze ed editor nessuno si sia accorto di niente?
E non è tutto:
La creatura aveva… un fisico umanoide dalla possente muscolatura e lunghi artigli sulle mani umane. Gli occhi avevano un’espressione così umana…
Notate la raffinatezza di quel “umanoide”, na botta de classe.
- Uhm.. come posso non ripetere “umano”… uhm…-
L’editor fa capolino dietro la spalla della Boni. -Umanoide… dai retta a me.-
-Li mortacci tua! Ne sai una più del diavolo!-
E ora parliamo di violenza:
… non fu in grado di schivare alcune di quelle lame che gli si conficcarono i n parte del viso, sfigurandolo innumerevoli volte..
Capito? Ricordate sempre di dire quante volte un viso è sfigurato, perchè fa differenza.
Per due volte la similitudine occhi verdi=smeraldo viene aggirata in modo elegante con “occhi come diamanti verdi”, ma la passione dell’autrice per ripetere sempre le stesse descrizioni colpisce altre volte:
Sussurrò guardandosi attorno con gli occhi viola vibranti di eccitazione…(pag. 293)
… occhi scarlatti vibranti di emozione…(pag. 295)
Prima di chiudere, voglio precisare che mancano buona parte delle annotazioni segnate a margine del libro (circa il 40%), e che mi riservo di aggiungerle in seguito segnalandole con un apposito commento.
Potete votare questa recensione su Anobii.
P.Q.M.
La Corte assegna al primo volume de La Saga di Amon: l’Evocatore, edito da Casini Editore e scritto da Paola Boni, il seguente voto:
e accerta una rilevazione del trashometro pari a:



















Cecilia:
Fatto.
/人 ◕ ‿‿ ◕ 人\
Anche Dai Mahō-Tōge è bellino, buffo più che altro; non a livello di Madoka, ma comunque mi ha divertito, ed è brevissimo (otto episodi di una dozzina di minuti l’uno).
Il chara retard-moe da sicuro appeal sugli otaku cicciosi fa largamente parte del pacchetto di premesse clichè del genere mahō shōjo, di cui Madoka rappresenta un tentativo abortito di decostruzione: tenera mascotte pelosa parlante, tinte pastello, costumi dall’estetica improbabile, malcelate relazioni lesbo et buoni sentimenti assortiti XD.
@Dago
tu sì che sai convincere una donna a darti il suo numero.
Ad ogni modo francesco.possati@gmail.com
A ma sei una donzella? “^^
No, letta ora la mail. Sto ancora un po’ rintronato per l’esame di comm, sorry xD
Da dove vengo io si dice: “Non ce la puoi fare”.
Madoka non è male, ma ha una serie di brutti difettacci, tra cui: eccesso di retorica dei sentimenti, una protagonista insulsa e irritante, e la Walpurgisnacht, che con la sua esistenza rende abbastanza inutile tutta la precedente attività delle maghette.
Si poteva fare meglio U_U
Zwei, esattamente cosa ti hanno scritto la minaccia di denuncia?
PS: Perché non fai un topic a riguardo, cioè sulle discussioni-lamentele di editor, autori (vedi Arsalon) & Co. riguardo alle tue recensioni?
Quoto! è.é/
Sarebbe una porcheria ragazzi. L’idea di pubblicare la corrispondenza privata non è che mi piaccia troppo.
Potrei darti ragione…. Ma che io sappia, non si può essere accusati di diffamazione parlando male di un libro
Non credo intendesse la diffamazione, credo che Zwei intendesse dire semplicemente che un post sulle minacce sia solo una stronzata. Non servirebbe a nulla e potrebbe far venire in mente a qualcuno pensieri come “Guarda quello zweilawyer: prima si fa il figo criticando belliximi libri come amon e arsalon, poi richiama pure l’attenzione facendo la vittima o il duro di fronte alle minacce”.
Meglio evitare.
Direi che Cercavoce ha espresso abbastanza bene il mio pensiero. Mi limiterò a qualche frecciatina qua e là.