Chi vuole rallentare l’avanzata degli ebook?

Posted: 12th December 2010 by Zweilawyer in Miscellanea
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Un breve incursione nel territorio del Duca, giusto per mettere l’accento su una questione che mi sta molto a cuore. Gli ebook si stanno diffondendo. Fra maledizioni e bestemmie di vari autori ed editori, ma lo stanno facendo. A Roma i due nuovi dispositivi di mamma Sony sono andati esauriti in diversi negozi (Mediaworld, Saturn) nel mese di novembre e sono tornati sugli scaffali solo ora, mentre la linea di custodie semirigide da 35 euro del 650 arriveranno a breve dopo essere andate a ruba nei primissimi giorni. All’ultima Fiera del Libro gli stand di Sony e Simplicissimus erano sempre pieni di gente, e ho visto con i miei occhi diversi over 50-60 interessati all’acquisto. La stessa IBS aveva approntato uno spazio pubblicitario per il proprio reader, che sarà disponibile dal prossimo anno. Insomma, sembrano esserci tutti i presupposti per l’esplosione definitiva dell’e-reading.

Parlo di presupposti, perchè c’è qualcuno che sta mettendo i bastoni fra le ruote a chi vuole godersi una lettura confortevole, nuova e, soprattutto, al giusto prezzo. Eccolo là, direte voi, il solito complottomongolista della domenica. Non posso biasimarvi, anche io mi annoio quando mi parlano di rettiliani e alieni nell’area 51 che vongono sodomizzati dalla gobba di Andreotti mentre Bush si ingrazia il diavolo mangiando bambini negri. In questo caso però abbiamo dei dati inequivocabili, e portano tutti a una sola conclusione, anzi, all’imperativo categorico di case editrici, distributori e librerie (di seguito “Soggetti”): Rallentiamo la diffusione dei fottuti ebook!

COSTO ELIMINATO. Trasporto e consegna della merce.

Dal punto di vista economico non posso biasimare neanche loro, ma poi penso ai milioni di lettori costretti a 90° dall’ingorda prepotenza dei soggetti summenzionati, e allora me girano i cojoni.

L’ebook è un prodotto rivoluzionario, secondo solo all’invenzione della stampa, e nel momento stesso della sua nascita ai Soggetti è parso subito chiaro che l’unica salvezza sarebbe stata ficcarlo nel culo dei lettori (e della maggior parte degli autori) per il maggior tempo possibile, prima di doverlo prendere loro. Lasciando da parte le ciance da salotto televisivo, diciamo subito che le grandi Case Editrici, le tipografie, i distributori, i fornitori di volgarissima carta, e tanti altri soggetti sono legati vicendevolmente da numerosi contratti. Alcuni di questi hanno durata pluriennale, altri sono basati sui quantitativi di prodotto, ecc.., ma alla fine sono tutti messi in gravissimo pericolo dall’ebook.

COSTO ELIMINATO. Disboscare, magari per stampare 10.000 copie di Estasia: la natura ringrazia.

L’ebook infatti non è un prodotto che permette di “diminuire i costi” dell’editoria, ma di annientarli. E quando il prodotto-ebook si scontrerà ad armi pari, senza boicottaggi, con il prodotto-libro cartaceo, beh, avete presente la famosa frase di Clint Eastwood “quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, l’uomo con la pistola è un uomo morto”? Ecco, facciamo che le armi potrebbero essere sostituite da bazooka e cucchiaino.

Qualche secolo fa, accadde la stessa cosa fra carta e pergamena. Il prodotto-carta aggredì il prodotto-pergamena avendo dalla sua costi di produzione tremendamente inferiori. Ora il prodotto-ebook è pronto ad aggredire il prodotto-libro, ma viene rallentato (sabotato) per far sì che i Soggetti possano continuare a guadagnare con quest’ultimo, più redditizio, fino all’ultimo istante.

Abbattere alberi, trasportarli, lavorarli, rifornirsi di carta, comprare l’inchiostro, oliare i macchinari, stampare, trasportare i libri, ecc… Sono tutti costi che pesano sul prezzo finale di un romanzo cartaceo, e che, semplicemente, cessano di esistere quando parliamo di ebook.

COSTO ELIMINATO. Una stampante offset come questa, usata e classe 1999, costa ancora 35.000 euro.

Rimangono quelli di impaginazione (ridotti del 90%, più o meno), di editing e di distribuzione attraverso le piattaforme informatiche. Rispetto al vecchio sistema, mi pare ovvio che gli unici a guadagnarci sarebbero gli autori e i lettori, davanti ai quali non è più possibile sbandierare, lacrime agli occhi, i tremendi costi di stampa o di distribuzione.

L’unica soluzione trovata dai Soggetti è molto semplice (ed è diretta conseguenza dell’imperativo di cui sopra): Teniamo alto il prezzo degli ebook!

Potrei portare innumerevoli esempi, ma vorrei concentrarmi sui prezzi trovati su IBS, la più importante piattaforma italiana per la vendita di libri (ancora per poco, vista l’irruzione sul mercato di Amazon.it).

Il Fattore Scarpetta: ebook 13,99; libro 14,00 (scontato)

Acciaio: ebook 13,99; libro 15,30 (scontato)

- Il Cimitero di Praga: ebook 13,99; libro 13,65 (scontato)

- I Cari Estinti: ebook 16,99; libro 22,00

La Solitudine dei numeri primi: ebook 8,99; libro 9,75 (scontato)

La Scuola dei maghi: ebook 13,99; libro 18,90

Frostbite: ebook 11,99; libro 14,40 (scontato)

- Twilight: ebook 12,99; libro 15,75 (scontato)

A parte il fatto che ancorare il prezzo del libro al numero delle pagine è, nel caso degli ebook, un cosa da veri idioti, voglio sottolineare che applicare una differenza di prezzo media così risicata fra libri e ebook sia un “vulgar display of power”. Un intero centesimo di differenza per Il Fattore Scarpetta, due euro per il soporifero Premio Strega di quest’anno, uno per quello (altrettanto soporifero) dell’anno scorso. Un velo pietoso su libri pubblicati diversi anni fa, come Twilight, che vorrebbero appiopparci in ebook al prezzo di un cartaceo con copertina rigida.

Ah, che bello, compro Frostbite e Twilight in ebook (destinataria:  fangirl da circuire per scopi invisi al Cristo), risparmiando il 15% (25 euro invece di 30), quando invece l’Editore ha risparmiato il 90% dei costi…

COSTO ELIMINATO. Lo stoccaggio dei volumi comporta l'affitto e la manutenzioni di grandi locali.

L’atteggiamento sembra essere questo:

Tu, lettore, devi comprarti il libro e stare muto.

“Ma io..”

Muto ho detto! Stronzo! E dammi 13 euro. Subito.

Immaginiamo che fra un paio d’anni qualche scienziato riesca a trovare un modo per far andare le macchine con un carburante sintetico superecologico e a costo di produzione ridicolo. Immaginiamo che distributori e compagnie petrolifere lo mettano allo stesso prezzo della benzina per un paio di decenni (come accade oggi con i Soggetti, ci sarebbero da smaltire tonnellate di contratti, costi di estrazione, barili stoccati, ecc). Quanti di voi sarebbero disposti a prendersi sul groppone tutti i costi di una simile conversione industriale, che invece dovrebbero gravare integralmente sugli imprenditori?

Con gli ebook, perdonatemi se mi ripeto, i lettori stanno sopportando per intero l’arroganza di buon parte dei Soggetti, che non vogliono rinunciare a un solo centesimo dei loro guadagni.

Per approfondire l’argomento, vi consiglio di spulciare gli articoli sugli ebook del Duca.

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  1. Il GuardianoNo Gravatar says:

    Io lo comprerei pure un lettore ebook reader (e voi tre mi state sul cazzo perché mi avete portato da “amore per la carta/odio per l’ebook” al “invaghimento per l’ebook/stare sul cazzo il peso del libro in mano”) ma oltre al costo degli ebook pari a un cartaceo, ci sta anche la poca reperibilità di titoli elettronici.
    Sto leggendo la saga de La Ruota del Tempo. Sui siti come Ibs.it non c’è la versione elettronica. Su internet probabilmente la troverei, magari fatta da appassionati. Ma ne vale la pena così? E se non lo dovessi proprio trovare? Vale la pena comprare 150/250 euro di aggeggio elettronico se poi devo lasciarlo sulla mensola della mia camera e andare in giro con un mattone di 750 pagine?

  2. KaguraNo Gravatar says:

    Io so solo che andando avanti così si sta abituando la gente a non comprare. Non so quanto convenga. Credo niente.

  3. NobodyNo Gravatar says:

    Personalmente non credo convenga molto la diffusione degli ebook per ovvie ragioni. Se gli ebook si diffondessero sarebbe ancora più facile reperire i libri gratuitamente tramite siti come limewire ed emule,certo converebbe al lettore ma poi gli scrittori si riducono in miseria non ti pare?E’ lo stesso discorso per la musica. Su Itunes trovi tutte le canzoni a pagamento ma chi sarebbe così ingenuo da buttare via i soldi quando c’è emule che permette di scaricare la canzone gratuitamente?Se questo circolo vizioso si diffondesse anche in ambito letterario per gli scrittori sarebbe la rovina ma anche per i lettori perchè,credo,la produzione letteraria diminuirebbe moltissimo. Chi scriverebbe gratuitamente,solo per il gusto di farlo,senza mai vedere un centesimo?Dunque non sarebbero solo gli scrittori a rimetterci ma anche i lettori. Se poi mi dici che esiste un sistema per far si che le opere letterarie non si diffondano gratuitamente ben vengano gli ebook ma in caso contrario…. Riguardo poi al costo ridotto dei romanzi mi trovi in disaccordo,un libro è un lavoro che costa fatica ed impegno e deve essere venduto ad un prezzo che valga la fatica che è costato allo scrittore.

  4. zerosNo Gravatar says:

    @ Nobody: leggiti i post di Konrath, sul suo blog. E’ uno scrittore, pubblica ebook e libri di carta, ma, ohibò!, guadagna di più con gli ebook che con la carta. Peggio: guadagna di più con gli ebook a poco prezzo (2,99 dollari) che con quelli che costano di più (5-7 dollari, se non ricordo male). No, un prezzo maggiore dell’ebook non necessariamente significa un maggiore introito e sostentamento per l’autore.

    @ Zwei: tutto vero, giusta denuncia di un atteggiamento del cazzo. Peccato non si veda ancora una reale strategia di uscita, qualcosa di fattivo per far fare marcia indietro ai Soggetti, o anche solo per fargli avere un’illuminazione sulla via di Damasco… T.T Stupidi Soggetti…

  5. NobodyNo Gravatar says:

    Zeros io non mi riferivo al costo degli ebook ma alla loro diffusione. La diffusione degli ebook a pagamento in rete non coinciderebbe con un’ondata di copie reperibili gratuitamente e facilmente ottenibili sempre in rete da siti come emule e limewire?Comunque ora leggo l’articolo che mi hai suggerito,sono curioso di approfondire la questione

  6. zerosNo Gravatar says:

    @ Nobody: scusa per aver frainteso, ma il risultato non cambia. Konrath gli ebook continua a venderli, a pacchi. Vive quasi solo di ebook. Significa che essere disponibili sulla rete non equivale necessariamente a essere piratati e quindi a non poter sopravvivere col sudore della fronte (o dei polpastrelli). Comunque le notizie su Konrath le trovi, riassunte e commentate, in più articoli del Duca (è grazie a lui che l’ho scoperto).
    Buona lettura ;)

  7. NobodyNo Gravatar says:

    si ho visto,sono andato sul sito ufficiale. Grazie comunque

  8. Il GuardianoNo Gravatar says:

    @nobody:
    A me pare una stupidata la storia del piratare tanto quanto dire che è da ingenui comprare musica su itunes quando la si può scaricare da emule.
    Io non vedo fallire gruppi musicali. Non vedo fallire nemmeno singoli cantanti (e anche in questo settore, tanti dovrebbero andare a zappare). Al contrario vedo che Itunes continua a vendere e vendere e vendere sul suo store.
    Per restare sempre in tema Apple, io ho il Jailbreak dell’Iphone, potrei scaricare tutte le applicazioni che voglio GRATIS eppure quelle che secondo me meritano davvero (originalità, prezzo basso, fantasia, divertimento) le compro comunque. Cancello la versione piratata e compro la versione legale.
    Perché lo faccio? Perché sono ingenuo, forse? No, perché sono consapevole che un buon lavoro deve essere riconosciuto economicamente. Quella gente passa centinaia di ore a programmare uno stupido giochino che mi ha fatto divertire; devo ringraziarla. E queste persone guadagnano milioni di euro con programmi che vengono venduti (ma guarda un po’) a 0,79 €.
    Angry Beard (per citarne uno) costa 0,79 € e ha venduto milioni di copie: è un gioco carino, semplice, orginiale, divertente, ironico e hanno capito che a vendere a basso costo si vende (e guadagna) di più.
    Certo, scrivere un libro richiede centinaia (migliaia?) di ore di lavoro e questo lavoro deve essere riconosciuto con un prezzo congruo alla fatica spesa per farlo…ma tu pensi che sviluppare un gioco con centinaia di livelli tutti divertenti (o comunque non noiosi) non richieda centinaia e centinaia di ore di lavoro? e allora perché possono mantenere quei prezzi?
    Perché Apple incentiva il mercato delle Apps al contrario di quello che succede con gli ebook: non ci sono depositi, non ci sono intermediari, non ci sono negozi, non ci sono costi di trasporto o di imballaggio…immagina come lieviterebbero i costi se ci fossero tutti questi passaggi.

    Per quanto riguarda la tua ultima domanda, chiediamo direttamente a Zwei: Tu scriveresti solo per il gusto di scrivere, senza guadagnare un centesimo?

  9. TjNo Gravatar says:

    Sulla questione di “scrivere solo per il gusto di scrivere senza guadagnare un centesimo” è un po’ quello che succede alla maggioranza degli esordienti che pubblicano con piccoli editori, in Italia sono pochissimi quelli che vivono di scrittura, ormai si dovrebbe sapere…
    Anzi al contrario con la vendita dell’ebook che abbatte spese di spedizione e l’ostruzionismo dei librai, la cosa non potrebbe che favorire proprio quegli emergenti che ora in cartaceo sono irraggiungibili proprio perché poco distribuiti e per l’impossibilità di essere presenti in tutte le librerie.
    Con l’ebook l’unica differenza tra un big e un esordiente è l’etichetta dell’editore (che comunque non garantisce la qualità…) e entrambi sarebbero a portata di click.
    Senza contare tutti gli altri vantaggi come numero illimitato di copie vendibili, niente macero e possibilità di reperire libri prima introvabili.
    Sulla questione pirateria, la pirateria c’è già, basta farsi un giro nel web e si trovano migliaia di ebook, poi parlando di libri spesso si dimentica che esistono le biblioteche dove si possono leggere i libri gratis *O* eppure mi pare che la gente non abbia smesso di comprare libri per questo.
    Forse sono troppo ottimista?

  10. SinclairNo Gravatar says:

    CLAP CLAP CLAP
    Non posso che condividere, sottoscrivere e applaudire post come questo. L’atteggiamento di certi Soggetti che fanno di TUTTO (dall’imboscamento degli ereader decenti alla creazione di piattaforme oligopolistiche di vendita ai limiti dell’aggiotaggio) sta assumendo connotati quasi orwelliani. In pratica, ci stanno dicendo che l’ebook è “ungood” per costringerci a pagare i loro costi morti, dovuti ad un sistema di produzione obsoleto e basato su vicendevoli posizioni di privilegio.
    La risposta è semplice: nessuna pietà.
    Gli ebook non danneggiano gli autori, li favoriscono aumentando il loro margine di guadagno in maniera esponenziale. Non favoriscono la pirateria, favoriscono la lettura (Konrath ha messo alcuni libri gratuiti sul suo sito e a pagamento su Amazon… e in MOLTISSIMI li hanno acquistati pagando). Certo, anche la stampa a caratteri mobili ha fatto andare a gambe all’aria molti artigiani, ma ci ha permesso di uscire dalle tenebre garantendo a milioni di persone l’accesso alla cultura.
    E scusate se è poco.

  11. Fos87No Gravatar says:

    Io scrivo per scrivere, non per guadagnare (anche perché altrimenti starei fresca).

  12. ZweilawyerNo Gravatar says:

    @GuardianoTi copioincollo un mio vecchio post

    Per me l’impulso primigenio è quello di voler scrivere la storia che vorrei leggere o dare una voce ai miei pensieri. La voglia di intrattenere i lettori c’è sempre, anche perchè una storia senza un pubblico rimane un qualcosa di incompleto (immagina Omero che scrive l’Iliade e poi se la ficca sotto il letto dicendosi “zì zì, zono bravissimo), ma è comunque è un qualcosa che viene dopo, almeno per me (“che scrittore non sei, stronzo!”). L’ultimo step, quello di guadagnare attraverso il proprio lavoro intellettuale, è solo la gratificazione finale (la ciliegina sulla torta, direbbero i ciccioni).

    Certo, il massimo sarebbe riuscire a vivere delle proprie passioni…

  13. simon deanNo Gravatar says:

    pagare un libro ha senso, pagare qualcosa di digitale assolutamente no. quando gli ebook si potrenno scaricare gratuitamente come gli mp3 allora avranno un senso. fino a quel momento lunga vita ai libri cartacei… non c’è paragone!

  14. zerosNo Gravatar says:

    @simon dean: allora tu un videogioco non lo pagheresti in quanto è digitale? (Sì, lo so, sto estremizzando, un videogioco te lo vendono anche sotto forma di dvd con la sua bella confezione di plastica e cazzi e mazzi, e se è la collector’s edition c’è pure “Barbie e le tre moschettiere: il lanciafiamme!”, ma resta il fatto che te lo vendano pure solo digitale)
    E poi: come ha detto Uljanka, i libri piratati si trovano già, a secchi! Quindi scusa ma il tuo ragionamento

    quando gli ebook si potrenno scaricare gratuitamente come gli mp3 allora avranno un senso

    fa un po’ acqua!

  15. simon deanNo Gravatar says:

    si troveranno “a secchi” com dici tu, ma di certo non si trovano con la velocità con cui si trovano gli mp3. non mi pare che appena esce un libro lo trovi subito da scaricare gratis, no?
    e cmq io i videogiochi non li pago.
    tutto quello che è digitale deve essere distribuito liberamente.

  16. AngraNo Gravatar says:

    Il fatto di decidere quante copie stampare, quante distribuirne, quanto spingere un titolo presso i librari, è tutta una fonte di potere per gli editori. Quando si ha un potere come questo e una posizione dominante è molto difficile accettare il passaggio a una gestione più democratica. Ma va bene così. A me non interessa che gli editori di oggi cambino idea, preferisco vederli sparire.

  17. ZweilawyerNo Gravatar says:

    Io i videogiochi li compro su Steam, quasi sempre sfruttando le superofferte (tipo L4D2 a 7 euro). Credo che il futuro dei videogames sia questo. Di recente ho visto il pacchetto con TUTTI i giochi della Valve a 60 euro, che permette un divertimento online praticamente infinito.
    Aggiungiamo l’autoaggiornamento e l’aggiunta di nuovi contenuti (armi, mappe, campagne) a costo 0, ed ecco che pagare per il lavoro intellettuale di grandi artisti è assolutamente giusto (e quasi piacevole).
    Allo stesso modo non mi faccio problemi a pagare 3-4 euro per un romanzo in ebook (1,99-2,99 sarebbe il range perfetto, e gli autori guadagnerebbero un fottio di soldi).

  18. simon deanNo Gravatar says:

    ci manca solo che paghi gli mp3 e poi sei il cliente perfetto della Apple. :-)
    Comunque… come farebbero gli autori a guadagnare “un fottio di soldi” vendendo l’ebook a soli 3 euro?
    metti il 20% a copia. Sono 6 centesimi di guadagno, che significa che se vuoi camparci devi vendere sulle 30 mila copie all’anno.
    mmmm… non mi sembrano cifre che si possono definire “fottio di soldi”

  19. simon deanNo Gravatar says:

    scusate… volevo dire 60 centesimi, non 6

  20. AndreaNo Gravatar says:

    Premetto che io sono totalmente PRO e-book.
    In tutto quanto dici, c’è un’unica cosa che mi sembra propaganda insensata e che, se hai voglia, mi piacerebbe mi spieghi meglio, perché così netta e asciutta com’è messa io la considero sbagliata per un motivo preciso.
    Questo è quanto scrivi: “ancorare il prezzo del libro al numero delle pagine è, nel caso degli ebook, un cosa da veri idioti”.

    Questa frase non sembra tener conto dei tempi *reali* di produzione di una casa editrice *seria* (quelle poco serie non rientrano *mai* nei miei discorsi), una di quelle case editrici che, cioè, prevedono editor e correttori di bozze. Pensi che affrontare l’editing di un romanzo di 600 pagine sia la stessa cosa che farlo su uno di 150?
    E’ lapalissiano che i costi degli e-book sono troppo alti, assolutamente da farabutti, ma una minima incidenza sul prezzo in base alla lunghezza dell’opera io la vedrei come una cosa sacrosanta.

  21. ZweilawyerNo Gravatar says:

    Parlavo dei costi della carta, che incidono in maniera molto superiore a quelli di editing quando parliamo di opere con, ad esempio, 200 pagine di differenza. Infatti, il costo dell’editing è certamente (e giustamente, e anche un po’ cioccolosamente) maggiore nel mattone da 600 rispetto a quello da 400, ma si tratta pur sempre di un costo inferiore e “una tantum”.

  22. Il GuardianoNo Gravatar says:

    Io pago solo giochi che meritano.
    Scarico Fallout New Vegas e ci gioco qualche ora…se il gioco mi prende, ci faccio un pensierino a comprarlo (soprattutto se ha contenuti online/extra).
    Ho comprato ad esempio Starcraft 2 dopo averlo provato crackato..è un gioco che merita…
    E’ la stessa coi libri o gli mp3…non devi essere un perfetto cliente apple, ma penso che le cose che meritano debbano essere premiate.

  23. MauroNo Gravatar says:

    simon dean:

    pagare un libro ha senso, pagare qualcosa di digitale assolutamente no

    Come dire che per un libro cartaceo ha senso pagare solo i costi dei materiali, ma non il lavoro di chi ci ha lavorato sopra, visto che è quello che si paga nel comprare la versione elettronica.
    Da parte mia se trovo un’opera valida la pago, che sia cartacea o elettronica; la secondao deve costare rilevantemente meno della prima, visti i costi minori, ma comunque dietro c’è del lavoro che è giusto pagare e che la natura elettronica dell’opera non cancella.

    come farebbero gli autori a guadagnare “un fottio di soldi” vendendo l’ebook a soli 3 euro? metti il 20% a copia

    Anche il 70%, col modello agenzia; e Konrath (ma non è l’unico) ci fa un mucchio di soldi, pur vendendoli a 1,5÷2,26 Euro (1,99÷2,99 Dollari); ti rimando al sito del Duca per maggiori informazioni (vedi per esempio qui, ma ci sono altri articoli; però al momento non riesco ad accederci).

  24. NobodyNo Gravatar says:

    Io invece solitamente scarico le canzoni di emule,sarò l’unico disonesto :) comunque riguardo al discorso dei cantanti bisogna considerare che però ci sono anche i concerti ed altri eventi che consentono loro di guadagnare ed è certo che non vanno in rovina ma comunque guadagnano meno rispetto a prima. Comunque credete convenga prendere un ebook reader per Natale oppure sarebbe meglio aspettare in seguito una maggiore diffusione degli ebook?(Ho letto che hanno un sito ufficiale direttamente sull’ebook reader da dove scaricare i vari libri. Forse riuscirò finalmente ad evitare di andare in giro con mattoni di cinquecento e passa pagine appresso)

  25. sommobutaNo Gravatar says:

    - Il Cimitero di Praga: ebook 13,99; libro 13,65 (scontato)

    Uhahahahaha! Sapevo del prezzo allucinante in eBook del nuovo Eco (piratato il giorno dopo l’uscita, tra l’altro, ma vabbè).
    Ma che l’eBook costasse di più del cartaceo scontato, mi mancava ancora! XD

  26. NobodyNo Gravatar says:

    Tj non l’avevo vista da questo punto di vista. In effetti è meglio che un’opera sia disponibile piuttosto che introvabile come accade nelle librerie. Mi hai fatto vedere le cose sotto una prospettiva diversa grazie

  27. simon deanNo Gravatar says:

    Tutto ciò che è digitale e quindi diffondibile in rete non può e non deve essere a pagamento.

    secondo me l’ebook potrebbe al massimo essere una terza verisione del romanzo. prima esce la versione con copertina rigida, poi il tascabile, ed infine l’ebook.

  28. MauroNo Gravatar says:

    simon dean:

    Tutto ciò che è digitale e quindi diffondibile in rete non può e non deve essere a pagamento

    La vediamo diversamente: può benissimo essere a pagamento e se l’opera è valida è giusto pagarla. Non vedo che male ci sia a chiedere un paio di dollari in cambio del lavoro fatto per scrivere un libro.
    Del resto, nell’ipotesi che fai tu (prima doppio cartaceo, poi elettronico) dal giorno stesso dell’uscita ci sarebbe una versione in Rete, rendendo di fatto inutile quanto proponi.
    Inoltre, torno a dire: allora del cartaceo si pagano solo i materiali? Mi sfugge il motivo per cui il lavoro dell’autore (e dell’editore) dovrebbe essere pagato col cartaceo, ma non con l’elettronico.

    secondo me l’ebook potrebbe al massimo essere una terza verisione del romanzo. prima esce la versione con copertina rigida, poi il tascabile, ed infine l’ebook

    Cosa che implicherebbe il mantenimento dell’attuale struttura, con tutti i costi e gli sprechi a essa legati; di fatto, riducendo moltissimo i pregi dell’elettronico.
    E viene il dubbio sul perché gli autori dovrebbero farlo, visto che – Konrath insegna – possono guadagnare molto di più senza tutta la sovrastruttura legata al cartaceo; per quale motivo dovrebbero mantenere qualcosa che gli limita fortemente i guadagni?

  29. ZweilawyerNo Gravatar says:

    In medio stat virtus. Fra pirateria completa e prezzi folli (vedi 60 euro per 1 videogioco) c’è una via di mezzo (Konrath, Valve con steam, ecc.) che permette di soddisfare le esigenze di creatori e utenti. Ripeto, se tu mi dai un bel gioco a 10 euro, me lo aggiorni automaticamente e aggiungi due intere campagne in un anno, allora io me lo compro e ti ringrazio pure, visto che hai lavorato duro per offrirmi un buon prodotto a un prezzo competitivo.

  30. AironNo Gravatar says:

    Io sfrutto molto la pirateria per provare, raramente per tenere.
    Musica, fumetti, giochi… scarico e assaggio. Se mi piace compro, altrimenti no.
    Non mi sento un idiota a comprare qualcosa che ho già ottenuto illegalmente, se non altro perchè c’è del lavoro dietro e voglio ricompensare chi ce l’ha messo.
    Per gli e-book sarebbe lo stesso. Se un libro mi è piaciuto abbastanza da arrivare in fondo, 3 € a chi l’ha scritto e pubblicato posso darli.

    * * *

    Aggiungo un’osservazione sugli e-reader: a Milano è difficile provarli.

    Ogni negozio di elettronica che valga due lire ha fior di iPad, Samsung Galaxy, etc… accesi, connessi a internet e provabili dal pubblico.
    Gli e-reader sono seminascosti (da fnac sono dietro una colonna nel reparto “telefonia”!) raramente accesi e provabili, più spesso chiusi in una vetrinetta (così che non si possa neanche giudicarne il peso e la comodità) e spenti, assolutamente inutili al potenziale cliente.

  31. Sir RobinNo Gravatar says:

    Ciao Zwei, bell’articolo!
    L’ebook prima di diffondersi fisicamente nelle mani dei suoi utenti deve poter entrare nel campo visivo di questi stessi utenti. E invece cosa è davvero un ebook reader e cosa può dare (e non dare) sono relativamente in pochissimi a saperlo, oltretutto scoraggiati da queste politiche di prezzo (da te sottolineate) apparentemente dementi. Spot in TV? Neanche l’ombra. Ill mercato grosso dei libri in Italia è gestito dai soliti quattro nomi che l’ebook lo vedono come il fumo negli occhi perché, come ricordava Angra, ad essere messo in discussione è il loro stesso ruolo.
    Per questo è molto importante diffondere il “virus” …
    ;)

  32. Fos87No Gravatar says:

    Alla nuova Feltrinelli della Stazione Centrale di Milano si possono provare gli e-reader.

  33. ZweilawyerNo Gravatar says:

    Come hanno sottolineato Airon e Robin, anche la mancanza di spot e la scarsa visibilità hanno un loro peso. Qui a Roma la situazione è in continuo miglioramento, vedremo cosa accadrà nei prossimi mesi.

  34. KenarNo Gravatar says:

    Tutto vero e tutto molto Verde, ma vuolete mettere la soddisfazione di tenere in mano un libro nuovo? Sentirne l’odore? Scoprire se la carta è liscia o ruvida? Spessa o sottile? Secondo me l’e-book sarà anche un prodotto poco costoso, ma da pochissime soddisfazioni e, personalmente, fa passare la voglia di leggere.

  35. BeldNo Gravatar says:

    Eppure da quando uso un ebook reader leggo molto di più, molto più comodo non c’è paragone.

    Non so te, ma io quando compro un libro sinceramente il sentirne l’odore o sapere se la carta è liscia o ruvida, sottile o spessa è l’ultimo dei miei problemi, io spero sempre che il libro sia un bel libro, altrimenti è immondezza, a prescindere che sia su pergamena filigranata in oro.

    E poi vuoi mettere i migliaia di libri assolutamente gratis e senza protezione che puoi trovare su internet? di libri ormai non più stampati, se non ci fosse stato l’ebook probabilmente non avrei mai scoperto Fritz Leiber e il suo ciclo di Lankhmar e solo per questo sarebbe valsa la pena comprarsi un ebook reader.

  36. ZweilawyerNo Gravatar says:

    Kenar hai 24 ore per confermare il carattere sarcastico del tuo post, altrimenti verrai bannato dal blog e maledetto dal sottoscritto. Il tutto in nomine Christi.

  37. tolmanNo Gravatar says:

    vogliamo mettere la sensazione tattile ed olfattiva della carta? Sì, mettiamocela. Un libro in mio possesso ha le pagine in pessime condizioni, e puzza da vomitare. Inoltre il contenuto è penoso. Fosse stato digitale, mi sarei dovuto lamentare solo dell’ultimo aspetto, prima di cancellarlo definitivamente dal supporto senza neanche dover decidere in quale bidone buttarlo. Parliamo di incunaboli in carta di stracci e rilegatura in pelle di liocorno? Ok, sfogliarne uno non ha prezzo. Ma se si parla di un misero paperback, o di uno di quei libri con le pagine che sembrano carta velina, posso fare benissimo a meno della sensazione tattile.

  38. KenarNo Gravatar says:

    Oh sentite, io provo piacere nello sfogliare un libro! PROBLEMI?
    Azz oh! Quanti cazzi! E poi Tolman, se tu tratti i tuoi libri di merda non è colpa mia! Io continuo a dire che PER ME è meglio un libro cartaceo, piuttosto di uno digitale. Ora: cosa volete farmi?

  39. ZweilawyerNo Gravatar says:

    Vuoi mettere l’odore della pergamena, il puzzo di cotenna, la possibilità di raschiare il testo, le bricioline di carne secca…ehhh…PER ME è molto meglio un volume di pergamena che uno di carta.

  40. simon deanNo Gravatar says:

    quoto kenar.
    la carta è mille volte meglio.

    volete mettere la bellezza di passare il tempo in libreria, tra gli scaffali, a cercare un bel libro che ispiri la tua immaginazione. guardare le copertine, leggere le prime pagine.
    non voglio barattare la mia vita reale con una versione sintetica online.

  41. KenarNo Gravatar says:

    O anche avere una libreria piena di volumi… che soddisfazione c’è in un file? Non ti godi nulla del libro in questione. Sarebbe solo una seria di 0 e di 1 che compongono una serie di parole… tutto freddo e sterile. Secondo me un libro è mille volte meglio.

  42. AngraNo Gravatar says:

    Io ci aggiungerei anche che i giovani di oggi sono abituati ad avere tutto e subito e non sanno più cosa è il rispetto, che le cose non hanno più il sapore di una volta e che cinquant’anni fa nel quartiere ci si conosceva tutti e si era tutti amici e ora invece buongiorno e buonasera e non conosci nemmeno i vicini di casa.

  43. KenarNo Gravatar says:

    –,–

  44. RickyricohNo Gravatar says:

    Come primo intervento in questo apprezzabilissimo blog, vorrei dire la mia sull’argomento.
    Kenar e Simon a mio avviso non partono da premesse sbagliate: il libro cartaceo è senza dubbio in grado di offrire un’esperienza migliore. Io per primo quando acquisto un libro – ma vale per molte altre cose – adoro rigirarmelo tra le mani, fantasticando su copertina, illustrazioni e tutto il resto. È il piacere del possesso, che con un ebook ha invece poco senso di esistere. Sono per me motivi che mi spingono a sperare che mai si arrivi alla sparizione definitiva del supporto carta.
    Detto questo però non si possono negare tutti i vantaggi che la rivoluzione degli ebook si porta dietro: taglio dei costi, reperibilità, durata, diffusione. E soprattutto si leggerà di più, in percentuali credo anche massicce. Quindi ben venga, il futuro è questo.
    Certo finché rimarrà il problema dei prezzi imposti – e qui in Italia gli esempi sono disgustosi – non sarà semplice imporre questo nuovo standard nella giusta dimensione. Si favorirà invece la pirateria, e mi chiedo come gli editori non arrivino a capirlo. Io per esempio penso di comprarmi il mio primo reader nel 2011, magari dopo natale, però sono già sicuro che la stragrande maggioranza dei libri che leggerò saranno quelli che troverò gratis in rete, piratati o meno. E non perché non voglia pagare un libro in formato digitale, ma perché se questo mi costa quasi come un cartaceo io rispondo con una leva grossa così.
    Fortunati quelli che masticano l’inglese in modo da aprirsi a mercati più evoluti e civili, gli altri devono solo aspettare che i prezzi diventino giusti. E per giusto intendo sotto i 5 euro, in certi casi anche molto sotto, perché già su carta le edizioni economiche mi vengono sui 5.90. Ma quando?

  45. ZweilawyerNo Gravatar says:

    Benvenuto Ricky.
    Dubito che il libro sparirà. Come oggetto di culto e supporto per le archiviazioni (che non possono avvenire solo su piattaforme informatiche) rimarrà, spero per sempre. Penso che fra qualche decennio starà all’ebook come stanno oggi i dischi di vinile agli mp3.

  46. simon deanNo Gravatar says:

    La diffusione dell’ebook non aumentarà il numero di lettori. Se qualcuno ama leggere lo fa… non ci rinuncia per i costi (ci sono le biblioteche) o per l’allergia alla carta.
    La diffusione dell’ebook innonderà la rete di lavori spazzatura: poco curati, grezzi… un letamaio in cui il lettore sarà costretto a scavare per trovare qualcosa di decente da leggere.
    a morte l’ebook!

  47. il_FabriNo Gravatar says:

    Devo rivelarti una cosa: non spaventarti eh, fai un bel respiro profondo. Pronto?

    La spazzatura c’è già.
    Libri poco curati ne sono piene le librerie.
    Grezzi non ne parliamo.

    Poi oh, se vuoi credere che ora le librerie siano posti dove trovi bei libri e che il giocattolino si romperà, credici.

    Ora: di per sè l’ebook non piace nemmeno a me. Come non mi piace non avere la scatola di molti videogiochi.
    Però, come su steam ho ormai una trentina di giochi (presi tutti in offerta tranne 2 – che però erano vecchi e stavano a dieci euro), così prenderò il kindle appena scenderà a 100 euro. I vantaggi sono semplicemente superiori ai difetti. Li hanno già detti altri, evito di ripetere.
    E lo sono anche come scrittore: se esco in libreria
    a) a parità di copie vendute guadagno di meno (il 10% di 17 euro è 1,70… il 70% di 3 euro è 2.40. E il 10% di diritto d’autore non è poco. E nemmeno 17 euro sono pochi)
    b) quasi sicuramente non vendo una mazza. Via ebook “molto probabilmente non vendo una mazza”. E’ già un passo avanti :D

  48. tolmanNo Gravatar says:

    Il piacere fisico di avere un oggetto fra le mani e di possederlo è indiscutibile, ma altrettanto indiscutibile è la sua deperibilità, il fatto che non sia sempre disponibile e comunque in un numero di copie ben definito, che costi produrlo (non così tanto, ma l’editore non viene certo a dirtelo), che possa risultare dopo un po’ introvabile… Per inciso, il volume di cui parlavo era già in queste condizioni quando l’ho acquistato. Carta di pessima qualità. Ma anche se così non fosse, io i libri li compro per leggerli, non per tenerli avvolti nella plastica o esposti in teca di cristallo modello Evangeliario medievale. A meno che non si tratti di una copia originale dell’Hypnerotomachia Poliphili. Sarò strano, ma per me la lettura di un libro è un’esperienza eminentemente intellettuale, più che sensoriale. Gli occhi leggono i caratteri e portano gli impulsi al cervello, le dita le uso solo per sfogliare le pagine, non per tastarle in modo voluttuoso. Il naso e la lingua poi li lascerei dove stanno, non ho intenzione di aggiungere alla già notevole lista dei miei vizi la bibliofagia.
    Oltretutto, le librerie già sono piene di porcherie, l’uso del supporto elettronico non è che spalancherà i cancelli al letame letterario, sono già abbondantemente aperti. Siccome, peraltro, le politiche editoriali degli ultimi tempi, almeno qui in italia, non badano assolutamente alla qualità e tendono a reprimere chi non promette immediati guadagni – o non è imparentato a chi di dovere – l’uso di un supporto che non richieda alti costi produttivi, che anzi di fatto potrebbe essere prodotto in modo “casalingo”, permetterebbe ad altre voci di farsi sentire, invece di essere già in partenza destinate a rimanere inascoltate, come capita a molti autori non abbastanza introdotti i cui libri vengono stampati in tirature limitatissime e lasciati in balia di una distribuzione pressochè assente, per poi finire al macero.

  49. simon deanNo Gravatar says:

    Sono d’accordo che la spazzatura c’è già… ma con la diffusione dell’ebook non potrà che aumentare.
    Come ho già detto spero che l’ebook si diffonda come “terza edizione” di un libro. prima la versione con copertina rigida, poi il tascabile, e infine l’ebook.
    in ogni caso io personalmente non pagherò mai per un ebook. se proprio devo… me lo scarico gratis.

  50. simon deanNo Gravatar says:

    e per quanto riguarda le deperibilità… siete sicuri che un hard disk duri più di un libro cartaceo? è più probabile che una rottura hardware dell’hard disk che ti cancelli tutti i dati o un incendio che ti mandi in fumo la libreria?

  51. SiobhánNo Gravatar says:

    @simon dean:

    Non hai capito il punto.
    Anche se il tuo hard disk si brucia, il libro rimane presente sul Web. Se la tua copia si distrugge, riaccedervi è facilissimo.
    In ogni caso, credo che le tue posizioni siano dettate soprattutto da ignoranza sull’argomento. Per il tuo bene, ecco un link:

    Baionette Librarie

    Il signore che gestisce il blog ha raccolto talmente tante informazioni sull’argomento negli ultimi due anni, e l’ha fatto con tale onestà, che non si può non ritenerlo un esperto in materia.
    E quando uno sa poco di un qualsiasi argomento, è bene che ascolti il parere di un esperto prima di continuare a parlare.

    Ah, bell’articolo Zwei.

  52. EmaNo Gravatar says:

    Ciao a tutti gente…
    Dunque, io sono un quasi-feticista del libro. Nel senso che mi piace vederlo nei negozi, mi piace vederlo nella mia libreria, mi piacciono le copertine rigide ma anche quelle cartonate tutte colorate, non faccio mai le orecchie, non sottolineo, cerco di far durare secoli una rilegatura scadente, se ho un libro in un’edizione economica che non mi piace vorrei ricomprarmelo in edizione decente etc. Detto questo.

    Non ho i soldi per comprarmi tutti i libri che vorrei. Non ho nessuna volontà di comprare a caro prezzo un libro promettente e scoprirlo una cagata infame. Faccio spesso zapping tra libro e libro, potendo, e la cosa non mi crea problemi. Ma avere una pila di libri, magari voluminosi, a fianco al cesso non è come avere la celeberrima pila di fumetti sul comodino. Ho uno spazio di natura finita sugli scaffali.
    Ho provato spesso a leggere sul PC, ma è brutto e stancante. Non posso portarmi il PC al cesso, o a letto, o sul divano.

    Vedo francamente l’e-reader come una soluzione a tutti questi problemi. Il mio mondo ideale dice che mi compro un libro a 2 euro, me lo leggo dove e come voglio, e se proprio lo ritengo degno mi compro l’edizione da 20 euro e me la metto in libreria.
    Ovviamente finché il libro “bello” costa 20 e l’e-book 19, il mio mondo ideale non può avverarsi. Lapalissiano. Quindi poi non si lamentassero se gli utenti di e-mule non calano mai.

    PS Tutte le Feltrinelli, da un paio di mesi, espongono e-reader da provare. Prima erano i Cybook, ora i Sony. Che sono molto belli ma senza wi-fi.

    Augh…

  53. KenarNo Gravatar says:

    Non conti il fatto che ti spacchi gli occhi a leggere 4 ore di seguito un libro digitale? Soprattutto di notte prima di abbioccarti? Io ho già un libro digitale, ma non lo leggo, ogni volta che mi dico “massì proviamo” mi passa subito la voglia. Non mi piace, punto; e se continuate a considerarmi un imbecille o un ignorante vi avviso che fate la figura degli imbecilli e degli ignoranti voi. Del resto è come se mi giudicaste perchè preferisco le Lamborghini alle Ferrari! Sono gusti. Io non amo avere una storia scritta sul nulla, la voglio scritta su qualcosa di tangibile. Sul pc o sulle console preferisco avere i videogiochi e non un racconto. Ciò cambia per quel che riguarda le informazioni universitarie o libri che riguardano la sfera dell’apprendimento. Un libro d’anatomia costa ad oggi 99€, solo perchè è aggiornato… sta di fatto che il corpo umano non si è evoluto così tanto nell’arco di 10000 anni… quindi in questo caso sono favorevole, ma solo perchè con uno scritto del genere ci devo lavorare. Se devo rilassarmi datemi la carta.

  54. ZweilawyerNo Gravatar says:

    Kenar, se mi dici che ti spacchi gli occhi a leggere un ebook è evidente che non hai mai utilizzato uno schermo e-ink. Con l’e-pearl di kindle 3 e sony psr 650 c’è poi un ulteriore + 50% di nitidezza. Leggo per almeno un’ora e mezza al giorno sui mezzi, e grazie al mio reader sono spariti affaticamento degli occhi e mal di testa che invece mi affliggevano leggendo il cartaceo. La possibilità di scegliere le dimensioni del carattere è stata un toccasana almeno quanto la mancanza del fastidioso effetto “vedo la pagina dietro”, che colpisce i romanzi stampati su carta troppo leggera (praticamente tutti i paperback). La differenza non è fra Ferrari e Lamborghini, ma fra un volume di carta e i dieci rotoli di papiro che riesce a contenere.

  55. simon deanNo Gravatar says:

    @Siobhan

    se la mia copia di un ebook si distrugge me ne devo comprare un altra. non vedo come questo sia un fatto positivo.

    se intendi che dopo qualche hanno magari un libro cartaceo esce dal catalogo della casa editrice, ok… allora gli ebook possono avere senso per fare una biblioteca online da consultare gratuitamente.

    tra l’altro… non so come siete abituati a tenere i libri… io ho edizioni tascabili di romanzi di una cinquantina di anni fa che sono perfettamente conservati. se vengono trattati con cura i libri non si deteriorano.

  56. KenarNo Gravatar says:

    Si vabè, se mi devo comprare anche il raggio laser per leggere un ebook allora proprio ho sbagliato persino a commentare! Ora per leggermi un libro devo pomparmi il pc spendendo millemile euro??? Mi conviene il libro normale! E che cavolo!

  57. simon deanNo Gravatar says:

    @kenar
    concordo appieno. tra l’altro penso che ogni ottico sia d’accordo che stare troppo tempo di fronte ad un monitor stanca tantissimo la vista. quelli da cui sono andato io me lo hanno sempre ripetuto

  58. EmaNo Gravatar says:

    Kenar ma che dici…
    Zwei ti ha solo detto che la tecnologia e-ink, sfruttata dalla stragrande maggioranza degli e-reader (praticamente tutti tranne l’I-pad che NON è un e-reader) è lontana anni luce dal leggere sul PC. Non è un raggio laser né una supercazzora. E’ il qualunque e-reader da 200 euro che compri una volta ogni n anni, con n superiore a 5.

    Come dicevo più su, sono il primo che non sopporta di leggere sul PC. L’e-book, senza l’e-reader fatto bene, è inutile. Praticamente si può dire che il boom dell’e-book risiede nella tecnologia e-ink, più che nel formato (un semplice pdf va benissimo, nel caso, non è che la e-pub sia rivoluzionaria al confronto).
    Tu prova e poi torna e dicci.

  59. EmaNo Gravatar says:

    ragazzi scusate ma veramente crede(va)te che gli e-book si leggano sul PC? :)

  60. RickyricohNo Gravatar says:

    Ema:

    Il mio mondo ideale dice che mi compro un libro a 2 euro, me lo leggo dove e come voglio, e se proprio lo ritengo degno mi compro l’edizione da 20 euro e me la metto in libreria.

    Ecco questo è il futuro come me lo auguro io. Le opere migliori impilate in una solida libreria Billy dell’Ikea, quei pochi capolavori il cui solo pensiero desta piacere fisico sempre a portata d’occhiata, e tutto il resto su ebook.
    #

    Una questione invece che mi lascia ancora dei dubbi è quella legata al fumetto e alle illustrazioni in generale. Non vedo al momento un facile sbocco per queste situazioni su ebook; non è solo un problema di colori, presto verranno implementati in tutti gli ereader, ma di formato e soprattutto di resa: un disegno su schermo è ancora lontano dall’offrire la stessa esperienza dello stesso su carta. Un po’ come sfogliare il catalogo di una mostra e vedere poi i quadri dal vivo.
    Voi credete che la tecnologia sopperirà presto a queste mancanze, oppure che certi generi siano destinati ancora a lungo a rimanere su supporto fisico?

  61. EmaNo Gravatar says:

    guarda. E’ un discorso non troppo lontano, a mio avviso. Dato che la bellezza del fumetto risiede in gran parte anche nell’arte visiva, è normale che vederselo su un misero 5 pollici non renda, così come vedere un quadro dal vero non è come guardarlo in tv o in un libro.
    Però ultimamente ho ceduto (sempre per biechi motivi pecuniari) a leggermi tutta la saga di Secret Invasion della Marvel (cross-testata) in formato cbr, sul mio 22 pollici di casa. E devo dire che quando le scan sono di buona qualità, l’effetto è davvero notevole. Il formato cbr inoltre è molto comodo per scorrere le pagine.
    Non è ancora paragonabile ad avere l’albo in mano, e servirà ancora parecchio e forse diversi tipi di supporto, e forse forse prima ancora sarà il fumetto stesso a traslocare su altri formati (il 3d?) e ad offrire un tipo di esperienza ancora diversa.

  62. KenarNo Gravatar says:

    Si, ok, 200 euro per un coso che mi fa leggere dei libri male io non li spendo! Me li sparo tutti in videogiochi se proprio devo.

  63. simon deanNo Gravatar says:

    guarda Ema che non è una questione di qualità del visore ma di una propensione naturale dell’occhio quando legge.
    c’è chi legge con le pupille dilatate e chi con le pupille contratte. Nel primo caso (il mio) si preferisce leggere con poca luce, nel secondo con molta luce. se fai parte del primo gruppo, quando leggi da un visore (monitor o ebook che sia) guardi direttamente una fonte di luce e le pupille si contraggono tuo malgrado… da qui l’affaticamento e il mal di testa.

    preciso che non sono un medico ma riporto la spiegazione che mi ha dato il mio oculista.

  64. EmaNo Gravatar says:

    Simon Dean
    Porto gli occhiali anche io e so di cosa parli. Ma so che la tecnologia e-ink è stata ideata proprio come soluzione di questo problema, ossia non “brilla di luce propria” come un monitor di pc ma risulta simile ad una superficie opaca, nel senso di non lucida. Per maggiori informazioni: http://it.wikipedia.org/wiki/E-ink . Scordatevi i monitor, non c’entra nulla.

    Kenar…
    In primo luogo, è una spesa che si fa una volta. Inoltre, non ci leggi libri “male”. Tecnicamente, leggi anche meglio, visto che puoi decidere tu la grandezza del carattere. Gli aspetti mancanti sono quelli “evocativi” del volume di carta, non quelli squisitamente di qualità della lettura. Ma anche qui potrebbe essere solo questione di abitudine. Magari tra un centinaio d’anni ci saranno i puristi dell’e-reader che si scaglieranno contro chi vuole spararsi direttamente le storie nel cervello tramite la presa SBASI che avremo tutti sullla nuca…

  65. ZweilawyerNo Gravatar says:

    @simon dean
    Stai un po’ trolleggiando. Ti abbiamo detto che l’e-ink non è retroilluminato, quindi al buio non si può leggere (proprio come un libro).

    Quanto ai fumetti, il nuovo Sony è una periferica perfetta per leggere i manga (6″, praticamente la dimensione di un tankobon). L’unico problema, meramente software, riguarda la formattazione delle tavole. Immagino che a breve saranno disponibili per ebook parecchi fumetti b/n.

    Vinland Saga su Sony PSR650

  66. EmaNo Gravatar says:

    zwei, va bene per i manga perché da sempre i tankobon hanno un formato molto ridotto, ma un marvel o un dc (o un dark horse) lo vedo più difficile.
    Come formato, guardatevi un cbr… sono comodi e graficamente impeccabili.

  67. ZweilawyerNo Gravatar says:

    Per Marvel/DC l’opzione e-reader è impraticabile (almeno per il momento), infatti ho parlato solo di manga. Leggo spesso gli scan online, quasi sempre per decidere cosa acquistare.

  68. NuradesNo Gravatar says:

    Ho scoperto con enorme piacere che il Sony 650 può mettere anche i .pdf in orizzontale. Gran lettore.

    x Simon, ripeterò ciò che già è stato scritto. E’ evidente che il tuo oculista è molto esperto di occhi, giustamente. Invece non sa cosa sia un eReader o la tecnologia eInk. L’eInk è stato sviluppato proprio per ovviare al problema della retroilluminazione che affatica l’occhio. E’ vera e propria carta elettronica e si basa solo sul contrasto bianco/nero, senza nessuna illuminazione. Quindi va benissimo anche e soprattutto per chi legge a pupille dilatate :)

  69. ZweilawyerNo Gravatar says:

    Sei riuscito a pescare il concept di un reader che, se verrà realizzato, avrà di certo una tecnologia e-ink. Basta Kenar, ti prego. Al contrario di pc, notebook, netbook, palmari e cellulari, gli e-reader non sono retroilluminati. Non li conoscevi e hai sparato due banalità per sentito dire, ora pero ti abbiamo spiegato come stano le cose. Errare è umano, perseverare…

  70. zerosNo Gravatar says:

    Perseverare è trollesco? :) Temo di sì! ^_^
    Sto pensando di farmi un regalo post-natalizio, ma 1) sti cavolo di e-book in vendita costano ancora un occhio della testa 2) non so quale modello scegliere :( Per contro, la pirateria è taaaanto coccolosa e rifornita ^_^
    Vedrò a gennaio…

  71. ZweilawyerNo Gravatar says:

    Per il modello (sempre che tu voglia un 6″) la scelta è fra Kindle 3 e Sony 650, con il booken Orizon leggermente distanziato. Il range di prezzo va dai 150 euro del Kindle ai 250 del Sony.

  72. zerosNo Gravatar says:

    Ho visto i modelli in esposizione alla Fnac di Milano (sotto chiave manco fossero i gioielli della corona!) e punterei sul 6”, resta la questione del prezzo e di fare la grande mossa ^_^

  73. KenarNo Gravatar says:

    sta d fatto che a me non piace, e il fatto di sentirmi dire che non capisco nulla o percepire toni accondiscendenti mi infastidisce, perchè essere giudicato solo perchè non mi piace leggere su uno schermo mi sa di stupido.

  74. TaminiaNo Gravatar says:

    Secondo me è orribile leggere in formato eletronico :-|
    Insomma, ho letto in pdf un libro e un paio di manuali di scrittura, ma da qui a leggere tutto così ne passa.

:p 8) :lol: =( :8 ;) :(( :o: :[ :) :D :-| :-[) :bloody: :cool: :choler: :love: :oups: :aie: :beurk:

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