Alcuni server reggono ancora. Ci permettono di leggere e postare sulla rete brandelli di informazioni, trucchi e strategie per sopravvivere. “Sopravvivere” è una parola enorme. Vi ricordate, la usavamo per gli operai che non riuscivano ad arrivare alla fine del mese, per glii automobilisti, per ogni stronzata: “sopravvivere alla giungla metropolitana”, “sopravvivere con 1000 euro”… Ora che conosciamo il suo vero significato daremmo tutti un braccio per essere quell’automobilista imbottigliato sulla Colombo o quel’operaio sessantenne curvo sulla catena di montaggio.
Lo so, non vi frega un cazzo dei miei pensieri, quindi passo a darvi una notizia interessante. Il Giallo che tenevamo prigioniero è morto… per la seconda e ultima volta. Sessantaquattro giorni senza mangiare prima di tirare le cuoia. Questi figli di puttana sono resistenti.
Dall’ultimo messaggio non è morto nessuno. Abbiamo cibo, acqua, armi e qualche ora di energia elettrica a settimana. Teniamo duro.
Come diceva Optimus Prime in un film che vidi qualche anno fa (Dio, sembrano passati quarant’anni!): “Noi siamo qui. Noi aspettiamo”.
Scriverò qualche riga ogni settimana o due.
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Ottimo incipit, mi è piaciuto molto!
L’introduzione che fai alla tua storia survivalista mi ricorda in qualche modo il primo “Terminator”, con gli umani ridotti a ratti costretti a vivere in luridi bunker.
Sull’idea di tenere i Gialli imprigionati per studiarli… ci sto pensando anch’io.
Inutile dire che ho aggiunto il tuo contributo alla pagina ufficiale del progetto!
Ehm… cosa sarebbe ciò?
Un esperimento di racconto a puntate e di scrittura condivisa
Carino, ma troppo corto
L’idea di studiarli è molto “io sono leggenda” e dei gruppi di predatori post-apocalittici di macnab da molto “l’ombra dello scorpione”…o forse sono io che di questo genere non conosco niente?
Una idea che ho trovato interessante si trova in “the cell” di King: una sorta di evoluzione in una mente collettiva. Lì è molto marcata tanto da sembrare sovrannaturale.
Interessante, qualche giorno fa stavo giusto pensando a cosa avrei fatto in una situazione simile. Questo è il giusto stimolo per scriverlo. il background c’è già, aggiungo solo che cosa sta succedendo sull’isola. I porci sono arrivati sulla maddalena da qualche anno, l’isola nell’isola è totalmente off limits (da quanto ho letto). La mia folle idea di vendetta è rinviata. Per ora ho altro a cui pensare, sopravvivere ad esempio.
@Lessà: letto e condiviso il tuo contributo, tra l’altro molto valido (a meno che non mi stia confondendo clamorosamente).
@Guardiano: in realtà la mia storia è un mix di molte suggestioni diverse. Gli altri blogger stanno spaziando un po’ seguendo il loro istinto. Il bello è anche questo.
Per quanto mi piacerebbe inserire qualche “spunto sovrannaturale”, eviterò derive religiose, come quelle di King ne “L’ombra dello scorpione” (un ottimo romanzo rovinato da un finale stupido).
Nab volevo avvertirti che farò i miei interventi sul tuo blog e non qui, in modo da mantenere tutti i post concentrati da una sola parte.
Grazie McNab!
No, penso che non ci siano molti “lessa” in giro!
hummm…
Dipende da cosa intendi per “religioso”…
anche se può sembrare, non si parla di religione…
La vecchia crede di parlare con Dio, ok…ma è presentata come una sensazione personale messa in discussione da molti altri protagonisti più pragmatici.
Un qualcosa simile a “The Cell” invece sarebbe carino…un sovrannaturale genetico stile branco di pesci o uccelli.
La coscienza di gruppo si evolve così tanto da sembrare una unica mente.
http://it.wikipedia.org/wiki/Comportamento_collettivo_degli_animali
Quindi ce l’hai fatta anche tu?
Sono barricato con mio fratello in un cazzo di Hooters a San Diego. Ci siamo portati dietro il Generac che avevamo in garage e un vecchio laptop. Siamo riusciti a riattivare la corrente, ma qualcuno dovrà uscire a riempire il serbatoio.
Vicino a Marker Street c’è un benzinaio, spero solo che sia rimasto qualcosa nelle pompe. Se il frigo smette di funzionare siamo fottuti.
Se i Chupa ci trovano, siamo fottuti.
Se quei fagiolai-salta-confini dell’ Ejército de Liberación de Jesús ci trovano, siamo fottuti.
Fottuti messicani. L’altra settimana, un coglione ha provato a ragionarci: lo hanno legato, lo hanno inculato e gli hanno fottuto la macchina. Lo hanno lasciato in mezzo al parcheggio. Lo stronzo continuava ad urlare e a piangere. I Chups lo hanno sentito e sono arrivati; se lo sono ciucciato per bene il rottoinculo. Per colpa sua siamo rimasti 3 giorni senza corrente e senza cibo.
Almeno Internet funziona.
Uriele ti conviene incollare il pst da McNab. Questo voleva essere solo un post pubblicitario dell’iniziativa Survival Blog.
Per ora posso solo dirti che scrivi in modo molto cafone.
Era ora che ti mettessi a fare qualcosa sul serio, dato che Zodd è ormai produzione vecchia!
Ciao Andrea, il Survival Project è un esperimento di narrativa condivisa molto interessante, magari potresti provare anche tu
è bello sapere che ci sei anche tu tra i sopravvissuti che resistono ai Gialli. Fa un gran piacere saperlo. Quanti, invece, saranno morti o peggio?
Zwey quando ci delizierai con la seconda parte del tuo racconto? Che fine ha fatto lo smontatore di pannelli solari?
Son fottutamente curioso.
ottimo inizio … attendo una continua …
: )
controlla il mio post !
Benvenuto Helan, in caso non lo avessi ancora fatto, segnala il tuo blog al promotore del progetto Survival Blog, McNab75.
[...] altri lo faranno, quindi ecco il mio piccolo contributo in punti. 1) PARTECIPAZIONE: visto il breve post a tema di Zwei, mi sono incuriosita, sono andata a vedere da dove venisse l’idea e me ne sono [...]