La lunga guerra fra Roma e Ctesifonte, portata avanti per secoli e conclusasi solo con la battaglia di Ninive, è uno degli eventi più interessanti del tardo-antico. Purtroppo, a causa della visione eurocentrica di molti storici, è anche uno dei più bistrattati. Mentre l’Europa era in piena fase “melting pot”, in Oriente le istituzioni e la società romana continuavano ad esistere, così come i nemici storici delle province mediorientali: i Sasanidi. L’ultima stirpe persiana non rinunciò alle proprie mire espansionistiche fino all’ultimo istante di vita, costringendo Costantinopoli a un enorme sforzo bellico per buona parte del VI e l’inizio del VII secolo.
Alla fine di questa guerra, segnata da centinaia di migliaia di morti (ricordiamo anche le contemporanee epidemie di peste bubbonica), entrambe le potenze si trovarono dissanguate dal punto di vista economico e militare e, sfortunatamente per loro, nello stesso periodo le armate dell’Islam uscirono dall’Arabia con il coltello fra i denti.
L’ultima parte della guerra Romano-Sasanide durò quasi trent’anni (602-628), e fu caratterizzata da due fasi. Nella prima (fino al 621 circa), i Sasanidi riuscirono ad annettere quasi tutti i territori romani, mentre nella seconda iniziò la grande controffensiva di Bisanzio. L’assedio di Gerusalemme fu uno dei momenti più tragici della prima fase, sia in termini di vite umane che simbolici.
Il generale sasanide Shahrbaraz, giunto in vista delle mura alla testa di un enorme esercito, offrì alla cittadinanza una facile resa senza spargimenti di sangue, che però fu rispedita al mittente. I Persiani attaccarono il 15 Aprile, forse senza sapere che la forza militare posta a difesa della città era ridottissima. Stando ai resoconti del tempo, anche il contingente guidato dal monaco Abba Modestus se la diede a gambe non appena vide le dimensioni dell’esercito sasanide (lasciando il buon Modestus da solo), mentre gli uomini sulle mura andarono a nascondersi nei fossi, nelle cantine e nelle cisterne. Naturalmente, la fonte cristiana (in armeno “Antiokh Strateg, Playnenie Jerusalima Persami”) ci rassicura sulla sorte del monaco, che era salito su una roccia circondata dai nemici:
But God, who preserved the prophet Elisha and destroyed the murderers who came against him before they sighted him, darkened the eyes of the enemy, and preserved His servant unscathed. And he peacefully went down to Jericho.
Per la cittadinanza invece, le cose andarono molto peggio. Al ventunesimo giorno di bombardamento – i sasanidi utilizzavano baliste e catapulte proprio come i romani – , una sezione delle mura di Gerusalemme crollò, permettendo al nemico di irrompere in città.
La gente cercò rifugio nelle chiese e negli edifici sacri, ma i Persiani massacrarono tutti. Non ci fu pietà per nessuno. I bambini vennero fatti a pezzi davanti ai genitori, le donne stuprate ed uccise (il resoconto ci tiene a precisare che non vennero risparmiate né le vergini, né le vedove), i sacerdoti sgozzati nelle chiese, gli uomini in armi trucidati con le loro stesse armi.
Il massacro terminò dopo quasi 3 giorni e 50-60.000 morti. Poco dopo, il comandante persiano si rese conto che parte della popolazione doveva essersi salvata, quindi mandò i suoi uomini per le strade ad annunciare che tutti i sopravvissuti sarebbero stati risparmiati:
Fear not. For the sword is put away from you, and by me is granted peace.
Gli abitanti uscirono dai loro nascondigli e si radunarono davanti a Shahrbaraz, che si dimostrò interessato a tutti coloro i quali avessero confidenza con “l’arte del costruire”. Prese quindi architetti e ingegneri, mentre fece gettare gli altri superstiti nella piscina di Mamilla, una riserva d’acqua fatta costruire da Ponzio Pilato a poca distanza dalla città. Accalcati gli uni sugli altri, molti cristiani morirono per soffocamento. Ma il peggio doveva ancora venire.
Infatti, a questo punto, nell’ Antiochus Strategos si parla del ruolo avuto dagli ebrei nella vicenda. Probabilmente, si tratta di un brano poco conosciuto, che ha subito una vera damnatio memoriae dopo l’Olocausto. Di certo gli ebrei, visto il loro astio secolare nei confronti della dominazione romana, ebbero un qualche ruolo nella presa della città (forse presero parte al massacro dei cristiani), ma penso che quanto scritto in questo brano sia un’aggiunta alla vera storia dal significato simbolico:
…the Jews approached the edge of the reservoir and called out to the children of God, while they were shut up therein, and said to them : ‘If ye would escape from death, become Jews and deny Christ; and then ye shall step up from your place and join us. We will ransom you with our money, and ye shall be benefited by us.’
Insomma, gli Ebrei avrebbero pagato il riscatto dei cristiani se si fossero convertiti al giudaismo. Gli Ebrei, avari e ricchi, disinteressati alla vera spiritualità e capaci di corrompere degli innocenti con il vil denaro: questo era il messaggio che voleva far passare l’autore. Come da copione, i cristiani rifiutarono. Morirono tutti di fame e di sete, oppure passati a fil di spada dai magnanimi soldati persiani.
Una versione ancora peggiore è quella riportata dal giornalista Israel Shamir:
Vi era anche una piccola e ricca comunità ebraica che viveva al centro del paese, principalmente a Tiberiade o sulle rive del Mare di Galilea. I loro letterati avevano appena completato la stesura del Talmud, che codificava la loro fede, il Giudaismo Rabbinico; ma per le istruzioni essi si rivolgevano alla prevalente comunità ebraica della Babilonia Persiana. Nel 614, gli ebrei palestinesi si allearono con i loro correligionari babilonesi e aiutarono i persiani nella conquista della Terra Santa. Subito dopo la vittoria persiana, gli ebrei perpetrarono un imponente olocausto dei Gentili di Palestina. Bruciarono chiese e monasteri, uccisero monaci e preti, bruciarono libri. La meravigliosa basilica dei Pesci e dei Pani di Tabgha, l’Ascensione sul Monte degli Olivi, Santo Stefano, sita di fronte alla Porta di Damasco e Hagia Sion, sul Monte Sion, sono solo la punta di diamante di ciò che andò perduto. Pochissime chiese sopravvissero al massacro. La Grande Laura di San Sabas, costruita sul fondo di Wadi en-Nar, si salvò a causa della sua collocazione remota. La Chiesa della Natività sopravisse miracolosamente: i persiani recalcitrarono agli ordini degli ebrei, rifiutandosi di distruggerla a causa dei mosaici raffiguranti i Magi, che essi riconobbero come ritratti di re persiani.
Questa devastazione non fu il crimine peggiore. Quando Gerusalemme si arrese ai persiani, migliaia di cristiani divennero prigionieri di guerra e furono ammassati nell’area di Mamilla Pool. L’archeologo israeliano Ronny Reich scrive: “Furono probabilmente venduti al miglior offerente. Secondo le stesse fonti, i prigionieri cristiani al Mamilla Pool furono comprati da ebrei e poi furono massacrati nello stesso luogo”. Un testimone oculare, Strategio di San Sabas, fu più vivido: “Gli ebrei riscattarono i cristiani dalle mani dei soldati persiani per pochi denari e furono uccisi alla Piscina di Mamilla, che si riempì di sangue“. Nella sola Gerusalemme furono massacrati 60.000 cristiani palestinesi.
L’impietoso bodycount finale viene riportato sia nel testo georgiano, sia in un frammento arabo (i numeri fra parentesi, che spesso differiscono dal dato gerogiano).
For we found in the court of the government 28 (18) persons. In the cisterns we found of the slain 275 (250) persons. In front of the gates of Holy Sion we found 2270 persons. At the altar of the Holy New we found 600 (290) souls. In the church of St. Sophia we found 477 (369) souls. In the church of Saints Cosmas and Damian we found 2212 (2112) souls. In the Book room of Holy New 70 souls. And we found in the monastery of Holy Anastasis 212 souls. And we found in the market place 38 souls. In front of the Samaritan temple we found 919 (723) souls. In the lane of St. Kiriakos we found 1449 (1409) souls. And we found on the western side of Holy Sion 196 (197) souls. At the gate Probatike we found 2107 souls. In the passage of St. Jacob we found 308 (1700) souls. In the flesher’s row we found 921 souls. And we found at the spring of Siloam 2818 (2318) souls. And we found in the cistern of Mamel 24,518 souls. In the Gerakomia of the patriarch we found 318 souls. In the place called the Golden City 1202 souls. In the monastery of Saint John we found 4219 (4250) souls. In the imperial Gerakomia 780 (167) souls. We found on the Mount of Olives 1207 souls. On the steps69 of the Anastasis we found 300 (83) souls. In the place of Little Assembly we found 202 (102) souls. In the place of Large Assembly we found 317 (417) souls. In the church of Saint Serapion we found 338 souls. We found in front of Holy Golgotha 80 souls. We found in the grottos, fosses, cisterns, gardens, 6917 (6907) souls. At the Tower of David we found 2210. Within the city we found 265 souls. Just where |516 the enemy overthrew the wall of the city we found 9809 (1800) souls. And in Jerusalem we buried many others in addition that were massacred by the Persians beside these saints. The total number of all was 66,509 souls. . .
Oltre a questo, il generale Shahrbaraz strappò la Vera Croce (alcuni parlano anche della lancia Santa) dal luogo in cui veniva custodita e la portò in trionfo a Ctesifonte.
E’ facile immaginare che, in quel momento, i Sasanidi fossero convinti di riuscire ad annientare per sempre Bisanzio. Riuscirono addirittura ad annettere l’Egitto, seguito dall’intero medio Oriente. La sola Gerusalemme rimase in mano Sasanide per quindi anni. Eppure, proprio dopo la conquista di Gerusalemme, fu scritta una famosa sura del Corano davvero profetica:
“Sono stati sconfitti i Romani, nel paese limitrofo; ma poi, dopo essere stati vinti, saranno vincitori, tra meno di dieci anni – appartiene ad Allah il destino del passato e del futuro – e in quel giorno i credenti si rallegreranno dell’aiuto di Allah: Egli aiuta chi vuole, Egli è l’Eccelso, il Misericordioso.” (Corano, 30:2-5)
Peccato che nella sura dopo non ci sia la previsione più ovvia, ovvero l’asso piglia tutto calato dai successori di Maometto, con buona pace di Romani e Persiani.















Un bell’articolo per una storia poco conosciuta. Ottimo come sempre.
Argh, mi ero dimenticato di un errore nella parte finale dove dici che “rimase in mano sasanide per quindi anni”.
Scusa il doppio post
Piccolo errore di copia-incolla. Nell’edizione critica pietroburghese del 1909 il testo di armeno era intitolato “Plenenie Jerusalima Persami”. Titolo russo, quindi, non armeno
Bel massacro.
Devo dire che non capisco perchè la città non si sia arresa subito, tanto più che Gerusalemme è, ad essere gentili, una città che cade facilmente.
Non so se nel VI-VII secolo le mura fossero messe diversamente, ma ho presente come erano nella I e III crociata e… sant’iddio, i lati nord ed est sono orrendi (tant’è che i due assedi durarono una settimana).
Me le immagino le catapulte sul monte degli olivi a bombardare in allegria dall’alto… perciò: perchè non evacuare la città o perlomeno arrendersi?
Articolo molto interessante, avendo tempo non sarebbe male approfondire (quando la pila di libri da leggere diminuirà… ma da quando seguo questo e altri siti non fa che aumentare).
Qualche refuso:
• nell’ Antiochus
• reservoir and
• them :
•“Gli ebrei riscattarono i cristiani dalle mani dei soldati persiani per pochi denari e furono uccisi alla Piscina di Mamilla, che si riempì di sangue“: qui un refuso e un dubbio; il refuso, le virgolette a chiusura sono aperte. Il dubbio: “Gli ebrei [...] furono uccisi alla Piscina di Mamilla”; per come scritto, sono gli ebrei a essere stati uccisi. Errore di traduzione, svista, o cosa?
• gerogiano
• E’ facile (per fare facilmente “È” e caratteri insoliti, consiglio AllChars).
Perdonatemi, ma con il nuovo lavoro sono venuti a mancare i tempi morti che avevo prima, quindi scrivere è diventato davvero difficile. Grazie delle correzioni, stasera aggiornerò l’articolo.
Perdonarti di cosa? Tu scrivi gli articoli, aiutarti con correzioni minori mi pare il minimo
E io che credevo che non facessero proselitismo…
Sob, questo post ha avuto meno successo di un Masai a un test del QI
E’ una parte di Storia che non ho molto sudiato, quindi è stato interessante leggere l’articolo. Solo una domanda: se la città non aveva soldati e le difese facevano pena, perché non essersi arresi subito?
Poi si trae un importante insegnamento: se ti sei salvato, nascosto in cantina, mentre un pazzoide armato di scimitarra fa strage nella tua città, se quello stesso pazzoide se ne esce con: “Hey, all right, abbiamo finito la festa, vieni fuori e non ti farò male”, resta in cantina!
E non lamentarti dell’insuccesso dei post, che non è vero =p
Però non credo di aver capito bene. Secondo quelle fonti, gli ebrei avrebbero riscattato i cristiani che si convertivano… per poi mandarli a morte comunque?
Essì, direi anch’io.
il passaggio perpetrato su chi la pensa diversamente (in questo caso ebrei vs cristiani) dopo qualche decennio musulmani vs ebrei-cristiani-parsi mi ricorda per l’ennesima volta perchè do ragione a B.Russel…
P.S. in generale a Storia questa parte viene