Avevo decisamente deciso di lasciar perdere l’Evocatore, nonostante lo avessi comprato immediatamente. La Casini Editore aveva messo rapidamente online il download del romanzo gratuitamente in formato digitale, e quindi volevo premiarla cioccolosamente evitando una recensione che avrebbe gravato rovinosamente sulle vendite cartacee. Ciononostantemente, andando avanti con la lettura di Amon trovavo sempre più interessante(mente) lo stile dell’autrice e l’editing caprinamente portato avanti prima della pubblicazione.
L’Evocatore fa l’occhiolino al lettore dal suo rifugio sicuro, un scatola simil-videogame tappezzata dai bei disegni di Sara Forlenza. Qui la Casini ha avuto una buona idea, visto che molti lettori (alcuni dei quali mi hanno contattato) sono caduti nel trappolone. Semplicemente, non hanno resistito: poveri piccoli zingarelli davanti a una vecchina con la borsa aperta.
I trafiletti roboanti riportati sulla scatola danno un’idea dell’epicità della storia.
Il Mondo conoscerà un nuovo livello di crudeltà
Manco per niente. L’Evocatore non spaventa, non è violento, non è crudele. La maggior parte del sangue che scorre è quello di Daniel, l’Evocatore-emo che si taglia per evocare demoni con evidenti tare mentali.
Un’epoca buia ha inizio
Questa frase penso sia riferita alla letteratura fantasy italiana. Arsalon, Amon, l’Aurora delle Streghe, il Re Nigga, Sitael… l’equivalente di un fallout nucleare.
Uno scontro che dura da millenni. In un mondo popolato da demoni, l’antica lotta tra druidi ed evocatori sta per subire una svolta improvvisa.
I nemici peggiori di Panoramix non erano i romani? Comunque, vi anticipo che non solo è brutta l’idea, ma anche la realizzazione.
Combattimenti epici e rituali perduti. Può un druido con il suo famiglio tener testa a un demone galb? E basterà un esercito di scheletri a fermare la brama di sangue di un demone incendiario?
Combattimenti idioti, senza pathos, e rituali tutti uguali, conditi da pippe mentali a raffica. Quanto alle due domande, sì e no.
Scopri il mongo di Amon Saga. Oltre alle illustrazioni e alle appendici presenti nel volume, sul sito di Amon Saga troverai materiale inedito di Paola Boni, illustrazioni esclusive di Sara Forlenza, booktrailers e molto altro ancora.
Buoni i disegni, ennesima prova che Sara Forlenza sa il fatto suo, ma il sito è copiato spudoratamente da quello di Diablo III.
Bello il trailer. Proprio bello. Na cagata a scoppio (aka cagata steampunk, messa per il Duca).
Insomma, come si può resistere a una simile intro? Cioè, è troppo fkssmo sto libro! Anche io non ho resistito. Complice il prezzo abbordabile, solo 18 eurozzi – 3 o 4 dei quali per la scatolina di cartone ultracool che diventerà una piadina nella vostra biblioteca dopo 15 minuti – l’ho acquistato anch’io. Insomma, visto che mi ha sempre affascinato sta roba delle evocazioni, dei demoni, cioè satana e i pentacoli, cioè ste cose che vanno contro la religione che è uno strumento di oppressione troppo malvagio, sfogliare questo libro mi sembrava la cosa giusta da fare.
1. La trama
Daniel è un evocatore-emo (e ragiona come una donna, forse è pure un po’ frocio), Baal è la sua demonietta che fa finta di essere cattiva ma in realtà è una cucciolona, Claire è una puttanella cui bastano 5′ per decidere di seguire quel malandrino di Daniel in capo al mondo, il Sig. Gael è Mr. Giles di Buffy opportunamente camuffato, il tizio con il lupo è il druido punk che dovrebbe attirare fangirls a frotte ma in realtà è solo uno zoofilo convinto. Attraverso una serie di scene casuali, si ritrovano tutti a lottare contro il Cattivo Badass con le corna di un bue sulla capoccia e il membro equino stretto nel pugno.
2. Incredibilmente, ma anche improvvisamente. Rapidamente o lentamente?
Qualsiasi manuale di scrittura vi dirà che gli avverbi spezzano il ritmo, allungano il brodo, infastidiscono il lettore, insomma, è meglio evitarli per quanto possibile. In realtà non è che siano il male assoluto, specie quando si riesce a non utilizzare sempre gli stessi, ma ce ne sono più nelle 300 pagine di Amon che nelle 20.000 di Jordan. Non mi andava di contarli, ma sono sicuro che parliamo di oltre 1200 avverbi.
Visto che a dirlo così nessuno di voi mi crederebbe, in questa prima parte della recesnione cercherò di inserire il maggior numero di esempi.
Già la prima pagina funge da tragico presagio di ciò che sarà.
Trovava anche particolarmente divertenti e stimolanti i continui dibattiti che nascevano puntualmente fra lui e il professore e che difficilmente tutti gli altri studenti riuscivano a seguire. Ovviamente, pur sapendo di avere ragione nella maggior parte dei casi, Daniel evitava saggiamente di contraddire più di tanto il suo insegnante, così da non rischiare, con tutti i casini che aveva nella vita, di rischiare di essere anche bocciato all’esame.
Una cosa del genere non è accettabile, si tratta di puro dilettantismo. Già sarebbe difficile passarci sopra in un’opera autopubblicata, ma, trovandosi in un libro edito da una Casa seria, (che, per giunta, ha fatto di Amon la sua punta di diamante) accende nei miei muscoli (rigorosamente eterosessuali) una voglia sfrenata di linciaggio verbale . Ma che cazzo! Bei disegni, bella confezione, presentazioni altisonanti, e poi nel libro manca completamente l’editing. 4 avverbi inutili, che impastano la bocca solo a leggerli, più il “rischiare” clonato.
Se pensate che errori del genere siano presenti con il contagocce, vi sbagliate di grosso. Pagina 2:
Quando si trasformava a quel modo non poteva fare a meno di trovarla tremendamente attraente. Peccato però che lui fosse pienamente consapevole del fatto che quella bellezza, oltre a essere unicamente il risultato di una magia, era anche letale…
Nelle prime tre pagine ci sono 15 avverbi, 3 dei quali (ovviamente, puntualmente, incredibilmente) ripetuti due volte.
FAIL.
Ma la ripetizione dello stesso avverbio è roba da poco, specie se avviene solo due volte. Ecco cosa accade a pagina 3, 4 e 5:
…ma se non si fosse minimamente azzardata a far del male…
…occhi penetranti che non celavano minimamente la propria soddisfazione…
…per avere anche solo minimamente voglia di essere polemica…
Nelle stesse pagine, la Boni ficca con mestiere un’altra dozzina di avverbi, utilizzando (par condicio letteraria): maggiormente, velocemente, lentamente, immediatamente, apparentemente, decisamente, brutalmente, vagamente, totalmente, tremendamente e unicamente.

Voglio tagliarmi le vene immediatamente e velocemente, in modo da non morire lentamente, ma rapidamente. Trapasserò come ho vissuto, cojonemente.
Inutile dire che la narrazione, già contorta a causa la pessima sintassi e della punteggiatura randomizzata, diventa insopportabile. Roba da pubblicazione con contributo di infimo livello.
Per evitare di annoiarsi, editor e autrice devono aver deciso di sfidarsi sul terreno del funambolismo avverbiale. In Amon infatti c’è una vera e propria corsa alla sperimentazione delle soluzioni più oscene e blasfeme (c.d. menghelizzazione della narrativa).
Il terrore che sua madre potesse non tornare gli tolse completamente il respiro. Aveva paura, sentiva un caldo asfissiante e la gola gli si era completamente serrata.
Uhm, una bella doppietta, ma si può fare di meglio.
Ah, ricordo che qui sto parlando solo di avverbi, ma avrete capito che anche il Mostra Non Raccontare viene preso a calci nei cojoni per 300 pagine.
Ora possiamo continuare.
…si avvicinò lentamente, guardandola dalla testa ai piedi con uno sguardo che rasentava il compassionevole. L’aria si caricò improvvisamente i elettricità: era la rabbia di Baal che crescendo a dismisura poteva essere percepita quasi fisicamente. Non sopportava l’idea di quella maledetta strega compatisse la sua situazione. Scoprì le zanne soffiando come un felino minacciato: – Tu non hai idea di con chi hai a che fare… – Nehenia rise sfacciatamente. – Oh, sì che lo so invece… Io so tutto di te tesoro…- disse avvicinandosi lentamente.
Bel colpaccio! Five in a row con doppietta di “lentamente”! Sarà difficile fare di meglio.
Il demone scrollò leggermente le spalle. – Assolutamente sì. L’uomo sembrò visibilmente seccato…
Tre in nove parole, però non c’è la doppietta. Sono deluso.
Una splendida ragazza dai corti capelli scuri si stava effettivamente avvicinando con uno sguardo incredibilmente deciso. – Tu sei Daniel, non è vero?- Il ragazzo rimase a fissarla in silenzio per un attimo. Era davvero splendida, incredibilmente alta, dalla pelle bianchissima e gli occhi di fuoco che sembravano voler analizzare ogni cosa penetrando oltre la superficie per carpirne l’essenza.
Già meglio. Doppietta, descrizione penosa (incredibilmente alta quant’è, due metri?) e dramma finale con occhi di fuoco ed essenza carpita. Tenete a mente la costruzione Incredibilmente + aggettivo, perchè è un tema ricorrente di questo grazioso fantasy.
Gli venne un terribile mal di testa. Tutta questa storia gli stava sfuggendo di mano. Si sentiva terribilmente arrabbiato scoprendosi così dannatamente impotente. Improvvisamente un latrato attirò la sua attenzione.
Qui ho gradito la simmetria terribile-terribilmente e i 3 avverbi su 6 parole. Strano siano sfuggiti all’editing, fino a questa pagina era stato meticoloso.
Improvvisamente, i rumori provenienti dall’esterno si attutirono…
Improvvisamente, i colori della stanza svanirono…
Improvvisamente, il vento portò un fresco odore di pioggia…
Improvvisamente, quando la bambina scomparve…
Improvvisamente una voce estranea spezzò quel canto perfetto…
Non vale Zwei, qui hai preso tutti i periodi che iniziano con “Improvvisamente” e li hai appiccicati insieme, sei sleale! Ahimè, temo di no, questi sono periodi tratti dalle pagine 84-87. Avessi contato da pagina 80 a 90, le frasi capitanate dall’avverbio indagato sarebbero state 7. In generale, sembra proprio che l’autrice voglia costruire ogni accelerazione/rallentamento della narrazione attraverso gli avverbi. Da qui la mole impressionantemente di “Improvvisamente”, “Immediatamente”, “Velocemente”, “Rapidamente” e “Lentamente”.
Improvvisamente, Daniel sentì degli artigli affilati strappargli completamente i vestiti…
(20 righe dopo)
Improvvisamente, sentì qualcosa afferrarlo per le caviglie e trascinarlo rapidamente verso il basso. In un attimo il sangue lo sommerse, lo sentì entrargli in gola, nelle narici, soffocandolo lentamente. Si arrese completamente…
(12 righe dopo)
…sentiva le braccia staccarsi lentamente dal corpo…
Mi illumino d’immenso. Questo sì che è un vero peso massimo della putredine. Ben tre doppiette in una trentina di righe e altri due periodi con “Improvvisamente”. Tuttavia, non abbiamo ancora raggiunto la vetta, anzi, il fondo del barile radioattivo.
Daniel aprì gli occhi, sentendosi incredibilmente sereno…
…Claire si comportava come una ragazza incredibilmente aggressiva…
Le sue iridi erano ancora multicolori e lo fissavano luminose e incredibilmente intense.
Dodici righe dodici per stipare un’altra tripletta. Anche la descrizione dei personaggi e dei loro stati d’animo avviene grazie ad un avverbio. Nulla di casuale, la scelta ricade sempre su “Incredibilmente” seguito da un aggettivo: incredibilmente bella, incredibilmente alta (vedi sopra), incredibilmente attraente, incredibilmente grande ecc… Nell’ultima frase c’è un po’ una summa della Boni-scrittura: avverbi e aggettivi, tutto il resto è noiaaaa (da leggere ad alta voce con la voce sgraziata di Califano). Un altro esempio?
L’uomo che aveva di fronte mostrava un’aria incredibilmente autoritaria. I suoi occhi chiari erano freddi come il ghiaccio e i capelli bianchi e la pelle incredibilmente pallida, lo facevano sembrare uno spettro.
(4 pagine dopo)
L’uomo era incredibilmente stanco e provato
(4 pagine dopo)
…sul suo viso incredibilmente pallido.
Anche qui è tutto molto bello. La punteggiatura, gli aggettivi e l’immancabile doppietta creano quella magia descrittiva che solo pochi altri autori sanno rendere così bene.
Avvertiva la sua magia affievolirsi dentro di lei, fino a diventare poco più di una piccola scintilla che tentava disperatamente di restare accesa. Si morse il labbro cercando disperatamente di restare sveglia…
Come ho già detto, la politica della Boni e della Casini è favorevole alla par condicio. Ancora:
Guardò il figlio con un’espressione terribilmente triste…
…si lasciò aiutare sentendosi terribilmente in colpa…
…la risata che fece sua madre in quel momento sembrò terribilmente forzata.
E vi assicuro che sto riportando solo i casi più eclatanti. Dovessi segnalare ogni filotto di avverbi sconclusionati avrei bisogno di una decina d’ore in più.
Lentamente cominciò ad accarezzarle l’essenza con la sua per aiutarla. – Per prima cosa, fà uscire il tuo potere all’esterno, lentamente, senza pronunciare incantesimi. Lascialo semplicemente andare… Non riusciva a capire bene ma si lasciò guidare dall’essenza di Connor, che fondendosi con la sua sospingeva lentamente la Magia verso l’esterno. Improvvisamente, sentì un dolore lancinante, come se qualcosa dall’interno stesse premendo violentemente sul suo petto per tentare di uscire.
Stavolta la tripletta è di “Lentamente”, ed è messa a segno in sole sette righe. Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare.
Aggiungo che verso la fine del libro c’è un’altra tripletta di “Lentamente”, che non citerò per mancanza di spazio.
A questo punto vi starete chiedendo tutti quanti avverbi è possibile stipare in 10, 20 o 30 righe. L’unico luogo in cui possiamo cercare una risposta sono le pagine di Amon.
Claire sentì improvvisamente mancare l’aria… Il ragazzo capì immediatamente che c’era qualcosa che non andava… i due videro una luce emergere dal buio sopra di loro e il signor Gael scendere rapidamente. I due ragazzi si allontanarono leggermente l’uno dall’altra per fare spazio all’uomo. Baal invece, senza dare il tempo all’Elementare di tornare indietro, si lasciò semplicemente scivolare giù… le lunghe ali le aderivano completamente alla schiena… si erano ritrovati in una stretta galleria dalle pareti scure ricoperte di scritti e scarabocchi apparentemente senza senso. Daniel era terribilmente a disagio.
Siamo a 8 in 23 righe (personate i puntini, ma non ce la facevo a scriverle tutte). Abbastanza, ma lontano dal record assoluto di 12 avverbi in una pagina (pag. 178). Evito di riportarlo, perchè si tratta della stessa pagina dei tre “Lentamente”. Vale la pena sottolineare che nelle pgg. 178-180 sono presenti 24 fottutissimi avverbi. Sapete cosa significa? NEW WORLD RECORD!
Prima parlavo del ritmo narrativo gestito tramite gli avverbi, quindi voglio mostrarvi un nuovo capolavoro:
Ormai la sua vita era andata completamente in pezzi, niente avrebbe potuto più aggiustare le cose. Pulì rapidamente la cucina… La ragazza entrò e si avvicinò lentamente al suo letto… Il ragazzo sentì il cuore aumentare i battiti e il sangue scorrergli più velocemente nelle vene… Lei sorrise con una malizia che stonava completamente con il suo viso… Claire rise mentre lentamente il suo corpo si scioglieva… … un dolore intenso che si diffuse rapidamente per tutto il corpo… Rapidamente, sferrò un altro pugno.
Anche qui ho tagliato dalle originali 30 righe circa (dove erano presenti altri avverbi, sob!). 3x Rapidamente, 2x Completamente, 2x Lentamente, 1x Velocemente. Ora ditemi se sono io che cerco il pelo nell’uovo o se siamo effettivamente, ineluttabilmente e, ovviamente, blasfemamente, di fronte a un EPIC FAIL dell’editor.
E ora rullo di tamburi prima del gran finale. Come in ogni spettacolo pirotecnico che si rispetti, ecco a voi il botto spaccatimpani:
… finchè questo non lo avvolse completamente
Tutto ormai aveva perso completamente di significato.
… avvolgendo completamente il cristallo…
… entrambi completamente immersi nel sangue…
… il ragazzo, completamente atterrito…
Li avete contati bene, sono 5 “Completamente” in 25 righe, e non sono soli. Li accompagnano altri 15 avverbi, stracciando il precedente primato di 24 avverbi in tre pagine. Signore e Signori. 20 avverbi in 2 pagine con tanto di cinquina. Questa è arte. Non potendo battere Arsalon sul piano dei contenuti, Amon decide di trascendere l’osceno dal punto di vista formale. E ci riesce. Cazzo se ci riesce!
Chiudo qui la prima parte della recensione. All’inizio avevo deciso di tagliare le citazioni, ma poi ho pensato che non voglio sentirmi dire “un paio di esempi non dimostrano niente”.
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Nella prossima puntata:
- Il POV trottola
- Baal, tutta chiacchiere e distintivo
- Ritornano gli “MCC (Ma Che Cazzo!?) Moments”
- boh, devo ancora decidere cosa trattare negli altri paragrafi
p.s. segnalatemi eventuali errori che non ho avuto la forza di rileggerlo.















Alberello:
Anche senza entrare nella non assolutezza di quel comandamento, se è onnipotente può anche venir meno alle proprie leggi senza subire conseguenze (e, se le ha fatte, può sempre farsi una deroga).
La mia domanda non era “Perché le mie preghiere si e quelle di un altro no?”, sono in grado di darti mille motivazioni; la mia domanda era, mi cito: Perché “Alcune preghiere sono esaudite, altre no” potrebbe fare a meno della spiegazione; ma “Il Creatore può morire e l’Universo continuare a esistere” no?
Non sto dicendo che sia impossibile spiegare perché esaudisca solo alcune preghiere, ma che non capisco perché quello potrebbe fare a meno di una spiegazione, mentre la mortalità di Dio no.
@IlGuardiano
In linea di massima è semplice: quelli della tradizione cattolica.
Dio senza cambiare una virgola (muoverlo come personaggio mi risulta inutile e pure dannoso, troppo potente e perfetto).
Per gli angeli terrei comunque la base cattolica, ma rielaborandoli un po’.
Dei nove arcangeli “userei” spesso Michele (con alle spalle un rapporto stretto con il Cavaliere della guerra e Lucifero), Gabriele, Raffaele e Haniel in veste di aiutanti dei protagonisti.
Molto più frequenti gli angeli custodi dei personaggi. Le caratteristiche di questi non le ho ancora fissate tutte, ma quella fondamentale è che possono aiutare i loro protetti intervenendo direttamente (oltre i consigli da grillo parlante) solo nel caso di scontri con altri spiriti, angeli o diavoli che siano.
E questo è quanto.
Poi, in realtà gli angeli sono piuttosto secondari visto che la storia si svolge per metà all’Inferno. Infatti i diavoli sono quelli su cui ho le idee più chiare.
Per quel che riguarda l’esempio: in teoria, sì. In pratica quella scena dovrebbe svolgersi molto in là nella storia (trattasi di 4 su 5 ipotetici libri) e da come sto ripensando il tutto potrebbe anche non avvenire mai.
Comunque, parlando di diavolo cristiano, s.Agostino afferma che se Dio glielo permettesse, questo ci ammazzerebbe tutti in un istante. Ora, dovendo sottostare i demoni a moltissime limitazioni nei danni che possono fare agli umani, se l’attacco è portato con qualcosa di materiale, un corpo che si intromette ferma l’attacco. Certo, il diavolo potrebbe manipolare la materia, che so, trasformare la spada in modo che questa si allunghi e deformi, ma con lo stato mentale in cui si trova in quella scena non ci pensa e non gliene viene dato il tempo.
e, prima che qualcuno gridi al Deus ex, no. Nessun Deus. Ora di quella scena una seccante creatura se lo sarà lavorato per tot di tempo e qualcosa sarà cambiato.
Mi scuso per il post chilometrico e quoto il pezzetto riportato sotto
Più che conflitto d’interessi parlerei di principio di non contraddizione (che di questi tempi dev’essere espatriato da molte zucche)
Il principio di non contraddizione (che dice solo che A e non-A non possono essere veri allo stesso tempo) non fa sí che un comandamento dato da Dio all’Uomo impedisca a Dio di uccidere… si può dire una cosa e farne un’altra, essendo onnipotente può anche uscire dalle regole che crea, e non è detto da nessuna parte che i comandamenti – dati agli Uomini – si applichino anche a Dio.
E comunque, se non potesse infrangerla non sarebbe onnipotente, se non fosse onnipotente verrebbe meno una caratteristica di Dio come visto dal cattolicesimo.
Sottolineo inoltre che “Non uccidere” non è assoluto; rimanendo nello specifico caso del cattolicesimo, visto che hai detto che nel tuo libro ti rifai a esso, un esempio è la pena di morte: “L’insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell’identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l’unica via praticabile per difendere efficacemente dall’aggressore ingiusto la vita di esseri umani” (Catechismo 2267).
Prendere spunti da altre opere può sempre giovare a chi non riesce a trovare idee originali per i suoi lavori. Le mie basi sono ridicole perché prendo spunto da film, mentre le tue sono solide perché prendi spunto da romanzi di Pullman? Non concesso, parliamo sempre di fantasia, non importa in quale forma.
Certo che puoi, ma io risponderei sticazzi.
LOL Purtroppo ho il brutto vizio di argomentare con esempi o citazioni le mie tesi e questo diluisce il contenuto centrale. Non mi accontento di dire che qualcosa è ridicolo, ci tengo a spiegare anche il perché.
Ah si? Deve avermi ingannato quando Cecilia ha scritto: “Cioé, se il creatore dell’universo muore (ed essendo il Dio cristiano, l’esistenza di questo è veicolata a Dio)”
E tu hai risposto:
“Hai letto la trilogia “Queste Oscure Materie”?
SPOILER
lì c’è il Dio cristiano e la chiesa cristiana e gli angeli cristiani”
E ancora: “Tu mi parli di Dio cristiano (e quindi del diavolo cristiano)”
Hai giusto dimenticato di scrivere cristiano per non lasciare dubbi. LOL Lei diceva che secondo lei il Dio cristiano in quel libro non aveva senso, tu le hai risposto che il Dio cristiano può avere senso in un libro se si usa una modifica che ha fatto Pullman ed io ho risposto dicendo che il Dio cristiano può avere senso anche usando le motivazioni contenute in quei due film citati e quindi senza modificarne nulla.
@Mauro
Lì dipende dal carattere di Dio. Tecnicamente essendo Dio buono e giusto non dovrebbe fare leggi solo per poi scavalcarle alla prima occasione. Stiamo parlando di Dio cristiano, non del presidente del consiglio di un paese fantasy. Quando Socrate venne condannato a bere la cicuta, i suoi seguaci gli diedero la possibilità di fuggire, ma lui rimase perché aveva nella legge ateniese il massimo rispetto e sosteneva che se una legge si considera ingiusta bisogna discuterne fino a farla cambiare, ma mai infrangerla od opporsi ad essa perché è volontà dei cittadini. Lo stesso fece Gesù, il diavolo lo tentò in più occasioni dicendogli: “Sei il figlio di Dio, perché non chiami tuo padre e ti fai salvare/aiutare? Perché non scegli una scappatoia?” Ora, se l’ha fatto un uomo qualsiasi (Socrate) e l’ha fatto suo figlio (Gesù) troverei decisamente strano leggere in un romanzo che Dio fa quel cavolo che gli pare e se ne infischia delle leggi che egli ha creato (perché quello è il diavolo, sennò addio contrapposizione tra bene e male). A meno che ovviamente non sia il Dio cristiano, ma a questo punto può tranquillamente perdere la sua caratteristica di onnipotenza ecc.
Per la seconda questione ti chiedo scusa, avevo frainteso. Io sono dalla parte delle spiegazioni logiche (per quanto possibili) sempre e comunque. Una cosa che mi da sempre fastidio nelle opere sono i buchi nella trama del tipo: Succede così perché si.
Io sono d’accordo con Guardiano.
Il discorso qui non è legittimare l’onnipotenza del Dio cristiano reale, ma quello di un Dio cristiano nella fiction.
Le giustificazioni che valgono nella realtà (Dio non può esaudire tutte le preghiere perché creano contraddizione, Dio esaudisce solo le preghiere che ritiene opportune, Dio rispetta i dieci comandamenti) o persino nella fiction comica, in cui la coerenza di trama è meno importante (Dogma, Una settimana da Dio) non possono valere nella fiction “drammatica”, dove la coerenza e l’impressione che tutto discenda naturalmente dalla trama, senza deus ex machina, è vitale per l’appagamento del lettore.
Il problema sollevato dal Guardiano e da Mauro è reale.
Dire che Dio non interviene personalmente per non violare i comandamenti è senza senso. Dio potrebbe fermare i “cattivi” senza violarne alcuno, per esempio sigillandoli (molto cliché), facendoli diventare buoni (manipolazione mentale o semplice persuasione divina), facendo fallire automaticamente ogni loro tentativo di fare cose cattive. Che Dio scenda in campo, di per sé, non contraddice proprio niente, tant’è vero che nell’Antico Testamento Dio scende in campo di continuo.
Inoltre, che Dio preferisca lasciare agire i suoi ‘agenti umani’ invece che intervenire personalmente, dà luogo sempre a motivazioni puerili: non infrangere il libero arbitrio, non arrecare personalmente dolore neanche a chi se lo merita (i cattivi), etc. Sono puerili perché suonano puerili al lettore: “Cioè, tu mi stai dicendo che non muoverai un dito mentre Supersatana progetta di far fuoriuscire tutti i dannati dall’Inferno e torturare orribilmente tutti gli esseri umani per l’eternità perché, oh no, non vuoi che venga meno il libero arbitrio delle tue creature? Ma perché non ti ammazzi, tu e la tua morale mongola?”.
Quanto a miracoli e preghiere, il problema è reale. Nel libro può anche non essere spiegato perché alcune vengano esaudite e altre no, perché Dio faccia alcuni miracoli e altri no, ma l’autore deve saperlo, per filo e per segno – deve avere una spiegazione ferrea e logica. Se non ce l’ha, vuoldire che in realtà sta procedendo arbitrariamente, facendo fare a Dio quello che è comodo che Dio faccia per esigenze di trama: e il lettore se ne accorge, e a quel punto scaglia il libro fuori dalla finestra.
Ho riflettuto sull’argomento, e secondo me ci sono solo due modi per introdurre Dio in un romanzo serio senza far venire l’ulcera al lettore medio:
1. Dio non è davvero onnipotente, ha delle limitazioni che gli impediscono di risolvere la ‘crisi’.
2. Fare che Dio sia arbitro neutrale (e amorale) del conflitto.
Per la cronaca, il punto in cui in Dogma si tenta di fare una riflessione filosofico-religiosa seria, è il punto più basso, deprimente e trito del mondo, tanto che m’è venuta la tentazione di prendere il dvd e scagliarlo dalla finestra (anche se il resto del film m’è piaciuto).
@Tapiroulant: ti quoto ma…… hai stroncato anche il libro dei libri (la bibbia) dal momento che ci sono tutti i difetti che hai elencato !
@Zwei: sento le Gladiatrici piangere di soilitudine
a tutti: ma un pochino più di (cir)concisione negli interventi no? quasi non riesco più a caricare le pagine del blog
@Alberello
Onestamente mi scoccia andare a rileggere i tuoi post chilometrici per vedere chi ha interpretato male le parole dell’altro.
E mi scoccia fare dispute anche sulle virgole.
Ti rispiego i fatti, almeno come li ho capiti io. Se poi vuoi continuare a floodare fai pure.
Cecilia ha scritto/sta scrivendo un libro dove c’è il Dio Cristiano.
Quindi stiamo parlando del Dio del suo romanzo.
Nella realtà puoi credere
alle favoleal Dio che non interviene perché si è dato delle regole che nemmeno lui può infrangere, mi puoi anche spiegare quanto le tue preghiere sianolovvosepiù importanti delle altre eamenitàcose del genere. Se ti desse fastidio, potrei anche far finta di crederealle favole.A una
scemenzacosa del genere posso far finta di credere nella realtà, non nella fiction. E io continuo a non capire quando tu parli di realtà e quando di fiction.In un libro, come dice Tapiroulant, non è accettabile una giustificazione del genere. Come minimo lo candiderebbe al prossimo premio Fantatrash di Zwei.
Lo ha confermato anche Cecilia in un post di qualche ora precedente al tuo, bastava leggerlo per capire che effettivamente ha preso il Dio
cristianoCattolico e lo ha messo in un libro; quindi io stavo cercando di capire quanto fosse “cristiano” nel senso della tradizione cristiana e quando fosse “cristiano” solo di nome o per ispirazione. Scusami, forse avrei dovuto usare il termine Cattolico? Mea culpa…che palle.Vuoi ancora discutere di
fuffao hai capito?@Cecilia.
Se usi il Dio
CristianoCattolico, come giustifichi il suo non-intervento diretto (non voglio attaccarti, voglio capire che motivazione hai usato per non farlo intervenire…ormai si deve parlare così sennò si può fraintendere)?Per quanto riguarda il Diavolo
cristianoCattolico, c’è un problema simile a quello di prima.Se il Diavolo può intervenire in prima persona, allora devi dare una motivazione al perché Dio non lo fa.
Se il Diavolo è soggetto alle leggi di Dio, allora devi dare delle motivazioni sul perché. (E non importa S. Agostino. Nellà realtà lo puoi citare per motivarlo, nella fiction non puoi dare per scontato che tutti lo conoscano. E la motivazione di S. Agostino può aver valore solo in una realtà dove il Diavolo è un qualcosa di inconsistente, un qualcosa che agisce senza essere mai visto. Che si può credere o non credere in lui, che si può anche supporre la sua esistenza/inesistenza. Non è una argomentazione valida quando il Diavolo interviene palesemente.
parliamo sempre di fiction).Se il Diavolo è soggetto alle leggi di un Dio onnipotente, allora perché Dio permette al Diavolo di intervenire palesemente o anche solo influenzare negativmente la vita dei suoi prediletti umani?
E il “libero arbitrio” è stato così tanto usato da diventare un cliché.
Devi trovare motivazioni più profonde (e anche piùù meschine, sono quelle che mi piacciono di più).
In “Il Vangelo secondo Gesù Cristo” di Saramago, Dio e il Diavolo hanno un patto. Ai mortali sembra che Dio sia il bene e il Diavolo il male, nella realtà sono due facce della stessa medaglia,
uno con la barba e uno senza. LOL.. Tutto quello che fanno è già stato pianificato per estendere il loro potere. E’ stato già pianificato ogni uomo, donna e bambino che moriranno in nome di Dio per diffondere la nuova fede cristiana che dovrà dominare il mondo, e attraverso essa il Diavolo e Dio domineranno i fedeli.Dunque i motivi per i quali il Diavolo può tentare gli uomini e Dio lo lascia fare non sono i soliti banali cliché…è qualcosa di diverso e anche inquietante.
@Tapiroulant
Sei stato chiarissimo, capisco il tuo punto di vista. Ma il problema allora, come fa giustamente notare dunseny, è che è già nella visione di Dio di partenza che c’è incoerenza e cose sballate, dunque ragionando così è del tutto impossibile rendere coerente tale figura in un romanzo. Va cambiato per forza, reinventato da zero ed evitando riferimenti filosofici/religiosi stereotipati per non dare vita a discussioni come queste nel lettore. Cioè io lascerei perdere del tutto Dio a sto punto e pescherei da qualche altro pantheon più credibile o reinventerei da zero una religione per il libro.
@Il Guardiano
È tutta fiction. Prendiamo ad esempio i vampiri. La figura standard del vampiro la conosciamo tutti (così come conosciamo la figura standard di Dio cattolico), poi qualcuno prende questo e ne scrive Twilight. Al che le si fa notare che i vampiri di cui ha scritto fanno cagare il cazzo perché non hanno niente dei vampiri originali e non c’è uno straccio di coerenza.
Qui con l’Evocatore Cecilia ha fatto la stessa cosa, ha preso la figura di Dio standard e l’ha confrontata con quella del romanzo. La differenza emersa dalla discussione è che la figura del vampiro standard in un romanzo va benissimo, mentre quella di Dio già di base non regge. E se parti con delle fondamenta scarse, la casa che costruirai su di esse crollerà inesorabilmente.
Solo che mentre nessuno crede nell’esistenza dei vampiri, qualcuno crede in quella di Dio seriamente. E non capisco perché bisogna sempre usare toni sarcastici nei confronti di queste persone, quando in realtà nessuno ha una prova certa di cosa abbia creato l’universo e dunque una credenza vale l’altra (tu in cosa credi? posso prendere in giro anche te o ti offendi?). Ovviamente è solo un mio punto di vista, ma apprezzo molto di più i commenti come quelli di Tapiroulant e Mauro, che nonostante a volte siano chilometrici e non mi danno ragione, mantengono sempre un tono pacato e mai irriverente.
Guarda che la figura standard di vampiro non è affatto standard; o se vogliamo parlare di standard, ci sono decino (o centinaia) di versioni differenti e tutte accettate dalla cultura popolare.
Il vampiro che muore alla luce del sole è standard?
Ebbene, anche il vampiro che non muore alla luce del sole è standard.
Quando si decide di scrivere qualcosa e si vuole partire da un abase reale, si deve sempre adattarla.
Non si può creare un vampiro che muore alla luce del sole ma non muore alla luce del sole. E non si può creare un vampiro che è super iper mega potente, che potrebbe distruggere tutto solo pensando di distruggere tutto, ma non lo fa perché non si può muovere.
Un po come Galbatorix, il super cattivo di Eragon, che non si muove dal suo castello ma che se lo facesse potrebbe conquistare tutto il mondo. E intanto manda i suoi eserciti di mucche cresciute e perde.
E si può anche partire dal Dio cattolico, basta fare delle scelte. E per fare delle scelte, bisogna conoscere le contraddizioni. Per questo ho chiesto che Dio è quello del suo romanzo.
Per quanto riguarda i toni sarcastici…che ci puoi fare…sono fatto così. Se sono irriverente non è colpa mia,
ma di Dio che mi ha fatto così. Se il mio atteggiamento irrita il padrone del blog, posso moderare i miei commenti in numero, riducendoli allo stretto indispensabile per dire la mia. Se il mio atteggiamento dà fastidio a te,attaccatinon ci posso far niente. Esistono altri mali al mondo.E’ un po’ come trattar male chi legge i libri della Troisi…
Yeah, ma la differenza è che la figura del vampiro presenta incoerenze SE si confrontano le diverse versioni popolari (sarebbe come dire che Dio è incoerente perchè nel cattolicesimo dice una cosa e nell’islamismo un’altra). La figura di Dio è incoerente con sè stessa in una sola versione (già nella Bibbia non regge il primo testamento).
Se prendi il vampiro di Bram Stoker e decidi di partire da quello e modificarlo un pò, sei a cavallo perchè non presenta contraddizioni in sè, devi solo stare attento a non fare pasticci con le modifiche. Se prendi Dio biblico sono gatte da pelare, perchè parti da una base che già presenta incoerenze, quindi devi lavorarci sopra per togliere quelle e poi eventualmente perfino modificarlo.
Secondo me è un lavoraccio e soprattutto inutile perchè appena un lettore legge la parola Dio nel tuo romanzo, applica la sua personale visione al suddetto e interpreta tutto di conseguenza, facendo perdere completamente interesse per il resto della storia. Del tipo: “Ah, sta parlando di Dio, vediamo l’autore in cosa crede”. Mentre se usi creature o divinità generiche la cosa passa inosservata ed in secondo piano.
Per quanto riguarda il resto, il mio era solo un consiglio. :P
Davvero vuoi paragonare Dio alla Troisi? xD Secondo me è un tantinello eccessivo, la Troisi purtroppo esiste per certo :P . Sui fatti si può discutere e anche offendersi un pò, sulle personali credenze o sogni o speranze ecc. non lo trovo corretto. Io posso tranquillamente prendere in giro chiunque (compreso me stesso, ricordati che stai parlando con un abete), ma non mi permetterei mai di sfottere qualcuno che davanti ad un lutto mi dice: “So che ora mio nonno è con Dio”. E non parlo per astratto, sono a contatto con la morte tutti i giorni sul lavoro. Ho visto credenti discutere di eredità due secondi dopo, così come atei non vedere l’ora che la persona morisse perchè non ne potevano più di curarla.
Per questo ho avvertito fastidio nel leggere quell’aria fritta associata all’esperienza con il divino. Chiamala deformazione professionale.
ma se quoto l’intero ultimo intervento di Alberello mi contraddico e quindi faccio peccato perchè mi paragono al Dio biblico?
sempre dilemmi in questa vita del c…o.
comunque apprezzate la mia volontà di non aggiungere valanghe di verbosità e repliche con tonnellate di quotes precedenti come fate voi
Beh, a onor del vero io sono convinto che il Dio cristiano, preso con tutte le sue caratteristiche, sia un ente auto-contraddittorio, e in quanto tale impossibile.
Ci sono tante contraddizioni nella figura del Dio cristiano, ma le più lampanti sono appunto quelle circa l’onnipotenza, che è per sua natura una caratteristica auto-contraddittoria. Penso al paradosso di Russell: “Dio può creare un masso così pesante da non essere in grado di sollevarlo? Se può, allora non può sollevarlo e quindi non è onnipotente; se non può, allora non è onnipotente”.
Una volta mi sono sentito rispondere: “Tu ragioni secondo i canoni della logica umana, ma Dio è superiore alla logica e può fare anche cose auto-contraddittorie”.
Gli ho risposto così: “Se Dio è onnipotente, dovrebbe poter fare una cosa del genere senza violare i principi della logica umana, altrimenti ci sarebbe almeno una cosa che non può fare”.
Quest’ultima obiezione, tra parentesi, non varrebbe invece nella fiction. La fiction seria non ammette violazioni della logica e della coerenza, quindi a rigore non dovrebbe essere possibile inserire l’onnipotenza in un romanzo.
Questa comunque era una digressione scema.
Volevo invece dire un’altra cosa importante. Non è necessario eliminare Dio dalla storia: è opportuno però (se Dio gioca un qualsiasi ruolo nella trama del romanzo) apportargli qualche modifica, anche lieve. Dio può essere molto potente ma non onnipotente: abbastanza potente da aver creato l’Universo, ma non abbastanza da ostacolare il Cattivo.
Per esempio si potrebbe utilizzare la concezione manichea: Dio e il Principe delle Tenebre sono due entità di pari potere, e si contendono ogni singola anima su un piano di parità. Non è una soluzione che mi piaccia molto, perché mi ricorda troppo il noioserrimo scontro tra il Bene e il Male del Fantasy #452 (in effetti è più o meno la stessa cosa) – ma è sempre meglio del Dio onnipotente che fa il “ritroso”.
Preferisco di gran lunga un Dio simile a quello cristiano (per capacità e ruolo nella Creazione), ma neutrale e indifferente ai destini dell’Umanità. Un tale Dio potrebbe essere effettivamente onnipotente, dato che non interviene solo perché non gli interessa. E potrebbe essere molto interessante un confronto tra un Dio siffatto e dei personaggi che credono in lui (e magari lo veneravano).
In generale, trovo interessante, nella fiction, ripensare parzialmente il Dio cristiano mantenendo la sua identità di Dio cristiano. L’autore può giocare, per esempio, sull’idea che Dio (il nostro Dio, non una qualche amena divinità pagana) non è proprio come ce lo immaginavamo; sul fatto che i protagonisti si trovino di fronte qualcosa di diverso rispetto a ciò in cui credevano (occasione per scatenare conflitti morali).
Ma può essere anche una buona idea prendere un Dio diverso, senza scadere negli dèi pagani (li trovo un po’ banali, soprattutto dopo l’abuso che si è fatto del paganesimo nel fantasy degli ultimi cinquant’anni).
Qualche esempio: un dio Demiurgo (ossia un dio ‘artigiano’, che non ha creato il mondo ma ha soltanto plasmato la materia grezza dell’universo, a lui preesistente); la Tyche greca (una divinità non-intelligente, impersonale, che ordina e stabilisce i destini degli uomini); una divinità fatta come un programma informatico (che ragiona come una macchina, migliora nel tempo attraverso auto-aggiornamenti, etc.); o l’idea che il nostro universo non sia altro che la creazione di scienziati di un universo parallelo (e quindi Dio sarebbe il team di scienziati dell’altro universo); eccetera, eccetera.
Ma forse sto andando un po’ fuori tema.
Alberello:
Bisognerebbe vedere per chi le ha create, ma assumiamo che le segua: secondo te, un Dio come quello che descrivi farebbe il ragionamento “Non posso uccidere ⇒ ordino a un altro di farlo”? A me pare scegliere una scappatoia/scavalcare le regole.
Guardiano:
Io sto parlando del Dio cristiano in generale, sia perché Cecilia si rifà a quello cattolico, sia perché si è anche parlato di altre opere in cui appare.
Alberello:
Che, visto che stiamo parlando di Dio, ricordo essere un simbolo pagano di una festa pagana, di cui Dio non ha mai parlato. Infedele!
Tapiroulant:
Cosa che tra l’altro è facilissima: con tutti gli errori di traduzione, aggiunte, ecc. che ci sono stati nel corso del tempo, ipotizzare che la figura originale non sia quella trasmessa è immediato.
Oggi preferisco non parlare del Creatore, visto che il pc non dà più segni di vita (inutile elencare le bestemmie derivate da tale, infausto evento) e sono costretto ad arrangiarmi con il netbook 8,9″.
Se volete continuare a aiutare Cecilia, o meglio, a confonderle le idee, vi consiglio di spostarvi nella Bacheca Fantastica. Non fraintendetemi, sono a favore degli OT più beceri, ma discutere di queste cose sotto la recensione di un coprolite potrebbe attirare sul blog l’Ira di Dio\altra entità creatrice e\o manipolatrice del cosmo.
Quoto. Lo trovo molto verosimile. Prima ha creato tutto, interveniva ogni tanto per cercare di sistemare i casini, poi ha visto che gli uomini proprio non erano gestibili e allora gli ha dato delle regole dicendo: “Fate un pò come vi pare, io me ne vado in vacanza”
xD E da allora se ne frega, anche perchè sa che il diavolo non può sconfiggerlo (credo sia logico che il potere di corrompere non possa sconfiggere quello della creazione), già ha fatto scrivere che prima o poi (il quando dipende da noi) ci sarà l’apocalisse, percui sticazzi. Lui è in una botte di ferro, mica è costretto a star dietro a tutti. xD
Fa proprio l’arbitro di un gioco.
Infatti Tapiroulant io reinventerei proprio una religione da zero. Non mi sono mai piaciuti gli intrugli. Pagani, non pagani ecc. via tutto, mi metto lì e riscrivo un pantheon da zero. Certo, non che sia un lavoro facile, ma secondo me esce più originale e può invogliare meglio il lettore ad immedesimarsi nella storia.
@Mauro
Hai ragione, l’ho buttata lì troppo in fretta e non ho pensato alla causa/effetto.
Io già mi immagino una storia dove c’è Dio seduto in poltrona che sta leggendo un libro e comincia a borbottare: “Ma guarda sti pazzi cosa scrivono su di me, non gli è bastato il primo diluvio? Mo mi alzo e scateno il finimondo…”
Poi guarda un video sui coniglietti e si dimentica tutto. xD
Così è (se vi pare).
Non commenterò oltre per volontà di Zwei, lascio giusto un bacino al Guardiano per offrire la pace.
^__^
Mi sa che le abbiamo fatto passar la voglia di scrivere il suo romanzo
@tutti
Vogliano scusare l’assenza, negli ultimi due giorni non ho avuto tempo per internet, chiedo un po’ di pazienza e con calma risponderò a tutti i post.
@Tapiroulant
Tranquillo, non basta così poco a dissuadermi. Per ossevazioni più approfondite, pazienta, devo rileggere le pergamene che avete scritto.
@Cecilia: quando e se finirai di leggere i megapost, se ti sentirai scoraggiata nell’inserire Dio come personaggio nella tua opera considera anche questo mio suggerimento: potresti mostrare Dio e le sue azioni nella vicenda dal punto di vista dei personaggi umani in modo tale che ogni contradizione nel suo operato rimanga dubbia e non metta in crisi la logica della storia.
@dunseny
Accetto volentieri, essere ottima idea. C’è però il problema che solo uno dei due protaginisti vive “sulla terra”. Gli altri due personaggi POV sono all’inferno, e anche se uno è umano, l’altro è Satana. Che si presume sappia come funzionino le cose. Per costruirne personalità e pensiero mi sono basata sulle Lettere di Berlicche di Lewis, dove i diavoli non si capacitano del fatto che Dio ami sul serio gli uomini, senza volere altro. Ma è anche vero che Dio in sé lo conoscono bene.
E ora, armatevi di santa pazienza e leggete il papiro.
Nota 1: risposta ai post da quello di Mauro del 4 marzo, 21:52 fino a quello di Tapiroulant del 5 alle 23:55.
Nota 2: scrivendo “Dio” mi riferirò solo a quello presente nel mio libro.
@Mauro
Quoto questo pezzetto del post di Albarello:
“essendo Dio buono e giusto non dovrebbe fare leggi solo per poi scavalcarle alla prima occasione.”
Le leggi che Dio ha fatto in linea teorica le può infrangere. Il nocciolo è che non vuole. D’altronde, se dice agli uomini di fare una cosa e poi ne fa un’altra, bontà, giustizia e quant’altro andrebbero a puttane e non voglio un Dio che si sputtana da sé, perché non lo ritengo sensato.
@Tapiroulant, primo post
Non ho mai detto che Dio non scenda in campo. Solo che devo organizzare la cosa perché non risulti un biechissimo Deus ex. Il fatto stesso che il diavolo sia impossibilitato a distruggere il mondo pur avendone tecnicamente il potere è un intervento diretto di Dio su Satana. Per il resto, perdonami, le motivazioni “della realtà” (che io intendo usare) suonano puerili al lettore? Cazzi suoi, legga altro.
Sul fatto che poi io debba avere tutto chiaro, siamo d’accordo.
@IlGuardiano, primo post
Abbi pietà se la risposta risulterà lunga.
Dovresti spiegarmi prima cosa intendi per “diretto”. E le barrature non servono, tranquillo, non mi sento mica attaccata. Nel senso di comparsa sulla terra in un corpo simil umano? Cosa che, per inciso, angeli e diavoli faranno.
Alt. Va bene tutto, ma il diavolo non è un cretino, non nel libro. Quando comparirà in forma “fisica”, diciamo così, dichiarando la propria identità, lo farà solo davanti a persone che già sono stra-certe della sua esistenza e, nello specifico, in due casi particolari: per eliminare protagonista e combriccola che lo ostacolano e per dare ordini/incontrare la famiglia che gli obbedisce (tipo capi di una setta, per intendersi). Non ci saranno apparizioni di draghi nei cieli di Roma/qualsiasi capitale, né nulla del genere. Visto che la sua principale arma è far credere di non esistere, non ci rinuncerà di certo. Considera anche che, ambientando io la storia nel 2025, la popolazione dell’Europa/America sarà principalmente scettica su queste cose e, volendo, si potrebbe trovare una spiegazione naturale per ogni cosa. Incluso il drago nei cieli delle città. Allucinazioni collettive, UFO… la lista è lunga e la probabilità che tutti da un giorno all’altro diventino credenti è pari a zero.
Pazienza. Vista la base che ho scelto, quella è la motivazione portante, e tanto mi basta.
Un’ultima osservazione: com’è che mi chiedete degli angeli e poi vi scannate su Dio, che tutto sommato considero trascurabile?
Cecilia pare avere pazienza e volontà di documentarsi, ergo, la sua opera potrebbe raggiungere risultati apprezzabili, ergo, mi piacerebbe leggerla in futuro. Inoltre ama i Winchester, ergo, guadagna infiniti punti simpatia (quelli che toglierò ad Alberello, così tanto per…).
Seguo Supernatural dal 2004 o 2005 (ero giovanerrimo, cazzo), e devo ammettere che l’ultima serie, almeno per ora, è un poco noiosa. Rimembrate che codesta discussione deve continuare in Bacheca.
Non prima di avervi detto, però, che in Zodd troverete una concezione della divinità molto raffinata.
Tesoro obbedisco!
@Cecilia
Hai fatto venire pure a me la curiosità! Voglio leggere il tuo romanzo. xD Se poi farà cagare pazienza, si vive una volta sola. LOL
Sono contento che hai volontà di documentarti e di mettere in discussione le tue scelte per il libro, spero che tutto questo discutere ti sia utile in futuro.
@polvere
Signori mi lusingate, dico sul serio. Provvederò quanto prima a raccogliere e frullare tutto il materiale e rendervi partecipi di A.D.2025.
In realtà, un prequel alternativo scritto parecchio prima di Gamberi e Zwei è reperibile su EFP. Tecnicamente è terribile, e pecca pure nei caratteri dei personaggi…
In una galleria di vogliose loli ( mi servono come modelli per un fumetto…
) ecco spuntare l’intruso…
non fraintendete!
http://deliciousecchi.deviantart.com/gallery/?set=27526775&offset=24#/d3ao85q
PS Zwei, sbrìgati con la rece! Almeno saprò che ci sta a fare la versione zombi di Palpatine sullo sfondo…
[...] che frignare e macerarsi nell’autocommiserazione senza quasi ricordarsi di avere prole; vedi Daniel, ennesimo orfano di padre, che si rigira la madre come vuole e spesso la liquida con un bel [...]
Qui mi è diventato duro.
[...] di leggere questo libro, nutrivo una seppur vaga speranza che le recensioni online (soprattutto quella di Zwei) fossero esagerate… ma dopo averlo letto ho dovuto constatare che non lo erano affatto. Avevo [...]