Preview: The King. Il Re Nero

Posted: 14th October 2010 by Zweilawyer in Fantasy e Humor
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Il Re Negro è uscito già da diversi mesi, ma penso meriti comunque una preview. L’autore, Mark Menozzi, ha un lungo passato da DM e, soprattutto, è amico di Pierdomenico Baccalario. Ora, sarà un caso, ma stare vicino a Baccalario (buono scrittore, fra l’altro) porta molta fortuna a chi abbia voglia di pubblicare un fantasy con Fazi, visto che anche la sua fidanzata, Elena Melodia, ha pubblicato di recente un urban fantasy a spruzzo di infimo livello, “Buio”.

La tanto pubblicizzata novità del “Re Nero”  è rappresentata dal protagonista, un mandingo superdotato sempre pronto a bastonare i nemici con il suo membro nodoso.

1. La Trama

Valdar è un mondo sterminato e antico, un universo abitato da popoli profondamente diversi tra di loro che, nel corso dei secoli, lo hanno segnato con la bellezza delle loro civiltà e con la violenza ancestrale e terribile delle loro guerre. Nell’impetuoso crogiuolo di destini di Valdar, la vita di Manatasi, un giovane sovrano Warantu, sembra scorrere lontana dai grandi eventi che forgiano la storia. Ma tutto è sul punto di cambiare. Si è ormai conclusa la fondazione di Kemiss, babelica città della speranza, attorno alle cui mura si stanno radunando genti e carovane dell’intero continente. Anche il Principe desidera raggiungere le maestose mura della città ed è così che inizierà il suo grande viaggio di scoperta. Manatasi lascerà la giungla insieme a Sirasa, fidato sciamano dall’animo inquieto, e dovrà difendere una madre e la sua bambina da quella che sembra una semplice aggressione di briganti; si alleerà a un tormentato incantatore che vuole riscattare i crimini del suo popolo indossando il Bracciale della Colpa: conoscerà gli algidi Sacerdoti che leggono la Ruota del Fato e combatterà Sanguescuro, il sicario che non ha mai provato sentimenti, nel suo tentativo di destare il Re Nero, un Dio Addormentato, il cui sonno inquieto fa vibrare le montagne.

2. Dicono di lui…

Ci sono molte recensioni positive ma poco approfondite, mentre l’unica negativa (su aNobi) è anche la più particolareggiata, nonchè la più votata.

Fugo subito il timore maggiore: il libro é scritto decentemente e si lascia leggere con facilità. Lo stile é tuttavia tanto essenziale tanto da sembrare ingenuo, vi é un marcato tentativo di dare un tono epico al romanzo attraverso un abuso di superlativi, fin dalle prime pagine diventa tutto immenso, imponente, invalicabile, invincibile, maestoso, massiccio, senza pari, senza eguali e così via, tanto che la sensazione di meraviglia si perde quasi subito appiattita dall’inflazione di agettivi che banalizzano quello che dovrebbe risultare speciale. Le descrizioni dei personaggi seguono questa impostzione risultando appena abbozzati e fortemente schematizzati (tutti vengono descritti allo stesso modo seguendo lo schema occhi-capelli-incarnto-avvenenza). Il difetto maggiore risulta essere l’infodump; persistente ed attitittura ripetitivo tanto che l’autore sembra piú interessato al worldbuilding che alla narrazione.
Tuttavia, mentre lo stile acerbo piú essere giustificato dall’inesperienza dell’autore, l’aspetto piú carente riguarda la trama. Tutto segue la piú classica impronta tolkeniana (con un pizzico di Moorcock e Howard) fino al parossismo (“gli elfi sono tutti bellissimi ed il Re é il piú bello di tutti”). La supposta originalità del protagonista diventa subito accessoria, sopraffatta da tutti (ma proprio tutti) i cliché del high-fantasy: maghi cattivi, elfi leggiadri, goblin violenti, protagonisti eletti, principi, re e quant’altro. Anche la geografia e la storia dell’ambientazione lasciano in bocca un sapore di già visto, tanto che alcune battaglie ricalcano esattamente quanto letto altrove. L’intreccio infine, fa un costante uso della magia come deus ex machina innescando un crescendo di situazioni estreme che interrompono presto la sospensione di incredulità.

Eugenio, voto: 2/5

3. Contenuti online

L’estratto da 10 Righe dai Libri contiene una quindicina di pagine soporifere. Vedere per credere.

4. Cosa dice il sesto senso/fiuto trash di Zwei?

Innanzitutto è svelato l’arcano: in copertina c’è un grottesco fotomontaggio della faccia di Tupac, rapper trapassato nel 1996, dietro un’armatura cinquecentesca.

Circa i contenuti, temo che si tratti solo di un libro brutto, affossato ulteriormente da un editing mediocre. Già nelle prime pagine noterete che l’infodump allaga il testo, coadiuvato da un’aggettivazione del tutto inutile. In tal senso, penso che il commento di Eugenio sia perfetto.

Alla pari di altre produzioni pietose, fra cui spicca Amon, il Re Nero si presenta in modo accattivante: bordo pagina nero secondo la moda vampiresca e un rapper madafuka strappato dal suo stadio subumano e spiaccicato in copertina con tanto di armatura cinquecentesca.

Alcuni passi mi sono piaciuti in modo particolare, spero non vi dispiaccia se ve li propongo.

Le ultime pennellate rosse del tramonto stavano cedendo il passo alle tenebre, mentre le stelle già punteggiavano l’immensità della volta celeste. La luna illuminava con luce argentea i contrafforti della Catena Divisoria, la più vasta, smisurata e imponente fra le catene montuose. Il silenzio della sera avvolgeva la vastità di quei monti maestosi, che ben pochi eguali avevano al mondo. Era una lunghissima cordigliera che tagliava Valdar da nord a sud partendo dal golfo del Balthis, ghiacciato otto mesi all’anno, per arrivare al Sud estremo, ai confini con le terre del Warantu e delle sue sconfinate giungle pluviali.La Catena Divisoria separava il continente in due tronconi: l’Ovest e l’Est. Una divisione che andava ben oltre quella geografica. Erano due mondi diversi in tutto e per tutto. Diversi per abitanti, cultura, credenze. Diversi e spesso opposti, lacerati da un’ostilità infinita che aveva scosso Valdar per tutta la sua travagliata storia.
Si tratta delle primissime righe… ma l’editor a cosa diavolo stava pensando? Sei aggettivi per descrivere una catena montuosa, una ripetizione-errore “che ben pochi eguali avevano al mondo” (ma non erano le più “vaste, smisurate e imponenti?”), un bell’infodump al dente come piace a me. Tutti a tavola, se magna.
Erano pensieri assai strani per qualcuno che camminasse nel buio della notte su per un sentiero stretto e ripidissimo, con un precipizio a strapiombo sull’infinito da un lato e, dall’altro, ripide rocce che salivano verso l’alto. Un sentiero sdrucciolevole e difficile da percorrere sotto la luce del sole, figurarsi nell’ombra.
Quattro aggettivi per descrivere un sentiero e la ripetizione “ripidissimo… ripide”. E siamo solo a pagina 2. Non mi sembra di star cercando il pelo nell’uovo. Se già le prime pagine, che dovrebbero essere le più curate, mostrano una simile sciatteria, figuriamoci il resto.
Anche i dialoghi sono lontani da quello che può essere considerato uno scambio naturale. La ricerca dell’altisonanza è continua.
«Svegliati, vecchio!», esclamò di lì a poco Manatasi, con voce tonante e priva di ogni traccia di sonno. «L’alba è giunta. Stira quelle tue membra intorpidite e prepara la colazione. È ora di riprendere il cammino!».
Manatasi  è il nigga-principe, che pur combattendo con scudo di pelli di capra e zagaya si esprime come Gandalf.
«Hai ragione su tutto, Sirasa», convenne il Principe «Questo viaggio è infinito e gli alberi delle nostre terre mancano anche a me. Detesto il modo in cui questa gente ci guarda, con la derisione negli occhi. Anche se non capisco le loro parole, odo lo scherno nella loro voce, e spesso le assegai mi fremono tra le mani».
La derisione negli occhi, lo scherno nella voce… e poi il termine “assegai” è etnicamente molto preciso, trasportarlo in un mondo fantasy stona parecchio (un po’ come se scrivessimo zweihander o katana).
Comunque, leggete l’estratto e giudicate voi stessi.
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Rating: +4 (from 4 votes)
  1. AngraNo Gravatar says:

    Il commento di Eugenio è scritto in modo competente e condivisibile, il che stona molto con il voto di 3 su 5 che dà alla fine. 3 su 5 cosa, Palline di Merda?

  2. ZweilawyerNo Gravatar says:

    Ho scritto male io, il voto è 2/5, ora edito. :bloody:

  3. AngraNo Gravatar says:

    LOL :)

    Mi sembrava strano.

    P.S. Condivisibile tranne l’inizio:

    Fugo subito il timore maggiore: il libro é scritto decentemente e si lascia leggere con facilità.

    Ma nemmeno per sogno: a me vengono le convulsioni.

  4. Waaaaaaargh! Io l’ho letto, ma non ho ancora avuto il coraggio di concluderlo, mi mancheranno si e no 15 capitoletti.
    Mi ricordo una triade di capitoli fantastica, che deve essere nella prima metà del libro. In un capitolo Manatasi è “altissimo”; nel seguente Gulneras è “altissimo”; in quello ancora successivo è altissimo invece un Re che i due incontrano, ancora più alto di questi due! E’ una gara a chi ce l’ha più grosso in The King. Ogni montagna è la più immensa, ogni valle la più vasta, ogni persona la più bella (ho contato almeno una dozzina di “era la più bella donna/uomo/persona che avesse mai visto”).

    Ah, ed è bellissima la scelta truffaldina dell’editore. Un bell’uomo di colore in copertina per attirare i pro-obama, vestito di tutto punto come fosse un moro del secolo seicento, se non erro: correggetemi. Comunque: dimenticatelo! Si tratta di un matumbo africano.
    Ciliegina sulla torta? Ogni capitolo ha un personaggio/punto di vista. Indovinate chi NON E’ MAI il punto di vista? Si, proprio lui, Manatasi!!! Il più figo dei principi e in teoria protagonista della storia. Geniale!

    Umilmente,
    Spirito Giovane a.k.a. Daniele

    PS: non ho nulla contro l’africa, contro i neri e contro gli scrittori italiani. Il mio giudizio riguarda solo ed esclusivamente il libro e non lo scrittore.

  5. AironNo Gravatar says:

    Una mia amica le ha dato 4/5 e l’ha recensito positivamente. Benchè di bocca buona, ne sa di fantasy e narrativa in generale. Pensavo fosse almeno decente. Bah. Ti organizzerò uno showdown con lei.

  6. aealithNo Gravatar says:

    Ok pare proprio un libro sciatto. Ma sul fuoco c’è Amon :) Dalle citazioni di Knight direi che avrebbe potuto puntare all’olimpo fantatrash se solo non fosse piombato Arsalon sul mercato.

  7. ZweilawyerNo Gravatar says:

    La recensione di Amon procede. Devo scriverla poco per volta per evitare l’avvelenamento.

    @Airon
    Invitala senza problemi. Sarò all’antica, ma per me le donne si toccano solo con la zweihander.

  8. TengerNo Gravatar says:

    Passo di volata, prima che il pc mi crepi sotto le dita. Riguardo al termine “assegai”, non sarei così severa. E’ vero che ha una connotazione etnica molto forte, come “katana”, ma allo stesso tempo quello è il loro nome. Se un personaggio brandisce una sciabola di circa un braccio di lunghezza, leggermente incurvata, con piccola guardia, e impugnatura di pelle di razza e seta… preferisco mi si dica che brandisce una katana, che non trenta righe di descrizione.
    Vabbé, poteva andare anche “lancia corta” o “giavellotto”, ma non penso sia una scelta poi così fastidiosa ;)
    Per il resto, non credo lo leggerò: sono intollerante alle lunghe descrizioni poetiche dei paesaggi ^_^

  9. EnryNo Gravatar says:

    Ho un suggerimento per il seguito: Il presidente abbronzato! :8
    Magari così uno spruzzetto di originalità lo si scoverebbe, in qualche angolo! :)

  10. OnoffNo Gravatar says:

    Comunque i lettori non hanno proprio il senso della misura (sempre se non si tratta di parenti e amici).

    Ora, io non ho letto questo capolavoro, ma dare 5/5 è assurdo. E chi è questo Gay nero… “I miserabili” !?

    A mio parere già un libro valutato 2/5 dovrebbe assicurarci un ottimo acquisto. Su certi siti invece fioccano i 3, i 4, e di cinque non ne parliamo proprio… il nostro mondo editoriale pullula di provetti Hugo…

  11. [...] Guarda Articolo Originale: Preview: The King. Il Re Nero « Zweilawyer [...]

  12. NuradesNo Gravatar says:

    Condivido appieno la critica sull’assegai. Stona di brutto. In un libro fantasy la gente non dovrebbe andare in giro con una katana ma al limite con una sciabola. Nel ciclo dell’Osten Ard, Tad Williams si è ispirato al mondo giapponese per creare la cultura dei sithi (una sorta di elfi). Se avessero avuto nomi come “Tsubasa” e “Soichiro” e avessero indossato dei “kimono” sarebbe stato grottesco: meglio Jiriki, Aditu, Kendraja’aro e Amerasu; molto meglio che, focalizzandosi sul giovane Simon, quello che vediamo attraverso i suoi occhi sia una veste ampia e colorata dalla foggia insolita, piuttosto che uno “yukata” che Simon non sa manco dove stia di casa.

    E’ molto interessante ciò che Eugenio scrive a proposito del “worldbuilding”. Io faccio il master di giochi di ruolo e, a quanto mi dicono, sono molto bravo. Costruire un mondo coerente è un’impresa titanica che richiede fantasia, cultura, passione e un mare di tempo. Non ho letto The niggah king e non posso giudicare; mi pare di capire che Mark abbia fatto un lavoro approfondito sulla costruzione del mondo (ottimo) e si sia ispirato alle culture esistenti (ottimo). Mi pare di capire anche che abbia versato fiumi di cliché di elfi ricchioni, nani diversamente abili e simili, con l’aggravante di trapiantare le Montagne Nebbiose di Tolkien direttamente dalla Terra di Mezzo. Questo è pessimo, così come è pessimo ispirarsi alle culture umane esistenti senza elaborarle e filtrarle in modo adeguato.
    Il problema, temo, è che essere un bravo master non significa essere uno scrittore, e viceversa. Io non ho mai letto un manuale di scrittura e non so scrivere un romanzo. Quindi, per quanto sia valido come master, è probabile che un mio romanzo sarebbe pieno di ingenuità e brutture. E’ altrettanto vero che un ottimo scrittore non è automaticamente un buon master, perché posso ben immaginare le avventure create da un romanziere, con una bellissima trama su cui i giocatori non hanno alcun controllo

  13. azzarolNo Gravatar says:

    mettete la sigla di willy il principe di bel air, non corrisponderà al 100% ma:
    Questa è la maxi-storia di come la mia vita
    cambiata, capovolta, sottosopra sia finita
    seduto su due piedi qui con te
    ti parlerò di Mantasi supernigga di Kemiss

    Giocando con gli assegai e mangiando angurie sono cresciuto
    me la sono spassata, wow che fissa ogni minuto
    le mie toste giornate filavano così
    tra un megamorso a un pollo fritto e una pì…..

    Poi il mio destino mi ha lanciato un po’ più in su
    andò proprio su quei banditi laggiù
    il più duro si imballò, fece una trottola di me
    e lo sciamano preoccupata disse “Andiamo a Kemiss”

    L’ho pregato scongiurato ma lì vuole che vada
    lei mi ha fatto le valige e ha detto “Dai che faccio Gandalf!”
    dopo avermi spronato e bastonato
    con il cerume nelle orecchie ho detto “Qua meglio sgommare”

    Magia di Valdar, ma è uno sballo
    mi aiuta ogni volta che son in stallo
    se questa è la vita che farò a Kemiss
    per me poi tanto male non è

    Ho chiamato un Deus ex Machina col mio fischio collaudato
    come in formula 1 mi sentivo gasato
    una vita tutta nuova sta esplodendo per me
    avanti a tutta forza portami a Kemiss

    Oh che sventola di casa, mi sento già straricco
    la vita di prima mi puzza di vecchio
    guardate adesso gente in pista chi c’è
    il principe nigga lo svitato di Kremiss.

    Penso che anche qua molti nomi sono stati fatti mescolando le tessere dello scarabeo a caso :)

  14. LessàNo Gravatar says:

    Ma chi è Tupac in copertina?
    è proprio lui, non sto scherzando!
    Non trovo l’immagine giusta, ma ne ricordo una identica.

    La copertina è un brutto fotomontaggio. Se guardata con più attenzione l’armatura sembra appiccicata “sopra” una foto (di Tupac).

    :o:

  15. Giuseppe FalvoNo Gravatar says:

    hummm…il semplice fatto di dare il doppio nome inglese-italiano al libro mi ha fatto storcere il naso.
    Cazzo, sei italiano e pubblichi un libro in italia e lo chiami “The King – il Re Nero”? Per quale motivo? Per abbindolare i fessacchiotti?
    <<wow, si kiama The King, se gli anno dato sto titolo è davvero bello…cuasi cuasi lo conpro!>>

    qui cmq ha un’altra copertina http://www.webster.it/libri-king_re_nero_menozzi_mark-9788876250750.htm
    anche il suo nome, se non sbaglio, è Mark invece di Marco…
    mah

  16. TengerNo Gravatar says:

    A Nurades:
    Ma perché un jimbaori dovrebbe essere più fastidioso di un farsetto? O un Saburou più stridente di un Thomas? Per come la vedo io, è semplicemente che a una sopracotta siamo abitati mentre a un kimono no. Tra l’altro, “sciabola” è molto più vago di “katana”, che in una parola sottintende un certo tipo di forma, maneggiamento e manutenzione. Insomma, risparmia un sacco di parole (superflue, perchè molti lettori alla parola “katana” si farebbero da soli un’idea sufficientemente precisa).

  17. NuradesNo Gravatar says:

    E’ fastidioso perché nella letteratura fantasy è sempre sottinteso un patto tra scrittore e lettore: stiamo entrando in un mondo di fantasia dove si parlano lingue di fantasia. Il libro però è scritto nella nostra lingua per ovvie ragioni, quindi è una “traduzione”.
    Il patto è efficace finché ci si limita a una singola lingua. All’interno di essa, si possono utilizzare parole straniere di uso comunissimo: un libro di fantascienza scritto in italiano può ben utilizzare il termine computer in luogo di calcolatore (tralasciando le scelte stilistiche cyberpunk, weird eccetera che fanno del sincretismo lessicale un punto di forza). Quando immettiamo invece parole francamente straniere, il patto perde di credibilità. Inserire una parola africana o filippina riporta la mia fantasia al mondo reale: ci siamo immersi in un mondo dove Africa e Filippine non esistono, e percepiamo subito uno stridio. Il patto deve essere trasparente; c’è, è una finzione, e non dobbiamo accorgersi di esso. Non esiste la lingua fantastica come non esiste il mondo fantastico. Parole fuori contesto portano il patto sotto i riflettori (ovvero esso perde la trasparenza) e ci ritroviamo catapultati fuori dal mondo della fantasia e acutamente consapevoli della sua natura fittizia.
    A questo punto diventano inutili tanti sforzi sulla focalizzazione; la parola “katana” non mi richiama alla mente solo una certa forma, peraltro molto peculiare (la katana del mondo fantasy è più o meno una katana, o è proprio una katana con pelle di zigrino e stemmi metallici eccetera?); mi richiama alla mente un intero mondo, una cultura, una lingua, secoli di storia, eventi politici e sociali che hanno portato la guerra a evolversi verso qualcosa in cui la katana aveva senso di essere proprio con quella forma. Mi viene in mente la lingua giapponese. La focalizzazione va a farsi benedire, perché lo scrittore non sta più facendo riferimento al personaggio ma al lettore. Come dicevo, il patto tacito di traduzione fittizia diventa evidente come se durante un’opera vedessimo Sigrfrido che, dietro le quinte, si mangia del pollo fritto. E allora lo capisci subito che quello non è Sigfrido ma un attore che interpreta Sigfrido, e la fantasia in cui eri immerso si dissolve come il sogno al suono della sveglia.
    Per questo bisogna sempre essere estremamente cauti e consapevoli nell’inserire parole inconsuete, persino quando ci sembra che le sappiano tutti, come nel caso di katana. La loro natura aliena rivela la natura fittizia del libro e rovina l’immersione nella fantasia.

  18. ZweilawyerNo Gravatar says:

    @Azzarol
    Grandissimo ahhahahah! La canzone calza a pennello :)

    @Giuseppe
    Il libro è il primo (purtroppo) delle trilogia “Il Re Nigga”, e si intitola The King. Comunque il contrasto italiano-inglese nun se pò vedè.

    @Tenger/Nurades
    Concordo con Nurades. Bisognerebbe evitare di infilare parole straniere. Pure in Zodd mi sono sforzato di dare dei nuovi nomi ad alcune armi del nostro mondo (es. zweihander-addhur/frangipicche).

    @Lesta
    Anche io sono convinto si tratti di Tupac, l’ho scritto anche su FM qualche tempo fa.

  19. DiegoNo Gravatar says:

    Resto dell’idea che gran parte della sospensione dell’incredulità dipenda dal rapporto di equilibrio tra malizia (o esperienza) del lettore e abilità dello scrittore. In senso proporzionale. Almeno a me succede così. Se lo scrittore è abbastanza abile può permettersi di usare nomi e situazioni che in mani meno capaci suonano orribili. Ma il problema, appunto, non è mai della ‘katana’ o del ‘fausset’ in sé. Anzi a dire il vero io apprezzo un mondo inventato con elementi esotici presi dal nostro.

  20. TengerNo Gravatar says:

    Mah. Quando leggo una storia fantasy giapponese, non mi da’ nessuna noia che la protagonista nasconda un netsuke nell’obi, come non mi da’ noia, in un fantasy occidentale, una dama con la tiara o un guerriero con arco lungo (in italiano non abbiamo un’espressione sintetica per abiti e strumenti asiatici o africani).
    Insomma, a parer mio è una questione di abitudine.
    Per contro penso sia fondamentale evitare parole con riferimenti storico-geografici come Hamurger, alla garibaldina o cineseria.

  21. AleNo Gravatar says:

    Non per fare pettegolezzo, ma… davvero Elena Melodia è la fidanzata di Baccalario? Era una battuta, sì?

    Comunque, stessa impressione sulla copertina vista da (neanche troppo) lontano: un rapper dietro una corazza. Infatti pensavo si trattasse di un urban fantasy, di certo l’avrei preferito. Invece mi ha spiazzato questa preview. Tuttora quando sento parlare di Re Nero continua a tornarmi in mente il personaggio del Mondo d’Inchiostro della Funke, almeno nella mia mente ha fatto più presa (oltre ad essere davvero una “stranezza”, essendo l’unico nero della storia).

  22. ZweilawyerNo Gravatar says:

    Sì, è la sua fidanzata. Intervistata da FM, lei stessa ha dichiarato:
    “Ho iniziato a scrivere qualche anno fa, per aiutare il mio fidanzato, lo scrittore Pierdomenico Baccalario, alle prese con un romanzo per ragazzine. Ci siamo divertiti molto e da lì non ho più smesso. Rifiuti se ne ricevono sempre, ma My land ha avuto la fortuna di essere subito molto apprezzato.”

  23. ColdsteelNo Gravatar says:

    premessa: in linea di massima nel fantasy “occidentale” leggere katana (ad es.) mi da noia!!!

    Detto questo se l’autore vole dare in mana una katana lo faccia pure e la chiami cosi col suo nome se nella nostra lingua non c’è alternativa.. è poi sua bravura giustificare una katana in mano ad un nano trollslayer

    (altieri nel suo fantasy ha splendidamente giustificato l’equipaggiamento del protagonista)

    @zodd grazie per il chiarimento sull addur ero convinto fosse il nome proprio di quella spada non il generico fantasy :o:

  24. AngraNo Gravatar says:

    Elena P. Melodia è uno pseudonimo:

    Mi fa piacere che il mio pseudonimo suoni bene! Anche a me piace molto. Elena è il mio nome vero, la P. sta per Peduzzi, il mio cognome, e Melodia è il cognome di mia madre. Quindi pseudonimo sì, ma molto vicino alla realtà. Sto facendo domanda per ottenere il permesso di utilizzare legalmente Melodia, ma, come sempre, sono procedure eterne.

  25. AngraNo Gravatar says:

    Comunque non vedo cosa ci sia di male: l’Amore e l’Amicizia sono sentimenti nobilissimi, e quindi c’è solo da essere contenti se nelle case editrici lavorano tante anime nobili.

    Davvero tante volte il male è solo negli occhi di chi guarda.

    Perché l’Amore è davvero il più nobile dei sentimenti in tutte le sue sfumature, persino le più carnali e senza distinzione di preferenze sessuali, e non c’è nulla di marcio in questo se non nelle vostre teste bacate di invidiosi bacchettoni.

  26. ColdsteelNo Gravatar says:

    @azzarol : fantastico adattamento :) :) :)

  27. BeldNo Gravatar says:

    EHEH… ti aspettavo con il Re Nero, ora però ti tocca recensirlo tutto.

    Se poi sei appasionato di giochi di ruolo, a Lucca Games di quest’anno esce pure l’ambientazione per il GdR Runequest! contento!?!?

    Non riusciremo a scamparla…. =(

  28. mcnabNo Gravatar says:

    Ma poi ne faranno un film con Ice Cube?
    Il negrazzo che c’è in copertina sempra sponsorizzare un CD rap, non un romanzo :-P

    Detto questo, magari questo libro è meno peggio dell’altra cloaca che ingombra gli scaffali. Ossia al posto di meritare 3 merita 4, sempre da una scala da 1 a 10.
    Il fatto che l’autore si sia concentrato nella costruzione del mondo non lo ritengo un difetto (sono uno dei pochi che non odia l’infodump a prescindere del contesto). Il punto è: che mondo ha creato? Dal commento che riporti sembra pur sempre il solito coacervo di minchiate fantasy.

    Per non sbagliare lascio a qualcun’altro l’ebrezza di leggerlo e recensirlo 8)

  29. ZweilawyerNo Gravatar says:

    Di sicuro non è penoso come Arsalon o Amon; non lo recensirò, ma immagino che potrebbe attestarsi intorno ai 40/100.
    Probabilmente Menozzi è un ottimo DM, ma per scrivere bisogna affinare anche altri strumenti.

    Ho aggiunto la foto di Tupac e quella copertina… FAIL.

  30. AngraNo Gravatar says:

    Riciclare in modo subliminale personaggi che già hanno avuto grande successo è un’ottima idea. Ad esempio, se io scrivessi un western che ha per protagonista un pistolero con la barba e i capelli lunghi, metterei in copertina Gesù.

  31. LhaihderNo Gravatar says:

    Letto con molto piacere, complimenti per la resistenza dimostrata, quanto al libro, beh, si commenta (e male) da solo.
    Saluti, Lhaihder.
    PS: Tupac forse non era uno stinco di santo, ma questo sfregio post mortem non lo farei nemmeno al mio peggior nemico.

  32. AngraNo Gravatar says:

    Ma no dai, lo puoi anche vedere come un omaggio. E poi chissenefrega di Tupac :)

    A me onestamente la copertina piace. La copertina deve avere la funzione di essere accattivante, di attirare l’occhio del lettore, e questa lo è.

    Ok, c’entra solo parzialmente col romanzo, ma questo è vero per la maggior parte delle copertine, che nella migliore delle ipotesi sono neutre e interscambiabili. Qui almeno si sono presi la briga di fare una copertina apposta.

  33. LhaihderNo Gravatar says:

    A dire la verità, ho sempre considerato moltoimportante la scelta della copertina, e non solo per il fantasy (ricordo che una volta vidi una copia dei dialoghi platonici che avevano come copertina una scena del fregio ionico del Partenone, non c’era alcun collegamento diretto tra le due opere, eppure era stato usato per rappresentare il messaggio di Platone) allo stesso modo solitamente per le opere di Kafka si scelgono quadri di Magritte e per le opere di Wilde quadri inglesi di fine ’800.
    Nel fantasy è divero, perché solitamente vi sono disegnatori scelti all’uopo (o comunque si usano disegni inediti e non opere già conosciute), e così abbiamo scene un po’ particolari (e non prive di fascino).
    Chissà se esiste una “copertinologia” o comunque una scienza che si occupa delle copertine dei libri.
    Saluti, Lhaihder
    PS: credo tu abbia ragione, forse è stato davvero un omaggio a Tupac (o almeno è stato scelto uno che gli somigliava), ma almeno io di omaggi del genere ne farei a meno. :choler:

  34. AngraNo Gravatar says:

    Ripensando un po’ a tutta la questione, non vorrei che ci fosse un equivoco su questo romanzo. Se lo scopo era pubblicare e vendere, Menozzi ha fatto un lavoro molto professionale: il romanzo è scritto male, ma non male a caso, è scritto male proprio come deve essere scritto male un fantasy italiano, e infatti il pubblico lo sta premiando.

    La scrittura pacchiana, l’inforigurgito a piene mani, i pezzenti che si esprimono in finto aulico, sono tutti errori nella narrativa, anche quella di genere, ma nel fantasy per il mercato italiano diventano elementi di pregio.

    L’amicizia con Baccalario sarà stata indispensabile per fare arrivare il manoscritto sulla scrivania di un editor senza finire dritto nel tritarifiuti ancora in busta chiusa, certo, ma se il romanzo fosse stato scritto in modo decente – decente in senso assoluto – Baccalario o non Baccalario non sarebbe mai stato pubblicato.

  35. M.T.No Gravatar says:

    Ecco cosa m’è mancata: la fortuna. Devo essere più oculato e cercare meglio le amicizie :D

  36. M.T.No Gravatar says:

    Battuta a parte, quando si è agli esordi si ha la convinzione che abbondare nelle descrizioni, scrivere tanto portando a esagerare, renda più interessante il soggetto. In realtà appesantisce, ma questo lo si capisce con l’esperienza.
    Per quanto ho scritto, ho notato che esageravo con l’uso degli aggettivi possessivi, tra le altre cose.

  37. ZweilawyerNo Gravatar says:

    Ciao M.T., benvenuto. In effetti sono convinto che ogni autore fantasy attraversi delle fasi ben precise prima di raggiungere una narrazione matura (il 90% si ferma molto prima). Penso che la prima sia la “Fase della Discarica”, ovvero: “Oddio non riuscirò mai a scrivere 300 pagine! Ora ci butto dentro tutta la merda che mi viene in mente e allungo il brodo descrivendo un mattone per 2 pagine!”
    Ecco, molti autori proprio non riescono a superarla.

  38. TengerNo Gravatar says:

    Io sono nella fase “Oddio, ho scritto 1000 pagine, dov’è che posso tagliare, che sennò il lettore si svena?” >_< Sintesi, sintesi!

  39. AngraNo Gravatar says:

    Oddio non riuscirò mai a scrivere 300 pagine! Ora ci butto dentro tutta la merda che mi viene in mente e allungo il brodo descrivendo un mattone per 2 pagine!”

    Il Ghirardi, con la bellezza di due romanzi pubblicati da una grande casa editrice, è ancora in questa fase. Il/la suo/a editor pure. Vengonoi fuori perle del tipo:

    guardò le lancette dell’orologio analogico che portava al polso

    che fanno impallidire gli erbosi prati del Maestro.

  40. M.T.No Gravatar says:

    Grazie del benvenuto :). Parlo per esperienza personale: all’inizio viene di scrivere di getto, si ha voglia di riempire più pagine possibili, perché più sono meglio è. Quando si rilegge lo scritto più e più volte, ci si accorge che almeno il 20% è superfluo e che quantità non è sinonimo di qualità.
    Riuscire a catturare l’attenzione con poche pennellate non è cosa facile.

  41. dunsenyNo Gravatar says:

    su questo romanzo so cose che voi umani….:lol:

  42. ZweilawyerNo Gravatar says:

    Parla dunque, o taci per sempre!

  43. dunsenyNo Gravatar says:

    meglio tacere… deontologia (o dentologia ? mah) :bloody:

  44. dr JackNo Gravatar says:

    L’articolo 5 bis del codice deontologio del male afferma quanto segue:
    Chiunque, mediante verbo scritto o parlato, produce un’allusione ambigua e non porta la stessa a compimento, chiarificando quanto intendeva dire, viene punito:
    a) con l’investitura del titolo -quello che spara cazzate-, se trattasi di allusione compiuta al fine di apparire -uno che sa-;
    b) con la sottrazione di 5 punti dalla scala di rispetto della compa del muretto della via del sole dell’inferno, se l’allusione non può essere compiuta causa mancanza di strafottenza e coraggio;
    c) con il silenzio contrariato, nel caso di A+B!
    Alla pena diminuita della metà soggiace chi ha compiuto il reato di “allusione” in un più grande disegno delittuoso di crimine contro l’umanità.

    La deontologia è importante.

  45. dunsenyNo Gravatar says:

    allora sono nei guai, si possono cancellare i post? :oups:

  46. FrundsbergNo Gravatar says:

    potremmo perdonarti qualora inviassi una mail a Zwei in cui vuotiil sacco e Zwei provvedesse poi a riportarci il tutto…premurandosi ovviamente di cancellare questo e gli altri messaggi inerenti la cosa 8)

  47. dunsenyNo Gravatar says:

    preferisco seguire il consiglio di Zwei e taccio. Comunque non era niente di più gustoso della recce della Saga di Esmeria. insomma ho sprecato un’occasione per starmene zitto. :aie:

  48. ZweilawyerNo Gravatar says:

    Sto cercando di impostare una recensione di questo abominio che non sia una catene di improperi verso chiunque abbia realizzato e/o collaborato alla realizzazione del Re Nigga.

    TRASH TRASH TRASH

  49. AlberelloNo Gravatar says:

    Ti prego Zwei, nel nome dell’Onnipotente, per una volta cerca di non fare batture sui NeGri. Questa volta sarebbe troppo facile, come sparare sulla croce nera.

    Stupiscimi, sfotti i bianchi. xD

:p 8) :lol: =( :8 ;) :(( :o: :[ :) :D :-| :-[) :bloody: :cool: :choler: :love: :oups: :aie: :beurk:

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