Riassunto della parte I:
Arsalon fa schifo al cazzo, non lo comprate.
3. Militaria (continua)
Dopo aver optato per una strategia militare degna dell’esercito Inca, gli elfi entrano nel territorio dell’Impero. Grazie a Dio, ci sono ben due città, Cors e Stad, che decidono di vendere cara la pelle. Oh! Finalmente un assedio, anzi, due assedi! Azione a manetta, combattimenti, budella volanti, non sto più nella pelle!
Cors era caduta in pochi giorni e Stad l’aveva seguita a ruota. Non c’era stata alcuna resistenza…
Siamo di fronte a un record assoluto: 51 battute (spazi esclusi) per due assedi! L’Impero continua a dimostrare di avere delle truppe da Una Pallottola Spuntata. In una settimana perde metà dei suoi territori e due città fondamentali senza battere ciglio. Non so se questa parte sia stata scritta da Siccardi, dalla Montanaro o dall’editor, ma chiunque sia stato, pretendo che si sottoponga volontariamente al giudizio della mia zweihander.
Alla fine però, il sistema di comunicazione dell’Impero (Filippide) porta la notizia del disastro nella capitale. C’è aria di mobilitazione generale, tanto che Vikrian viene svegliato in piena notte, proprio mentre stava subendo l’ennesimo, becero abuso sessuale. I cadetti vengono riuniti nella sala mensa e informati della ignominiosa caduta di Cors e Stad:
Andremo loro incontro con tutte le forze che abbiamo a disposizione, considerate la battaglia un allenamento sul campo.
Molto pene. “Non vi preoccupate, dall’esito di questa battaglia dipende la sopravvivenza dell’Impero, ma voi prendetela come un allenamento. Avete presente l’addestramento con pongo e didò che avete fatto in questi giorni, ecco, usatelo. Ehm…ho scordato qualcosa in macchina…un attimo solo…”
VROOOMMMMMMMMM
Anche la catena di comando decisa per la battaglia lascia presupporre una grande preparazione da parte degli ufficiali imperiali:
Agli allievi del terzo anno vennero affidati i ragazzi del secondo, mentre gli studenti più giovani ed inesperti vennero inseriti nei reparti centrali, insieme agli ufficiali a cavallo di draghi in modo da essere più sicuri e difesi.
Giusto, meglio fare in modo che il centro dell’esercito sia un panetto di burro, fatto di poppanti e cavalieri dragheschi che devono pulirgli il moccolo. Ad esempio, l’esercito romano repubblicano pre-mariano schierava in prima linea i più giovani e meno esperti (la carne da cannone), mentre utilizzava i veterani (triari) come ultima difesa.
Ad ogni modo, la novella Armata Brancaleone giunge davanti a Stad, difesa degli elfi. Essendo in minoranza numerica, questi ultimi hanno preso la saggia decisione di schierare l’esercito fuori dalle mura! Sigh…non c’è speranza. L’ennesima trovata che esce dagli schemi mentali di un sapiens sapiens normodotato.
Ma gli elfi sono fiduciosi, tanto che un loro comandante si immedesima troppo nel film visto la sera precedente: 300.
Domani banchetteremo a Merivia!
Oltre alla scopiazzata, questa battuta lascia presupporre che Merivia sia a un giorno di cammino da Stad, riducendo le dimensioni dell’Impero a quelle di un tavolo da ping-pong.
Poche righe dopo, abbiamo una struggente dimostrazione della resistenza degli elfi.
Lo scontro armato arrivò pochi minuti dopo, quando gli orchi raggiunsero i primi reparti della difesa elfica. Chantal osservava preoccupata l’intero fronte: c’erano troppi nemici perchè ci fosse una possibilità di vittoria e l’esercito elfico si stava assottigliando, schiacciandosi contro le mura della città.
A pochi secondi dall’inizio della battaglia, l’esercito elfico si assottiglia come una fetta di marzapane contro un tavolo. Che guerrieri fieri, indomiti…e immortali!
E poi, verrebbe da dire “Grazie al cazzo che vi schiacciano contro le mura, vi ci siete messi voi! Potevate starvene sugli spalti a tirare acqua bollente e macigni sulla capoccia dell’Armata Brancaleone, ma Siccardi & Montanaro hanno deciso di coglionizzarvi in modo esponenziale ad ogni pagina, tanto che alla fine del libro tornerete ad essere creature unicellulari nel brodo primordiale”.
Gli elfi sono vicini alla disfatta, ma ecco che anche Chantal decide di gettarsi nella mischia (nonostante la sua esperienza in battaglia sia pari a zero:
…Chantal si riappropriò della spada e si lanciò di nuovo a combattere. Aveva i muscoli tesi come gli elastici di una fionda, pronti a lanciare colpi violenti e decisi. Saltò su un orco e lo colpì ripetutamente alle spalle. Era divenuta una macchina da guerra…Desiderava solo uccidere
Un brano che mi fa porre serie domande sull’esistenza di Dio. Scontro raccontato, ovviamente, e infarcito di termini moderni, “elastici” ( i quali presuppongono la vulcanizzazione della gomma) e “macchina”, che stonano come due ruandesi senza machete in mano e pizza di fango nel piatto. Chantal ci mette esattamente cinque secondi a diventare una guerriera cazzuta, ma poi entrambi gli autori devono essersi accorti che la battaglia sta divenendo una katabasi nell’oscenità narrativa. Optano quindi per la soluzione universale:
(Chantal) Svenne in preda al terrore.
La battaglia, l’annientamento degli elfi e la scoperta di Sidereus\Darth Vader, portano Chantal a una riflessione approfondita sulla guerra:
Ho paura, la guerra non è una cosa bella. Porta morte, distruzione e non potrò mai rivedere molte persone che prima potevo incontrare tutti i giorni.
Ho riportato tutto alla lettera, giuro. Chantal, sei un’elfa tanto speciale, eccoti l’insegnante di sostegno e tanti pennarelli colorati. Come? Cos’è questo gesto con la mano? Ah niente, è il via libera per annattene a fanculo!
4. Ammappa che Mappa
Il mondo di Arsalon è davvero originale! Uomini, orchi, elfi, nani, gnomi, folletti e fatine vivono nelle varie regioni dell’Impero. Ognuno ha il proprio re, ma in realtà si tratta di governatori sottoposti all’autorità imperiale. Ora, lasciando da parte il sistema istituzionale, vorrei concentrarmi sulla mappa, e in particolare sulle dimensioni dell’Impero. Se la Strazzulla ha sbaragliato la concorrenza con una mappa da isteria collettiva, Siccardi & co (nsorte) sono riusciti a fare anche di peggio (o di meglio?).
Il “vasto” (cit.) Impero di Arsalon è grande più o meno come un campo di calcio, e perdipiù ci vivono stipate come acciughe tutte le razze già menzionate. I nani scavano gallerie e bevono birra, gli uomini sono cattivi e distruggono le foreste “per profitto”, gli gnomi sono mongoloidi tout-court, gli orchi non sono da meno, ma la vera razza inferiore sono gli elfi. Naturalmente si tratta di esseri bellocci e immortali, con un membro che struscia in terra e in perfetta sintonia con la natura. Ciononostante, vivono da migliaia di anni in un fazzoletto di terra grande più o meno come la provincia di Milano. Il centro vitale della loro capitale è, manco a dirlo, l’albero di Avatar, di cui si sa solo che è alto, molto alto, tanto alto, bello alto. Insomma, abbastanza alto che dalla cima:
…Si poteva scorgere gran parte dell’Impero. Una distesa di alberi accompagnava lo sguardo fino al lago Emerald e alla fine del grande specchio d’acqua svettava la torre d’oro della città imperiale.
Questa info mi ha portato a fare un calcolo approssimativo delle dimensioni dell’Impero. Sappiamo che la massima visibilità da una montagna di tremila metri (Gran Sasso) è di circa 190-200 km. Parliamo di una giornata con un bel sole , zero foschia e zero nubi. Ora, immagino che Arsalon non sia troppo diversa dalla Terra, ma voglio comunque esagerare. Le sequoie giganti più grandi possono raggiungere i 90 m, quindi facciamo pure che l’Arbrill sia il quintuplo (450 m). Dalla sua sommità si riuscirebbe a vedere a soli 40 km di distanza! Vabbè dai, andiamo oltre i limiti del buonsenso e diciamo che sia alto 1000 fottutissimi metri, la visibilità sarebbe comunque inferiore ai 100 km. Secondo questo primo calcolo quindi, la distanza fra Lasmer e Merivia dovrebbe essere di 100 km circa, praticamente da Roma a Rieti o da Milano a Torino. Io la definisco “vastità”.
Nel proseguo del libro, troviamo altri indizi sulle dimensioni di Arsalon. Spesso sono contraddittori, quindi è difficile estrarne delle informazioni precise. Da Sinderwood a Edgemint si parla di tre giorni a cavallo (Vikrian e Ghinta), quindi di circa 150 km, almeno stando alle tabelle di percorrenza della cavalleria presenti sui manuali e sul web:
Da www.warfare.it
Senza limitazioni di una situazione tattica, o temperature estreme, in terreno normale, su buone strade, con sufficiente foraggio, e uomini e cavalli addestrati, la cavalleria può marciare ad una velocità di 6-6,5 miglia (Km. 9,7-10,5) all’ora, per una distanza di 35 miglia (Km. 56,5) al giorno.
Quando Amir torna dall’Isola della Magia, dice che ci vorranno due settimane a piedi per raggiungere lo Spredan. Considerando che un legionario romano superaddestrato percorreva 24 km al giorno, presumo che Amir, gobbo come Leopardi, riesca a farne 20 (direi 12, visto che si tratta di 2 settimane consecutive di marcia, ma voglio esagerare visto che siamo in un fentesy), per un totale di 280 km. Ancora una volta ci troviamo a fare i conti con la vastità terrificante di Arsalon, l’Impero grosso come un campo di calcio. Per finire, resta da dire che gli Elfi, partendo da Lasmer, conquistano Cors e Stad in una settimana. Pur considerando che il tempo impiegato per gli assedi sia pari all’eterosessualità di Sevrian, ovvero nullo, e portando la velocità di marcia a 25km al giorno, la distanza rimane comunque inferiore a 175 km.
Ad essere larghi di manica l’Impero, da Vandergart (Orchi) a Lasmer (Elfi), ha un’estensione di circa 450 km. Per fare un esempio, Roma-Bologna sono 415km… Arsalon farebbe impallidire anche l’Impero di Alessandro Magno, Gengis Khan si butterebbe in ginocchio ad adorare lo sterco fumante di Merd II e III (nomen omen). Per rendere più facile il paragone, ecco una proiezione delle immense lande siccardiane su una cartina della nostra amata penisola.
5. MMS (Mongol Magic System)
Abbiamo scritto trecento pagine a cazzo di cane, perchè mai dovremmo metterci a studiare un sistema magico coerente? In qualsiasi libro fantasy, prima o poi, bisogna affrontare il discorso MAGIA. Manco a dirlo, in Arsalon la questione diventa drammatica già dopo poche pagine. L’Imperatore, che ha maghi e stregoni alle sue dipendenze, viene ammazzato come un barbone nella Ney York di Giuliani. Basta una frazione di secondo, un fulmine verde et voilà, Imperatore retard flambè. Da ciò deduciamo che il Signore Oscuro sia praticamente onnipotente, e gli basterebbe poco a soggiogare re e regni se solo lo volesse.
Ma procediamo con ordine. Uno dei personaggi, Amir, studia presso l’isola della Magia (sob!), una copia carbone di Hogwarts ai limiti del plagio. Gli esami sono vicini, e Amir pensa bene di esercitarsi in due “classi” di sortilegi: Levitaserum e Vetrosium.
Aumenta il retrogusto potteriano, e mi viene da chiedere perchè diavolo ci sia il latino (utilizzato in tutto il libro) di mezzo, visto che siamo in un altro mondo.
Il Vetrosium richiedeva ampi spazi e una conoscenza della natura del pericolo: consentiva infatti di creare intorno a sé uno scudo di vetro resistente all’acqua, al fuoco, e a tutte le fatture riconducibili ai quattro elementi.
Le fatture, purtroppo per gli arsaloniani, non sono un sinonimo di magie, ma vogliono dire tutt’altro. Da wikipedia: “La fattura è un rituale magico o occulto, in forma di incantesimo, finalizzato a sottrarre o accrescere una presunta energia vitale di un individuo.”
Comunque, Amir decide di usare il Vetrosium “Sevrian style”: gettandosi da una rupe:
Il ragazzo raggiunse il versante sud dell’isola, costellato di alti scogli a picco sul mare…Non era sicuro che sarebbe finita bene. Ma ne valeva la pena. “Se riesco a creare uno scudo protettivo sotto la superficie del mare, sarò certo di saper usare il Vetrosium”. Indietreggiò per prendere una piccola rincorsa e saltò, aspettando l’impatto con l’acqua gelida.
Eh sì, vale la pena ammazzarsi per tentare un incantesimo. Che problema c’è? Se riesce forse andrai bene a un esamuccio, se sbagli non dovrebbero esserci problemi…a parte la morte.
Gli esami della simil-Hogwarts si compongono di una prova scritta e di una pratica. La tristezza inizia a farla da padrone dal primo istante:
…Una maestosa clessidra fece ingresso nella stanza oscillando a una zanna di Mitdher da terra. – Le prove saranno ritirate non appena l’ultimo granello di polvere d’unicorno si sarà posato sulla parte inferiore della clessidra…
Killing me softly, with his book….diceva una canzone…Silente assegna ai potterini diverse tracce, copiando in modo grottesco la prima prova dei nostri licei:
- Si componga un breve articolo che comprenda vita, opere e pensiero dei maggiori alchimisti del nostro tempo-.
E il saggio breve dove lo mettiamo? Ci mancava solo una poesia di Pascoli! Faccio notare che il termine “articolo” presuppone l’esistenza di un qualche tipo di editoria di massa, giornali, riviste, cosa che non emerge affatto in nessuna parte del libro.
La prova pratica è decisamente più movimentata. Le regole dei duelli sono quelle del Fight Club:
Ricordo che è proibito usare le magie oscure, uccidere l’avversario o provocargli ferite gravi. Chi atterrerà l’avversario per più di cinque secondi sarà il vincitore. Che i duelli abbiano inizio!
Regole buone per la lotta greco-romana, ridicole per uno scontro fra maghi, ma vediamo Amir, ligio ai dettami di Silente, che entra in azione:
Dopo alcuni istanti di silenzio, una palla di fuoco partì dal palmo dell’apprendista ma il suo avversario la evitò con destrezza.
Ma che cazzo! Infrange le regole al primo incantesimo! Che pensava di fargli sparandogli una (banalissima) palla di fuoco in faccia, il solletico? L’incontro prosegue con Amir che, improvvisamente, cade nel controllo psicomongolo del Signore Oscuro e mutila Petrus (il suo avversario) di un braccio. Silente inizia a bestemmiare la Madonna e la scena finisce così.
Una volta rinsavito, Amir non sa come comportarsi con Petrus:
…decise ugualmente di andare a trovare Petrus. Forse sarebbe stato meglio scrivergli una lettera di scuse, ma non aveva tempo per pensare…
“Scusa Petrus, ti ho carbonizzato un braccio e distrutto la vita, ma non voglio che questo spiacevole episodio rovini la nostra amicizia”.
Considerato un idiota da tutti i suoi amici e dai lettori, Amir viene rispedito sulla terraferma su una nave degli gnomi:
La forma affusolata permetteva alle imbarcazioni di navigare in maniera facile e veloce. Tuttavia gli gnomi che erano al timone preferivano farle volare affinchè i velieri si usurassero il meno possibile.
Ne avete abbastanza, ma voglio stimolare una vostra riflessione su questi coglionazzi di gnomi, che si fanno un culo così a costruire delle navi gigantesche (con vele, timone, ecc…) per poi “farle volare”. Dannazione, ma allora non è meglio costruire delle chiatte rozze e far volare quelle? Questa è una delle boiate peggiori mai apparse in un fantasy. Anzi no, forse è peggio quando gli autori scrivono che nessuno era mai riuscito a capire come facessero gli gnomi a farle volare. Ma come? Nella simil-Hogwarts ci sono oggetti, che volano fuori dalle finestre, stoviglie che fluttuano e una masnada di supermaghi che hanno piena conoscenza di tutte le arti magiche! Tutti imbecilli, fregati dall’astuzia degli gnomi, oppure siamo di fronte all’ennesima voragine logica? La seconda che hai detto.
Giunto sulla terraferma, ad Amir non resta altro che raggiungere il Signore Oscuro, in modo da apprendere le arti magiche…oscure anch’esse. Anche qui mi aspettavo mesi e anni di addestramento, ma il Villain parla subito chiaro:
-Questa pratica è proibita ed in genere ci vogliono anni di sacrifici per apprenderla, ma noi non abbiamo tempo.- Amir non riusciva a capire cosa intendesse dire, e scrutò attentamente il consigliere mentre gli porgeva un’ampolla che conteneva un liquido violaceo e argentato.
Già, scopriamo subito che un bibitone basta e avanza a trasformare Amir in un supermago cattivo. Una sola domanda: cosa c’è nel bicchiere? Ahi ahi ahi, non è che quel maniaco del Signore Oscuro voglia giocare un brutto scherzo ad Amir, donandogli la sua essenza?
-Devi berla tutta- disse in tono glaciale. Amir obbedì e le sue papille percepirono un gusto dolce, simile ai frutti che con la mamma cercava da bambino.
Povero Amir…povero, povero Amir. Ingoia e ingoia il liquido dolciastro, davanti allo sguardo gaudente dell’anziano maniaco.
Divenuto potentissimo grazie all’essenza del Cattivone, Amir torna ad Hogwarts e ammazza Silente dopo un duello estenuante (un rigo). Decide poi di far passare alcuni dei suoi compagni al lato oscuro della forza. Li fa accomodare su un centinaio di tappeti nel cortile dell’Università e inizia a parlare:
-Fate attenzione, oggi potreste morire-, disse sogghignando. A tali parole, i tappeti si sollevarono, sorprendendo, spaventando e facendo cadere gli allievi. L’esercito di tappeti iniziò ad avanzare verso l’angolo in cui stavano scappando i giovani, che messi alle strette cominciarono a lanciare incantesimi di ogni tipo contro i magici soldati.
Draghi, zombie, mostri mutanti, idre, cazzi a vapore, dinosauri a rotelle, varani di 40 m…NO, basta, bisogna trovare qualcosa di originale! Chi ha detto tappeti? Sì…tappeti, mi fanno venire i brividi.
Inutile dire che gli stessi tappeti diventano i mezzi trasporto dei venti prescelti, mentre ad Aladino Amir è concesso un pegaso.
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continua…



















Segnalo un piccolo refuso all’inizio del capitolo maGGGico: “NeY York”
*Terra Nova guarda la mappa* Poffarre, a nord di Merivia ci sono i Thangorodrim, mi doveva essere sfuggito l’ultima volta che ho sbirciato l’Atlante della Terra di Mezzo! Chissà se zoomando sulla mappa si intravvede Maedhros appeso sul fianco della montagna… da lì ammirerà l’intera Arsalon in tutta la sua spaventosa vastità XD
Angolo serio: la struttura del romanzo manca di qualsivoglia coerenza, specie per i nomi (sì, me la sono legata al dito) e le distanze, ma chi è che ha deciso la pubblicazione del ‘robo’?
Un autore (basta andare su qualche sito di fyccine per toccare con mano) può convincersi di aver scritto un capolavoro, o quantomeno un’opera decente, purché sia sufficientemente ingenuo o abbia evitato come la peste qualsiasi lettura di genere che potesse aiutarlo a sviluppare il proprio senso critico*, per non parlare di eventuali manuali di scrittura, e ciononostante presentarsi con il manoscritto alla casa editrice per farselo pubblicare: ma è a questa, e solo a lei, che spetta il compito di filtrare la merda che le arriva e selezionare le opere decenti, e fornire un buon lavoro di editing per evitare le ingenuità madornali che ancora si possono leggere nella versione pubblicata di Arsalon.
A mio parere, gli autori sono due ragazzi in buonafede ma totalmente incapaci di riconoscere il valore effettivo della loro opera, e in questo sono stati colpevolmente incoraggiati dalla casa editrice, che a questo punto, mi dispiace davvero dirlo, li ha scelti unicamente perché fidanzati e più “spendibili” sul mercato. È tutta colpa della casa editrice, al rogo la casa editrice!!!
*Non mi ricordo i nomi, ma certamente erano più di uno (forse la Troisi, o la Strazzulla), anyway, ci sono autori italiani orgogliosi di non leggere molto fantasy, e ben contenti di dirlo nelle interviste! La domanda a questo punto è: perché scrivi fantasy, se non è un genere che ami particolarmente (non lo leggi nemmeno!)? Forse è l’assurda convinzione che sia più facile scrivere fantasy che non altri genere, o forse sono io a non concepire che un aspirante scrittore non sia per primo un amante della lettura, non si spiega altrimenti la mediocrità e la sufficienza imperanti, almeno per quanto riguarda la produzione italiana…
E mo’ mi sono incazzata e ho esposto malissimo quello che volevo dire e non ho la pazienza per riscrivere tutto, me ne torno a sistemarmi gli appunti e a studiare, adios!
Sono scioccata, ma lollo lo stesso. Questo Arsalon è appeso a un filo: da un momento all’altro cadrà tra le braccia amorevoli di Rocca
A siccardi ho già risposto.
Zwei, io e mio fratello stiamo piangendo dal ridere XD L’esercito di tappeti è un puro colpo di genio. E che dire della lettera di scuse dopo avergli carbonizzato un braccio?
Ma la palma va a Chantal. Mai letto niente del genete se non nel magiko monno delle fyccy =_= E la riflessione sulla guerra… adorabile. Brava bambina. Caramellina?
Mi sa che l’ho già detto su Massacri Fantasy, il mio è un disperato appello agli autori: volete far vedere quanto la guerra sia brutta? Mettere in scena i cattivoni che uccidono e i buoni che si scandalizzano (e uccidono pure, ma solo i brutti) non è efficacie. Mettere in scena un personaggio che sia decisamente una brava persona e che finisce, nella miglior buona fede, a far le peggio cose: QUESTA è la faccia mostruosa della guerra. Questa è impressionante. Altrimenti sembra una parabola retard per bambini diversamente intelligenti.
Mi domando come facciano a polverizzare gli unicorni. Fanno seccare la carcassa al sole e poi la passano con una macina? Meno male che gli autori volevano evitare la violenza. Cacciare unicorni per farne polvere da clessidra è un passatempo nobile e giusto. E immagino che il perché della polvere invece della sabbia sia “Perché sì, è fentasi!!!!1!”
@Charblaze: che ne sai, magari non serve ucciderli. La cacano in seguito ad abbuffate di erba gatta (o erba unicorna?). Chissà…
Peraltro, diciamo la verità: anche Hogwarts è un plagio (dell’isola di Roke, nei libri della LeGuin). Quindi qui siamo al plagio del plagio. Si annullano a vicenda o si assommano?
Le risate continuano, grazie Zwei!
L’insieme di militaria dementi è allucinevole, dopo essermi letta Fanteria dello spazio mi vengono i brividi a confrontarli, anche solo per un istante! Stesso rigore nella descrizione del mondo militare…
E la mappa… Credo che batta abbondantemente la Strazzu, anche se ancora Le cinque stirpi vince il trofeo di inutilità! ^_^’
Concordo con Tenger e fratello, l’esercito di tappeti volanti è una chicca.
Quanto alla principessa Chantal, gaudio giubilo e gioia per la sua subitanea trasformazione in guerriera cazzutta (che gli elfi di Arsalon vadano in berserk?) seguita da comodo svenimento! E chissene se il nome fa un po’ succo di frutta, un po’ sciampista e un po’ pornostar (non era lei che se ne stava svaccata su un ramo come una sirena sullo scoglio?), a noi piace così: svenevole, cliché e elfica.
Tra l’altro: la darà mai a qualcuno o oltre ad avere un nome “fuori tema” per un’elfa è pure costretta alla castità dalla politica editoriale di N&C?
Altra grande domanda: non è che gli elfi la guardano male non perché figlia del re che si è arreso ma perché ha un nome esterofilo?
Ora voglio la terza parte: la cioccolosità (o quel che era) credo sarà la ciliegina sulla torta. E poi devo, DEVO sapere quali sono le cose che contano veramente, nel fentesi come nella vita!
Ma no! E io che mi ero immaginato tutto un giro traffici illegali, dal bracconaggio ai cinesi che acquistavano i corni per farne polverine da usare nella medicina tradizionale.
Si moltiplicano.
Io invece mi rimangio tutto (così il Siccardi è contento): questo romanzo è troppo vergognosamente brutto perché in Newton & Compton pensassero davvero di venderlo, fidanzati a prescindere. Immagino che dovessero un favore a qualcuno che doveva un favore a qualcun altro, e si siano tolti il pensiero.
Anche perché la storia come la racconta il Siccardi appartiene al mondo del sogno bagnato di ogni esordiente molto più che alla realtà, a meno che non si disponga appunto di una “spinta” di quelle giuste:
Ah bene, c’è pure un agente… la lista dei colpevoli si allunga…
Tutto questo mi fa venire in mente il classico film catastrofista americano, in cui il destino del mondo non-a-stelle-e-strisce viene spiegato con frasi del tenore:
Che tristezza. Che tristezza.
Vogliamo parlare dei fiumi che di punto in bianco cambiano direzione e formano anse a U in senso opposto a quello percorso, e che, nonostante la presenza di anse che indicano un terreno abbastanza pianeggiante da implicare una corrente lenta e sinuosa, non formano un delta neppure sotto tortura? Ma parliamone. Spero che il fatto di mantenere la stessa ampiezza dalla sorgente alla foce sia solo un espediente grafico come il passaggio dalla proiezione ortogonale (in basso) alla prospettiva (in alto) nella cartina. Che peraltro mi lascia assai perplesso.
[...] Guarda Articolo Originale: La Profezia di Arsalon: la Caporetto del Fantasy (II) « Zweilawyer [...]
Un paio di piccoli problemi nellai coerenza interna di un romanzo sono accettabili, in fondo capita anche nella vita reale che dei personaggi agiscano come degli idioti, fuori da ogni logica, ma quando parliamo di CENTINAIA di idiozie il discorso cambia. Qui gli autori non ne azzaccano una neanche per sbaglio, il che mi fa pensare a un prodotto goliardico voluto dalla N&C per accontentare gli appassionati di fantatrash.
solo una precisazione: la visuale dipende dal raggio del pianeta (all’incirca SQRT(2*h*R) dove h è l’altezza dal suolo) quindi se il pianeta del romanzo avesse un raggio maggiore la visuale sarebbe maggiore. era solo per non gravare di inconsistenza l’analisi di un’inconsistenza.
Ma un raggio maggiore presuppone una durata del giorno maggiore, oppure una maggiore velocità di rotazione, quindi un tipo di evoluzione della vita decisamente diversa, una gravità diversa, una diversa distanza dall’astro principale. In poche parole un bel casino. Ed in ogni caso la proporzione dell’impero rispetto alle dimensioni del pianeta rimarrebbe ridicola.
Benvenuto NOx, spero ti troverai bene qui
La tua è una giusta precisazione. Naturalmente è la curvatura della Terra ad impedire una visuale più ampia anche da posizioni elevate. Tuttavia, ho dato per certo che il pianeta di Siccardi (che Sevrian chiama “Terra”…argh) abbia più o meno le dimensioni del nostro. Fosse più grande, mi aspetterei una distribuzione dei popoli e delle razze non confinata a un cerchio del diametro di 450 km! Anche la dimensione delle creature dovrebbe essere maggiore…
Zwei, hai un bel sito e poi devo conoscere il nemico, dovendo uscire anche io nel prossimo futuro con un nuovo parto del fantatrash italiano
per cui mi aspetto critiche crudeli, ma precise. Comunque a parte l’esito del libro, metterei la firma subito per avere l’aplomb di Siccardi nell’affrontare le critiche; come sai, nel fantasy italiano c’è chi le affronta in modo ben diverso
Oltretutto (ma è un po’ cercare il pelo nell’uovo) ad influire sulla visibilità è anche l’atmosfera e l’umidità dell’aria, nonché il pulviscolo. Anche in una giornata serena e asciutta oltre un tot non si riesce a vedere, a prescindere dalla curvatura della superficie. Voglio sperare che il pianeta del romanzo sia dotato di un’atmosfera come la nostra, sennò addio laghi, fiumi, pioggia (d’acqua, ovviamente. Le pioggie a base di acido solforico non penso permettano la nascita di vita vegetale, figurarsi animale).
Quindi N&C li avrebbe scelti solo “per te”, Zwei? Ehi, di chi sei parente per avere libri scritti apposta per il tuo personale sollazzo!? O_o
Devo dire che mi sono letta le pagine del forum di Knight and Princess su sta porcheria e Siccardi sembra sempre più clueless e folle…
Tra l’altro, devo dire che come inzio, quello degli stralci sul sistema di misura “a drago”, ha sortito il peggiore degli effetti: letta quella immonda vaccata senza senso, non ho più trovato la forza o il coraggio o la follia di proseguire. Giuro che ci ho provato, ma proprio non riesco.
Se volevate accattivarvi il lettore, ottimo lavoro, signori!
@Nox
Mi aspetto una succosa anteprima allora. Comunque per entrare nel fantatrash bisogna scrivere un disastro, qualcosa che starebbe meglio sui rotoli di carta igienica che sulle pagine di un libro.
Sto cominciando seriamente ad apprezzare il fantatrash.
Zwei, potresti avermi sulla coscienza.
@Zwei
non posso essere più preciso, ma trattandosi di un’ucronia ambientata nel Basso Impero, le potenzialità per essere un capolavoro del fantatrash ci son tutte.
@Zwei: Veramente per le dimensioni delle creature dovrebbe essere il contrario. Un pianeta più grande ha una gravità maggiore, animali di grosse dimensioni dovrebbero avere un apparato muscolo-scheletrico spropositato per contrastare la forza di gravità superiore. Infatti gli animali più grossi della terra vivono nei mari, dove la spinta idrostatica riduce l’effetto della forza di gravità.
Eh eh, era una trappola per vedere se ci cascavate!
…ehm, no….
Occhio a non confondere dimensioni con proporzioni…una gravità più accentuata renderebbe le bestie molto più tozze (per i motivi esposti da Charbalize), ma non necessariamente più grosse o più piccole
ma ciò impedirebbe la crescita in altezza di un albero, che deve sempre combattere la forza di gravità. E quindi siamo punto e a capo. La visibilità rimarrebbe comunque limitata, in questo caso dalla gravità del pianeta.
Ah, se gli scrittori fentasi in erba leggessero ogni tanto un po’ di fantascienza d’annata…
Mah, io francamente un pianeta grande 10 volte Giove dove per qualche motivo (o anche senza un motivo) gli abitanti sono efebi rachitici alti 20 metri e larghi 2cm, come lettore non avrei grosse difficoltà ad accettarlo, fisica o non fisica. Sarà che sono di bocca buona, però si rischia di andare un po’ fuori da binari. Le minchiate colossali di libri come questo sono ben altre, e IMHO decisamente peggiori.
Effettivamente le “prassi” sarebbe che in un pianeta con gravità molto maggiore gli esseri si svilupperebbero naturalmente nell’ambiente acquatico, dove la gravità praticamente si annulla, oppure ci sarebbero esseri che vivrebbero sula terraferma, ma dovrebbero essere muniti di un apparato muscolo-scheletrico non indifferente. Pure le dimensioni ne soffrirebbero. Ha ben scritto chi ha detto che balene (e altri bestioni) vivono nei mari. Sulla terra sarebbe abbastanza difficoltoso. Non pensate ai dinosauri come scappatoia, l’evoluzione della terra ha seguito binari precisi, e le condizioni dell’etmosfera di allora non sono le stesse che abbiamo oggi.
Potrebbero anche svilupparsi “forme viventi” inusuali, come cristalli “viventi” o chissà quali altri scherzi della scienza “fatta con i se”.
In un pianeta con minore gravità invece le creature riuscirebbero a spostarsi con più facilità, sicuramente con una notevole espansione sulla terraferma e nei cieli.
Le creature inoltre sarebbero più “leggiadre” ed aggraziate, questo perchè non necessitando di un sistema muscolare possente l’aspetto risulterebbe “gracilino”. Sempre che si pensi ad un modello di essere vivente su quello mammifer-rettiliano! Per atropoda e mollusca invece sarebber ben altre questioni, almeno per quanto riguarda “l’aspetto”.
Le proporzioni di vegetali, animali e cristalli, miceti, tutti i cazzi che volete insomma, potrebbero effettivamente essere abnormi!
Ricordate che un forte limite per lo sviluppo delle piante e degli animali è che la “pompa” cardiaca deve sparare litri e litri di sangue verso un cervello posto troppo in alto…cosa non facile quando vi è troppa gravità.
Idem per quanto riguarda i vasi cribro-legnosi delle piante, che funzionano per capillarità, la quale cessa di funzionare oltre certe altezze.
se ho scritto qualche cagata, vogliate perdonarmi, ma ho lavorato tutto il giorno sotto il caldo africano e sono più morto che vivo. Ho letto i commenti al post ed ho iniziato a scrivere. Non so che m’è preso!
Sempre a proposito della gravità, gli astronauti in orbita (o sarebbe più corretto dire ‘in caduta libera’) attorno al pianeta subiscono una elongazione della colonna vertebrale di almeno 5-6 cm, mi pare, solo a causa della mancata gravità (sembrando tutti gobbi o privi di collo ^^); per lo stesso motivo, i primi giorni in orbita, quando il pompaggio del cuore è ancora in modalità ‘terrestre’, quasi tutti mostrano facce gonfie ed arrossate, a causa dell’accumulo di sangue nella parte superiore del corpo…
C’è anche da dire, però, che un pianeta a minore gravità avrebbe una atmosfera molto più rarefatta che svantaggerebbe organismi con troppa carne da ossigenare, a meno di ipotizzare forme di vita basate su processi completamente diversi dai nostri.
Terra Nova
Sorvolo sulle questioni fisiche e gravitazionali perchè ci capisco poco.
L’assedio davanti alla mura e l’esplosione dell’eroina ti lasciano un po’ così, è vero. Ma io aspettavo di sapere come era organizzato il sistema magico e… e… Non l’ho capito. A parte quel Levitaserum che sembra il mischia mischia di due incantesimi potteriani, il resto è semplice uso di incantesimi? Già il fatto che si usi il termine fattura al posto di incanto non convince molto. Comunque mi associo all’ente protezione unicorni
Vero, però la poca necessità di energia muscolare per gli spostamenti (volo in planata? sacche corporee gonfie di gas leggeri -o aria- come le caravelle portoghesi e i nautilus?)
Chiaramente l’alternativa del sistema “di combustione” cambierebbe tutto.
Perchè non farli funzionare come dei simpaticissimi esseri viventi che vivono attorno ai camini naturali (black smokers) o come i gioiosi miceti anaerobi che ad esempiono ci fermentano la birra? ^^
è ora di andare a dormire.
dopo le parentesi ci manca un pezzo!
“la poca necessità di energia muscolare per gli spostamenti (…) non richiederebbe un grande consumo di ossigeno.
@Tolman: le piante se la cavano piuttosto bene, scaricando gran parte del peso a terra…basterebbero piccoli adattamenti morfologici (anche qui, si tenderebbe a compattare le forme, avendo alberi più tozzi e con ramificazioni più contenute)
Il problema ce l’avrebbero coloro che sono costretti a muoversi…
@Lessà: le condizioni gravitazionali della Terra al tempo dei Dinosauri erano identiche alle attuali e la vita ha potuto comunque svilupparsi anche in forme gigantesche, lo stesso potrebbe benissimo accadere anche in pianeti con una gravità maggiore.
Scusate per l’OT, mi sa che è il caso di tornare a parlare del capolavoro di Siccardi, altrimenti Zwei ci prende a piattonate ^^
@Diego
Sono d’accordo. Togliendo tutte le n-mila minchiate di dui è farcito il romanzo, dai difensori schierati fuori dalle mura alle focaccine cioccoslurposone, resta il fatto che è scritto da gente che non ha la minima idea di cosa significa scrivere (compresa l’editor nell’improbabile caso in cui fosse convinta di aver fatto un buon lavoro, o anche solo un lavoro).
Diciamo che per destinare il manoscritto al bidone della carta da riciclare bastava il modo sottodilettantesco in cui è scritto, mentre le potenti cazzate che si srotolano a ogni pagina danno quel valore aggiunto (“ciliegina sulla torta”) che lo consegna al podio della fantarumenta.
Anche io consiglierei di abbandonare la discussione sulla dimensione dei pianeti. Arsalon dà talmente tanti spunti da non meritare alcun OT.
Ricordate poi che non ho accennato, né lo farò nella parte III, alla sintassi suina o alla punteggiatura insensata. Sarebbe stato pane per Gamberetta, mentre io ho preferito attenermi alla regola del WTF! Anzi, italianizziamo l’acronimo in MCC – Ma Che Cazzo! -, suona meglio.
Ma porca miseria Zwei, quanto tempo hai perso per commenta’ ‘sta cazzata?
Sul serio, dopo un po’ passa il gusto. So che sei un cultore appassionato, ma riuscire ad arrivare fino alla fine deve essere stato terribile. Invece di partorirci qualche altro gustoso articolo su, che so, le alabarde non spaziali.
Come hai fatto a non annoiarti? a trovare la forza per prendere appunti, andare a fare controlli incrociati e compagnia?
Sul come sia stato pubblicato invece non ho il minimo dubbio.
Di solito leggo sempre con una matita, me lo ha insegnato una prof. del liceo che maledivo a quei tempi e che invece oggi ringrazio. Segno a bordo pagina i WTF moments con una numerazione progressiva (in Arsalon sono arrivato a 204) e una lettera per identificarli dal punto di vista del contenuto (D=distanze sballate; MS= Military shit; ecc…).
La terza parte, oltre a essere la più divertente, sarà la più leggera, ma prima vorrei pubblicare un lungo articolo sugli albori dell’Inquisizione e la crociata contro gli albigesi.
No, no! Dopo gli albigesi, prima il pattume!
Mi sia permesso di rispondere visto che mi si sta addebitando una cosa che non ho scritto
Ho parlato di atmosfera, non gravità!
Cioè i valori dei gas presenti nell’aria.
Questi si che son variati innumerevoli volte nel corso della storia del pianeta!
@Lessà: pardon, errore mio… ^^’
Ad ogni modo il succo del discorso non cambia (dato che per quanto riguarda l’argomento dell’OT questo fattore è ininfluente) e i Dinosauri (ma non solo loro) restano un valido esempio di quanto in là possa spingersi in là l’adattamento delle forme di vita
Per il resto mi accodo a Diego, prima il pattume! ^^
no ti prego prima l’inquisizione
E comunque. Il metodo del tuo professore può essere interessante a scopo recensione, ma in generale non è una gran rott… voglio dire, non ti guasta l’incommensurabile piacere della lettura? :P
No, prima il resto di Arsalon! Zwei-senpai, onegai ;_; Non puoi lasciarci col fiato sospeso!
@Ema
Non saprei definire quanto piacere sottrae alla lettura e quanto ne aggiunge. All’inizio era pesantissimo, mentre ora, quando manca la matita, mi sembra di leggere ignudo. Diciamo che al momento, leggendo quasi sempre sull’ebook, sono in una fase di transizione. Spero di passare presto a un dispositivo che abbia un pennino per gli appunti…
L’articolo sull’Inquisizione è abbastanza complesso e vorrebbe essere il primo di una nuova serie, ma devo valutare con attenzione i tempi tecnici. Non aspettatevi il solito pastrocchio “No Vat”, la situazione era molto più complessa di quel che si crede.
@Tenger
Smettila di chiamarmi come se fossi un nanerottolo dal muso giallo con il sakè in una mano e la katana nell’altra
p.s. anche oggi qualcuno è giunto sul blog digitando su google “tenger bikini in cuoio borchiato”. Io inizierei a preoccuparmi…
Ok, visto che attiro pervertiti e flamers (per la gioia del tuo contavisite) puoi accontentarmi postando il terzo capitolo di Arsalon ^_^
Sumasuma, dimenticavo che sei la nostra Eminenza Grigia, Zwei the Puppet Master U_U
Oggi o domani la terza e ultima parte. Intanto potete votare la rece su aNobi dal link in fondo all’articolo o da qui.
Voglio, anzi no, pretendo (dall’alto di… nulla!) la terza parte: fallo per noi, fallo per te! Così avrai più tempo per sistemare l’articolo su Albigesi e inquisizione, no?
Il WTF è come una droga.
Ottima idea sostituire WTF con MCC.
Visto che siamo in tema, proporrei un’altra cosa. Non se ne può più di leggere, ei blog di critica letteraria, POV. Esiste il termine “focalizzazione”, usiamolo.
Zwei, come faccio a mettere il mio avatar personale? (coniglietto con coltello insanguinato)
Devi avere un Gravatar
Benvenuto Bob
@Nurades: si può anche dire PDV, Punto Di Vista.
ROTFL
Premesso che Zwe è peggio di un Giuda gladiomunito, Ten, ma se ci tengono tanto, accontentali, no? ^^
Armistad il nano credo sia il nuovo punto di riferimento della banalità. Rivoglio i nani psicotici e senza barba di Dark Sun.
A DagoRed
Non è serio U_U
Comunque non ho un bikini in cuoio borchiato. Fate una colletta, se ci tenete tanto :P Il prossimo investimento di cuoio che farò sarà un molto poco sexy gambezon
aggiungo un’idea riguardo alle dimensioni del mondo che può salvare molti di queste mappe fentesy: come le mappe mooolto antiche non erano in scala 8).
Comunque il libro sembra essere composto da 12 piani di morbidezza. bello!