Il fantatrash è un genere a sè stante, che merita rispetto come il romanzo storico o la fantascienza. Possiamo dire senza timore che Stephen King è il re dell’horror, Grisham spadroneggia nel legal-thriller, ma la domanda più importante è: chi occupa il trono del fantatrash?

I pretendenti sono tanti, ma la risposta è semplice: Sergio Rocca. Ha poggiato le sue chiappe regali sullo scranno crisoelefantino nel 2008 e nessuno è riuscito ad usurpare il trono. Si è dovuto difendere da continui attacchi, neanche fosse un sovrano bizantino, ma è ancora lì, guardando dall’alto in basso Garmir, Estasia, Arsalon e gli altri pezzi grossi del genere.

1. Biografia

Procediamo con ordine. La biografia ufficiale dell’autore viene riportata in un video di youtube realizzato dallo stesso Rocca.

Lo vediamo aggirarsi per i camminamenti di un castello con il vento che accarezza i suoi capelli semi-lunghi (cit.). Petto all’infuori, occhiali da sole e maglietta della salute, Rocca si sporge baldanzoso dalle mura, mentre la voce narrante legge l’osceno canovaccio riportato qui sotto:

SERGIO ROCCA, nato a Seriate (Bg) l’ 11/07/1980.

Fin dalla prima adolescenza sviluppa un’attenta passione per la mitologia, la civiltà classica e la filosofia che lo condurranno ad un’ottima predisposizione per un percorso formativo in tali ambiti.

Vive a Bergamo dove sta specializzando i suoi studi e dove procede con le sue ricerche.

Promotore di “rievocazioni storiche”, Sergio Rocca è anche cultore dell’epoca, oltre che classica, Medievale, nonchè intenditore e studioso di civiltà orientale.

Attualmente è impegnato sia nell’attività di insegnamento, sia nel sociale come educatore.

Le forza marcescente del personaggio buca il video, le parole del narratore sono scudisciate sui timpani, eppure c’è qualcosa di ipnotico che ci impedisce di interromperne la visione. La psicosi per l’aggettivazione irrompe anche nella biografia, accompagnata dalla sintassi caprina che lo ha condotto in testa ad ogni competizione trashosa.

Su youtube sono presenti diversi video che lo vedono nelle vesti di “educatore”, quindi ne inserirò solo uno a titolo esemplificativo.

Rocca si presenta così, come un negromante rintanato in una caverna. Il microfono rubato a un karaoke dei gloriosi eighties è il mezzo per darci una giusta lezione sull’arzigogolare, intagliare e incorniciare. Grazie Rocca, mi hai fatto riflettere, anzi, mi hai insegnato a vivere.

Ti accetto come essere superiore.

2. L’Intervista

Pubblicata su www.libriescrittori.com, in data 23\2\2009, questa intervista mostra tutto il talento di Rocca, che mette a pecora la concorrenza anche in questo campo. Nessuno scrittore fantasy (e non solo), ha mai rilasciato un’intervista così cioccotrashosa. L’oggetto è, ovviamente, il gargantua del fantatrash: Ancess, le Chiavi del Fato.

Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
Io ho seguito un percorso umanistico e attraverso un senso di tendenza percepito ho scoperto la mia propensione e dote di scrittore.

Qual è stato il suo percorso di studi?
Dopo una parentesi negli studi economici ho decisamente optato per una formazione in campo storico-letterario in ambito universitario.

Quando e perchè ha iniziato a scrivere?
Circa sette anni fa quando decisi di mettere per iscritto una saga fantasy creata in età adolescenziale e in seguito maturata ed evoluta in una storia coerente, ricca, sensata e prospettica.

In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
Trasmettere qualcosa di valore all’esterno.

Quali sono i suoi libri del cuore?
“Il Signore degli anelli”, “Dragonlance”, “I miti greci” di R. Graves;

E quelli che non leggerebbe mai?
Tutti quelli che parlano della realtà che viviamo, non ho bisogno di loro per sapere com’è fatta, tutt’al più mi leggo i quotidiani.

Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
Non so, non ho fatto classifiche.

E quello che meno le è piaciuto?
Tra i peggiori la saga del Mondo Emerso di Licia Troisi.

Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
Di cittadinanza.

Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
Mi piace che almeno a pagamento qualche degno autore pubblica (genio, genio, genio!). Non mi piace il clientelismo, il nepotismo, il sistema di raccomandazione, truffe al danno degli autori e dei lettori.

Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
Mi piace la presenza di qualche degno rappresentante, specialmente in ambito universitario. Non mi piacciono tutti gli altri sedicenti esponenti nonché millantatori ridicolizzati e sminuiti dalla forza d’urto della cultura straniera.

Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
Dopo aver proposto a varie case editrici il mio manoscritto.

Cinema: qual è il suo film preferito?
Jurassic Park

Musica: la canzone del cuore?
“Mea culpa” degli Enigma.

Ha frequentato corsi di scrittura creativa?
No.

Ritiene siano utili?
No, come nella maggior parte dei campi o ci si nasce o è necessario volgere i propri interessi verso altri lidi.

Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?
Lo stile che permette di mantenere vivo l’interesse del lettore nell’intero libro.

Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue
“riti” particolari?

Su carta. Di giorno e di notte. In solitudine, ma anche fra le persone. Mi circondo di tutte le fonti conoscitive che mi servono per poter dare spessore alla narrazione.

Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?
Dalla passione per la mitologia, l’oriente e l’antichità.

Cosa significa per lei raccontare una storia?

Trasmettere i messaggi insiti in essa.

Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?
Col romanzo.

Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?
Racconto: storia compressa e poco approfondita.
Romanzo: storia completa e bene approfondita.

Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?
Attingendo da ricerche etimologiche sui temi trattati.

Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
Un paio d’anni.

Ha vinto premi letterari?
No. Purtroppo non ho le raccomandazioni adeguate.( :lol: )

Crede nei premi letterari?
No, almeno in quelli italiani. Per saperne il motivo rimando alla domanda sulla cultura in Italia.

Ha altri progetti in cantiere?
Sì, il seguito del romanzo sopraccitato e altri in ambito gotico.

Una piccola gemma. Non manca proprio nulla. Rocca è uno con le palle, spara a zero su Troisi, editoria, concorsi letterari e quant’altro. Mi sono permesso di sottolineare i passaggi che potrebbero stimolare l’evacuazione e la discussione. Come potete notare, Rocca pensa veramente di essere un autore sottovalutato, una vittima del fottuto sistema.

Parole che mi hanno illuminato. Ora mi sento…non so…coerente, ricco, sensato, e forse anche un po’ prospettico (ma non troppo).

E poi è impossibile non ammirare quel “truffe ai danni degli autori” preceduto dall’ammissione di aver pubblicato a pagamento…

Per finire, raccomando a tutti di valutare immediatamente la propria “dote e propensione” di scrittore, visto che se manca quella è meglio mollare tutto e buttarsi sulla contemplazione dei conigli o dei siti mongol-guru.

Io…Io ora vedo. Io ora so. Rocca, te sei te, e noi nun semo un cazzo.

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  1. Terra NovaNo Gravatar says:

    Tutto ciò è stato semplicemente merDaviglioso, quello sproloquiare “sull’arzigogolare, intagliare e incorniciare” mi ha fatto ricordare di un’altra favoletta, sì… come si chiamava… ah, certo, “Il toro che dice cornuto all’asino” :) Noto comunque (ma già si vedeva dai commenti che lasciava su Gamberi fantasy) che l’iper-aggettivazione è una costante, cioè… lui è SEMPRE così :[ pensate quando deve dichiararsi a una ragazza, la terrà inchiodata lì per ore a sorbirsi il suo monologo…

    La cosa più buffa comunque è l’emergere di una spocchia e un senso di superiorità infiniti, giustificati certamente dalla pubblicazione di ben UN libro, fra l’altro best-seller internazionale :D Come si dice dalle mie parti, “stè prop’ convint!”

    E poi, povera Troisi, se si inizia a mazzolarsi anche fra colleghi dovre andremo a finire :lol:

    Terra Nova

  2. il_FabriNo Gravatar says:

    Va detto, ma non è un complimento, che parla di sè come scrive, in maniera chiara, diretta, derivata dall’aggettivazione empatica da lui studiata, a fasi alterne, con costanza e senso di abnegazione, sacrificio, depravazione, mistificazione, sul finire degli anni ’20 di questo secolo, ossia tra quasi 20 anni, se non mi inganno (ma, di sicuro, non si può ingannare Lui).
    Tutto ciò per dire che, a parte le solite frasi vuote, vacue, prive di significato, inutili, pleonastiche, lapalissiane, che Egli infatti evita, tralascia, aborre e rimprovera agli scrittori a Lui inferiori (cioè, modestamente parlando, tutti).
    Tutto ciò per dire che… che… boh. Ma di sicuro la conclusione era piena di un significato carico di significato, sisì.

  3. UrieleNo Gravatar says:

    Metterei in evidenza anche il secondo libro preferito… io mi sono divertito da piccolo a leggerlo, ma già allora percepivo la stronzaggine. La serie con la morte più stupida ed inutile di tutto il fantasy (Flint, caro vecchio Flint)

    L’annosa questione: ma un romanzo in ebook compresso diventa un racconto? :8

  4. LessàNo Gravatar says:

    ma stiamo anche qua a discutere? Basta, mi sento oppresso dal suo genio!
    Rocca sei un divo! Sei il mio nuovo idolo!
    Per la disperazione brucerò i miei pseudo racconti, il mio notebook e la mia casa! Dopotutto che speranze abbiamo???!
    Pentitevi peccatori! :[

  5. [...] Link articolo originale:  Il Re del Fantatrash: Sergio Rocca (parte I) « Zweilawyer [...]

  6. iomeNo Gravatar says:

    Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?
    Col romanzo.

    Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?
    Racconto: storia compressa e poco approfondita.
    Romanzo: storia completa e bene approfondita.

    questa frase lo spara nel vertice della costellazione degli intelletti da sciampista

  7. AleNo Gravatar says:

    Come si dice dalle mie parti, “stè prop’ convint!”

    Anche da me si dice in modo simile!
    Sento che molti passaggi mi sfuggono davvero. Cos’è un un senso di tendenza percepito? >< Sull'autore in sè non posso esprimermi, non ho mai letto e a dire il vero nemmeno visto il suo romanzo. Però ammetto che anche a me piace la serie di Dragonlance, nonostante sì, ci siano alcune morti un po' strane, per così dire =(

  8. SOLIDToMNo Gravatar says:

    Ora capisco i nazisti che bruciavano libri. Non li giustifico, ma li capisco.
    Se, nel caso specifico del Rocca, qualcuno bruciasse anche l’autore, beh, per certo so che non mi opporrei.

    (Nazisti, roghi, libri…Già vedo questo commento strumentalizzato su altri lidi, ma ho deciso di lasciarlo visto il sarcasmo generale/lulz dell’articolo e della discussione. Diciamo che il buon Tom ha espresso in modo più colorito l’espressione ” ma và a morì ammazzato!”)

    Zweilawyer

  9. TjNo Gravatar says:

    Oddio alcune risposte mi hanno inquietato perchè sono molto simili a quelle che darei io °-°”
    Anch’io sono passata dagli studi economici a quelli umanistici, però lo so dire in un italiano più comprensibile :D
    Dragonlance a me era piaciuto ç_ç (Sturm ç_ç) amavo quello stronzo di Raistlin u..u
    Per il resto, fortunatamente il mio pensiero si discosta molto dal suo XD gli editori a pagamento sono il male :choler: e chi pensa che scrivere sia solo una questione di talento e non di studio farebbe bene a cambiare mestiere *facepalm* tra l’altro quest’uomo dimostra in ogni sua frase di non sapere cosa sia lo scrivere *double facepalm*
    La differenza tra racconto e romanzo è da WTF!? °-°”
    Un giorno se avrò il coraggio proverò a leggere qualche pagina del suo capolavoro :)

  10. EmaNo Gravatar says:

    GRAZIE ZWEI.

    Ora che ho visto la sua autobiografia, ora posso, ora so e vedo (e sbadiglio).
    L’apice secondo me lo raccoglie nella sua definizione di “racconto”. Che però, attenzione, è comune a molti scrittori italiani – BLEAH, che schifo il racconto, sono poche pagine!!! e poi come fai ad approfondire i personaggi? come fai a fare le SAGHE!! (mentre invece le SEGHE riescono benissimo).

    PS Zwei ti prego fai qualcosa per il problemino del “cambio di focus” dei campi per commentare… ogni volta cancello l’indirizzo del sito web…

  11. UrieleNo Gravatar says:

    Tutti amano Raistlin (come tutti odiano Thasseloff, brutto Tass…)

  12. AngraNo Gravatar says:

    @Zwei:

    Dì la verità che il tuo sogno è che si manifesti anche qui in con una decina dei suoi nickname (anche due alla volta come le indimenticabili Pamy & Moldy) tutti accomunati dallo stesso indirizzo IP…

  13. Sono ORGOGLIOSO di vivere nella stessa provincia di Rocca!
    Suggerisco di innalzare Bergamo a CAPITALE ITALIANA DEL FANTATRASH: Rocca da solo può sconfiggere qualunque ammassamento di autori a Roma o a Milano!
    Viva Rocca!

    :8 :8

  14. AngraNo Gravatar says:

    @Duca:

    Rocca stende con una mano legata dietro alla schiena anche il Magnetico Robot Gackeen campione piemontese di Fantatrash.

  15. SOLIDToMNo Gravatar says:

    PS: dimenticavo le possibili strumentalizzazioni.
    Ero OVVIAMENTE ironico.

  16. DagoRedNo Gravatar says:

    Duca, ma tu ultimamente non ti senti un po’ prospettico?
    Io si. Forse mi converrebbe assumere più fibre a colazione.

  17. azzarolNo Gravatar says:

    L’egocentrismo scorre più potente di quanto abbia immaginato in questo essere.Dal suo booktrailer non lo avrei immaginato che fosse un cerebroleso di codesta taglia!
    1.cretino come cazzo fai ad essere orgoglioso mentre ti filmi da solo sul televisore e ti commenti? Ma come stai messo?
    2.La favola del bue e della rana non l’hai interpretata bene, la rana sei tu e come il bue sei anche tu senza attributi ma comunque un coglione gonfiato all’inverosimile!
    3Secondo me dice male alla Troisi perchè credendola il top del top del fentasi allora lui è spinto ad andare sopra di lei, cosa che sinceramente riuscirebbe un tema di 5a elementare.
    4.Ma la differenza tra un romanzo e un racconto, li signori è qualcosa di stupendo: un coglione che dice di essere laureato in materie umanistiche (secondo me dopo la 3a media solo segoni, ma di quelli pesanti), ma mi dico se pure fosse la verità “Ma chi cazzo ammettono alla facoltà di lettere al giorno d’oggi? lo stare a contatto con i grandi autori della storia non lo hanno aiutato a direzionare la propria scrittura o la scorza di egocentrismo è così dura da renderlo il padrone dell’Universo?”


    Spagna della controriforma in pieno fervore religioso:

    Torquemada:quale libro porti per il rogo caro Don Pedro?
    Pedro: l’autore è un certo Sergius Castrum, quando lo abbiamo preso
    era in uno scantinato e vaneggiava su un bue e una rana davanti
    a delle persone di semplice ragionamento.
    T: tipico degli eretici, adorare la natura e convincere povere persone che i
    propri vaneggiamenti siano veritieri, piuttosto mi puoi parlare del libro?
    P: ecco il titolo è Ancessus: claves fati
    T: un altro tipico titolo che preclude conoscenze false e ciarlatane, sta
    sicuro che la promozione a inquisitore capo ti sarà data presto
    P: signore se diamo un’occhiata insieme a cosa possa contenere questo
    libro?
    T: non se preocupe, ho gia letto libri molto più minacciosi di questo!
    (aprono il libro e dopo qualche minuto )
    P&T: AARGHAAAA I MIEI OCCHIIIIIII
    T: buttalo nelle fiameeeeee!!!!
    P: ci provo ma non voglio vedereee!!!!!
    (con molta difficoltà il libro prende fuoco finalmente)
    T:(sospiro) è stato addirittura peggio degli atti sodomiti descritti in quel libro
    chiamato admiratores-fictiones yaoi
    P: i miei occhi hanno smesso di sanguinare, signore ora so che la causa
    che sto perpetrando è giusta e merita rispetto
    T: senza dubbio caro Don pedro

  18. ZweilawyerNo Gravatar says:

    Non mi pare che Rocca dica di essere laureato. Ci gira intorno, ma temo che l’ottima predisposizione non sia bastata.

  19. AryaSnowNo Gravatar says:

    Premio più che meritato…

    Anch’io posso vantarmi di provenire dalla stessa provincia di Rocca *_*

  20. tolmanNo Gravatar says:

    Quando uno è un genio, bisogna dargliene atto. Non è da tutto sparare con sì virile spregio della semantica così tanti paroloni senza che essi abbiano fra di loro un legame sintattico, e soprattutto senza sostanzialmente dire nulla.
    Azzardo una etimologia per Ancess: mischiando prospetticamente (che bella parola! Non vuol dire nulla nel contesto, ma ci sta sempre bene) gaelico irlandese e napoletano, vorrebbe dire “la+toilette”. Ci può stare?

  21. LessàNo Gravatar says:

    propongo una petizione per la modifica del titolo “Ancess” con un più agile CESS.
    La pluralità di significati di un simile titolo garantirebbe al lettore di capire a colpo d’occhio la vera potenzialità dell’opera suddetta!

    firmate numerosi! :8

  22. Roo'No Gravatar says:

    Muoio. Non ho avuto il coraggio di aprire i video, e ora sono indietro. Per l’autore, più che un mare di fiamme proporrei un mare di sangue :D

  23. FrundsbergNo Gravatar says:

    Fatemi capire bene…io ho la fortuna di essere conterraneo di un simile idolo (tra l’altro sono pure nato nello stesso paese) e non lo sapevo?!?
    Ora mi toccherà aggirarmi per le varie rievocazioni storiche del Potaland nella speranza di poterLo incontrare e prostrarmi ai suoi piedi…

    PS: Però, non pensavo ci fossero così tanti bergamaschi su questo blog ^^

  24. azzarolNo Gravatar says:

    Per me è sicuro come la morte che lo potrai vedere ad una rievocazione del 1200-1300 mentre indossa un farsetto rinascimentale, un cappello a fiore(io li amo i cappelli a fiore) e delle calzebraghe aderenti con annessa imbottitura sul davanti.
    Se per caso qualcuno gli chiederà “perchè porti abiti del 15mo secolo quando qua si rievoca il 13mo?” lui tronfio in tutta la sua scarsa mole risponderà “sono il precursore dei tempi da venire!”.

  25. DagoRedNo Gravatar says:

    (Ri)leggevo oggi, casualmente, On Writing, la biografia-manuale di King.
    Il Re afferma che a volte, per uno scrittore in erba con un po’ di senno, leggere pessima letteratura sia utile quanto leggerne di ottima. Secondo lui il trash permetterebbe al lettore attento di sentire a pelle, piuttosto che imparare dai manuali, gli errori, le incongruenze e le sviste delle trama, apprendendo così in maniera più effettiva ad evitarli.
    Senza contare che mentre la lettura Guerra e Pace o Per chi Suona la Campana può abbattere il neofita, che penserà “Non sarò mai capace di scrivere così bene”, invece la lettura del trash lo spinge a pensare ottimisticamente “Wow, ma se è riuscito a pubblicare anche quest’incapace allora ci posso riuscire anch’io”
    Sarà vero? Mi tocca leggere Sergio Rocca ^^

  26. DevaStaPalleNo Gravatar says:

    Mi e` piaciuto molto il video della biografia, esauriente, vivido e coinvolgente.
    E` piaciuto anche ai miei organi interni, che a tratti hanno minacciato il collasso.

    Anche l’intervista non e` male.

    E` un personaggio che, nonostante i traguardi stellari raggiunti in diversi ambiti (letterario e accademico, ad esempio) lascia trasparire da atteggiamenti e parole tutta la sua umilta` e umanita`.

    Ma soprattutto umilta`.

    Umilta` a palate.

  27. PrincessNo Gravatar says:

    Zwei, volevo solo dirti che ti amo *u*
    Quesrto articolo è semplicemente stupendo, alla fine avevo una paresi facciale dal ridere. Un paio di video già li avevo visti e apprezzati, ma l’intervista è LOL purissimo, non saprei neanche da dove cominciare se dovessi dire qualcosa… se non sapessi che è vera non ci crederei. Come può esistere qualcuno che pensa seriamente cose del genere?
    Ed è solo la prima parte °W°

  28. TengerNo Gravatar says:

    Rocca-nyorai, lui è il Bodhisattva della Terra Pura del Fantatrash. L’inarrivabile, l’ineguagliabile, l’illeggibile… Avevo già visto il video di presentazione. Per gli intenditori, esiste anche in inglese e in francese: non ho MAI sentito una “prononcieisciòn” (o “pRononce”) peggiore.
    Ho fatto vedere quello in francese al cuginetto di La Rochelle. Il ragazzino osserva con la fronte corrugsata, concentratissimo. Gli chiedo se ci capisce qualcosa. Risponde: “Strictement rien.” XD
    L’intervista è semplicemente agghiacciante. Alla sparata sui quotidiani i miei augusti parentes hanno fatto tanto d’occhi. Eh sì, esistono ancora dei drôles che credono di potersi informare seriamente sul mondo leggendo i quoidiani…

    Namu Rocca Butsu.

  29. zerosNo Gravatar says:

    Rocca è Rocca. Punto. Da idolatrare, studiare e quant’altro, ma inarrivabile! E soprattutto, ipnotico nella sua trashosità!
    Lode lode all’ipnorospo all’ipnotrash! 8)

  30. LuciferLightNo Gravatar says:

    Me ne ricordo un po’ in ritardo, ma… sai che questo post l’ho usato per far lezione?!
    L’obiettivo è insegnare a scrivere.
    Ovviamente mi serviva un esempio di come non si fa u.ù
    Ha funzionato.

  31. ZweilawyerNo Gravatar says:

    Stasera dovrei pubblicare la seconda parte…

  32. [...] -Il Re del Fantatrash: Sergio Rocca (I) [...]

  33. mandarinoNo Gravatar says:

    Egli è un genio e voi che lo dileggiate siete mossi da bruciante invidia!
    L’uso sbarazzino del congiuntivo è infatti una coraggiosa scelta stilistica, altro che!
    Vado ad affiggere il suo poster in cameretta.

  34. Lady FuchsiaNo Gravatar says:

    Sulla distinzione fra romanzo e racconto, se lo sente il mio professore di letteratura italiana contemporanea se lo mangia.

:p 8) :lol: =( :8 ;) :(( :o: :[ :) :D :-| :-[) :bloody: :cool: :choler: :love: :oups: :aie: :beurk:

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