Ogni fantasy, appena dopo la copertina, fa bella mostra di una mappa. E’ giusto, l’autore si è dannato tanto per creare un nuovo mondo, quindi ha il diritto di mostrarci come diavolo è fatto e che ci fornisca tutte le coordinate geografiche per seguire con attenzione l’immancabile viaggio del party, gli spostamenti del nemico, et cetera.
La mappa è spesso necessaria (in The Blade Itself, ad esempio, manca), ma dev’essere studiata a lungo, disegnata, cancellata, ridisegnata. L’autore deve scegliere con cura i nomi delle città, dei fiumi e delle catene montuose, evitando di cadere nelle tentazioni dell’alfabeto inglese. Esatto, per molti la mappa fantasy altro non è che un luogo dove gettare alla rinfusa una caterva di Gythornj, Heyellix, Grothork, Xan’ravhj. Una cosa davvero fastidiosa, specie quando non si trova alcuna differenziazione fra i diversi regni (nonostante parlino lingue diverse).
Oltre ai nomi casuali, molte mappe fantasy si contraddistinguono per sciatteria. Vabbè Zwei, sei un rompicoglioni, che ci frega della mappa! Avete ragione, quanto a rompere le palle non sono secondo a nessuno, e per giunta mi capita spesso di predicare bene e razzolare male. Ma delle mappe fantasy non si parla quasi mai (tranne qualche sporadica stoccata proveniente da Gamberetta), quindi armatevi di santa pazienza e sorreggetemi in questa katabasi.
Dopo aver visto Tolkien e le sue ottime capacità di cartografo (e parliamo di mezzo secolo fa’) andiamo dritti su una delle peggiori mappe mai disegnate. L’autore, manco a dirlo, è italiano: Luca Centi. Il suo libro, La Noia Il Silenzio di Lenth, deve aver avuto un discreto successo, visto che pubblicheranno anche un paio di seguiti. Detto questo, date un’occhiata alla sua mappa.

E' deciso. Da oggi, per evitare mappe troppo semplicistiche, la loro stesura verrà affidata a una nutrita schiera di scolaretti delle elementari.
Fiumi che vanno dal mare al mare, un piao di città buttate lì senza convinzione, le Montagne Groght che non si vedono, la tristezza immensa di nomi quali “Pianura Agricola” e “Affluente minore” (e il maggiore?). Il particolare peggiore riguarda però lo Stretto di Golthaer. Dannazione! Ma come fa ad essere uno Stretto? E’ un I-S-T-M-O, ovvero un lembo di terra, con entrambi i lati bagnati dall’acqua, che congiunge due territori più grandi. Lo Stretto è l’esatto opposto.
Alcune mappe presentano altri problemi, talvolta ulteriori rispetto a quelli meramente stilistici. Capita infatti che non venga dato alcun riferimento al lettore, non perchè l’autore non sia in gradi di farlo, ma solo perchè “nun je và”. Una cartina con distanze precise e realistiche costa tempo e fatica. Costa lavoro, perchè i tempi di viaggio e le avanzate degli eserciti devono essere studiate in rapporto al lavoro geografico svolto in precedenza.
Esempio: non si possono far percorre ad un party cento chilometri al giorno, nè ridurre una traversata di dieci giorni a un paio d’ore di navigazione.
Insomma, non è difficile leggere qualcosa sui tempi di marcia degli eserciti, di una trireme, o magari di una staffetta postale durante l’Impero Romano. In questo caso (e in molti altri) la storia può dare una mano, quindi non siate svogliati. State scrivendo il vostro libro e dev’ essere tutto perfetto, o almeno dovete provarci!
Il rischio è quello di arrivare a dei livelli di assurdità tali da far sembrare Godzilla un documentario del National Geographic. Pensate alla cartina de Gli Eroi della Crepuscolo, in sostanza una fetta di Sicilia abitata dagli Elfi. Ebbene, come ha fatto notare Gamberetta nella sua recensione, dopo 250.000 anni gli elfi (alti 250cm, immortali, cazzuti e, purtroppo, tremendamente omosessuali) ancora non sono riusciti a spingersi oltre il ritaglio di terra in cui li ha piazzati la scrittrice siciliana. 250.000 anni a fare bagni di sapone e a lustrarsi il piffero senza mettere piede fuori dall’Ultima Città (Sigh!). Se la buona Strazzulla avesse creato un mondo grande, arioso, adatto a degli esseri immortali, intelligenti, fisicamente superiori, per cui le distanze non sono un problema, non ci saremmo trovati a dover fare i conti con una simile zozzeria.

Se quella in basso a destra fosse la lampada di Aladino, chiederei al genio di nuclearizzare la simil-Sicilia elfizzata. Potremmo sempre dire che quei luridi lungagnoni nascondevano armi di distruzione di massa.
E ora, al lavoro! Se state costruendo un mondo fantasy e pensate che valga la pena ascoltare un paio di consigli, leggete qui sotto:
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Decidete le dimensioni del territorio in cui ambientare la storia (grande come la Francia, l’Europa, l’Africa, fate vobis).
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Tratteggiate i confini dei continenti/isole/territori in generale.
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Decidete quali e quante nazioni (ed, eventualmente, razze) volete inserire.
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Tracciatele nella mappa, appuntandovi la forma di governo scelta per ciascuna di esse (monarchia assoluta, repubblica, ecc..)
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Scegliete dei nomi di città/fiumi/mari abbiano una qualche attinenza con le nazioni in questione. Evitate quindi di creare un popolo dove tutti si chiamano Appio, Ennio, Flaiano, mentre la sua capitale è Kjg’hansr.
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Se volete inserire un Villain che abbia una posizione geografica specifica, cercategli subito un posto adatto nella mappa. Ve lo chiedo come favore personale, evitate di schiaffarlo nella terra più a nord dietro una serie infinita di cucuzzoli nevosi.
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Guardatela, limatela, riguardatela.
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Pensate a come i personaggi potrebbero muoversi attraverso il mondo, magari appuntatevi le tappe e gli incontri.
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Naturalmente è la vostra mappa, quindi avete tutto il diritto di piegarla alle esigenze della trama. Una volta in stampa però, è difficile tornare indietro.
Se c’è qualche mappa davvero brutta che volete segnalare o postare, non fatevi problemi, i commenti servono anche a questo…
Chi fosse interessato a una mappa più professionale, potrebbe considerare l’acquisto di un bel programmino (30 eurozzi):

















Nella mappa della Strazzulla c’è una fatina nuda.
Questo mi soddisfa intellettualmente.
Ecco il punto sei sarebbe veramente gradito.
bello e piacevole da leggere come tutti i tuoi articoli…
vai Gabry!!!!!!
Male Duca, male. Il fantasy adolescenziale sta facendo abbassare i tuoi standard. Un tempo quelle tettine micragnose non le avresti neanche guardate.
[...] Per approfondire consulta la fonte: La mappa nei libri fantasy « Zweilawyer's [...]
A te non piacciono le fatine?
http://gelbooru.com/index.php?page=post&s=view&id=624604
^___^
Hai ragione, caro Aelith. Grazie anche a “pinne con lo zippetto” Kurt.
Quanto al Duca..ehr….direi che l’immagine postata oltre alla gioia sprizza/spruzza da tutti i pori anche altro. Per un uomo come me, timorato di Dio e cresciuto all’ombra del Vaticano, è un grave peccato solo guardarla.
Che bello, il mio libro rispetta tutti i punti
Ho messo pure i tassi di cambio tra le varie monete
L’unica cosa su cui ho un po’ lasciato stare sono i nomi, suonano più o meno tutti alla stessa maniera, senza differenze tra le varie nazioni, e almeno una città ha il nome che stona alquanto.
Ad ogni modo anche tolkien, nonostante la bellezza della mappa, alla fine ha messo il villain a sud-est alla fine di un bel deserto di pietre circondato da montagne
Fabri, occhio a non farlo diventare un libro di storia. Nel mio libro ho semplificato un po’ la cartina iniziale e forse toglierò qualcos’altro, ma in generale tendo anche io al maniacale.
Ovvio. Il clichè l’ha inventato lui. Peraltro, studiandosi un po’ la psiche del suddetto cattivo, è anche coerente.
Concordo, almeno Tolkien lasciamolo stare. Non si può certo dire che non abbia studiato per creare il suo mondo (forse ancora ineguagliato quanto a complessità). Prendiamocela invece con Terry Brooks, il copione dei copioni
Ti dirò. è più roba che serve a me che al lettore, quindi se la mettessi la metterei più in appendici che nel libro stesso.
Mi ricordo d’altronde Eco che nel pendolo di foucault si fece vari disegni per “vedere” le 2 case editrici che erano in due edifici “attigui ma differenti” (mi pare, vado a memoria). Questo benchè il particolare fosse ininfluente e venisse menzionato solo in un’occasione.
Per la geografia non è particolarmente complessa: ci sono 5 città grosse e un villaggio importante, più altri 2-3 assolutamente marginali. Più che altro per ora mi sto concentrando sul farlo assolutamente coerente per quanto riguarda spostamenti, battaglie ecc, il che significa che per giustificare la superiorità militare di una nazione su un’altra, devo trovare le motivazioni non in magia o simili, ma in un esercito semi-professionista piuttosto che di coscritti. Il che obbliga ad avere una struttura statale che lo permetta.
A conti fatti è più un romanzo storico ambientato in un altro mondo che un fantasy, specie perchè la magia praticamente non c’è (nella prima versione c’era solo quando serviva, tipo deus ex machina, ho risolto togliendola)
Sulle mappe trovo ottima quella di Turtledove nella saga di Videssos, anche se lì ha giocato sporco (googlate e capirete). Anche il mondo che ci stà dietro mi sembra più che coerente, anche se, di nuovo, ci sono parecchie scorciatoie (sempre meno che in Tolkien, però).
Ottimo articolo… Zwei, ci stai viziando
Saluti
Vero, quella di Videssos è un’ottima mappa, visto che Turtledove attinge a piene mani dai suoi studi classici e cerca di mantenere un quadro geopolitico coerente.
Con questo articolo non voglio dire che le mappe devono essere per forza di cose sterminate e complicatissime, ma adeguate alla storia che si vuole raccontare. Un ottimo esempio viene dal miglior fantasy italiano degli ultimi tempi, l’Acchiapparatti. Nella sua mappa, Barbi inserisce addirittura l’unità di misura usata (lega), alcune strade ed i rilievi.
La mappa de “l’Acchiapparatti“
Io non ho un Kattivo, quindi un problema melo risolvo ^_^
Seguiti peraltro tutti i punti. Essendo una storia di guerre civili, la mappa mi ha preso una caterva di tempo, per non parlare del calcolo dei tempi di percorrenza (stato della strada, dislivello, tempo atmosferico, condizioni fisiche, AAARGH! Ma non potevate inventare i treni, razza di scimmie gialle?).
Ottimo articolo. Se ne sentiva il bisogno. Sembra che i primi a non prendere sul serio il mondo della storia siano proprio gli stessi autori. Alla domanda “Ma hai calcolato distanze e tempi di percorrenza?” ti guardano di solito con gli occhi a padellino, come dire “non mi era venuto in mente”.
I calcoli più difficili sono quelli per i tragitti via mare. Una galea veneziana del XVI secolo arrivava a 12 nodi con un fortissimo vento di poppa e a 3 con la propulsione a remi, quindi la navigazione era molto più lenta di quanto non si veda in alcuni fantasy.
In generale, qualche errore ci può stare, basta non esagerare. Basta evitare che il lettore pensi “ma che cazzata” ad ogni pagina.
Errare humanum est, perseverare autem diabolicum. Commettere un errore non è così grave (direi che è inevitabile), il problema è quando l’autore non si pone nemmeno la questione.
Per i viaggi per mare concordo, sono una rogna. Io cerco di evitarli per quanto possibile. I miei non hanno “il piede marino”, per così dire.
io trovo praticamente perfetta la mappa del mondo di Nausicaa (manga)
http://www.mangatraders.com/manga/series/380
come anche il mondo e la sua storia
la mappa di Nausicaa non la ricordo proprio, sto invecchiando.
Il problema (o meglio, uno dei tanti) è che in Italia si realizzano le cose a “cazzo di cane” (cit.), mappe comprese…
In effetti sembra che l’unico requisito richiesto dagli editori sia la sciatteria.
xD Penso che vincerò il premio nobel per la mappa più trash della storia, la penisola su cui ho ambientato la storia assomiglia a un grosso molare, a nord ci sono le montagne (sopra di esse, i nani che i draghi hanno scacciato, e che nella storia non esamino X’D) e c’è pure un bel pezzettone di terra di nessuno in cui la promiscuità la fa da regina U_U
PERO’
nelle montagne ci stanno i draghi e il cattivo sta in un bel palazzo in mezzo alla pianura, a progettare e tramare la sua guerra *_*
Per creare le distanze ho usato un metodo che non fallisce mai… il righello, e la generalizzazione.
Ho deciso che in un giorno, a cavallo con passo sostenuto, si percorrono circa 1,2 cm su mappa. (notare la precisione!! XDDD)
Quando non voglio stare a sindacare sui giorni che ci hanno impiegato, mi appello alla nobile generalizzazione “era da giorni che…” “ormai l’inverno era alle porte” “le stelle si stavano allineando lente ma inesorabili mentre…” e via discorrendo ù__ù sì lo so, sono una geGNa dell’approssimazione, ma sinceramente sapere se ci mettono 5 giorni o 6, a meno che non sia questione di vita o di morte (se fra 7 giorni succede qualcosa e loro devono arrivare in un posto, informerò il lettore di dove sono e cosa fanno, altrimenti fa pietà) ovviamente.
In ogni caso la mia mappa è talmente semplice ed elementare che non ho aggiunto neanche i fiumi o i laghi. Nel racconto si parla di un antico arazzo in cui erano ricamate persino le strade e i templi, e se tutto va bene sarà in quella modalità che inserirò la mappa alla fine del libro… altro che fatine nude con i cotton fioc, quello è ormai superato!! ù.ù
ps.: zwei è colpa tua se ho ripreso questa storia! sarò ricordata come miss trash… i dialoghi sono delle vere perle XD per non parlare dei protagonisti, 11 minchioni a spasso! ahahahah
xD Penso che vincerò il premio nobel per la mappa più trash della storia, la penisola su cui ho ambientato la storia assomiglia a un grosso molare, a nord ci sono le montagne (sopra di esse, i nani che i draghi hanno scacciato, e che nella storia non esamino X’D) e c’è pure un bel pezzettone di terra di nessuno in cui la promiscuità la fa da regina U_U
PERO’
nelle montagne ci stanno i draghi e il cattivo sta in un bel palazzo in mezzo alla pianura, a progettare e tramare la sua guerra *_*
Per creare le distanze ho usato un metodo che non fallisce mai… il righello, e la generalizzazione.
Ho deciso che in un giorno, a cavallo con passo sostenuto, si percorrono circa 1,2 cm su mappa. (notare la precisione!! XDDD)
Quando non voglio stare a sindacare sui giorni che ci hanno impiegato, mi appello alla nobile generalizzazione “era da giorni che…” “ormai l’inverno era alle porte” “le stelle si stavano allineando lente ma inesorabili mentre…” e via discorrendo ù__ù sì lo so, sono una geGNa dell’approssimazione, ma sinceramente sapere se ci mettono 5 giorni o 6, a meno che non sia questione di vita o di morte (se fra 7 giorni succede qualcosa e loro devono arrivare in un posto, informerò il lettore di dove sono e cosa fanno, altrimenti fa pietà) ovviamente.
In ogni caso la mia mappa è talmente semplice ed elementare che non ho aggiunto neanche i fiumi o i laghi. Nel racconto si parla di un antico arazzo in cui erano ricamate persino le strade e i templi, e se tutto va bene sarà in quella modalità che inserirò la mappa alla fine del libro… altro che fatine nude con i cotton fioc, quello è ormai superato!! ù.ù
ps.: zwei è colpa tua se ho ripreso questa storia! sarò ricordata come miss trash… i dialoghi sono delle vere perle XD per non parlare dei protagonisti, 11 minchioni a spasso! ahahahah
Dai Beatrice, non ti abbattere, hai due opzioni:
1) un bel lifting al romanzo, dalla mappa ai dialoghi passando per i personaggi;
2) accentuare all’inverosimile le caratteristiche trash dell’opera, in modo da poter insidiare il duetto Ancess-Garmir dai gradini più alti del forum.
Orpo, ho cacciato l’Evil Overlord in mezzo ad un’isola volante montuosa con la scusa che fosse una località difendibile con maggior facilità. Dici che è una giustificazione trash?
Nell’articolo forse sono stato troppo duro con i cliché, in fondo accetterei anche il nemico infrattato sulle montagne del nord. L’importante è scrivere una buona storia, o meglio, una storia che abbia senso.
Il problema con i barbari dell’estremo nord è di solito “l’estremo nord”. Cavoli! Stagioni, fasce climatiche, monsoni… difficile. I climi sono stereotipati. Nell’estremo nord la neve è perenne.
Ok, e i cattivi che mangiano?
La storia ci insegna che la gente va a vivere nei posti più infami: vedi gli islandesi. Già, ma gli islandesi non mettevano insieme eserciti d’invasione. Il Cattivo modello Signore delle Ombre Guerrafondaio, se proprio ce lo vuoi mettere, deve avere a disposizione mezzi e risorse per poter essere pericoloso. I ghiacci perenni non sono il massimo per il mantenimento di Legioni del Terrore.
Gli islandesi non mettevano insieme eserciti di invasione, ok, ma hanno colonizzato la Groenlandia, ed i vari Godar, nel periodo di decadenza che segue lo zenith della Colonia sull’isola, mettevano assieme discrete armate per comporre “in maniera amichevole” le loro questioni.
Secondo me, il problema è sempre il contesto:
- non è proponibile una legione del terrore che vive in Angband, questo è certo (e sarebbbe, fra parentesi, pure plagio);
- tuttavia, dei “barbari dei ghiacci”, cacciatori di narvali, foche e trichechi, che vivono aggrappati sui fiordi, e che decidono di arrotondare la grama vita con la pirateria, diventando il terrore di villaggi costieri e piccole e grandi città, ed insidiando la sicurezza dei trasporti via mare non mi sembra così improbabile. I vichinghi non erano orde immani, nelle prime fasi della loro espansione, ma piccoli gruppi di proscritti ed esuli che, forti della loro impareggiabile abilità in mare, e fiduciosi fino alla superbia nelle loro abilità guerriere, riuscirono a tenere in scacco colossi mondiali come l’Impero degli eredi di Carlo Magno, L’Eptarchia, l’Al Andalus e persino l’impero.
In tutti gli esempi che ho portato, indubbiamente conta l’effetto sorpresa di queste improvvise, rapide e ferocissime scorrerie, ma
1) questo è, appunto, solo un esempio (o una serie di esempi)
2) lo scrittore, se si documenta ( e la compianta Gamberetta ha insistito fino alla nausea su questo importantissimo e trascuratissimo punto), può renderlo credibile ed attuabile anche nel Suo mondo;
3) nell’estremo Nord la neve non è perenne (almeno di non essere al polo nord, certo, ma anche le terre circumpolari, o, appunto Islanda e Groenlandia conoscono una breve, cruda estate);
4) 4
Tuttavia mi sembra interessante approfondire uno spunt interessante: il concetto di Kattivo che viene “da fuori”, da una zona della mappa, e della conoscenza comune, che è identificata come deserto, terra desolata, ostile alla vita: gli sciiti venivano dalle steppe, gli arabi erano figli del deserto, i vichingi delle Terre del Nord, i Germani delle impenetrabili selve della Germania. Quello che per gli uni è terra desolata, per gli altri può essere dura scuola di vita, e renderli combattenti migliori e temibili opponenti per gli avversari che si trovano ad affrontare
Colonizzare una terra dove non c’è praticamente nessuno (la Groenlandia) non richiede particolare destrezza militare. Inoltre in Islanda potevano essere messe insieme bande per regolare le divergenze di opinioni, ma non erano eserciti. Non esisteva nemmeno un esercito. Scannarsi tra vicini è un conto, mettere insieme una forza d’invasione un altro. E non dimentichiamo che avevano scambi con la Norvegia (situazione totalmente diversa) da cui importavano armi.
E comunque, come hai detto, persino in Islanda c’erano le stagioni, che rendevano possibile agricoltura e pastorizia. Addirittura pare che tra l’870 e 1170 le temperature fossero relativamente miti (5° di media).
I normanni si sono fatti una gran fama, ma erano ben lungi dal costituire una reale minaccia di morte per l’Europa (e ricordiamo che nel Fantatrash il Kattivo è una minaccia per Tutti i Popoli, ossia per territori grandi almeno come l’Europa, voir plus).
Più che i vichinghi (anche se le conquiste normanne in sud italia furono eccezionali), mi sembra piuttosto calzante l’esempio degli arabi. Una banda di mandriani che annientarono nel giro di pochi decenni la civiltà greco-romana nordafricana/mediorientale e quella persiana (sasanide).
Mandriani devastanti… che dire del buon Gengis Khan? Trovo che le orde mongoliche si prestino molto come “legioni del terrore”.
esiste persino un software per disegnare mappe fantasy? wow!
comunque mi par giusto dedicarci del tempo, senza di esse il più delle volte non si capisce niente di quel che c’è scritto nel libro…
Ecco… i vichinghi non erano in effetti una vera e propria minaccia di morte per l’Europa (a parte per gli abitanti di Dorestad, i monaci di Iona e gli abitanti di Luni, si capisce), tuttavia così ERANO PERCEPITI (e, per i sudditi di Re Alfredo, erano anche una minaccia anche per la loro virilità),
Per un esempio di questo, prova a leggerti i resoconti del tentativo di sacco di Costantinopoli /(e, se non ne hai lo sbatto, ti riporto un frammento di Cronaca Irlandese “neanche trecento teste con trecento lingue di ferro che parlassero incessantemente riuscirebbero mai a narrare nell’interezza le devastazioni che hanno apportato ai buoni cristiani”, e tutto questo ricordando che, oggettivamente, non hanno fatto danni troppo maggiori delle beghe interne dei vari rì irlandesi).
La differenza fra scannarsi fra vicini e fare la guerra, nel medioevo, è piuttosto sottile. Le tipiche “guerre” di allora si componevano sostanzialmente di razzia (tanta), battaglie (poche) e qualche assedio. Questo per le difficoltà logistiche di tenere assieme un esercito fatto (anche ma non solo) di (semi)professionisti (i vassalli ed il loro seguito), ma non professionale. Rispetto alle legioni, mancava totalmente quella professionalissima (e qusi maniacale) organizzazione che ha permesso a Roma di conquistare il mondo.
Lo stesso Grande Ost era un agglomerato proteiforme di bande armate separate, che si è più volte composto e ricomposto di qua e di là della manica, a seconda delle iniziative individuali dei singoli segmenti che lo componevano.
@Michael Gaissmar
Il prossimo articolo sugli armamenti riguarderà proprio le spade dei vichinghi.
Aggiungo una postilla a quanto hai scritto. Viste la loro capacità in guerra, i vichinghi formarono per secoli la Guardia Varangiana, il corpo d’elite dell’Impero Bizantino. Inoltre, i vichinghi che si resero stanziali, come i normanni, riuscirono a creare eccellenti organismi statuali e ad organizzare vere e proprie guerre (quasi sempre vittoriose) contro Arabi e Bizantini.
http://pneymatiko.files.wordpress.com/2009/03/varangian_guard.jpg
figo il varangiano
Iome mi hai bruciato la seconda immagine dell’articolo…mi costringi a scagliarti addosso uno dei miei temibili anatemi.
http://www.japanese-yari-naginata-yanone.com/newest_arrivals_2009/edo_samurai_armor.jpg
non trovi che la lamellare sia terribilmente simile a uno yoroi
Avevano più o meno lo stesso scopo
A Michael Gaissmar
Tipo di organizzazione sociale che vai, esercito che trovi. E un esercito “regolare professionale” non è sempre sinonimo di efficienza. Se non ricordo male i due aggettivi sono applicabili all’esercito bizantino dell’undicesimo secolo, ma nella battaglia di Manzikert del 1071 non è che abbiano fatto una gran bella figura. Per contro la gente di Harold ha fatto faville a Stamford Bridge.
Quanto allo scannarsi tra vicini, io parlavo di islandesi, e rispetto ai regolamenti di conti islandesi le più anonime “guerre medievali” (anche se mi fa un po’ specie definirle così) sono un capolavoro di strategia su larga scala. In Islanda si parla di bande armate di tutto un po’ che si tendono agguati dietro la porta del cesso e altre trovate di innata eleganza
Nel caso di Manzikert, Tenger, ricordi male :-P … L’esercito bizantino a Manzikert era ben lontano dagli splendori del tempo di Basilio II (quello che ha ispirato Trutledove a scrivere la saga di Krispos). A dirla tutta, si trattava di un’accozzaglia di contingenti diversi, tutti formati di (più o meno splendidi) soldati, presi singolarmente, ma appunto, del tutto disomogenei: 5000 truppe di nativi bizantini, e contingenti più o meno nuerosi di mercanari umani, Normanni, e la solita Guardia Varega.
I c.d. “regolamenti di conti” degli islandesi non sono affatto diversi dalle guerre medioevali, come concetto di base. L’immagine distorta che ce ne danno (pessimi) libri e film è quanto di più lontano ci sia dalla realtà. Un esempio è la battaglia di Stirling Bridge: un semplice attacco degli scozzesi alla retroguardia ed alle salmerie degli inglesi, che si risolse in un’inaspettata e devastante sconfitta per questi ultimi, non l’eroica resistenza “alla 300″ che si vede nel film
Va ricordato che l’Impero doveva ancora riprendersi dal regno di due sovrani dalla dubbia capacità, come Costantino IX e X.
Inoltre, parte di questo contingente (i mercenari occidentali, il c.d. Latinikon), si rifiutò di prendere il campo, determinando la decisiva sconfitta del Basileus.
Se vuoi una descrizione, romanzata e di facile lettura, di questi accadimenti, la trovi nell’ottima saga di Videsso (o Ciclo della legione) di HArry Turtledove
A Mazikert le defezioni dei mercenari turchi e di quelli latini portò le forze bizantine al disastro. L’esercito aveva ancora una buona organizzazione, ma il massiccio impiego di truppe mercenarie reca con sè, inevitabilemte, un discreto margine d’incertezza. Un articolo su Mazikert mi sembra inevitabile, anche se ora mi sto orientando verso battaglie poco conosciute.
Grandissimo Zwei…
Alla prossima puntata
Non ho ancora avuto il tempo di leggere tutti i commenti, per ora mi limito a segnalarti una delle mappe di fantasy più insulse, inutili, inguardabili e insultanti (per il lettore) ce io abbia mai visto: quella di “Le cinque stirpi” di Heitz.
Se te l’hanno già segnalata, sorry!
Concordo. Le Cinque Stirpi, oltre a essere un libro penoso, ha una mappa incomprensibile, non si riesce a capire neanche da che lato guardarla.
http://zweilawyer.files.wordpress.com/2010/03/cinque-stirpi.jpg
[...] una mappa nasconde molti rischi. Dopo aver letto il post “La mappa nei libri fantasy” sul sito (di) “Zweilawyer”, ho pensato che potesse valer la pena pubblicare [...]
Mi è capitato soltanto due o tre giorni fa di vedere questo commento. Ho gradito l’apprezzamento della mappa dell’acchiapparatti, così come il tuo articolo… Che, inoltre, mi ha dato lo spunto per scrivere questo post (a cui ti invito gentilmente a dare un’occhiata):
http://lacchiapparatti.bcdeditore.it/2010/04/le-terre-a-nord-est-di-olm/
P.S.: Com’è andato a finire il sondaggio sulle armi?
Stasera faccio un salto sul tuo blog.
Il mio puoi chiamarlo tranquillamente Zweilawyer, tanto siamo un tutt’uno.:)
Togliendo i voti ripetuti, la spatha e le armi in asta avevano ricevuto più voti di tutti. Ho già trattato la SPATHA, mentre penso che il prossimo articolo oplologico verterà su mazze d’arme e/o mazzafrusti, visto che oggi sono riuscito a scovare un volumetto molto interessante agli Archivi di Stato.
Bene. In questo momento mazze e mazzafrusti suscitano tutto il mio interesse.
Bello questo post *O*

Quasi quasi mi espongo al pubblico insulto XD
Questa è la mia mappa:
Pareri, consigli, critche?
E’ una versione “politica” in realtà mancherebbero fiumi, boschi, monti e laghi ma temo l’effetto “disegno delle elementari” XD
Tra l’altro mi sono accorta di aver ciccato i tempi di percorrenza (cioè li ho calcolati ma per esigenze di trama sono troppo brevi xD) tanto che il mondo risulta piccolissimo -__-
Ma ormai sto romanzo l’ho revisionato tante di quelle volte che o va così o finisce nell’albo del fantatrash XD
Sei in buona compagnia Tj, fra gli utenti del blog ci sono parecchi autori wanna be (eccomi) e qualche autore pubblicato, fra cui il buon Francesco Barbi.
Circa la mappa, i nomi dei regni sono stilettate nel mio petto muscoloso, manca solo il timbro “high fantasy” per completare l’opera. In realtà è un problema mio, visto che l’high fantasy non l’ho mai digerito, ma di solito preferisco dei nomi inventati, magari coerenti con le città inserite negli stessi. Certo, se devi buttarti sul Regno di Guv-Hrtwarvxz meglio lasciare questi.
Per curiosità, quanto dovrebbe essere grande questo mondo?
Il problema è che quando l’ho concepito non mi sono posta il problema e poi sono venuti i guai XD cose del tipo che un personaggio se lo può attraversare nel giro di poche settimane XD
Per la scelta dei nomi più che altro si è basata sul fatto che esiste una lingua comune dell’Impero e ho “imposto” una traduzione di tutti i nomi dei regni (che è in italiano perchè ovviamente il libro è in italiano xD), anche se poi ognuno ha la sua lingua diversa.
Per il resto il romanzo (che poi sono due) è già stato pubblicato con editore sconosciuto al mondo nel 2007-2008 e ora rivisto (che era in condizioni pietose) e ristampato con pod giusto per mio uso e consumo XD il secondo volume lo sto preparando per fine mese e stavo pensando se risistemare la cartina o lasciarla così tanto il danno è fatto xD
@TJ: sembra molto… una palla. Gli darei una forma più irregolare tipo l’Australia. E metterei qualche stato più piccolo e qualcuno più grosso: non ci sono molte differenze fra le dimensioni dei vari Stati.
Hai davvero bisogno di tutti e 27 gli stati nel racconto? Se la risposta è no, io sforbicerei oppure metterei solo la porzione di continente che mi interessa, lasciando intendere che c’è molto altro ancora (anche perché mi da l’idea di essere un mondo piccolo, dal disegno)
Già il fatto che tu ci stia lavorando tanto è un buon segno. Sono schifosamente curioso, quindi sputa il nome del libro e dell’editore sconosciuto!
@Tj
Io sono dell’idea che la mappa non deve essere per forza pubblicata, ma l’autore deve avercela il più dettagliata possibile (magari più di una a seconda degli aspetti).
Se posso osare (anche io autrice wanna be con una mania compulsiva per il realismo), la mappa che hai postato può essere interessante per farsi un’idea vaga dei confini. A seconda della storia, per il lettore potrebbe forse bastare.
Non per lo scrittore. Se quella è la sola che hai disegnato non so come tu possa scrivere senza fare qualche strafalcione. A parte le casatteristiche fisiche, a che latitudine è situata? Qual’è la scala? Quali sono le strade principali? I guadi? Le fortezze? Le città? Tutto, insomma?
Capisco la faccenda “disegno delle elementari”
Quello che ho fatto io (dilettante sotto la media del decente, eh!) è stato, dopo aver abbozzato la seconda stesura, fermare le macchine e mettere a punto la mappa. La storia ne viene influenzata, va aggiustata rispetto alla mappa (il mondo non cambia).
Beninteso, questo è il mio consiglio, e vale quanto il due di coppe quando regna bastoni
Quante belle rispostine *O*
dunque la forma… la prima versione era peggio XD perchè inizialmente era un anello con mare interno e isola al centro solo che appunto mi sembrava una forma cretina e ho cercato di dare una forma un po’ più frastagliata anche se in effetti è rimasta tondeggiante xD
I regni mi serviva metterli tutti e 25 perchè rappresenta una carta che compare in una scena del romanzo, per le dimensioni degli stati se anche dà l’impressione che non ci siano molte differenze mi sta bene anche l’effetto “divisioni create a tavolino” è una suddivisione abbastanza arbitraria…
La storia poi si svolge in diversi dei regni presenti e mi serviva dare una visione d’insieme
@Zwei: oddio me si vergogna <..> comunque ho pubblicato due anni fa con la 0111 ora però è fuori catalogo (tolto di mia spontanea volontà xD) e ho appena ripubblicato il primo volume con lulu, il titolo della pseudo-saga è “Il Fiore Eterno”
E’ un fantasy abbastanza classico xD però almeno ho avuto la decenza di non metterci né elfi né draghi xD
@ Tenger: sì in effetti sul mio quaderno di appunti (ci ho riempito un quaderno intero XD) ho varie versioni e scarabocchi così come nella mia testa con molti più dettagli, avevo pure disegnato la piantina del palazzo imperiale xD
Forse sarà stata un’idea cretina ma ho preso come riferimento per i vari regni dei luoghi reali (quindi stati di varie latitudini) in pratica con l’incoscienza dei miei 16 anni (età a cui ho iniziato a scriverlo xD) ho immaginato un mondo grande come un continente che poi sulla carta è diventato grande quanto uno staterello XD (oppure i personaggi camminano a velocità supersoniche o.o)
Ps. visto che ci sono facce conosciute, io sarei Kaname sul forum di K&P xD
@Tj o Kaname
Magari una pestilenza? Una ricorrenza religiosa? Insomma, è un tira-e-molla… (al momento ho appesa al muro un mostro di mappa di nove fogli A4 =_= Sto cominciando a odiarla)
Hei, qual buon vento:)
Io ti consiglio di fare una mappa con una scala precisa per stabilire le proporzioni spaziali. Poi pensare bene al tipo di vegetazione, fauna e clima.
Io ho uno sporco sotterf… hem, artifizio letterario per arrangiare la storia sulla mappa: gli spostamenti e i tempi di percorrenza sono importanti in relazione a quello che, nel frattempo, gli altri personaggi fanno (e al clima, ma può esserci un estate più corta o più lunga, no?). Quindi, se il personaggio ci metteva due giorni a piedi ad attraversare il mondo, cambia: ci mette due mesi. In questi due mesi… bisogna trovare agli altri buone ragioni per non agire
Se la storia è ambientata prima della rivoluzione industriale (niente treni), allora è ancora più tignosa per i tempi di percorrenza: entrano in scena un numero incredibile di variabili (a piedi o a cavallo (o altro?)? Che cavvallo? Sempre lo stesso o lo può cambiare? Sa cavalcare? Ha mangiato? Ha dormito? Che tempo fa? ARGH!)
Tenger hai perfettamente ragione ^^ infatti ne terrò conto per i prossimi scritti (anche se sto cambiando genere e lasciando un po’ perdere il fantasy epico xD)
Il fatto è che i tempi di percorrenza li ho calcolati al millimetro e mi sono accorta solo dopo che ciò rendeva il mondo troppo ristretto (per dire per arrivare dall’isola imperiale a uno dei punti segnati – es. città d’oro – avevo calcolato 3 giorni di viaggio) ora purtroppo il danno è fatto e dovrò tenermi il mondo ristretto (anche perchè la storia è un incastro di scene a volte contemporanee e ogni capitolo è datato – si svolge tutto nel giro di un mesetto e stravolgere questo arco temporale vorrebbe dire prendere il manoscritto e bruciarlo direttamente xD) intanto mi sono fatta le ossa anche se ho ancora molto da imparare e di sicuro questo blog è pieno di spunti utili *w* l’avessi scoperto dieci anni fa -___- ma sono una donna dell’età della pietra XD
Sul fantasy ci sono tanti altri blog interessanti (di certo più del mio), basta dare un’occhiata ai link (Duca, FantasyEydor,InfinitiSentieri, Gamberi).
Ormai si definiscono “dell’età della pietra” i quasi giovani di 25-30 anni. Io rientrerò nella categoria ancora per un annetto e immagino che anche tu sia nel range, quindi non disperare!
Il Duca già lo seguo ^.^ e anche i Gamberi (peccato per la chiusura ç.ç) darò un’occhiata anche agli altri segnalati ^^
E sì venerdì faccio 30 anni XD mi sento vecchia ma passerà -__-
Arigatou
(sorry per l’OT xD)
Male, molto male, per pubblicare un fantasy dovresti avere almeno dieci anni in meno! Gli over25 sono solo una manica di sfigati!
Gosh, allora mi devo spicciare °.° Non ho più molto tempo!
Basta, mando tutto così, con errori di battitura, salti logici, scene tirate via e personaggi che cambiano nome in corso di storia. Ci aggiungo giusto un capitolo random con elfi e nane in tanga. Sarà un successo ^_^
Mi inserisco un po’ in ritardo per chiedere: qualcuno ha idea di come cazzo si pronunciano gli apostrofi? Il tarlo mi rode fin dai tempi della malaugurata lettura de La Rocca dei Silenzi, dove c’era gente che si chiamava addirittura Lhoss’m.
Dovrebbe esserci una piccola espirazione prima dell’altra lettera, inferiore a quella di una “h” (già presente in Lhoss’m, fra l’altro).
Il fatto che tu non abbia commentato Zodd mi fa temere…dai, spara, sono pronto.
Appena ho un po’ di tempo butto giù qualche appunto e te lo mando.
Ciao
[...] al mondo dell’editoria; * Consigli per l’Eroe Fantasy 1, 2, 3, 4 e 5, Caccia al Drago, La mappa nei libri fantasy, il Vampiro finocchio-sbrilluccicoso, Nihal: la guerriera porcella: sui cliché e le incongruenze [...]
[...] usarle.Credo che un traduttore non debba stravolgere nomi e frasi dell’originale.Credo che le cartine nei fantasy possono essere utili ma solo se hanno senso e coerenza interna.Credo che gli elfi stereotipati [...]