La mappa nei libri fantasy

Disegnare una mappa fantasy è più difficile di quello che sembra.

Ogni libro fantasy, appena dopo la copertina, fa bella mostra di una mappa. E’ giusto, l’autore si è dannato tanto per creare un nuovo mondo, quindi ha il diritto di mostrarci come diavolo è fatto e che ci fornisca tutte le coordinate geografiche per seguire con attenzione l’immancabile viaggio del party, gli spostamenti del nemico, et cetera.

La mappa di Locke Lamora

La mappa è spesso necessaria (in The Blade Itself, ad esempio, manca), ma dev’essere studiata a lungo, disegnata, cancellata, ridisegnata. L’autore deve scegliere con cura i nomi delle città, dei fiumi e delle catene montuose, evitando di cadere nelle tentazioni dell’alfabeto inglese. Esatto, per molti la mappa fantasy altro non è che un luogo dove gettare alla rinfusa una caterva di Gythornj, Heyellix, Grothork, Xan’ravhj. Una cosa davvero fastidiosa, specie quando non si trova alcuna differenziazione fra i diversi regni (nonostante  parlino lingue diverse).

La Terra di Mezzo. Un’ottima mappa (a parte le fastidiose montagne geometriche di Mordor).

Oltre ai nomi casuali, molte mappe fantasy si contraddistinguono per sciatteria. Vabbè Zwei, sei un rompicoglioni, che ci frega della mappa! Avete ragione, quanto a rompere le palle non sono secondo a nessuno, e per giunta mi capita spesso di predicare bene e razzolare male. Ma delle mappe fantasy non si parla quasi mai (tranne qualche sporadica stoccata proveniente da Gamberetta), quindi armatevi di santa pazienza e sorreggetemi in questa katabasi.

Dopo aver visto Tolkien e le sue ottime capacità di cartografo (e parliamo di mezzo secolo fa’) andiamo dritti su una delle peggiori mappe mai disegnate. L’autore, manco a dirlo, è italiano: Luca Centi. Il suo libro, La Noia Il Silenzio di Lenth, deve aver avuto un discreto successo, visto che pubblicheranno anche un paio di seguiti.  Detto questo, date un’occhiata alla sua mappa.

E’ deciso. Da oggi, per evitare mappe troppo semplicistiche, la loro stesura verrà affidata a una nutrita schiera di scolaretti delle elementari.

Fiumi che vanno dal mare al mare, un piao di città buttate lì senza convinzione, le Montagne Groght che non si vedono, la tristezza immensa di nomi quali “Pianura Agricola” e “Affluente minore” (e il maggiore?). Il particolare peggiore riguarda però lo Stretto di Golthaer. Dannazione! Ma come fa ad essere uno Stretto? E’ un I-S-T-M-O, ovvero un lembo di terra, con entrambi i lati bagnati dall’acqua, che congiunge due territori più grandi. Lo Stretto è l’esatto opposto.

Un istmo: informazioni del genere le nascondono nei libri.
Un istmo: informazioni del genere le nascondono nei libri.

Alcune mappe presentano altri problemi, talvolta ulteriori rispetto a quelli meramente stilistici. Capita infatti che non venga dato alcun riferimento al lettore, non perchè l’autore non sia in gradi di farlo, ma solo perchè “nun je và”. Una cartina con distanze precise e realistiche costa tempo e fatica. Costa lavoro, perchè i tempi di viaggio e le avanzate degli eserciti devono essere studiate in rapporto al lavoro geografico svolto in precedenza.

Esempio: non si possono far percorre ad un party cento chilometri al giorno, nè ridurre una traversata di dieci giorni a un paio d’ore di navigazione.

Insomma, non è difficile leggere qualcosa sui tempi di marcia degli eserciti, di una trireme, o magari di una staffetta postale durante l’Impero Romano. In questo caso (e in molti altri) la storia può dare una mano, quindi non siate svogliati. State scrivendo il vostro libro e dev’ essere tutto perfetto, o almeno dovete provarci!

mappa-fantasy
Fortunatamente è morto diversi secoli prima dell’uscita de Il Silenzio di Lenth

Il rischio è quello di arrivare a dei livelli di assurdità tali da far sembrare Godzilla un documentario del National Geographic. Pensate alla cartina de Gli Eroi della Crepuscolo, in sostanza una fetta di Sicilia abitata dagli Elfi. Ebbene, come ha fatto notare Gamberetta nella sua recensione, dopo 250.000 anni gli elfi (alti 250cm, immortali, cazzuti e, purtroppo, tremendamente omosessuali) ancora non sono riusciti a spingersi oltre il ritaglio di terra in cui li ha piazzati la scrittrice siciliana. 250.000 anni a fare bagni di sapone e a lustrarsi il piffero senza mettere piede fuori dall’Ultima Città (Sigh!). Se la buona Strazzulla avesse creato un mondo grande, arioso, adatto a degli esseri immortali, intelligenti,  fisicamente superiori, per cui le distanze non sono un problema, non ci saremmo trovati a dover fare i conti con una simile zozzeria.

Se quella in basso a destra fosse la lampada di Aladino, chiederei al genio di nuclearizzare la simil-Sicilia elfizzata. Potremmo sempre dire che quei luridi lungagnoni nascondevano armi di distruzione di massa.

E ora, al lavoro! Se state costruendo un mondo fantasy e pensate che valga la pena ascoltare un paio di consigli, leggete qui sotto:

  1. Decidete le dimensioni del territorio in cui ambientare la storia (grande come la Francia, l’Europa, l’Africa, fate vobis).
  2. Tratteggiate i confini dei continenti/isole/territori in generale.
  3. Decidete quali e quante nazioni (ed, eventualmente, razze) volete inserire.
  4. Tracciatele nella mappa, appuntandovi la forma di governo scelta per ciascuna di esse (monarchia assoluta, repubblica, ecc..)
  5. Scegliete dei nomi di città/fiumi/mari abbiano una qualche attinenza con le nazioni in questione. Evitate quindi di creare un popolo dove tutti si chiamano Appio, Ennio, Flaiano, mentre la sua capitale è Kjg’hansr.
  6. Se volete inserire un Villain che abbia una posizione geografica specifica, cercategli subito un posto adatto nella mappa. Ve lo chiedo come favore personale, evitate di schiaffarlo nella terra più a nord dietro una serie infinita di cucuzzoli nevosi.
  7. Guardatela, limatela, riguardatela.
  8. Pensate a come i personaggi potrebbero muoversi attraverso il mondo, magari appuntatevi le tappe e gli incontri.
  9. Naturalmente è la vostra mappa, quindi avete tutto il diritto di piegarla alle esigenze della trama. Una volta in stampa però, è difficile tornare indietro.

Se c’è qualche mappa davvero brutta che volete segnalare o postare, non fatevi problemi, i commenti servono anche a questo…

Chi fosse interessato a una mappa più professionale, potrebbe considerare l’acquisto di un bel programmino (30 eurozzi):

Campaign Cartographer 3

124 pensieri riguardo “La mappa nei libri fantasy

  1. Che bello, il mio libro rispetta tutti i punti 😀
    Ho messo pure i tassi di cambio tra le varie monete 😀
    L’unica cosa su cui ho un po’ lasciato stare sono i nomi, suonano più o meno tutti alla stessa maniera, senza differenze tra le varie nazioni, e almeno una città ha il nome che stona alquanto.
    Ad ogni modo anche tolkien, nonostante la bellezza della mappa, alla fine ha messo il villain a sud-est alla fine di un bel deserto di pietre circondato da montagne 🙂

  2. Sulle mappe trovo ottima quella di Turtledove nella saga di Videssos, anche se lì ha giocato sporco (googlate e capirete). Anche il mondo che ci stà dietro mi sembra più che coerente, anche se, di nuovo, ci sono parecchie scorciatoie (sempre meno che in Tolkien, però).
    Ottimo articolo… Zwei, ci stai viziando

    Saluti

  3. Io non ho un Kattivo, quindi un problema melo risolvo ^_^
    Seguiti peraltro tutti i punti. Essendo una storia di guerre civili, la mappa mi ha preso una caterva di tempo, per non parlare del calcolo dei tempi di percorrenza (stato della strada, dislivello, tempo atmosferico, condizioni fisiche, AAARGH! Ma non potevate inventare i treni, razza di scimmie gialle?).
    Ottimo articolo. Se ne sentiva il bisogno. Sembra che i primi a non prendere sul serio il mondo della storia siano proprio gli stessi autori. Alla domanda “Ma hai calcolato distanze e tempi di percorrenza?” ti guardano di solito con gli occhi a padellino, come dire “non mi era venuto in mente”.

  4. Errare humanum est, perseverare autem diabolicum. Commettere un errore non è così grave (direi che è inevitabile), il problema è quando l’autore non si pone nemmeno la questione.
    Per i viaggi per mare concordo, sono una rogna. Io cerco di evitarli per quanto possibile. I miei non hanno “il piede marino”, per così dire.

  5. xD Penso che vincerò il premio nobel per la mappa più trash della storia, la penisola su cui ho ambientato la storia assomiglia a un grosso molare, a nord ci sono le montagne (sopra di esse, i nani che i draghi hanno scacciato, e che nella storia non esamino X’D) e c’è pure un bel pezzettone di terra di nessuno in cui la promiscuità la fa da regina U_U
    PERO’
    nelle montagne ci stanno i draghi e il cattivo sta in un bel palazzo in mezzo alla pianura, a progettare e tramare la sua guerra *_*

    Per creare le distanze ho usato un metodo che non fallisce mai… il righello, e la generalizzazione.
    Ho deciso che in un giorno, a cavallo con passo sostenuto, si percorrono circa 1,2 cm su mappa. (notare la precisione!! XDDD)
    Quando non voglio stare a sindacare sui giorni che ci hanno impiegato, mi appello alla nobile generalizzazione “era da giorni che…” “ormai l’inverno era alle porte” “le stelle si stavano allineando lente ma inesorabili mentre…” e via discorrendo ù__ù sì lo so, sono una geGNa dell’approssimazione, ma sinceramente sapere se ci mettono 5 giorni o 6, a meno che non sia questione di vita o di morte (se fra 7 giorni succede qualcosa e loro devono arrivare in un posto, informerò il lettore di dove sono e cosa fanno, altrimenti fa pietà) ovviamente.

    In ogni caso la mia mappa è talmente semplice ed elementare che non ho aggiunto neanche i fiumi o i laghi. Nel racconto si parla di un antico arazzo in cui erano ricamate persino le strade e i templi, e se tutto va bene sarà in quella modalità che inserirò la mappa alla fine del libro… altro che fatine nude con i cotton fioc, quello è ormai superato!! ù.ù

    ps.: zwei è colpa tua se ho ripreso questa storia! sarò ricordata come miss trash… i dialoghi sono delle vere perle XD per non parlare dei protagonisti, 11 minchioni a spasso! ahahahah

  6. xD Penso che vincerò il premio nobel per la mappa più trash della storia, la penisola su cui ho ambientato la storia assomiglia a un grosso molare, a nord ci sono le montagne (sopra di esse, i nani che i draghi hanno scacciato, e che nella storia non esamino X’D) e c’è pure un bel pezzettone di terra di nessuno in cui la promiscuità la fa da regina U_U
    PERO’
    nelle montagne ci stanno i draghi e il cattivo sta in un bel palazzo in mezzo alla pianura, a progettare e tramare la sua guerra *_*

    Per creare le distanze ho usato un metodo che non fallisce mai… il righello, e la generalizzazione.
    Ho deciso che in un giorno, a cavallo con passo sostenuto, si percorrono circa 1,2 cm su mappa. (notare la precisione!! XDDD)
    Quando non voglio stare a sindacare sui giorni che ci hanno impiegato, mi appello alla nobile generalizzazione “era da giorni che…” “ormai l’inverno era alle porte” “le stelle si stavano allineando lente ma inesorabili mentre…” e via discorrendo ù__ù sì lo so, sono una geGNa dell’approssimazione, ma sinceramente sapere se ci mettono 5 giorni o 6, a meno che non sia questione di vita o di morte (se fra 7 giorni succede qualcosa e loro devono arrivare in un posto, informerò il lettore di dove sono e cosa fanno, altrimenti fa pietà) ovviamente.

    In ogni caso la mia mappa è talmente semplice ed elementare che non ho aggiunto neanche i fiumi o i laghi. Nel racconto si parla di un antico arazzo in cui erano ricamate persino le strade e i templi, e se tutto va bene sarà in quella modalità che inserirò la mappa alla fine del libro… altro che fatine nude con i cotton fioc, quello è ormai superato!! ù.ù

    ps.: zwei è colpa tua se ho ripreso questa storia! sarò ricordata come miss trash… i dialoghi sono delle vere perle XD per non parlare dei protagonisti, 11 minchioni a spasso! ahahahah

  7. Orpo, ho cacciato l’Evil Overlord in mezzo ad un’isola volante montuosa con la scusa che fosse una località difendibile con maggior facilità. Dici che è una giustificazione trash?

  8. Il problema con i barbari dell’estremo nord è di solito “l’estremo nord”. Cavoli! Stagioni, fasce climatiche, monsoni… difficile. I climi sono stereotipati. Nell’estremo nord la neve è perenne.
    Ok, e i cattivi che mangiano?
    La storia ci insegna che la gente va a vivere nei posti più infami: vedi gli islandesi. Già, ma gli islandesi non mettevano insieme eserciti d’invasione. Il Cattivo modello Signore delle Ombre Guerrafondaio, se proprio ce lo vuoi mettere, deve avere a disposizione mezzi e risorse per poter essere pericoloso. I ghiacci perenni non sono il massimo per il mantenimento di Legioni del Terrore.

  9. Gli islandesi non mettevano insieme eserciti di invasione, ok, ma hanno colonizzato la Groenlandia, ed i vari Godar, nel periodo di decadenza che segue lo zenith della Colonia sull’isola, mettevano assieme discrete armate per comporre “in maniera amichevole” le loro questioni.
    Secondo me, il problema è sempre il contesto:
    – non è proponibile una legione del terrore che vive in Angband, questo è certo (e sarebbbe, fra parentesi, pure plagio);
    – tuttavia, dei “barbari dei ghiacci”, cacciatori di narvali, foche e trichechi, che vivono aggrappati sui fiordi, e che decidono di arrotondare la grama vita con la pirateria, diventando il terrore di villaggi costieri e piccole e grandi città, ed insidiando la sicurezza dei trasporti via mare non mi sembra così improbabile. I vichinghi non erano orde immani, nelle prime fasi della loro espansione, ma piccoli gruppi di proscritti ed esuli che, forti della loro impareggiabile abilità in mare, e fiduciosi fino alla superbia nelle loro abilità guerriere, riuscirono a tenere in scacco colossi mondiali come l’Impero degli eredi di Carlo Magno, L’Eptarchia, l’Al Andalus e persino l’impero.
    In tutti gli esempi che ho portato, indubbiamente conta l’effetto sorpresa di queste improvvise, rapide e ferocissime scorrerie, ma
    1) questo è, appunto, solo un esempio (o una serie di esempi)
    2) lo scrittore, se si documenta ( e la compianta Gamberetta ha insistito fino alla nausea su questo importantissimo e trascuratissimo punto), può renderlo credibile ed attuabile anche nel Suo mondo;
    3) nell’estremo Nord la neve non è perenne (almeno di non essere al polo nord, certo, ma anche le terre circumpolari, o, appunto Islanda e Groenlandia conoscono una breve, cruda estate);
    4) 4
    Tuttavia mi sembra interessante approfondire uno spunt interessante: il concetto di Kattivo che viene “da fuori”, da una zona della mappa, e della conoscenza comune, che è identificata come deserto, terra desolata, ostile alla vita: gli sciiti venivano dalle steppe, gli arabi erano figli del deserto, i vichingi delle Terre del Nord, i Germani delle impenetrabili selve della Germania. Quello che per gli uni è terra desolata, per gli altri può essere dura scuola di vita, e renderli combattenti migliori e temibili opponenti per gli avversari che si trovano ad affrontare

  10. Colonizzare una terra dove non c’è praticamente nessuno (la Groenlandia) non richiede particolare destrezza militare. Inoltre in Islanda potevano essere messe insieme bande per regolare le divergenze di opinioni, ma non erano eserciti. Non esisteva nemmeno un esercito. Scannarsi tra vicini è un conto, mettere insieme una forza d’invasione un altro. E non dimentichiamo che avevano scambi con la Norvegia (situazione totalmente diversa) da cui importavano armi.
    E comunque, come hai detto, persino in Islanda c’erano le stagioni, che rendevano possibile agricoltura e pastorizia. Addirittura pare che tra l’870 e 1170 le temperature fossero relativamente miti (5° di media).
    I normanni si sono fatti una gran fama, ma erano ben lungi dal costituire una reale minaccia di morte per l’Europa (e ricordiamo che nel Fantatrash il Kattivo è una minaccia per Tutti i Popoli, ossia per territori grandi almeno come l’Europa, voir plus).

    1. Ecco… i vichinghi non erano in effetti una vera e propria minaccia di morte per l’Europa (a parte per gli abitanti di Dorestad, i monaci di Iona e gli abitanti di Luni, si capisce), tuttavia così ERANO PERCEPITI (e, per i sudditi di Re Alfredo, erano anche una minaccia anche per la loro virilità),
      Per un esempio di questo, prova a leggerti i resoconti del tentativo di sacco di Costantinopoli /(e, se non ne hai lo sbatto, ti riporto un frammento di Cronaca Irlandese “neanche trecento teste con trecento lingue di ferro che parlassero incessantemente riuscirebbero mai a narrare nell’interezza le devastazioni che hanno apportato ai buoni cristiani”, e tutto questo ricordando che, oggettivamente, non hanno fatto danni troppo maggiori delle beghe interne dei vari rì irlandesi).
      La differenza fra scannarsi fra vicini e fare la guerra, nel medioevo, è piuttosto sottile. Le tipiche “guerre” di allora si componevano sostanzialmente di razzia (tanta), battaglie (poche) e qualche assedio. Questo per le difficoltà logistiche di tenere assieme un esercito fatto (anche ma non solo) di (semi)professionisti (i vassalli ed il loro seguito), ma non professionale. Rispetto alle legioni, mancava totalmente quella professionalissima (e qusi maniacale) organizzazione che ha permesso a Roma di conquistare il mondo.
      Lo stesso Grande Ost era un agglomerato proteiforme di bande armate separate, che si è più volte composto e ricomposto di qua e di là della manica, a seconda delle iniziative individuali dei singoli segmenti che lo componevano.

  11. esiste persino un software per disegnare mappe fantasy? wow!
    comunque mi par giusto dedicarci del tempo, senza di esse il più delle volte non si capisce niente di quel che c’è scritto nel libro…

    1. Avevano più o meno lo stesso scopo 😀

      A Michael Gaissmar
      Tipo di organizzazione sociale che vai, esercito che trovi. E un esercito “regolare professionale” non è sempre sinonimo di efficienza. Se non ricordo male i due aggettivi sono applicabili all’esercito bizantino dell’undicesimo secolo, ma nella battaglia di Manzikert del 1071 non è che abbiano fatto una gran bella figura. Per contro la gente di Harold ha fatto faville a Stamford Bridge.
      Quanto allo scannarsi tra vicini, io parlavo di islandesi, e rispetto ai regolamenti di conti islandesi le più anonime “guerre medievali” (anche se mi fa un po’ specie definirle così) sono un capolavoro di strategia su larga scala. In Islanda si parla di bande armate di tutto un po’ che si tendono agguati dietro la porta del cesso e altre trovate di innata eleganza 😀

  12. Nel caso di Manzikert, Tenger, ricordi male 😛 … L’esercito bizantino a Manzikert era ben lontano dagli splendori del tempo di Basilio II (quello che ha ispirato Trutledove a scrivere la saga di Krispos). A dirla tutta, si trattava di un’accozzaglia di contingenti diversi, tutti formati di (più o meno splendidi) soldati, presi singolarmente, ma appunto, del tutto disomogenei: 5000 truppe di nativi bizantini, e contingenti più o meno nuerosi di mercanari umani, Normanni, e la solita Guardia Varega.
    Va ricordato che l’Impero doveva ancora riprendersi dal regno di due sovrani dalla dubbia capacità, come Costantino IX e X.
    Inoltre, parte di questo contingente (i mercenari occidentali, il c.d. Latinikon), si rifiutò di prendere il campo, determinando la decisiva sconfitta del Basileus.
    Se vuoi una descrizione, romanzata e di facile lettura, di questi accadimenti, la trovi nell’ottima saga di Videsso (o Ciclo della legione) di HArry Turtledove 🙂
    I c.d. “regolamenti di conti” degli islandesi non sono affatto diversi dalle guerre medioevali, come concetto di base. L’immagine distorta che ce ne danno (pessimi) libri e film è quanto di più lontano ci sia dalla realtà. Un esempio è la battaglia di Stirling Bridge: un semplice attacco degli scozzesi alla retroguardia ed alle salmerie degli inglesi, che si risolse in un’inaspettata e devastante sconfitta per questi ultimi, non l’eroica resistenza “alla 300” che si vede nel film 🙂

  13. Non ho ancora avuto il tempo di leggere tutti i commenti, per ora mi limito a segnalarti una delle mappe di fantasy più insulse, inutili, inguardabili e insultanti (per il lettore) ce io abbia mai visto: quella di “Le cinque stirpi” di Heitz.
    Se te l’hanno già segnalata, sorry! 😉

  14. @TJ: sembra molto… una palla. Gli darei una forma più irregolare tipo l’Australia. E metterei qualche stato più piccolo e qualcuno più grosso: non ci sono molte differenze fra le dimensioni dei vari Stati.
    Hai davvero bisogno di tutti e 27 gli stati nel racconto? Se la risposta è no, io sforbicerei oppure metterei solo la porzione di continente che mi interessa, lasciando intendere che c’è molto altro ancora (anche perché mi da l’idea di essere un mondo piccolo, dal disegno)

  15. @Tj
    Se posso osare (anche io autrice wanna be con una mania compulsiva per il realismo), la mappa che hai postato può essere interessante per farsi un’idea vaga dei confini. A seconda della storia, per il lettore potrebbe forse bastare.
    Non per lo scrittore. Se quella è la sola che hai disegnato non so come tu possa scrivere senza fare qualche strafalcione. A parte le casatteristiche fisiche, a che latitudine è situata? Qual’è la scala? Quali sono le strade principali? I guadi? Le fortezze? Le città? Tutto, insomma?
    Capisco la faccenda “disegno delle elementari” 😀 Io sono dell’idea che la mappa non deve essere per forza pubblicata, ma l’autore deve avercela il più dettagliata possibile (magari più di una a seconda degli aspetti).
    Quello che ho fatto io (dilettante sotto la media del decente, eh!) è stato, dopo aver abbozzato la seconda stesura, fermare le macchine e mettere a punto la mappa. La storia ne viene influenzata, va aggiustata rispetto alla mappa (il mondo non cambia).
    Beninteso, questo è il mio consiglio, e vale quanto il due di coppe quando regna bastoni 😉

  16. @Tj o Kaname
    Hei, qual buon vento:)
    Io ti consiglio di fare una mappa con una scala precisa per stabilire le proporzioni spaziali. Poi pensare bene al tipo di vegetazione, fauna e clima.
    Io ho uno sporco sotterf… hem, artifizio letterario per arrangiare la storia sulla mappa: gli spostamenti e i tempi di percorrenza sono importanti in relazione a quello che, nel frattempo, gli altri personaggi fanno (e al clima, ma può esserci un estate più corta o più lunga, no?). Quindi, se il personaggio ci metteva due giorni a piedi ad attraversare il mondo, cambia: ci mette due mesi. In questi due mesi… bisogna trovare agli altri buone ragioni per non agire 😀 Magari una pestilenza? Una ricorrenza religiosa? Insomma, è un tira-e-molla… (al momento ho appesa al muro un mostro di mappa di nove fogli A4 =_= Sto cominciando a odiarla)
    Se la storia è ambientata prima della rivoluzione industriale (niente treni), allora è ancora più tignosa per i tempi di percorrenza: entrano in scena un numero incredibile di variabili (a piedi o a cavallo (o altro?)? Che cavvallo? Sempre lo stesso o lo può cambiare? Sa cavalcare? Ha mangiato? Ha dormito? Che tempo fa? ARGH!)

  17. Gosh, allora mi devo spicciare °.° Non ho più molto tempo!
    Basta, mando tutto così, con errori di battitura, salti logici, scene tirate via e personaggi che cambiano nome in corso di storia. Ci aggiungo giusto un capitolo random con elfi e nane in tanga. Sarà un successo ^_^

  18. Mi inserisco un po’ in ritardo per chiedere: qualcuno ha idea di come cazzo si pronunciano gli apostrofi? Il tarlo mi rode fin dai tempi della malaugurata lettura de La Rocca dei Silenzi, dove c’era gente che si chiamava addirittura Lhoss’m.

  19. Dovrebbe esserci una piccola espirazione prima dell’altra lettera, inferiore a quella di una “h” (già presente in Lhoss’m, fra l’altro).

    Il fatto che tu non abbia commentato Zodd mi fa temere…dai, spara, sono pronto.

  20. Salve a tutti. Posto una richiesta per lor signori. Cerco ‘pennelli fantasy’ (montagne, alberi, torri, etc, etc) compatibili con Gimp. Qualcuno di voi sa indicarmi un link utile alla mia ricerca?
    Riguardo la negativa recensione sulla mappa di Luca Centi di cui, confesso, non ho letto il libro. Magari i nomi in italiano non saranno apparentemente altisonanti o evocativi come quelli di produzioni ‘anglo-sassoni’ ma tutto sommato, io stesso, per i miei mondi di fantasia preferisco usare l’idioma nostrano o, al più, il caro buon vecchio latino. Per ora un saluto a tutti quanti 😀

  21. Lunga vita a tutti! Ho appena cominciato adaddentrarmi fuori dal mio habitat (scrivo prevalentemente techno-thrillers) ma per il mio primo romanzo fantasy ho subito creato una mappa precisa del mio continente. Le distanze sono accurate e ho un utile tool per misurare i tempi di percorrenza. Avrei voluto mostrarvi la mappa che ho creato, ma non ho idea di come fare a metterla qui. Qualcuno mi potrebbe spiegare?

  22. Ho usato AutoREALM, già utilizzato in passato per creare mappe di palazzi e per la prima volta ieri per la mia Elladia. è davvero molto comodo perchè dispone di due tools specifici: un righello, che calcola le distanze in linea retta, ed una “matita-righello”, che invece calcola la lunghezza del tratto che disegni. Quest’ultimo è molto comodo se si vuole misurare il tragitto lungo una strada. In più puoi impostare l’unità di misura non solo in km, miglia etc… ma anche, ad esempio, in giorni di marcia, giorni di marcia su terreno scosceso, giorni a cavallo, giorni su cavallo da guerra (notoriamente più rapido) e molti altri. Ti linko dove scaricare il software (il sito è in francese, ma il software è in inglese e non penso che avrai problemi a trovare il download. Nel caso, clicca su “Telecharger ici”)

  23. Ok forse adesso si vede. Che ne pensate? Premetto che non ho ancora inserito i fiumi e le foreste e che il colore della terra non rispetta la geografia del terreno (non è tutto un enorme deserto!) ma era l’unico colore decente che mettesse in risalto le scritte.

  24. giorni su cavallo da guerra (notoriamente più rapido)

    mi pare di ricordare che il cavallo da guerra sia invece più lento. Ma sto andando a memoria, e non ho a portata fonti da confrontare.

    E… la mappa non si vede comunque, sorry 🙁 Prova a ripostarla

  25. mi pare di ricordare che il cavallo da guerra sia invece più lento

    Credo dipenda dal ‘tipo’ di cavallo da guerra: corsieri e destrieri sono entrambi considerati ‘cavalli da guerra’, ma i primi sono più veloci dei secondi… naturalmente potrei star sparando panzane ^^’

  26. @Reno
    Figurati, anzi mi scuso perchè ho notato adesso che non ha mostrato il link per il download, ma immagino tu l’abbia trovato tranquillamente. Se guardi la mia mappa puoi vedere le potenzialità di questo incredibile programma. L’ho trovato davvero molto utile.

  27. @Colin R
    si infatti la mappa è veramente molto bella. Sia in geografia che nelle icone. Solo i caratteri più piccoli non si leggono benissimo. Si confondono r e d


  28. Ma è una mappa solo parziale, oppure il tuo mondo è proprio una “Pangea” senza isole, arcipelaghi, insenature e mari interni??

    Che è legittima anche anche così, intendiamoci, però imho ci perdi di opportunità e opzioni narrative.

  29. Comincio ad odiare il mio telefono, che mi invia i commenti prima che io li abbia finiti. Ad ogni modo @reno
    immagino che il problema siano i fiumi. In effetti ho dovuto scrivere i loro nomi nei modi più assurdi,a causa della mancanza di spazio. Me ne scuso ma meglio di così non sono riuscito a fare.
    @DagoRed
    Diciamo che entrambe le cose sono corrette. In realtà è un isola, e anche piuttosto piccola rispetto al continente che si trova circa duecento miglia a nord ovest, ma che si scoprirà solo verso la fine del romanzo (non dico di più, se mai voleste leggerlo!). Ma per i suoi abitanti è tutto il mondo conosciuto, e vista la situazione politica elladiana, con una guerra fredda che spesso tende al tiepido tra Balidor ed Aesiria, non si preoccupano molto di dimostrare il contrario. Spero di aver chiarito tutti i vostri dubbi.

  30. Ho alcune perplessità sulla catena montuosa a nord. Mi pare strano che abbia quella forma e non si prolunghi alle estremità in isolotti o penisole. Inoltre mi sembra strano che su coste che sembrano piuttosto basse ci sia solo una foce a delta, che è invece piuttosto comune in fiumi di grande portata che tendono a scavarsi una foce più ampia quando arrivano ad una zona pianeggiante.

  31. @Tolman, ti meriti un applauso! Sei per ora l’unico (non solo in questo blog) che ha notato il piccolo difetto della Catena Nordica, che verrà comunque spiegato nel romanzo quando i protagonisti ci arriveranno: essere semi artificiale. Non spiego come ne perchè, quando pubblicherò il capitolo in cui lo spiego sarà molto più chiaro.
    Quanto alla seconda obiezione, ho già spiegato che non è un mappa topografica, non ho specificato la fprma.del litorale. Le uniche coste basse sono quelle a sud, diciamo più o meno dalla foce del Lorin fino alla Punta Sud dei Grandi Deserti. Per il resto sono tutte coste in stile Dover. Si salvano solo Ileria e Dosingir, entrambe poste in un fiordo.

  32. Quel che invece lascia perplessa me è la suddivisione climatica: nell’arco di un migliaio di kilometri si passa da quel che sembra un clima glaciale a un deserto, la cui collocazione è anche abbastanza inconsistente: avrebbe più senso un deserto nei punti della mappa coperti dalla scritta ‘Regno di Aesiria’, che attualmente è coperta da quel che sembrano praterie. A meno di interventi magici-artificiali, inoltre, un continente ancora più a nord dovrebbe essere perennemente ricoperto di ghiacci, dato il ripido gradiente climatico. A meno che il tuo mondo non sia Twinsun, ecco ^^

    Inoltre, tieni conto che duecento miglia sono la distanza in linea retta da Catanzaro all’isola di Cefalonia, una distanza coperta più che agevolmente già dagli antichi Greci: forse sarebbe meglio ripensare le dimensioni del tuo mondo o il sistema metrico adottato, la Troisi ha già dimostrato i possibili orrori causati dallo sparare leghe, braccia e miglia a cuor leggero 😆

  33. @DagoRed
    Diciamo che entrambe le cose sono corrette. In realtà è un isola, e anche piuttosto piccola rispetto al continente che si trova circa duecento miglia a nord ovest, ma che si scoprirà solo verso la fine del romanzo (non dico di più, se mai voleste leggerlo!). Ma per i suoi abitanti è tutto il mondo conosciuto, e vista la situazione politica elladiana, con una guerra fredda che spesso tende al tiepido tra Balidor ed Aesiria, non si preoccupano molto di dimostrare il contrario. Spero di aver chiarito tutti i vostri dubbi.


    Lo stesso mi pare alquanto inverosimile l’assenza di una qualche isola, anche di piccole dimensioni.

  34. Il clima non è determinato dalla latitudine ma dall’altitudine, che aumenta progressivamente da sud a nord. I deserti sono un caso a parte. Avrete notato che sono paralleli e alla stessa altitudine del regno di Balidor, ma questo ha un clima temperato, non desertico. Questo è dovuto in parte dall’assenza di montagne che parino i venti caldi da sud-est (anche Radui ha un clima molto caldo), ed in parte a “qualcos’altro”. Come sempre non anticipo niente. Quanto alle distanze, non sono messe a caso, ma misurate con il tool di AutoREALM. Su quelle non transigo. In effetti dovrei aggiungere qualche isoletta intorno. Mi darebbe il pretesto per aggiungere qualche altra città.

  35. dall’assenza di montagne che parino i venti caldi da sud-est

    Argh! :aie: I venti provenienti dal mare sono molto molto molto umidi, e lo sono ancora di più se caldi (aumenta la tensione di vapore). Il deserto patagonico, quello del Gobi, il Parco Nazionale dell’Arizona, sono tutti posizionati a ridosso di catene montuose che bloccano le depressioni umide provenienti dall’oceano più vicino; se il terreno è sabbioso, tuttavia, è comunque possibile che le precipitazioni per quanto abbondanti ma non venganotrattenute in superficie, come nel caso del deserto di Simpson. Questa è una buona ragione per un deserto in quella posizione.
    Passando a mondi secondari, qui una mappa con le principali correnti d’aria, a titolo di esempio (è stata compilata da una vera cartografa, so che Tolman apprezzerà):

    http://members.xoom.virgilio.it/ArdaNet/maps/pics/climate.jpg

    la mappa è ‘alta’ 1500 miglia circa, che nel mondo reale spaziano dal sud della Scozia a Roma, circa.

    Tu parli di altitudine, ma la presenza di fiordi implica necessariamente l’azione prolungata di un ghiacciaio e un suo successivo ritiro, che IMHO non può essere giustificata soltanto dall’altitudine, ma presuppone:
    1) una glaciazione più o meno estesa in tempi anteriori allo svolgimento della storia – e qui torna in ballo la latitudine, sia pure per vie traverse -;
    2) presenza intermittente di ghiacciai durante la stagione fredda che però impedirebbero la presenza dei due insediamenti a pelo d’acqua (questa opzione non so nemmeno se abbia senso, un geologo mi percuoterebbe a sangue, probabilmente ^^’)

    Il ripensare alle distanze, infine, era riferito alla distanza dell’isola dal continente principale, che a parer mio è troppo ridotta per poter giustificare adeguatamente l’affermazione secondo cui l’isola=mondo conosciuto. Il Mediterraneo è stato largamente solcato con tecnologie vecchie di millenni, ed è infinitamente più vasto di duecento miglia (i Vichinghi sono arrivati a Baghdad via drakkar, e si parla del nono secolo). Leggo sul tuo sito che la tua opera è technofantasy, è lecito supporre che gli isolani siano almeno un po’ più evoluti; parli inoltre di guerra fredda, che nel mondo reale si è tradotta in una accelerazione dello sviluppo tecnologico, e ha incoraggiato l’esplorazione, non il contrario. E dovrebbe essere ancora più vero nel caso di due fazioni chiuse in un fazzoletto di terra quattro volte più piccolo dell’Australia. L’unico modo per uscire dall’impasse è spostare l’isola (musica ominosa di Giacchino XD), allontanarla da qualsiasi altra terra emersa. Corvo-Floki giunse in Islanda partendo dalle Faer Oer (poco meno di 300 miglia) e facendosi guidare da uno stormo di corvi, degli uccellacci nemmeno troppo portati per coprire grandi distanze sull’acqua.

  36. Okokok mi arrendo. A quanto pare le mie basi di geografia non sono state sufficienti. In fondo è per questo che ho scritto su questo blog. Cosa mi consigliate di fare, eccetto cambiare le dimensioni della mappa?

  37. ^^’ be’, non sono un’esperta, ma per iniziare, come avevo già accennato, allontanare l’isola dal ‘resto’: un migliaio di miglia dovrebbero anche andar bene, ma dipende dal livello tecnologico della tua ambientazione, può essere utile prendere spunto dalla storia vera. A complemento, ma non so come intendi gestire l’isolamento di Elladia, può essere utile inserire nella narrazione un accenno a spedizioni passate che non hanno mai fatto ritorno (della serie ‘ci abbiamo provato e nisba, lasciamo perdere’).
    Per il resto, dipende dal punto cui sei arrivato con la stesura:

    1) se non hai pianificato gli spostamenti, i giorni di marcia, ecc. puoi semplicemente espandere l’isola in tutte le direzioni in modo da giustificare un clima mediterraneo a sud e uno siberiano a nord.
    1a) a tal proposito, sulla mappa le terre a nord sono coperte da fiocchi di neve, quindi suppongo siano le classiche regioni di gelo perenne. In questo caso però anche il mare circostante dovrebbe essere ghiacciato per gran parte dell’anno, e si ritorna al potenziale problema dell’ingombro dei fiordi: bada bene, insediamenti con un accesso al mare bloccato per gran parte dell’anno possono funzionare ed esistono anche in questa realtà, ma la loro gestione potrebbe diventare difficoltosa dal punto di vista della trama, anche perché sono i soli sbocchi sul mare del regno di Aesira. In alternativa potresti ‘riscaldare’ un po’ il nord, con un clima più mite – seppur comunque rigido –, anche se a giudicare dai tuoi cenni fatti a Tolman la regione e la sua freddezza abbiano una certa importanza ai fini della trama.

    2) se gli spostamenti e le distanze sono già quelle definitive, devi ‘barare’: nessuno ti vieta di ambientare tutto su un pianeta più piccolo della Terra, così che le fasce climatiche siano più strette – ma così facendo l’altro continente a nord ovest sarebbe ricoperto di ghiaccio –, per esempio. Altrimenti, se la condizione che il nord sia innevato è necessaria, puoi sempre rinfrescare il sud, e giustificare il deserto con un terreno drenante invece che con il clima.

    Come diceva Dago, poi, aggiungi delle isole sparse o degli arcipelaghi, e magari un lago o due: al nord potrebbero essere affusolati, come quelli causati dagli effetti glaciali (questo rinforzerebbe anche la storia dei fiordi).

    Ricorda, è il tuo mondo e puoi modellarlo come vuoi, e non è necessaria una verosimiglianza completa, ma più elementi che differiscono dal nostro mondo introduci, più la loro presenza deve essere spiegata e resa credibile; viceversa, un mondo molto simile al nostro è già più funzionale in partenza, ma ti lascia meno libertà di azione. Un mondo più grande in particolare ti permetterebbe di inserire altri centri abitati, purché il numero di abitanti sia coerente con la quantità di cibo disponibile: un famigerato esempio è Eragon, in cui facendo un paio di calcoli (non riesco a trovare il link con la fonte, purtroppo) ci si rendeva conto di come le guarnigioni fisse presupponessero una popolazione di milioni di persone a fronte dei quattro pidocchiosi insediamenti sparpagliati sulla mappa.
    Dago, Tolman, anyone, contribuite e bacchettate le mie cappellate, ove presenti ^^’

  38. Bacchettate pure anche me! Allora, potrei fare così: intanto spostare “il resto del mondo” ad ovest anzichè nord-ovest e allontanarlo, come dici tu. Poi ingrandire le misure di Elladia, aggiungere i laghi e le isole. Il deserto e le terre ghiacciate non sono importanti per la trama, sono ESSENZIALI. Non si possono modificare, anche se il deserto ha una spiegazione diciamo “magica” per la sua aridità. Come ho scritto sul mio sito sto scrivendo un techno-fantasy, una sorta di incrocio tra LOTR e Final Fantasy XII, quindi i due Regni dispongono di elettricità, fornita da due metalli dalle proprietà conduttrici e accumulative, di rudimentali radio a onde lunghe e del collaudato vapore. Il tutto a permesso di sviluppare aereonavi ed imbarcazioni motorizzate, ma non dispongono di autonomia sufficiente per un viaggio oceanico. Per quanto riguarda gli insediamenti, quante città mi consigli di aggiungere? Tenendo conto che le uniche grosse città sono Aesiria (1mln ab.) e Balidor (600mila ab.). Le altre non superano i 300mila.

  39. i due Regni dispongono di elettricità, fornita da due metalli dalle proprietà conduttrici e accumulative, di rudimentali radio a onde lunghe e del collaudato vapore. Il tutto a permesso di sviluppare aereonavi ed imbarcazioni motorizzate, ma non dispongono di autonomia sufficiente per un viaggio oceanico.

    WTF?! o_O
    Tecnologia da inizio Novecento e non dispongono di autonomia sufficiente per un viaggio oceanico…!

  40. tieni conto che l’energia é prodotta da metalli paramagici. Una barra raffinata da dodici chili di quel metallo alimenta una corazzata da 11.000 t per un ora. Anzi è su questo che verte l’inizio della vicenda: spedizioni che vanno nei Deserti ad accaparrarsi scorte di un secondo metallo, quindici volte più potente del primo. Vi chiedo per favore di attenervi alle mie boiate geografiche e lasciare il mio romanzo fuori da questa faccenda, grazie.

  41. Quello che dici a proposito della popolazione cittadina è… grave. Un milione di persone è la popolazione di Londra nel 1801, la capitale dell’Impero Britannico, che campava sulle risorse alimentari di tutto il circondario. Devi aggiungere parecchi centri abitati, ma non città da 100’000+ abitanti, parlo di villaggi di agricoltori e allevatori che possano sostenere una simile popolazione, ma davvero, dozzine e dozzine di insediamenti simili. E tutti questi centri devono essere collegati da una fitta rete di strade che possano permettere un adeguato flusso di merci verso la capitale, al trasporto di materie prime verso i centri industriali, eccetera.
    La posizione di Aesiria a questo punto è particolarmente infelice, città così grandi non sorgono nel mezzo di un bosco che comunque sarebbe presto raso al suolo per alimentare le industrie.
    Quello che mi preme sottolineare è che, con un simile livello tecnologico, l’intera isola deve essere occupata e sfruttata intensivamente, non puoi immaginarti allegri scenari bucolici di terre ‘selvagge’… devi immaginarti più una cosa simile:
    [img]http://mybeautifuladventures.com/wp-content/uploads/2012/10/Optimized-yorkshire-dales-countryside-11288192747NyOf.jpg[/img]

    (ma con più strade) e città del genere:

    [img]http://mtmg.files.wordpress.com/2009/12/800px-widnes_smoke.jpg[/img]

    il che mi fa sì pensare a LOTR, ma al capitolo ‘Percorrendo la Contea’.

  42. Alt alt alt! Non penserete verament che ci siano solo cinque o sei città in croce?! È logico che ci siano una moltitudine di villaggi agricoli che non sono stato a segnare (anche perchè sarebbero risultati illeggibili sulla mappa. Tutta la zona del bacino dell’Adel, quella tra l’Adel minore ed il maggiore per intenderci, è coltivata, cosiccome la regione di Yadaria. Aesiria è un centro culturale e amministrativo totalmente mantenuto dal resto del regno. Le città industriali sono Ileria e Saeral (difatti il bosco tra queste due una volta andava fino alla scritta “Swaedairia”, abbattuto per alimentare la tecnologia del vapore prima della scoperta dei giacimenti carboniferi della Catena dei Draghi.). Inoltre la zona a nord di Aesiria, essendo meno irrigata, ospita tutto l’allevamento Aesiriano. Ileria Dosingir ed Eularia forniscono tralatro ingenti quantità di pesci e crostacei. Penso che su Balidor, con la ricca pianura del Lorin e gli allevamenti di Feodan, non ci sia molto altro da dire. Per quanto riguarda le strade, anche qui ho segnato causa mancanza di spazio solo quelle principali, le “superstrade” per così dire. Queste sono quelle.dotate di selciato regolare, stazioni di posta e di rifornimento per i mobicarri (camion) dell’esercito.Mancano tutte le “regionali” ed i sentieri. Comunque il trasporto merci avviene prevalentemente via aeronave, che impiegano molto meno tempo rispetto ai carri.

  43. Chiedo al lor signorie: vale la pena fare una mappa di un continente? Io onestamente la vedo una cosa un po’ inutile, perchè verrebbe tutto orribilmente in piccolo. Se dovessi fare la mappa di tutti i posti che i miei eroi visitano, verrebbe fuori (in spannomiglia) un rettangolo di 2500X2500 SOLO per la zona civilizzata, più un 4000X3000 di deserto più un 1000XN (con N numero da definire) per un posto inutile in cui passeranno solo di sfuggita. Con delle dimensioni del genere (il deserto prende 2/3 della mappa) posso mettere solo le città più grosse o quelle particolarmente importanti per la trama, perchè a mettere tutti i villaggi, paesi, paesotti e cittadine viene una mappa ricoperta di puntini e scritte.

    Come mi consigliate di precedere?

  44. Dipende da a cosa ti serve la mappa. Se devi disegnare la mappa di ub mondo molto caratterizzato, di cui hai minuziosamente creato la cultura, la lingua, la politica etc… è importante che sia completa. Ovviamente non è necessario registrare ogni singolo granello di polvere che trovi per terra, non so se mi spiego. Neanche nelle mappe del nostro pianeta sono registrati tutti i paesini. I metterei solo le città più importanti, quelle con più rilevanza culturale e politica e quelle più importanto per la trama. Se invece vuoi solo dare un’idea al lettore del palcoscenico della storia, segna solo quelle attraversate dai protagonisti, o quelle che citi nel libro. Non faccio commenti sulla geografia visto che ho già fatto un pasticcio con il mio mondo e non voglio incasinare anche te. Correggetemi se ho (di nuovo) detto boiate, ma secondo me savolta ho ragione.

  45. Non credo che il mio mondo abbia bisogno di correzioni a livello geografico, ma casomai modificherò qualcosa. Inoltre le spannomiglia sono appunto una misura a spanne (non sono REALMENTE a forma di rettangoli e quadrati).

  46. @BlackKnight

    Chiedo al lor signorie: vale la pena fare una mappa di un continente?

    Direi che ti sei risposto da solo la frase dopo XD Cmq, concordo con quanto hai scritto, in buona sostanza. Se la vicenda si svolge tutta nella città di Imbros, è assurdo che tu stia lì a calcolarti la distanza fra Imbros e Videssos la città, se questo non ha alcuna rilevanza sulla trama.
    In generale, comunque, quello che Tenggrl ha scritto qua mi sembra più che utile e condivisibile

  47. Come immaginavo. Per far stare tutta la mappa in un foglio A4, gli stati verrebbero grandi una decina di centimetri. Troppo piccoli per essere utili.

  48. @ Colin R.

    Chiedo venia, ma il fantatrash ci ha abituato a pensare sempre al peggio 😉

    @ Black Knight

    Io tendo a scindere la mappa creata ad uso personale, che deve essere più dettagliata possibile, da quella per così dire ‘pubblica’ da inserire eventualmente nell’opera finita: per la seconda, credo ti basta riportare l’area più importate a livello di trama, e al massimo un piccolo inserto con una cartina muta dell’intero continente, abbondare sarebbe inutile se non appunto controproducente.
    Esempio: trova Bag End 😀

    http://members.xoom.virgilio.it/ArdaNet/maps/pics/Arda_2Era.gif

  49. Dato che siamo in tema di mappe anch’io vorrei porvi un quesito, quindi mollo per un attimo i miei modi da vecchio misantropo e mi rimetto alla vostra saggezza, dunque, sto costruendo l’ambientazione per un romanzo fantasy (non troppo fantasy) e in generale ho le idee piuttosto chiare, ho solo un dubbio, ho deciso che non devono esserci equini, e mi chiedevo quale impatto questo possa avere sulla costruzione di una mappa, nello specifico la distanza tra le città/villaggi, e se avete tempo da perdere accetterei anche opinioni sull’impatto sociale.

  50. e mi chiedevo quale impatto questo possa avere sulla costruzione di una mappa, nello specifico la distanza tra le città/villaggi, e se avete tempo da perdere accetterei anche opinioni sull’impatto sociale.


    Sarebbe molto più difficile la creazione di stati accentrati, specie di grandi dimensioni.
    Non impossibile, comunque, visto che anche gli imperi mesoamerindi erano privi di equini.
    Si avrebbero anche minori rese agricole, minori commerci, e un’arte della guerra forse meno evoluta.
    Più info in:

    http://ilseme.files.wordpress.com/2011/03/armi-acciaio-e-malattie.jpg

  51. Basta che metti qualcosa che sostituisca gli equini. Non ci vedo niente di male. Tra l’altro, per il trasporto di carichi, sono meglio i buoi. L’unica differenza DAVVERO significativa è che non puoi fare una cavalleria decente negli eserciti.

  52. @Dago
    non ho mai censurato nessuno, ma dopo l’ultimo link che hai postato potrei ripensarci…
    Armi, Acciaio e Malattie è roba da pattumiera.

  53. @Zwei?

    Armi, Acciaio e Malattie è roba da pattumiera.

    Wieso denn? Come mai? Premetto che io mai lo ho letto (e nemmeno mi attira più di tanto) ma… se non erro lo citava addirittura il Tapiro…

    @ Dago

    Si avrebbero anche minori rese agricole, minori commerci, e un’arte della guerra forse meno evoluta.

    Ahem… posso forse concederti l’arte della guerra, ma non mi sento di concordare né sui trasporti né (in misura minore) sulle rese agricole.
    Sui trasporti: ricorda che i trasporti merci sono avvenuti quasi sempre via fiume, ove possibile, ovvero sfruttando le caratteristiche naturali del terreno (come le pendenze per far scendere a valle i tronchi dalle mie parti). Sui trasporti (di merci) la trazione animale ha avuto un impatto non dico minimo, ma certo non così importante: fare l’equazione cavallo=auto è sicuramente sbagliato, così come carro=camion. La gran parte dei trasporti, diciamo “significativi”, nel mondo antico, medioevale e premoderno avveniva via acqua: m’è rimasta impressa in particolare questa frase (letta non ricordo bene dove) “nel mondo antico, era più conveniente rifornire Londra di grano dal nordafrica che trasportarlo via carro dalle Midlands”. E, pur essendo indubbiamente esagerata, non mi pare così infondata.


  54. Mi associo umilmente alla richiesta di delucidazioni riguardo al libro di Diamond

    Sui trasporti: ricorda che i trasporti merci sono avvenuti quasi sempre via fiume, ove possibile, ovvero sfruttando le caratteristiche naturali del terreno


    Indubbiamente. Ma non sappiamo se nell’ambientazione fantasy in questione vi siano fiumi navigabili (o fiumi at all).

    Riguardo alle rese agricole, vado a memoria, ma mi pare di aver letto (NON in Armi, Acciaio e Cazzabubbole) che l’introduzione dell’equino in agricoltura fu una delle cause del boom demografico post-medioevale. Mi pare derivasse da una maggiore capacità di trazione dell’aratro del cavallo rispetto al bue, anche grazie all’introduzione del collare da spalla.

  55. Mi pare derivasse da una maggiore capacità di trazione dell’aratro del cavallo rispetto al bue, anche grazie all’introduzione del collare da spalla.

    Si, lo dicono tutti i sussidiari, in effetti. Ma in realtà, anche lì l’importanza dell’equino è stata sovrastimata anzichenò.

    Fidati, conta di più riuscire a gestire un’adeguata rotazione dei raccolti, o una coltivazione sinergica (come le tre sorelle per gli amerindi) che mettere sotto il vomere qualche ettaro in più a coltura estensiva.

    In realt, finché non è iniziata una concimazione razionale, le rese non sono variate in maniera così significativa. Solo, negli anni dopo il mille ci sono state (fra l’altro) un fracco di circostanze favorevoli, che però, mancando effettivi miglioramenti sul piano colturale, hanno portato all’esplosione demografica del ‘300 e casini successivi.

  56. La mappa che ho in mente prevede un continente principale con un grosso mare con isole e penisole nel quale pensavo di mettere la società più evoluta, non so se potrebbe essere un impero o al massimo un’insieme di stati indipendenti uniti tramite il commercio marittimo, mentre nel resto del continente pensavo di mettere tutti i popoli barbari, isolati o al massimo avvantaggiati da fiumi navigabili, niente cavalli, asini, lama o cammelli, ora non so se questi barbari potrebbero formare civiltà evolute, e in caso se sia più facile disporsi in villaggi isolati, piccoli regni, città stato, lo so che posso decidere ma vorrei evitare di spiazzare i lettore scrivendo idiozie, grazie a tutti.

  57. Mi associo umilmente alla richiesta di delucidazioni riguardo al libro di Diamond

    Zwei ha sempre nutrito una certa antipatia verso i libri di Diamond, ma mai a questi livelli!^^
    Ricordo che agli albori del blog già avemmo una discussione sul libro, che non mi ricordo com’è finita. Zwei non è d’accordo col rigido determinismo ambientale di Diamond (che dopotutto non è sempre così rigido, dipende dagli argomenti), e su alcuni punti in particolare che però non ricordo.

    Visto che io invece continuo a trovarlo un ottimo saggio, sono pronto ad aprire una produttiva tavola rotonda sull’argomento. Seguirà rinfresco.

  58. @ Bastardosenzagloria: alla luce della tua risposta, mi sento di condividere in pieno questo suggerimento di Reno

    hai provato a leggere qualcosa sui Masai o l’Impero Zulu?

    in quanto mi sembra utilissimo per un bello sviluppo della tua ambientazione.

    Inoltre, anche solo per “farti un’idea” di come possa svilupparsi un mondo “alternativo” senza equini (o altri animali da sella o da fatica) suggerisco anche di approfondire un minimo la situazione amerinda precolombiana (e, per unire l’utile al dilettevole, un buon modo per cominciare può essere leggersi L’Azteco di Gary Jennings :-P)

  59. Salve, sono Jared Diamond, e per me le società basate sull’agricoltura hanno un netto vantaggio che le porta a fottere alla grande i vicini non agricoltori. E poco importa che gli Ittiti abbiano dominato il medio oriente agricolo, che i turchi abbiano soggiogato tutto il mondo musulmano o che i mongoli, noti mezzadri, abbiano costruito un impero che andava dalla muraglia cinese all’ucraina. E per ultimo l’esempio più eclatante: Alessandro Magno.
    Costui, come noto, sfruttò pienamente il vantaggio ambientale offerto dalle vaste lande della macedonia per conquistare il suo Impero.

  60. Detto così sembra che tal Jared Diamond si sia fatto un bel tiro di erbapipa prima di scrivere cotal commento. Sono tutte così le sue tesi?

  61. All’interno? Dipende da tante cose. Se le montagna sono tutte lontane dal mare e la forma è abbastanza allungata, non vedo perchè no. Se poi l’interno ci sono montagne che formano laghi… a posto.

  62. Buongiorno Zwei,
    personalmente , credo che le mappe siano molto utili affinchè il lettore capisca dove si svolgono le avventure dei personaggi e dove si trovino durante le loro traversate.
    Ho visto anche mappe molto ben disegnate che parevano vere!
    La sola nota negativa ,sono i nomi.
    Mi spiego meglio: a volte ,l’autore ci presenta città con nomi assurdi , con pronunce impossibili e antipatici da leggere.
    Spesso mi son sentita presa per i fondelli dall’autore ,come se lo avesse fatto apposta a inventare nomi impossibili per farci scervellare nella pronuncia.

    Una mappa brutta?
    Quella di Unika.
    Ciao

  63. Qui trovate un generatore procedurale che simula con una certa approssimazione le varie dinamiche a partire dalla tettonica a placche(non credo sia molto preciso ma è comunque un ottimo punto di partenza e sicuramente più coerente di una mappa fatta ad “occhio”): https://github.com/Mindwerks/worldengine

    Al momento manca un algoritmo per stabile la formazioni di fiumi e laghi ma i dati necessari vengono calcolati e rilasciati come mappe.

    Lo schema Holdridge life zones non è molto preciso in alcuni casi ma per un abbozzo è più che sufficiente (sicuramente migliore di un “calcolo” ad occhio) perché per una simulazione “seria” oltre ad algoritmi molto complessi ci vuole molto calcolo….

    1. Grazie Francesco! Sono l’autore di WorldEngine (o meglio di Lands, che poi e’ stato fuso con WorldSynth per creare WorldEngine). Mi fa un sacco piacere che qualcuno lo trovi utile.
      Ultimamente stiamo facendo un po’ di lavoro dietro le quinte (pulizia del codice che non da risultati apparenti ma che ci permettera’ di lavorare meglio in seguito).

      Per me e per Bret (l’altro maintainer del progetto) e’ molto importante sentire l’opinione degli appassionati per capire come migliorare questo progetto.

      Come Zweilawyer sono anch’io seccato dalle mappe irrealistiche, e piu’ leggi a proposito di come si formano montagne, fiumi, etc. piu’ le magagne diventano visibili e fastidiose.

      Per cercare di fare una simulazione convincente siamo partiti dalla simulazione del movimento delle placche tettoniche: questo e’ fondamentale per dare la giusta forma alle catene montuose o per creare catene di isole allineate (lungo la separazione fra le placche).

      Ci sono poi un sacco di altri fenomeni importanti, specialmente l’erosione (che e’ difficile da simulare bene con prestazioni accettabili) e c’e’ sempre qualche miglioramento da fare 🙂

      Se avete consigli/richieste/altro scrivete pure sul google group del progetto (https://groups.google.com/forum/#!forum/worldengine) o direttamente a me (federico _at_ tomassetti punto me)

      1. Esiste anche un generatore realistico di una terra piatta e senza tettonica ma con generazione realistica di montagne, fiumi e climatologia? qualcosa di simile alle mappe di Anassimandro o a Discrworld di Pratchet per intendersi.

        1. Senza tettonica non ci possono essere le montagne, in realtà non ci sarebbe “nulla”.

          È possibile a partire da una mappa delle altezze ottenere le altre mappe usando il generatore…

        2. Volevo scrivere che se non c’è la tettonica il pianeta è freddo quindi tutta roccia o ghiaccio e qui entra in gioco la formazione del’atmosfera le temperature etc…..

          Non penso sarebbe abitabile….

        3. Ovviamente anche se ci fossero le montagne ma vi è la presenza di vento e acqua con il tempo finirebbero con l’essere erose e il risultato potrebbe essere solo acqua oppure solo “sabbia” dipende da quanta acqua c’è….

        4. Io utilizzo Wilbur e Fractal Terrains importando la mappa avanti e indietro come heightfield alla bisogna. Si può fare anche una terra piatta. I due programmi danno ottimi risultati ma richiedono molta pratica per imparare e molto lavoro per ottenere un buon risultato. Inoltre se si vuole una mappa a dimensione planetaria con una buona risoluzione serve molta RAM.

        1. Ciao Federico, ho visto che avete fatto un grande lavoro e che siete sulla strada per rendere il world generator ancora più realistico (ho letto il tuo post del 14 febbraio nel ggroup dedicato).
          Mi hai fatto venire voglia di rivedere la mappa di Zodd…
          Sarebbe interessante poter importare i confini di una propria mappa e poter generare sulla stessa montagne, fiumi e caratteristiche geografiche coerenti.

        2. Si, hai ragione, la possibilita di import/export per usare WorldEngine all’interno di una catena di tool piu’ ampia (che potrebbe includere anche Paint :D) credo sia molto utile. Cosi’ com’e’ WorldEngine ti permette di pacioccare con qualche parametro ma non si puo’ interagire con il generatore. Si potrebbe sicuramente partire dall’importare una mappa (magari una mappa in bianco e nero, dove il colore determina l’altezza della cella). Da quello si potrebbero poi generare gli altri elementi (temperatura, precipitazioni, ecc). L’unico problema che vedo con questo e’ che stiamo lavorando anche sulla simulazione di altre cose (minerali nel sottosuolo, attivita’ sismiche) che richiedono anche di conoscere i confini delle placche e l’eta’ e l’origine del suolo (certi minerali potrebbero trovarsi solo su crosta vecchia o nuova) si potrebbe pero’ escludere queste informazioni per le mappe importate invece che generate totalmente o aggiungere queste informazioni in maniera casuale.

          Per capire meglio come muoverci e’ fondamentale per noi capire meglio quali altri tool vengono usati e si potrebbero usare prima/dopo WorldEngine, per capire quali formati convenga supportare. Per esempio una mappa come quella che dicevi la disegneresti con Paint/Gimp/Photoshop e vorresti importarla come immagine o ci sono altri formati piu’ indicati?

        3. Penso che, a prescindere dal programma utilizzato (PS, Gimp o analoghi online come ipiccy), la maggior parte degli eventuali utenti vorrebbe importare file PNG o JPEG.

        4. Sarebbe interessante aggiungere la simulazione delle maree, magari inserendo una sezione dove bisogna specificare quante lune e quanto grandi sono.
          Alcuni mondi fantasy potrebbero avere più di una luna o una luna più grande questo renderebbe le coste degli oceani un pochino più pericolose, o per niente, sarebbe interessante aggiungere tali cambiamenti dell’oceano.

          Spero di non essere di disturbo non ho mai postato su questo sito piacere comunque 🙂

  64. Zweilawyer avrei una domanda che non trova risposta riguardante l’argomento “come creare una mappa”: come rendere le dimensioni della mappa “realistiche” ?
    Parlo della scala di riferimento in ordini di grandezza, ovvero che distanza c’è dal punto A al punto B in miglia o chilometri?
    Ho cercato sul web ma non ho trovato questa risposta in nessun luogo, almeno per adesso, è per questo che sono capitato qui a leggere quel che hai scritto.

    Spero di non creare disturbi con le mie domande, buona serata.

        1. naked zodd map
          Qui sopra la mazza di Onnar, il mondo di Zodd, in versione ridottissima (solo catene montuose e alcune città).
          Come vedi, ho inserito le distanza (in miglia) fra diverse città.

        2. Bello grande, mi piace.
          Quindi hai deciso tu la scala di grandezze (non so bene il nome ma sarebbe quella linea in basso a sinistra), come hai fatto?
          L’hai presa da una già esistente tipo l’Inghilterra, oppure l’hai fatta da zero?

        3. Sono partito da zero. L’idea era quella di avere un mondo “conosciuto” di 3.000 x 2.000 km circa. Per rapportarla alla nostra geografia, la prima misura corrisponde più o meno alla distanza fra Porto e Istanbul, mentre la seconda a quella fra Berlino e Tunisi.

    1. Ci sono diversi metodi. Il più semplice è far corrispondere ogni quadratino della griglia a una misura stabilita (nel mio caso 75 miglia), e fare tutti i calcoli basandosi si questo.

      1. Ah capisco, be è ingegnoso, io non ci sarei mai arrivato 😆 sono sempre stato bravo in epica e storia ma in matematica e geometria ero il peggiore 😆 .
        Grazie mille per tutti i consigli e per la pazienza nel ricevere una tempesta di domande 🙂

  65. Max prendi un atlante e guarda bene le mappe. Così ti fai un’idea di quali sono le grandezze. Quanti fiumi lunghi oltre mille chilometri ci sono in Europa. Quanto è larga la catena delle Alpi nella zona delle Dolomiti e quanto sono alte le montagne e quanto lunghe le valli. Stesse cose invece nelle Alpi Liguri, negli Appennini e poi nelle Montagne Rocciose. Guarda quanto è grande una zona paludosa (il delta del Nilo, quello del Po), e le dimensioni delle pianure alluvionali europee rispetto agli altipiani asiatici e ai deserti australiani. Il meglio sarebbe se trovassi un heightfield ad alta risoluzione della terra, è stupefacente vedere i rilievi nel dettaglio.
    Poi pensa alla storia e guarda come si sono evoluti gli stati, staterelli e imperi in Italia, in Nord Africa, in India e in Sudamerica. Quanto erano grandi, dove si concentravano le città. Eccetera. Misura tutto. Calcola quanto tempo serviva per spostarsi a un servizio postale di staffette a cavallo, a viaggiatori con un singolo cavallo da far riposare, a viaggiatori appiedati, a un esercito ben organizzato del periodo antico, a una carovana di mercanti nel XII secolo. Pensa quanti popoli, lingue, culture e avvenimenti possono stare in una frazione della terra come l’Europa.
    Pezzo per pezzo ti fai un’idea di quali sono le distanze fisiche reali e come esse influenzino la vita umana. Vedrai che tutto diventa sempre più chiaro.

  66. condivido in pieno! una delle prime cose da cui sono partito subito dopo aver iniziato a buttare giù qualche pagina è stata la mappa, e da appassionato di storia, strategia e tattica quale sono mi sono posto i problemi di dimensioni, densità di popolazione, clima…essenzialmente, NUMERI.

    visto che ci sono condivido la mia personale esperienza: mappa delle dimensioni (per estensione) dell’europa, ambientata nel medioevo quindi qualche decina di milioni di abitanti in totale, meno certamente di 100. e poi…fantasia: a mano libera ho iniziato a disegnare e senza rendermene conto ho immaginato un solo, massiccio continente con macroregioni etnicamente e culturalmente simili ma differenti, qualche isola, delimitazioni geografiche ben definite ma che già dopo pochi capitoli diventano più labili

    altra cosa riguardo l’esattezza storica…mi rendo conto che poi ho esagerato, ma nello scrivere, contaminato dalla mia seppur breve esperienza da giocatore di ruolo, ho voluto dare indicazioni non contraddittorie su come potevano essere organizzate città e campagne, e mi sono fatto prendere la mano arrivando poi a cercare informazioni su metallurgia, agricoltura, guerra, navigazione…!! ahahaha ok sto male, però all’inizio avevo davvero la fissa per ste cose!

  67. Mi terrò da parte questo articolo: devi sapere che sto progettando una storia (che non saprei se farla in romanzo scritto o in fumetto) ambientata in un mondo misto tra l’alto-medioevo e il rinascimento in cui si intrecciano una serie di civiltà abbastanza distanti (germanica, romana orientale, rus, nipponica e araba), perciò ho provato a fare una mappa e a creare una piccola storiografia con cui spiegare il più logicalmente possibile la loro coesistenza.
    Se ti interessa posso anche mettere qua in bacheca qualcosa! 😉

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