Le Parti della Spada

Confondere le varie parti della spada è un problema abbastanza comune, e ne abbiamo numerosi esempi nella cinematografia moderna e nella letteratura. Il presente articolo fornisce una breve guida illustrata per chiunque sia interessato ad approfondire l’argomento.


1) Pomolo

La parte iniziale della spada. Si tratta di un peso metallico che ha diverse funzioni: a) controbilanciare il peso della lama; b) permettere una presa più sicura sull’impugnatura; c) diventare, in alcune occasioni, una vera e propria arma.  I materiali più utilizzati per il pomolo sono bronzo e ferro, ma ci sono giunti diversi esemplari in legno, osso, pietra o cristallo. Quanto alle forme, probabilmente avreste difficoltà a trovarne una che non si sia mai presentata nel corso della storia. Pomoli tondi, a mezza luna, a cuspide, a noce amazzonica, a fungo, etc.. Per farvi un’idea, vi consiglio la classificazione Oakeshott. In molte spade il codolo viene battuto direttamente sul pomolo per tenere insieme le parti dell’elsa. Le spade altomedievali pre-vichinghe sono spesso prive di pomolo, che è sostituito da una guardia alta fissata al codolo con un bottone metallico (tang button).

2) Codolo

E’ la porzione della lama interna all’elsa, su cui viene fissata l’impugnatura. Solitamente, il codolo ha una forma cilindrica o schiacciata (a seconda del metodo scelto per l’assemblaggio dell’elsa), e deve “sbucare” dal pomolo, in modo da poter essere ribattuto su di esso e rendere l’elsa perfettamente solida.

Cinque codoli. Quello al centro è un finto codolo per spade decorative
Cinque codoli. Quello al centro è un finto codolo per spade decorative. Per intenderci, quelle che si romperebbero al primo colpo contro un cartone del latte.

3) Impugnatura

Il cuore dell’impugnatura, solitamente in legno (particolarmente adatto ad assorbire lo shock di un colpo), a volte anche in corno o metallo, poggia direttamente sul codolo. Per una presa più salda, la porzione interna viene fasciata con vari materiali (lo stesso accade con il grip delle racchette da tennis, per fare un esempio sciocco): pelle e corda su tutti, seguiti da placche metalliche e, nel lontano oriente, pelle di squalo (un grip eccezionale). A seconda del tipo di spada, l’impugnatura può essere  adatta ad alloggiare una (es. Spatha), una e mezza (molte spade del XIV-XVI secolo) o due mani (Zweihander).

4) Guardia

Il componente metallico che separa l’impugnatura dalla lama, posto in modo perpendicolare alla stessa, in modo da prevenire lo scivolamento della mano e proteggerla dai colpi dell’avversario. Nel caso sia presente una guardia alta (spade altomedievali pre-vichinghe), la guardia viene definita guardia bassa. Circa la forma della guardia, ancora una volta è consigliabile dare un’occhiata alla classificazione Oakeshott. Come vedete, ce ne sono molte varietà. Inoltre, a partire dal XV secolo, la complessità delle guardie subisce una rapida evoluzione, giungendo a figure estremamente complesse e protettive.

5) Elsa

Comprende tutte le parti descritte fino ad ora. L’assemblaggio dell’elsa può avvenire attraverso due tecniche principali. Usando la prima si deve inserire la guardia nel codolo e farla scivolare fino alla lama, poi aggiungere un impugnatura divisa in due parti opportunamente piegate per adattarsi al codolo, e infine infilare il pomolo e ribattere la parte finale del codolo (metodo usato nel periodo vichingo). La seconda invece, consiste nello spingere un’impugnatura di legno forata sul codolo ancora bollente, in modo che quest’ultimo scavi un alveo perfetto all’interno del legno. In tal caso, solitamente, l’impugnatura risulta avere una forma più arrotondata.

 

6) Ricasso

La parte della lama appena dopo l’elsa. Più spesso e non affilato, il ricasso permette di poggiare l’indice sulla lama per un miglior controllo, evitando che il possessore dell’arma possa ferirsi nell’azione (in alcune spade, sempre a protezione dell’indice, è presente addirittura un anello di ferro che si estende dalla guardia al ricasso).  . Nelle zweihander il ricasso è molto esteso, e diviene a tutti gli effetti una seconda impugnatura. In questo caso, viene spesso fasciato con listelli di pelle. Oakeshott ipotizza che questa fasciatura potesse essere utile anche per portare la zweihander appoggiata alla spalla.

7) Denti d’Arresto

Presenti più che altro nelle zweihander, hanno la funzione di seconda guardia nel caso in cui il guerriero abbia necessità di accorciare l’impugnatura (vedi sopra). Possono essere utili anche per controllare la lama del nemico o disarmarlo.

8 ) Sguscio

Alcune spade ne hanno uno, altre due o tre (come nella zweihander in testa all’articolo), altre nessuno. Lo avrete sentito nominare spesso come colasangue et similaria, ma sguscio è il termine più adatto, non fosse altro che la sua funzione non è quella di far colare il sangue verso il basso, ma di alleggerire la lama donandole maggiore resistenza e flessibilità.

9) Forte

La porzione della lama più vicina all’elsa, appena dopo il ricasso (quando presente). Sovente più spesso del resto della lama, il forte è la parte deputata a ricevere i colpi.

10) Medio

La parte centrale della lama. Con l’avvento di protezioni sempre più resistenti, si perde la necessità di affilarlo (stesso dicasi per il forte).

11) Debole

Il terzo finale della lama, quello con cui colpire l’avversario. Come dice il nome, si tratta anche della parte meno resistente e più incline alla rottura. Quindi, scordatevi di colpire alberi e pietre come se foste in una puntata di Xeena.

12) Filo

Il bordo sottile e tagliente della lama. Si distinguono filo dritto e filo falso (o controfilo). Il primo è quello che guarda l’avversario (o verso terra), il secondo invece è  rivolto verso chi impugna l’arma.

13) Punta

L’estremità della lama, acquista un’importanza sempre maggiore con la decadenza delle grandi lame da taglio/botta e l’exploit delle spade da lato.

14) Lama

Sapete tutti cos’è, no? Resta da sottolineare l’enorme varietà di forme e dimensioni sotto cui si è presentata nel corso dei secoli. Dai 50cm del gladio ai 140 di alcune zweihander, dalle lame larghe vichinghe alla grazia dello stocco, dalla forma a diamante a quella esagonale, ogni lama ha una sua funzione peculiare.

tipi di sezione trasversale della spada
alcuni tipi di sezione trasversale

36 pensieri riguardo “Le Parti della Spada

  1. Preciso come sempre. L’impugnatura alla pelle di squalo l’avevo trovata in un libro, non sapevo se fosse plausibile o meno.
    Colasangue rimane però un nome d’effetto.

  2. però, complimentoni per la competenza! io che vado in giro a dire che son appassionato di armi non sono neanche lontanamente esperto con tale precisione… potrei tranquillamente essere il maestro d’armi del film Barbarossa insomma 🙂

  3. una delle funzioni del ricasso era oltre a quella che giustamente dici (alleggerire) anche quella di rendere più difficile l’effetto ventosa delle carni avversarie, torcendo la lama il ricasso facilita il passaggio di aria e fluidi (quindi un pochino scola ma non nel modo che certi retard amano credere)

    appena ho un attimo ti posto il corrispettivo del tuo articolo riguardo il katana

  4. http://www.kendo-cik.it/images/katana.jpg

    e

    http://www.intk-token.it/forum/index.php?showtopic=277

    i corrispettivi:

    Lama – toshin
    Filo – hasaki (ha)
    Punta – kissaki
    Debole – monouchi
    Codolo – nagako
    Sguscio – hi

    finiture – koshirae
    Elsa – ?
    Pomolo – tsuka kashira
    Impugnatura – tsuka
    Guardia – tsuba
    fodero – saya

    da aggiungere:

    hamon
    la linea di tempra che corre lungo la lunghezza della lama delimita la parte martensitica (filo) dalla parte perlitica (dorso) del’acciaio

    shinoghi
    spigolature laterali della lama atte a ricevere i colpi e controllare l’arma avversaria

    yokote
    linea dove la superficie del cuneo-lama jigane(ji) cambia improvisamente curvatura par formare il kissaki, anche questa spigolatura (ma spesso è anche solo una curva) ha parte nel “sentimento del ferro”

    riguardo all’elsa non la ho trovata, ma è probabile che i nipponici non considerino l’elsa una parte seprata da un altro elemento importante: Il fodero – saya, elemento su cui i nipponici ci hanno fatto una scienza e un intera branca di studio marziale, lo battojutsu – iaijutsu l’estrazione della katana e taglio in un unica azione

  5. è ovvio che i samurai vincono ^___^

    scherzo, in realtà le armature occidentali nella loro evoluzione avevano raggiunto un livello inarrivabile, unici veri varchi le feritoie

    anche se la katana difficilmente veniva impiegata contro avversari in armatura per quello si preferiva armi in asta come lo yari, e quando si doveva colpire un avversario in armatura si usavano più azioni di punta e particolari azioni di taglio, che altro non erano che delle stoccate
    (tanto per riconfermare i dati del duca)

  6. ripeto il post
    in realtà gli attacchi di punta sono molto presenti nella scherma di katana se vogliamo fare una stima a spanne circa un quarto deglle tecniche sono di punta o in affondi, una prcentuale minoritaria ma tuttaltro che trascurabile

    la curvatura (sori) del katana non era tale da perdere l’asse con la spinta delle mani come avviene invece per la shimitara e spade similari,inoltre per gli atacchi di punta permette di aggirare la guardia o eventuali ostacoli per raggiungere il bersaglio e in difesa di controllare-agganciare l’arma avversaria

    un’esempio

  7. rischiamo di addentrarci in vorticose disquisizioni tecniche

    ma è un rischio piacevole (a patto di no cadere su chi cel’ha piu lungo)

    l’assenza dei rami della guardia presenti nella longsword (è un termine generico per includere la doimane, manemmezza, schiavona, claymore etcetra? )

    non permette di utilizzare quelle tecniche di parata sui rami, blocco e rimessa tipici della longsword,

    ma per capire la logica apparentemente suicida di affidare alla tsuba una piccola piastra (6-9 cm) la difesa dello strumento della nostra sopravvivenza, bisogna considerare la dinamica del taglio del kenjutsu la spada viene spinta in avanti con la mano sinistra (mano arretrata) come in un affondo, quasi a massima estensione la mano destra ha praticamente completato la sua corsa utile e la sinistra continua a spingere sollevando la lama

    fin qui le mani sono geometricamente coperte dalla tsuba (a patto di fare le cose bene)

    da quì la spada viene caricata e calata ma con il vantaggio che il punto di equilibrio stato portato in una condizione favorevole, un particolare che non tutti sanno è che non è necessario sollevare la katana fin sopra alla testa per avere sufficiente energia per tagliare, anche un mezzo arco a 45° o anche meno può bastare, ma mi fermo quì (senò comincio a parlare di passeggio ki-ken-tai e altre amenità senza considerare cose come caricamenti alla spalla et simila)

  8. non sono sicuro che uno swing simile non sia praticabile con la manemezza

    poi sul colpo di punta ha certamente una netta supeiorità geometrica

    quanto ho scritto era unicamente per esporre la logica che c’è dietro la forma della katana

    certo che l’elsa a rami è una bella grana da affrontare, basta una rotazione dei polsi per avere una copertura efficace

  9. Come puoi vedere, avevo intenzione di ampliare l’articolo già a Maggio. Spero di poterlo fare a breve, ma già adesso mi sembra di vedere che la differenza fra i nostri due articoli sta nell’uso dei termini elsa/fornimento.

  10. Articolo interessantissimo.
    Questo genere di argomenti mi appassiona e conoscevo a grandi linee l’ “anatomia” di una spada, ma non ad un livello così approfondito.

    Anche gli articoli che hai linkato nel post sono stati una lettura ghiotta 🙂

  11. Doppiosoldo è intervenuto anche qui. Al momento mi sembra che “elsa” sia un termine accettabile (e molto vicino alla “hilt” anglosassone) per definire tutta la porzione di spada non identificabile con la lama.
    Un termine più adatto sarebbe “fornimento”, ma sta cadendo piano piano in disuso.

  12. Quindi non è sbagliato indicare il fornimento come elsa ormai, giusto? Perché il mio dubbio era: se tutti credono che per elsa ci si riferisca al fornimento, usando come termine quest’ultimo in un romanzo non faccio solo confondere il lettore anziché essere preciso io?

  13. Ah, mi sono scordato di chiedere una cosa: è esistita per caso un tipo di spada di grande lunghezza usata come semi-lancia nelle fasi preliminari del combattimento, per poi passare a colpi di taglio poco ampi se riuscivano a venire troppo vicini? 8)

  14. salve, ti faccio i complimenti per l’articolo, davvero molto interessante, avrei una curiosità che può sembrare stupida, ma che non sono riusicta a soddisfare in pieno: avevo sentito che nel colasangue (lo chiamo così, forza d’abitudine ^^”) alcuni mettessero del veleno, ma allora non potrebbe scivolare via? e poi per “iniettarlo” nel corpo dell’avversario bisognerebbe infilzarlo con tutto il debole minimo.
    un’altra curiosità, scriverai anche qualcosa sul tridente (per esempio quello dei gladiatori) può sembrare un’arma interessante, ma di sicuro è quella che mi affascina di più ^^
    grazie in anticipo

  15. Doppiosoldo è intervenuto anche qui. Al momento mi sembra che “elsa” sia un termine accettabile (e molto vicino alla “hilt” anglosassone) per definire tutta la porzione di spada non identificabile con la lama.
    Un termine più adatto sarebbe “fornimento”, ma sta cadendo piano piano in disuso

  16. Bell’ articolo, molto esplicativo e ben scritto. Un appunto da praticante della spada giapponese e studioso di metallurgia: Il “same”, rivestimento, della “Tsuka”, l’impugnatura del katana, è solitamente di pelle di razza, molto più facilmente reperibile di quello di squalo.
    Il Bo-hi (o semplicemnte Hi), ovvero il “collasangue” o sguscio, in realtà non serve a fare colare via il sangue , è una nervatura (come quelle delle colonne doriche) che serve a distribuire meglio forze e tensioni nella lama. Lo hi e appare a scompare in quella giapponese a fasi alterne durante i secoli a seconda della scuola di forgiatura di moda al momento, tornando di moda nel 800 a imitazione delle sciabole da marina occidentali, tanto da determinare una divisione in spade forgiate “alla maniera antica”, senza hi, e spade “moderne” con lo hi. La divisione però è puramente artificiosa e una spada con lo Hi può avere anche qualche secolo sulle spalle

      1. Non so a quale commento ti riferisca, ma del resto io ho nozioni molto basiche sulla spada medioevale occidentale e tu ne sai sicuramente più di me. Stavo solo puntualizzando delle cose per amor di precisione. Comunque, ripeto, bel articolo.

  17. Ciao, bell’articolo, una domanda
    le spade con il pomo cavo, alcuni riempiti con elementi decorativi, non sono presenti nella classificazione Oakeshott
    come mai? ho cercato molte info su queste spade, per lo piu’ considerate “spade Irlandesi” sai darmi qualche info? grazie ^^

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