Sono stato costretto, causa l’alta concentrazione di stronzate, ad aggiungere una parte IV, quindi questo non sarà (purtroppo) l’ultimo articolo dedicato ad Arsalon. In tutto abbiamo superato le 10.000 parole. Argh!
Non l’ho neanche corretto, né lo farò prima di domani mattina, quindi siate clementi.
Nelle precedenti puntate:
Parte I (Arsalon si rivela uno schifo al limone)
Parte II (Arsalon fa piangere Cristo Nostro Signore)
consiglio:
non lo comprate è una porcheria
6. Miscellanea WTF!
Molte delle scene che sto per proporvi potevano benissimo rientrare in altre categorie, ma visto il generoso contenuto di lollosità, ho deciso di riunirle qui.
1) Beorg al Bagaglino
- Allora ce l’hai fatta ad addomesticare il tuo asino, Beorg?-
- Certo, il mio Toc è una brava bestia e poi ne ho il completo controllo-.
Al passaggio di un carretto di libri, Toc disarcionò il suo padrone e partì all’inseguimento…
- Solito vecchio pazzo!- disse Armistad con il consueto tono infastidito. – Solo il tuo asino può essere così ghiotto di carta!-.
Mi aspettavo anche Pippo Franco, ma la scena è divertentissima anche così. Avete capito? Beorg dice che ne ha il controllo e invece lo disarciona, ahahahhah, che divertente! L’asino è ghiotto di carta! Facce ride Siccà, facce ride!

Beorg prepara una difesa per insanità mentale dopo aver abusato di Sevrian
2) Quant’è bello u prim’ammore
In autunno legiovani coppie incidevano i propri nomi sui vecchi tronchi. In inverno, con la prima neve, le scritte scomparivano magicamente dalle cortecce. Ma se l’amore era destinato a durare, i due grandi alberi facevano risplendere i nomi dei due innamorati sulla nuvola di petali rosa che sbocciava in primavera.
Disgustorama. Vedete cosa succede a far scrivere un fantasy a due piccioncini adolescenti?
3) L’Agguato
Cominciò a correre. La casa che prima sembrava tanto vicina pareva ora irraggiungibile. Tutto avvenne in un attimo: un’ombra uscì dai cespugli e si scagliò su di lui, scaraventandolo nell’acqua gelida. Una presa forte lo trattenne sott’acqua; una presa che lui riconobbe. Quando la stretta di allentò, la voce irritata si Sevrian tradiva ancora la paura appena passata.
- Sei uno stupido! Mi hai fatto prendere un colpo, tu e la tua mania degli agguati. Non cambierai mai!-, disse Sevrian ansimando.
- Tu pensi troppo, amico mio-.
Che scherzo divertente! Voglio provarlo anch’io. Fra qualche giorno attenderò un mio amico vicino al laghetto dell’Eur e poi lo trascinerò sott’acqua tentando di annegarlo. Sono sicuro che mi dirà “Schiocchino! Tu e la tua mania per gli agguati” (a proposito, che cazzo di mania è?). Il dettaglio dell’acqua gelida è importante, perchè Vikrian è lo stesso che poi si lamenterà della mancanza d’acqua calda nelle docce dell’esercito!
Questa scena è una delle più grottesche che abbia mai letto in un fantasy. Immagino di essere l’agente letterario di Siccardi, seduto alla mia scrivania con un bel cappuccino e i fogli di Arsalon. Immagino di essere riuscito a leggere fino a pagina 13. Poi mi trovo questa porcheria col botto sotto gli occhi e, invece di utilizzarla per foderare la gabbietta del criceto, esclamo “Eureka! Devo chiamare subito N&C!”.
E che senso ha l’ultima battuta di Vikrian? Lo stesso dell’intero libro: mostrare che molto spesso si fa confusione fra libri e carta igienica.

Acciderbolina Vikrian, tu e la tua mania per le fratture scomposte!
4) Stasera mi butto
Sevrian scese dal letto seminudo, prese la rincorsa e si lanciò dalla finestra. Non c’era modo migliore per svegliarsi di un bel tuffo nel lago…Mentre si asciugava, le goccioline scendevano rapide lungo la schiena e i capelli mossi dal vento rivelavano leggeri riflessi blu.
Scena tratta da Fantozzi, mi pare ovvio. La domanda è, ma se Sevrian si sveglia così, gettandosi nell’acqua “gelida” (vedi n. 3), cosa fa per addormentarsi? Si spacca la testa contro il muro, beve una litrata di assenzio, allieta per ore la voracità sessuale di Vikrian e Ghinta? Le dolcissime goccioline e i riflessi blu sono roba da Gay Village.
5) Cioccolosità che bontà (I)
Dopo essersi vestito, gustò il cioccolato fuso delle calde focaccine di Miranda.
Primo chocolate moment, La sensazione di essere dentro a un film della Disney aumenta.
6) Infodump ex Machina (I)
Chantal è pronta al prolasso infodump. Gli indizi ci sono tutti: parla da sola, pensa alla battaglia che permise agli umani di sottomettere quegli idioti degli elfi, si rattrista in 1 secondo al solo pensiero di un fatto accaduto qualche decade prima. Ma il duo Siccardi- Montanaro la fanno resistere, preferendo affidarsi a una nuova figura: l’Infodump ex Machina.
→ Dicesi Infodump ex Machina quell’espediente letterario attraverso cui si svelano informazioni al lettore utilizzando dei personaggi sbucati dal nulla ←
“Siamo una popolazione pacifica, tuttavia molti di noi non possono dimenticare cos’è successo un tempo. Sono ancora vivi”, pensò la giovane principessa rattristandosi. Le parole di due elfi anziani catturarono la sua attenzione e la distolsero dai pensieri. Il primo era in uniforme mentre il secondo indossava una lunga tunica verde.
-…cinque secoli fa. Eppure non riesco a perdonare-.
Da qui parte un infosbratto di una pagina. Ve lo risparmio, perché è caporettoso come al solito.
Da notare come il vecchio, in sostanza, non faccia altro che continuare il pensiero di Chantal.
7) Meravigliosa Creatura
Direttamente da Simil-Hogwarts, ecco a voi Amir che si specchia nella tazza del cesso:
Mentre si rinfrescava il viso, si specchio sulla superficie dell’acqua del catino. Non poteva dirsi bello eppure il suo sguardo intenso, l’aspetto trasandato e il carattere schivo gli donavano un’aria intrigante e misteriosa. Non aveva un fisico atletico e le molte ore trascorse sui libri gli avevano conferito una postura leggermente curva.
Non sono bello ma piaccio! Sì, a nessuno. Pessima descrizione, ci racconta tutto del personaggio senza averci mostrato nulla, ma la cosa peggiore sono i parametri estetici, prettamente moderni, utilizzati per Amir.

Blue Eyesssss
Ghinta e Sevrian raggiungono Armistad alla sua fucina (dove li attende con una birra in mano, sigh!). Sono terrorizzati, non pensano altro che alla morte dell’Imperatore e cosa accadrà. Ecco che però Sevrian, guardando Beorg, ci mostra il suo lato frù-frù:
Sevrian non si era mai accorto di quanto i suoi occhi fossero azzurri e profondi, di come potessero celare segreti e storie lontane.
- Saranno tempi duri, figliolo-, disse Beorg all’improvviso.
- Ti spiacerebbe smetterla di chiamarmi così? Sono cresciuto -, sbottò Sevrian. La stanchezza e lo spavento l’avevano reso irascibile.
Irascibile, spaventato, terrorizzato, eppure si mette a pensare agli occhi di Beorg, il mongolo del villaggio! Ma che senso ha? Poi il vecchio gli parla e lui sbotta…bah…Sono piccoli problemi di cuore.
9) M’ama non m’ama
Prima dei due prolassi retorici (parte I), Sevrian è indeciso se parlare al padre o meno:
Rallentò l’andatura, raccolse un fiore e con la testa immersa nei pensieri cominciò a staccarne i petali. Quando tra le dita gli rimase solo lo stelo, fu accolto da un coraggio inaspettato e attaccò a parlare…
Ahò, io ve l’ho detto che la virilità di Sevrian sembra gravemente compromessa.
10) Sirenetta ex Machina
Chantal prova un misto di odio e godimento per la morte dell’Imperatore. Confusa, decide di schiarirsi le idee con una gita al lago.
D’un tratto la superficie liscia del laghetto cominciò a incresparsi, e un canto melodioso si diffuse tutto intorno…Una figura femminile era lì davanti a lei, il viso delicato e luminoso, le membra eleganti e leggere.
- Il mio nome è Alael. Sono la ninfa di questo lago. Accorro per consigliare coloro che sono divisi fra il bene e il male-.
- Allora saprai dirmi cosa devo fare…-, incalzò l’elfa.
- Nessuno di noi possiede questo potere (ma allora che cazzo sei uscita a fare?). Sei tu che devi scegliere-.
…- Il cuore indica sempre la giusta via da seguire. Devi saperlo ascoltare-.
Glicemia a 4000 per questo abominio zuccheroso. Per il bene di Siccardi, spero che questa parte l’abbia scritta la Montanaro.
11) Il Destino di un Drago
I draghi. Che creature meravigliose, potenti, un simbolo di forza e nobiltà. I draghi possono essere cavalcati solo dagli alti ufficiali, ma ben presto si scopre che valgono più o meno come gallinacce d’allevamento.
(Amir) Trangugiò la colazione: un uovo di drago e una tazza di latte caprino per avere energie sufficienti durante tutta la mattinata, bevve anche un bicchiere di succo di more e lamponi per rinfrescare il palato e avere zuccheri in corpo.
La colazione di Amir. Davvero un uomo di schifo, me lo immagino a gozzovigliare con il povero uovo mentre grugnisce fuori sincro come un attore porno doppiato male. Anche il succo di frutta è un’invenzione moderna, ma Amir lo butta giù in un simil-medioevo. Uovo di drago, latte di capra, succo di more…Prego, portate un Imodium ad Amir.
12) Corri Forrest, corri!
Erano passate ormai quasi quattro settimane dall’uccisione di di Merv III e la vita a Sinderwood stava lentamente tornando alla normalità: Ghinta continuava gestire la miniera, Sevrian e l’amico Vikrian continuavano a correre per i boschi e Beorg si prendeva cura del suo amato Toc.
Solo a me questa sembra un’uscita disgraziata, buttata lì tanto per dire? Effetto Disney, ancora. Oppure…Oppure Sevrian e Vikrian nascondono qualcosa…

Vuoi correre ancora nei boschi o tiro fuori la vaselina?
13) Altro che Magna Charta
Morto l’Imperatore, il Gran Consiglio prende le redini del potere. Dopo aver annunciato urbi et orbi che il vecchio Merv II era un figlio di puttana assassino, il portavoce del Consiglio prosegue:
Inoltre, mi è stato affidato il compito di annunciarvi che l’Impero, d’ora in poi, non sarà più comandato da un solo uomo, ma dall’Assemblea, che darà vita a una nuova costituzione che donerà ad Arsalon un lungo periodo di pace e di democrazia
Ehhh? Rewind << Costituzione<<Democrazia…Ma siamo impazziti? Questa è una scena troppo naif, mi rifiuto di credere che un editor professionista e una casa editrice così importanti non abbiano posto un veto. Per giunta si parla di “nuova Costituzione”, il che lascia presupporre una Costituzione precedente! Allora, riepiloghiamo: Arsalon è un Impero da secoli, cui giurano fedeltà tutti i regni delle razze inferiori, poi, all’improvviso, si parla di democrazia e Statuto Albertino. Ma qualcuno in arsalonandia ha idea di quale struttura sociale, istituzioni e livello culturale debbano esserci per giungere, dopo secoli di lotte, a un cambiamento del genere? In un mondo medievale, l’Assemblea decide di catapultare un intero popolo in una nuova era da un giorno all’altro. E’ RIDICOLO.
14) La Compagnia delle Indie
Gli intermezzi bucolici di Arsalon sono piacevoli come aghi nelle gengive, ma gli autori ne fanno un uso smodato, dando sempre l’idea che non ci sia nessun pericolo per i protagonisti e che gli elementi costitutivi del mondo siano marzapane e zenzero. Un esempio:
Nell’aria si sentivano fragranze diverse: vicino al fiume si alzava un dolce profumo di vaniglia e miele, mentre nella vegetazione l’odore di pino si mischiava a quello della menta.
Tutto a posto, Vikrian e Ghinta non sono a cavallo, ma a bordo del vascello Compagnia delle Indie!
15) Ghinta o Ghandi?
Due elfi di passaggio li additarono e rivolsero loro insulti e offese.
- Sporchi umani, tornatevene a casa vostra!-.
Si accorsero presto che il loro non era un caso isolato. Umani ed elfi si insultavano regolarmente con ingiurie pesanti.
Finalmente un po’ di conflitto, direte voi, raccontato male, ma pur sempre un conflitto. Non vi esaltate, ci pensa Ghinta l’analfabeta a proporre l’ennesima riflessione da liceale kefiah al collo e canna in bocca:
-L’intolleranza fra popoli rende brutto qualsiasi posto.-
Il bello è che Vikrian, dopo giorni di cammino, deve essersi fatto due coglioni così ad ascoltare il vecchio pappone, e infatti gli risponde così:
- E’ quasi sera, che ne dici se ci fermassimo in una locanda?-
Povero Ghinta, ignorato anche da un poppante. Arsalon non è un paese per vecchi.
16) Giurin Giurella! (I)
Vi ricordate il pescatore-Virgilio (parte I) , quello delle “piccole quantità di ovini”? Nonostante sia laureato alla facoltà di Ittiofilia, tratta due stranieri come fossero figli suoi:
-Se vi presto la barca mi date la vostra parola che la ancorerete non appena giunti a destinazione?-
-Può esserne certo-, rispose Ghinta.
Giurin giurella, la attracco subitissimamente. E fu così che Ghinta si inculò la barca del pescatore, lasciandolo a pratiche zoofile con i suoi equini. Essendo un mondo di marzapane e cartapesta, dolce come l’amore e falso come Giuda, in Arsalon tutti si fidano di tutti. Dal pescatore laureato al re dei nani, dalle fatine al sovrano degli gnomi, nessuno ha mai bisogno di prove o nutre sospetti. Avete presente la puntata di Family Guy in cui sono tutti catapultati in una sceneggiatura della Disney, ecco, fate conto di trovarvi ad Arsalon.

It's a wonderful day for pieee!
17) WWF WTF!
Si aprirono un varco fra un folto gruppo di cigni bianchi mentre anatre dal collo verde e papere starnazzanti salivano incuriosite sulla nave. La barca procedeva molto lentamente perchè la quantità di uccelli era impressionante e il riscio di travolgerli notevole.
Povere papere, rischiamo di metterle sotto con la barca. Ma ammazzati Ghinta. Gli intenti animalisti di Ghinta lasciano ben presto il passo a un’espressione tipica della lingua arsaloniana:
-Pâté d’oca…- sussurrò rivolto al terribile palmipede.
Bene, ora abbiamo anche il francese…E pensare che ero passato sopra lo “stile gotico” e la “croce latina” di una chiesa. Ammazzati Ghinta.
18) Infodump ex Machina (II)
[vedi n. 6] Amir sta per entrare nella capitale, ma non ha idea di come sia fatta (stesso dicasi per i lettori). Trovandosi alle strette, gli autori optano per un secondo IeM. Ecco accorrere in aiuto di Amir un babbo premuroso e la sua bambina, che continua a chiedergli di descrivere minuziosamente Merivia nonostante stiano per entrare.
-Raccontami ancora come è fatta-.
-Pazienta e la vedrai con i tuoi occhi-.
-Ti prego,ti prego, ti prego-.
- Non sai proprio cosa vuol dire aspettare, vero?-
Il babbo parte subito con un pistolotto su Merivia e sulla Cittadella, con grande soddisfazione di Amir, che origlia come suo solito (già era accaduto nella stanza dell’Arcimago, quando parlava da solo).
19) Il Treno delle miniere
Ancora uno sforzo ragazzi…So che è dura ma potete farcela. Dopo le cioccolosità, i succhi di frutta, gli articoli, la democrazia e la costituzione, Arsalon ci mostra l’ennesima trovata anacronistica, che potrebbe proiettarlo nell’universo steampunk (facendo la felicità del Duca). Ebbene sì, Merivia, la capitale, ha una metropolitana:
Con il poco denaro che aveva (Amir) pagò il biglietto e seguendo la folla scese delle scale che parevano interminabili. I gradini di roccia erano illuminati a giorno da candele magiche.
Biglietto di carta? Obliteratrice? Tessera magnetica? La cosa non viene spiegata, e forse è meglio così.
Scese ancora molti gradini prima di poter raggiungere una piattaforma munita di binari. Su questi ultimi, a intervalli regolari di trenta secondi (30 secondi di Mithder? No, qui si passa alle misure terrestri, vabbè), arrivarono carrelli con dieci posti che facevano il giro della città a una velocità impressionante.
Lo gnomo che guidava il carrello attese qualche secondo, ricordò ai passeggeri di allacciare le cinture e partì a tutta velocità.
EMMOBBASTA con le cazzate, è un bombardamento continuo! Navi magiche degli gnomi, metropolitana (magica? a vapore? boh), e l’esercito deve ancora muoversi a piedi! Niente ferrovie a cielo aperto, che sarebbero a cosa più ovvia, e una metropolitana newyorkese nella capitale più malriuscita di sempre. Questo sì che è fentesy, lo vedete anche voi no? La fantasia sprizza da tutti i pori, ammanta il racconto e suscita grandi emozioni (rabbia, dolore, voglia di farla finita, ecc…) nel lettore.

Entrata della metro di Merivia
20) Il Signore Oscuro
Giusto una piccola citazione, tanto per sottolineare la caratura letteraria di Arsalon. Avete presente il classico cattivo che aspetta 007 seduto sulla poltrona dandogli le spalle:
La figura incappucciata sentì che finalmente il ragazzo era giunto a destinazione, si girò sulla poltrona e disse:- Avanti-, prima che il giovane avesse bussato.
Si narra che durante i banchetti romani questa frase venisse recitata dagli schiavi ai ricchi panzoni come emetico naturale.
21) Le Cose che contano
Una delle patologia più grave di cui soffre Arsalon è la “siccardite montanariensis” (sul blog, per qualche motivo a me ignoto, non funziona il corsivo). Questa porta l’autore a scrivere una pagina di infodump inutile e magari solo due o tre righe per un evento importante. Ho già citato il penoso combattimento nella capitale degli orchi (4 righe per la morte del sovrano), ma gli esempi si sprecano. Uno in particolare ha catturato il mio trash-olfatto. Siamo a uno dei momenti cruciali del libro: il Signore Oscuro ha deciso di massacrare i membri dell’Assemblea. Mi sarei aspettato almeno una decina di pagine sullo svolgersi degli eventi, ma gli autori hanno preferito risolvere la questione in altro modo, passando al POV del narratore onnisciente:
Quella notte più di duecento membri dell’Assemblea vennero uccisi. La strage venne architettata e compiuta da trenta consiglieri, gli stessi che avevano progettato l’omicidio di Merv III.
Sul libro sono Quattro righe Quattro, uno svarione inconcepibile anche per Rocca! Hanno avuto più spazio: le passeggiate di Sevrian, i prolassi retorici suoi e del padre, gli stacchetti mongolo-comici di Beorg, le bevute di Armistad, Sevrian che fa m’ama non m’ama, Chantal che si tuffa con “grazia ed eleganza” e che, da qualche altra parte, si muove con “eleganza e grazia”, Il Signore Oscuro che si masturba sulla capoccia di Amir, Vikrian che fa la doccia, l’agguato, il pescatore-virgilio, le anatre assassine, i minotauri a guardia della tenda imperiale, i grifoni che portano i drappi, i draghi che sputano “fiamme congelanti”, le fenici che non servono a un cazzo, le fatine, et cetera et cetera et cetera.
22) Le Fatine del Duca
Ghinta e Vikrian vengono rapiti dai banditi (quelli usciti da una pellicola degli anni’30), ma alla fine il vecchio riesce a fuggire, abbandonando il ragazzo alle perversioni dei lestofanti. Come fare il vegliardo a ritrovare la strada di casa?
Ghinta si girò di scatto. Una moltitudine di fatine volanti brillava nell’oscurità. Non avevano l’aria ostile, ma Ghinta ebbe comunque paura.
Codardo schifoso! Si caga sotto anche davanti alle fatine. Ad ogni modo, Lynn, capofata, gli offre di guidarlo attraverso il Bosco Tetro. L’ingresso al regno delle fatine è il non plus ultra del lulz:
- Eccoci, finalmente. Prego, aprite il sipario di frasche-, ordinò Lynn alle compagne.
Qui sono andato in arresto cardio-circolatorio dalle risate. Mi hanno rianimato qui vicino, leggendomi Ancess a ciclo continuo per 10 minuti.
In seguito, veniamo a sapere diversi particolari ultraboring: le fatine dormono nei fiori, nascono dai fiori e altro. Ma quello che ci interessa davvero è il segreto di Bosco Tetro, considerato un luogo maledetto ed evitato come la peste (nonostante occupi 1/5 dell’Impero e sia a un tiro di schioppo da Merivia). Riuscirà Ghinta ad avere la meglio su esseri mostruosi et innominabili? No. Non c’è un cazzo di mostro manco a pagarlo oro. La soluzione al n.23.
23) Giurin Giurella! (II)
Ghinta affronta l’argomento “Bosco Tetro” quasi immediatamente:
- Sai che ad Arsalon il Bosco tetro, dove vivete, è considerato ostile e stregato?Immagino tu non veda stranieri da queste parti-, esclamò Ghinta improvvisamente.
- Certo che lo so, siamo (state?) noi ad aver creato questa leggenda e i folletti ci hanno aiutato-.
Così cadde il segreto ultracentenario del Bosco Tetro. Tempo netto: quindici minuti dall’incontro con Ghinta. C’è solo una spiegazione, Lynn possiede parecchie televisioni, media, ed è stata eletta democraticamente.
Ma Lynn ha capito che, nel mondo di Arsalon, c’è una soluzione universale a questo tipo di problema:
- Forestiero…devi giurarmi che non svelerai mai a nessuno la verità su questo luogo. Voglio la tua parola. Sappi che per una fata una promessa ha un valore importantissimo!-.
Dopo il pescatore, un altro essere cresciuto a pane ed idiozia chiede a Ghinta (codardo, analfabeta e, con tutta probabilità, pervertito) di giurare.
Ma Ghinta è un tipo socievole, che ispira fiducia, guardate un po’ l’alto contenuto di nonsense di questa scena:
- Nessuna di voi riesce a contenere i propri stati d’animo?-, chiese l’uomo incuriosito.
- Che io sappia no, almeno per ora, Io ci sto lavorando, ma non è così semplice. Ho problemi soprattutto a controllare la paura-. Lynn continuò a parlare dei suoi esperimenti fallimentari, non rendendosi conto che Ghinta aveva smesso di ascoltarla. Per tipo silenzioso come lui seguire il filo del discorso così lungo rappresentava un’impresa troppo ardita e in cui aveva deciso di non cimentarsi.
WTF! MMC! Ma se glielo ha chiesto lui! “Cosa fai nella vita?”
“Beh, studio e lavoro in un pub, poi…”
“Stai zitta troia! Non posso cimentarmi in un’impresa così ardita!”
Questo libro è una goliardata di N&C, un pesce d’Aprile. Gli indizi portano tutti a questa conclusione.

Vi aspetterete questa immagine ad ogni pagina, ma non arriverà mai!
24) Uomo biango gattivo
Dopo la riflessione di Chantal sulla guerra, vi lascio alle parole di Lynn sull’uomo:
Non odio gli umani, disprezzo quelli di voi che con la forza distruggono tutto ciò che è sul loro cammino per impossessarsi di risorse da sfruttare e trarne il massimo profitto. Non è più la tua causa, è la nostra. Di tutti coloro che si opporranno all’uso incontrastato della violenza.
Violenza, ecologia, capitalismo, Lynn non le manda a dire! Gli uomini poi neanche si avvicinano a Bosco Tetro, e lei ne parla come se fossero tutti soldati di Leopoldo II.
25) L’elaborazione del lutto
Non giungono più notizie da Sidereus, padre di Chantal e re degli Elfi, e tutti sono convinti che sia stato ucciso. La disperazione e il lutto colpiscono i presenti, m Arsalon; il mondo di marzapane, non può cedere alla tristezza. Non essendoci Beorg a cadere da cavallo o Armistad a sbattere la testa contro il muro, gli autori si affidano a Vanilla, fatina personale di Chantal e sorella di Lynn:
-L’ultima volta non l’ho nemmeno salutato e ora non lo rivedrò mai più…- le sue parole si persero nel silenzio. Vanilla si soffiò il naso in un petalo di rosa e con un altro si asciugò le lacrime…
AHAHAHAH, in un silenzio di morte si sente solo Vanilla che strombazza in un petalo di rosa. Scena lollosissima, una delle mie preferite.
26) Cioccolosità che bontà (II)
Vikrian arriva a Merivia dopo l’incontro con i briganti, accompagnato dai militari che lo hanno trovato nella caverna. Ha fame, molta fame:
Si mise le mani in tasca e sentì delle monetine sonanti sotto i polpastrelli. Era tutto ciò che i banditi gli avevano lasciato.
Banditi gentiluomini. D’altronde si sa, i rapinatori sono soliti lasciare i soldi in tasca alle proprie vittime. Ennesimo sigh!
Una signora con un grembiule azzurro sbucò da dietro una tenda e sorprese il ragazzo con le mani sulla vetrina dei dolci (moderna come pasticceria: “la vetrina”) e gli occhi sgranati.
- Sono ancora un po’ indeciso-, esordì Virkian lanciando un’occhiata desiderosa al ripiano colmo di bontà, poi continuò: – Allora…vorrei una pagnotta di pane alle castagne-…
-Mi sembri affamato, giovanotto…Tieni, questo p un regali: un cannolo ripieno di cioccolato di Cors e pere di Loose. Spero ti piaccia!
Sì, evviva, il mondo di marzapane! I ladri lasciano i soldi, i pasticceri regalano dolci prelibati…Un consiglio Vikrian, buttati nel quartiere a luci rosse che magari rimedi qualcosa anche lì.
27) Banchetto ex Machina
Sevrian, Beorg e Armistad sono bloccati nelle gallerie:
- Non abbiamo viveri-, notò Sevrian
Le cose si mettono male, ma il nano, improvvisamente, si mette a correre urlando e scompare dalla loro vista. Alla fine riescono a raggiungerlo:
Armistad era sdraiato su un’enorme tavola di pietra riccamente imbandita. Aveva una grossa fetta di salame in bocca e stava per addentare un prosciutto intero.
Problema delle provviste risolto in dieci righe. Niente scorte di carne secca e gallette, ma una tavola imbandita! Chi diavolo può lasciare una tavola imbandita sottoterra? Tutto il cibo marcirebbe in due ore!

Se doveste perdervi in un cunicolo, non disperate, da qualche parte dovreste trovare qualcosa del genere
28) Beorg, l’Houdini dei poveri
Dopo 174 pagine di mongolate, Beorg si fa serio:
-Mi sono finto vecchio e pazzo per destare il minor numero possibile di sospetti-.
-Finto vecchio?-, ripetè Sevrian.
L’anziano si voltò e disse: -Ora capirai. Chiudi gli occhi (e apri la bocca?)-.
Sevrian riapre gli occhi e, meraviglia delle meraviglie, il vecchio beota non c’è più! Al suo posto un giovane beota!
Al posto di Beorg c’era una persona più alta e giovane, dal corpo leggero e delicato.
Quando si girò, Sevrian notò che aveva lunghe orecchie a punta: era un elfo. Incrociò il suo sguardo e riconobbe in quella bella creatura gli occhi azzurri del vecchio.
Beorg si è finto mongoloide per venticinque cazzo di anni pur di sfuggire a chi voleva ammazzarlo. E’ pure un grandissimo mago, capace di mutare forma per intere decadi, eppure non ha trovato una soluzione migliore! Maledetto Arsalon, vuoi prendermi sulla stanchezza, trascinarmi nella fossa con dita di ghiaccio. Vade retro cagata! vade retro!
29) Adieu Ghinta!
Ghinta affronta la guardie e dice loro che in molti sono a conoscenza del massacro dei consiglieri. La guardia la prende bene:
(Ghinta) Sentì un forte dolore alla schiena e vide una lama uscirgli dal ventre. Sorrise, poi si accasciò a terra. Almeno suo figlio era salvo.
Anche Ghinta muore come ha vissuto: da vero coglione. Spumante e trenini, musica e tramezzini, tutta Arsalon è in festa per la dipartita del maniaco! E’ uno spoiler troppo grande? Chissene, tanto sarò l’unico a leggere questo libro!
continua…