Ah, il medioevo, un’epoca buia, lontana dai fasti di Roma e dalla luce del Rinascimento. Un’epoca di stregonerie, roghi, violenza e privazioni sessuali! No, no, no e ancora no. A parte le difficoltà connesse ad una datazione folle, che mette insieme un periodo che va dalla fine di Roma alla scoperta dell’America.
Dallo zelo religioso nacque l’opera di Pier Damiani riportata nel titolo del post. Costui, magister di tutti gli omofobi dei secoli a venire, aveva un’ossessione terrificante per i froci. Li vedeva ovunque e li riteneva il peggior cancro della Chiesa (una voce mi dice “questo è il momento per una battuta sui preti pedofili, dai cazzo!)
1. Inizia il libro Gomorriano dell’umile monaco Pier Damiani
Invece, nelle nostre regioni, cresce un vizio assai scellerato e obbrobrioso. Se la mano della severa punizione non lo affronterà al più presto, certamente la spada del furore divino infierirà terribilmente minacciando la sventura di molti. Ah! Mi vergogno a dirlo! Mi vergogno ad annunciare una cosa tanto vergognosa alle sante orecchie, ma se il medico inorridisce per il fetore delle piaghe, chi userà il cauterio? Se colui che sta medicando, si nausea, chi guarirà le anime malate? La sozzura sodomitica si insinua come un cancro nell’ordine ecclesiastico, anzi, come una bestia assetata di sangue infierisce nell’ovile di Cristo con libera audacia, tanto che sarebbe molto meglio essere stati schiacciati sotto il giogo della milizia secolare piuttosto che essere assoggettati, tanto liberamente, alla ferrea legge della tirannide diabolica sotto la copertura della religione
Inutile ripeterlo, la storia è divertente. La sua conoscenza è la forma più pura della cultura umanistica, ma è anche una fonte inestinguibile da cui tirare fuori malintesi, doppisensi e volgarità. Ai nostri occhi Damiani sembra, anzi è ridicolo, ma le sue considerazioni sono tremendamente serie. E proprio nel momento in cui vede la sozzura sodomitica penetrare (e riempire, oibò) ogni orifizio ecclesiastico, fa una considerazione sul “giogo della milizia secolare” che è di grande rilevanza storiografica, visto che rende alla perfezione il contrasto fra potere secolare e potere spirituale, sempre più forte a metà dell’XI secolo:
Meglio una sagra dell’incularella fra preti che l’Impero
2. Dei diversi comportamenti sodomitici
Alcuni si macchiano da soli, altri si contaminano a vicenda toccandosi con le mani i membri virili, altri fornicano fra le cosce e, infine, altri [si inculano] di dietro. Fra questi c’è una progressione graduale tale che l’ultimo è ritenuto più grave rispetto ai precedenti. Perciò viene imposta, a quelli che peccano con altri, una penitenza maggiore rispetto a quella prevista per chi si macchia da solo con il contatto del seme emesso, e quelli che si contaminano da dietro sono giudicati più severamente di quelli che si uniscono fra le cosce. Quindi, l’abile macchinazione del diavolo ha escogitato questi gradi di dissolutezza in modo che, quanto più in alto l’anima infelice prosegue fra questi, tanto più in basso è gettata nella profonda fossa dell’inferno.
In sostanza: più ti inculi più sprofondi. Trovo molto creativa la riconduzione della sodomia o, meglio, degli atti omosessuali, a un preciso disegno demoniaco di progressione dannatoria. Insomma, il Diavolo vuole vederti prima con la mano imburrata, poi a scoparti le cosce (tema che ritorna di frequente nei penitenziari) , e infine a violare il retto altrui!
3. Del perché l’eccessiva pietà dei superiori non allontana i peccatori dall’ordine
Senza dubbio, i colpevoli di questa rovina spesso rinsaviscono grazie alla generosità della misericordia divina, si pentono completamente, sopportano devotamente il peso della penitenza, per quanto gravoso, e davvero rabbrividiscono al pensiero di perdere il grado ecclesiastico. In verità , certi rettori delle Chiese sono, riguardo a questo vizio, più comprensivi forse di quanto giovi. In modo assoluto decretano che nessuno, a causa di quei tre gradi che prima sono stati enumerati, debba essere bandito dal suo ordine. Invece, ammettono la degradazione solamente per quelli che, senza dubbio, abbiano peccato di dietro. Vale a dire che sia chi emette il seme mediante il proprio sforzo genitale, sia chi macchia l’altro a causa dello sfregamento delle mani e sia chi si sdraia secondo l’uso del sesso diverso fra le cosce, purchè non abbia peccato di dietro, farà una certa penitenza, dopo che sia stata valutata la gravità del peccato, e senza dubbio non recederà dal suo ordine.
Ma come, un prete si fa masturbare/masturba un altro prete o si penetra le cosce e niente degradazione? Ma nel medioevo non si ammazzavano gli omosessuali a casaccio e torturavano cani e porci per qualsiasi idiozia? La risposta è NO.
Ci sono centinaia di testimonianze che, prima della Riforma e Controriforma, la tolleranza verso porcate di ogni genere era molto alta (con le dovute eccezioni relative al periodo temporale e/o geografico). Relativamente a tale affermazione, può esservi utile rileggere questo articolo. Il pentimento era uno strumento importante e il ruolo della misericordia divina nel rinsavimento delle persone sarebbe stato del tutto marginale in caso di pratiche violente nei confronti dei peccatori.
4. Quel grandissimo zozzo di Burhcard
Non si pensi che la tolleranza era limitata all’Italia, perché abbiamo un penitenziario, quello del Beato Burchard di Worms (1012), che consta di migliaia di peccati e penitenze, molti dei quali a sfondo sessuale. Ora, le penitenze vi sembreranno molto simili fra loro (Burchard aveva una sorta di disturbo ossessivo legato al “pane e acqua”) ma, visto che sono divertentissime, cercherò di inserirne il più possibile, lasciandovi anche lo splendore della lingua latina:
Fecisti fornicationem, ut quidam facere solent, ita dico ut tu in manum tuam veretrum alterius acciperes, et alter tuum in suam, et sic alternatim veretra manibus vestris commoveritis, ut sic per illam delectationem semen a te projiceres? Si fecisti, triginta dies in pane et acqua poenitas.
Manovella reciproca? 30 giorni pane e acqua!
Si cum masculo intra coxas, ut quidam solent, fornicationem fecisti, ita dico, ut tuum virile membrum intra coxas alterius mitteres, et sic agitando semen effunderes? Si fecisti, XL dies in pane et aqua poenitas.
40 giorni a pane e acqua se inzaccheri le cosce di un altro uomo (“semen effunderes“!)
Fecisti fornicationem, ut quidam facere solent, ut tu tuum virile membrum in lignum perforatum, aut in aliquod hujusmodi mitteres ut sic per illam commotionem et delectationem a te semen projiceres? Si fecisti, XX dies in pane et aqua poenitas.
Erano uomini, rudi, questo è fuor di dubbio. Invece di gommose vagine finte o bambole gonfiabili, i nostri avi onanisti avevano trovato una soluzione molto più pecoreccia: lignum foratum. Ah, che bello, un bel buco in un pezzo di legna e via, roba da fare le scintille e incendiare un bosco. E immaginate il povero glande del dendrofilo, ridotto a una salsiccia masticata dalla gran quantità di schegge ivi conficcate! Ma per semen projiceres questo e altro!
Dedisti osculum alicui feminae per immundum desiderium, et sic te polluisti? Si fecisti, tres dies in pane et aqua poenitere debes. Si intra ecclesiam hoc contigerat, XX dies in pane et aqua poenitas.
Hai baciato una donna preso da un osceno desiderio e perciò sei venuto? Fai penitenza stando 3 giorni a pane e acqua, 20 se è successo in Chiesa. Oltre a una notevole predisposizione all’eiaculazione precoce dell’uomo dell’XI secolo, il passo specifica proprio la chiesa come condizione per una penitenza ulteriore. Da questo possiamo supporre che fosse proprio la chiesa, luogo di ritrovo d’elezione per la comunità, ad essere anche il luogo dove si incontravano gli innamorati (magari dicendo alle rispettive famiglie che andavano a pregare) o si sperava di conoscere quella fanciulla molto troia che nessuno aveva il coraggio di avvicinare in altre circostanze.
Fecisti fornicationem contra naturam, id est ut cum masculis vel cum animalibus, id est cum equa, cum vacca, vel cum asina, vel cum alio aliquo animali?
A montare cavalle, vacche, asine e altre bestie del creato, la pena differisce a seconda che non si abbia una moglie capace di “adimpiere tuam libidinem” (7 anni), ci sia una moglie (10 anni), ci siano stati più rapporti (15 anni).

Io ci provo a non inserirli negli articoli, ma loro sono troppo egocentrici! Il rialzo scopacammello, penso ideato da Maometto (assieme al prezioso consiglio medico “bevete piscio di cammello”), rimane un “must have” dei pastori invisi al Cristo.
Fecisti quod quaedam mulieres facere solent, ut faceres quoddam molimen aut machinamentum in modus virilis membri, ad mensuram tuae voluntatis, et illum locum verendorum tuorum, aut al aliquibus ligaturis colligares, et fornicationem faceres cum aliis mulierculis, vel aliae eodem strumento, sive alio, tecum? Si fecisti, quinquennos per legitimas feras poenitas.
Incredibile! Signore e signori qui si parla di dildo: Hai fatto quello che alcune donne sono solite fare, ovvero hai fabbricato uno strumento a forma di membro virile, delle dimensioni che preferivi, e lo hai assicurato con cinghie alle parti intime tue o di un’altra per fornicare con altre donne o farti penetrare da altre donne? Se lo hai fatto, cinque anni di penitenza nei giorni festivi.
Da notare il rispetto della parità dei sessi. Se un uomo si scopa un albero, 20 gg a pane e acqua, mentre se una donna usa un fallo posticcio, cinque anni di weekend all’insegna della sobrietà alimentare.
Ad ogni modo anche Burchard, come Odone, sembra avere una conoscenza molto, molto dettagliata di tali pratiche… l’avrà maturata ascoltando porcate nel confessionale (con le braghe calate) o, come nel peggior porno di serie Z, insifonando pecore e donne per anni e anni?
Hai fatto sesso a pecora con tua moglie o con un’altra donna? Fai penitenza stando 10 giorni a pane e acqua
Ha provato il seme di tuo marito nella speranza che, a causa di questo tuo atto diabolico, lui avrebbe provato più amore per te? Fai penitenza tutti i giorni festivi per sette anni (se avete notato un’altra disparità nel trattamento uomo-donna, mi permetto di ricordare che tutti i mali del mondo furono causati da Eva).
Mania per la sistematizzazione codicistica del sapere e un rapporto di amore-odio con una fitta schiera di maialate si fondono nelle previsioni di cui sopra. Queste, più di tanti reperti e documenti antichi, contribuiscono a delineare un profilo della vita sessuale medievale completamente diverso dal grigiore oscurantista cui è stata relegata da molti storici.
Alla prossima puntata.













